Canti Degli Acarya Vaisnava

Canti

Degli Acarya Vaisnava

Inni e mantra per la glorificazione Di Radha e Krishna

Prefazione

di A. C Bhaktivedanta Swami

L’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna fu inaugurata a New York nell’anno 1966. Dopo il mio arri­vo negli Stati Uniti nel settembre del 1965, mi sono dovuto sottoporre a una difficile lotta, e nel 1966 ho affittato un locale al piano terra e un appartamento al numero 26 della Seconda Avenue. Quando l’ISKCON fu registrata, un gio­vane di nome Chuck Barnett si unì a me, insieme a pochi altri, formando il nucleo per il futuro sviluppo dell’istituzio­ne. In quei giorni andavo spesso a cantare il maha-mantra Hare Krsna sotto un albero al parco di Tompkin’s Square, a New York. Srimàn Barnett e un altro ragazzo, Bruce, furo­no i primi a danzare di fronte a me, e gli altri li imitarono. Il New York Times pubblicò un articolo su questo avvenimen­to, con la nostra foto e un titolo che diceva come io stavo attraendo la generazione giovane al movimento Hare Krsna.

In seguito sia Chuck che Bruce, assieme ad altri, diven­nero i miei discepoli iniziati e qualche tempo dopo, nel 1970, entrambi presero il sannyàsa, con i nomi di Acyutànanda Svàmi e Brahmànanda Svàmi. Ora Brahmànanda sta predi­cando in Africa e Acyutànanda in India.

Quando nel 1967 mi ammalai, lasciai gli Stati Uniti per tornare in India. Srîmàn Acyutànanda non voleva restare lontano da me, e per questo mi seguì a Vrndàva­na, il paese dove avevo vissuto. Da allora Acyutànanda Svàmi ha lavorato molto, in India. È andato ovunque nella sua missione di predica, in special modo a Calcutta e in altre parti del Bengala; ha imparato come cantare in Bengali e a suonare la mrdanga come un professionista, e ora ha compilato questo libro di canzoni Bengali con le spiegazioni in lingua inglese.

Sono davvero felice di vedere questa raccolta di canzoni composte da Thàkura Bhaktivinoda, da Narottama dasa, e da altri grandi àcàrya della comunità (sampraddya) Gaudìya vaisnava. Quelle scritte dagli acarya non sono canzoni ordi­narie. Quando sono cantate dai puri vaisnava che osserva­no tutte le regole del vaisnavismo, sono realmente efficaci nel risvegliare la coscienza di Krsna assopita in ogni essere vivente. Ho consigliato a Srìmàn Acyutànanda di cantare un numero maggiore di canzoni del padàvali vaisnava e di farne libri in modo che i miei discepoli, e non solo loro, in occidente, possano avvantaggiarsi di questi canti, così da avanzare sempre di più nella coscienza di Krsna.

Tutte le mie benedizioni vanno ad Acyutànanda Svàmì per il suo sincero tentativo di progredire nella coscienza di Krsna. Io mi auguro che il suo progresso non sia mai ostaco­lato da maya. Noi tutti dovremmo sempre ricordarci quale pericolo rappresenti l’influenza di màya e operare uno sfor­zo speciale per salvarci dal suo grande potere. Dovremmo quindi immergerci continuamente nella dolcezza trascen­dentale del kirtana-rasa, perché in questo mondo materiale questa è la posizione più sicura. Hare Krsna.

A. C Bhaktivedanta Swami

Capitolo Uno

Preghiere Giornaliere

Capitolo Due

Canzoni Giornaliere

Capitolo Tre

Canzoni di Srila Bhaktivinoda Thàkura

Capitolo Quattro

Canzoni di Srila Narottama dasa Thàkura

Capitolo Cinque

Canzoni di altri Acarya Vaisnava

Capitolo Uno

Preghiere Giornaliere

Sri Guru pranama

om ajnàna-timiràndhasya jnànànjana-salàkayà

caksur unmilitam yena tasmai sri-gurave namah

om: vibrazione sonora con la quale ci si rivolge al Supre­mo; ajnàna: (dell’)ignoranza; timira: (dal) le tenebre; andhasya: di uno che era cieco; jnàna-anjana: (dall’)unguento della conoscenza spirituale; salàkayà: da uno strumento medico chiamato salàka, che è usato per applicare l’unguen­to medico agli occhi afflitti dalle cataratte; caksuh: occhi; unmilitam: erano aperti; yena: dai quali; tasmai: a lui; srigurave: al mio maestro spirituale; namah: omaggi.

Offro i miei rispettosi omaggi al mio maestro spirituale, che ha aperto i miei occhi accecati dalle tenebre dell’igno­ranza con la torcia della conoscenza.

Sri Rupa pranama

sri-caitanya-mano-‘bhistam sthapitam yena bhu-tale

svayam rupah kada mahyam dadati sva padàntikam

sri-caitanya: (di) Sri Caitanya; manah: (dentro) la men­te; abhistam: ciò che è desiderato; sthàpitam: stabilito; yena: dal quale; bhu-tale: sulla superficie del globo; svayam: egli stesso; rupah: Srila Rupa Gosvàmî; kadà: quando; mahyam: a me; dadàti: darà; sva: il suo proprio; pada: piedi di loto; antikam: in prossimità di.

Quando Srila Rupa Gosvami Prabhupada, che ha istituito in questo mondo materiale la missione di soddisfare il desi­derio di Sri Caitanya, mi darà rifugio ai suoi piedi di loto?

Mangalacarana

vande’ham sri-guroh sri-yuta-pada-kamalam sri-gurun vaisnavams ca
sri-rupam sagrajatam saha-gana-raghunathanvitam tam sa-jivam
sadvaitam savadhutam parijana-sahitam krishna-caitanya-devam
sri-radha-krishna padan saha-gana-lalita-sri-visakhanvitams ca

 

vande: offro i miei rispettosi omaggi; aham: io; sri-guroh: del mio maestro spirituale iniziatore o del mio maestro spirituale istruttore; sri-yuta-pada-kamalam: agli opulenti piedi di loto; sri-gurun: ai maestri spirituali nel sistema parampara, cominciando da Madhavendra Puri e continuando fino a Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada; vaisnavan: a tutti i vaisnava, cominciando da Brahma e poi a tutti gli altri; ca: e; sri-rupam: a Srila Rupa Gosvami; sa-agra-jatam: con il suo fratello più anziano, Srila Sanatana Gosvami; saha-gana-raghunatha-anvitam: con Raghunatha dasa Gosvami; tam: a lui; sa-jivam: con Jiva Gosvami; sa-advaitam: con Advaita Acarya; sa-avadhutam: con Nityananda Prabhu; parijana-sahitam: e con Srivasa Thakura e tutti gli altri devoti; krishna-caitanya-devam: a Sri Caitanya Mahaprabhu; sri-radha-krishna-padan: ai piedi di loto di Sri Krishna e Radharani; saha-gana: con i compagni; lalita-sri-visakha-anvitan: accompagnati da Lalita e Sri Visakha; ca: anche.

 

Offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del mio maestro spirituale e a tutti gli altri precettori situati nel sentiero del servizio devozionale. Offro i miei rispettosi omaggi a tutti i vaisnava e ai sei Gosvami, a Srila Rupa Gosvami, a suo fratello maggiore Sanatana Gosvami, a Raghunatha dasa Gosvami, a Jiva Gosvami, e ai loro compagni. Offro i miei rispettosi omaggi a Sri Advaita Acarya Prabhu, a Sri Nityananda Prabhu, a Sri Caitanya Mahaprabhu, e a tutti i devoti, primo fra i quali Srivasa Thakura. Offro inoltre i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto di Sri Krishna, di Srimati Radharani, e a tutte le gopi, fra cui Lalita e Visakha.

Srila Prabhupada pranama

nama om visnu-padaya krishna-presthaya bhu-tale
srimate bhaktivedanta-svamin iti namine

 

namah: omaggi; om: vibrazione sonora con la quale ci si rivolge al Supremo; visnu-padaya: a colui che è ai piedi di loto di Sri Visnu; krishna presthaya: che è molto caro a Sri Krishna; bhu-tale: sulla Terra; srimate: bellissimo; bhaktivedanta-svamin: A.C. Bhaktivedanta Swami; iti: così; namine: chiamato.

 

Offro i miei rispettosi omaggi a Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, che è molto caro a Sri Krishna, avendo preso rifugio ai Suoi piedi di loto.

namas te sarasvate deve gaura-vani pracarine
nirvisesa-sunyavadi pascatya-desa-tarine

 namah: omaggi; te: a te; sarasvate deve: il servitore di Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami; gaura-vani: il messaggio di Sri Caitanya; pracarine: che stai predicando; nirvisesa: (dall’)impersonalismo; sunya-vadi: (dalla) dottrina del vuoto; pascatya: occidentali; desa: Paesi; tarine: che stai liberando.

I nostri rispettosi omaggi a te, o maestro spirituale, servitore di Sarasvati Gosvami. Tu stai gentilmente predicando il messaggio di Sri Caitanyadeva e stai liberando i Paesi dell’Occidente, oppressi dall’impersonalismo e dal nichilismo.

Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati pranama

 

(1)

nama om visnu-padaya krishna-presthaya bhu-tale
srimate bhaktisiddhanta-sarasvati iti namine

 

namah: omaggi; om: vibrazione sonora con la quale ci si rivolge al Supremo; visnu-padaya: a colui che è ai piedi di loto di Sri Visnu; krishna-presthaya: che è molto caro a Sri Krishna; bhu-tale: sulla Terra; srimate: bellissimo; bhaktisiddhanta-sarasvati: Bhaktisiddhanta Sarasvati; iti: così; namine: chiamato.

Offro i miei rispettosi omaggi a Sua Divina Grazia Bhaktisiddhanta Sarasvati, che è molto caro a Krishna, perché ha preso rifugio ai Suoi piedi di loto.

 

(2)

sri-varsabhanavi-devi-dayitaya kripabdhaye
krishna-sambandha-vijnana-dayine prabhave namah

 

sri-varsabhanavi-devi-dayitaya: a Sri Varsabhanavi-devi-dayita dasa, il servitore dell’amante di Srimati Radharani; kripa-abdhaye: che è un oceano di misericordia; krishna-sambandha: (del) la relazione con Krishna; vijnana: la scienza; dayine: che distribuisce; prabhave: al maestro; namah: omaggi.

 

Offro i miei rispettosi omaggi a Varsabhanavi-devi-dayita dasa (un altro nome di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati), che è favorito da Srimati Radharani, ed è un oceano di misericordia trascendentale perché distribuisce a tutti la scienza di Krishna.

 

(3)

madhuryojjvala-premadhya-sri-rupanuga-bhaktida
sri-gaura-karuna-sakti-vigrahaya namo ‘stu te

 

madhurya: coniugale; ujjvala: brillante; prema: amore; adhya: arricchito con; sri-rupa-anuga: seguendo Srila Rupa Gosvami; bhakti-da: diffonde servizio devozionale; sri-gaura: (di) Sri Caitanya Mahaprabhu; karuna: (del) la misericordia; sakti: energia; vigrahaya: alla personificazione; namah: omaggi; astu: che sia; te: a te.

 

Offro i miei rispettosi omaggi a te, energia personificata della misericordia di Sri Caitanya, che concedi il servizio devozionale arricchito con l’amore coniugale di Radha e Krishna, seguendo esattamente le rivelazioni di Srila Rupa Gosvami.

 

(4)

namas te gaura-vani-sri-murtaye dina-tarine
rupanuga-viruddhapasiddhanta-dhvanta-harine

 

namah: omaggi; te: a te; gaura-vani: gli insegnamenti di Sri Caitanya; sri-murtaye: alla personificazione; dina: del caduto; tarine: al diffusore; rupa-anuga: la filosofia che osserva gli insegnamenti di Srila Rupa Gosvami; viruddha: contro; apasiddhanta: (delle) conclusioni non autorizzate; dhvanta: le tenebre; harine: a te che rimuovi.

 

Offro i miei rispettosi omaggi a te, che sei la personificazione degli insegnamenti di Sri Caitanya. Tu liberi le anime cadute e non tolleri nessuna dichiarazione che sia contraria agli insegnamenti del servizio devozionale enunciati da Srila Rupa Gosvami.

 

Srila Gaurakisora pranama

namo gaura-kisoraya saksad-vairagya-murtaye
vipratambha-rasambhode padambujaya te namah

 

namah: omaggi; gaura-kisoraya: a Gaurakisora dasa Babaji; saksat: direttamente; vairagya: rinuncia; murtaye: alla personificazione; vipralambha: (della) separazione (da Krishna); rasa: (del) piacere; ambhode: o oceano; pada-ambujaya: ai piedi di loto; te: il tuo; namah: omaggi.

 

Offro i miei rispettosi omaggi a Gaurakisora dasa Babaji Maharaja (il maestro spirituale di Bhaktisiddhanta Sarasvati), che è la personificazione della rinuncia. Egli è sempre immerso nel sentimento di separazione e nell’intenso amore per Krishna.

Srila Bhaktivinoda pranama

namo bhaktivinodaya sac-cid-ananda-namine
gaura-sakti-svarupaya rupanuga-varaya te

 namah: omaggi; bhaktivinodaya: a Srila Bhaktivinoda Thakura; sat cit-ananda-namine: conosciuto come Saccidananda; gaura: (di) Sri Caitanya; sakti: energia; svarupaya: alla personificazione; rupa-anuga-varaya: che è un rispettato seguace di Srila Rupa Gosvami; te: a te.

 Offro i miei rispettosi omaggi a Saccidananda Bhaktivinoda, che è un’energia trascendentale di Sri Caitanya Mahaprabhu. Egli è un rigido seguace dei Gosvami, primo fra i quali Srila Rupa.

Srila Jagannàtha pranàma

gauravirbhàva-bhúmes tvam nirdesta saj jana-priyah

vaisnava-sàrvabhaumah sri-jagannàthàya te namah

gaura: (di) Sri Caitanya; àvirbhava: dell’apparizione; bhúmeh: del luogo; tvam: tu; nirdestà: l’indicatore; sat­jana: (a) tutte le persone sante; priyah: caro; vaisnava: (dei) vaisnava; sàrvabhaumah: il principale; sri-jagannàthàya: a Jagannàtha dasa Bàbàji; te: a te; namah: omaggi.

Offro i miei rispettosi omaggi a Jagannatha dasa Bàbaji, che è rispettato dall’intera comunità vaisnava e che ha sco­perto il luogo dove Sri Caitanya è apparso.

 

Sri Vaisnava pranama

vancha-kalpatarubhyas ca kripa-sindhubhya eva ca
patitanam pavanebhyo vaisnavebhyo namo namah

 vancha-kalpa-tarubhyah: che sono alberi dei desideri; ca: e; kripa: (della) misericordia; sindhubhyah: che sono oceani; eva: certamente; ca: e; patitanam: delle anime cadute; pavanebhyah: che sono i purificatori; vaisnavebhyah: ai vaisnava; namah namah: omaggi ripetuti.

 Offro i miei rispettosi omaggi a tutti i vaisnava, i devoti del Signore, che sono proprio come gli alberi dei desideri perché possono soddisfare i desideri di tutti, e sono pieni di compassione per le anime condizionate.

Sri panca-tattva pranama

panca-tattvatmakam krishnam bhakta-rupa-svarupakam
bhaktavataram bhaktakhyam namami bhakta-saktikam

 panca-tattva-atmakam: che comprende le cinque verità trascendentali; krishnam: al Signore, Sri Krishna; bhakta-rupa: nella forma di un devoto; sva-rupakam: nell’espansione di un devoto; bhakta-avataram: nell’incarnazione di un devoto; bhakta-akhyam: un devoto; namami: offro i miei omaggi; bhakta-saktikam: l’energia della Suprema Personalità di Dio che dà forza al devoto.

 

Offro i miei omaggi a Sri Krishna Caitanya che appare come un devoto [Sri Caitanya Stesso], come Sua espansione personale [Sri Nityananda], come Sua incarnazione [Sri Advaita], come Suo devoto [Sri Srivasa] e come Sua energia [Sri Gadadhara]. Egli è la Suprema Personalità di Dio che dà forza al devoto.

Sri Nityananda pranama

sankarsanah karana-toya-sayi
garbhoda-sayi ca payobdhi-sayi
sesas ca yasyamsa-kalah sa nitya-
nandakhya-ramah saranam mamastu

 

Possa Sri Nityananda Rama essere il costante oggetto del mio ricordo. Sankarsana, Sesa Naga e i Visnu sdraiati sull’oceano Karana, di Garbha e sull’oceano di latte sono le Sue porzioni plenarie e porzioni delle Sue porzioni plenarie.

Sri Gauranga pranama

namo maha-vadanyaya krishna prema-pradaya te
krishnaya krishna-caitanya-namne gaura-tvise namah

 namah: omaggi; maha-vadanyaya: la cui attitudine è munifica e caritatevole; krishna-prema: amore per Krishna; pradaya: che può dare; te: a Te; krishnaya: l’originale Personalità di Dio; krishna-caitanya-namne: con il nome di Krishna Caitanya; gaura-tvise: dal colorito dorato come quello di Srimati Radharani; namah: omaggi.

 Offro il mio omaggio rispettoso al Signore Supremo, Sri Krishna Caitanya, che ha assunto il colore dorato di Srimati Radharani ed è il più munifico tra tutti gli avatara, perfino di Krishna Stesso. Egli sta elargendo liberamente a tutti ciò che nessun altro aveva mai elargito – il puro amore per Krishna.

Sri Baladeva pranama

namas te halagraha namas te musalayudha
namas te revati-kanta namas te bhakta-vatsala
namas te dharani-dhara namas te balanam srestha
pralambare namas te ‘stu ehi mam krishna-purvaja

 Omaggi a Te che reggi la piccozza, omaggi a Te che reggi la mazza, omaggi a Te che sei caro a Revati. Omaggi a Te, o gentile benefattore dei Tuoi devoti, omaggi a Te che sostieni la Terra. Omaggi a Te, il migliore tra i potenti. Omaggi a Te, nemico di Pralamba, Ti prego, raggiungimi, fratello maggiore di Krishna.

Sri Krishna pranama

he krishna karuna-sindho dina-bandho jagat-pate
gopesa gopika-kanta radha-kanta namo ‘stu te

 he: o; krishna: Krishna; karuna-sindho: o oceano di misericordia; dina: di coloro che soffrono; bandho: o amico; jagat: dell’universo; pate: o Signore; gopa-isa: o Signore dei pastori; gopika-kanta: o amante delle gopi; radha-kanta: o amante di Radharani; namah: omaggi; astu: siano offerti; te: a Te.

 O mio caro Krishna, oceano di misericordia, Tu sei l’amico dei sofferenti e la sorgente della creazione. Tu sei il Signore dei pastori e l’amante delle gopi, in modo particolare di Radharani. Offro a Te i miei rispettosi omaggi.

Sambandha-adhideva pranama

jayatam suratau pangor mama manda-mater gati
mat-sarvasva-padambhojau radha-madana-mohanau

 

jayatam: tutte le glorie a; su-ratau: il più misericordioso, o impegnato nei divertimenti coniugali; pangoh: di uno che è incapace; mama: di me; manda-mateh: corrotto; gati: rifugio; mat: mio; sarva-sva: tutto; pada-ambhojau: i quali piedi di loto; radha-madana mohanau: Radharani e Madana-mohana.

 Gloria ai misericordiosi Radha e Madana-mohana, sempre impegnati nei divertimenti coniugali. Essi sono l’unico rifugio per questa mia persona incapace e corrotta. I loro piedi di loto sono tutto per me.

Abhidheya-adhideva pranàma

divyad-vrndaranya-kalpa-drumàdhah

srimad-ratnagara-simhasana-sthau

srimad-radha-srila-govinda-devau

presthalibhih sevyamanau smarami

divyat: brillante; vrndà-aranya: (nella) foresta di Vrndàvana; kalpa-druma: l’albero dei desideri; adhah: sotto; srimat: bellissimo; ratna-agàra: (in) un tempio di gemme; simha-àsana-sthau: seduti su un trono; srimat: bellissimo; ràdha: Srimati Radhàràni; srila-govinda­devau: e Sri Govindadeva; prestha-àlibhih: dai compagni più confidenziali; sevyamànau: essendo serviti; smaràmi: io ricordo.

In un tempio di pietre preziose a Vrndàvana, sotto un albero dei desideri, Sri Sri Radha-Govinda, serviti dalle loro assistenti più confidenziali, siedono su un trono di gemme. Offro a Loro i miei umili omaggi.

Prayojana-adhideva pranama

sriman rasa-rasarambhi vamsi-vata-tata-sthitah
karsan venu-svanair gopir gopinathah sriye ‘stunah

 sriman: Signore degno di adorazione; rasa: della danza rasa; rasa: del piacere; arambhi: l’iniziatore; vamsi-vata: dal nome Vamsivata; tata: sulla riva; sthitah: stanno; karsan: attraente; venu: del flauto; svanaih: dal suono; gopih: le pastorelle; gopi-nathah: Sri Gopinatha; sriye: benedizione; astu: che ci sia; nah: per noi.

 Sri Gopinatha, che inaugurò l’emozione trascendentale della danza rasa, siede sulla riva a Vamsivata e attrae l’attenzione delle pastorelle con il suono incantevole del Suo flauto. Possano Essi concederci le Loro benedizioni.

Sri Radha pranama

tapta-kancana-gaurangi radhe vrindavanesvari
vrisabhanu-sute devi pranamami hari-priye

 

tapta: fuso; kancana: (simile all’) oro; gaura: colore chiaro; angi: colei il cui corpo; radhe: o Radharani; vrindavana-isvari: o regina di Vrindavana; vrisabhanu-sute: o figlia del re Vrisabhanu; devi: o dea; pranamami: io offro i miei rispetti; hari-priye: che è molto cara a Sri Krishna.

Offro i miei rispetti a Radharani, che ha il colore dell’oro fuso ed è la regina di Vrindavana. Tu sei la figlia del re Vrisabhanu e sei molto cara a Sri Krishna.

 

Panca-tattva Maha-mantra

(jaya) sri-krishna-caitanya prabhu nityananda
sri-advaita gadadhara srivasadi-gaura-bhakta-vrinda

 Sri Caitanya Mahaprabhu è sempre accompagnato dalla Sua espansione plenaria Sri Nityananda Prabhu, dalla Sua incarnazione Sri Advaita Prabhu, dalla Sua potenza interna Sri Gadadhara Prabhu, e dalla Sua energia marginale Srivasa Prabhu. Egli, in mezzo a loro, viene adorato come la Suprema Personalità di Dio. È importante sapere che Sri Caitanya Mahaprabhu è sempre accompagnato da questi altri tattva. Quindi i nostri omaggi a Sri Caitanya Mahaprabhu sono completi quando diciamo sri-krishna-caitanya prabhu nityananda sri-advaita gadadhara srivasadi-gaura-bhakta-vrinda. Come predicatori del movimento per la coscienza di Krishna, dapprima dobbiamo offrire i nostri omaggi a Sri Caitanya Mahaprabhu cantando il mantra Panca-tattva; poi diciamo Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare. Sono dieci le offese che devono essere evitate durante il canto del maha-mantra Hare Krishna, ma nel canto del mantra per il Panca-tattva, cioè sri-krishna-caitanya prabhu nityananda sri-advaita gadadhara srivasadi-gaura-bhakta-vrinda, non vi sono effetti negativi. Sri Caitanya Mahaprabhu è conosciuto come maha-vadanyavatara, l’incarnazione più misericordiosa, perché Egli non considera le offese commesse dalle anime cadute. Così, per derivare il pieno beneficio del canto del maha-mantra (Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare), dobbiamo prima di tutto prendere rifugio in Sri Caitanya Mahaprabhu, imparare il mantra del Panca-tattva, e poi cantare il maha-mantra Hare Krishna. Così questo canto sarà più efficace.

Hare Krishna Maha-mantra

hare krishna hare krishna
krishna krishna hare hare
hare rama hare rama
rama rama hare hare

Commento di Sua Divina Grazia
Bhaktivedanta Swami Prabhupada

La vibrazione trascendentale stabilita dal canto del mantra Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare è il metodo sublime per far rivivere la nostra coscienza di Krishna. In quanto anime spirituali, siamo tutti originariamente esseri coscienti di Krishna, ma a causa del contatto con la materia che dura da tempo immemorabile, la nostra coscienza è ora contaminata dall’atmosfera materiale. Questa atmosfera materiale nella quale stiamo vivendo è chiamata maya, o illusione. Maya significa “ciò che non è”. E in che cosa consiste questa illusione? L’illusione consiste nel fatto che tutti noi stiamo cercando di essere i padroni della natura materiale, mentre in realtà ci troviamo nella morsa delle sue leggi severe. L’illusione è presente quando un servitore cerca di imitare in modo artificiale il padrone onnipotente. A causa di questo concetto contaminato della vita, noi tutti siamo indaffarati nel tentare di sfruttare le risorse della natura materiale, con l’unico risultato di trovarci sempre più invischiati nelle sue complessità. Così, sebbene impegnati in una dura lotta per conquistare la natura, diventiamo sempre più dipendenti da essa. Tuttavia possiamo porre un termine immediato a questa lotta illusoria contro la natura materiale se risvegliamola nostra coscienza di Krishna.

La coscienza di Krishna non è un’imposizione artificiale sulla nostra mente, ma è l’energia originale dell’essere vivente. Quando noi ascoltiamo la vibrazione trascendentale, questa coscienza si risveglia. E questo metodo è raccomandato per l’era presente da grandi autorità. Con l’esperienza pratica è possibile percepire immediatamente l’estasi trascendentale che proviene dal nostro substrato spirituale, cioè cantando questo maha-mantra, ossia il grande canto per la liberazione. E quando ci si stabilisce realmente al livello della comprensione spirituale che supera gli strati inferiori di coscienza – sensuale, mentale e intellettuale – ci si situa al livello della trascendenza. Il canto del mantra Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare è direttamente emanato dal livello spirituale; supera tutti gli strati inferiori della coscienza cioè il sensuale, il mentale e l’intellettuale. Non c’è bisogno, quindi, di capire il linguaggio del mantra, né esiste nessuna necessità di speculazioni mentali o di qualsiasi altro aggiustamento intellettuale per cantare questo maha-mantra. Sprigiona in modo automatico dal mondo spirituale, ed è per questo che chiunque può prendere parte al canto e danzare in estasi senza bisogno di nessuna qualificazione precedente.

Noi lo abbiamo già visto praticamente. Anche un bambino può partecipare al canto, anche un cane può farlo. Ovviamente, per la persona troppo invischiata nella vita materiale, sarà necessario un po’ più di tempo per giungere al giusto livello, ma anche chi è eccessivamente attaccato al mondo materiale può raggiungere il livello spirituale molto velocemente. Quando è cantato con amore da un puro devoto del Signore, il mantra risulta molto efficace per chi ascolta, ed è per questo che dovrebbe essere ascoltato dalle labbra di un puro devoto del Signore, in modo da poter ottenere risultati immediati. Per quanto è possibile, dovrebbe essere evitata la recitazione proveniente dalle labbra di persone che non sono devote. Il latte toccato dalle labbra di un serpente ha effetti velenosi.

La parola Hara è il modo di rivolgersi all’energia del Signore e le parole Krishna e Rama richiamano il Signore Stesso. Entrambi, Krishna e Rama, significano “il piacere supremo” e Hara (Hare al vocativo) è la suprema energia di piacere del Signore. Quest’ultima ci aiuta a raggiungere il Signore.

Anche l’energia materiale, chiamata maya, è una delle Sue numerose energie. E perfino noi, gli esseri viventi, siamo energia (energia marginale) del Signore Assoluto. Noi sappiamo che gli esseri viventi sono definiti superiori rispetto all’energia inferiore. Quando l’energia spirituale viene in contatto con quella inferiore, si determina una situazione di incompatibilità; quando però l’energia marginale inferiore ristabilisce un contatto con l’energia superiore, chiamata Hara, l’essere vivente ritrova la sua condizione naturale e felice.

Queste tre parole, Hare, Krishna e Rama, sono il seme trascendentale del maha-mantra. Il canto è un richiamo spirituale destinato al Signore e alla Sua energia interna, Hare, affinché assicurino la protezione all’anima condizionata. Questo canto può essere paragonato al pianto sincero di un bambino che chiama la madre. Madre Hara aiuta il devoto a ottenere la grazia del Supremo Padre, Hari, Krishna, e Lui Si rivela a quel devoto che canta questo mantra con sentimenti sinceri.

In questa era quindi, nessun altro metodo di realizzazione spirituale è altrettanto efficace quanto il canto del maha-mantra Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.

 

Capitolo Due

Canzoni Giornaliere

Sri Sri Gurv-astaka

di Srila Visvanatha Cakravarti Thakura

 

Srila Visvanatha Cakravarti Thakura, che apparve verso la metà del diciassettesimo secolo, è un grande maestro spirituale nella successione di guru e discepoli della coscienza di Krishna. Egli afferma: “Colui che a voce alta, con grande cura e attenzione, recita questa bella preghiera al maestro spirituale durante il brahma-muhurta, ottiene al momento della morte, il servizio diretto a Krishna, il Signore di Vrindavana.”

 

(1)

samsara-davanala-lidha-loka-
tranaya karunya-ghanaghanatvam
praptasya kalyana-gunarnavasya
vande guroh sri-caranaravindam

 

samsara: (dell’)esistenza materiale; dava-anala: dalla foresta in fiamme; lidha: afflitto; loka: la gente; tranaya: liberare; karunya: della misericordia; ghanaghana-tvam: la qualità di una nuvola; praptasya: che ha ottenuto; kalyana: di buon auspicio; guna: (delle) qualità; arnavasya: che è un oceano; vande: offro omaggi; guroh: del mio maestro spirituale; sri: di buon auspicio; carana-aravindam: ai piedi di loto.

Il maestro spirituale riceve le benedizioni dall’oceano della misericordia. Come una nuvola getta acqua sulla foresta in fiamme per estinguere il fuoco, così il maestro spirituale libera il mondo afflitto dal materialismo, estinguendo il fuoco bruciante dell’esistenza materiale. Offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del maestro spirituale, che è un oceano di qualità propizie.

 

(2)

mahaprabhoh kirtana-nritya-gita
vaditra-madyan-manaso rasena
romanca-kampasru-taranga-bhajo
vande guroh sri-caranaravindam

 

mahaprabhoh: di Sri Caitanya Mahaprabhu; kirtana: (dal) canto; nritya: danzando; gita: cantando; vaditra: suonando strumenti musicali; madhyat: contento; manasah: la cui mente; rasena: grazie al piacere della pura devozione; roma-anca: i capelli che si rizzano; kampa: tremore del corpo; asru-taranga: torrenti di lacrime; bhajah: che sente; vande: offro omaggi; guroh: del mio maestro spirituale; sri: di buon auspicio; carana-aravindam: ai piedi di loto.

 Cantando il santo nome, danzando in estasi, suonando strumenti musicali, il maestro spirituale è sempre reso felice dal movimento del sankirtana di Caitanya Mahaprabhu. Nella sua mente gusta i piaceri della pura devozione, e perciò talvolta i suoi peli si rizzano, il suo corpo trema, e lacrime fluiscono dai suoi occhi come onde. Offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto di un tale maestro spirituale.

 

(3)

sri-vigraharadhana-nitya-nana
sringara-tan-mandira-marjanadau
yuktasya bhaktams ca niyunjato ‘pi
vande guroh sri-caranaravindam

 

sri-vigraha: (dell’)arca-vigraha (le Divinità); aradhana: l’adorazione; nitya: giornaliera; nana: (con) varie; sringara: vestiti e ornamenti; tat: del Signore; mandira: del tempio; marjana-adau: nella pulizia, ecc.; yuktasya: che è impegnato; bhaktan: i suoi discepoli; ca: e; niyunjatah: che impegna; api: anche; vande: offro omaggi; guroh: del mio maestro spirituale; sri: di buon auspicio; carana-aravindam: ai piedi di loto.

 

Il maestro spirituale è impegnato costantemente ad adorare nel tempio Sri Sri Radha e Krishna, ed impiega anche i suoi discepoli in tale adorazione. Questi vestono le Divinità con bellissimi vestiti e ornamenti, puliscono il Loro tempio e svolgono altre numerose forme di adorazione. Offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del mio maestro spirituale.

 

(4)

catur-vidha-sri-bhagavat-prasada
svadv-anna-triptan hari-bhakta-sanghan
kritvaiva triptim bhajatah sadaiva
vande guroh sri-caranaravindam

 

catuh: quattro; vidha: tipi; sri: santo; bhagavat-prasada: che sono stati offerti a Krishna; svadu: delizioso; anna: (dai) cibi; triptan: spiritualmente soddisfatto; hari: (di) Krishna; bhakta sanghan: i devoti; kritva: avendo fatto; eva: così; triptim: soddisfazione; bhajatah: che prova; sada: sempre; eva: certamente; vande: offro omaggi; guroh: del mio maestro spirituale; sri: di buon auspicio; carana-aravindam: ai piedi di loto.

 

Il maestro spirituale offre sempre a Krishna quattro varietà di cibo delizioso (cioè quei cibi che si possono leccare, masticare, bere e succhiare). E il maestro spirituale è felice nel vedere che i devoti sono soddisfatti mangiando il bhagavat-prasada. Offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del mio maestro spirituale.

 

(5)

sri-radhika-madhavayor apara
madhurya-lila-guna-rupa-namnam
prati-ksanasvadana-lolupasya
vande guroh sri-caranaravindam

 

sri-radhika: (di) Srimati Radharani; madhavayoh: di Sri Madhava (Krishna); apara: illimitato; madhurya: coniugale; lila: divertimenti; guna: qualità; rupa: forme; namnam: dei santi nomi; prati-ksana: ad ogni momento; asvadana: gustando; lolupasya: a cui ambisce; vande: offro omaggi; guroh: del mio maestro spirituale; sri: di buon auspicio; carana-aravindam: ai piedi di loto.

 

Il maestro spirituale è sempre ansioso di cantare e ascoltare ciò che riguarda gli illimitati divertimenti coniugali di Radhika e Madhava, e le Loro qualità, nomi e forme. Egli aspira a gustare quei divertimenti in ogni momento della sua vita. Offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del mio maestro spirituale.

 

(6)

nikunja-yuno rati-keli-siddhyai
ya yalibhir yuktir apeksaniya
tatrati-daksyad ati-vallabhasya
vande guroh sri-caranaravindam

 

nikunja-yunah: di Radha e Krishna; rati: (dell’)amore coniugale; keli: (dei) divertimenti; siddhyai: per la perfezione; ya ya: qualsiasi; alibhih: dalle gopi; yuktih: arrangiamenti; apeksaniya: desiderabile; tatra: riguardo a ciò; ati-daksyat: essendo molto esperto; ati-vallabhasya: che è molto caro; vande: offro omaggi; guroh: del mio maestro spirituale; sri: di buon auspicio; carana-aravindam: ai piedi di loto.

 Il maestro spirituale è molto caro (a Krishna) perché è esperto nell’assistere le gopi; esse nei differenti momenti della giornata fanno gustosi arrangiamenti per rendere perfetti i giochi amorosi di Radha e Krishna nei boschi di Virndavana. Offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del mio maestro spirituale.

(7)

saksad-dharitvena samasta-sastrair
uktas tatha bhavyata eva sadbhih
kintu prabhor yah priya eva tasya
vande guroh sri-caranaravindam

 

saksat: direttamente; hari-tavena: con le qualità di Hari; samasta: tutto; sastraih: dalle Scritture; uktah: riconosciuto; tatha: così; bhavyate: è considerato; eva: anche; sadbhih: dai grandi santi; kintu: comunque; prabhoh: al Signore; yah: chi; priyah: caro; eva: certamente; tasya: di lui (il guru); vande: offro omaggi; guroh: del mio maestro spirituale; sri: di buon auspicio; carana-aravindam: ai piedi di loto.

 

Il maestro spirituale deve essere onorato tanto quanto il Signore Supremo, perché ne è il servitore più intimo. Ciò è riconosciuto in tutte le Scritture rivelate e accettato da tutte le autorità. Perciò offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del mio maestro spirituale, che è l’autentico rappresentante di Krishna.

 

(8)

yasya prasadad bhagavat-prasado
yasyaprasadan na gatih kuto ’pi
dhyayan stuvams tasya yasas tri-sandhyam
vande guroh sri-caranaravindam

 

yasya: del quale (maestro spirituale); prasadat: per la grazia; bhagavat: (di) Krishna; prasadah: la misericordia; yasya: del quale; aprasadat: senza la grazia; na: non; gatih: mezzi di avanzamento; kutah api: da qualsiasi parte; dhyayan: meditare su; stuvan: pregando; tasya: di lui (il maestro spirituale); yasah: la gloria; tri-sandhyam: tre volte al giorno (all’alba, nel pomeriggio e al tramonto); vande: offro omaggi; guroh: del mio maestro spirituale; sri: di buon auspicio; carana-aravindam: ai piedi di loto.

 

Per la misericordia del maestro spirituale noi riceviamo la benedizione di Krishna. Senza la sua grazia, nessun avanzamento spirituale è possibile. Perciò devo sempre ricordarlo e pregarlo, e almeno tre volte al giorno offrire i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del mio maestro spirituale.

 

Sri Nrsimha pranama

 

(1)

namas te narasimhaya
prahladahlada-dayine
hiranyakasipor vaksah
sila-tanka-nakhalaye

 

namah: omaggi; te: a Te; nara-simhaya: a Sri Narasimha; prahlada: (a) Prahlada Maharaja; ahlada: (di) gioia; dayine: colui che dà; hiranyakasipoh: di Hiranyakasipu; vaksah: il petto; sila: come la pietra; tanka: scalpello; nakha-alaye: le cui unghie.

 

Offro i miei omaggi a Sri Narasimha, che sempre procura gioia a Prahlada Maharaja e le cui unghie sono come uno scalpello sul petto di pietra del demone Hiranyakasipu.

 

(2)

ito nrisimhah parato nrisimho
yato yato yami tato nrisimhah
bahir nrisimho hridaye nrisimho
nrisimham adim saranam prapadye

 

itah: qui; nrisimhah: Sri Nrisimha; paratah: là; nrisimhah: Sri Nrisimha; yatah yatah: dovunque; yami: io vado; tatah: là; nrisimhah: Sri Nrisimha; bahih: esternamente; nrisimhah: Sri Nrisimha; hridaye: nel cuore; nrisimhah: Sri Nrisimha; nrisimham: a Sri Nrisimha; adim: l’origine; saranam: il rifugio supremo; prapadye: mi sottometto.

 

Sri Nrsimha è qui ed è anche là. Dovunque io vada Sri Nrsimha è là. Egli è nel cuore ed è anche al di fuori. Io mi sottometto a Sri Nrsimha, che è l’origine di tutte le cose ed è il rifugio supremo.

 

Preghiera a Sri Nrisimha

(dallo Sri Dasavatara-stotra)

tava kara-kamala-vare
nakham adbhuta-sringam
dalita-hiranyakasipu-tanu-bhringam
kesava dhrita-narahari-rupa
jaya jagadisa hare
(jaya jagadisa hare jaya jagadisa hare)

 O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari, che hai assunto l’aspetto di un essere metà uomo e metà leone! Tutte le glorie a Te! Proprio come si può schiacciare facilmente tra le unghie una vespa, così il corpo del demone Hiranyakasipu simile a una vespa, è stato squarciato dalle poderose unghie appuntite delle Tue meravigliose mani di loto.

 

Sri Tulasi pranama

 

vrindayai tulasi-devyai
priyayai kesavasya ca
krishna-bhakti-prade devi
satyavatyai namo namah

 

vrindayai: a Vrinda; tulasi-devyai: a Tulasi Devi; priyayai: che è cara; kesavasya: a Sri Krishna; ca: e; krishna-bhakti: servizio devozionale a Sri Krishna; prade: che accorda; devi: o dea; satya-vatyai: a Satyavati; namah namah: omaggi ripetuti.

Offro i miei ripetuti omaggi a Vrinda, Srimati Tulasi Devi, che è molto cara a Sri Kesava. O dea, tu ci concedi il servizio devozionale a Krishna e possiedi la verità più alta.

Sri Tulasi-puja-kirtana

(1)

namo namah tulasi krishna-preyasi (namo namah)
radha-krishna-seva pabo ei abhilasi

 

O Tulasi, amata di Krishna, ripetutamente mi inchino davanti a te. Il solo desiderio che mi è rimasto è quello di servire Radha e Krishna.

 

(2)

ye tomara sarana loy tara vanca purna hoy
kripa kori’ koro tare vrindavana-vasi

 

Chiunque prenda rifugio in te vedrà tutti i suoi desideri soddisfatti. Grazie alla tua misericordia, tu lo fai diventare un residente di Vrindavana.

 

(3)

mora ei abhilasa vilasa-kunje diyo vasa
nayane heribo sada jugala-rupa-rasi

 

Il mio desiderio è che tu mi conceda di poter vivere nelle foreste di piacere di Sri Vrindavana-dhama. Così potrò ammirare sempre i meravigliosi divertimenti di Radha e Krishna.

 

(4)

ei nivedana dhara sakhir anugata koro
seva adhikara diye koro nija dasi

 

Ti prego di farmi diventare un seguace delle pastorelle di Vraja. Per favore, concedimi il privilegio del servizio devozionale e fammi diventare uno dei tuoi servitori.

 

(5)

dina krishna-dase koy ei jena mora hoy
sri-radha-govinda-preme sada jena bhasi

 

Questo servitore di Krishna così inutile e caduto prega: “Possa io sempre nuotare nell’amore di Sri Radha e Govinda”.

 

Sri Tulasi Pradaksina Mantra

yani kani ca papani brahma-hatyadikani ca
tani tani pranasyanti pradaksinah pade pade

yani kani: qualsiasi; ca: e; papani: peccati; brahma-hatya: uccisore di un brahmana; adikani: e così via; ca: anche; tani tini: tutti loro; pranasyanti: sono distrutti; pradaksinah: girando attorno (a Tulasi Devi); pade pade: a ogni passo.

Girando attorno a primati Tulasi Devi, a ogni passo, tutti i peccati che possono essere stati commessi sono distrutti, perfino quello dell’assassinio di un brahmana.

Govinda

(Sri Brahma-samhita)

(1)

venum kvanantam ara vinda-dalayataksam
barhavatamsam asitambuda-sundarangam
kandarpa-koti-kamaniya-visesa-sobham
govindam adi-purusam tam aham bhajami

Adoro Govinda, il Signore primordiale, i cui occhi sono simili ai petali del loto appena sbocciato; Egli suona il flauto in modo meraviglioso e una piuma di pavone orna la Sua testa. Il Suo corpo, raggiante di bellezza ha il colore di una nuvola carica di pioggia. La Sua incomparabile grazia affascina milioni di Cupidi.

 

(2)

angani yasya sakalendriya-vritti-manti
pasyanti panti kalayanti ciram jaganti
ananda-cinmaya-sad-ujjvala-vigrahasya
govindam adi-purusam tam aham bhajami

 

Adoro Govinda, il Signore primordiale, la cui forma sublime tutta di felicità e verità emana uno splendore perfetto. Ciascun organo del Suo corpo spirituale possiede la facoltà di adempiere perfettamente alle funzioni di tutte le altre membra. Da sempre e per sempre veglia sugli infiniti universi, spirituali e materiali, creandoli e proteggendo la loro esistenza.

 

Sri Guru-vandana

L’adorazione di Sri Guru

(1)

sri-guru-carana-padma, kevala bhakati-sadma,
bando mui savadhana mate
jahara prasade bhai, e bhava toriya jai,
krishna-prapti hoy jaha ha’ te

I piedi di loto del nostro maestro spirituale sono la dimora del puro servizio devozionale. Io m’inchino a quei piedi di loto con grande cura e attenzione. Mio caro fratello (mia cara mente), è per la grazia del maestro spirituale che noi possiamo superare questa esistenza materiale e ottenere la misericordia di Krishna.

(2)

guru-mukha-padma-vakya, cittete koriya aikya
ar na koriho mane asa
sri-guru-carane rati, ei se uttama-gati,
je prasade pure sarva asa

Fa’ che gli insegnamenti provenienti dalla bocca di loto del maestro spirituale diventino tutt’uno col tuo cuore, e non desiderare altro. L’attaccamento ai piedi di loto del maestro spirituale è il modo migliore per avanzare spiritualmente, e per la sua misericordia tutti i desideri di perfezione spirituale sono soddisfatti.

 

(3)

cakhu-dan dilo jei, janme janme prabhu sei,
divya-jnan hride prokasito
prema-bhakti jaha hoite, avidya vinasa jate,
vede gay jahara carito

 

Colui che mi ha dato il dono della visione trascendentale è il mio Signore, vita dopo vita. Per la sua misericordia la conoscenza divina si rivela nel cuore, da lui si ottiene la prema-bhakti e da lui l’ignoranza è distrutta. Le scritture vediche celebrano le sue qualità.

 

(4)

sri-guru karuna-sindhu, adhama janara bandhu,
lokanath lokera jivana
ha ha prabhu koro doya, deho more pada-chaya,
ebe jasa ghusuk tribhuvana

 

O maestro spirituale, oceano di misericordia e amico delle anime cadute, tu sei il signore e la vita stessa di tutti in questo mondo. O maestro! Sii misericordioso e ponimi all’ombra dei tuoi piedi di loto. Possano le tue glorie diffondersi nei tre mondi.

 

Jaya Radha-Madhava

(dal Gitavali)

jaya radha-madhava kunja-bihari
gopi-jana-vallabha giri-vara-dhari
yasoda-nandana braja-jana-ranjana
yamuna-tira-vana-cari

Krishna è l’amante di Radha. Egli mette in atto numerosi divertimenti d’amore nei boschi di Vrindavana. È l’amante delle pastorelle di Vraja, Colui che solleva la grande collina Govardhana, l’amato figlio di madre Yasoda, che dà grande felicità agli abitanti di Vraja e vaga per le foreste lungo le rive del fiume Yamuna.

Srila Prabhupada era molto affezionato a questa canzone e la cantava sempre prima di iniziare la sua lezione. Ad Allahabad e a Gorakhpur Srila Prabhupada cadde in trance dopo aver cantato le prime due linee, e quando dopo un po’ di tempo tornò alla coscienza esterna disse: “Ora cantate Hare Krishna.” Srila Prabhupada diceva che questa canzone è “un dipinto di Vrindavana. C’è tutto: Srimati Radharani, Vrindavana, Govardhana, Yasoda e i pastori.”)

Gaura-arati-kirtana

(da Gitavali)

 

(1)

jaya jaya goracander aratiko sobha
jahnavi-tata-vane jaga-mana-lobha

 

Tutte le glorie, tutte le glorie alla meravigliosa cerimonia dell’arati di Sri Caitanya. Questo Gaura-arati si svolge in un boschetto sulla riva del Jahnavi (Gange) e affascina la mente di tutti gli esseri dell’universo.

 

(2)

dakhine nitaicand, bame gadadhara
nikate advaita, srinivasa chatra-dhara

 

Alla destra di Sri Caitanya sta il Signore Nityananda e alla Sua sinistra c’è Sri Gadadhara. Vicino c’è Sri Advaita, e Srivasa Thakura tiene un parasole sulla testa di Sri Caitanya.

 

(3)

bosiyache goracand ratna-simhasane
arati koren brahma-adi deva-gane

 

Sri Caitanya Si è seduto su un trono ornato di pietre preziose e gli esseri celesti, guidati da Brahma, compiono la cerimonia dell’arati.

 

(4)

narahari-adi kori’ camara dhulaya
sanjaya-mukunda-basu-ghosadi gaya

 

Narahari Sarakara e altri compagni di Sri Caitanya Lo sventagliano con i camara, e i devoti, guidati da Sanjaya Pandita, Mukunda Datta e Vasu Ghosa, cantano dolcemente nel kirtana.

 

(5)

sankha baje ghanta baje baje karatala
madhura mridanga baje parama rasala

 

Suonano conchiglie, campane e karatala, e le mridanga suonano molto dolcemente. Questa musica del kirtana è estremamente dolce e piacevole all’ascolto.

 

(6)

bahu-koti candra jini’ vadana ujjvala
gala-dese bana-mala kore jhalamala

 

Lo splendore del volto di Sri Caitanya supera quello di milioni e milioni di lune e la ghirlanda di fiori di selva attorno al Suo collo risplende.

 

(7)

siva-suka-narada preme gada-gada
bhakativinoda dekhe gorara sampada

 

Siva, Sukadeva Gosvami e Narada Muni sono tutti lì e la loro voce si spezza per l’estasi dell’amore trascendentale. Così Thakura Bhaktivinoda vede le glorie di Sri Caitanya.

Prema-dhvani

jaya om visnu-pada paramahamsa
parivrajakacarya astottara-sata
sri srimad A. C. bhaktivedanta gosvami
maharaja prabhupada ki jaya

Centootto volte sia lodato il santo errante, il glorioso maestro spirituale che è entrato nei divertimenti eterni di Sri Krishna, Sri Srimad A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, il grande devoto simile a un cigno che ha preso rifugio ai piedi di loto di Sri Visnu.

Acarya Fondatore della ISKCON e della B.B.T.
Srila Prabhupada ki jaya
jaya om visnu-pada paramahamsa
parivrajakacarya astottara-sata
sri srimad bhaktisiddhanta sarasvati
gosvami maharaja prabhupada ki jaya

Centootto volte sia lodato il santo errante, il glorioso maestro spirituale che è entrato nei divertimenti eterni di Sri Krishna, Sri Srimad Bhaktisiddhanta Gosvami Prabhupada, il grande devoto simile a un cigno che ha preso rifugio ai piedi di loto di Sri Visnu.

jaya om visnu-pada paramahamsa
parivrajakacarya astottara-sata
sri srimad gaurakisora dasa babaji
maharaja ki jaya

Centootto volte sia lodato il santo errante, il glorioso maestro spirituale che è entrato nei divertimenti eterni di Sri Krishna, Sri Srimad Gaurakisora Dasa Babaji Maharaja Prabhupada, il grande devoto simile a un cigno che ha preso rifugio ai piedi di loto di Sri Visnu.

jaya om visnu-pada paramahamsa
parivrajakacarya astottara-sata
sri srimad sac-cid-ananda
bhaktivinoda thakura ki jaya

 

Centootto volte sia lodato il santo errante, il glorioso maestro spirituale che è entrato nei divertimenti eterni di Sri Krishna, Sri Srimad Saccidananda Bhaktivinoda Thakura Gosvami Prabhupada, il grande devoto simile a un cigno che ha preso rifugio ai piedi di loto di Sri Visnu.

jaya om visnu-pada paramahamsa
parivrajakacarya astottara-sata
vaisnava-sarvabhauma sri srimad
jagannatha dasa babaji maharaja-ki jaya

Centootto volte sia lodato il santo errante, il glorioso maestro spirituale che è entrato nei divertimenti eterni di Sri Krishna, Sri Srimad Jagannath Dasa Babaji Maharaja Prabhupada, il grande devoto simile a un cigno che ha preso rifugio ai piedi di loto di Sri Visnu.

jaya sri rupa, sanatana, bhatta raghunatha,
sri jiva, gopala bhatta, dasa raghunatha,
sad-gosvami prabhu ki jaya

Glorie ai sei Gosvami di Vrindavana: Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami, Sri Gopala Bhatta Gosvami e Sri Raghunatha Dasa Gosvami.

namacarya srila haridasa thakura ki jaya

Glorie a Srila Haridasa Thakura, l’acarya del santo nome.

prem-se kaho sri krishna caitanya, prabhu nityananda,
sri advaita, gadadhara, srivasadi gaura-bhakta-vrinda ki jaya

Glorie all’inondazione d’amore sublime suscitata da Sri Caitanya Mahaprabhu e dai Suoi compagni intimi.

sri sri radha-krishna, gopa-gopinatha,
syama-kunda, radha-kunda, giri-govardhana ki jaya
sri navadvipa-dhama ki jaya
sri mayapur-dhama ki jaya
sri vrindavana-dhama ki jaya
sri mathura-dhama ki jaya
sri dvaraka-dhama ki jaya
sri jagannatha puri-dhama ki jaya
ganga-mayi ki jaya
yamuna-mayi ki jaya
bhakti-devi ki jaya
tulasi-devi ki jaya
ananta koti vaisnava-vrinda ki jaya
sri hari-nama sankirtana ki jaya

grantha-raja srimad-bhagavatam ki jaya
ISKCON-vartmana-guru-vrinda ki jaya
samaveta bhakta-vrinda ki jaya
gaura-premanande hari-haribol

Tutte le glorie ai devoti riuniti. Hare Krishna! Tutte le glorie a Sri Guru e Sri Gauranga! Tutte le glorie a Srila Prabhupada!

 

Prasada-sevaya

Canzone per onorare il cibo spirituale
(dal Gitavali)

Parte prima

Questa canzone deve essere cantata prima di onorare il prasada del Signore.

(1)

bhai-re!
sarira abidya-jal, jodendriya tahe kal,
jive phele visaya-sagore
ta-ra madhye jihwa ati, lobhamoy sudurmati,
ta-ke jeta kathina samsare

 

O fratelli! Questo corpo materiale è una ragnatela di ignoranza, e i sensi sono nemici mortali perché gettano l’anima nell’oceano dei godimenti materiali. Tra questi sensi la lingua è il più vorace e incontrollabile; perciò è molto difficile controllare la lingua.

 

(2)

krishna baro doyamoy, koribare jihwa jay,
swa prasad-anna dilo bhai
sei annamrita pao radha-krishna-guna gao,
preme dako caitanya-nitai

 

O fratelli! Sri Krishna è così misericordioso che ci ha lasciato i resti del Suo cibo proprio al fine di controllare la lingua. Ora, per favore. accettate questo krishna-prasada che è simile al nettare, e cantiamo le glorie di Sri Sri Radha e Krishna, gridando con sentimento: “Caitanya! Nitai!

 

Parte seconda

Questa canzone deve essere cantata mentre si onora il prasada.

 

(1)

bhai-re!
ek-dina santipure, prabhu adwaitera ghare,
dui prabhu bhojane bosilo,
sak kori’ aswadana, prabhu bole bhakta-gana,
ei sak krishna aswadilo

 

O fratelli! Un giorno a Santipur, nella casa di Sri Advaita, Sri Caitanya e Sri Nityananda Prabhu erano seduti per pranzare. Quando Sri Caitanya sentì il sapore dei vegetali verdi chiamati sak, disse: “O miei devoti, questo sak è delizioso! Sicuramente Sri Krishna lo ha assaggiato.”

 

(2)

heno sak-aswadane, krishna-prema aise mane,
seio preme koro aswadana
jada-buddhi pari-hari’, prasada bhojana kori’,
`hari hari’, bolo sarva-jan”

 

Quando si gusta un sak come questo, l’amore per Krishna si sprigiona dal cuore con grande forza(*). Con questo sentimento di amore per Dio, gustate questo prasada. Abbandonando ogni concezione materiale, mentre mangiate il prasada del Signore cantate tutti insieme Hari! Hari!”

 

(*) Madre Saci sa che a Sri Caitanya piace molto il sak, e glielo cucinava in modi differenti. Il vegetale noto come sak è il più fortunato fra tutti, perché Sri Caitanya ne mangia in continuazione. Sorridendo, il Signore onora il Suo pranzo e descrive a tutti le glorie del sak. Il Signore dice: “Questo sak è chiamato acyuta. Mangiandolo, si sviluppa attrazione per Krishna. (Quando mangiava, Sri Caitanya chiamava le differenti preparazioni di sak con differenti nomi di Krishna). Mangiando patala, bastuka e kala sak si conquista la compagnia dei vaisnava, vita dopo vita. Gustando invece il salinca o l’helanca sak ci si può liberare dalla malattia e ottenere la devozione per Krishna.” (Sri Caitanya-bhagavata, Anthya-khanda 4.279, 293, 295-298)

 

Capitolo Tre

Canzoni di Srila Bhaktivinoda Thàkura

 

 

Vibhavari Sesa

(dal Kalyana-kalpataru)

(1)

vibhavari sesa, aloka-pravesa,
nidra chadi’ utho jiva
bolo hari hari, mukunda murari,
rama krishna hayagriva

La notte è giunta al termine e le prime luci dell’alba sono alla porta. O anima, jiva, sorgi e abbandona il tuo sonno. Canta i Santi Nomi di Sri Hari, Colui che dà la liberazione; Egli è il nemico del demone Mura ed è il supremo fruitore; è colui che attrae ogni cosa ed è Hayagriva, l’incarnazione con la testa di cavallo.

(2)

nrisimha vamana, sri-madhusudana,
brajendra-nandana syama
putana-ghatana, kaitabha-satana,
jaya dasarathi-rama

Sri Hari (Krishna) assume una forma per metà uomo e per metà leone (Nrsimha). Appare come un brahmana nano chiamato Upendra, e in un’altra occasione uccide il demone Madhu. È l’amato figlio del re di Vraja, Nanda Maharaja, e il colore del Suo corpo è scuro. Ha ucciso la strega Putana e il demone Kaitabha. Tutte le glorie a Sri Hari che appare come Sri Rama, il figlio del re Dasaratha.

(3)

yasoda-dulala, govinda gopala,
vrindavana-purandara
gopi-priya-jana, radhika-ramana,
bhuvana-sundara-bara

 

Egli è l’amato figlio di madre Yasoda; è Colui che dà piacere alle mucche, alla Terra e ai sensi spirituali ed è il protettore delle mucche. È il Signore della foresta di Vrindavana; è l’amato delle gopi; è l’amante di Radhika ed è la più bella personalità di tutti i mondi.

 

(4)

ravanantakara, makhana-taskara,
gopi-jana-vastra-hari
brajera-rakhala, gopa-vrinda-pala,
citta-hari bamsi-dhari

 

Nella forma di Ramacandra segnò la fine del monarca demoniaco Ravana; nella forma di Krishna rubò il burro alle gopi anziane e sottrasse i vestiti delle gopi più giovani mentre facevano il bagno nella Yamuna. È il giovane pastore di Vraja e protegge i Suoi amici pastori. Ruba i cuori di tutti e porta sempre con Sé un flauto.

 

(5)

yogindra-bandana, sri-nanda-nandana,
braja-jana-bhaya-hari
navina-nirada, rupa-manohara,
mohana-bamsi-bihari

 

Sri Krishna è adorato dai più grandi yogi ed è il figlio di Nanda; Egli rimuove tutte le paure degli abitanti di Vraja; il Suo corpo ha il colore di una nuvola fresca di pioggia e la Sua forma è incantevole. Quando passeggia suonando il flauto, manifesta il Suo irresistibile fascino.

 

(6)

yasoda-nandana, kamsa-nisudana,
nikunja-rasa-vilasi
kadamba-kanana, rasa-parayana,
vrinda-vipina-nivasi

 

Egli è il figlio di Yasoda e l’uccisore del re Kamsa; Si diverte nella danza rasa tra i cespugli di Vraja. Krishna Si diverte in questa danza sotto gli alberi kadamba e risiede nella foresta di Vrindavana.

 

(7)

ananda-vardhana, prema-niketana,
phula-sara-jojaka-kama
gopangana-gana, citta-vinodana,
samasta-guna-gana-dhama

 

Sri Krishna aumenta l’estasi dei Suoi devoti; è la sorgente di ogni sentimento d’amore ed è il Cupìdo trascendentale che usa le Sue frecce di fiori per incrementare i desideri d’amore delle gopi; è il sollievo dei cuori di tutte le gopi ed è la dimora di ogni qualità meravigliosa.

 

(8)

yamuna-jivana, keli-parayana,
manasa-candra-cakora
nama-sudha-rasa, gao krishna-jasa,
rakho vacana mana mora

 

Sri Krishna è la vita del fiume Yamuna; è sempre assorto in divertimenti d’amore ed è la luna della mente delle gopi (simili agli uccelli cakora che sopravvivono solo grazie alla luce della luna). O mente, obbedisci a queste mie parole e canta le glorie di Sri Krishna nella forma di questi Santi Nomi, che sono pieni di nettarei sentimenti.

 

Gopinatha

 

(1)

gopinath, mama nivedana suno
visayi durjana, sada kama-rata,
kichu nahi mora guna

 

O Gopinatha, Signore delle gopi, per favore, ascolta la mia supplica! Io sono un malvagio materialista sempre ansioso di soddisfare i miei desideri mondani e sono privo di buone qualità.

 

(2)

gopinath, amara bharasa tumi
tomara carane, loinu sarana
tomara kinkora ami

 

O Gopinatha, Tu sei la mia sola speranza. Per questo ho preso rifugio ai Tuoi piedi di loto. Ora sono il Tuo servitore eterno.

 

(3)

gopinath, kemone sodhibe more
na jani bhakati, karme jada-mati,
podechi somsara-ghore

 

O Gopinatha, come mi purificherai? Io non so cosa sia la devozione e la mia mente, vittima della materia, è assorta in attività inutili. Sono caduto in questa buia e pericolosa esistenza materiale.

 

(4)

gopinath, sakali tomara maya
nahi mama bala, jnana sunirmala,
svadhina nahe e kaya

 

O Gopinatha, tutto qui è parte della Tua energia illusoria. Sono privo di forza e di conoscenza trascendentale, e questo mio corpo non è indipendente né libero dal controllo della natura materiale.

 

(5)

gopinath, niyata carane sthana
mage e pamara, kandiya kandiya,
korohe karuna dana

 

O Gopinatha, questo peccatore, che piange e piange, chiede di avere un posto in eterno ai Tuoi piedi divini. Per favore, concedimi la Tua misericordia.

 

(6)

gopinath, tumi to’ sakali paro
durjane tarite, tomara sakati,
ke ache papira aro

 

O Gopinatha, Tu sei capace di fare qualsiasi cosa, perciò hai il potere di liberare tutti i peccatori. E chi mai è più peccatore di me?

 

(7)

gopinath, tumi kripa-parabara
jivera karane, asiya prapance,
lila koite subistara

 

O Gopinatha, Tu sei l’oceano della misericordia. Disceso in questo mondo fenomenico, Tu espandi i Tuoi divertimenti divini per il beneficio delle anime cadute.

 

(8)

gopinath, ami ki dose dosi
asura sakala, pailo carana,
vinoda thakilo bosi’

 

O Gopinatha, sono così colpevole che sebbene tutti i demoni abbiano ottenuto i Tuoi piedi di loto, Bhaktivinoda è rimasto in questa esistenza materiale.

 

(9)

gopinath, ghucao samsara-jwala
avidya-jatana, aro nahi sahe,
janama-marana-mala

 

O Gopinatha, per favore liberami dal tormento dell’esistenza mondana. Non posso più tollerare il dolore dell’ignoranza e il succedersi continuo di nascite e morti.

 

(10)

gopinath, ami to’ kamera dasa
visaya-basana, jagiche hridoye,
padiche karama phasa

 

O Gopinatha, in verità sono un servitore della lussuria. I desideri materiali si risvegliano nel mio cuore e così il cappio dell’attività interessata comincia a stringersi.

 

(11)

gopinath, kabe va jagibo ami
kama-rupa ari, dure teyagibo,
hridoye sphuribhe tumi

 

O Gopinatha, quando mi sveglierò e abbandonerò questo nemico, la lussuria, e quando Ti manifesterai nel mio cuore?

 

(12)

gopinath, ami to’ tomara jana
tomare chadiya, samsara bhajinu,
bhuliya apana-dhana

 

O Gopinatha, io sono il Tuo devoto, ma per adorare questo mondo materiale Ti ho abbandonato e ho dimenticato il mio vero tesoro.

 

(13)

gopinath, tumi to’ sakali jano
apanara jane, dandiya ekhano,
sri-carane aeho sthano

 

O Gopinatha, Tu conosci ogni cosa. Poiché hai già punito questo Tuo servitore, per favore, concedigli un posto ai Tuoi piedi di loto.

 

(14)

gopinath, ei ki vicara taba
bimukha dekhiya, chado nija-jane,
na koro’ karuna-laba

 

O Gopinatha, è questo il Tuo giudizio? Vedendo la mia avversione per Te, abbandoni alla sua sorte il tuo servitore e non gli concedi neanche una briciola di devozione?

 

(15)

gopinath, ami to murakha ati
kise bhalo hoya, kabhu na bujhinu,
tai heno mama gati

 

O Gopinatha, certamente sono molto sciocco, e non ho mai saputo cosa sia bene per me. Questa è la situazione in cui mi trovo.

 

(16)

gopinath, tumi to’ pandita-bara
mudhera mangala, tumi anvesibe,
e dase na bhavo’ para

 

O Gopinatha, Tu sei la persona più saggia. Per favore, cerca un modo per dare un po’ di fortuna a questo sciocco, e non considerare questo Tuo servitore come un estraneo.

 

(17)

gopinath, amara upaya nai
tumi kripa kori’, amare loile
samsare uddhara pai

 

O Gopinatha, non ho alcun modo di conseguire il successo, ma se Tu mi prendi e mi concedi la Tua misericordia, potrò liberarmi da questo mondo.

 

(18)

gopinath, porechi mayara phere
dhana, dara, suta, ghireche amare,
kamete rekheche jere

 

O Gopinatha, sono caduto negli inganni pericolosi dell’illusione materiale. Ricchezza, moglie e figli mi hanno circondato, e la lussuria mi ha distrutto.

 

(19)

gopinath, mana je pagala mora
na mane sasana, sada acetana,
visaye ro’yeche gora

 

O Gopinatha, la mia mente è pazza e non si cura di alcuna autorità. Si comporta come un’insensata ed è rimasta nel pozzo buio delle cose di questo mondo.

 

(20)

gopinath, hara je menechi ami
aneka jatana, hoilo bifala,
ekhano bharasa tumi

 

O Gopinatha, ho accettato la mia sconfitta. Tutti i miei tentativi sono risultati vani. Ora Tu sei la mia sola speranza.

 

(21)

gopinath, kemone hoibe gati
prabama indriya, bosi-bhuta mana,
na chade visaya-rati

 

O Gopinatha, come potrò fare qualche progresso, se la mia mente è caduta sotto il controllo del potere dei sensi, e non abbandona il suo attaccamento al materialismo?

 

(22)

gopinath, hridoye bosiya mora
manake samiya, laho nija pane
ghucibe vipada ghora

 

O Gopinatha, dopo esserTi seduto nel profondo del mio cuore e aver sottomesso la mia mente, per favore prendimi con Te. Solo così gli orribili pericoli di questo mondo scompariranno.

 

(23)

gopinath, anatha dekhiya more
tumi hrisikesa, hrisika damiya,
taro ‘he samsriti-ghore

 

O Gopinatha, Tu sei Hrisikesa, il Signore dei sensi. Vedendomi così indifeso, controlla questi miei sensi e liberami da questa buia e pericolosa esistenza materiale.

 

(24)

gopinath, galaya legeche phasa
kripa-asi dhori’, bhandana chediya,
vinode koroho dasa

O Gopinatha, il cappio del materialismo è stato stretto attorno al mio collo. Prendi la spada della misericordia e tagliando questi nodi, fa’ di Bhaktivinoda il Tuo umile servitore.

 

Suddha-bhakata-carana-renu

(dal Saranagati)

(1)

suddha-bhakata-carana-renu,
bhajana-anukula
bhakata-seva, parama-siddhi,
prema-latikara mula

La polvere dai piedi di loto dei puri devoti conduce al servizio devozionale, e il servizio ai vaisnava è in se stesso la perfezione suprema e la radice della tenera pianticella rampicante dell’amore divino.

 

(2)

madhava-tithi, bhakti-janani,
jatane palana kori
krishna-basati, basati boli’,
parama adare bori

 

Io osservo con grande cura i giorni santi come Ekadasi e Janmastami, perché questi sono la madre della devozione. Col massimo della reverenza e dell’amore, scelgo di risiedere nella dimora trascendentale di Sri Krishna.

 

(3)

gaur amara, je-saba sthane,
koralo bhramana range
se-saba sthana, heribo ami,
pranayi-bhakata-sange

 

In compagnia di altri devoti che amano il mio Signore, Gaurasundara, visiterò tutti quei luoghi che hanno visto i Suoi divertimenti.

 

(4)

mridanga-badya, sunite mana,
abasara sada jace
gaura-bihita, kirtana suni’,
anande hridoya nace

 

La mia mente cerca sempre l’opportunità di ascoltare la musica della mrdanga. Mentre ascolta questo kirtana, ordinato da Sri Gauracandra (*), il mio cuore danza in estasi.

 

(5)

jugala-murti, dekhiya mora,
parama-ananda hoya
prasada-seba, korite hoya,
sakala prapanca jaya

 

Osservando le forme trascendentali della Coppia Divina, Sri Sri Radha-Krishna, io sento in me la gioia più grande. Onorando il prasada del Signore, domino tutte le illusioni mondane.

 

(6)

je-dina grihe, bhajana dekhi,
grihete goloka bhaya
carana-sidhu, dekhiya ganga,
sukha sa sima paya

 

E quando nella mia casa si adora e si serve Sri Hari, Goloka Vrindavana appare. Quando vedo il Gange, che è un fiume di nettare emanante dai piedi di loto del Signore, la mia felicità non conosce confini.

 

(7)

tulasi dekhi’, judaya prana,
madhava-tosani jani’
gaura-priya, saka-sevane,
jivana sarthaka mani

 

La vista della sacra pianta tulasi rinfresca la mia anima, perché so che lei dà piacere a Sri Krishna. E quando onoro il sak (una varietà di spinaci), una delle pietanze favorite da Sri Caitanya, considero la vita degna di essere vissuta.

 

(8)

bhakativinoda, krishna-bhajane,
anukula paya jaha
rati-dibase, parama-sukhe,
svikara koroye taha

 

Qualunque cosa Bhaktivinoda ottenga, sempre che sia in relazione col servizio di Sri Krishna, la accetta ogni giorno con gioia crescente.

 

(*) Il canto pubblico istituito da Sri Caitanya è avvalorato dalle conclusioni degli insegnamenti della pura bhakti. È completamente scevro di tutti gli elementi che si oppongono alla pura bhakti e libero dal rasabhasa, ossia dalla sovrapposizione ingiustificata delle sue emozioni proprie della bhakti. A proposito di ciò vedi la Caitanya-caritamrta(Antya 5.97.100)

 

Manasa Deha Geha

(1)

manasa, deho, geho, jo kichu mor
arpilun tuva pade, nanda-kisor!

Mente, corpo e famiglia, qualunque cosa io possegga la offro ai Tuoi piedi di loto, o giovane figlio di Nanda!

(2)

sampade-vipade, jivane-marane
day mama gela, tuva o-palo barane

Nella buona o nella cattiva sorte, nella vita o nella morte, tutte le difficoltà scompaiono se scelgo quei piedi come mio unico rifugio.

(3)

marobi rakhobi-jo iccha tohara
nitya-dasa prati tuva adhikara

Uccidimi o proteggimi, puoi fare ciò che credi, perché sei Tu il padrone di questo Tuo eterno servitore.

(4)

janmaobi moe iccha jadi tor
bhakta-grihe jani janma hau mor

 

Se desideri che io rinasca, allora che possa io rinascere nella casa di un devoto.

 

(5)

kita-janma hau jatha tuva das
bahir-mukha brahma-janme nahi as

 

Possa rinascere perfino in un corpo di verme, purché io possa rimanere Tuo devoto. Non è mio desiderio nascere come un Brahma, se poi divento Tuo nemico.

 

(6)

bhukti-mukti-spriha vihina je bhakta
labhaite tanko sanga anurakta

 

Io anelo alla compagnia di quel devoto che è completamente privo di ogni desiderio di godimento materiale o di liberazione.

 

(7)

janaka, janani, dayita, tanay
prabhu, guru, poti-tuhun sarva-moy

 

Padre, madre, amante, figlio, Signore, precettore e marito: Tu sei tutto per me.

 

(8)

bhakativinoda kohe, suno kana!
radha-natha! tuhun hamara parana

 

Thakura Bhaktivinoda dice: “O Kana, per favore, ascoltami! O Signore di Radha, tu sei la mia anima, la mia stessa vita! ”

 

Ohe! Vaisnava Thakura

(dal Saranagati)

(1)

ohe!
vaisnava thakura, doyara sagara,
e dase koruna kori’
diya pada-chaya, sodho he amaya,
tomara carana dhori

 

O vaisnava Thakura, oceano di misericordia, sii misericordioso con me, il tuo servitore, e purificami con l’ombra dei tuoi piedi di loto. Io tocco i tuoi piedi con grande umiltà.

 

(2)

chaya bega domi’, chaya dosa sodhi’,
chaya guna deho’ dase
chaya sat-sanga, deho’ he amare,
boshechi sangera ase

 

Ho controllato i sei impulsi e mi sono liberato dai sei errori; ora, per favore, da’ al tuo servitore le sei qualità. Concedimi le sei forme di santa compagnia. (*) Io mi sono seduto qui nella speranza di poter stare vicino a te.

 

(3)

ekaki amara, nahi paya bala,
hari-nama-sankirtane
tumi kripa kori’, sraddha-bindu diya,
deho’ krishna-nama-dhane

 

Solo, io non trovo la forza di cantare il santo nome di Sri Hari. Perciò ti supplico, per favore, sii misericordioso, concedimi una briciola di fede, concedimi il tesoro del santo nome di Krishna.

 

(4)

krishna se tomara, krishna dite paro,
tomara sakati ache
ami to’ kangala, ‘krishna’ ‘krishna’ boli’,
dhai tava pache pache

 

Krishna è tuo. Tu sei in grado di darmelo, perché tale è il tuo potere. lo sono sfortunato e posso solo rincorrerti gridando: “Krishna! Krishna!”

 

 

(*) I sei impulsi sono quelli della parola, della mente, della rabbia, della lingua. dello stomaco e dei genitali. I sei errori sono: mangiare più del necessario o cercare di avere più denaro del necessario, sforzarsi eccessivamente per raggiungere obiettivi materiali, parlare senza necessità di cose che riguardano il mondo materiale, essere troppo attaccati alle regole delle Scritture oppure trascurarle, associarsi con persone dalla mentalità materialistica ed essere avidi di acquisizioni materiali. Le sei buone qualità sono: l’entusiasmo, la pazienza, la fiducia, la determinazione nelle attività che favoriscono il servizio devozionale, la ferma volontà di abbandonare la compagnia dei non devoti, e seguire sempre le orme degli acarya predecessori. Le sei attività favorevoli nella compagnia degli spiritualisti sono: dare e ricevere doni, rivelare i propri pensieri più intimi e porre questioni confidenziali riguardanti il servizio devozionale, accettare e offrire cibo spirituale.

 

Gurudeva

(dal Saranagati)

 

(1)

gurudev!
kripa-bindu diya, koro’ ei dase,
trinapekha ati hina
sakala sahane, bala diya koro’,
nija-mane spriha-hina

 

O Gurudeva! Con un goccia della tua misericordia rendi questo tuo servitore più umile di un filo d’erba. Dammi la forza di sopportare tutte le prove e le tribolazioni e liberami dai desideri di onore personale.

 

(2)

sakale sammana, korite sakati,
deho’ natha! Jatha jatha
tabe to’ gaibo, hari-nama-sukhe,
aparadha ha’be hata

 

O Signore e maestro! Investimi della capacità di onorare propriamente tutti gli esseri viventi. Solo allora potrò cantare il santo nome in grande estasi e tutte le mie offese cesseranno.

 

(3)

kabe heno kripa, labhiya e jana,
kritartha hoibe, natha!
sakti-buddhi-hina, ami ati dina,
koro’ more atma-satha

 

O Signore e maestro! Quando questo devoto sarà benedetto dalla tua misericordia? Io sono degradato e privo di ogni forza e intelligenza. Per favore fa’ che diventi il tuo amato servitore.

 

(4)

jogyata-vicare, kichu nahi pai,
tomara karuna sara
karuna na hoile, kandiya kandiya,
prana na rakhibo ara

 

Quando esamino me stesso, non trovo nulla che valga. La tua misericordia, mi è quindi essenziale. Se non mi dai la tua misericordia, piangerò costantemente, e non riuscirò a mantenere più a lungo la mia vita.

 

Udilo Aruna

Canzoni kirtana da cantare al sorgere del sole
(dal Gitavali)

(1)

udilo aruna puraba-bhage
dvija-mani gaura amani jage
bhakata-samuha loiya sathe
gela nagara-braje

 

Quando l’orizzonte orientale si tinge del rosso che annuncia il sorgere del sole, la gemma dei brahmana, Sri Gaurasundara, immediatamente si sveglia. Prendendo con Sé i Suoi devoti, Egli viaggia attraverso i paesi e i villaggi di Nadia.

 

(2)

`tathai tathai’ bajalo khol
ghana ghana tahe jhanjera rol
preme dhala dhala sonara anga
carane nupura baje

 

Le mridanga risuonano “tathai, tathai” e i jhanjas (grossi karatala di metallo simili a piccoli cembali) nel kirtana suonano a tempo. La forma dorata di Sri Gauranga trema nel rapimento dell’amore estatico per Dio e le Sue cavigliere tintinnano.

 

(3)

mukunda madhava yadava hari
bolena bolo re vadana bhori’
miche nida-base gelo re rati
divasa sarira-saje

 

Sri Caitanya chiama tutta la gente del paese: “Sprecate le vostre notti dormendo inutilmente, e i vostri giorni pensando a rendere belli i vostri corpi! Ora riempite invece le vostre bocche con i santi nomi: “Mukunda!” “Madhava!” “Yadava!” e “Hari!”, e cantate senza commettere offese.

 

(4)

emana durlabha manava-deho
paiya ki koro bhava na keho
ebe na bhajile yasoda-suta
carame podibe laje

 

“Avete questo corpo umano, così raro da ottenere. Non vi importa di questo dono? Se non adorate subito l’amato di madre Yasoda, allora una grande sofferenza vi aspetterà al momento della morte.

 

(5)

udita tapana hoile asta
dina gelo boli’ hoibe byasta
tabe keno ebe alasa hoy
na bhaja hridoya-raje

 

“Ad ogni alba e tramonto del sole, un giorno passa senza più ritorno. Perché allora rimanete pigri e non servite il Signore del cuore?

 

(6)

jivana anitya janaha sar
ahe nana-vidha vipada-bhar
namasraya kori’ jatane tumi
thakaha apana kaje

 

“Questo è un fatto essenziale da capire: la vita è temporanea e piena di miserie. Rifugiatevi quindi nel santo nome e impegnatevi nel Suo servizio. Possa questa essere la vostra occupazione eterna.

 

(7)

jivera kalyana-sadhana-kam
jagate asi’ e madhura nam
avidya-timira-tapana-rupe
hrid-gagane biraje

 

“Desiderando benedire tutti gli esseri viventi, questo dolcissimo nome di Krishna è disceso nel mondo materiale e brilla come il sole nel cielo del cuore, distruggendo così le tenebre dell’ignoranza.”

 

(8)

krishna-nama-sudha koriya pan
judao bhakativinoda-pran
nama bina kichu nahiko aro
caudda-bhuvana-majhe

 

Bevete il puro nettare del santo nome di Krishna e in questo modo soddisfate l’anima di Thakura Bhaktivinoda. Non esiste null’altro in tutti i quattordici mondi (*), eccetto il santo nome.

 

(*) Secondo l’astronomia vedica l’universo è diviso in quattordici sistemi planetari.

 

Jiv Jago

(1)

jiv jago, jiv jago, gauracanda bole
kota nidra jao maya-pisacira kole

Sri Gauranga chiama: “Svegliatevi, anime addormentate! Svegliatevi! Avete già dormito tanto nel grembo di Maya, la strega.”

 

(2)

bhajibo boliya ese samsara-bhitare
bhuliya rohile tumi avidyara bhare

 

“Avete imenticato la strada del servizio devozionale e vi siete persi nel mondo di nascita e morte.”

 

(3)

tomare loite ami hoinu avatara
ami bina bandhu ara ke ache tomara

 

“Sono disceso solo per salvarvi. Non avete altro amico in questo mondo.”

 

(4)

enechi ausadhi maya nasibaro lagi’
hari-nama maha-mantra lao tumi magi’

 

“Io ho portato la medicina per distruggere l’illusione di maya. Ora pregate per avere questo Hari-nama maha-mantra e abbiatene cura.”

 

(5)

bhakativinoda prabhu-carane padiya
sei hari-nama-mantra loilo magiya

Thakura Bhaktivinoda è caduto ai piedi di loto di Sri Gauranga, e dopo aver implorato il santo nome, è riuscito a ricevere questo maha-mantra.

 

Bhoga-arati

(dal Gitavali)
[scritto nella casa di Thakura Bhaktivinoda, a Surabhi-kunja, Godruma]

(1)

bhaja bhakata-vatsala sri-gaurahari
sri-gaurahari sohi gostha-bihari
nanda-yasomati-citta-hari

Adora Sri Gaurahari, che prova sempre un profondo affetto nei confronti dei Suoi devoti. Egli è lo stesso Dio Supremo, Krishna, che giocava nei pascoli di Vraja e rubava i cuori di Nanda e Yasoda.

(2)

bela ho’lo, damodara, aisa ekhano
bhoga-mandire bosi’ koraho bhojana

Madre Yasoda chiama Krishna: “Mio caro Damodara, è tardi. Per favore, vieni subito qui, e siediti per pranzare.”

(3)

nandera nidese baise giri-bara-dhari
baladeva-saha sakha baise sari sari

Seguendo il consiglio di Nanda Maharaja, Krishna, Colui che solleva la collina Govardhana, Si siede vicino a Suo fratello Baladeva e a tutti i Suoi amici, per onorare il pranzo.

(4)

sukta-sakadi bhaji nalita kusmanda
dali dalna dugdha-tumbi dadhi moca-khanda

Viene servito un banchetto di sukta e diverse varietà di vegetali verdi che stimolano l’appetito; poi deliziose pietanze fritte e un’insalata fatta di foglie verdi di juta. Vengono poi portate in tavola zucche, cesti di frutta, piccole torte quadrate fatte con lenticchie e con latte bollito più volte, yogurt denso, squash cotto nel latte e pietanze vegetali fatte coi fiori dell’albero di banana.

 

(5)

mudga-boda masa-boda rotika ghritanna
saskuli pistaka khir puli payasanna

Successivamente vengono portate in tavola frittelle a forma quadrata fatte col mung dal, altre frittelle di urad dal, capati e riso col ghi. Poi, dolci fatti col latte, zucchero e sesamo; torte di farina di riso, latte condensato, torte che galleggiano nel latte e riso dolce.

(6)

karpura amrita keli rambha khira-sara
amrita rasala amla dvadasa prakara

C’è anche del riso dolce che ha il gusto del nettare perché è unito alla canfora. Ci sono le banane e il formaggio che è così delizioso da poter essere paragonato al nettare. Poi vengono serviti dodici tipi di pietanze agre fatte col tamarindo, col cedro, con le arance, e con la melagrana.

 

(7)

luci cini sarpuri laddu rasabali
bhojana korena krishna ho’ye kutuhali

 

Ci sono i puri fatti con la farina bianca e con lo zucchero, puri ripieni di panna, il laddu e frittelle di dal bollite nel riso zuccherato. Krishna mangia con grande avidità tutto quel cibo.

 

(8)

radhikara pakka anna vividha byanjana
parama anande krishna korena bhojana

 

In grande estasi e felicità Krishna mangia il riso, i vegetali col curry, e anche dolci e pasticcini cucinati da Srimati Radharani.

 

(9)

chale-bale laddu khay sri-madhumangala
bagala bajay ara deya hari-bolo

 

Il buffo amico brahmana di Krishna, Madhumangala, che è molto goloso di laddu, (*) non bada ai modi pur di procurarselo. Mangiando il laddu, egli grida: “Haribol! Haribol!” e fa un simpatico suono con le ascelle colpendole con la mano.

 

(10)

radhikadi gane heri’ nayanera kone
tripta ho’ye khay krishna yasoda-bhavane

 

Krishna mangia in casa di madre Yasoda con grande soddisfazione, e nel frattempo guarda con la coda degli occhi Radharani e le Sue amiche gopi.

 

(11)

bhojanante piye krishna subasita bari
sabe mukha prakhaloy ho’ye sari sari

 

Dopo pranzo, Krishna beve acqua profumata alla rosa. Poi tutti i ragazzi, in fila, si lavano la bocca.

 

(12)

hasta-mukha prakhaliya jata sakha-gane
anande bisrama kore baladeva-sane

 

Dopo essersi lavati le mani e la bocca, i ragazzi si riposano felicemente insieme a Sri Balarama.

 

(13)

jambula rasala ane tambula-masala
taha kheye krishna-candra sukhe nidra gela

 

In seguito due giovani pastori, Jambula e Rasala offrono a Krishna del pan fatto con le noci di betel, con spezie elaborate e catecu. Dopo aver masticato quel pan, Sri Krishnacandra va felicemente a riposare.

 

(14)

bisalakha sikhi-puccha-camara dhulaya
apurba sayyaya krishna sukhe nidra jaya

 

Mentre Krishna Si riposa serenamente su un bel letto, il Suo servitore Visalaksa Lo rinfresca con un ventaglio fatto di piume di pavone.

 

(15)

yasomati-ajna pe’ye dhanistha-anito
sri-krishna-prasada radha bhunje ho’ye prito

 

Su richiesta di madre Yasoda, la gopi Dhanistha porta a Srimati Radharani i resti del cibo che Krishna ha lasciato sul piatto, e Lei lo mangia con grande soddisfazione.

 

(16)

lalitadi sakhi-gana avasesa paya
mane mane sukhe radha-krishna-guna gaya

 

Anche Lalita-devi e le altre gopi ne mangiano cantando con grande gioia nei loro cuori le glorie di Radharani e di Krishna.

 

(17)

hari-lila ek-matra jahara pramoda
bhogarati gay thakur bhakativinoda

 

Thakura Bhaktivinoda, la cui sola e unica gioia sono i divertimenti di Sri Hari, canta la canzone Bhoga-arati.

 

(*) Nel Bhakti-rasamrita-sindhu è detto che qualunque cosa i pastori mangiassero, Madhumangala riusciva a mangiarne più di tutti gli altri, specialmente se si trattava di laddu. Poi non ancora soddisfatto, diceva a Krishna: “Se mi dai un altro laddu io Ti benedirò e la tua amica Radharani sarà contenta di Te.”

 

Yasomati-nandana

(Sri Nama-kirtana)

(Dal Gitavali)

(1)

yasomati-nandana, braja-baro-nagara,
gokula-ranjana kana
gopi-parana-dhana, madana-manohara,
kaliya-damana-vidhana

 

(2)

amala harinam amiya-vilasa
vipina-purandara, navina nagara-bora,
bamsi-badana suvasa

 

(3)

braja-jana-palana, asura-kula-nasana,
nanda-godhana-rakhovala
govinda madhava, navanita-taskara,
sundara nanda-gopala

 

(4)

yamuna-tata-cara, gopi-basana-hara,
rasa-rasika kripamoya
sri-radha-vallabha, vrindavana-natabara,
bhakativinod-asraya

 

Sri Krishna è molto soddisfatto quando Lo chiamiamo coi Suoi nomi che sono associati coi Suoi devoti, con le Sue qualità e i Suoi divertimenti. Questa canzone di Bhaktivinoda Thakura si compone dei nomi di Krishna in differenti aspetti:

 

1) è il figlio di Madre Yasoda;
2) è il più grande di tutti gli abitanti di Vraja;
3) è Colui che attrae la gente di Gokula;
4) è il cuore delle gopi;
5) è colui che può attrarre perfino la mente di Cupìdo;
6) è il distruttore di Kaliya, il demone-serpente;
7) è il canto del santo nome ed è il mio divertimento;
8) è colui che gioca tra i cespugli del giardino;
9) è la bellezza sempre fresca di Vrindavana;
10) è colui che è sempre visto col Suo flauto;
11) è colui che è dotato di grande abilità artistica;
12) è il protettore degli abitanti di Vraja;
13) è il distruttore dei discendenti degli asura;
14) è colui che assiste le mucche di Nanda Maharaja;
15) è Govinda Madhava;
16) è il ladro di burro;
17) è il meraviglioso pastorello di Nanda Maharaja;
18) è colui che sta sulle rive della Yamuna;
19) è colui che ruba le vesti delle gopi;
20) è colui che gusta lo scambio di sentimenti amorosi;
21) è colui che è pieno di misericordia;
22) è colui che attrae Radharani;
23) è il miglior danzatore di Vrindavana;
24) è il rifugio di Bhaktivinoda.

 

Gay Gaura Madhur Svare
(Sri Nama)

(1)

gay gaura madhur svare
hare krishna hare krishna, krishna krishna hare hare
hare rama hare rama, rama rama hare hare

 Con voce dolce, Sri Gauranga canta: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.

 

(2)

grihe thako, vane thako, sada `hari’ bole’ dako
sukhe duhkhe bhulo na’ko, vadane hari-nam koro re

 

Che tu sia capofamiglia o sannyasi non importa, canta sempre “Hari! Hari!”. Nella felicità o nella sofferenza, non dimenticare mai questo canto. Riempi le tue labbra con l’hari-nama.

 

(3)

maya-jale baddha ho’ye, acho miche kaja lo’ye
ekhona cetana pe’ye, `radha-madhav’ nam bolo re

 

Tu sei invischiato nella ragnatela di maya e sei forzato a faticare inutilmente. Ora che hai ottenuto la piena coscienza della forma umana, canta i nomi di Radha-Madhava.

 

(4)

jivana hoilo sesa, na bhajile hrisikesa
bhaktivinodopadesa, ekbar nam-rase mato re

 

La tua vita può finire in ogni istante, e non hai servito il Signore dei sensi, Hrisikesa. Accetta il consiglio di Bhaktivinoda Thakura: “Anche una volta sola, gusta il nettare del santo nome!”

 

Radha-Krishna Bol

(dal Gitavali)

(1)

‘radha-krishna’ bol bol bolo re sobai
(ei) sikha diya, sab nadiya,
phirche nece’ gaura-nitai

 

(2)

(miche) mayar bose, jaccho bhese’,
khaccho habudubu, bhai

 

(3)

(jiv) krishna-das, e biswas,
korle to’ ar duhkho nai

(4)

(krishna) bolbe jabe, pulak ha’be,
jhorbe ankhi boli tai

(5)

(‘radha) krishna’ bolo, sange calo,
ei-matra bhikha cai

 

(6)

(jay) sakal bipod, bhaktivinod,
bole jakhon o-nam gai

 

Cantate, cantate, cantate tutti “Radha-Krishna!” Sri Caitanya e Sri Nityananda danzano in ogni parte della terra di Nadia insegnando a tutti questo canto. O fratello, sotto il controllo di maya stai soffrendo inutilmente, e trascinato via dalle sue onde a volte galleggi e a volte affondi in questo oceano di illusione.

Se credi che l’anima sia l’eterna servitrice di Sri Krishna, le tue miserie scompariranno. E quando canti il santo nome di Krishna, il tuo corpo tremerà per l’estasi e i tuoi occhi verseranno lacrime d’amore per Dio. Questo è ciò che ti dico.

Canta “Radha-Krishna” in compagnia dei devoti. Ti chiedo solo questo. Thakura Bhaktivinoda dice: “Quando canto il santo nome del Signore, tutti i pericoli svaniscono.”

 

Narada Muni

(1)

narada-muni, bhajaya vina,
‘radhika-ramana’-name
nama amani, udita haya,
bhakata-gita-same

 

Quando Narada Muni, la grande anima, suona la sua vina, immediatamente il santo nome di Radhika-ramana discende e appare nel kirtana dei devoti del Signore.

 

(2)

amiya-dhara, varise ghana,
sravana-yugale giya
bhakata-jana, saghane nace,
bhariya apana hiya

 

Come una nuvola nella stagione dei monsoni, il santo nome inonda di nettare gli orecchi dei devoti, e a causa della grande estasi essi danzano fino ad essere pienamente soddisfatti.

 

(3)

madhuri-pura, asaba pasi’,
mataya jagata-jane
keha va kande, keha va nace,
keha mate mane mane

 

Al contatto con questa intossicante pioggia di nettare tutti gli abitanti dell’universo si sentono inebriati. Alcun piangono altri danzano e sembrano in delirio.

 

(4)

panca-vadana, narade dhari’,
premera saghana rola
kamalasana, naciya bale,
`bola bola hari bola’

 

Sri Siva, abbracciando Narada Muni, emette grida di gioia estatica e Sri Brahma, danzando in estasi dice: “Cantate tutti, Hari Bol, Hari Bol.”

 

(5)

sahasranana, parama-sukhe,
‘hari bari’ bali’ gaya
nama prabhave, matila visva,
nama-rasa sabe paya

 

Con grande felicità Ananta Sesa dai mille volti, canta “Hari, Hari”. Per l’influenza della vibrazione trascendentale del santo nome, l’intero universo si inebria e ognuno ne gusta la dolcezza.

 

(6)

sri-krishna-nama, rasane sphuri’,
pura’la amara asa
sri-rupa-pade, yacaye iha,
bhakativinoda dasa

 

Bhaktivinoda Thakura, l’umile servitore del Signore, dice: “Quando il santo nome di Krishna vibra sulla lingua di ognuno, tutti i miei desideri sono soddisfatti” e prega ai piedi di Sri Rupa Gosvami che il canto dell’Harinama possa durare eternamente.

 

Vidyara Vilasa

(dal Saranagati)

(1)

vidyara vilase, kaitainu kala,
parama sahase ami
tomara carana, na bhajinu kabhu,
ekhona sarana tumi

 

Sicuro di me, ho trascorso il tempo nei piaceri dell’erudizione materiale. Mai ho adorato i Tuoi piedi di loto, o Signore, ma ora sei Tu il mio solo rifugio.

 

(2)

porite porite, bharasa barilo,
jnane gati habe mani’
se asa bifala se jnana durbala
se jnana ajnana jani

 

Leggendo e rileggendo, la mia certezza era cresciuta, perché avevo creduto che la conoscenza materiale fosse il vero sentiero della vita. Ma quella speranza è rimasta priva di frutti; quella conoscenza si è dimostrata debole. Ora so che tutta quella conoscenza è in realtà ignoranza.

 

(3)

jada-vidya jato, mayara vaibhava,
tomara bhajane badha
moha janamiya, anitya somsare,
jikabe karaye gadha

 

Tutta la conoscenza mondana non è altro che il potere dell’energia illusoria [maya] ed è un impedimento nel servire Te. Infatti aumenta l’infatuazione per questo mondo temporaneo e rende l’anima eterna del tutto simile a un asino.

 

(4)

sei gadha ho’ye, samsarera bojha
bahinu aneka kala
bardhakye ekhano, saktira abhave,
kichu nahi lage bhalo

 

Qui c’è uno di questi asini che per tanto tempo ha portato sulla schiena il peso dell’esistenza materiale. Ora, durante la vecchiaia, quando la forza di gioire se ne è andata, nulla più mi soddisfa.

 

(5)

jivana jatana, hoilo ekhano
se vidya avidya bhelo
avidyara jwala, ghatilo bisama,
se vidya hoilo selo

 

Ora la vita si è tramutata in una lenta agonia. Quella conoscenza si è trasformata in ignoranza e il dolore bruciante di questa ignoranza è intollerabile. La conoscenza mondana è proprio simile a una freccia aguzza.

 

(6)

tomara carana, bina kichu dhana
samsare na ache ara
bhakativinoda, jada-bidya chadi,’
tuwa pada lore sara

 

O Signore, all’infuori dei Tuoi piedi di loto in questo mondo non esiste altro piacere. Perciò Bhaktivinoda mette da parte tutta la sua conoscenza mondana e fa dei Tuoi piedi di loto la sostanza stessa della sua vita.

 

Siddhi-lalasa

Desiderare ardentemente la perfezione spirituale
(dal Saranagati)

 Questa canzone di Srila Bhaktivinoda Thakura si intitola Siddhi-lalasa. Lalasa significa “desiderare ardentemente” e siddhi significa “perfezione”. L’ardente desiderio di ottenere lo stadio della perfezione è chiamato siddhi-lalasa. Un devoto non ha mai alcun desiderio di godere di ciò che appartiene a questo mondo materiale né vuole nascere sui pianeti celesti né ottenere i poteri mistici; non è interessato neanche alla liberazione né ai quattro stadi che sono al di là della liberazione, come ottenere la stessa opulenza del Signore o vivere sul Suo stesso pianeta situato nel cielo spirituale. Ciò a cui il puro devoto aspira è solo di diventare il servitore del Signore, senza porre mai alcuna condizione e noi dobbiamo desiderare soltanto questo stadio di assoluta perfezione.

 

(1)

kabe gaura-vane, suradhuni-tate,
`ha radhe ha krishna’ bole’
kandiya bera’bo, deho-sukha chadi’,
nana lata-taru-tale

 

Quando vagherò piangendo sotto l’ombra degli alberi e dei cespugli sulle rive del Gange, nella terra di Navadvipa, chiamando “O Radha! O Krishna!” dimenticando tutto ciò che riguarda il benessere del corpo?

 

(2)

swa-paca-grihete, magiya khaibo,
pibo saraswati-jala
puline puline, gada-gadi dibo,
kori’ krishna-kolahala

 

Mi nutrirò chiedendo il cibo perfino nelle case dei candala e berrò l’acqua del Sarasvati. Mi rotolerò in estasi in terra lungo le rive del fiume, chiamando con voce tonante “Krishna! Krishna!”

 

(3)

dhama-basi jane, pranati koriya
magibo kripara lesa
vaisnaba-carana-renu gaya makhi’,
dhori’ avadhuta-besa

 

Chinandomi davanti agli abitanti della terra santa di Navadvipa, mendicherò un poco della loro misericordia. Indosserò il vestito da mendicante e cospargerò la polvere dei piedi dei vaisnava sul mio corpo.

 

(4)

gauda-braja-jane, bheda na dekhibo,
hoibo baraja-basi
dhamera swarupa, sphuribe nayane,
hoibo radhara dasi

 

Non vedrò differenza tra gli abitanti di Vrajabhumi e quelli di Navadvipa, e sarò trasformato in un residente di Vraja. La vera natura della dimora del Signore sarà manifesta ai miei occhi, e diventerò una servitrice di Srimati Radharani.

 

Kabe Ha’be Bolo

(dal Saranagati)

 

(1)

kabe ha’be bolo se-dina amar
(amar) aparadha ghuci’, suddha name ruci,
kripa-bale ha’be hridoye sancar

 

Per favore, dimmi, quando quel giorno sarà mio? Quando cesserò di commettere offese, e quando il gusto per il santo nome puro sarà infuso nel mio cuore per il potere della grazia divina?

 

(2)

trinadhika hina, kabe nije mani’,
sahisnuta-guna hridoyete ani’
sakale manada, apani amani
ho’ye aswadibo nama-rasa-sar

 

Considerandomi più basso di un filo d’erba, conservando nel cuore la qualità della pazienza, mostrando rispetto verso tutti e libero da ogni senso di falso orgoglio -quando gusterò l’essenza del “nettare liquido” del santo nome?

 

(3)

dhana jana ara, kobita-sundari,
bolibo na cahi deho-sukha-kari
janme-janme dao, ohe gaurahari!
ahaituki bhakti carane tomar

 

Ricchezza, seguaci, belle donne: ciò è suggerito dalla poesia di tutto il mondo – ma io non voglio nessuno tra questi piaceri del corpo. Sri Gaurahari, per favore, dammi la devozione pura ai Tuoi piedi di loto, nascita dopo nascita.

 

(4)

(kabe) korite sri-krishna-nama uccarana,
pulakita deho gadgada bacana
baibanya-bepathu ha’be sanghatana,
nirantara netre be’be asru-dhar

 

Quando, nel pronunciare il nome divino di Sri Krishna, il mio corpo fremerà nel rapimento estatico, e quando le mie parole si fermeranno nella gola per l’emozione? Quando il pallore e il tremore dell’estasi si manifesteranno, e quando rivoli di lacrime fluiranno costantemente dai miei occhi?

 

(5)

kabe navadwipe, suradhuni-tate,
gaura-nityananda boli’ niskapate
naciya gaiya, beraibo chute,
batulera praya chadiya bicar

 

Quando correrò per la terra di Navadvipa, sulle rive del Gange con animo innocente gridando: “O Gaura! O Nityananda!” e danzerò e canterò come un pazzo, abbandonando ogni considerazione?

 

(6)

kabe nityananda, more kori’ doya,
chadaibe mora visayera maya
diya more nija- caranera chaya,
namera hatete dibhe adhikar

 

Quando Sri Nityananda mi mostrerà la Sua misericordia e mi libererà dall’illusione di questo mondo? Quando concedendomi l’ombra dei Suoi piedi di loto mi permetterà di entrare nel mercato del santo nome?

 

(7)

kinibo, lutibo, hari-nama-rasa,
nama-rase mati’ hoibo bibasa
rasera rasika- carana parasa,
koriya mojibo rase anibar

 

Io comprerò e saccheggerò i dolci sentimenti del nome di Hari, e diventerò completamente stordito per l’intossicazione al liquefarsi in me delle emozioni del santo nome. Toccando i piedi delle grandi anime capaci di gustare quei sapori, sarò costantemente immerso nel dolce nettare del santo nome.

 

(8)

kabe jibe doya, hoibe udoya,
nija-sukha bhuli’ sudina-hridoya
bhakativinoda, koriya binoya,
sri-ajna-tahala koribe pracar

 

Quando avverrà il risveglio della compassione per tutte le anime cadute, e quando questo Bhaktivinoda, dimenticando la sua stessa felicità, partirà col cuore mite per propagare con umile supplica il sacro ordine di Sri Caitanya Mahaprabhu?(*)

 

(*) Il Signore Caitanya Mahaprabhu dette questa istruzione a tutti, bolo krishna, bhajo krishna, koro krishna sikha:“Canta il santo nome di Krishna, adora e servi Krishna, e impara la filosofia che riguarda Krishna dalle Scritture vediche.”
(Caitanya-bhagavata, Madhya 13.9)

 

Tumi Sarvesvaresvara

(dal Saranagati)

(1)

tumi sarveswareswara, brajendra-kumara!
tomara icchaya biswe srijana samhara

 

O giovane figlio del re di Vraja, Tu sei il Signore di tutti i signori. La creazione e la distruzione dell’universo si verificano in conformità del Tuo volere.

 

(2)

tava iccha-mato brahma korena srijana
tava iccha-mato bisnu korena palana

 

È sempre per il Tuo volere che Brahma crea, ed è per il Tuo volere che Sri Visnu mantiene.

 

(3)

tava iccha-mate siva korena samhara
tava iccha-mate maya srije karagara

 

Per obbedirti, Siva distrugge, e per il Tuo volere Maya crea la prigione del mondo.

 

(4)

tava iccha-mate jiver janama-marana
samriddhi-nipata duhkha sukha-samghatana

 

Per il Tuo volere, gli esseri viventi nascono e per il Tuo stesso volere incontrano differenti stadi di opulenza o di rovina, di felicità o di sofferenza.

 

(5)

miche maya-baddha jiva asa-pase phire’
tava iccha bina kichu korite na pare

 

La piccola anima legata da Maya lotta vanamente tra le catene dei desideri mondani. Se tu non lo permettessi, lei sarebbe incapace di fare alcunché.

 

(6)

tumi to` rakhaka ar palaka amara
tomara carana bina asa nahi ara

 

Tu sei il mio protettore e il mio sostegno. Al di là dei Tuoi piedi di loto non vedo altra speranza per me.

 

(7)

nija-baia-cesta-prati bharasa chadiya
tomara icchay achi nirbhara koriya

 

Ora ho abbandonato ogni fiducia nelle mie proprie forze e nei miei tentativi. Ora dipendo soltanto dal Tuo volere.

 

(8)

bhakativinoda ati dina akincana
tomara icchay ta’ra jibana marana

 

Thakura Bhaktivinoda è poverissimo, e il suo orgoglio è stato demolito. Ora egli vive e muore secondo il Tuo volere.

 

 

Capitolo Quattro

Canzoni di Srila Narottama dasa Thàkura

 

 

Vaisnave Vijnapti

Preghiera ai vaisnava
(dal Prarthana)

(1)

ei-baro karuna koro vaisnava gosai
patita-pavana toma bine keho nai

O vaisnava Gosvami, per favore sii misericordioso ora con me. All’infuori di te nessuno può purificare le anime cadute.

(2)

jahara nikate gele papa dure jay
emona doyala prabhu keba kotha pay

Dov’è possibile trovare una persona così misericordiosa che al solo vederla tutti i peccati se ne vanno?

 

(3)

gangara parasa hoile pascate pavan
darsane pavitra koro ei tomara gun

È possibile purificarsi bagnandosi numerose volte nelle acque del sacro Gange, ma è sufficiente vedere te e le anime cadute si purificano. Questo è il tuo grande potere.

(4)

hari-sthane aparadhe tare hari-nam
toma sthane aparadhe nahi paritran

Il santo nome libera colui che ha commesso un’offesa verso Sri Hari, ma non esiste possibilità di liberazione se si commette un’offesa alla tua persona.

(5)

tomara hridoye sada govinda-visram
govinda kohena mora vaisnava paran

Il tuo cuore è un luogo dove Sri Govinda è sempre presente, ed Egli dice: “I vaisnava sono nel Mio cuore.”

 

(6)

prati-janme kori asa caranera dhuli
narottame koro doya apanara boli’

 

Ambisco alla polvere dei tuoi piedi di loto, qualunque nascita io possa ottenere. Per favore, considera Narottama una cosa tua, e sii gentile con me.

Ista-deve Vijnapti

Preghiere al suo amato Signore
(dal Prarthana)

 

(1)

hari hari! biphale janama gonainu
manusya-janama paiya, radha-krishna na bhajiya,
janiya suniya bisa khainu

 

O Sri Hari, ho trascorso la mia vita inutilmente. Avendo ottenuto una nascita umana e non avendo adorato Sri Sri Radha e Krishna, ho deliberatamente bevuto del veleno.

 

(2)

golokera prema-dhana, hari-nama-sankirtana,
rati na janmilo kene tay
samsara-bisanale, diba-nisi hiya jvale,
judaite na koinu upay

 

Il tesoro dell’amore divino di Goloka Vrindavana è disceso nella forma del canto pubblico dei santi nomi di Sri Hari. Perché la mia attrazione per quel canto non si è mai manifestata? Giorno e notte il mio cuore brucia per il fuoco del veleno della mondanità, e non ho fatto niente per trovare un rimedio.

 

(3)

brajendra-nandana jei, saci-suta hoilo sei,
balarama hoilo nitai
dina-hina jata chilo, hari-name uddharilo,
tara saksi jagai madhai

 

Sri Krishna, il figlio del re di Vraja, è diventato il figlio di Saci (Sri Caitanya) e Balarama è Nitai. Il santo nome ha liberato tutte le anime degradate e infelici. I due peccatori Jagai e Madhai ne sono la prova.

 

(4)

ha ha prabhu panda-suta, vrisabhanu-suta-juta,
koruna karoho ei-baro
narottama-dasa koy, na theliho ranga pay,
toma bine ke ache amara

 

O Sri Krishna, figlio di Nanda, Tu che sei accompagnato dalla figlia di Vrisabhanu, per favore, concedimi ora la Tua misericordia. Narottama dasa dice: “O Signore, per favore non privarmi dei Tuoi piedi di loto che hanno un colore rosso, perché io non amo altri che Te.”

Nama-sankirtana

(1)

hari haraye namah krishna yadavaya namah
yadavaya madhavaya kesavaya namah

O Sri Hari, O Sri Krishna, a Te che sei conosciuto come Yadava, Hari, Madhava e Kesava, offro i miei omaggi.

(2)

gopala govinda rama sri-madhusudana
giridhari gopinatha madana-mohana

O Gopala, Govinda, Rama, Sri Madhusudana, Giridhari, Gopinatha, Madana-mohana!

(3)

sri-caitanya-nityananda sri-advaita-sita
hari guru vaisnava bhagavata gita

 

Tutte le glorie a Sri Caitanya e Sri Nityananda. Tutte le glorie a Sri Advaita Acarya e alla sua consorte, Sri Sita Thakurani. Tutte le glorie a Sri Hari, al maestro spirituale, ai vaisnava, allo Srimad Bhagavatam e alla Srimad Bhagavad-gita.

 

(4)

sri-rupa sanatana bhatta-raghunatha
sri-jiva gopala-bhatta dasa-raghunatha

 

Tutte le glorie a Sri Rupa Gosvami, a Sanatana Gosvami, a Raghunatha Bhatta Gosvami, a Sri Jiva Gosvami, a Gopala Bhatta Gosvami e a Raghunatha dasa Gosvami.

 

(5)

ei chay gosair kori carana vandan
jaha hoite bighna-nas abhista-puran

 

Offro i miei omaggi ai piedi di questi sei Gosvami. Porgendo loro gli omaggi, tutti gli ostacoli sulla via della devozione vengono distrutti e i desideri spirituali possono essere soddisfatti.

(6)

ei chay gosai jar-mui tar das
ta-sabara pada-renu mora panca-gras

 

Io sono il servitore di chiunque sia un servitore di questi sei Gosvami. La polvere dei loro piedi di loto è il mio alimento in cinque forme.

 

(7)

tadera carana-sebi-bhakta-sane bas
janame janame hoy ei abhilas

 

Questo è ciò che desidero: che nascita dopo nascita io possa vivere insieme a quei devoti che servono i piedi di loto dei sei Gosvami.

 

(8)

ei chay gosai jabe braje koila bas
radha-krishna-nitya-lila korila prakas

 

Nel tempo in cui vivevano a Vraja i sei Gosvami rivelarono e spiegarono gli eterni divertimenti di Radha e Krishna.

 

(9)

anande bolo hari bhaja vrindavan
sri-guru-vaisnava-pade majaiya man

 

Concentrandoti nella meditazione sui piedi divini del maestro spirituale e dei santi vaisnava, canta i nomi di Sri Hari in estasi, e adora il reame trascendentale di Vrindavana.

 

(10)

sri-guru-vaisnava pada-padma kori as
nama-sankirtana kohe narottama-das

 

Desiderando i piedi di loto di Sri Guru e dei vaisnava, Narottama dasa canta il sankirtana del santo nome.

Lalasamayi Prarthana

(dal Prarthana)

(1)

`gauranga’ bolite habe pulaka-sarira
`hari hari’ bolite nayane ba’be nira

 

(2)

ara kabe nitai-cander koruna hoibe
samsara-banana mora kabe tuccha ha’be

 

(3)

visaya chadiya kabe suddha ha’be
mana kabe hama herabo sri-vrindavana

 

(4)

rupa-raghunatha-pade hoibe akuti
kabe hama bujhabo se jugala piriti

 

(5)

rupa-raghunatha-pade rahu mora asa
prarthana koroye sada narottama-dasa

 

 

Commento di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Questa canzone è stata scritta da Narottama dasa Thakura, un grande acarya e devoto della Gaudiya vaisnava-Sampradaya, la successione di maestri che discende da Sri Caitanya. Narottama dasa Thakura ha scritto numerose canzoni considerate autorevoli da tutti i vaisnava. Anche se composte in un semplice linguaggio bengali, i significati che le sue parole esprimono sono straordinariamente profondi. In questa canzone egli dice: ‘gauranga ‘bolite habe pulaka sarira. Se nel momento in cui si canta il nome di Sri Gauranga, Colui che ha iniziato questo movimento del sankirtana, si percepiscono brividi in tutto il corpo, significa che si è raggiunta la perfezione del canto. Ma queste emozioni devono essere reali, non si devono imitare. Narottama dasa Thakura chiede: “Quando verrà quel momento in cui ci saranno brividi in tutto il corpo nello stesso momento in cui cantiamo il nome di Sri Gauranga?” E dopo i brividi -hari hari bolite nayane ba’be nira: “Quando nei miei occhi appariranno le lacrime nel momento in cui canterò Hare Krishna?” Poi dice, ara kabe nitai-cander koruna hoibe. Tutti chiediamo la misericordia di Sri Nityananda. Nityananda è il maestro spirituale originale; per questo noi dobbiamo avvicinarci a Gauranga, a Sri Caitanya, con l’aiuto della misericordia di Sri Nityananda.

Qual è il sintomo di una persona che ha ottenuto la Sua misericordia senza causa? Narottama dasa Thakura dice che il sintomo di chi ha effettivamente ricevuto tale misericordia è che non è più disturbato da desideri materiali. Ara kabe nitai-cander koruna hoibe samsara-basana mora kabe tuccha ha’be. Samsara-basana significa “desiderio di gioie materiali”, e Narottama dasa si domanda quando queste ultime diventeranno insignificanti. Naturalmente, finché abitiamo in questi corpi siamo costretti ad usare tante cose materiali, ma dobbiamo rifiutare lo spirito di godimento, e servirsene solo per tenere anima e corpo insieme. Poi Narottama dasa dice, rupa-raghunatha-pade hoibe akuti: “Quando in me crescerà l’ansia di studiare i libri dei sei Gosvami?” Akuti significa impazienza. Rupa Gosvami, il padre del servizio devozionale, ha scritto un libro chiamato Bhakti-rasamrita-sindhu, nel quale ci sono ottimi consigli che riguardano il servizio devozionale. Questi argomenti sono stati affrontati anche nella Caitanya-caritamrita e in altri testi, che sono sintetizzati nel nostro libro “Gli Insegnamenti di Sri Caitanya”. Dobbiamo imparare a conoscere la relazione d’amore coniugale di Radha-Krishna attraverso le istruzioni dei sei Gosvami. Narottama dasa Thakura ci dice di non cercare di capire l’amore coniugale tra Radha e Krishna con il nostro sforzo personale. Dobbiamo cercare di capire lo yugala-piriti, l’amore coniugale, affidandoci alle direttive dei Gosvami. Finché la mente è assorta in pensieri di natura materiale, non sarà possibile entrare nel regno di Vrindavana. Ma Narottama dasa Thakura dice visaya chariya kabe suddha ha’be mana kabe hama herabo sri-brindabana:

“Quando la mente diventerà completamente purificata, libera da ogni ansietà e desideri materiali, sarò in grado di capire Vrindavana e l’amore coniugale di Radha e Krishna; solo allora la mia vita spirituale avrà avuto successo.”

Savarana-sri-gaura-mahima

Le glorie di Sri Gauranga (dal Prarthana)

 

(1)

gaurangera duti pada, jar dhana sampada,
se jane bhakati-rasa-sar
gaurangera madhura-lila, jar karne pravesila,
hridoya nirmala bhelo tar

 

(2)

je gaurangera nama loy, tara hoy premodoy,
tare mui jai bolihari
gauranga-gunete jhure, nitya-lila tare sphure,
se jana bhakati-adhikari

 

(3)

gaurangera sangi-gane, nitya-siddha kori’ mane,
se jay brajendra-suta-pas
sri-gauda-mandala-bhumi, jeba jane cintamani,
tara hoy braja-bhume bas

 

(4)

gaura-prema-rasarnave, se tarange jeba dube,
se radha-madhava-antaranga
grihe ba vanete thake, `ha gauranga’ bo ‘le dake,
narottama mage tara sanga

 

Commento di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

 

Questa è una canzone di Narottama dasa Thakura che celebra le glorie di Sri Caitanya. Sri Caitanya è chiamato Gauranga, per il Suo colorito chiaro. Una persona dal colorito chiaro è chiamato gaura, e giacché Sri Caitanya aveva una pelle molto chiara, proprio simile all’oro fuso, è chiamato anche Gaurasundara. Narottama dasa Thakura dice, gaurangera duti pada, jar dhana-sampada, se jane bhakati-rasa-sar. La vera essenza del servizio devozionale può essere compresa solo da chi ha accettato i piedi di loto di Sri Caitanya. In caso contrario riuscirci è estremamente difficile. Un uomo comune non può capirlo. Come è affermato nella Bhagavad-gita, tra molte migliaia di persone che cercano di ottenere la perfezione della vita umana, solo qualcuna, in realtà, diventa veramente perfetta e realizza il sé. E tra queste persone spiritualmente realizzate, solo una può capire Krishna. Senza capire Krishna, come ci si può impegnare al Suo servizio? Per questa ragione il servizio devozionale non è una cosa comune. Tuttavia se si seguono le orme di Sri Caitanya (gaurangera duti pada) seguendo il sentiero tracciato da Lui – e cioè la semplice pratica del canto Hare Krishna – diventa possibile capire che cos’è il servizio devozionale. Narottama dasa Thakura prega quindi che la gente prenda rifugio in Sri Caitanya e segua le Sue orme, perché solo in questo modo diventa accessibile l’essenza del servizio devozionale.

I divertimenti di Sri Caitanya sono molto piacevoli da ascoltare, perché i princìpi fondamentali del movimento di Sri Caitanya Mahaprabhu sono il canto, la danza, e il krishna-prasada (cioè nutrirsi del cibo offerto al Signore). Egli visse a Jagannatha Puri, e da quel luogo diresse il Suo movimento del sankirtana. Danzava, cantava e poi faceva subito distribuire ai devoti il prasada. Tutti erano così felici che ogni giorno centinaia di persone venivano a cantare e a danzare con Lui. Il proprietario del tempio, il re di Orissa, Maharaja Prataparudra, aveva dato l’ordine agli impiegati del tempio di dare ai devoti di Sri Caitanya tutto il prasada che volessero. È per questa ragione che i Suoi divertimenti sono così belli: per il canto, per la danza e per il prasada. Per coloro che sono affascinati dai divertimenti di Sri Caitanya basterà cantare, danzare e mangiare il prasada per vedere scomparire completamente le impurità del loro cuore. Il cuore di chiunque accetti questo movimento del canto, della danza e del krishna-prasada verrà sicuramente ripulito da ogni contaminazione della materia. Giustamente, Narottama dasa Thakura dice, gaurangera madhura-lila, jar karne pravesila, hridoya nirmala bhelo tar: Chi intende ripulire il proprio cuore accetti il movimento di Sri Caitanya, la coscienza di Krishna. Sri Caitanya è così attraente che basta ripetere il santo nome di Gaurasundara, Sri Krishna Caitanya, per sviluppare istantaneamente l’amore per Dio. Normalmente, i devoti dapprima cantano sri-krishna-caitanya prabhu nityananda. La ragione di ciò è che il processo preliminare per pulire il cuore consiste nell’invocare la misericordia di Sri Caitanya, di Sri Nityananda e dei Loro associati. Lila significa “divertimenti”. Senza compagni non ci possono essere divertimenti, ed è per questa ragione che Caitanya Mahaprabhu è sempre accompagnato da qualcuno – Nityananda, Advaita, Gadadhara, Srivasa e da molti altri devoti.

Tar significa “il suo”, hoy vuol dire “è effettuato”, e premodoy si riferisce alla crescita dell’amore per Dio. Semplicemente cantando sri-krishna caitanya prabhu nityananda è possibile sentir nascere immediatamente dentro di sé l’amore per Dio. A chi canta i questo modo, Narottama dasa Thakura dice: “Bravo!”, per spronarlo a cantare il nome di Sri Caitanya e a danzare. Proprio come noi diciamo: “Bravo!” e applaudiamo, similmente egli dice, jai bolihari: “Molto bene. Eccellente!” Poi aggiunge, gauranga gunete jhure, nitya-lila tare sphure: chi apprezza i misericordiosi divertimenti di Sri Caitanya, prova estasi e versa lacrime, sarà favorito nel comprendere i divertimenti di Radha-Krishna che sono chiamati nitya-lila. I giochi d’amore tra Radha e Krishna non sono una cosa temporanea. Nel mondo materiale in cui viviamo possiamo vedere che i rapporti d’amore tra ragazzi e ragazze hanno un inizio e una fine. Durano qualche mese, qualche anno, forse un po’ di più, ma poi tutti questi innamoramenti se ne andranno all’inferno. Non hanno permanenza. Ma se si vuole un amore che non finisca è necessario entrare nei divertimenti di Radha-Krishna. Apprezzando il movimento di Sri Caitanya è possibile penetrare velocemente nella comprensione dei Loro eterni divertimenti. Chi riesce a capire i divertimenti trascendentali ed eterni di Radha-Krishna giunge allo stadio più perfetto del servizio devozionale. La linea successiva della canzone dice: gaurangera sangi-gane. Sangi-gane significa “associati”. Sri Caitanya sta sempre con qualcuno: non è mai solo. Non si vede mai un’immagine di Sri Caitanya da solo. Vicino a Lui c’è sempre almeno Sri Nityananda oppure Gadadhara Pandita. Dovunque Sri Caitanya fosse presente, molte migliaia di devoti subito accorrevano. Questi devoti, e in special modo i suoi compagni più vicini, erano tutti nitya-siddha. Esistono tre categorie di devoti perfetti, e una è chiamata sadhana-siddha. Questa parola si riferisce a chi ha osservato in modo rigido le regole delle Scritture e ha perciò raggiunto lo stadio della perfezione. Chi lo raggiunge grazie all’osservanza dei princìpi regolatori è chiamato sadhana-siddha. Poi c’è un’altra categoria di devoti, chiamati kripa-siddha. Questi possono anche non avere osservato i principi regolatori in modo severo, ma grazie al loro sentimento di servizio vengono benedetti dal maestro spirituale o da Krishna, e sono immediatamente elevati al livello della perfezione. Perciò questi sono chiamati kripa-siddha. Il nitya-siddha, invece, è un devoto che non è mai stato contaminato dalla natura materiale. Il sadhana-siddha e i kripa-siddha possono aver subìto tale contaminazione, ma i nitya-siddha no; loro non sono mai entrati in contatto con la natura materiale.

Tutti i compagni di Caitanya Mahaprabhu sono nitya-siddha (eternamente perfetti). Nityananda Prabhu è Balarama, la prima espansione di Krishna; Advaita Prabhu è Maha-Visnu (e anche Lui è un visnu-tattva); Gadadhara Prabhu è un’espansione di Radharani; e Srivasa è l’incarnazione di Narada. Tutti sono nitya-siddha, eternamente perfetti. Non sono mai stati imperfetti, e mai sono entrati in contatto con la contaminazione della materia. È necessario capire che, come Sri Caitanya Mahaprabhu, che è Krishna stesso, è trascendentale, così i nitya-siddha, cioè i Suoi compagni più intimi, sono eternamente trascendentali. Se jay brajendra-suta-pas. Brajendra-suta è Krishna. È sufficiente accettare il fatto che i compagni di Sri Caitanya sono anime eternamente liberate, per essere immediatamente elevati alla dimora spirituale di Sri Krishna. Sri-gauda-mandala-bhumi. Gauda è il Bengala occidentale. Sri Caitanya apparve proprio nel Bengala occidentale, a Navadvipa, e fu Lui che inondò in modo particolare quella parte del paese con il movimento del sankirtana. Quella parte della regione ha un significato speciale, perché non è diversa da Vrindavana. La sua natura è trascendentale proprio come Vrindavana. Vivere a Vrindavana o vivere a Navadvipa è la stessa cosa. Narottama dasa Thakura dice: sri-gauda-mandala-bhumi jeba jane cintamani. Cintamani è la dimora trascendentale. Tara hoy braja-bhume bas. È sufficiente capire che questa terra di Navadvipa non è differente da Vrindavana, per vivere già a Vrindavana. Non dovremmo pensare che stiamo vivendo nel Bengala o in qualsiasi altra nazione materiale; i luoghi dove Sri Caitanya mise in atto i Suoi divertimenti hanno lo stesso valore di Vrindavana. L’amore per Dio che Sri Caitanya ha portato è paragonato a un oceano (rasa-arnava). Che genere di oceano? Non è come l’oceano salato che non ci può dissetare. La sua acqua è così buona che bevendone anche una sola goccia, non si dimenticherà mai il suo gusto. Non è come l’acqua dei nostri mari, di cui non possiamo gustare neanche una goccia. Per questo è definito rasarnava. È caratterizzato da onde continue; un oceano non è mai fermo, perché non è né impersonale né vuoto. E come l’oceano danza sempre con le sue onde, in modo analogo l’oceano dell’amore trascendentale per Krishna, come ci ha insegnato Sri Caitanya, ha onde costanti, un suono costante. Ci si deve immergere nel profondo di quell’oceano. Chi conosce il segreto e chiede di immergersi nelle profondità dell’oceano del movimento d’amore trascendentale fondato da Sri Caitanya, diventa subito uno dei devoti confidenziali di Radha e Krishna. Perciò Narottama dasa Thakura conclude questa canzone dicendo: grihe ba vanete thake, `ha gauranga’ bo’le dake. Non è necessario diventare un mendicante o abbandonare la vita familiare e la società. Si può rimanere nella posizione che si ritiene più adatta, come uomo di famiglia, come brahmacari, vanaprastha o sannyasi.

I vanaprastha e i sannyasi dovrebbero vivere lontano dalle città. Vanete significa “foresta”. Anticamente, gli spiritualisti vivevano nella foresta per sottrarsi alla confusione della vita cittadina. Questo ora non è più possibile. In questa epoca nessuno può andare a vivere in una foresta. Richiede pratica, e nessuno ce l’ha. Quindi generalmente si consiglia alle persone di vivere in compagnia degli amici, della moglie e dei figli. Non importa come si vive, l’importante è che si pratichi il metodo di purificazione della coscienza di Krishna introdotto da Sri Caitanya. Non è difficile. La cosa importante è accettare il movimento di Sri Caitanya che consiste nel cantare, nel danzare e nel cibarsi di krishna-prasada. Anche se si è uomini di famiglia, non importa. È sufficiente sedersi, cantare Hare Krishna, danzare e poi gustare il krishna-prasada. Chiunque può farlo. Anche coloro che hanno rinunciato a questo mondo, i sannyasi, possono farlo; non esiste difficoltà per nessuno. Perciò Narottama dasa Thakura afferma che non importa se si è brahmacari, grihastha o sannyasi. Egli dice: “Se hai assunto come tuoi questi princìpi di vita, io voglio stare in tua compagnia perché sei un devoto di Sri Caitanya.” Con queste parole Narottama dasa Thakura conclude la canzone.

 

Manah-siksa

Insegnamenti alla mente (dal Prarthana)

(1)

nitai-pada-kamala, koti-candra-susitala,
je chayay jagata juday
heno nitai bine bhai, radha-krishna paite nai,
drdha kori’ dharo nitair pay

 

(2)

se sambandha nahi ja’r, britha janma gelo ta’r,
sei pasu bodo duracar
nitai na bolilo mukhe, majilo samsara-sukhe,
vidya-kule ki koribe tar

 

(3)

ahankare matta hoiya, nitai-pada pasariya,
asatyere satya kori mani
nitaiyer koruna habe, braje radha-krishna pabe,
dharo nitai-carana du’khani

 

(4)

nitaiyer carana satya, tahara sevaka nitya,
nitai-pada sada koro asa
narottama bodo dukhi, nitai more koro sukhi,
rakho ranga-caranera pasa

 

 

Commento di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

 

Questa è una bellissima canzone composta da Narottama dasa Thakura. Egli ci dice che nitai-pada, i piedi di loto di Sri Nityananda (kamala significa loto e pada piedi) sono il rifugio dov’è possibile ottenere i raggi rinfrescanti della luna, e non solo di una luna, ma di milioni di lune. Possiamo solo immaginare quanto rinfrescanti possano essere i raggi di milioni di lune. In questo mondo materiale (jagat), che sta andando in direzione dell’inferno, c’è un fuoco ardente continuo, e tutti noi stiamo lottando duramente senza però trovare pace. Se il mondo vuole trovare la vera pace, deve prendere rifugio all’ombra dei piedi di loto di Sri Nityananda, che sono rinfrescanti come i raggi di milioni di lune. Juraya significa “sollievo”. A chi vuole veramente trovare sollievo alla lotta per l’esistenza e desidera davvero estinguere il fuoco bruciante dei dolori materiali, Narottama dasa Thakura dà un consiglio: “Per favore, cerca rifugio in Sri Nityananda.” Quale sarà il risultato di accettare il rifugio nei piedi di loto di Sri Nityananda? Narottama dasa afferma, heno nitai bine bhai: se non si prende rifugio all’ombra dei piedi di loto di Sri Nityananda, radha-krishna paite nai, sarà molto difficile avvicinarsi a Radha e Krishna.

Lo scopo di questo movimento per la coscienza di Krishna è di dare a tutti l’opportunità di avvicinarsi a Radha e Krishna, e di associarsi con il Signore Supremo nella Sua sublime danza di piacere. Narottama dasa Thakura afferma che chiunque voglia entrare nella danza di Radha e Krishna deve accettare il rifugio dei piedi di loto di Sri Nityananda. Poi aggiunge: se sambandha nahi. Sambandha significa “connessione” o “contatto”. Ha sprecato la sua nascita umana chi non ha sviluppato una relazione con Nityananda. Anche in un’altra canzone Narottama dasa dice, hari hari biphale janama gonainu: chiunque non si avvicini a Radha e Krishna ristabilendo un rapporto con Nityananda ha sprecato la sua vita. Britha significa “inutile”, janma significa “nascita”, ta’r significa “il suo” e sambandha “relazione”. Chiunque non stabilisca una relazione con Nityananda sta solamente gettando via il dono della vita umana. E perché lo sta sprecando? Sei pasu boro duracar. Sei vuol dire “quello”, pasu “animale” e duracar “maleducato” o il “più maleducato”. Se non si giunge alla coscienza di Krishna attraverso la misericordia di Sri Caitanya e Sri Nityananda, la vita viene sprecata nelle tendenze animalesche della gratificazione dei sensi, presenti in noi. Narottama dasa dice che gli animali comuni possono essere domati, ma quando un essere umano ha in sé tendenze animalesche, cioè è dominato dalle tendenze animalesche, è considerato peggiore di tutti perché non può più essere domato. Normalmente i cani e i gatti, e perfino le tigri, possono essere addestrati, ma quando un essere umano esce dai canoni della sua vita e trascura di agire secondo la coscienza di Krishna, dovrà vedere la sua intelligenza superiore perdersi in queste basse tendenze, e sarà molto difficile per lui tornare sulla giusta strada. Non si potrà trasformare un ladro in un uomo onesto limitandosi a forzarlo a osservare le leggi, perché il suo cuore è contaminato e sarà difficile rieducarlo.

Tutti possono vedere che una persona che commette atti criminali viene punita dal governo, e anche nelle Scritture sono menzionate le punizioni dei pianeti infernali. Ma sebbene sia informato di ciò che le Scritture affermano e possa osservare l’azione delle leggi dello Stato, la persona demoniaca non potrà essere salvata. E cosa fanno queste persone? Nitai na bolilo mukhe. Non sapendo chi Essi siano, non pronunciano mai i nomi di Sri Nityananda e di Sri Caitanya. Majilo samsara-sukhe. Majilo significa “si concentrano”. Queste persone si immergono nel cosiddetto godimento materiale e a causa del disinteresse sull’identità di Sri Nityananda e di Sri Caitanya sprofondano nel gorgo dell’esistenza materiale. Vidya-kule ki koribe tar: chi non ha alcuna connessione con Nityananda e non giunge alla coscienza di Krishna, non potrà essere protetto da vidya, cioè dalla sua cosiddetta educazione accademica e dalla sua kula, la nascita in una famiglia importante o in una nazione potente. Non conta essere nato in una famiglia o in una nazione importanti, non importa il grado di cultura raggiunto: al momento della morte le leggi della natura agiranno, e tutto sarà finito; si dovrà allora assumere un altro corpo sulla base degli atti commessi durante quella vita. Perché questi animali umani agiscono così? Ahankare matta hoiya, nitai-pala pasariya. Il concetto ingannevole per cui pensano di essere il corpo di cui sono dotati li fa impazzire, e dimenticano la loro eterna relazione con Nityananda. Asatyere satya kori mani: tali persone dimentiche considerano realtà l’energia illusoria. Asatyere si riferisce a ciò che non è un fatto o, in altre parole, a maya. Maya vuol dire ciò che non ha esistenza, ciò che è solo un’illusione temporanea.

Persone che non hanno una relazione con Nityananda considerano reale questo corpo illusorio. Infine Narottama dasa Thakura dice, nitaiyer koruna habe, braje radha-krishna pabe: “Se veramente intendi avvicinarti a Radha-Krishna, prima devi ottenere la misericordia di Sri Nityananda. E quando Egli sarà misericordioso verso di te, allora ti sarà possibile avvicinarti a Radha-Krishna.” Dharo nitai-carana du’khani. Narottama dasa ci consiglia di tenerci fermamente stretti ai piedi di loto di Sri Nityananda. Poi aggiunge, nitai-carana satya. È importante non equivocare pensando di essersi affidati a qualcosa che appartiene al mondo di maya: i piedi di loto di Nityananda potrebbero anche sembrare parte di maya, parte del mondo dell’illusione. Ma Narottama dasa conferma, nitai-carana satya, i piedi di loto di Nityananda non sono un’illusione; sono piena realtà. Tahara sevaka nitya: e anche chi si impegna nel servizio d’amore trascendentale a Nityananda diventa trascendentale. Chi è impegnato nel trascendentale servizio d’amore a Nityananda in coscienza di Krishna raggiunge immediatamente la sua posizione originale a livello spirituale; questa posizione è eterna e piena di gioia. Per questa ragione viene consigliato nitai-pala sada koro asa: si deve sempre cercare di rimanere ben saldi ai piedi di loto di Sri Nityananda. Narottama boro dukhi. Srila Narottama dasa Thakura, l’acarya, assume la posizione di un infelice. In realtà egli sta rappresentando tutti noi, perciò dice: “Mio caro Signore, sono molto infelice.” Nitai more koro sukhi: “Così prego Sri Nityananda di rendermi felice.” Rakho ranga-caranera pasa: “Per favore, tienimi in un angolo dei Tuoi piedi di loto.”

Savarana-sri-gaura-
pada-padme Prarthana

Una preghiera ai piedi di loto di Sri Gauranga
(dal Prarthana)

(1)

sri-krishna-caitanya prabhu doya koro more
toma bina ke doyalu jagat-samsare

 

(2)

patita-pavana-hetu tava avatara
mo sama patita prabhu na paibe ara

 

(3)

ha ha prabhu nityananda, premananda sukhi
kripabalokana koro ami bodo duhkhi

 

(4)

doya koro sita-pati advaita gosai
tava kripa-bale pai caitanya-nitai

 

(5)

ha ha svarup, sanatana, rupa, raghunatha
bhatta-juga, sri-jiva ha prabhu lokanatha

 

(6)

doya koro sri-acarya prabhu srinivasa
ramacandra-sanga mage narottama-dasa

 

 

Commento di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

 

Questa è una canzone composta da Narottama dasa Thakura. Egli prega Sri Caitanya in questo modo: “Mio caro Signore, per favore, sii gentile con me, perché chi può essere più misericordioso di Te in questi tre mondi?” Questo è un dato di fatto. Non solo Narottama dasa Thakura, ma anche Rupa Gosvami pregò Sri Caitanya con queste parole. Al tempo del suo primo incontro con Sri Caitanya a Prayaga (Allahabad), Srila Rupa Gosvami disse: “Mio caro Signore, Tu sei la più misericordiosa di tutte le incarnazioni, perché distribuisci l’amore per Krishna, la coscienza di Krishna.” Quando Sri Krishna era personalmente presente, Egli ci chiese di sottometterci, ma non Si concesse a tutti con tanta facilità. Egli pose condizioni: “Prima di tutto sottomettetevi.” Ma Sri Caitanya, invece, sebbene sia Krishna stesso, non mette alcuna condizione. Egli distribuisce liberamente, dicendo: “Prendi l’amore per Krishna.” Perciò Sri Caitanya è riconosciuto come la più misericordiosa tra le incarnazioni. Narottama dasa Thakura dice: “Per favore, sii misericordioso con me. Tu sei così magnanimo perché hai visto le anime cadute di questa era e per loro provi molta compassione. Ma devi sapere che io sono il più degradato di tutti: nessuno lo è più di me.” Patita-pavana-hetu tava avatara: “Ti sei incarnato solo per richiamare a Te le anime condizionate, ma Ti assicuro che non troverai nessuno che sia caduto più in basso di me. Per questa ragione vengo prima di tutti.” Poi Egli prega Sri Nityananda, dicendo, ha ha prabhu nityananda premananda-sukhi: “Mio caro Sri Nityananda, Tu sei sempre gioioso perché sei immerso nella felicità spirituale. Giacché tu sembri sempre così felice, io vengo da Te perché io invece sono molto infelice. Se solo posassi il Tuo sguardo su di me, anche io potrei provare la felicità.” Poi prega Advaita Prabhu. Doya koro sita-pati advaita gosai. Il nome della moglie di Advaita Prabhu è Sìta. Quindi talvolta è chiamato anche Sita-pati.

E Narottama dasa Thakura prega: “Mio caro Advaita Prabhu, marito di Sita, Tu sei così misericordioso. Per favore, sii gentile anche con me. Se tu lo sarai, sarà naturale anche per Sri Caitanya e Nityananda essere gentili con me.” In realtà, è stato Advaita Prabhu a invitare Sri Caitanya a scendere in questo mondo. Quando l’Acarya vide che tutti si curavano solo della propria gratificazione dei sensi, dimenticando la coscienza di Krishna, provò molta compassione per loro, ma simultaneamente si sentì incapace di salvare tutti. Allora pregò Sri Krishna: “Per favore, vieni qui Tu stesso. Senza la Tua presenza personale non è possibile liberare queste anime cadute.” Così grazie al Suo invito, Sri Caitanya apparve. Perciò Narottama dasa Thakura prega Advaita Prabhu dicendo: “Se tu sarai misericordioso con me, anche Caitanya e Nityananda lo saranno.” Poi prega i Gosvami. Ha ha swarup, sanatana, rupa, raghunatha. Swarup si riferisce a Svarupa Damodara, il segretario personale di Sri Caitanya che Gli era sempre accanto e Gli procurava immediatamente qualunque cosa desiderasse. Due erano gli attendenti personali, Svarupa Damodara e Govinda, i quali Gli erano costantemente vicini. Per questa ragione Narottama dasa Thakura prega anche Svarupa Damodara, e subito dopo i sei Gosvami, intimi discepoli di Sri Caitanya: Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Bhatta Raghunatha Gosvami, Sri Gopala Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Raghunatha dasa Gosvami. Questi sei Gosvami furono istruiti direttamente da Sri Caitanya per diffondere il movimento della coscienza di Krishna. Narottama dasa Thakura prega anche loro per ottenere la loro benevolenza. Dopo i sei Gosvami, l’acarya successivo fu Srinivasa Acarya.

Nella successione di maestri, Narottama dasa Thakura veniva subito dopo Srinivasa Acarya, ma era anche quasi suo contemporaneo, e l’amico personale di Narottama dasa era Ramacandra Cakravarti. Perciò egli prega: “Io sempre desidero la compagnia di Ramacandra.” Vuole stare in compagnia di un devoto. Questi ultimi sono dei principi della massima importanza: pregare sempre per avere la misericordia degli acarya precedenti e stare sempre con i puri devoti. In questo modo per noi sarà più facile avanzare nella coscienza di Krishna e ricevere la misericordia di Sri Caitanya e di Sri Krishna. Questa è l’essenza di questa canzone cantata da Narottama dasa Thakura.

 

Sakhi-vrinde Vijnapti

(preghiere alle sakhi)
(dal Prarthana)

 

 

(1)

radha-krishna prana mora jugala-kisora
jivane marane gati aro nahi mora

 

La Coppia Divina, Sri Sri Radha e Krishna, è la mia vita e la mia anima. Nella vita o nella morte, io non ho altro rifugio che Loro.

 

(2)

kalindira kule keli-kadambera vana
ratana-bedira upara bosabo du ‘jana

 

In una foresta di piccoli alberi kadamba sulle rive della Yamuna, Li farò sedere su un trono fatto di gemme splendenti.

 

(3)

syama-gauri-ange dibo (cuwa) candanera gandha
camara dhulabo kabe heri mukha-candra

 

Cospargerò il Loro corpo rispettivamente scuro e chiaro di pasta di sandalo profumata con cuya, e Li sventaglierò con un camara. Oh, quando potrò ammirare i Loro volti simili alla luna?

 

(4)

gathiya malatir mala dibo dohara gale
adhare tuliya dibo karpura-tambule

 

Dopo aver fatto ghirlande con fiori di malati, gliele porrò attorno al collo, e offrirò alle Loro bocche di loto anche la tambula profumata di canfora.

 

(5)

lalita visakha-adi jata sakhi-brinda
ajnaya koribo seba caranaravinda

 

Con il permesso di tutte le sakhi, guidate da Lalita e Visakha, servirò i piedi di loto di Radha e Krishna.

 

(6)

sri-krishna-caitanya-prabhur daser anudasa
seva abhilasa kore narottama-dasa

 

Narottama dasa, il servitore del servitore di Sri Krishna Caitanya Prabhu, non aspira ad altro che a servire la Coppia Divina.

 

Saparsada-bhagavad-viraha­janita-vilapa

Lamento per la separazione dal Signore e dai Suoi compagni
(dal Prarthana)

(1)

je anilo prema-dhana koruna pracur
heno prabhu kotha gela acarya-thakur

Dove è andato Srinivasa Acarya, quella grande personalità, lui che ha portato il tesoro dell’amore divino ed era pieno di compassione e di misericordia?

 

(2)

kaha mora svarup rupa kaha sanatan
kaha dasa-raghunatha patita pavan

 

Dove sono il mio Svarupa Damodara e il mio Rupa Gosvami? Dov’è Sanatana? Dov’è Raghunatha dasa, il salvatore delle anime cadute?

 

(3)

kaha mora bhatta-juga kaha kaviraj
eka-kale kotha gela gaura nata-raj

 

Dove sono i miei Raghunatha Bhatta e Gopala Bhatta, e dov’è Krishnadasa Kaviraja? Dov’è andato all’improvviso il Signore Gauranga, il grande danzatore?

 

(4)

pasane kutibo matha anale pasibo
gauranga gunera nidhi kotha gele pabo

 

Mi romperò la testa contro una pietra ed entrerò nel fuoco. Dove posso trovare il Signore Gauranga, che è la sorgente di ogni meravigliosa qualità?

 

(5)

se-saba sangira sange je koilo bilas
se-sanga na paiya kande narottama das

 

Non potendo ottenere la compagnia del Signore Gauranga e di tutti quei devoti che lo assistono nei Suoi divertimenti, Narottama dasa può solo piangere.

 

Sri Rupa Manjari Pada

I piedi di Sri Rupa Manjari
(dal Prarthana)

(1)

sri-rupa-manjari-pada, sei mora sampada,
sei mor bhajana-pujana
sei mora prana-dhana, sei mora abharana,
sei mor jivanera jivana

 

I piedi di Sri Rupa Manjari (la forma eterna di Rupa Gosvami come gopi a Vrindavana) sono la mia vera ricchezza. Essi sono l’oggetto del mio bhajana e del mio puja. Sono il tesoro del mio cuore, gli ornamenti e la vita della mia vita.

(2)

sei mora rasa-nidhi, sei mora vancha-siddhi,
sei mor vedera dharama
sei brata sei tapa, sei mora mantra-japa,
sei mor dharama-karama

Essi sono la riserva di tutti i rasa e la soddisfazione di ogni mio desiderio. Sono la conclusione filosofica dei Veda e il fine di tutti i miei voti, delle mie austerità e del canto del mio mantra. Quei piedi sono la meta di tutte le mie attività religiose.

(3)

anukula habe vidhi, se-pade hoibe siddhi,
nirakhibo e dui nayane
se rupa-madhuri-rasi, prana-kuvalaya-sasi,
praphullita habe nisi-dine

 Grazie al potere di quei piedi, le mie attività diventeranno favorevoli alla devozione; così la perfezione spirituale sarà raggiunta, e sarò capace di vedere veramente con questi occhi. La squisita bellezza dei piedi divini di Sri Rupa Manjari brillerà come una luna sul loto del mio cuore, sia di giorno sia di notte, e darà sollievo alla mia anima afflitta.

 

(4)

tuva adarsana-ahi, garale jaralo dehi,
ciro-dina tapita jivana
ha ha rupa koro doya, deho more pada-chaya,
narottama loilo sarana

A causa del veleno del serpente della separazione da te, la mia anima è in rovina, e la mia vita è sempre tormentata e piena di sofferenza. O Rupa Manjari, per favore, sii misericordiosa, concedimi l’ombra dei tuoi piedi di loto. Narottama dasa vi ha preso rifugio.

 

Vasanti-rasa

Passatempi amorosi primaverili
(dal Prarthana)

(1)

brindabana ramya-sthana, dibhya-cintamani-dhama,
ratana-mandira manohara
abrita kalindi-nire, raja-hamsa keli kore,
tahe sobhe kanaka-kamala

Quello splendido luogo conosciuto come Vrindavana è una dimora del mondo spirituale, ed è costruita interamente con pietre di paragone di natura divina. Ci sono molti bei templi là, tutti fatti di gemme, e i cigni noti come raja-hamsa giocano nelle acque del fiume Yamuna che attraversa quella terra trascendentale. Nell’acqua di quel fiume divino c’è un bellissimo loto dorato a cento petali.

(2)

tara madhye hema-pitha, asta-dale bestita,
asta-dale pradhana nayika
tara madhye ratnasane, bosi’ achen dui-jane,
syama-sange sundari radhika

Nel mezzo di quel fiore c’è una piattaforma dorata circondata da otto petali. Le otto principali sakhi, capeggiate da Lalita e Visakha, sono situate su quei petali. Su quella piattaforma dorata, su un trono di gemme, la Coppia Divina è seduta. La stupenda Radhika siede in compagnia del Signore Syama.

(3)

o-rupa-lavanya-rasi, amiya poriche khasi’,
hasya parihasa-sambhasane
narottama-dasa koy, nitya-lila sukha-moy,
sadai spuruka mora mane

La bellezza e la dolcezza delle forme di Sri Radha e di Govinda durante i loro discorsi, traboccanti di sorrisi e di risa, sprigionano cascate di nettare. Narottama dasa dice: “Possano questi passatempi eterni, pieni di gioia trascendentale, essere sempre manifesti nel mio cuore.”

 

Gaura Pahou

(1)

gaura pahu na bhajiya mainu
prema-ratana-dhana helaya harainu

Non ho pensato di adorare Sri Gauranga, ma ho invece cercato la mia rovina spirituale ignorando il tesoro del puro amore per Dio, quel tesoro che pure era mio.

(2)

satsanga chadi kainu asate vilasa
te-karane lagila ye karma-bhanda-phamsa

 

Ho abbandonato il rifugio dei devoti santi per godere da solo, insieme agli empi, rimanendo invischiato nella rete del karma.

(3)

visaya visama visa satata khainu
gaura-kirtana-rase magana na hainu

Sto bevendo il dannoso veleno della gratificazione dei sensi, e non mi immergo più nel felice nettare del canto che glorifica Sri Gauranga.

 

(4)

kena va achaye prana ki sukha paiya
narottama-dasa kena na gelo mariya

Perchè vivo ancora e che genere di felicità è la mia? Perché non sono morto tanti anni fa?

 

 

CAPITOLO CINQUE

CANZONI DI ALTRI ACARYA

 

Sri Dasavatara-stotra

(dalla Gita-govinda)
di Jayadeva Gosvami

 

(1)

pralaya-payodhi-jale dhritavan asi vedam
vihita-vahitra-caritram akhedam
kesava dhrita-mina-sarira jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto la forma di pesce! Tutte le glorie a Te! Volendo dare protezione ai Veda, rimasti immersi nel mare turbolento della devastazione, hai preso la forma di un gigantesco pesce svolgendo così le funzioni di una nave.

 

(2)

ksitir iha vipulatare tisthati tava pristhe
dharani-dharana-kina-cakra-garisthe
kesava dhrita-kurma-sarira jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto la forma di tartaruga! Tutte le glorie a Te! La grande montagna Mandara poggia sulla Tua schiena gigantesca di tartaruga divina, che funge da perno per frullare l’oceano di latte. Per aver sostenuto sulla schiena l’enorme montagna, una grande depressione simile a una ruga è apparsa sulla Tua schiena che è diventata gloriosa.

 

(3)

vasati dasana-sikhare dharani tava lagna
sasini kalanka-kaleva nimagna
kesava dhrita-sukara-rupa jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai preso la forma di un cinghiale! Tutte le glorie a Te! La Terra che era sprofondata nell’Oceano Garbhodaka sul fondo dell’universo, si posa sulla punta della Tua zanna come una macchia sulla luna.

 

(4)

tava kara-kamala-vare nakham adbhuta-sringam
dalita-hiranyakasipu-tanu-bhringam
kesava dhrita-narahari-rupa jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto l’aspetto di un essere metà uomo e metà leone! Tutte le glorie a Te! Proprio come si può schiacciare facilmente tra le unghie una vespa, così il corpo del demone Hiranyakasipu simile a una vespa, è stato squarciato dalle poderose unghie appuntite delle Tue meravigliose mani di loto.

 

(5)

chalayasi vikramane balim adbhuta-vamana
pada-nakha-nira-janita-jana-pavana
kesava dhrita-vamana-rupa jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto la forma di un brahmana nano! Tutte le glorie a Te! O meraviglioso nano, con i Tuoi passi poderosi hai ingannato il re Bali, e grazie alle acque del Gange sprigionate dalle unghie dei Tuoi piedi di loto, liberi tutti gli esseri viventi del mondo.

 

(6)

ksatriya-rudhira-maye jagad-apagata-papam
snapayasi payasi samita-bhava-tapam
kesava dhrita-bhrigupati-rupa jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto la forma di Brighupati (Parasurama)! Tutte le glorie a Te! La terra di Kuruksetra è stata sommersa dai fiumi di sangue dei corpi degli ksatriya demoniaci che hai ucciso. I peccati del mondo sono così stati lavati via, e grazie a Te la gente è stata liberata dal fuoco bruciante dell’esistenza materiale.

 

(7)

vitarasi diksu rane dik-pati-kamaniyam
dasa-mukha-mauli-balim ramaniyam
kesava dhrita-rama-sarira jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto la forma di Ramacandra! Tutte le glorie a Te! Nella battaglia di Lanka Tu distruggi Ravana, il demone a dieci teste, e distribuisci le sue teste come fossero una felice offerta a quelle Divinità, capeggiate da Indra, che presiedono alle dieci direzioni. Disturbate continuamente da quel mostro, da molto tempo esse desideravano che tu le liberassi.

 

(8)

vahasi vapusi visade vasanam jaladabham
hala-hati-bhiti-milita-yamunabham
kesava dhrita-haladhara-rupa jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto la forma di Balarama, Colui che brandisce la piccozza! Tutte le glorie a Te! Sul Tuo splendente corpo bianco indossi vestiti del colore di una nuvola blu carica di pioggia. Questi indumenti hanno il bellissimo colore scuro del fiume Yamuna, che è impaurito dalla minaccia della Tua arma.

 

(9)

nindasi yajna-vidher ahaha sruti-jatam
sadaya-hridaya darsita-pasu-ghatam
kesava dhrita-buddha-sarira jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto la forma di Buddha! Tutte le glorie a Te! O Buddha dal cuore compassionevole, tu condanni il massacro dei poveri animali compiuto col pretesto dei sacrifici vedici.

 

(10)

mleccha-nivaha-nidhane kalayasi karavalam
dhumaketum iva kim api karalam
kesava dhrita-kalki-sarira jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto la forma di Kalki! Tutte le glorie a Te! Alla fine del kali-yuga, Tu appari come una cometa e brandisci una terribile spada per distruggere l’umanità malvagia e barbara.

 

(11)

sri-jayadeva-kaver idam uditam udaram
srinu sukha-dam subha-dam bhava-saram
kesava dhrita-dasa-vidha-rupa jaya jagadisa hare

 

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto queste dieci differenti incarnazioni! Tutte le glorie a Te! O lettori, per favore, ascoltate questo inno del poeta Jayadeva, che è il migliore di tutti: queste parole sono apportatrici di felicità, accordano ogni favore, e sono quanto c’è di meglio in questo mondo buio.

 

(12)

vedan uddharate jaganti vahate bhu-golam udbibhrate
daityam darayate balim chalayate ksatra-ksayam kurvate
paulastyam jayate halam kalayate karunyam atanvate
mlecchan murchayate dasakriti-krite krishnaya tubhyam namah

 

O Krishna, a Te che appari nelle forme di queste dieci incarnazioni offro gli omaggi. Come Matsya Tu recuperi i Veda, e come Kurma sostieni la montagna Mandara sulla Tua schiena. Come Varaha sollevi la Terra con la Tua zanna, e nella forma di Narasimha squarci il petto del daitya Hiranyakasipu. Nella forma di Vamana inganni il re dei daitya Bali, chiedendogli solo tre passi di terra per poi prendergli l’intero universo espandendo i Tuoi passi. Come Parasurama uccidi gli ksatriya malvagi, e come Ramacandra conquisti il re raksasa Ravana. Come Balarama porti una piccozza, con la quale sottometti i malvagi e trascini verso di Te il fiume Yamuna. Come Buddha mostri compassione per tutti gli esseri viventi che in questo mondo soffrono, e alla fine di kali-yuga appari come Kalki per confondere i mleccha [persone della classe sociale più degradata].

 

Sri Sri Gaura-Nityanander Daya

La Misericordia di Sri Gaura e Nityananda
(dal Dhamali)
di Locana dasa Thakura

(1)

parama koruna, pahu dui jana,
nitai-gauracandra
saba avatara-sara siromani,
kevala ananda-kanda

(2)

bhajo bhajo bhai, caitanya-nitai,
sudridha bisvasa kori’
visaya chadiya, se rase majiya,
mukhe bolo hari hari

(3)

dekho ore bhai, tri-bhuvane nai,
emona doyala data
pasu pakhi jhure, pasana vidare,
suni’ jara guna-gatha

 

(4)

samsare majiya, rohili podiya,
se pade nahilo asa
apana karama, bhunjaye samana,
kahoye locana-dasa

 

Commento di
Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

 

Questa è una canzone di Locana dasa Thakura. Pahu significa “Signore” e dui jana significa “due”. Locana dasa Thakura afferma che i due Signori, Nitai-Gauracandra, Sri Nitai e Sri Caitanya – sono straordinariamente misericordiosi (parama koruna). Saba avatara-sara siromani. Avatara significa “incarnazione” e saba significa “tutto”. Essi sono l’essenza di tutte le incarnazioni. Il significato specifico di queste incarnazioni è quello di insegnare un metodo di realizzazione spirituale eccezionalmente gioioso (kevala ananda-kanda), caratterizzato dal canto e dalla danza. Altre incarnazioni, come Sri Rama e anche Krishna, che ha enunciato la Bhagavad-gita, hanno proposto un metodo che richiede conoscenza e discernimento. Ma Sri Caitanya e Sri Nityananda hanno introdotto un metodo che è semplice e gioioso, che consiste nel cantare e nel danzare. Per questa ragione Locana dasa consiglia a tutti, bhajo, bhajo bhai, caitanya-nitai: “Mio caro fratello, ti chiedo di adorare Caitanya e Nityananda con convinzione e fede ferma.” Non crediate che questo canto e questa danza non condurranno al fine desiderato. Caitanya Mahaprabhu ha garantito che si otterrà la perfezione mediante questo metodo. Si deve quindi cantare con ferma fede e con convinzione (`biswasa kori’).

Ma in cosa consiste esattamente questo metodo? Esso è chadiya, se rase majiya. Se vogliamo diventare coscienti di Krishna dobbiamo abbandonare i nostri sforzi per ottenere la gratificazione dei sensi. Questa è l’unica restrizione. Chi abbandona la gratificazione dei sensi è certo di raggiungere il fine desiderato. Mukhe bolo hari hari: si deve solo cantare “Hare Krishna! Hari Hari!” senza più cercare la gratificazione dei sensi.

Dekho ore bhai, tri-bhuvane nai. Locana dasa Thakura dice: “Mio caro fratello, prova a esaminare ciò che dico. In tutti i tre mondi non esiste nessuno come Sri Caitanya o Sri Nityananda, perché la loro qualità di misericordia è così grande che riescono a far piangere perfino gli uccelli e gli altri animali, che dire degli esseri umani.” Quando Sri Caitanya attraversò la foresta conosciuta come Jharikhanda, le tigri, gli elefanti, i serpenti, i cervi e tutti gli altri animali si unirono a Lui nel canto Hare Krishna. Questo canto è così bello che chiunque vi può partecipare. Anche gli animali possono farlo, che dire degli esseri umani. Naturalmente non è possibile che persone ordinarie inducano gli animali a cantare, ma se Sri Caitanya Mahaprabhu riusci ad ispirare gli animali a cantare, noi almeno dobbiamo riuscire ad incoraggiare gli esseri umani a intraprendere questo sentiero del canto del mantra Hare Krishna. È tale la sua bellezza che anche un cuore di pietra si fonderà. Pasana significa “pietra”. È così attraente che anche la pietra si fonde.

Ma Locana dasa Thakura è dispiaciuto di essersi invischiato nella gratificazione dei sensi. Rivolgendosi a se stesso, dice: “Mia cara mente, tu sei intrappolata nella gratificazione dei sensi e non provi attrazione per il canto Hare Krishna. Se non senti attrazione per i piedi di loto di Sri Caitanya e di Sri Nityananda, che posso dirti? Posso solo pensare a quanto sfortunata tu sia. Yamaraja, il sovrintendente della morte, mi sta punendo non permettendomi di essere attratto da questo Movimento.”

 

Sri Radhika-stava

dallo Stava-mala
di Srila Rupa Gosvami

(coro)

radhe jaya jaya madhava-dayite
gokula-taruni-mandala-mahite

O Radha! O amata di Madhava! Tu che sei adorata da tutte le ragazze di Gokula, tutte le glorie a Te! Tutte le glorie a Te!

(1)

damodara-rati-vardhana-vese
hari-niskuta-vrinda-vipinese

 

(2)

vrisabhanudadhi-nava-sasi-lekhe
lalita-sakhi guna-ramita-visakhe

 

(3)

karunam kuru mayi karuna-bharite
sanaka-sanatana-varnita-carite

 

O Tu che con le Tue vesti fai aumentare l’amore di Sri Damodara per Te! O regina di Vrindavana, che sei la foresta di piacere di Sri Hari! O luna nuova che sorge dall’oceano del re Vrisabhanu! O amica di Lalita, Tu che hai reso Visakha fedele grazie alle tue fantastiche qualità di amicizia, gentilezza e fedeltà a Krishna! Tu che sei piena di compassione, Tu le cui caratteristiche divine sono descritte dai grandi saggi Sanaka e Sanatana! O Radha, per favore, sii misericordiosa con me!

 

Sri Vraja-dhama-mahimamrita

Le glorie nettaree di Vraja-dhama

(1)

jaya radhe, jaya krishna, jaya vrindavan
sri-govinda, gopinatha, madana-mohan

Tutte le glorie a Radha e Krishna, e alla foresta divina di Vrindavana. Tutte le glorie alle tre divinità che presiedono Vrindavana – Govinda, Gopinatha e Madana-mohana.

(2)

syama-kunda, radha-kunda, giri-govardhan
kalindi-yamuna jaya, jaya mahavan

 

Tutte le glorie allo Syama-kunda e al Radha-kunda, alla collina Govardhana e al fiume Yamuna (Kalindi). Tutte le glorie alla grande foresta conosciuta come Mahavana, dove Krishna e Balarama manifestarono i Loro divertimenti giovanili.

 

(3)

kesi-ghata, bamsi-bata, dvadasa-kanan
jaha saba lila koilo sri-nanda-nandan

 

Tutte le glorie al Kesi-ghata, dove Krishna uccise il demone Keshi. Tutte le glorie all’albero Vamsi-vata, dove Krishna col suono del Suo flauto, attrasse tutte le gopi a venire da Lui. Glorie alle dodici foreste di Vraja. In questi luoghi il figlio di Nanda, Sri Krishna, compì i Suoi divertimenti.

 

(4)

sri-nanda-yasoda jaya, jaya gopa-gan
sridamadi jaya, jaya dhenu-vatsa-gan

 

Tutte le glorie ai divini genitori di Krishna, Nanda e Yasoda. Glorie agli amici di Krishna, i pastorelli, a capo dei quali sta Sridama, il fratello maggiore di Srimati Radharani e di Ananga Manjari. Tutte le glorie alle mucche e ai vitelli di Vrindavana.

 

(5)

jaya brisabhanu, jaya kirtida-sundari
jaya paurnamasi, jaya abhira-nagari

 

Tutte le glorie ai divini genitori di Radha, Vrishabhanu e la bellissima Kirtida. Tutte le glorie a Purnamasi, la madre di Sandipani Muni, che è anche la nonna di Madhumangala e di Nandimukhi e amata discepola di Devarsi Narada. Tutte le glorie alle giovani pastorelle di Vraja.

 

(6)

jaya jaya gopisvara vrindavana-majh
jaya jaya krishna-sakha batu dvija-raj

 

Tutte le glorie, tutte le glorie a Gopisvara Siva, che risiede a Vrindavana per proteggere il santo dhama. Tutte le glorie, tutte le glorie al buffo brahmana amico di Krishna, Madhumangala.

 

(7)

jaya rama-ghata, jaya rohini-nandan
jaya jaya vrindavana-basi jata jan

 

Tutte le glorie al Rama-ghata, dove Sri Balarama manifestò la Sua danza rasa. Tutte le glorie a Sri Balarama, il figlio di Rohini. Tutte le glorie, tutte le glorie a tutti gli abitanti di Vrindavana.

 

(8)

jaya dvija-patni, jaya naga-kanya-gan
bhaktite jahara pailo govinda-caran

 

Tutte le glorie alle mogli degli orgogliosi brahmana vedici. Tutte le glorie alle mogli del serpente Kaliya. Grazie alla loro pura devozione, tutte ottennero i piedi di loto di Sri Govinda.

 

(9)

sri-rasa-mandala jaya, jaya radha-syam
jaya jaya rasa-na sarva-manoram

 

Tutte le glorie al luogo dove fu compiuta la danza rasa di Sri Krishna. Tutte le glorie a Radha e Syama. Tutte le glorie, tutte le glorie alla divina danza rasa, che è il più bello dei divertimenti di Sri Krishna.

 

(10)

jaya jayojjvala-rasa sarva-rasa-sar
parakiya-bhave jaha brajete pracar

 

Tutte le glorie, tutte le glorie ai dolci sentimenti dell’amore coniugale, che sono i migliori tra tutti i rasa, e sono realizzati a Vraja da Sri Krishna nella forma del divino parakiya-bhava (amore nel sentimento di amante).

 

(11)

sri-jahnava-pada-padma koriya smaran
dina krishna-dasa kohe nama-sankirtan

 

Ricordando i piedi di loto della consorte di Sri Nityananda, Sri Jahnavi devi, questo caduto e inutile servitore di Krishna recita il sankirtana del santo nome.

 

Sri Tulasi-arati

di Candrasekhara Kavi

(1)

namo namah tulasi maharani
vrinde maharani namo namah
namo re namo re meiya namo narayani

 

O Tulasi Maharani! O Vrinda! O madre della devozione! O Narayani, ti offro ripetutamente i miei omaggi.

 

(2)

jako darase, parase agha-nasa-i
mahima beda-parane bakhani

 

Vedendoti o anche soltanto toccandoti, tutti i peccati sono distrutti. Le tue glorie sono descritte nei Veda e nei Purana.

 

(3)

jako patra, manjari komala
sri-pati-carana-kamale lapatani
dhanya tulasi meiya, purana tapa kiye
sri-salagrama-maha-patarani

 

Le tue foglie e le tue tenere manjari sono poste ai piedi di loto di Narayana, il Signore di Laksmi. O Tulasi, madre benedetta, per diventare la consorte principale e la regina di Sri Salagrama-shila, ti sei sottoposta a difficili austerità.

 

(4)

dhupa, dipa, naivedya, arati
phulana kiye varakha varakhani
chappanna bhoga, chatrisa byanjana,
bina tulasi prabhu eka nahi mani

 

Tu mi rendi gioioso ed elargisci una pioggia di misericordia su di me che ti offro dell’incenso, una lampada al ghi, naivedya e arati. Se non ci sono le tue foglie, il Signore non Si cura minimamente di nessuna delle cinquantasei varietà di pietanze preparate e neanche dei trentasei differenti condimenti che Gli vengono offerti.

 

(5)

siva-suka-narada, aur brahmadiko,
dhudata phirata maha-muni jnani
candrasekhara meiya, tera jasa gaove
bhakati-dana dijiye maharani

 

Siva, Sukadeva Gosvami, Devarsi Narada, e tutti i jnani e i grandi muni, capeggiati da Brahma, ti girano attorno. O madre! O Maharani, così Candrasekhara canta le tue glorie. Per favore concedimi il dono della pura devozione.

 

Bhajahu re mana

di Govinda dasa Kaviraja

(1)

bhajahu re mana sri-nanda-nandana
abhaya-caranaravinda re
durlabha manava-janama sat-sange
taroho e bhava-sindhu re

O mente, adora i piedi di loto del figlio di Nanda, che ci rendono privi di paura. Poiché hai ottenuto questa rara nascita umana, attraversa l’oceano dell’esistenza materiale nella compagnia delle persone sante.

(2)

sita atapa bata barisana
e dina jamini jagi re
biphale sevinu kripana durajana
capala sukha-laba lagi’ re

 

Sia durante il giorno sia durante la notte non riesco a dormire, e soffro per il caldo e per il freddo, per il vento e per la pioggia. Per una frazione di felicità effimera ho inutilmente servito uomini malvagi e avidi.

 

(3)

e dhana, yaubana, putra, parijana
ithe ki ache paratiti re
kamala-dala-jala, jivana talamala

 

Quale certezza di reale felicità si può trovare nella propria ricchezza, nella gioventù, nei figli e nei membri della famiglia? Questa vita è temporanea come una goccia d’acqua posata su un petalo di loto; perciò devi sempre servire e adorare i piedi divini di Sri Hari.

 

(4)

sravana, kirtana, smarana, vandana,
pada-sevana, dasya re
pujana, sakhi-jana, atma-nivedana
govinda-dasa-abhilasa re

 

Il forte desiderio di Govinda dasa è di impegnarsi nei nove metodi della bhakti, cioè di ascoltare e di cantare le glorie di Sri Hari, di ricordarLo sempre, di offrirGli preghiere, di servire i Suoi piedi di loto, di servire il Signore Supremo nel ruolo di servitore, di adorarLo con fiori e incenso, di servirLo come un amico e di dedicarsi completamente a Lui.

 

Jaya Radha-Krishna giti

 

(1)

jaya radha-madhava radha-madhava radhe
(jayadever prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Madhava, che sono il tesoro del cuore di Jayadeva Gosvami!

 

(2)

jaya radha-madana-gopal radha-madana-gopal radhe
(sita-nather prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Madana-gopala, che sono il tesoro del cuore di Advaita Acarya!

 

(3)

jaya radha-govinda radha-govinda radhe
(rupa-gosvamir prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Govinda, che sono il tesoro del cuore di Rupa Gosvami!

 

(4)

jaya radha-madana-mohan radha-madana-mohan radhe
(sanataner prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Madana-mohana, che sono il tesoro del cuore di Sanatana Gosvami!

 

(5)

jaya radha-gopinatha radha-gopinatha radhe
(madhu-panditer prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Gopinatha, che sono il tesoro del cuore di Madhu Pandita!

 

(6)

jaya radha-damodara radha-damodara radhe
(jiv-gosvamir prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Damodara, che sono il tesoro del cuore di Jiva Gosvami!

 

(7)

jaya radha-ramana radha-ramana radhe
(gopal-bhatter prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha-ramana, che è il tesoro del cuore di Gopala Bhatta Gosvami!

 

(8)

jaya radha-vinoda radha-vinoda radhe
(lokanather prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha-vinoda, che è il tesoro del cuore di Lokanatha Gosvami!

 

(9)

jaya radha-gokulananda radha-gokulananda radhe
(visvanather prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Gokulananda, che sono il tesoro del cuore di Visvanatha Cakravarti Thakura!

 

(10)

jaya radha-giridhari radha-giridhari radhe
(das gosvamir prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Giridhari, che sono il tesoro del cuore di Raghunatha dasa Gosvami!

 

(11)

jaya radha-syamasundar radha-syamasundar radhe
(syamanander prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Syamasundara, che sono il tesoro del cuore di Syamananda Gosvami!

 

(12)

jaya radha-banka-bihari radha-banka-bihari radhe
(haridaser prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha e Banka-bihari, che sono il tesoro del cuore di Haridasa Svami!

 

(13)

jaya radha-kanta radha-kanta radhe
(vakresvarer prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Radha-kanta, che è il tesoro del cuore di Vakresvara Pandita!

 

(14)

jaya gandharvika-giridhari gandharvika-giridhari radhe
(sarasvatir prana-dhana he)

 

Tutte le glorie a Gandarvika e Giridhari, che sono il tesoro del cuore di Sri Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura!

 

Sri Guru-parampara

di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati
Gosvami Prabhupada

(1)

krishna hoite catur-mukha, hoy krishna-sevonmukha,
brahma hoite naradera mati
narada hoite vyasa, madhva kohe vyasa-dasa,
purnaprajna padmanabha gati

 

All’inizio della creazione la scienza del servizio devozionale fu trasmessa dal Signore Supremo Sri Krishna al Brahma a quattro teste. Devarsi Narada ottenne la stessa scienza divina da Brahma. Il grande saggio Krishna Dvaipayana Vyasa, dotato del potere di compilare le letterature vediche, divenne discepolo di Devarsi Narada. Sripada Madhvacarya, il fondatore della scuola suddha-dvaita della filosofia Vedanta, che andò a trovare Vyasadeva a Badarikasrama nel tredicesimo secolo per imparare da lui la filosofia del Vedanta, si qualifica come servitore di Krishna Dvaipayana Vyasa. Purnaprajna Tirtha (Madhva) è il guru e il solo rifugio di Padmanabha Tirtha.

 

(2)

nrihari madhava-bamse, aksobhya paramahamse,
sisya boli’ angikara kore
aksobhyera sisya jaya- tirtha name paricaya,
tara dasye jnanasindhu tore

 

I due altri principali discepoli di Madhva sono Nrihari Tirtha e Madhava Tirtha. Quest’ultimo accettò come discepolo il grande paramahamsa Aksobhya Tirtha. Il principale discepolo di Aksobhya Tirtha era conosciuto come Jayatirtha. Il servizio di Jayatirtha era rivolto al suo discepolo Jnanasindhu.

 

(3)

taha hoite dayanidhi, tara dasa vidyanidhi,
rajendra hoilo taha ha’te
tahara kinkora jaya- dharma name paricaya,
parampara jano bhalo mate

 

Dayanidhi ricevette la scienza del servizio devozionale da Jnanasindhu e il servitore di Dayanidhi fu Vidyanidhi (Vidyadhiraja Tirtha). Rajendra Tirtha divenne discepolo di Vidyadhiraja Tirtha e il servitore di Rajendra Tirtha era conosciuto come Jayadharma o Vijayadhvaja Tirtha. Questo è il modo giusto per comprendere la successione disciplica.

 

(4)

jayadharma-dasye khyati, sri purusottama-jati,
ta ha’te brahmanya-tirtha suri
vyasatirtha tara dasa, laksmipati vyasa-dasa,
taha ha’te madhavendra puri

 

Il grande sannyasi Sri Purusottama Tirtha ricevette la conoscenza durante lo svolgimento del servizio al suo guru, Vijayadhvaja Tirtha (Jayadharma). Il principale discepolo di Purusottama Tirtha era Subrahmanya Tirtha, il cui servitore era il grande Vyasatirtha (Vyasa Raya). II servitore di Vyasatirtha era Laksmipati Tirtha, il cui discepolo fu Madhavendra Puri Gosvami.

 

(5)

madhavendra puri-bara, sisya-bara sri-isvara,
nityananda sri-advaita vibhu
isvara-purike dhanya, korilen sri-caitanya,
jagad-guru gaura mahaprabhu

 

Il discepolo principale di Madhavendra Puri era Isvara Puri, e due altri suoi discepoli erano le rinomate incarnazioni divine Sri Nityananda e Advaita Acarya. Sri Caitanya Mahaprabhu, il precettore spirituale di tutti i mondi, rese Isvara Puri estremamente fortunato accettandolo come guida spirituale.

 

(6)

mahaprabhu sri-caitanya, radha-krishna nahe anya,
rupanuga janera jivana
visvambhara priyankara, sri-svarupa damodara,
sri-gosvami rupa-sanatana

 

Mahaprabhu Sri Caitanya non è differente da Sri Sri Radha e Krishna, ed è la vita stessa dei vaisnava che seguono Rupa Gosvami. Sri Svarupa Damodara Gosvami, Rupa Gosvami e Sanatana Gosvami dettero grande felicità a Visvambhara (Sri Caitanya).

 

(7)

rupa-priya mahajana, jiva raghunatha hana,
tara priya kavi krishnadasa
krishnadasa-priya-bara, narottama seva-para,
jara pada visvanatha-asa

 

Le grandi anime Jiva Gosvami e Raghunatha dasa Gosvami divennero molto care a Rupa Gosvami. Jiva Gosvami era discepolo diretto di Rupa Gosvami, e Raghunatha dasa Gosvami, discepolo di un discepolo di Advaita Acarya, Yadunandana Acarya, fu considerato da Rupa e Sanatana come loro terzo fratello. L’amato studente di Raghunatha dasa Gosvami era Krishnadasa Kaviraja Gosvami, il quale era un amico intimo di Lokanatha Gosvami. Essi vissero insieme a Vrindavana e discussero sempre tra di loro argomenti che riguardavano Krishna. Lokanatha Gosvami, discepolo di Gadadhara Pandita, ebbe un solo discepolo, il cui nome era Narottama dasa. Narottama dasa era sempre impegnato nel servizio dell’amico intimo del suo guru, per cui divenne molto caro a Krishnadasa Kaviraja Gosvami. Servire i piedi di loto di Narottama dasa Thakura era il solo desiderio di Visvanatha Cakravarti Thakura, che così fu il quarto acarya nella successione disciplica partendo da Narottama dasa.

 

(8)

visvanatha-bhakta-satha, baladeva jagannatha,
tara priya sri-bhaktivinoda
maha-bhagavata-bara, sri-gaurakisora-bara,
hari-bhajanete ja’ra moda

 

Visvanatha Cakravarti Thakura era il siksa-guru (maestro spirituale istruttore) di Baladeva Vidyabhusana, a cui insegnò i precetti dello Srimad Bhagavatam. Dopo Sri Baladeva Vidyabhusana, Jagannatha dasa Babaji divenne un acarya molto preminente, e fu anche l’amato siksa-guru di Srila Bhaktivinoda Thakura. Intimo amico e associato di Bhaktivinoda Thakura fu l’eminente maha-bhagavata Sri Gaurakisora dasa Babaji, la cui sola gioia era l’hari-bhajana.

 

(9)

ihara paramahamsa, gaurangera nija-bamsa,
tadera carane mama gati
ami seba-udasina, namete tridandi dina,
sri-bhaktisiddhanta sarasvati

 

Questi grandi santi vaisnava sono tutti paramahamsa, o devoti del più alto ordine, e sono tutti parte della stessa famiglia spirituale del Signore Gauranga. I loro piedi di loto sono il mio rifugio. Io non ho un vero interesse nel servizio devozionale, e sono solo un povero e insignificante tridandi sannyasi chiamato Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati.

 

(10)*

sri-varsabhanavi-bara, sada sevya-seva-para,
tahara dayita-dasa-nama
tara pradhan pracarako, sri-bhaktivedanta namo,
patita-janete doya-dhama

 

Il rinomato Sri Varsabhanavi-dayita dasa (il nome da iniziato di Bhaktisiddhanta Sarasvati) è costantemente impegnato nel servizio al suo maestro spirituale, Srila Gaurakisora dasa Babaji. Il suo migliore discepolo predicatore è Sri A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, che ha diffuso il messaggio di Sri Caitanya in tutto il mondo, per cui a ragione può essere chiamato: “sorgente di tutta la misericordia e di tutta la compassione per le anime cadute.”

 

* Poiché questa canzone è stata composta da Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, egli ha posto il suo nome all’ultima strofa, com’è costume per i poeti vaisnava. Per glorificare Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura e il suo amato discepolo Sri A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada nella loro veste di insegnanti spirituali nella successione di maestri che passa attraverso Sri Caitanyadeva, è stato aggiunto il verso 10, che se si desidera può essere cantato al posto del verso 9 della canzone.

Sri Sri Siksastaka

 

Il Signore Caitanya Mahaprabhu istruì i Suoi discepoli su come scrivere libri sulla scienza di Krishna, un’impresa che essi hanno continuato fino ai nostri giorni. Le elaborazioni e le esposizioni sulla filosofia insegnata loro da Sri Caitanya sono, in realtà, le più impegnative, dense di significato, grazie al sistema sempre in vigore della successione di maestri. Sebbene Sri Caitanya nella Sua gioventù fosse riconosciuto come un grande intellettuale, lasciò solo otto versi, chiamati Siksastaka. Questi otto prezionsissimi versi, che rivelano chiaramente quale fossero la Sua missione e i Suoi precetti, sono presentati qui nella traduzione italiana.

 

(1)

ceto-darpana-marjanam bhava-maha-davagni-nirvapanam
sreyah-kairava-candrika-vitaranam vidya-vadhu jivanam
anandambudhi-vardhanam prati padam purnamritasvadanam
sarvatma-snapanam param vijayate sri-krishna-sankirtanam

 

Glorie al sankirtana di Sri Krishna, che ripulisce il cuore da tutta la polvere accumulata da anni ed estingue il fuoco della vita condizionata, caratterizzata da ripetute nascite e morti. Questo movimento del sankirtana è la benedizione più grande per tutta l’umanità perché diffonde i raggi della luna delle benedizioni. È la vita di tutta la conoscenza trascendentale. Espande l’oceano della felicità trascendentale e ci abilita a gustare in pieno il nettare del quale siamo sempre ansiosi.

 

(2)

namnam akari bahudha nija-sarva-saktis
tatrarpita niyamitah smarane na kalah
etadrisi tava kripa bhagavan mamapi
durdaivam idrisam ihajani nanuragah

 

O mio Signore, solo il Tuo santo nome è in grado di conferire tutte le benedizioni agli esseri viventi e Tu hai centinaia e migliaia di nomi, come Krishna e Govinda. In questi nomi trascendentali Tu hai investito tutte le Tue energie trascendentali, inoltre non vi sono neanche regole difficili da seguire per cantarli. O mio Signore, per la Tua gentilezza ci concedi di avvicinarci facilmente a Te mediante i Tuoi santi nomi, ma io sono così sfortunato che non ho alcuna attrazione per essi.

 

(3)

trinad api sunicena
taror api sahisnuna
amanina manadena
kirtaniyah sada harih

 

Si dovrebbe cantare il santo nome in un umile stato di mente, sentendosi più bassi di un filo di paglia nella strada; bisogna essere più tolleranti di un albero, privi di ogni sensazione di falso prestigio e sempre pronti a offrire i nostri rispetti agli altri. In tale stato di mente è possibile cantare il santo nome del Signore costantemente.

 

(4)

na dhanam na janam na sundarim
kavitam va jagad-isa kamaye
mama janmani janmanisvare
bhavatad bhaktir ahaituki tvayi

 

Onnipotente Signore, io non voglio accumulare ricchezze, né desidero belle donne, né seguaci. Ambisco solo al Tuo servizio devozionale incondizionato nascita dopo nascita.

 

(5)

ayi ganda-tanuja kinkaram
patitam mam visame bhavambudhau
kripaya tava pada-pankaja
sthita-dhuli-sadrisam vicintaya

 

O figlio di Maharaja Nanda, io sono il Tuo eterno servitore; tuttavia in un modo o nell’altro sono caduto nell’oceano di nascita e morte. Per favore, portami via da questo oceano di sofferenze e ponimi come un granello di polvere ai Tuoi piedi di loto.

 

(6)

nayanam galad-asru-dharaya
vadanam gadgada-ruddhaya gira
pulakair nicitam vapuh kada
tava nama-grahane bhavisyati

 

O Signore, quando i miei occhi saranno decorati di lacrime d’amore sempre fluenti, mentre canto il Tuo santo nome? Quando la mia voce verrà meno per l’emozione, e quando i peli del mio corpo si rizzeranno nel recitare il Tuo nome?

 

(7)

yugayitam nimesena
caksusa pravrisayitam
sunyayitam jagat sarvam
govinda-virahena me

 

O Govinda, sentendo di essere separato da Te, mi sembra che un momento sia lungo dodici anni o anche più. Le lacrime scorrono dai miei occhi come torrenti di pioggia e il mondo è vuoto senza di Te.

 

(8)

aslisya va pada-ratam pinastu mam
adarsanan marma-hatam karotu va
yatha tatha va vidadhatu lampato
mat-prana-nathas tu sa eva naparah

 Io non conosco nessun altro all’infuori di Krishna ed Egli rimarrà il Mio Signore anche se mi schiaccerà in un abbraccio possente o mi spezzerà il cuore non apparendo mai davanti a me. Egli è totalmente libero di agire come vuole, ma rimarrà per sempre, incondizionatamente, il mio Signore adorabile.

 

Sri Sri Damodarastaka

Conversazione tra Satyavrata Muni, Narada Muni
e Saunaka Rishi, contenuta nel Padma Purana di
Krishna Dvaipayana Vyasa

 

“Nel mese di Kartika si deve adorare Sri Damodara e recitare giornalmente la preghiera conosciuta come Damodarastaka, che fu pronunciata dal saggio Satyavrata ed ha la capacità di attrarre Sri Damodara.”
(Sri Hari-bhakti-vilasa 2.16.198)

 

(1)

namamisvaram sac-cid-ananda-rupam
lasat-kundalam gokule bhrajamanam
yasoda-bhiyolukhalad dhavamanam
paramristam atyantato drutya gopya

 

Offro il mio rispettoso omaggio al Signore Supremo, Sri Damodara, che ha una forma piena di eternità, felicità e conoscenza, indossa orecchini a forma di squalo e brilla meravigliosamente nel reame divino di Gokula. Per aver rotto il recipiente dello yogurt che Sua madre stava trasformando in burro e per aver rubato il burro tenuto appeso a una trave, Sri Damodara corre lontano dal mortaio di legno per paura di madre Yasoda, ma Yasoda Lo raggiunge perché corre più veloce di Lui.

 

(2)

rudantam muhur netra-yugmam mrjantam
karambhoja-yugmena satanka-netram
muhuh svasa-kampa-trirekhanka-kantha-
sthita-graivam damodaram bhakti-baddham

 

Vedendo che Sua madre si avvicina con un bastone in mano, piange e Si stropiccia gli occhi pieni di paura con le mani di loto. La collana di perle attorno al collo, segnato da tre pieghe come una conchiglia, sussulta per il respiro affannoso causato dal pianto. Offro il mio rispettoso omaggio a Sri Damodara, il Signore Supremo, che non Si fa legare dalle corde ma dall’amore puro di Sua madre.

 

(3)

itidrik sva-lilabhir ananda-kunde
sva-ghosam nimajjantam akhyapayantam
tadiyesita-jnesu bhaktair jitatvam
punah prematas tam satavrtti vande

 

Grazie a questi meravigliosi divertimenti d’infanzia Sri Krishna immerge tutti gli abitanti di Gokula in un oceano di estasi. A coloro che sono assorti nella conoscenza del Suo aspetto maestoso e opulento Egli rivela che è conquistato solo da quei devoti il cui puro amore è impregnato di intimità e libero dai concetti di rispetto e reverenza. Con grande amore offro i miei rispettosi omaggi a Sri Damodara centinaia e centinaia di volte.

 

(4)

varam deva moksam na moksavadhim va
na canyam vrine ‘ham varesad apiha
idam te vapur natha gopala-balam
sada me manasy avirastam kim anyaih

 

Signore, Tu puoi dare ogni forma di benedizione, ma io non Ti prego per ottenere la liberazione impersonale, la vita eterna a Vaikuntha o qualche altra benedizione. O Signore, desidero solo che questa Tua forma di Bala Gopala a Vrindavana Si manifesti eternamente nel mio cuore, altrimenti qual è l’utilità di altri benefici per me?

 

(5)

idam te mukhambhojam atyanta-nilair
vritam kuntalaih snigdha-raktais ca gopya
muhus cumbitam bimba-raktadharam me
manasy avirastam alam laksa-labhaih

 

O Signore, il Tuo volto di loto, circondato da riccioli scuri tinti di rosso, è coperto di baci da madre Yasoda e le Tue labbra sono rosse come il frutto bimba. Che questa meravigliosa immagine del Tuo volto di loto Si manifesti eternamente nel mio cuore. Non ho alcun bisogno di altre benedizioni.

 

(6)

namo deva damodarananta visno
prasida prabho duhkha-jalabdhi-magnam
kripa-dristi-vristyati-dinam batanu-
grihanesa mam ajnam edhy aksi-drisyah

 

O Supremo Signore, Ti offro il mio omaggio. O Damodara! O Ananta! O Visnu! O maestro, voglio soddisfarTi! Mostrami la Tua misericordia, libera questo povero pazzo ignorante immerso in un oceano di tristezze materiali, e diventa visibile ai miei occhi.

 

(7)

kuveratmajau baddha-murtyaiva yadvat
tvaya mocitau bhakti-bhajau kritau ca
tatha prema-bhaktim svakam me prayaccha
na mokse graho me ‘sti damodareha

 

O Signore Damodara, i due figli di Kuvera Manigriva e Nalakuvara – furono liberati dalla maledizione di Narada, e Tu li trasformasti in grandi devoti mentre eri un bambino, legato con una corda a un mortaio di legno. Nello stesso modo, Ti prego, dammi la Tua prema-bhakti. Questo è il mio unico desiderio e non aspiro a nessuna forma di liberazione.

 

(8)

namas te ‘stu damne sphurad-dipti-dhamne
tvadiyodarayatha visvasya dhamne
namo radhikayai tvadiya-priyayai
namo ‘nanta-lilaya devaya tubhyam

 

O Signore Damodara, offro dunque il mio omaggio alla radiosa corda che lega il Tuo addome, a quello stesso addome che è la dimora dell’universo intero. Mi inchino umilmente alla Tua amata Srimati Radharani, e offro il mio omaggio a Te, o Signore Supremo, che esibisci divertimenti infiniti.

Sri Sri Sad-gosvamy-astaka

di Srinivasa Acarya

(1)

krisnotkirtana-gana-nartana-parau premamritambho-nidhi
dhiradhira-jana-priyau priya-karau nirmatsarau pujitau
sri-caitanya-kripa-bharau bhuvi bhuvo bharavahantarakau
vande rupa-sanatanau raghu-yugau srit-jiva-gopalakau

 Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami di Vrindavana, Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha dasa Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Gopala Bhatta Gosvami, che cantano sempre il santo nome di Krishna e s’impegnano nella danza. Essi sono proprio come l’oceano dell’amore per Dio, e sono conosciuti e apprezzati sia dalle persone virtuose sia dai mascalzoni perché non provano invidia per nessuno. Qualunque cosa facciano, tutti ne provano piacere, e per questa ragione sono pienamente benedetti da Sri Caitanya. Sono quindi sempre impegnati in attività missionarie allo scopo di liberare tutte le anime condizionate dell’universo materiale.

 

(2)

nana-sastra-vicaranaika-nipunau sad-dharma-samsthapakau
lokanam hita-karinau tri-bhuvane manyau saranyakarau
radha-krishna-padaravinda-bhajananandena mattalikau
vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

 

Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami, Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha dasa Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Gopala Bhatta Gosvami, che sono molto esperti nello studiare attentamente tutte le scritture rivelate con lo scopo di stabilire gli eterni principi della religione per il beneficio dell’umanità intera. Essi sono quindi onorati in tutti i tre mondi, e noi dovremmo prendere rifugio in loro perché sono sempre assorti nel sentimento delle gopi e sono impegnati nel servizio d’amore trascendentale di Radha e Krishna.

 

(3)

sri-gauranga-gunanuvarnana-vidhau sraddha-samriddhy-anvitau
papottapa-nikrintanau tanu-bhritam govinda-ganamritaih
anandambudhi-vardhanaika-nipunau kaivalya-nistarakau
vande cupa-sanatanau raghu-yugau sri jiva-gopalakau

 

Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami, Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha dasa Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Gopala Bhatta Gosvami, che sono ricchi di conoscenza per ciò che riguarda il Signore Caitanya e sono molto esperti nel parlare delle Sue qualità spirituali. Essi possono purificare le anime condizionate dalle reazioni delle attività colpevoli inondandole con le loro canzoni trascendentali che riguardano Govinda. Essendo anche molto esperti nell’espandere i limiti dell’oceano della felicità spirituale, essi salvano gli esseri viventi dalle fauci della liberazione.

 

(4)

tyaktva turnam asesa-mandala-pati-srenim sada tuccha-vat
bhutva dina-ganesakau karunaya kaupina-kanthasritau
gopi-bhava-rasamritabdhi-lahari-kallola-magnau muhur
vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

 

Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami, Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha dasa Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Gopala Bhatta Gosvami, che hanno rifiutato la compagnia di persone aristocratiche come fosse qualcosa di insignificante. Per liberare le povere anime condizionate, indossarono un semplice lembo di stoffa e vissero come mendicanti, sebbene fossero sempre immersi nell’oceano di estasi dell’amore delle gopi per Krishna e si bagnassero costantemente nelle onde di quell’oceano.

 

(5)

kujat-kokila-ha ‘sa-sarasa-ganakirne mayurakule
nana-ratna-nibaddha-mula-vitapa-sri-yukta-vrindavane
radha-krishnam ahar-nisam prabhajatau jivarthadau yau muda
vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

 

Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami, Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha dasa Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Gopala Bhatta Gosvami, che adorano sempre Radha­Krishna nella terra trascendentale di Vrindavana, dove si trovano meravigliosi alberi pieni di frutta e fiori, e che nascondono sotto le radici gemme preziose. I Gosvami sono perfettamente competenti ad elargire agli esseri viventi il dono più grande, la meta suprema della vita.

 

(6)

sankhya-purvaka-nama-gana-natibhih kalavasani-kritau
nidrahara-viharakadi-vijitau catyanta-dinau ca yau
radha-krishna-guna-smriter madhurimanandena sammohitau
vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

 

Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami, Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha dasa Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Gopala Bhatta Gosvami, che ogni giorno cantavano i santi nomi del Signore e si prostravano un numero prestabilito di volte. In questo modo utilizzarono le loro preziose vite, e grazie a tali attività devozionali, riuscirono a vincere il bisogno di cibo e di sonno. Incantati dal ricordo delle. qualità trascendentali del Signore, essi furono sempre umili e miti.

 

(7)

radha-kunda-tate kalinda-tanaya-tire ca vamsivate
premonmada-vasad asesa-dasaya grastau pramattau sada
gayantau ca kada harer guna-varam bhavabhibhutau muda
vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

 

Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami, cioè Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha dasa Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Gopala Bhatta Gosvami, che talvolta erano sulle rive del lago Radha-kunda, o sulle rive della Yamuna, oppure a Vamsivata. Rapiti nella piena estasi dell’amore per Krishna sembravano folli, ed esibivano sul loro corpo numerosi sin­tomi trascendentali, sempre immersi com’erano nell’estasi della coscienza di Krishna.

 

(8)

he radhe vraja-devike ca lalite he nanda-suno kutah
sri-govardhana-kalpa-padapa-tale kalindi-vane kutah
ghosantav iti sarvato vraja-pure khedair maha-vihvalau
vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

 

Offro i miei rispettosi omaggi ai sei Gosvami, Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha dasa Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Gopala Bhatta Gosvami, che ovunque a Vrindavana cantavano a voce molto alta e gridavano: “Regina di Vrindavana, Radharani! O Lalita! O figlio di Nanda Maharaja! Dove siete ora? Vi trovate sulla collina Govardhana o siete sotto gli alberi sulle rive della Yamuna? Dove siete?” Questi erano i loro sentimenti mentre vivevano la coscienza di Krishna.

 

Preghiera ai piedi di loto di Krishna

di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
a bordo della nave Jaladuta, 13 settembre 1965

 

 

Venerdì, 10 settembre 1965.

Nel mezzo dell’Oceano Atlantico, su un piroscafo diretto in America, Srila Prabhupada scrisse nel suo diario di bordo: “Oggi la nave ondeggia dolcemente. Mi sento meglio. Ma sento la separazione da Sri Vrindavana e dai miei Signori Sri Govinda, Gopinatha, Radha-Damodara. Il mio solo sollievo è la Sri Caitanya-caritamrita, grazie alla quale sto gustando il nettare dei lila di Sri Caitanya. Ho lasciato Bharata-bhumi solo per eseguire l’ordine di Sri Bhaktisiddhanta Sarasvati che intendeva eseguire l’ordine di Sri Caitanya. Io non sono qualificato, ma ho accettato questo rischio al solo fine di obbedire all’ordine di Sua Divina Grazia. Così, lontano da Vrindavana, io mi sento pienamente dipendente dalla Loro misericordia.”

Tre giorni dopo, in questa attitudine di pura devozione, Sua Divina Grazia compose la seguente preghiera.

 (ritornello)

krishna tabo punya habe bhai
e-punya koribe jabe radharani khusi habe
dhruva ati boli toma tai

Dichiaro con enfasi, o fratelli, che voi otterrete le benedizioni del Signore Supremo, Krishna, solo quando Srimati Radharani sarà soddisfatta di voi.

(1)

sri-siddhanta saraswati saci-suta priya ati
krishna-sebaya jara tula nai
sei se mohanta-guru jagater madhe uru
krishna-bhakti dey thai thai

 

Sri Srimad Bhaktisiddhanta Thakura, che è molto caro al Signore Gauranga, il figlio di Madre Saci, è ineguagliabile nel suo servizio al Signore Supremo, Sri Krishna. Egli è quel grande maestro spirituale santo che distribuisce la più intensa devozione a Krishna in differenti luoghi di tutto il mondo.

 

(2)

tara iccha balavan pascatyete than than
hoy jate gauranger nam
prithivite nagaradi asamudra nada nadi
sakalei loy krishna nam

 

Grazie al suo forte desiderio, in ogni regione dell’Occidente il santo nome del Signore Gauranga si diffonderà; nelle città, nei paesi, nei villaggi sulla Terra, al di là di tutti gli oceani, i mari, i fiumi e i ruscelli, tutti canteranno il santo nome di Krishna.

 

(3)

tahale ananda hoy tabe hoy digvijay
caitanyer kripa atisay
maya dusta jata duhkhi jagate sabai sukhi
vaisnaver iccha purna hoy

 

Come la vasta misericordia di Sri Caitanya Mahaprabhu conquista tutte le direzioni, certamente un’inondazione di estasi trascendentale sommergerà la Terra. Quando tutti gli esseri viventi sofferenti e miserevoli avranno trovato la felicità, il desiderio del vaisnava sarà soddisfatto.

 

(4)

se karja je koribare ayna jadi dilo more
jogya nahi ati dina hina
tai se tomara kripa magitechi anurupa
aji tumi sobar pravina

 

Il mio Guru Maharaja mi ha ordinato di realizzare questa missione, ma io non ne sono degno. Sono miserabile e insignificante e per questo, Signore, ora prego per ottenere la Tua misericordia. Tu sei il più saggio e il più esperto di tutti, e voglio diventarne degno.

 

(5)

tomara se sakti pele guru-sebaya bastu mile
jivana sarthak jadi hoy
sei se seba paile tahale sukhi hale
taba sanga bhagyate miloy

 

Se Tu concedi il Tuo potere, col servizio al maestro spirituale è possibile ottenere la Verità Assoluta, e così la vita diventa un successo. Se riusciamo a conquistare quel servizio, diventiamo felici e conseguiamo la Tua associazione, grazie alla buona fortuna.

 

(6)

evam janam nipatitam prabhavahi-kupe
kamabhikamam anu yah prapatan prasangat
kritvatmasat surarsina bhagavan grihitah
so ‘ham karham nu visrije tava bhritya-sevam

 

“Mio caro Signore, o Suprema Personalità di Dio, a causa del contatto con innumerevoli desideri materiali, stavo gradualmente precipitando in un pozzo buio pieno di serpenti, seguendo gli altri. Ma il tuo servitore Narada Muni mi ha gentilmente accettato come suo discepolo e mi ha insegnato come ottenere la posizione trascendentale. Perciò il mio primo dovere consiste nel servirlo. Come potrei abbandonare il suo servizio?” (Prahlada Maharaja al Signore Nrisimhadeva, (Srimad Bhagavatam 7.9.28)

 

(7)

tumi mor cira sathi bhuliya mayar lathi
khaiyachi janma-janmantare
aji punah e sujoga jadi hoy jagajoga
tabe pari tuhe milibare

 

O Sri Krishna, Tu sei il mio compagno eterno. Dimenticando Te, vita dopo vita ho subito i calci di maya. Se oggi posso avere la possibilità di incontrarti ancora, allora certamente mi riunirò a Te.

 

(8)

tomara milane bhai abar se sukha pai
kata bane chutachuti bane khai lutaputi
sei din kabe habe mor

 

Caro amico, insieme a Te proverò di nuovo una grande gioia. Di prima mattina vagherò sui pascoli e nei campi. Correndo e giocando nelle numerose foreste di Vraja, mi rotolerò in terra nell’estasi spirituale. Oh, quando quel giorno sarà mio?

 

(9)

aji se subidhane tomara smarana bhelo
bodo asa dakilam tai
ami tomara nitya-dasa tai kori eta asa
tumi bina onya gati nai

 

Oggi quel felice ricordo di Te è tornato alla mia memoria. In preda a un intenso desiderio, Ti ho chiamato. Io sono il Tuo eterno servitore, e quindi desidero tanto la Tua compagnia. O Sri Krishna, senza di Te non è possibile avere alcun successo.

 

Markine Bhagavata-dharma

Predicare il Bhagavata-dharma in America

di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

 II 17 settembre 1965, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada arriva a Boston a bordo della nave Jaladuta, portando nel suo cuore l’ordine del suo maestro spirituale di diffondere gli insegnamenti di Sri Caitanya oltre i confini dell’India, nel mondo intero. Mentre fuori osservava lo sporco e deprimente orizzonte di Boston, poteva ben immaginare quanto difficile sarebbe stata la sua sacra missione, e sentiva una grande compassione per questa gente priva di Dio. Così, in perfetta umiltà, compone questa storica preghiera in lingua bengali, pregando per la liberazione di tutte le anime cadute.

 

(1)

bodo-kripa koile krishna adhamer prati
ki lagiyanile hetha koro ebe gati

Mio caro Signore Krishna, tu sei così gentile con quest’anima inutile, ma non so perché mi hai portato qui. Ora puoi fare di me ciò che vuoi.

(2)

ache kichu karja taba ei anumane
nahe keno aniben ei ugra-sthane

Credo che Tu abbia qualcosa da farmi fare, altrimenti perché mi avresti portato in questo posto terribile?

(3)

rajas tamo gune era sabai acchanna
vasudeb-katha ruci nahe se prasanna

 

Qui, la maggior parte della gente è coperta dalle influenze materiali dell’ignoranza e della passione. Assorti nella vita materiale, si credono felici e soddisfatti e perciò non conoscono il gusto del messaggio trascendentale di Vasudeva. Non so come potranno essere in grado di comprenderlo.

(4)

tabe jadi taba kripa hoy ahaituki
sakal-i sambhava hoy tumi se kautuki

So tuttavia che la Tua misericordia senza causa può rendere possibile ogni cosa perché Tu sei il mistico più esperto.

(5)

ki bhave bujhale tara bujhe sei rasa
eta kripa koro prabhu kori nija-basa

Come faranno a capire i dolci sentimenti del servizio devozionale? O Signore, io prego solo per avere la Tua misericordia, in modo da diventare capace di convincerli del Tuo messaggio.

(6)

tomara icchaya saba hoy maya-basa
tomara icchaya nasa mayar parasa

Per il Tuo volere tutti gli esseri viventi sono caduti sotto il controllo dell’energia illusoria e quindi, se Tu così desideri, per lo stesso volere potranno anche essere liberati dalla stretta dell’illusione.

(7)

taba iccha hoy jadi tadera uddhar
bujhibe niscai tabe katha se tomar

Il mio desidero è che Tu li liberi. Ma solo quando Tu lo vorrai essi diventeranno capaci di apprendere il Tuo messaggio.

(8)

bhagavater katha se taba avatar
dhira hoiya sune jadi kane bar bar

Le parole dello Srimad Bhagavatam sono la Tua incarnazione, e quando una persona sobria le riceve con un costante e sottomesso ascolto sarà in grado di capire il Tuo messaggio.

(9)

srinvatam sva-kathah krishnah
punya-sravana-kirtanah
hridy antah-stho hy abhadrani
vidhunoti suhrit satam

nasta-prayesv abhadresu
niryam bhagavata-sevaya
bhagavaty uttama-sloke
bhaktir bhavati naisthiki

tada rajas-tamo-bhavah
kama-lobhadayas ca ye
ceta etair anaviddham
sthitam sattve prasidati

evam prasanna-manaso
bhagavad-bhakti-yogatah
bhagavat-tattva-vijnanam
mukta-sangasya jayate

bhidyate hridaya-granthis
chidyante sarva-samsayah
ksiyante casya karmani
drista evatmanisvare

 

Nello Srimad Bhagavatam (1.2.17-21) è detto: “Sri Krishna, la Personalità di Dio, che è il Paramatma (l’Anima Suprema) nel cuore di ognuno e il benefattore del devoto veritiero, spazza via ogni desiderio di godimento materiale dal cuore di quel devoto che gusta il Suo messaggio, virtuoso in se stesso quando è ascoltato e cantato nel modo più appropriato. Ascoltando regolarmente il Bhagavatam e rendendo servizio al puro devoto, tutto ciò che turba il cuore viene praticamente distrutto, e il servizio devozionale al Signore Supremo, glorificato con inni trascendentali, vi si stabilisce come un fatto irrevocabile. Nel momento in cui il servizio d’amore si stabilisce così nel cuore, le influenze della passione (rajas) e dell’ignoranza (tamas), come la lussuria e il desiderio (kama), svaniscono. Il devoto allora si situa nella virtù e diventa felice. Così stabilito nella virtù, l’uomo, ravvivato dal servizio d’amore al Signore, ottiene di liberarsi dal contatto con la materia (mukti) e viene a conoscere Dio, la Persona Suprema, in modo scientifico. Così i nodi del cuore e tutte le apprensioni sono tagliate a pezzi. La catena delle azioni che causano reazioni (karma) si interrompe quando una persona vede il sé come il proprio maestro.

 

(10)

rajas tamo hate tabe paibe nistar
hridoyer abhadra sab ghucibe tahar

 

Allora egli si libererà dalle influenze dell’ignoranza e della passione e tutte le cose di cattivo auspicio accumulate nel profondo del cuore scompariranno.

 

(11)

ki ko’re bujhabo katha bara sei cahi
khudra ami dina hina kono sakti nahi

 

Come potrò far capire loro questo messaggio della coscienza di Krishna? Io sono molto sfortunato, privo di qualità e il più caduto di tutti. Per questa ragione sto cercando la Tua benedizione, al fine di poterli convincere, perché per quanto mi riguarda; non ne ho le capacità.

 

(12)

athaca enecho prabhu katha bolibare
je tomar iccha prabhu koro ei bare

 

In un modo o nell’altro, O Signore, Tu mi hai portato qui per parlare di Te. Ora, mio Signore, sta a Te farmi avere il successo o il fallimento, come a Te piace.

 

(13)

akhila jagat-gutu! bacana se amar
alankrita koribar khamata tomar

 

O maestro spirituale di tutti i mondi! Io posso solo ripetere il Tuo messaggio, così se questo è il Tuo desiderio, puoi rendere comprensibili alla gente le mie parole.

 

(14)

taba kripa ha’le mor katha suddha habe
suniya sabara soka duhkha je ghucibe

 

Solo grazie alla Tua misericordia incondizionata le mie parole diventeranno pure. Io sono certo che quando questo messaggio trascendentale penetrerà i loro cuori, essi proveranno una forte gioia, e in questo modo si libereranno da tutte le infelicità della vita.

 

(15)

aniyacho jadi prabhu amare nacate
nacao nacao prabhu nacao se-mate
kasthera puttali jatha nacao se-mate

 

O Signore, io sono come una marionetta nelle Tue mani. Se Tu mi hai portato qui per danzare, allora fammi danzare, fammi danzare, o Signore, fammi danzare come a Te piace.

(16)

bhakri nai beda nai name khub dado
“bhaktivedanta” nam ebe sarthak koro

lo non ho devozione, né possiedo alcuna conoscenza, ma ho una salda fede nel santo nome di Krishna. Io sono stato designato come Bhaktivedanta e ora, se vuoi, puoi far realizzare il vero significato di Bhaktivedanta.

Firmato – il mendicante più sfortunato e insignificante A.C. Bhaktivedanta Swami, a bordo della nave Jaladuta, Commonwealth Pier, Boston, Massachusetts, U.S.A. Datato 18 settembre 1965

 

Dainya o Prapatti

Umiltà e sottomissione devozionale

(1)

hari he doyala jaya radha-nath
baro baro ei-baro loho nija sath

O Hari! Mio misericordioso Signore! Tutte le glorie a Te, che sei il Signore di Radha! Molte volte Ti ho evitato, ma questa volta, per favore, prendimi come fossi di Tua proprietà.

(2)

bahu joni brahmi’ natha! loinu saran
nija-gune kripa koro’ adhama-taran

 

O Signore, dopo aver vagato di utero in utero, ho preso rifugio in Te. Sii misericordioso, e col Tuo potere divino libera quest’anima disgraziata.

(3)

jagata-karana tumi jagata-jivan
toma chara kara nahi he radha-raman

O amante di Radha, sei Tu la sola causa e la vita stessa dell’universo. Senza di Te nessuno possiede nulla.

(4)

bhuvana-mangala tumi bhuvanera pati
tumi upekhile natha, ki hoibe gati

Tu distribuisci ogni cosa propizia per il mondo. O Signore, quale sarà il mio rifugio se Tu mi trascuri?

(5)

bhaviya dekhinu ei jagata-majhare
toma bina keho nahi e dase uddhare

Ho compreso che oltre a Te in questo mondo non esiste nessuno che possa liberare questo servitore caduto.