ETICHETTA VAISHNAVA

ETICHETTA VAISHNAVA

Istruzioni per l’aspirante al Bhakti-yoga

Srila B.A. Paramadvaiti Swami

SEVA ITALIA – SERVIZIO EDITORIALE VAISHNAVA ACARYA

INDICE DEL CONTENUTO

Introduzione

I Pulizia del Tempio di Gundicha

II La relazione con il Maestro Spirituale

III Etichetta e regolamenti nel Tempio

IV Sicurezza

V Madri e bambini

VI Area del Tempio

VII Citazioni sulla pulizia personale nell’Ashrama

VIII Vestiario dei devoti

IX Bagni

X – XI Cucina e Prasadam

XII Automezzi

XIII Vicinato

XIV Offese da evitare contro il Santo Nome

XV Offese nell’Adorazione

XVI Gli omaggi

XVII Offese contro il Luogo Sacro

XVIII – XIX Umiltà e rapporti con i devoti

XX Come cantare il Japa

XXI Ricevere ospiti

XXII Come predicare Harinama Sankirtana

XXIII Consigli personali – Sadhana Bhakti

XXIV Amministrazione Vaishnava

XXV Regole per i devoti sposati

INTRODUZIONE

L’Etichetta Vaishnava è molto importante, più di quello che pensiamo. Qui in occidente esistono molte regole di condotta tra i così chiamati “gentiluomini”, però mangiano carne, pensano che il mondo proviene da un’esplosione e che il sesso illecito sia la meta della vita. Srila Prabhupada venne ad insegnarci la vera vita da esseri umani. Anche così, sono pochi i devoti che desiderano praticare queste regole per diventare Vaishnava altamente qualificati. “Acar” è il comportamento e “Pracar” è la predica. Ambedue gli aspetti sono importantissimi. Abbandoniamo gli attaccamenti verso i nostri “Mleccha Samskara” (costumi sub-umani) e cerchiamo di raggiungere un livello di vita che compiaccia a Srila Prabhupada e Srila Sridhara Maharaja.

ETICHETTA VAISHNAVA

L’Etichetta Vaishnava che si incontra sotto la direzione di Srila Sridhara Maharaja è molto impressionante, perchè oltrepassa le regole e le norme che seguiamo nei nostri Templi; è una Etichetta che proviene dall’amore reale di un devoto verso un’altro. Amore e Servizio Spontaneo. In questo manuale desidero dare a voi qualcuno degli aspetti di questa estatica Etichetta Vaishnava.

Una delle principali caratteristiche che osservai fu la cura e l’attenzione che ogni devoto presta per il benessere degli altri. Per esempio: I devoti Brahmana sono sempre coloro che distribuiscono il Prasadam. Loro si assicurano che ognuno riceva esattamente quello che desidera e che consumi Prasadam senza ansietà, in un ambiente al cento per cento amabile e senza invidia.

Perchè questo si possa realizzare nei nostri Templi, i devoti con qualche grado di realizzazione personale devono distribuire il Prasadam. Questo aspetto è molto stretto nell’Ashrama di Srila Sridhara Maharaja.

Non solo per i Sannyasi, ma anche tra gli stessi devoti si offrono gli omaggi tutte le mattine. Incontrandosi poi tra loro durante il giorno, i devoti non considerano necessario ripetere gli omaggi. Questa forma di rispettare i Vaishnava sviluppa la qualità dell’umiltà.

I devoti desiderano sempre sapere dove si trovano gli altri devoti; è una mancanza di Etichetta allontanarsi dalla loro associazione per molto tempo senza avvisare in quale luogo si va. Quando una persona cara si assenta per molto tempo, si causa negli altri una perturbazione della mente. Per questo i devoti si salutano sempre all’arrivo e alla partenza da e verso un altro luogo.

Tutti i devoti dell’Ashrama di Srila Sridhara Maharaja almeno una volta al giorno vanno da Sua Divina Grazia ad offrigli le loro rispettose reverenze.

I devoti devono preoccuparsi gli uni degli altri. Quando un devoto si sente male o è malato, per esempio, immediatamente gli altri devono cercare rimedi per alleviare la sua sofferenza. Nella Gaudiya Sampradaya esiste un sistema tradizionale di mostrare rispetto verso i superiori. Il grado di avanzamento del devoto è valutato dall’anzianità, cioè da quanto tempo il devoto sta servendo il Maestro Spirituale. In altre parole, è superiore il devoto che è stato iniziato per primo. Chiaramente, dovuto al fatto che mai ci si sente superiori, questo aumenta l’interscambio devozionale tra loro.

Al momento del Prasadam tutti i devoti devono sedersi in fila per dare modo a coloro che servono di occuparsi amabilmente di loro. Dal modo con cui uno si siede si può capire il suo livello di Etichetta.

Quando differenti Vaishnava stanno parlando, la conversazione deve sempre essere diretta dal devoto più anziano in realizzazione. In questo modo ci sarà rispetto a partire da quel livello fino al livello dei bhakta. Avverrà allora uno scambio molto estatico dovuto al fatto che i devoti desiderano sempre offrire un rispetto extra e mai chiedono di riceverlo, perchè non si sentono degni di alcuna attenzione speciale. Volere offrire rispetto e non volere riceverlo è esattamente lo spirito che deve esistere nell’associazione dei Vaishnava, così come Sri Caitanya Mahaprabhu lo spiegò nel terzo verso del Suo Siksastaka, nel quale si dice che il devoto è desideroso di offrire tutto il rispetto agli altri e non aspira a niente per se stesso.

ALTRI DETTAGLI DELL’ASHRAMA DI SRILA SRIDHARA MAHARAJA

La pulizia si compie rigidamente. Ci sono rigide regole per quanto riguarda la cucina e la bhoga, i quali sono considerati completamente Sacri essendo al servizio del Signore Supremo.

É impressionante la cura che Srila Sridhara Maharaja mostra ai Suoi devoti per ciò che riguarda la gestione del Laksmi del Signore. In realtà, Laksmi è il denaro che si utilizza per il servizio a Krishna, e Krishna tiene tutto sotto l’amministrazione di Srimati Radharani. Quindi Lei e tutti i devoti al Suo servizio fanno molta attenzione a che non si sprechi l’energia di Krishna e che tutti i Suoi desideri vengano esauditi.

Per fare qualsiasi spesa necessaria i devoti chiedono autorizzazione personale a Lui.

Questo è il Suo servizio speciale a Srimati Radharani.

Allo stesso modo, impressiona la maniera con la quale Srila Sridhara Maharaja agisce con i Suoi fratelli spirituali. Li fa sedere alla stessa altezza. In occasione di festival, si può vedere e apprezzare l’intima ed estatica relazione che gusta con i Suoi fratelli spirituali. Il proposito di presentare questa guida di Etichetta Vaishnava è quello di compiacere i nostri amati Maestri Spirituali, Srila Prabhupada e Srila Sridhara Maharaja.

L’etichetta Vaishnava ci rende forti predicatori. Agendo sotto questa disciplina saremo protetti dall’influenza delle modalità della passione e dell’ignoranza, arrivando ad essere puri. Srila Prabhupada diceva:

“La pulizia è la più vicina a Dio”.

Una comunità pulita attirerà più potenziali devoti, perchè immediatamente respireranno l’atmosfera e la scienza spirituale di Krishna.

(“TEMPIO PULITO = MENTE PULITA”)

Pulizia, Umiltà, Austerità e Conoscenza della Verità sono i pilastri della vita spirituale.

PULIZIA INTERNA

Il primo principio di pulizia è cantare sedici (16) giri del Maha Mantra Hare Krishna ogni giorno.

Dobbiamo fare questo se vogliamo realmente compiacere i nostri Maestri Spirituali. Senza questo principio di base non ci sarà vera pulizia, perchè la nostra mente e il nostro cuore non saranno puliti.

Srila Prabhupada diceva molto spesso che se non cantiamo i sedici giri ogni giorno non potremo essere considerati esseri umani.

Le seguenti citazioni di Srila Prabhupada, con regole generali di pulizia ed etichetta, sono presentate per il beneficio dei devoti e del Tempio di Krishna, il quale porterà come risultato l’incremento della predica e dell’attrazione di persone qualificate per il nostro Movimento per la Coscienza di Krishna.

Srila Prabhupada diceva che ogni Tempio deve regolarsi in modo da rimanere sempre accurato, delicato e attraente. Se prendiamo queste regole di etichetta e di pulizia che Srila Prabhupada ci ha insegnato, Egli si sentirà molto compiaciuto. Per compiacere il nostro Maestro, compiaciamo Krishna. Se riusciremo a compiacere a Krishna, allora questo Tempio sarà pienamente attraente per tutti.

CHI E’ UN BRAHMANA?

Estratto di una conferenza di Srila Prabhupada del 24 Agosto 1976 tenuta a Hyderabad. India:

“… Se uno non pratica vita brahminica, allora non deve essere chiamato brahmana. Puoi essere un giudice di un tribunale, però se non hai le qualità per esserlo, non devi essere chiamato giudice del tribunale. Deve esistere una istituzione educativa con lo scopo di educare specialmente i brahmana, le cui qualità sono la buona condotta, saucam o pulizia, e il rimanere sempre saturi di Verità”.

A Bombay l’uomo più povero è pulito.

In una occasione stavo osservando una cucina molto sporca; tutto era sporco e le pentole nerissime. Così come stiamo molto attenti, prima di bere dell’acqua, se questa è sporca o pulita, allo stesso modo non dobbiamo abituarci a vivere in un luogo pieno di disordine e sudiciume.

Possiamo ricordare i nostri giorni di scuola, quando i nostri banchi erano puliti e ci aggradava sederci in essi”. Pulizia generale è cultura hindu; la pulizia è essenziale. In inglese la parola pulizia significa pressochè Dio.

sri vigrahara-dhana-nitya-nana

srngara-tan mandira-marjanadau

Marjana significa pulizia: “Il Maestro Spirituale è sempre dedicato con i Suoi discepoli nella pulizia del Tempio di Sri Sri Radha Krishna”.

Non volere pulizia significa pigrizia. Se sei pigro non puoi rimanere pulito, e rimarrai nella modalità dell’ignoranza (tamo-guna). Dobbiamo conquistare e superare rajo-guna e tamo-guna.

sattvam-visuddham-vasudeva-sadvitam

“CHI HA LE QUALITA’ DI VESTIRE ABITI SPORCHI, TENERE I DENTI SPORCHI, ESSERE UN GHIOTTONE, PARLARE SCORTESEMENTE E CONTINUARE A DORMIRE DOPO DELLA SALITA DEL SOLE, BENCHE’ APPARENTEMENTE SEMBRI UNA GRANDE PERSONALITA’, PERDERA’ LA BENEDIZIONE DI LAKSMI”. Chanakya Pandit.

“SE NON VUOI PULIRE, DEVI ANDARE A VIVERE CON TUA MADRE”. Srila Prabhupada.

CAPITOLO I

PULIZIA DEL TEMPIO DI GUNDICHA

Caitanya Caritamrita, Madhya-Lila, Cap.12. 79-121.

“II giorno dopo, di buon mattino, il Signore prese con Se i Suoi compagni e di Sua mano cosparse di polpa di sandalo il loro corpo. Poi consegnò personalmente una scopa a ogni devoto, e prendendoli tutti con Sè, il Signore Si recò a Gundicha.

Fu così che il Signore e i Suoi compagni andarono a pulire il tempio di Gundicha.

Dapprima ripulirono il tempio con le scope. II Signore pulì accuratamente tutto l’interno del tempio, compreso il soffitto. Poi spostò il trono della Divinità (lo simhàsana ), lo pulì e lo rimise al suo posto. Così il Signore e i Suoi compagni pulirono e scoparono tutti gli edifici del tempio, grandi e piccoli, e alla fine pulirono anche la zona situata tra il tempio e la sala delle riunioni.

Centinaia di devoti erano impegnati a pulire tutto il tempio, e Srì Caitanya Mahaprabhu lavorava personalmente allo scopo di istruire gli altri. Sri Caitanya Mahaprabhu pulì e lavò il tempio con grande gioia, cantando incessantemente il santo nome di Krishna.

Anche tutti gli altri devoti cantavano mentre svolgevano il compito che era stato loro affidato. Il meraviglioso corpo del Signore, completamente coperto di polvere e terra, si arricchì di bellezza trascendentale.

Ogni tanto mentre puliva il tempio il Signore piangeva, e alcuni luoghi furono lavati dalle Sue lacrime. In seguito fu pulito il luogo dove si conservava il cibo per la Divinità (bhoga-mandira ); poi fu pulito il cortile e anche tutte le stanze di residenza, una dopo l’altra.

Dopo che Sri Caitanya Mahaprabhu ebbe ammucchiato la paglia, la polvere e la sabbia in un luogo, la raccolse nella propria veste e la gettò fuori.

Seguendo l’esempio di Sri Caitanya Mahaprabhu, tutti i devoti, con grande gioia, cominciarono a raccogliere nelle loro vesti paglia e polvere, e le gettarono fuori dal tempio. Poi il Signore disse ai devoti: “Guardando tutta la polvere e la paglia che avete accumulato là fuori, posso vedere quanto avete faticato e con quanta cura avete pulito il tempio”. Benchè tutti i devoti insieme avessero accumulato un gran mucchio di spazzatura, il mucchio raccolto da Sri Caitanya Mahaprabhu era molto più grande.

Conclusa l’opera di pulizia all’interno del tempio, di nuovo il Signore assegnò a ciascuno un’area da pulire. Il Signore allora ordinò a ciascuno di pulire l’interno del tempio in modo perfetto raccogliendo ed eliminando la polvere più fine, le pagliuzze e la sabbia rimasta.

Dopo che Sri Caitanya Mahaprabhu e tutti i Vaishnava ebbero pulito il tempio per la seconda volta, Sri Caitanya Mahaprabhu Si mostrò molto felice nel vedere come procedevano le pulizie. Mentre il tempio veniva spazzato, circa un centinaio di uomini si erano preparati con vasi pieni d’acqua, pronti a svuotarli non appena avessero ricevuto l’ordine del Signore.

Non appena Sri Caitanya Mahaprabhu chiese dell’acqua, immediatamente tutti gli uomini con i cento vasi pieni fino all’orlo si fecero avanti e li presentarono al Signore. In questo modo Sri Caitanya Mahaprabhu lavò dapprima il tempio principale e poi, sempre con grande cura, lavò il soffitto, i muri, il pavimento, il trono ( lo simhàsana ) e tutto ciò che si trovava nel tempio. Sri Caitanya Mahaprabhu in persona e i Suoi devoti cominciarono a gettare acqua sul soffitto. L’acqua, scendendo, lavava i muri e il pavimento. Allora Sri Caitanya Mahaprabhu cominciò a lavare con le proprie mani il trono di Sri Jagannatha, e tutti i devoti cominciarono a portare acqua al Signore. Tutti i devoti nel tempio cominciarono a lavare. Ognuno aveva una scopa in mano, e in questo modo pulirono il tempio del Signore. Alcuni portarono acqua da versare sulle mani di Sri Caitanya Mahaprabhu e altri versarono acqua sui Suoi piedi di loto. Qualcuno bevve di nascosto l’acqua che scorreva dai piedi di loto di Sri Caitanya Mahaprabhu. Un altro elemosinò un pò di quell’acqua, e un’altra persona la distribuiva. Dopo che il tempio fu lavato, l’acqua fu fatta uscire da un foro, e scorrendo riempì il cortile esterno. Il Signore asciugò le stanze con i Suoi stessi vestiti, e con essi lucidò il trono. Dopo essere stato pulito, il tempio era purificato, fresco e piacevole, proprio come se la mente pura del Signore stesso fosse apparsa. Poichè centinaia di uomini erano impegnati nel portare acqua dal lago, le rive erano estremamente affollate. Per conseguenza, qualcuno cominciò ad attingere acqua da un pozzo. Centinaia di devoti portarono vasi d’acqua, e a centinaia portavano via i vasi vuoti per riempirli di nuovo. Ad eccezione di Nityananda Prabhu, Advaita Acarya, Svarupa Damodara, Brahmananda Bharati e Paramananda Puri, tutti erano impegnati a riempire i vasi d’acqua e a portarli al tempio. Quando i devoti si scontravano, molti di quei vasi si ruppero e centinaia di uomini dovettero portare vasi nuovi da riempire. Alcuni riempivano i vasi, altri lavavano le stanze, ma tutti erano impegnati a cantare il santo nome di Krishna e Hari. Una persona chiedeva un vaso d’acqua cantando il nome di Krishna, Krishna, e l’altra lo porgeva cantando Krishna, Krishna. Ogni volta che qualcuno doveva parlare, pronunciava il santo nome di Krishna, e così il santo nome diventò un’indicazione per tutti coloro che desideravano qualcosa. Mentre Sri Caitanya Mahaprabhu, preso da amore estatico, faceva risuonare il santo nome di Krishna, eseguiva Egli stesso il lavoro di centinaia di uomini. Sembrava che Sri Caitanya Mahaprabhu pulisse e lavasse con cento mani. Si avvicinava a ciascuno per mostrare come bisognava fare. Quando vedeva che qualcuno stava facendo bene, il Signore lo elogiava, ma se vedeva che qualcuno non lavorava a dovere, subito lo rimproverava, senza però serbargli alcun rancore. (Il Signore diceva): “Tu hai fatto un buon lavoro. Per favore, insegna agli altri in modo che possano agire nello stesso modo”. Sentendo queste parole di Sri Caitanya Mahaprabhu, ognuno si sentiva pieno di vergogna e riprendeva a pulire con maggiore attenzione.

Lavarono l’area detta Jagamohana, poi il luogo dove si ponevano gli alimenti e anche tutti gli altri luoghi. In questo modo lavarono la sala delle riunioni, tutto il cortile, i seggi elevati, la cucina e tutte le altre stanze. Così tutte le parti del tempio furono lavate accuratamente, all’interno e all’esterno.

SIGNIFICATO

Chiunque diffonda la cultura di Sri Caitanya Mahaprabhu accetta una responsabilità simile. Il Signore Caitanya Mahaprabhu stava benedicendo e riprendendo individualmente con questa lezione e coloro che sono considerati Acarya devono apprendere da Lui come istruire i devoti con l’esempio personale. Il Signore Caitanya era molto compiaciuto con quelli che poterono pulire il Tempio gettando fuori tutte le cose indesiderabili. Questo si chiama anarthanivritti, o pulizia delle cose indesiderabili accumulate nel cuore. Così, la pulizia di Gundicha Mandir fu diretta dal Signore Caitanya Mahaprabhu per insegnarci come deve essere pulito e purificato il cuore per ricevere il Signore Krishna, e unito a Lui, percepirlo libero da fonti di disturbo.

CAPITOLO II

LA RELAZIONE CON IL MAESTRO SPIRITUALE

Il Maestro Spirituale forma la nostra nuova vita. Egli ci insegna l’Etichetta Vaishnava e l’attitudine che dobbiamo adottare. Tutto questo libro è dedicato all’apprendimento delle istruzioni di Srila Prabhupada e Srila Sridhara Maharaja, come anche dagli esempi dei passatempi del Signore Caitanya Mahaprabhu. Che attitudine dobbiamo adottare per avere successo nell’esecuzione della nostra vita spirituale?

Ci sono molte cose da dire su questo. Innanzitutto raccomandiamo che tutti leggano il libro “La Verità riguardo il Guru” di Srila Sridhara Maharaja. Qui sono presenti solo alcuni passi di quel libro per chiarire i punti fondamentali. I nostri Maestri Spirituali sono divisi principalmente in Diksa-guru, cioè quel Maestro dal quale riceviamo iniziazione, e Siksa-guru, cioè quello che ci istruisce. Non dobbiamo vedere differenze tra loro.

Possiamo avere un Diksa-guru e molti Siksa-guru. In generale, la nostra autorità più immediata è il nostro Siksa-guru, il quale rappresenta la nostra fede positiva e aumenta il nostro desiderio di arrenderci.

Tutti i Maestri Spirituali sono rappresentanti del Maestro Spirituale originale Sri Krishna e non devono essere contraddetti. Siksa-guru, o devoto avanzato, è colui che è più avanzato di noi nella stessa linea positiva della nostra fede. Il discepolo deve vedere i suoi Guru come rappresentanti di Dio. Se non fosse così, come potremmo arrendere questa nostra vita al Signore?

Uno deve accettare un solo Diksa-guru dopo essersi convinto che questo Guru è qualificato e puro nel Suo proposito. Il servizio al Guru e ai Vaishnava è la cosa più importante della nostra vita. Dobbiamo indagare dai nostri Maestri riguardo il nostro avanzamento spirituale e su come aumentare la qualità della nostra devozione a Sri Sri Gaura Nitay. Allontanarsi dal Guru o disobbedire ai suoi ordini ci pone nella situazione di essere disconnessi e non protetti nuovamente.

CAPITOLO III

ETICHETTA DEL TEMPIO E REGOLAZIONI

A Mayapur, una mattina, Srila Prabhupada stava facendo una passeggiata attorno al cortile. Poi entrò in casa e poco dopo tornò con una sigaretta in mano e disse: “Chi stava fumando nel mio bagno?”.

In altre parole, ogni cosa che utilizziamo appartiene a Srila Prabhupada e deve essere trattata nel migliore dei modi. Nello Srimad Bhagavatam 7.5 23-24 è scritto: “Il proposito di lavorare per la Divinità è quello di mantenersi puliti e puri”.

I grihasta devono essere esempio di pulizia.

Nel 1970, nella spiaggia di New Jersey, Srila Prabhupada buttò per aria la scarpa di un devoto ammonendolo: “E’ di cuoio? Non indossare articoli di cuoio. Sono prodotti della violenza, e qualcosa di buono di questo paese è che fanno tutto sintetico”.

Cambia le tue scarpe di cuoio con quelle di tela o materiale sintetico.

PULIZIA

1. Dopo aver mangiato qualsiasi cosa, prima di cantare, prima di entrare nel tempio o nella cucina, etc. devi sempre lavarti le mani e la bocca. Srila Prabhupada diceva che perfino dopo aver bevuto acqua dobbiamo sciacquare la bocca.

2. Entrando nel tempio bisogna purificare i piedi, specialmente se si portano scarpe di cuoio.

3. Prima di entrare nel tempio, colloca sempre le tue scarpe in ordine nello scompartimento assegnato a tal fine. Se le tue scarpe sono sporche, puliscile e poi riponile nello scomparto, perchè le scarpe che si trovano nel posto non assegnato saranno ritirate giornalmente.

4. Appendi sempre i tuoi vestiti ordinatamente e raccogli gli attaccapanni che sono caduti al suolo per causa tua. Gli zaini o i sacchi a pelo non devono essere lasciati negli angoli o lungo i corridoi. Devono essere custoditi nelle aree a loro designate.

5. Indossa vestiti puliti nel Tempio nei programmi mattutini e ugualmente in cucina.

6. Nè scarpe nè ciabatte di cuoio sono accettate da usare nel Tempio. Cambia o aggiusta le scarpe rotte.

7. Nel posto di Srila Prabhupada non si deve sedere mai nessuno, e nemmeno nel posto del Guru. Mai ci si siede nella sedia con i piedi alzati sopra la tavola. Questo è inaccettabile.

8. Le tavole non sono per sedervisi sopra, nè tantomeno per collocarvici sopra rifiuti.

9. Ghirlande, bicchieri e sprechi non appartengono alle maniglie delle porte nè al giardino. I beni personali e tutte le cose trovate lungo i corridoi, sui balconi, sulle sedie, sulle tavole, saranno raccolte e distribuite tra tutti.

10. Sacchetti del Japa, ghirlande, chaddar, etc., non si devono appendere sugli specchi, nè nel Tempio e nè nel luogo delle Divinità. Il Tempio di Krishna non è una bottega. Inoltre, appendere le cose è un cattivo costume; queste cose saranno rimosse.

11. Non devi appoggiarti agli specchi o alla parete durante la classe; lo stesso lo si deve dire agli invitati, senza eccezione.

12. Devi collocare le lampade a olio, a gas o le candele lontano dai vyasasana e dalle pareti perchè il fumo nero è difficile da pulire.

13. I devoti devono prendere Prasada solo nelle aree designate.

14. Guru Kripa Swami si lamentò una volta davanti Srila Prabhupada perché i devoti, a volte, non volevano partecipare nelle pulizie. Srila Prabhupada disse: “Se un devoto non è pulito, può andare a vivere con sua madre”.

15. Non lasciare il tuo sacchetto del japa per terra. É segno di rispetto.

16. Non scavalcare mai un devoto nella sala del Tempio o nella sala del Prasada.

17. Non offrire e non accettare la lampada di ghee con la mano sinistra. Questa mano non è pulita e si utilizza solo per la pulizia del corpo.

18. Non collocare il piatto di Krishna sopra superfici sporche e lo stesso vale per la Caranamrita. Nessun oggetto sacro deve essere posto sul pavimento (intendendo per oggetto sacro tutta la parafernalia di Krishna e dell’adorazione inclusi portaincensi, libri, etc.).

19. Non muovere mai con i piedi le cose sacre.

20. Le donne devono cantare nelle aree specifiche.

21. Non portare le cose del Tempio a casa tua (coperte, lenzuola, cose di altri devoti, etc.).

Il Tempio soffre per queste cose, le quali causano ansietà a tutti. Chi sarà sorpreso nel fare questo, sarà castigato.

22. Le persone che desiderano pernottare una o varie notti, devono essere invitate a parlare con le autorità del Tempio.

23. Leggi il capitolo 8 de “Il Nettare della Devozione”.

24. Leggi tutto “Il Nettare della Devozione”.

25. I devoti giovani devono essere cortesi con gli altri devoti e discepoli di Srila Prabhupada e di Srila Sridhara Maharaja.

26. I conflitti o i problemi con i devoti devono sempre essere risolti attraverso canali appropriati, cioè le autorità. Le ostilità tra devoti sono deprimenti.

27. Non prendere a nessun devoto cose o articoli del Tempio senza permesso dell’autorità appropriata. Questo include tutto; bhoga, libri, candele, articoli per la pulizia, contagiri del Japa, cassette, strumenti musicali, attrezzi e altro.

28. Devi assistere ogni giorno al saluto delle Divinità.

I devoti giovani non devono stare davanti agli altri devoti. Preferibilmente devono stare in luoghi dove possono vedere e realizzare offerte senza impedimenti.

29. Non chiudere le porte sbattendole. Srila Prabhupada diceva che ogni volta che sentiva sbattere una porta il Suo cuore aveva un sussulto.

30. In generale, devi trattare gli altri e le cose in maniera delicata, fine e soave, con naturalità. La Coscienza di Krishna è sublime, amorosa e umile. Tutto quello che esiste è energia di Krishna, la Suprema Personalità di Dio.

31. Devi evitare categoricamente tutti gli sprechi e i cattivi usi.

32. Lascia pulito nei posti in cui ti trovi come prima che arrivassi.

Tutti i devoti sono responsabili della pulizia del loro Ashrama, ufficio, casa o grihas. Tutti dobbiamo collaborare per l’impeccabilità dei Templi per la Coscienza di Krishna.

33. Non cantare mai il Japa a voce troppo alta perchè disturbiamo la concentrazione degli altri devoti nel loro canto. Si può cantare forte il Santo Nome nel momento del Kirtana.

34. Non ostacolare la visuale di Srila Prabhupada verso le Divinità durante il Kirtana-arati poichè Egli è realmente seduto sul Suo Vyasasana.

35. Non devi mai offrire omaggi senza serietà. É un atto molto serio. Per questo offriamo omaggi ai piedi dei Vaishnava tutti i giorni.

36. Non camminare con le scarpe di un altro devoto.

37. Devi offrire omaggi quando entri e quando esci dal Tempio.

38. Dobbiamo smettere di tirare fiori dentro il Tempio.

I fiori sono offerte ed è offensivo utilizzarli come proiettili, o lasciarli abbandonati sul pavimento. In particolare questo è rivolto ai bambini e agli studenti della Gurukula.

39. Leggi di nuovo tutte le regole. E poi un’altra volta ancora, fino a quando non ti sarai abituato a praticarle permanentemente per avere successo nella tua vita spirituale.

CAPITOLO IV

SICUREZZA

1. Tutti i devoti residenti negli Ashrama devono rimanere all’erta riguardo la sicurezza del Tempio e dell’Ashrama. Tutti devono essere informati delle norme, e in particolare coloro che sono incaricati della sicurezza.

2. Le entrate di fronte e a lato del Tempio devono mantenersi sempre chiuse la mattina e la notte. Questo per preservare la sicurezza delle Divinità e dei devoti del Tempio. Dobbiamo sviluppare l’abitudine di chiudere le porte dietro di noi. Mentre si danno le classi o si celebrano Kirtan, Bhajan o feste con invitati, le porte delle aree di interesse del Tempio e quelle di accesso di soli devoti residenti (Ashrama, uffici,etc.) devono rimanere chiuse o vigilate per tutto il tempo necessario.

3. Non lasciare mai privo di attenzione un invitato all’interno del Tempio o dell’edificio. Se un devoto vede qualcuno che si aggira all’interno, deve scortarlo oppure trovare qualcuno che possa farlo. Altrimenti lo si deve invitare perchè ritorni la domenica al Festival.

4. Se vedi situazioni o persone sospette riferisci immediatamente all’incaricato per la sicurezza.

5. Mantieni sempre chiuse a chiave le porte della tua casa e quella del Tempio. I balconi e le finestre devono essere chiusi quando esci.

6. Mantieni chiuse le portiere delle auto. Possibilmente non lasciare oggetti sui sedili.

7. Lascia le copie delle chiavi che utilizzi nel Tempio nell’ufficio dell’autorità; in caso di perdita delle chiavi originali eviterai danni innecessari alle porte. Nello stesso ufficio puoi depositare valori in genere. Se ci sono problemi seri aspetta che arrivi aiuto. Comunica con l’autorità o al suo rappresentante più immediato.

8. Nessuno può dormire nel Tempio, salvo che l’autorità lo approvi e che i documenti personali si trovino depositati nell’ufficio dell’autorità.

9. I devoti che sono in visita devono anche loro chiedere il permesso per dormire o per entrare nell’Ashrama del Tempio.

10. I devoti che sono in visita al Tempio devono contribuire facendo servizio e/o con la donazione prestabilita secondo disposizione dell’autorità.

CAPITOLO V

MADRI E BAMBINI

1. Le madri devono sempre pulire ciò che i figli sporcano in qualsiasi parte. Se i nostri figli sporcano con le loro dita gli specchi, dobbiamo pulirli. Se rovesciano la spazzatura dobbiamo raccoglierla, etc…

2. Ai bambini non è permesso l’utilizzo di matite, penne e colori all’interno del Tempio, eccetto in luoghi aperti, in Gurukula o in luoghi particolarmente designati. Non è permesso loro di correre, gridare o giocare all’interno del Tempio. I più piccoli devono essere sempre accompagnati. Se le madri sono occupate all’altare, in cucina o in ufficio, sono tenute a fare i giusti arrangiamenti perchè i figli non gironzolino liberamente; se necessario, altri devoti devono accudirli e vigilarli.

3. Le madri non devono mai utilizzare le docce e i sanitari dei devoti senza eccezioni, salvo che esista un solo bagno per tutti.

4. Sia gli assorbenti igienici che i pannolini dei bimbi non devono mai essere lasciati nei bagni del Tempio. Le madri devono raccoglierli in borse di plastica, chiuderle e immediatamente portarli nei contenitori della spazzatura che si trovano all’esterno del Tempio. Bisogna assicurarsi che non rimangano in superficie. MAI devono essere gettati nei contenitori della spazzatura che si trovano all’interno del Tempio.

6. Ai bambini non è permesso mangiare in qualsiasi luogo. Ci sono spazi designati per questo. Se mangiano all’esterno, le loro madri sono tenute a raccogliere tutto, cioè piatti, bicchieri, tovaglioli, etc.

CAPITOLO VI

AREA DEL TEMPIO

1. Non dobbiamo lasciare Prasada (cibo offerto a Krishna) in qualsiasi luogo; sembra che alimentiamo i ratti. Una gallina non mangia alimenti fermentati, bruciati o decomposti, ma il ratto lo fa. Sii responsabile, per favore, non lasciare il tuo piatto di Prasada di fuori.

PULIZIA BASILARE GENERALE

Dei quattro principi religiosi, la pulizia è uno di loro. Pulizia interna è cantare sempre il Mantra Hare Krishna e la pulizia esterna include vari principi di base. Più uno si purifica, maggiore attrazione sente nel seguire questi principi di pulizia. In maniera determinata, evitiamo di commettere offese.

AL DORMIRE

1. Dormire in direzione dell’Oriente o del Sud.

2. Non dormire con la bocca sotto.

3. Gli indumenti con i quali uno dorme si contaminano.

4. Le coperte contaminano tutto ciò che toccano.

5. Se uno dorme anche per un’ora durante il giorno, deve lavarsi completamente prima di entrare nella cucina o nel Tempio poichè rimane contaminato.

6. Cantare orazioni e glorificazioni quando ci si sveglia.

7. Pulire con acqua l’area di riposo dopo aver dormito.

8. Piegare le coperte e riporle fuori dal passaggio.

ALL’EVACUARE

1. Dopo aver urinato, lavarsi le mani, i piedi e la bocca.

2. Dopo aver defecato, lavarsi completamente.

3. Per defecare utilizza la postura vedica.

4. Non introdurre elementi sacri nel bagno.

5. Dopo aver evacuato, utilizza la mano sinistra per la pulizia (tutto ciò che è relazionato con l’evacuare si fa con la mano sinistra).

6. Gli indumenti che si introducono nel bagno quando si evacua rimangono contaminati.

7. Lasciare l’area utilizzata completamente pulita.

8. Rimanere in bagno il minimo di tempo, poi procedere immediatamente con la purificazione.

AL LAVARSI

1. Ci si deve lavare quando ci si sveglia, dopo aver defecato e prima del programma serale.

2. Prima di lavarsi si devono lavare i denti, tagliare le unghie, la barba, etc. Se si fa dopo, si rimane contaminati.

3. Per lavarsi (“lavarsi” si intende la doccia completa) utilizzare il gamcha (bisogna essere sempre coperti).

4. Lavare bene i piedi e le unghie.

5. Cambiare gli indumenti intimi dopo ogni doccia.

6. non lasciare nel bagno nessun utensile personale.

7. Applicare il tilaka in tredici (13) parti del corpo, delineando bene, cantando i rispettivi mantra e meditando sulle differenti forme del Signore.

AL MANGIARE

1. Prendere Prasada solamente nella stanza designata.

2. Non mangiare niente tra i pasti.

3. Cantare seriamente le preghiere degli alimenti.

4. Mangiare tutto il Prasada nel piatto. Tutto il Prasada che cade a terra deve essere mangiato. Il sistema è non chiedere più di quello che uno può mangiare nel momento che stanno servendo Prasada. É preferibile chiedere poco e poi richiedere, piuttosto che buttare o perdere la misericordia di Krishna che tutto vede.

5. Offrire omaggi al termine dei pasti.

6. Non parlare durante il Prasada aiuta l’avanzamento spirituale.

7. Pulire con acqua il luogo dove si rispetta il Prasada.

8. Dopo aver mangiato, lavare le mani e i piedi.

9. Non guardare il Prasada.

10. Lavare le mani dopo aver bevuto acqua. Mangiare con la mano destra.

DEL CORPO

1. Rasarsi la testa almeno ogni quindici giorni, salvo servizi speciali.

2. Mantenere le unghie pulite e corte. Non lasciare in giro i pezzi delle unghie; gettali nel sanitario.

3. Lavarsi le mani dopo essersi toccati la bocca. La bocca è sporca quanto lo stesso ano.

4. Mantenere puliti i piedi.

5. La mano destra si utilizza per mangiare, cantare il Japa, offrire e accettare regali o cose.

6. E’ incorretto toccare o impugnare qualsiasi cosa con i piedi, oppure toccarseli.

7. Non scavalcare, passandoci sopra, i devoti, i libri, il Prasada o gli articoli sacri.

8. Sedendosi, coprirsi i piedi. Non devono mostrarsi a nessuno, e tantomeno la pianta dei piedi.

DELL’ASHRAMA

1. Mantenere la mobilia pulita e ordinata.

2. Gli indumenti sporchi devono essere messi nel luogo designato.

3. Lasciare gli indumenti ad asciugare nei luoghi designati.

4. Gli indumenti si contaminano nei bagni, durante il Sankirtan lungo le strade, nel fare un lavoro sporco e indossandoli sotto le coperte. Non usare questi indumenti così contaminati nelle cucine o nel Tempio.

5. Niente deve essere lasciato per terra (cembali, libri, matite,etc.).

6. Quando un oggetto sacro cade a terra, raccoglierlo e portarlo alla fronte.

7. Rispettare gli oggetti sacri, non giocare con loro e neanche lanciarseli.

8. Non prendere le cose che sono di proprietà altrui.

9. Non associarsi o parlare con donne, salvo che sia strettamente necessario. I Japa che sono tenuti fuori dai loro sacchetti non devono essere appesi a ganci di nessuna natura. Di fronte alle Divinità si devono svolgere solamente attività strettamente devozionali.

SUPPLEMENTI PERSONALI PER LA PULIZIA

1. Astuccio per gli articoli di pulizia.

2. Spazzolino da denti con il suo rispettivo cappuccio protettivo e dentifricio.

3. Sapone, portasapone e spugna per doccia. 4. Tagliaunghie e altri accessori necessari.

DI PROPRIA INIZIATIVA, ORDINARE E PULIRE TUTTO QUELLO CHE CI SEMBRA FUORI POSTO, O CHE CI SEMBRA IN UNO STATO INACCETTABILE. PENSARE IN OGNI MOMENTO SE QUELLO CHE CI STA ATTORNO STIA COMPIACENDO KRISHNA.

Non dobbiamo limitare o condizionare il Servizio Devozionale a causa dei nostri desideri materiali insoddisfatti. Avanzeremo spiritualmente solamente se manterremo un’attitudine sincera con Krishna; al contrario, ci allontaneremo automaticamente dalla Coscienza di Krishna.

CAPITOLO VII

CITAZIONI RIGUARDO LA PULIZIA PERSONALE NELL’ASHRAMA

1. I pavimenti devono essere lavati giornalmente e ogni volta che si ha mangiato o dormito su di esso.

2. Per la pulizia si devono usare strofinacci che possono essere lavati facilmente.

3. Gli strofinacci, le spugne e tutti gli articoli che si usano per pulire il pavimento non devono essere usati per la pulizia dei mobili.

Quelli che si usano per pulire il bagno non devono essere usati da altre parti. Quelli che si usano per l’altare devono essere mantenuti a parte.

4 La tavola che si usa per stirare deve mantenersi libera dalla sporcizia. Non appoggiarci sopra la spazzola per i capelli, i piatti, i bicchieri, etc. perchè questa tavola viene usata per stirare la biancheria che si utilizza sull’altare, nella stanza del Pujari, nella cucina, etc.

CAPITOLO VIII

VESTIARIO DEI DEVOTI

Srila Prabhupada disse: “vestito con il dhoti, il sari, etc. o vestito con abiti classici (giacca e cravatta, ecc.), il devoto deve essere sempre sobrio come un signore”.

Un devoto non deve mai essere mal vestito. I suoi vestiti devono essere sempre puliti e ben stirati. Non usare due calzini di colore differente come fanno gli hippy. Impara a curare la tua biancheria come qualcosa di prezioso che usi per la predica. Un devoto non è vanitoso, però una buona presenza causa un buon effetto.

In tutte le circostanze, le madri devono tenere il loro capo coperto

Qualsiasi indumento sensuale è indesiderabile per un devoto(a).

Se qualcuno lascia in disordine nell’ashrama, tu puoi mettere in ordine, poichè nella nostra comunità tutto appartiene a Srila Prabhupada.

CAPITOLO IX

IN BAGNO

1. Il pavimento, i sanitari, le pareti, il sifone e la doccia si devono lavare ogni giorno.

2. Le finestre devono rimanere aperte il maggior tempo possibile.

3. La porta del bagno deve sempre rimanere chiusa. 4. Il tilaka (che è sacro) non deve entrare nel bagno.

5. Il pavimento del bagno deve sempre essere mantenuto asciutto.

6. Non entrare con il sacchetto del japa nel bagno, nemmeno con bottoni o articoli che riprendono motivi spirituali oppure letteratura sacra. Non intrattenere conversazioni sull’Hari Nama in bagno o sotto la doccia.

CAPITOLI X e XI

CUCINA E PRASADA

La forma corretta di preparare e offrire Prasada, la misericordia del Signore:

Prasada è una parola magica nei templi. Devoti e visitatori sono assorti allo stesso modo quando meditano su di esso. Attaccarsi a Krishna nella forma del Prasada è la forma più facile. Conosciamo ospiti del Prasada, seguaci e ladroni di Prasada. In realtà il Prasada è per pregare e non per gratificare la lingua. Il Prasada è sacro, e dalla sua preparazione fino all’offerta al Signore e poi alla distribuzione, occorrono molte regole che ci proteggono dal pericolo di commettere offese.

IN CUCINA

1. Non entrare nella cucina di Krishna con scarpe che usi per uscire per strada.

2. Cucina con devozione.

3. Non fare mai esperimenti con le preparazioni; utilizza ricette conosciute.

4. Non parlare di cose innecessarie (prajalpa) in cucina.

5. Mantieni il corpo e gli indumenti perfettamente puliti quando cucini.

6. Non fare entrare in cucina persone aliene al servizio, come karmi o curiosi che desiderano consumare il cibo prima che venga offerto al Signore. Non permettere la presenza di animali in questo luogo.

7. Non utilizzare prodotti contaminati, in lattina o preparazioni karmiche.

8. Persone che non sono brahmana non devono, preferibilmente, toccare il fuoco.

9. Cucina e pulisci allo stesso tempo. La cucina è sacra quanto lo stesso altare. Di conseguenza, non deve mai essere sporca.

10. Tieni coperto il piatto del Signore perchè nessuno veda l’offerta.

11. Quando l’offerta torna dall’altare può iniziare la distribuzione.

12. Tutti i tavoli devono essere puliti dopo il loro uso.

13. I piatti, le pentole e i coperchi devono essere lavati dopo il loro uso. Non lasciare piatti sporchi ovunque. Dopo l’uso ritira i piatti e i bicchieri di carta e gettali nel bidone della spazzatura.

14. Srila Prabhupada voleva che cucinassimo e pulissimo simultaneamente, in modo che quando si era finito di cucinare, tutto si trovava pulito e sistemato al proprio posto.

15. Gli scaffali della cucina si devono pulire una volta alla settimana.

16. I forni devono mantenersi impeccabili. La loro superficie deve essere pulita ogni giorno. Assicurati che vengano spenti dopo l’uso.

17. Gli alimenti secchi che si conservano fuori del congelatore devono essere collocati in dei contenitori.

18. Pulisci il frigorifero regolarmente.

19. La spazzatura deve essere gettata ogni giorno.

20. Devono esserci sempre due lavandini; uno chiamato pulito e l’altro contaminato. Il primo si deve utilizzare per lavare le pentole, gli alimenti e qualsiasi cosa della cucina. Il secondo si deve utilizzare per lavare i piatti e le mani. La bocca, il viso e i piedi si devono lavare nel bagno.

21. Lava sotto la stufa e sotto i frigoriferi una volta al mese.

22. Srila Prabhupada diceva: “Ogni stanza deve essere pulita come uno specchio. Se non è così, stai invitando i topi. Abbi cura!”.

Srila Bhaktivinoda Thakura ha composto una bella orazione per onorare il Prasada prima di mangiare:

Sarira avidya-jàla, jadendriya tàhe kàla,

Jìve phele visaya-sàgare

Ta’ra madye jihvà ati, lobhamaya sudurmati

Ta’ke jetà kathina samsàre

Krishna bada dayàmaya, karibàre jihvà jaya,

Sva-prasada-anna dila-bhài

Sei annàmrta khào, ràdhà-krishna-guna gào,

Preme dàka caitanya-nitài

“Oh mio Signore! Questo corpo materiale è un luogo di ignoranza; i sensi costituiscono una rete di sentieri che ci conducono verso la morte.

Siamo caduti in questo vasto oceano di godimento dei sensi e, tra tutti loro, quello della lingua è il più vorace e difficile da controllare.

É’ molto difficile controllare la lingua in questo mondo, però Tu, amato Krishna, Sei così tanto misericordioso con noi che ci hai inviato questo magnifico Prasada per aiutarci a controllarla.

Prendiamo perciò questo Prasada con nostra piena soddisfazione, e in questo processo glorifichiamo le Vostre Signorie Sri Sri Radha e Krishna, e invochiamo l’aiuto del Signore Caitanya e Nityananda”.

DISTRIBUZIONE DEL PRASADA

La disposizione Vaishnava di servire il Prasada è la seguente:

Prima gli ospiti d’onore, i Sannyasi e le autorità simultaneamente. Poi i Brahmana, i visitatori, i devoti iniziati e i Bhakta. Le madri e i devoti prendono Prasada in luoghi separati.

Non esistono paragoni con la misericordia del Signore. Il Prasada non si contamina e può essere accettato in qualsiasi luogo e a qualsiasi ora, tranne che nella cucina o di fronte alle Divinità. Nel rispettare il Prasada si devono tenere di conto i punti seguenti:

1. Lava le tue mani prima e dopo aver mangiato.

2. Accetta Prasada con umiltà.

3. Non permettere che il mestolo di portata tocchi il tuo piatto.

4. Osserva l’ordine di distribuzione sopra menzionato.

5. Non lasciare mai resti di Prasada nel piatto e non buttarlo mai nella spazzatura.

6. Non lasciare piatti sporchi ovunque e pulisci il luogo in cui hai mangiato.

7. Non prendere mai più di quello che il tuo corpo necessita; l’eccesso di Prasada causa stanchezza e pigrizia. Inoltre, è sintomo di irresponsabilità e di abuso.

Il Prasada è la misericordia del Signore Supremo Sri Krishna e tutti sono molto attratti da questa misericordia. Srila Prabhupada diceva che Srimati Radharani cucina per Krishna e nella cucina di Lei non si parla mai innecessariamente. Dobbiamo fare felici tutti coloro che serviamo. Il Grihasta Vedico era tenuto a fare un richiamo dalla porta della sua casa e chiunque apparisse era invitato.

II famoso re Ranti Deva, durante una prova davanti ai Deva, era disposto a morire di fame pur di sfamare tutti quelli che venivano, perfino i cani.

Servire Prasada è una misericordia. Cerca di servire e fare felici i devoti, i visitatori, coloro che cucinano e i presidenti dei templi. La cucina del Signore Krishna non deve essere mai sporca. Il devoto che serve offre il Prasada con parole dolci fino a quando il devoto rifiuta di accettarne ancora. Ai visitatori si serve prima piccole quantità di Prasada per evitare gli sprechi, però se il visitatore ne chiede ancora, lo si deve servire fino a piena soddisfazione. Prima si devono servire i liquidi; questa è la forma corretta.

Bisogna anche controllare che chi prende Prasada si trovi in una posizione comoda.

Non toccare mai con il cucchiaio di portata il piatto in cui si mangia. Il piatto è molto contaminato e può contaminare il cucchiaio, poi la pentola e tutto diventa contaminato. Il Prasada non si contamina, però il cucchiaio e la pentola di Krishna si. Il Prasada rimanente verrà poi consumato dai devoti. Dobbiamo servire i resti del Prasada di Krishna e del Maestro Spirituale.

Nel caso di visitatori, li si deve servire a parte e i piatti devono presentarsi già serviti. Dopo che se ne saranno andati, si deve pulire il luogo con acqua (la pulizia è la più vicina alla Divinità).

É meglio che i devoti che servono Prasada mangino prima, così che prestino maggior attenzione in questo importante servizio (benchè non sia la prassi corretta, teniamo conto delle circostanze). Non dimenticare il detto popolare “pancia piena, cuore contento”; chi è trattato con attenzione e gentilezza non dimentica Krishna e i suoi devoti.

COME OFFRIRE PRASADA NELLA TUA CASA

Utilizza un piatto nuovo per offrire Prasada al Signore Supremo; colloca le preparazioni ben distribuite nel piatto. Se puoi, metti una foglia di Tulasi in ogni preparazione. Metti il piatto sull’altare (sull’altare devono trovarsi i ritratti del tuo Guru, del Pancatattva, di Srila Prabhupada, Srila Sridhara Maharaja e di Radha e Krishna); offri anche un fiore al Signore. Facendo gli omaggi, canta tre volte i seguenti Mantra accompagnato dal suono di una campanella.

Il Mantra del tuo Maestro Spirituale

Il Mantra di Srila Prabhupada

Namo Maha Vadanyaya

Namo Brahmanya devaya

Aspetta dieci minuti perchè mangi il Signore. Ritira poi il piatto battendo tre volte le mani e pulisci l’altare. Distribuisci i resti del Signore in ognuna delle preparazioni rispettive e lava il piatto del Signore prima di cominciare a distribuire il Prasada.

ACCETTARE IL PRASADA E’ UNA FESTA SPIRITUALE

Collabora perchè tutto questo sia una realtà, poichè in questo modo tutti godono nel soddisfare la propria anima nell’associazione dei devoti, onorando i deliziosi resti del Signore Supremo. Esistono molte considerazioni nell’Ayur-veda, o medicina vedica, riguardo al nutrirsi in modo sano e bilanciato. Questa scienza raccomanda che i liquidi si consumino prima dei solidi in modo da non spegnere il fuoco della digestione.

In India ci sono differenti costumi riguardo il mangiare. L’importante, senza dubbio, è che dobbiamo mangiare solamente Prasada e nessun tipo di bhoga preparata dai karmi, poichè ci porterà il karma e la lussuria loro nel nostro cuore. Quando si viaggia possiamo offrire frutta. Non ti preoccupare, Krishna fa tutti gli arrangiamenti. Arrenditi solamente a Lui e tutti i problemi si risolveranno.

CONSIDERAZIONI GENERALI RIGUARDO LA CUCINA E IL PRASADA

1.Srila prabhupada dice: “Krishna non necessita di una eccellente offerta; Egli apprezza lo sforzo sincero. Una cucina pulita è più importante di una eccellente offerta. Se la cucina viene mantenuta pulita e ordinata, l’offerta sarà eccellente e gradita. Se consideriamo eccellente l’offerta ma la cucina è sporca, Krishna non si compiace con questa offerta”. Rileggi questa citazione un’altra volta e poi un’altra ancora fino a quando non l’avrai ben capita.

2. Un devoto chiese a Srila Prabhupada: “Se mentre stiamo cucinando tocchiamo i nostri vestiti, dobbiamo poi lavarci le mani?” . Srila Prabhupada rispose: “Se i tuoi vestiti sono puliti non c’è necessità di lavarti le mani; ma se i tuoi vestiti non sono puliti, allora non devi stare in cucina”.

3. Un devoto chiese a Srila Prabhupada come poteva fare perchè i devoti lavassero i loro piatti immediatamente dopo aver mangiato. Srila Prabhupada rispose: “L’ordine del Maestro Spirituale è sufficiente”. .

4. Rileggi di nuovo le citazioni riguardo la pulizia.

5. Il Prasada non deve mai essere sprecato o gettato. Non è una pratica Vaishnava.

6. Prima di prendere Prasada assicurati di essere pulito.

7. Il Prasada deve essere curato. Se sei l’ultimo a prendere Prasada, assicurati che venga poi riposto nel frigorifero.

8. Non prendere MAI Prasada dal piatto che si offre alle Divinità. Deve prima essere trasferito in un’altro recipiente.

9. Devi cercare di mantenere l’area nella quale si prende Prasada il più pulito possibile.

10. Generalmente i cuochi lasciano la cucina pulita come quando sono entrati. E’ un privilegio cucinare per Krishna.

11. Cerca solamente di seguire le istruzioni che ci ha dato Srila Prabhupada riguardo l’etichetta e la pulizia. Cerca di mantenere questo livello di pulizia, organizzazione e efficienza nella cucina di Krishna.

12. I rifiuti si collocheranno sempre nel bidone della spazzatura all’esterno della cucina. Non lasciare mai borse con la spazzatura in cucina o anche fuori della porta della cucina.

13. Quando termini di leggere queste citazioni, leggile di nuovo e poi applicale.

CAPITOLO XII

AUTOMEZZI

1. Tutti gli automezzi devono essere puliti quotidianamente dai devoti incaricati. All’interno degli automezzi non devono essere lasciati ghirlande, prasada, oggetti vari, etc. durante la notte.

2. I devoti del Sankirtan che hanno veicoli assegnati devono pulire gli interni, i vetri e i pavimenti almeno una volta alla settimana.

3. Mantieni i veicoli di Srila Prabhupada così come Egli desiderava per trasportare i Suoi libri. Egli non permetteva la distribuzione dei libri in veicoli sporchi e infangati.

4. Mantieni sempre il veicolo con più di un quarto di benzina nel serbatoio; così circola meglio.

5. Mantieni le velocità consentite, specialmente nel nostro vicinato, per favore.

6. Nessuno deve guidare senza patente.

7. Guida con considerazione. I passeggeri non devono sentirsi in continuo pericolo.

8. Guidare é una grande responsabilità per la vita degli altri e per il veicolo di Krishna. Controlla diligentemente le condizioni del mezzo prima di salire (freni, acqua, olio, pressione, benzina, etc.).

9. Non guidare in condizioni di pericolo.

CAPITOLO XIII

VICINATO

1. Non devi mettere in agitazione i vicini del Tempio agendo senza cortesia.

2. Non manovrare un mezzo dentro la proprietà dei vicini, o chiudere le sue entrate.

3. Offri loro informazioni secondo l’occasione o semplicemente Prasada come biscotti, dolci, etc.

4. I vicini non apprezzano vedere persone gironzolare e perdere il tempo di fronte al Tempio.

5. Dobbiamo essere curati nel mantenere i nostri giardini e le nostre entrate adeguatamente, in maniera che i vicini non abbiano di che lamentarsi per nessun motivo.

6. Le madri non devono lasciare che i bambini dimentichino i loro giochi, biciclette, etc. di fronte alle case dei vicini. Controllate sempre.

7. Tutto appartiene a Krishna. Questo non dà il diritto di rubare i fiori nei giardini dei nostri vicini.

8. Il Vaishnava (anima spirituale cosciente di Krishna) è tenuto ad osservare le regole e le leggi della regione in cui si trova.

9. Non predicare ai vicini. Solo se l’autorità lo ordina.

CAPITOLO XIV

OFFESE CONTRO IL SANTO NOME

Le offese contro il Santo Nome sono le seguenti:

l. Criticare e ingiuriare i devoti che hanno dedicato la loro vita alla propagazione e diffusione del Santo Nome del Signore.

2. Considerare i Deva come il Signore Brahma o il Signore Siva sullo stesso piano del Signore Vishnu, o considerarli indipendenti da Lui.

3. Disobbedire alle istruzioni del Maestro Spirituale.

4. Blasfemare la Letteratura Vedica o le Scritture che concordano con la versione Vedica.

5. Considerare immaginarie le glorie del Santo Nome del Signore.

6. Dare interpretazioni al Santo Nome del Signore.

7. Fare attività peccaminose pensando di contrastarle mediante il Santo Nome del Signore.

8. Considerare il canto del Santo Nome come una delle attività ritualistiche che si offrono nei Veda nella sezione Karma-Kanda.

9. Predicare alle persone prive di fede.

10. Non avere piena fede nel canto del Santo Nome e mantenere attaccamenti materiali anche dopo aver ricevuto tante istruzioni al riguardo.

11. E’ anche offensivo cantare senza la dovuta attenzione il Santo Nome del Signore, o non cantarlo affatto. Ogni devoto che aspira ad essere un Vaishnava deve curare di non commettere queste offese al fine di raggiungere l’esito desiderato, cioè Prema-Bhakti per Radha e Krishna.

CAPITOLO XV

OFFESE NELL’ADORAZIONE

Dobbiamo evitare le seguenti offese nel servizio al Signore Supremo:

1. Non si deve entrare nel Tempio della Divinità sopra un carro o un palanchino, o con le scarpe indossate.

2. Non si deve trascurare di celebrare i diversi festival che rendono piacere alla Suprema Personalità di Dio, come Janmastami, Ratha-yatra, etc.

3. Non si deve evitare di prostrarsi davanti alle Divinità.

4. Non si deve entrare nel Tempio ad adorare il Signore senza prima essersi lavato le mani e i piedi dopo aver mangiato.

5. Non si deve entrare nel Tempio in uno stato contaminato (in accordo con le Scritture Vediche, se qualcuno della famiglia lascia il corpo, tutta la famiglia rimane contaminata per qualche tempo a seconda della posizione sociale. Se la famiglia è Brahmana il periodo di contaminazione è di dieci giorni; per gli Ksatriya e i Vaisya è di quindici giorni, e per i Sudra è di trenta giorni).

6. Non dobbiamo prostrarci con una sola mano.

7. Di fronte a Sri Krishna non si deve iniziare la camminata intorno al Tempio (Il processo di camminare attorno al Tempio deve iniziare al lato del Tempio che corrisponde al lato destro della Divinità. Tale processo deve essere eseguito fuori dell’edificio del Tempio per lo meno tre volte al giorno).

8. Non dobbiamo stendere le gambe di fronte alle Divinità.

9. Non dobbiamo stare seduti di fronte alle Divinità afferrando le caviglie, i gomiti o le ginocchia con le mani.

10. Non dobbiamo avvicinarci frontalmente alla Divinità di Sri krishna.

11. Non si deve accettare Prasada davanti alla Divinità.

12. Non si deve mai mentire davanti alla Divinità.

13. Non si deve parlare a voce alta davanti alla Divinità.

14. Non si deve parlare con gli altri davanti alla Divinità.

15. Non si deve piangere o lamentarsi davanti alla Divinità.

16. Non si deve litigare o discutere davanti alla Divinità.

17. Non si deve rimproverare nessuno davanti alla Divinità.

18. Non si deve dare la carità ai mendicanti davanti alla Divinità.

19. Non si deve parlare aspramente agli altri davanti alla Divinità.

20. Non si devono indossare indumenti di pelle davanti alla Divinità.

21. Non si deve adulare nè elogiare nessuno davanti alla Divinità.

22. Non si devono dire parole volgari davanti alla Divinità.

23. Non si deve espellere aria davanti alla Divinità.

24. Non dobbiamo trascurare di adorare la Divinità, in accordo con i mezzi che il Signore ci offre.

La Bhagavad-Gita afferma che il Signore è soddisfatto anche se il devoto Gli offre una foglia o un poco di acqua. Questa forma che il Signore prescrive è applicabile universalmente, anche per l’uomo più povero. Questo non significa, però, che colui che ha sufficienti mezzi per adorare il Signore in un modo molto accurato deve adottare questo metodo offrendo semplicemente acqua e una foglia. Se qualcuno ha mezzi sufficienti deve offrire al Signore meravigliose decorazioni, bei fiori, un buon cibo e deve osservare tutte le cerimonie. Uno non deve cercare di soddisfare il Signore Supremo con un pò di acqua e una foglia e usare tutto il denaro per la soddisfazione dei suoi sensi.

25. Non si deve mangiare nulla che non sia stato offerto prima a Srì Krishna. .

26. Non si deve trascurare di offrire a Krishna frutta fresca e vegetali di stagione.

27. Dopo aver cucinato, non si deve offrire nessun alimento a nessuno se prima non lo si è offerto alla Divinità.

28. Non dobbiamo sederci dando le spalle alla Divinità.

29. Mentre si offrono gli omaggi al Maestro Spirituale non si deve rimanere in silenzio.

Dobbiamo recitare a voce alta le orazioni del Maestro Spirituale.

30. In presenza del Maestro Spirituale non dobbiamo dimenticare di offrire degli elogi.

31. Non dobbiamo elogiare noi stessi in presenza del Maestro Spirituale.

32. Non dobbiamo disdegnare i Deva davanti alla Divinità.

ALTRE OFFESE DAL VARAHA PURANA CHE SI DEVONO EVITARE

1. Non si deve toccare la Divinità in un luogo buio.

2. Non si deve trascurare di seguire strettamente le regole concernenti l’adorazione delle Divinità.

3. Non si deve entrare nel Tempio della Divinità senza prima fare qualche suono.

4. Non si devono offrire alla Divinità alimenti che sono stati visti da un cane o da qualche altro animale inferiore.

5. Non si deve rompere il silenzio mentre qualcuno sta compiendo l’adorazione.

6. Non si deve urinare o evacuare se si è occupati nell’adorazione.

7. Non si deve offrire incenso senza offrire anche un fiore.

8. Non si devono offrire fiori inutili che non hanno nessuna fragranza.

9. Non dobbiamo dimenticare di lavarci accuratamente i denti quotidianamente.

10. Non si deve entrare nel Tempio dopo aver avuto relazioni sessuali.

11. Non si deve toccare una donna durante il suo periodo mestruale.

12. Non si deve entrare nel Tempio dopo aver toccato un cadavere.

13. Non si deve entrare nel Tempio indossando abiti di colore blu o rosso, o vestiti non lavati.

14. Non si deve entrare nel Tempio dopo aver visto un cadavere.

15. Non si devono emettere arie all’interno del Tempio.

16. Non si deve essere incolleriti all’interno del Tempio.

17. Non si deve entrare nel Tempio dopo aver visitato un crematorio.

18. Non si deve eruttare di fronte alla Divinità e non si deve entrare nel Tempio senza aver completato la digestione.

19. Non si deve fumare marijuana o la ganja.

20. Non si deve fare uso di oppio o stupefacenti simili.

21. Non si deve entrare nella stanza delle Divinità o toccare il corpo della Divinità dopo essersi spalmato il corpo con dell’olio.

22. Non si deve mancare di rispetto a nessuna Scrittura che insegna la supremazia del Signore.

23. Non si deve introdurre nessuna scrittura contraria.

24. Non si deve masticare betel davanti alla Divinità.

25. Non si deve offrire un fiore che è stato contenuto in un vaso sporco.

26. Non si deve adorare il Signore mentre qualcuno è seduto direttamente sul suolo. Bisogna sedersi sempre sopra qualcosa, come una stuoia o un tappetino.

27. Non si deve toccare la Divinità se prima non si è fatto un bagno completo.

28. Non dobbiamo decorare la fronte con il tilaka formato da tre linee.

29. Non dobbiamo entrare nel Tempio senza prima aver lavato le mani e i piedi.

30. Non si devono offrire alimenti cucinati da qualcuno che non sia un Vaishnava.

31. Non si deve adorare la Divinità in presenza di qualcuno che non sia un devoto. In nessun caso dobbiamo adorare il Signore se vediamo che qualcuno non è un devoto.

32. Non dobbiamo bagnare la Divinità con acqua che è stata toccata dalle unghie o dalle dita. Si deve cominciare con l’adorazione del deva Ganapati, che toglie gli ostacoli nell’esecuzione del servizio devozionale.

33. Non si deve passare sopra ai fiori offerti alla Divinità. 34. Non si deve fare un voto in nome di Dio.

IN MODO MOLTO ACCURATO DOBBIAMO EVITARE LE DIFFERENTI CLASSI DI OFFESE.

CAPITOLO XVI

GLI OMAGGI

Riguardo a come adorare e offrire gli omaggi ci sono molte istruzioni:

1. Nell’ “Arcana-kana”, pubblicato dall’ ISEV, si insegna come adorare correttamente la Divinità.

2. Studiando “La Verità riguardo il Guru” si può capire la relazione tra il discepolo e il Maestro Spirituale.

3. Dobbiamo offrire gli omaggi alle Divinità dando Loro il lato sinistro.

4. Offriamo gli omaggi al Maestro Spirituale con la nostra fronte verso di Lui.

5. Offriamo gli omaggi ai Deva dando Loro il lato destro.

6. Gli omaggi si distinguono in accordo alla tua attitudine. Il grado di rispetto verso qualcuno si può notare nella forma di offrire gli omaggi. Il massimo rispetto si osserva nel dandavat (significa cadere come un bastone, o di un solo tocco, con la testa a terra). Dobbiamo sempre pronunciare il Mantra Pranama del nostro Diksa-guru e altri mantra ispirati dal momento.

7. Il Prema-dvani sono gli omaggi che si pronunciano dopo l’esecuzione di un Kirtan in glorificazione di tutta la Coscienza di Krishna. Il devoto comincia con il suo Diksa­guru, segue con il Param-guru, e così successivamente.

8. L’Etichetta Vedica prescrive che quando si vede un Sannyasi per la prima volta in quel giorno, bisogna offrire omaggi o digiunare per il resto del giorno. I Grihasta si considerano molto fortunati se un Sannyasi benedice la loro casa con una visita (vedere come si ricevono i visitatori).

9. Il devoto offre gli omaggi ai Deva solamente con la comprensione che loro sono devoti del Signore.

10. Devi pregare la Divinità della tua adorazione per ottenere devozione pura.

CAPITOLO XVII

OFFESE VERSO IL LUOGO SACRO

1. Disdegnare o mancare di rispetto al Guru che ci ha rivelato il sacro Dhama.

2. Pensare che il Santo Dhama sia temporale.

3. Commettere violenza contro qualsiasi residente del Santo Dhama o contro qualsiasi altro pellegrino che giunge li, o pensare che sono persone ordinarie, mondane.

4. Eseguire attività mondane mentre si vive nel Santo Dhama.

5. Guadagnare denaro o fare del commercio con l’adorazione delle Divinità o con il canto del Santo Nome.

6. Pensare che il Santo Dhama appartiene ad una provincia o paese mondano, come il Bengala, etc…, o pensare che il Dhama del Signore è identico ad un luogo santo relazionato con qualche Deva, o tentare di misurare l’area del Dhama.

7. Commettere atti peccaminosi mentre ci si trova nel Santo Dhama.

8. Considerare che Vrindavana e Navadvipa siano differenti.

9. Blasfemare contro gli Sastra che glorificano il Santo Dhama.

10. Non avere fede e pensare che le glorie del Santo Dhama siano immaginarie.

CAPITOLI XVIII E XIX

RELAZIONI TRA DEVOTI

Un devoto orgoglioso non è apprezzato da Krishna. Nel Siksastaka Srì Caitanya Mahaprabhù spiega:

Trnad apì sunicena, taror iva sahisnuna Amaninà manadenà, kirtaniyàh sadà harìh

“Si deve cantare il Santo Nome del Signore in uno stato mentale umile, considerandosi più basso di un filo d’erba nella strada; Si deve essere più tolleranti di un’albero e esenti da ogni senso di vanità. Si deve essere disposti ad offrire ogni rispetto agli altri.

In un simile stato mentale, uno può cantare il Santo Nome del Signore costantemente”.

Un devoto dà rispetto a tutti gli esseri e non si aspetta rispetto per se stesso.

Nel “Nettare della Devozione”, Srila Rupa Goswami spiega: “Un devoto onora nella mente chiunque canta il Santo Nome, e offre i suoi umili omaggi a tutti i devoti che sono iniziati e praticanti del Bhakti-yoga. Egli si rifugia nei devoti che sono liberi dalla tendenza di criticare gli altri”.

Un’altra descrizione più generale è che il devoto aiuta i meno avanzati, fà amicizia con i suoi pari e cerca di seguire misericordiosamente le istruzioni dei devoti più avanzati. Il servizio ai devoti garantisce l’ascesa verso la meta suprema. Dobbiamo cercare di soddisfare Srila Prabhupada e Srila Sridhara Maharaja; con il nostro sforzo sincero Loro, compiaciuti, possono portare tutti noi nel mondo spirituale. Servire i devoti significa anche servire il devoto del devoto.

Questa è vera umiltà. E’ facile glorificare qualcuno che si trova lontano e che non esige niente da noi. Il nostro bhakta-seva deve manifestarsi nella nostra attitudine con i devoti che ci stanno intorno.

Alzare la voce, gridare, litigare o invidiare altri devoti sono attitudini non piacevoli. Generalmente sono il prodotto di una lussuria estremamente frustrata. Ecco qui alcune regole:

1. Tra i gusti non c’è disgusto.

2. Le differenze tra i devoti sono, spesso, trascendentali. Uno pensa che Krishna vuole questo e l’altro pensa che Krishna vuole quest’altro. In verità Krishna vuole tutte e due le cose e molto più.

3. Krishna sa tutto; Egli non fraintende nessuno.

4. Quando la mia fede nell’autorità è debole, devo consultarmi con l’autorità più prossima per proteggere la mia vita spirituale.

5. Non tollerare mai i pettegolezzi. Chi parla di qualcosa o di qualcuno che non ha visto personalmente è il nostro nemico numero uno. Dai pettegolezzi viene la politica, dalla politica viene la divisione, e dalla divisione tutto finisce, dice Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati.

6. Devi essere stretto con te stesso e misericordioso con gli altri.

7. Non lasciare che la passione o l’ignoranza si infiltrino nella tua forma di parlare. Sono i nemici della nostra giovane Bhakti.

8. Correggere gli altri ha valore solo quando si può ottenere un risultato desiderabile. Risultato desiderabile significa che la persona accetta la correzione in maniera entusiasta. Dare buone istruzioni ad uno sciocco lo fa arrabbiare. Nel caso che non si possa correggere qualcuno con successo, cerca un’altra persona più predisposta a farlo.

9. Non ti arrabbiare con nessuno. Neanche con i karmi, perchè ogni essere è potenzialmente un devoto.

10. Se qualcuno vede qualcosa di male, il suo dovere è denunciarlo all’autorità appropriata.

11. La relazione tra i devoti e le madri deve essere protetta dal rispetto e dall’armonia.

12. Il devoto(a), essendo stretto, deve preservare la castità, ma sempre ponendosi in un atteggiamento non sgradevole.

CAPITOLO XX

CANTARE JAPA

1. Cerca di concentrarti nel suono trascendentale.

2. Canta nel Tempio senza permettere che la tua mente fugga via.

3. Canta in maniera che puoi ascoltarti.

4. Prega per cantare senza offese.

5. Studia l’ “Harinama Cintamani” di Srila Bhaktivinoda Thakura.

6. Cantare senza fare servizio è come sparare una cartuccia a salve. Solo rumore…, dice Srila Sridhara Maharaja.

7. Non cercare di imitare Srila Haridas Thakura; segui le istruzioni del tuo Maestro Spirituale.

CAPITOLO XXI

RICEVERE I VISITATORI

Come accogliere i visitatori, i devoti ed i Vaishnava superiori.

Nella società Vedica, l’accoglienza in casa o nel Tempio viene enfatizzata come un’attività molto importante. Che sia in casa oppure nel Tempio, quando si riceve un’ospite si devono osservare molte regole di etichetta Vaishnava. Ricevere i devoti del Signore è considerato molto auspicioso, e trattarli bene e compiacerli trae, automaticamente, benedizioni per tutti gli anfitrioni. Nella nostra Società per la Coscienza di Krishna ricevere gli ospiti è molto importante perchè la caratterisica di tutti i Templi è invitare le persone per mostrargli la bellezza della cultura Vedica e del processo del Bhakti-yoga.

Srila Prabhupada conquistò i cuori di molti semplicemente trattandoli con gentilezza e offrendogli ospitalità Vaishnava, cosa ineguagliabile in questo mondo. I devoti devono diventare esperti nel soddisfare i visitatori; questo è il successo della nostra predica. L’arte di ricevere ospiti si divide in differenti categorie. La prima consiste nel riceverli con dolci parole. Si suppone che il visitatore abbia attraversato varie difficoltà per arrivare, e quindi è stanco. Per questa ragione gli si offre innanzitutto un seggio comodo perchè si riposi.

In seguito si deve offrire una bevanda rinfrescante, un succo di frutta, e se non c’è niente, almeno un bicchiere d’acqua. Dopo essersi informati riguardo il suo benessere, se lo desidera gli si offre del cibo.

Le receptions dei Templi devono essere sempre fornite di Prasada da offrire agli ospiti.

Srila Prabhupada scrisse in una delle Sue lettere che la cucina del Tempio è amministrata da Srimati Radharani, e nella Sua cucina non manca mai nulla. Questa è la forma più semplice di ricevere un’ospite. Qualsiasi persona che viene accolta in questa maniera non se ne andrà mai via insoddisfatta dal Tempio.

Un’ospite non deve mai ascoltare parole brusche o ricevere indifferenza dagli anfitrioni perchè questo lo allontanerà, e noi non vogliamo che lui se ne vada; desideriamo che le persone vengano ispirate nell’idea di rifugiarsi in Krishna.

Nel caso che la persona sia importante, ci sono altri aspetti, elementi addizionali a quelli sopra raccomandati:

1. Cantare il Santo Nome del Signore per celebrare il benvenuto.

2. Fare domande al devoto che è arrivato riguardo i passatempi di Krishna e riguardo il processo della autorealizzazione.

3. Accompagnare il devoto perchè possa avere il dharsan delle Divinità.

4. Chiedergli se ha qualche necessità come un bagno, vestiti puliti, articoli per la pulizia personale e per il suo riposo.

Nella etichetta Vedica ci sono altri punti che si osservano nel ricevimento di persone straordinarie, come lavare i loro piedi, offrire un seggio speciale e offrirgli una attenzione molto speciale, ma in Occidente queste attenzioni sono male intese. Una guida generale è che l’ospite deve stare molto a suo agio.

Non è l’opulenza del nostro ricevimento che determina la sua qualità, bensì la sincerità, la gentilezza e il desiderio di aggradare sono ciò che danno valore.

Ci sono molte storie in relazione con questo che enfatizzano l’importanza della sincerità e il buon desiderio di avere successo nel ricevimento. Krishna, per esempio, non accettò la festa opulenta che Duryodhana Gli aveva preparato, però il riso che Gli aveva preparato il brahmana Sudhama lo mangiò con molto gusto. Quindi, non è importante la nostra ricchezza o la nostra povertà, bensì il nostro desiderio di soddisfare gli altri.

Krishna dice nella Bhagavad-gita (9.26) :

Patram puspam phalam toyam Yo me bhaktyà prayaccati Tad aham bhakty-upahrtam Asnàmi prayatàtmanah

“Se qualcuno Mi offre, con amore e devozione una foglia, un fiore, un frutto o dell’acqua, accetterò la sua offerta”.

Srila Prabhupada ha molto amore verso tutte le anime condizionate, e per questo si è sacrificato per portare la Coscienza di Krishna in Occidente. Ora, questa anima che è arrivata a noi in questo momento ha l’opportunità di apprezzare Srila Prabhupada e il Bhakti-yoga; in questa opportunità devo cercare di fare un successo della sua vita con tutto il mio sforzo. Se non faccio questo, come potrò ripagare Srila Prabhupada per la misericordia che mi ha concesso?

Il servizio ai devoti, Bhakta-seva, è considerato più impor­tante del servizio diretto a Krishna stesso.

CAPITOLO XXII

COME PREDICARE HARINAMA SANKIRTANA

Nei punti prima menzionati abbiamo spiegato l’etichetta Vaishnava. Adesso andiamo ad analizzare la maniera con la quale dobbiamo presentare la filosofia di Srì Krishna a questi visitatori.

Non tutte le persone possono essere trattate allo stesso modo. Ovviamente il miglior modo per giudicare una predica è il suo risultato. Ci sono devoti che predicano molto forte e con successo e ci sono altri devoti che predicano molto dolcemente e anche loro attraggono persone a Krishna. Di conseguenza, non ci sono regole fisse su come dobbiamo predicare. Il risultato nella predica dipende piuttosto dalla persona che la riceve. Non tutte le persone possono essere trattate allo stesso modo, questo è molto importante.

Prima di tutto, per presentare la filosofia, è bene sapere chi è la persona che è alla ricerca e perchè è venuta al Tempio. Dobbiamo predicare solamente se riceviamo l’istruzione per questo servizio da parte delle autorità. Nel caso che non abbiamo ricevuto tale autorizzazione, dobbiamo portare il visitatore da un devoto debitamente autorizzato. Dire all’operaio che è venuto a controllare il contatore della luce che “se non smette di mangiare cadaveri andrà all’inferno” non risulta utile. Il principale problema nella predica è la propria immaturità. Ci sono devoti fanatici che pensano che se il visitatore non accetta i quattro principi regolatori nella prima conversazione, è già un caso perduto.

Ci sono anche devoti che sono insicuri nella loro vita spirituale e si lamentano con gli ospiti riguardo i loro problemi. Queste situazioni sono da evitare.

Si deve apprendere a predicare studiando i libri di Srila Prabhupada. Non si deve speculare sulla filosofia. Se uno riceve una domanda che è troppo complicata per il grado di avanzamento che ha, non deve cercare di speculare sulla risposta solo per mantenere un’immagine (falso ego); è meglio ammettere di essere un neofita e dirigere la domanda verso un devoto maggiore in modo che non rimanga inattesa.

Se si incontra un devoto anziano che sta predicando, i devoti si devono avvicinare umilmente e non devono intervenire, o interferire, nella predica. Ricordiamoci che nessuno predica meglio di Srila Prabhupada e Srila Sridhara Maharaja, e per questo nessuna persona deve parlare senza sostenersi sui loro libri. Il punto principale nella nostra predica è comunicare alle persone la necessità di distribuire questi libri a tutti. Se un devoto esperto vede un devoto immaturo o neofita che presenta la filosofia in un modo non corretto, deve correggerlo, e il devoto neofita deve immediatamente permettere la predica al devoto più esperto.

I DEVOTI NON DEVONO MAI LITIGARE DI FRONTE AGLI OSPITI (e in nessuna altra parte)

Scortesia, lussuria e cupidigia esibite davanti agli ospiti, per esempio nel momento del Prasada, sono una grande vergogna oltre ad essere molto controproducenti per la predica. Quando agisce, un devoto deve sempre pensare: “Cosa farebbe il mio Maestro Spirituale se fosse qui presente?”.

Questa considerazione può aiutarci nel conseguimento di un corretto comportamento.

Quando predichiamo a qualcuno dobbiamo sempre avere la fiducia di avere la capacità di convincerla a divenire devoto di Krishna.

Molte volte Srila Prabhupada diceva che se la Sua missione avesse avuto come risultato un solo puro devoto del Signore, il Suo sforzo sarebbe stato un successo. Dobbiamo imparare dai libri molti versi autorizzati e autentici per comprovare la filosofia. Questa è predica di qualità. E’ anche necessario praticare ciò che si stà predicando nella forma di un comportamento eccellente, per una presentazione limpida e fedelmente totale alle istruzioni di Sri Guru e Gauranga. Predicare è l’essenza ed è sopratutto, assaporare puro nettare. Un devoto che è felice ed entusiasta nel predicare le glorie di Sri Krishna avanzerà sempre nel processo della Coscienza di Krishna. Dobbiamo cercare le opportunità di predica come i programmi di Nama-hatta, conferenze nei Collegi e nelle Università, e nei Templi stessi. Diventare Vaishnava compassionevoli, avere il desiderio di predicare e glorificare il Signore Supremo; in questo modo il lamento dell’illusione scomparirà da noi.

Per gli ansiosi di diventare buoni predicatori, raccomandiamo:

1. Il libro dei versi più importanti per la predica pubblicato dall’ISEV

2. “Predicare è l’essenza”, di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, e tutti i Suoi commentari riguardo la predica, anche questo pubblicato dall’ISEV

3. “La scienza della realizzazione spirituale”. E’ la presentazione della filosofia della Coscienza di Krishna in relazione con molti aspetti della vita.

Nel caso che qualche visitatore sia interessato a pernottare nel Tempio, deve rivolgersi all’autorità per tale fine. Nessuno deve rimanere nei Templi se non ha i documenti d’identità, i quali devono essere depositati in amministrazione per tutto il tempo della sua permanenza.

HARI NAMA

Quando andiamo a fare Harinama ci poniamo davanti gli occhi del mondo. Seguiamo le seguenti regole:

1. Non portiamo devoti mal vestiti.

2. Devono usare strumenti musicali solo quei devoti che sanno usarli. Evitiamo la speculazione in tutto. La purezza davanti a tutto.

3. I bambini non devono andare senza un adulto responsabile che li accompagna.

4. I bambini che piangono devono essere allontanati.

5. Il leader dà le istruzioni e dirige il ballo; tutti devono seguirle.

6. Quando i devoti ballano come dei pazzi devono essere immediatamente ripresi.

7. Per ogni Mridanga ci devono essere 5 0 6 Karatals.

5. Un devoto anziano deve occuparsi dell’ordine, e in caso di disturbi è l’unico che affronta la difficoltà.

9. Le donne devono essere sempre protette.

10. Durante il momento della predica, i devoti devono ascoltare con tutta l’attenzione senza muoversi. Diversamente, neppure i karmi andranno ad ascoltare.

11. Ballate sempre in maniera coordinata. Fate formazioni in cerchio completo o a mezza luna.

12. Le borse del Sankirtana devono essere sempre ben custodite e fuori dalla vista dei karmi.

13. In caso di difficoltà, tutti devono rimanere in silenzio e aspettare solamente le istruzioni del leader.

SANKIRTAN DISTRIBUZIONE DEL NETTARE SPIRITUALE

1. Ricorda sempre Sri Caitanya Mahaprabhu e Sri Nityananda.

2. Krishna è il proprietario di tutto e tu sei il Suo rappresentante.

3. Krishna è nel cuore di tutti. Prega il Signore di potere umilmente consegnare i libri a tutti loro.

4. Srila Prabhupada desidera salvare tutto il mondo. Non lasciare mai una cattiva impressione a nessuno. Non litigare mai con i karmi nè tantomeno con le autorità.

5. Apprendi la filosofia per poter parlare agli uomini intelligenti della Coscienza di Krishna.

6. Quando gli asura attaccano, abbandona il luogo. Non lasciarti coinvolgere.

7. Devi essere misericordioso e non arrabbiato.

8. Non contemplare gli oggetti dei sensi. .

9. Ricorda quanto ha sofferto Srila Prabhupada per salvarci.

10. Sforzati al massimo senza attaccarti al risultato.

11. Non dimenticare mai l’importanza dei libri trascendentali.

12. Non attaccarti al risultato come un lavoratore interessato.

13. Tutto quello che aiuta in questa missione comincia sul sentiero della sukriti spirituale.

14. Non bisogna solo distribuire i libri, bisogna anche leggerli.

CAPITOLO XXIII

SADHANA BHAKTI

I devoti che desiderano avanzare devono seguire strettamente le regole del Sadhana Bhakti :

1. Alzarsi prima delle 4 a.m.

2. Assistere quotidianamente alle classi, specialmente quelle dello Srimad Bhagavatam.

3. Adorare Tulasi Devi.

4. Associarsi solo con i devoti.

5. Assistere agli Aratik, al Mangala-Aratik e Sundar-Aratik in special modo.

6. Mangiare solo Prasada.

7. Non associarsi con musica, libri, pellicole o cose mondane, se non vuoi mettere in pericolo la tua nuova devozione.

CAPITOLO XXIV

AMMINISTRAZIONE VAISHNAVA

I Vaishnava rappresentano e proteggono il Signore Krishna in questo mondo. I dubbi e la sfiducia tra i Vaishnava, specialmente rispetto al Laksmi (denaro spirituale) o ai beni del Signore, sono indesiderabili.

Srila Prabhupada stabilì le seguenti istruzioni per proteggerci da tale disastro:

1. Tutte le donazioni o le collette si devono depositare la sera, al momento dell’arrivo, dal tesoriere.

2. Tutti i fondi si depositano nel conto bancario del Signore. 3. Le spese superiori a 50 dollari si devono pagare sempre con cheque, e con le firme di almeno due leader del Tempio.

4. Le piccole spese vengono pagate con la cassa più piccola e annotata con tutte le ricevute.

5. Tutti i beni del Tempio devono essere protetti dalla possibilità di un furto. La situazione legale degli stessi deve essere in ordine per mantenere una sicurezza giuridica permanente.

6. All’ego non piace essere controllato, però il devoto vuole essere controllato perchè il suo ego perda il senso del falso prestigio.

7. Srila Prabhupada diceva: “Trappa devozione è sintomo di un ladrone”.

8. La fiducia è indispensabile, però controllare fino a dove è possibile è l’ordine del nostro Gurudeva.

9. L’occasione fa l’uomo ladro.

10. I leader dei Templi e dei vari programmi devono tenere una riunione settimanale per coordinare e pianificare l’amministrazione e le attività con lo scopo di raggiungere il fine desiderato.

Devono partecipare alle riunioni settimanali tutti i devoti che si sforzano e che fanno un servizio stabile per il Tempio o per i programmi. La loro voce e il loro voto devono essere tenuti in considerazione. Tutti i programmi devono avere una chiara e aggiornata contabilità permanente. Questa contabilità e tutte le sue operazioni devono avere la piena fiducia di tutti, poichè così tutti prendono ispirazione e ci si rende forti nella predica e nel successo della missione di Srila Prabhupada, Srila Sridhara Maharaja, Sri Caitanya Mahaprabhu, Paramadvaiti Swami e Harijan Swami. Srila Paramadvaiti Swami ci ricorda: “La sposa di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”. In tutti i programmi bisogna tenere un resoconto scritto giornaliero.

Una società senza scopi di lucro ha l’obbligo di rendere conto al governo di tutte le sue entrate e uscite in denaro 0 altri beni. Questo obbligo è contenuto anche nello Statuto della nostra Associazione.

In questa era corrotta anche le religioni sono screditate per il loro interesse materialistico. Dovuto a questo, il devoto Vaishnava, e specialmente un devoto leader, deve vivere come un libro aperto e al di fuori della possibilità di dubitare riguardo a qualche suo interesse personale.

CAPITOLO XXV

LE REGOLE PER I DEVOTI SPOSATI

1. Il matrimonio non è una licenza per la gratificazione dei sensi.

2. Il matrimonio è per procreare figli coscienti di Krishna, che siano benedetti dal mondo.

3. II matrimonio è per aiutarsi reciprocamente ad avanzare spiritualmente.

4 Il matrimonio non è un permesso ad avere discontinuità nel proprio servizio devozionale.

5. Il matrimonio non è una ragione per lasciare la predica o abbandonare la vita semplice.

6. Il vero grihasta deve donare come minimo i150% delle sue entrate alla propagazione del movimento di Sri Caitanya Mahaprabhu. Ricordiamo la famosa storia di Kolaveca Sridhara che ottenne la misericordia del Signore.

7. Nessuno deve concepire figli se non è capace di guidarli verso la perfezione della vita.

8. Le coppie devono cercare di avere figli solo 5 giorni dopo le mestruazioni, una volta al mese, dopo aver cantato cinquanta (50) giri di Japa. Così si garantisce il successo di avere buoni figli.

9. I figli concepiti contro queste regole portano solamente mal di testa e problemi alla famiglia.

10. Le coppie non devono mai essere informali in pubblico.

11. Gli anticoncezionali sono demoniaci e proibiti. L’unico anticoncezionale valido è il “NO”.

12. Il divorzio non esiste in Coscienza di Krishna.

Se qualcuno perde la sua devozione è un grande disastro.

13. I bambini che non ricevono guida e affetto da tutti e due i genitori in Coscienza di Krishna, è molto probabile che li cercheranno nel mondo materiale.

14. Lo sposo è Pati-guru, Maestro Spirituale della sposa e della famiglia. Questo è valido solo se lui non contraddice le istruzioni di Guru e Gauranga.

15. Umiltà e attitudine di servire i Vaishnava sono le uniche cose che possono salvare un grihasta dall’invidia e dal materialismo.

16. I grihasta sono responsabili di organizzare l’educazione dei loro figli in Coscienza di Krishna.

17. Giammai avere fede nell’educazione materialista. Srila prabhupada diceva che le Università sono mattatoi dell’anima.

18. L’impulso sessuale è tanto forte che i Veda proibiscono al padre di restare da solo in una camera con la sua propria figlia.

19. A parte gli stessi professori, preferibilmente dello stesso sesso dei bambini, nessun altro adulto deve avvicinarsi a loro.

20. L’educazione dei bambini deve essere separata da quella delle bambine.

21. Il grihasta deve fare gli aggiustamenti necessari per assicurare la sicurezza economica alla sua famiglia.

In nessun caso deve togliere la propria protezione alla famiglia.

Fine