La scienza del sè

LA SCIENZA DELLA REALIZZAZIONE SPIRITUALE

Di Sua Divina Grazia

A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

INDICE

1 – LA SCIENZA DEL SE’

2 – LA SCELTA DEL MAESTRO SPIRITUALE

3 – ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI

4 – KRISHNA E CRISTO

5 – LO YOGA DELL’ERA MODERNA

6 – SOLUZIONI SPIRITUALI AI PROBLEMI MATERIALI

7 – RITORNO ALLA RELIGIONE ETERNA

8 – LA PERFEZIONE DELLA VITA

La scienza del sé

Indice:

1. Alla scoperta della scienza del sé.

2. Cos’è la Coscienza di Krishna?

3. Una definizione di Dio.

4. La reincarnazione.

5. Verità e bellezza.

6 Domande pertinenti.

7. La ricerca dell’anima.

ALLA SCOPERTA DELLA SCIENZA DEL SE’

Chi sei? Sei questo corpo? Sei la tua mente? O sei qualcosa di piu’ elevato? Sai chi sei, o pensi di saperlo? Ti interessa veramente? Questa ricerca del nostro vero se’ e’ stata relegata dalla societa’ materialistica, con i suoi dirigenti privi di illuminazione, a una specie di tabu’. Usiamo invece il nostro tempo prezioso per mantenere, decorare e viziare il corpo per uno scopo fine a se stesso. Esiste un’alternativa?

Il Movimento per la Coscienza di Krishna e’ destinato a salvare l’umanità dalla morte spirituale. I nostri dirigenti ciechi sviano la società perché non hanno alcuna idea dello scopo della vita, cioè della necessità di realizzarsi spiritualmente ritrovando la dimenticata relazione con Dio. Il nostro Movimento si propone d’illuminare l’umanità su questo problema fondamentale. Secondo la società vedica, la perfezione della vita consiste nel ristabilire la nostra relazione con Krishna, Dio, la Persona Suprema. La Bhagavad-gita, riconosciuta da tutti i maestri della spiritualità come la base di tutta la conoscenza vedica, ci permette di comprendere che non solo l’uomo, ma tutti gli esseri viventi sono parti integranti di Dio. La parte ha il dovere di servire il tutto, come le gambe, le mani, le dita e gli orecchi servono il corpo intero. Come esseri individuali, che fanno parte integrante di Dio, e’ nostro dovere servire Dio. In realtà, noi stiamo sempre rendendo servizio a qualcuno, alla famiglia, alla nazione o alla società, e colui che non ha nessuno da servire alleverà un cane o un gatto per diventarne il servitore. Tutto cio’ dimostra che la nostra posizione naturale e originale e’ quella di servitori; ma nonostante tutti i nostri sforzi, rimaniamo insoddisfatti, come insoddisfatta e’ la persona che serviamo. A livello materiale c’e’ solo frustrazione, perché il servizio offerto e’ mal orientato. Colui che vuole far crescere un albero, per esempio, deve annaffiarne la radice e non le foglie o i rami, altrimenti ne ricaverebbe solo un piccolo beneficio. Allo stesso modo, se si serve Dio, la Persona Suprema, tutte le Sue parti integranti saranno automaticamente soddisfatte. Il servizio che si offre al Signore include tutte le forme di beneficenza, tutte le forme di aiuto alla società, alla famiglia e alla nazione. E dovere di ogni uomo comprendere la sua posizione originale in relazione con Dio, e agire di conseguenza. Colui che ci riesce avrà raggiunto la perfezione dell’esistenza. Tuttavia, a volte un sentimento di sfida ci fa dire: “Dio non esiste!”, oppure “Io sono Dio!” o anche “Dio non m’interessa!”, ma tutti questi sono solo discorsi gratuiti. Dio esiste e Lo si puo’ vedere a ogni istante, ma se durante la nostra vita scegliamo di ignorarLo, allora Egli Si presentera’ a noi sotto l’aspetto crudele della morte. Cosi’ dovremo inevitabilmente trovarci davanti a Lui, sotto l’una o l’altra forma. Dio, la Persona Suprema, esiste sotto vari aspetti perche’ e’ la radice principale dell’intera manifestazione cosmica. In un certo senso e’ impossibile sfuggirGli. Questo Movimento per la Coscienza di Krishna non e’ animato da un cieco fanatismo religioso o dallo spirito di rivolta di qualche X nuovo arrivato. E invece un metodo scientifico e autentico che affronta il problema della nostra eterna dipendenza da Dio, la Persona Assoluta, che e’ il beneficiario supremo di ogni cosa. La coscienza di Krishna insegna l’arte di ristabilire questa relazione eterna con Dio e il modo di adempiere i nostri doveri verso di Lui. Questo Movimento ci permette cosi’ di raggiungere la piu’ alta perfezione in questa vita umana. Dobbiamo sempre ricordare che l’anima spirituale si riveste di questa forma umana solo dopo un’evoluzione di numerosi milioni di anni attraverso trasmigrazioni successive. Questa particolare forma di vita permette di risolvere il problema economico piu’ facilmente che nelle forme inferiori, le forme animali. I maiali, i cani, i cammelli, gli asini e cosi’ via devono far fronte a problemi economici importanti come i nostri, ma questi animali li risolvono in modo rudimentale, mentre l’uomo, per la legge della natura, puo’ soddisfare facilmente tutti i suoi bisogni. Perche’ l’uomo e’ cosi’ favorito rispetto a un maiale o ad altri animali? Perche’ un alto funzionario gode di privilegi maggiori di un semplice impiegato d’ufficio? Per la semplice ragione che ha responsabilita’ piu’ importanti. I doveri che spettano all’uomo sono di natura piu’ elevata di quelli dell’animale, che si preoccupa solo di riempirsi lo stomaco, ma la civilta’ attuale, riducendo l’uomo al livello animale, e’ riuscita solo a rendere piu’ complesso il problema dello stomaco vuoto. Quando, in nome della spiritualita’, avviciniamo alcuni di questi animali sapienti, essi rispondono che desiderano solo lavorare per soddisfare il loro stomaco e che e’ inutile porsi domande su Dio. Purtroppo, anche se hanno un intenso desiderio di lavorare, devono sempre far fronte al problema della disoccupazione e a numerose altre difficolta’ imposte dalle leggi della natura. Cio’ nonostante si ostinano a negare il bisogno di riconoscere che Dio esiste. La forma umana non ci e’ stata data perche’ faticassimo come maiali o cani, ma per darci la possibilita’ di raggiungere la piu’ alta perfezione della vita. Se non aspiriamo a questa perfezione, allora, per le leggi della natura, saremo obbligati a lavorare “col sudore della nostra fronte”. Alla fine di quest’era, il Kali-yuga, l’uomo sara’ costretto a lavorare come una bestia da soma per qualche briciola di pane. Questa situazione e’ gia’ in atto, e la necessita’ di un lavoro piu’ pesante a fronte di un salario minore sta crescendo di anno in anno. L’uomo non e’ destinato a faticare come la bestia, ma se non adempie i doveri che la forma umana gli assegna sara’ obbligato, per le leggi della natura, a trasmigrare nelle specie inferiori. La Bhagavad-gita spiega nei particolari che l’anima che rinasce in questo mondo materiale riceve un corpo e dei sensi che le permettono di godere della materia secondo la sua tendenza. La Bhagavad-gita insegna inoltre che coloro che falliscono nel tentativo di avvicinare Dio — in altre parole, coloro che non riescono pienamente nella coscienza di Krishna — otterranno di rinascere in una famiglia di alta condizione, materiale o spirituale. E se questo e’ il destino dei candidati sfortunati, che dire di coloro che raggiungono effettivamente il successo desiderato? Ogni sforzo, anche incompiuto, per tornare a Dio ci assicura la nascita in condizioni favorevoli. Le famiglie di spiritualisti e le famiglie ricche sono entrambe propizie all’elevazione spirituale perche’ offrono piu’ facilmente l’opportunita’ di riprendere l’avanzamento la’ dove era stato interrotto nella vita precedente. Infatti l’atmosfera che regna in queste famiglie favorisce lo sviluppo della conoscenza spirituale. La Bhagavad-gita ricorda dunque agli uomini di buona nascita che la loro fortunata posizione e’ il frutto delle loro attivita’ devozionali passate. Sfortunatamente, deviati da maya, cioe’ dall’illusione, questi uomini privilegiati spesso non manifestano interesse per la Bhagavad-gita. Il fatto di rinascere in una famiglia agiata risolve fin dall’inizio il problema del sostentamento e permette quindi una vita relativamente piu’ facile e piu’ comoda. Queste condizioni favoriscono il progresso nella realizzazione spirituale. Purtroppo, sotto l’influenza di questa eta’ del ferro — l’era delle macchine e dei robot — i figli di famiglie ricche si volgono verso il piacere dei sensi e trascurano la grande opportunita’ che e’ stata loro offerta invece di servirsene per sviluppare la loro facolta’ spirituale. Di conseguenza, anche queste situazioni ideali saranno distrutte dalle leggi della natura, come Lanka, la citta’ d’oro, fu distrutta sotto il regno del demoniaco Ravana. La Bhagavad-gita e’ uno studio preliminare alla scienza spirituale della coscienza di Krishna, e tutti i capi di Stato responsabili hanno il dovere di consultarla per tracciare i loro programmi economici, sociali, ecc. Non dobbiamo risolvere i problemi economici su basi instabili; anzi, dobbiamo trovare la soluzione definitiva ai problemi che le leggi della natura c’impongono. Se non si evolve spiritualmente, una societa’ rimane statica. L’anima da’ vita al corpo, e insieme, anima e corpo, danno vita al mondo. Noi ci preoccupiamo del corpo ma ignoriamo completamente l’anima, che lo fa vivere e muovere. Infatti, se non e’ toccato dallo spirito il corpo rimane inerte, privo di vita. Il corpo umano e’ un ottimo veicolo che ci permette di raggiungere la vita eterna; e’ simile a un vascello, raro e prezioso, che ci permette di superare l’oceano d’ignoranza dell’esistenza materiale. Su questo vascello abbiamo l’aiuto di un capitano esperto — il maestro spirituale — e, con la grazia di Dio, esso naviga col vento favorevole. Chi rifiuterebbe, dunque, con tutte queste facilitazioni, l’opportunita’ di attraversare l’oceano dell’ignoranza? Chi trascura un’occasione simile commette sicuramente un suicidio. E senz’altro molto comodo viaggiare in un vagone di prima classe, ma se il treno non va verso la destinazione giusta, a che serve uno scompartimento climatizzato? La societa’ moderna si preoccupa troppo del corpo materiale e del suo benessere, ma nessuno conosce la vera destinazione del viaggio della vita, che e’ quello di tornare a Dio. Non accontentiamoci di rimanere seduti in un comodo scompartimento, ma assicuriamoci anche che il veicolo viaggi nella destinazione desiderata. Dedicarsi al benessere del corpo materiale non apporta, a lunga scadenza, alcun beneficio reale se cio’ vuol dire dimenticare il lato fondamentale e indispensabile dell’esistenza: ritrovare la nostra perduta identita’ spirituale. Questo vascello, rappresentato dalla forma umana, e’ concepito in modo che possa dirigersi verso una meta spirituale. Purtroppo, cinque pesanti catene trattengono, come un’ancora, questo corpo ad una coscienza materiale:

1) l’attaccamento al corpo materiale, dovuto all’ignoranza delle realta’ spirituali;

2) l’attaccamento ai familiari, dovuto ai legami del corpo;

3) l’attaccamento alla terra natale e ai beni materiali — casa, immobili, proprieta’, documenti importanti, ecc.;

4) l’attaccamento alla scienza materialista, che rimane sempre confusa per mancanza di luce spirituale;

5) l’attaccamento ai costumi religiosi, ai riti, senza la conoscenza di Dio, la Persona Suprema, e dei Suoi devoti, che conferiscono un carattere sacro a queste pratiche.

La Bhagavad-gita descrive nei particolari questi attaccamenti che, come un’ancora, trattengono prigioniero il vascello del corpo umano. Il quindicesimo capitolo li paragona a un albero baniano solidamente fissato al suolo con le radici che penetrano sempre piu’ in profondita’ nel terreno; e’ molto difficile sradicare un albero cosi’ possente, ma il Signore Supremo raccomanda il seguente metodo: “Nessuno, in questo mondo, puo’ percepire la forma precisa di quest’albero. Nessuno puo’ vederne la fine, l’inizio o la base, ma con determinazione si deve abbattere quest’albero usando l’arma del distacco. Si deve poi cercare quel luogo da cui non si torna piu’ indietro una volta raggiunto, e la’ abbandonarsi alla Persona Suprema, Dio, dal Quale tutto ha inizio e nel Quale tutto dimora fin da tempo immemorabile.” (B.g. 15.3-4) Gli scienziati e i filosofi, coloro che si dedicano alla speculazione intellettuale, non sono ancora giunti ad alcuna conclusione circa la natura dell’universo; hanno soltanto avanzato diverse teorie. Alcuni dicono che l’universo e’ reale, altri lo vedono come un sogno, e altri ancora affermano che e’ eterno. Cosi’ gli eruditi di questo mondo hanno opinioni diverse, ma nessuno scienziato o teorico ha finora scoperto l’origine o i limiti del cosmo. Nessuno di loro puo’ spiegare la creazione, ne’ il principio secondo cui l’universo si mantiene nello spazio. Si limitano a formulare qualche legge teorica come, per esempio, la legge di gravita’, ma sono solo teorie. E poiche’ nessuno conosce la verita’, ognuno si affretta a promuovere la propria teoria per guadagnarsi un po’ di gloria. Resta il fatto che questo mondo materiale e’ un luogo di sofferenza e nessuno puo’ vincere questa sofferenza semplicemente con qualche ipotesi. Secondo il Signore Supremo, che conosce tutta la Sua creazione nei minimi particolari, e’ nel nostro interesse aspirare a lasciare questa esistenza miserabile. Dobbiamo dunque staccarci da tutte le cose materiali. Il modo migliore per fare buon uso di un cattivo affare e’ quello di spiritualizzare completamente la nostra esistenza materiale. Il ferro, sebbene sia differente dal fuoco, puo’ cambiare natura con un costante contatto col fuoco, e assumera’ allora le stesse caratteristiche del fuoco. Similmente, e’ impegnandoci in attivita’ spirituali, e non rimanendo inattivi, che possiamo distaccarci dalle attivita’ materiali. L’inazione e’ l’aspetto negativo dell’azione materiale, mentre l’azione spirituale rappresenta non solo la negazione dell’azione materiale, ma soprattutto il risveglio della nostra vera vita. Dovremmo essere ansiosi di conoscere la vita eterna, l’esistenza spirituale al livello del Brahman dell’Assoluto. La Bhagavad-gita descrive il regno del Brahman come la dimora eterna da cui nessuno ritorna, il regno di Dio. E inutile ricercare l’origine della nostra vita in questo mondo, come e’ inutile interrogarsi sulla causa del nostro condizionamento materiale. Ci bastera’ sapere che, per una ragione o per l’altra, questa esistenza continua da tempo immemorabile e che ora abbiamo il dovere di abbandonarci al Signore Supremo, causa prima di tutte le cause. La Bhagavad-gita descrive cosi’ le qualita’ richieste per tornare nel regno di Dio: “Colui che e’ libero dall’illusione, dall’orgoglio e dalle false relazioni, che comprende l’eterno, che e’ libero dalla lussuria e dalla dualita’ della gioia e del dolore, e sa come sottomettersi alla Persona Suprema, raggiunge questo regno eterno.” (B.g. 15.5) Colui che e’ convinto della sua identita’ spirituale ed e’ libero da ogni concezione materiale dell’esistenza, che si e’ liberato da ogni illusione e trascende le tre influenze della natura materiale (i guna), che cerca instancabilmente di capire la conoscenza spirituale e si e’ distaccato del tutto dal piacere dei sensi, puo’ tornare a Dio. Questa persona e’ chiamata amudha, contrario di mudha (sciocco e ignorante), perche’ non e’ piu’ influenzata dalla dualita’ della gioia e del dolore. La Bhagavad-gita descrive il regno di Dio con queste parole: “La Mia dimora non e’ illuminata ne’ dal sole ne’ dalla luna ne’ dall’elettricita’. Chi la raggiunge non torna mai piu’ in questo mondo.” (B.g. 15.6) Sebbene tutti i luoghi della creazione facciano parte del regno di Dio, e il Signore sia il proprietario supremo di tutti i pianeti, esiste una dimora che Gli appartiene personalmente e che e’ del tutto differente dall’universo in cui viviamo attualmente. Questa dimora e’ detta paramani, o dimora suprema. Come su questa Terra ogni Paese ha un tenore di vita differente, cosi’, tra gli innumerevoli pianeti disseminati in tutto l’universo alcuni sono detti superiori e altri inferiori. Tutti i pianeti, pero’, si trovano sotto la dipendenza dell’energia esterna, della natura materiale, e hanno bisogno dei raggi del sole o della luce del fuoco perche’ l’universo materiale e’ un luogo dove regnano le tenebre. Al di la’ di questo universo si trova il mondo spirituale, governato dall’energia superiore di Dio; le Upanisad lo descrivono cosi’: “Questo mondo non ha bisogno del sole, della luna o delle stelle e non e’ illuminato dall’elettricita’ o dal fuoco sotto una forma qualsiasi. Un riflesso di questa luce spirituale illumina tutti gli universi materiali, e poiche’ questa natura superiore e’ sempre luminosa in se stessa, si puo’ notare che una certa luce brilla anche nel piu’ profondo della notte.” Il Signore stesso ci descrive questa natura spirituale nell’ Harivamsa: “L’abbagliante luce del Brahman — l’Assoluto impersonale — illumina ogni esistenza, sia materiale che spirituale, ma sappi, o Bharata, che la radiosita’ del Brahman e’ lo sfolgorio del Mio corpo.” Queste parole sono confermate anche nella Brahma-samhita. Non dobbiamo pensare di poter raggiungere questa dimora con mezzi materiali, come, per esempio, una navicella spaziale, ma dobbiamo avere la certezza che colui che raggiunge la dimora di Krishna puo’ godere ininterrottamente di una felicita’ spirituale ed eterna. Come esseri soggetti all’errore, noi possiamo conoscere due forme di esistenza: l’esistenza materiale, sempre caratterizzata dalla sofferenza a causa della nascita, della malattia, della vecchiaia e della morte, e l’esistenza spirituale, piena di eternita’, di felicita’ e di conoscenza. Nella prima siamo dominati da una concezione materiale dell’esistenza, legata al corpo e alla mente, ma nella seconda possiamo costantemente gustare la gioiosa e trascendentale compagnia della Persona Suprema, senza che niente possa spezzare questa relazione. Il Movimento per la Coscienza di Krishna si sforza di far partecipe l’umanita’ intera di questa spiritualita’. Attualmente la nostra coscienza materiale ci lega a una concezione della vita orientata verso il piacere dei sensi, ma questa concezione puo’ essere trasformata all’istante col servizio di devozione offerto a Krishna, con la coscienza di Krishna. Se adottiamo i principi della devozione, potremo trascendere questa concezione materiale dell’esistenza e liberarci dall’influenza della virtu’, della passione e dell’ignoranza, anche se siamo impegnati in attivita’ materiali. Ogni uomo, qualunque occupazione abbia, puo’ trarre il piu’ grande beneficio dalla lettura delle opere pubblicate dal Movimento per la Coscienza di Krishna. Questi testi aiutano l’uomo a tagliare le radici dell’indistruttibile albero baniano dell’esistenza materiale. Hanno il potere di condurci gradualmente verso la rinuncia di tutto cio’ che implica questa concezione materiale e di farci gustare in ogni circostanza il nettare spirituale. Ma solo la pratica del servizio di devozione permette di raggiungere questa perfezione. Grazie a questo servizio si puo’ ottenere la liberazione (mukti) in questa vita stessa. La maggior parte delle pratiche spirituali sono offuscate dal materialismo, ma il puro servizio di devozione trascende ogni contaminazione materiale. Le persone che desiderano tornare a Dio devono semplicemente adottare i principi del Movimento per la Coscienza di Krishna e fissare la loro coscienza sui piedi di loto di Krishna, il Signore Supremo.

CHE COS’E’ LA COSCIENZA DI KRISHNA?

La seguente intervista con la giornalista indipendente Sandy Nixon avvenne nel luglio del 1975, nell’appartamento di Srila Prabhupada del centro Hare Krishna di Filadelfia.

Sandy Nixon: La mia prima domanda e’ molto importante. Che cos’e’ la coscienza di Krishna? Srila Prabhupada: “Krishna” significa Dio. Noi siamo tutti intimamente legati a Lui perche’ Egli e’ il nostro padre originale. Purtroppo abbiamo dimenticato questo legame, percio’ quando siamo interessati a sapere quale relazione abbiamo con Dio e qual e’ lo scopo della nostra vita, possiamo dire di essere coscienti di Krishna.

Sandy Nixon: Come si sviluppa la coscienza di Krishna nella persona che la pratica?

Srila Prabhupada: La coscienza di Krishna si trova gia’ nel profondo del nostro cuore, ma poiche’ siamo condizionati dall’esistenza materiale, l’abbiamo dimenticata.

Il canto del maha-mantra: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare, ravviva nell’essere questa coscienza innata. Per esempio, fino a qualche mese fa questi giovani, ragazzi e ragazze americani ed europei, non sapevano niente di Krishna; eppure ieri li abbiamo visti cantare Hare Krishna e danzare in estasi durante tutta la processione del ratha-yatra (festa annuale celebrata nelle grandi citta’ del mondo dal Movimento per la Coscienza di Krishna). Pensa che fosse artificiale? No, nessuno puo’ artificialmente cantare e danzare per molte ore. Questi giovani hanno veramente risvegliato la loro coscienza di Krishna seguendo una via autentica. La Caitanya-caritamrta (Madhya 22.107) spiega a questo proposito:

nitya-siddha Krishna-prema sadhya kabhu naya

sravanadi-suddha-citte karaye udaya

La coscienza di Krishna si trova allo stato latente nel cuore di ogni essere e si risveglia quando si entra a contatto con i devoti. La coscienza di Krishna non ha niente di artificiale; come un ragazzo sente risvegliare in se’ un’attrazione naturale per una ragazza, cosi’ chi ascolta cio’ che riguarda Krishna nella compagnia dei devoti risveglia la sua coscienza di Krishna fino ad allora assopita.

Sandy Nixon: Qual e’ la differenza tra la coscienza di Krishna e la coscienza di Cristo?

Srila Prabhupada: La coscienza di Cristo e la coscienza di Krishna sono sinonimi, ma poiche’ oggi l’uomo non rispetta piu’ le leggi e i principi del cristianesimo, cioe’ i comandamenti di Gesu’ Cristo, non puo’ elevarsi al livello della coscienza divina.

Sandy Nixon: Che cosa distingue la coscienza di Krishna da tutte le altre religioni?

Srila Prabhupada: Innanzi tutto “religione” significa conoscere e amare Dio. Questo e’ cio’ che s’intende per religione. Oggi, per mancanza di educazione, nessuno conosce Dio, che dire di amarLo! In genere, la gente si accontenta di andare in chiesa per pregare: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano.” Secondo lo Srimad-Bhagavatam questo e’ un comportamento disonesto perche’ lo scopo non e’ quello di conoscere e di amare Dio, ma di trarre un profitto personale. In altre parole, se pretendo di seguire una certa religione senza conoscere Dio e senza amarLo, la mia “religione” e’ falsa. Certamente il cristianesimo da’ ampia possibilita’ di comprendere Dio, ma nessuno e’ veramente interessato. Per esempio, la Bibbia ordina: “Non uccidere!”, eppure i mattatoi piu’ moderni sono progettati dai cristiani. Come possono diventare coscienti di Dio se non osservano i comandamenti di Gesu’ Cristo? Si puo’ dire altrettanto di tutte le religioni. Le denominazioni “indu’”, “musulmano” o “cristiano” sono solo etichette portate da uomini che non sanno chi e’ Dio ne’ come amarLo.

Sandy Nixon: Come distinguere un maestro spirituale autentico da un ciarlatano?

Srila Prabhupada: Colui che insegna l’arte di conoscere e amare Dio e’ un maestro spirituale. Talvolta alcuni furfanti ingannano la gente proclamando di essere Dio, e la gente che non sa niente di Dio crede loro sulla parola. Bisogna essere molto seri se si vuole comprendere chi e’ Dio e come amarLo. Altrimenti sara’ solo una perdita di tempo. Cio’ che distingue il nostro movimento da tutti gli altri e’ che solo noi possiamo veramente insegnare l’arte di conoscere e di amare Dio. Noi presentiamo la scienza che consiste nel conoscere Krishna, la Persona Suprema, mediante l’applicazione degli insegnamenti della Bhagavad-gita e dello Srimad-Bhagavatam. Queste opere c’insegnano che il nostro unico dovere e’ amare Dio. Non abbiamo bisogno di chiedere a Dio di provvedere ai nostri bisogni perche’ Egli Si prende cura di tutti gli esseri, anche di chi non ha religione. I cani e i gatti, per esempio, non hanno religione, eppure Krishna veglia anche su di loro. Perche’ dunque importunare Krishna per chiederGli il nostro pane quotidiano se finora ce l’ha sempre procurato? La vera religione e’ quella che c’insegna ad amare Dio. Lo Srimad-Bhagavatam (1.2.6) dice a questo proposito:

sa vai pumsam paro dharmo

yato bhaktir adhoksaje

ahaituky apratihata

yayatma suprasidati

La religione di prim’ordine insegna come amare Dio senza alcuna motivazione. Servire Dio per trarre un qualsiasi guadagno e’ commercio, non amore. Il vero amore per Dio e’ ahaituky apratihata: e’ incondizionato e niente puo’ ostacolarlo. Niente puo’ fermare colui che desidera veramente amare Dio, non importa che sia ricco o povero, giovane o vecchio, nero o bianco. Sandy Nixon: Tutte le vie portano alla stessa meta?

Srila Prabhupada: No, ci sono quattro categorie di uomini — i karmi, i jnani, gli yogi e i bhakta — e tutti raggiungono una meta differente. Il karmi agisce per ottenere un beneficio materiale. Se ne trovano molti nelle citta’, dove lavorano giorno e notte per far soldi. I karmi sono dunque coloro che agiscono per interesse. Il jnani, invece, pensa: “Perche’ lavorare duramente? Gli uccelli, le api, gli elefanti e tutte le altre creature mangiano a sazieta’ senza fare alcuno sforzo. Perche’ affaticarsi inutilmente? Cerchiamo piuttosto di risolvere i veri problemi della vita — la nascita, la morte, la vecchiaia e la malattia.” I jnani cercano di diventare immortali, pensano che se si fondono nell’esistenza di Dio potranno liberarsi dalla nascita, dalla morte, dalla vecchiaia e dalla malattia. Lo yogi, invece, cerca di ottenere poteri soprannaturali per poter compiere cose meravigliose. Per esempio, puo’ diventare molto piccolo: se lo chiudete a chiave in una stanza, potra’ uscire da una piccolissima fessura. Questi giochi di magia gli valgono la fama di persona prestigiosa. Naturalmente i nostri yogi moderni sono abili solo nella ginnastica perche’ non possiedono alcun potere effettivo. Il vero yogi ha poteri di carattere materiale che non hanno niente di spirituale. Riassumendo, lo yogi ricerca i poteri soprannaturali, il jnani vuole liberarsi dalle sofferenze della vita, e il karmi aspira a un guadagno materiale. Il bhakta — il devoto del Signore — non desidera niente per se’. Vuole solo servire Dio per amore, come una madre si sacrifica per il proprio figlio. Per la madre non esiste questione d’interesse personale, e’ per puro affetto che si prende cura del figlio. Raggiungerete la perfezione solo quando arriverete a un simile stadio d’amore per Dio. Il karmi, il jnani e lo yogi non possono conoscere Dio; solo il devoto puo’. Krishna dice nella Bhagavad-gita, bhaktya mam abhijanati: “Solo con il servizio di devozione Mi si puo’ conoscere cosi’ come sono/’ (B.g. 18.55) Krishna non ha raccomandato nessun’altra via per conoscerLo. Se volete veramente conoscerLo e amarLo, dovete accettare la via della devozione e nessun’altra. Le altre vie, qualunque esse siano, non vi serviranno a niente.

Sandy Nixon: Quale cambiamento avviene nella persona che segue questa via?

Srila Prabhupada: Non si tratta di cambiamento. La coscienza di Krishna non e’ altro che la vostra coscienza originale, ora coperta da uno spesso strato di polvere. Dovete liberarvi di questa polvere se volete che la vostra coscienza ritrovi la sua purezza originale. La coscienza e’ come l’acqua pura. L’acqua e’ limpida per natura, e quando diventa fangosa e’ sufficiente filtrarla perche’ riacquisti la sua purezza, la sua limpidezza originale.

Sandy Nixon: Si puo’ migliorare sul piano sociale diventando coscienti di Krishna?

Srila Prabhupada: Si’. Come lei puo’ constatare, i miei discepoli non bevono sostanze alcoliche, non mangiano carne, sono molto puliti e godono di ottima salute, protetti da tutte le malattie serie. In realta’, il fatto di non mangiare piu’ carne non e’ un sintomo di coscienza di Krishna ma di civilta’. Dio ha dato all’uomo una grande varieta’ di cibo: deliziosi frutti, ortaggi e cereali, e il latte, che e’ un alimento di prima qualita’. Col latte si possono preparare centinaia di piatti nutrienti, ma ormai nessuno ne conosce l’arte. Oggi si preferisce mantenere immensi mattatoi e mangiare la carne. L’umanita’ non si e’ neppure civilizzata: solo l’uomo selvaggio uccide bestie innocenti per mangiarsele. L’uomo veramente civile conosce l’arte di cucinare piatti nutrienti col latte. A Nuova Vrindavana per esempio, nella nostra comunita’ rurale della Virginia Occidentale, negli Stati Uniti, produciamo centinaia di prodotti del latte, tutti squisiti. I visitatori si stupiscono nel vedere quanti piatti deliziosi si possono ottenere col latte. Il sangue della mucca ha certamente molte qualita’ nutritive, ma l’uomo civile ne beneficia sotto forma di latte. Il latte, infatti, non e’ altro che il sangue della mucca trasformato. Dal latte si possono ricavare lo yogurt, il formaggio, il ghee (burro chiarificato) e altri prodotti. E mischiandoli con i cereali, la frutta e le verdure, si ottengono centinaia di pietanze. Questo e’ cio’ che s’intende per civilta’. Civilta’ non e’ uccidere direttamente un animale per divorarne la carne. In tutta innocenza, le mucche mangiano l’erba che fornisce loro il Signore e producono il latte di cui l’uomo si nutre. Pensa che sia civile sgozzarle per poi mangiare la loro carne?

Sandy Nixon: No, sono perfettamente d’accordo con lei… Sono invece curiosa di chiarire un altro punto: si devono accettare i Veda alla lettera o si puo’ dare loro un significato simbolico? Srila Prabhupada: No. Non bisogna prenderli simbolicamente, ma cosi’ come sono. Ecco perche’ noi presentiamo la Bhagavad-gita cosi’ com’e’.

Sandy Nixon: I suoi sforzi mirano a far rivivere in Occidente il sistema delle caste? La Gita menziona che…

Srila Prabhupada: In quale punto la Bhagavad-gita menziona il sistema delle caste? Krishna dice, catur-varnyam maya srstam guna karma-vibhagasah: “Ho creato le quattro divisioni della societa’ secondo le tendenze e i doveri dell’uomo.” (B.g. 4.13) Per esempio, lei puo’ notare che nella societa’ si trovano sia gli ingegneri sia i medici. Ma si puo’ dire che essi appartengano a caste differenti — che uno appartiene alla casta degli ingegneri e l’altro a quella dei medici? No, se qualcuno si e’ laureato alla facolta’ di medicina e’ accettato come medico, e se un altro ha ottenuto la laurea d’ingegnere e’ riconosciuto come tale. Allo stesso modo, la Bhagavad-gita divide la societa’ in quattro gruppi: quello degli uomini che hanno un’intelligenza superiore, quello degli amministratori, quello dei produttori, e infine quello dei semplici lavoratori. Queste divisioni sono naturali. Prendiamo, per esempio, il gruppo degli intellettuali. Per rispondere veramente ai requisiti propri degli uomini d’elite, come li definisce la Bhagavad-gita, essi dovranno necessariamente ricevere una formazione, come un ragazzo intelligente dovra’ essere formato in una universita’ per diventare un medico qualificato. Cosi’, nella coscienza di Krishna, gli uomini intelligenti imparano a controllare la mente e i sensi, a essere veritieri, puliti, sia interiormente sia esteriormente, a essere saggi, a mettere in pratica la loro conoscenza nella vita quotidiana e a diventare coscienti di Dio. Tutti questi ragazzi (Prabhupada, con un gesto, indica i suoi discepoli) sono dotati di una grande intelligenza e noi insegniamo loro come farne buon uso. Non stiamo instaurando il sistema delle caste, secondo cui qualsiasi furfante nato in una famiglia di brahmana e’ automaticamente riconosciuto brahmana. Anche se ha le abitudini di un uomo di bassa classe, sara’ ugualmente accettato come un uomo di prima classe solo per il fatto che e’ nato in una famiglia di brahmana. Noi non accettiamo una cosa simile. Lo riconosciamo come uomo di prima classe se ha ricevuto una formazione brahminica. Non importa essere indiani, europei o americani, di bassa o di alta nascita, tutto cio’ non ha alcuna importanza. Qualsiasi uomo intelligente puo’ ricevere una formazione che lo conduca a seguire principi superiori di vita. Noi vogliamo smentire questa idea assurda secondo cui imponiamo il sistema delle caste ai nostri discepoli. Noi semplicemente selezioniamo uomini intelligenti e li educhiamo in modo che diventino persone ideali sotto ogni aspetto.

Sandy Nixon: Che cosa pensa della liberazione della donna?

Srila Prabhupada: Questa pretesa parita’ di diritti e’ sinonimo d’inganno da parte dell’uomo. Supponga che un uomo e una donna s’incontrino, s’innamorino e abbiano rapporti sessuali; quando la donna rimane incinta, l’uomo sparisce e la donna deve provvedere alle necessita’ del bambino andando a mendicare dallo Stato, oppure deve uccidere il figlio ricorrendo all’aborto. Questo e’ cio’ che s’intende per indipendenza della donna… In India, anche se una donna vive nella poverta’, resta almeno sotto la protezione del marito e questi ne e’ responsabile. Quando e’ incinta non si trova a dover uccidere suo figlio o andare a mendicare per mantenerlo. Mi dica allora che cosa significa vera indipendenza — rimanere sotto la protezione di un marito o diventare un oggetto di piacere sfruttato da tutti?

Sandy Nixon: E sul piano spirituale la donna puo’ anche lei riuscire nella coscienza di Krishna? Srila Prabhupada: Noi non facciamo nessuna distinzione di sesso. Offriamo la coscienza di Krishna sia all’uomo sia alla donna. Uomo, donna, ricco, povero: tutti sono benvenuti. Krishna dice nella Bhagavad-gita:

vidya-vinaya-sampanne

bra’hmane gavi hastini

suni caiva svapake ca

panditah sama-darsinah

“L’umile saggio, illuminato dalla vera conoscenza, vede con occhio equanime il brahmana nobile ed erudito, la mucca, l’elefante, il cane e il mangiatore di cani (l’intoccabile).” (B.g. 5.18)

Sandy Nixon: Puo’ spiegarmi il significato del mantra Hare Krishna?

Srila Prabhupada: E molto semplice. Hare significa “O energia del Signore” e Krishna “O Krishna”. Come nel mondo materiale si trovano il principio maschile e quello femminile, cosi’ Dio e’ il maschio originale (purusa), e la Sua energia (prakrti) e’ il principio femminile originale. Percio’, quando cantiamo Hare Krishna preghiamo: “O Krishna, o energia di Krishna, impegnatemi al Vostro servizio.”

Sandy Nixon: Per favore, puo’ raccontarmi brevemente la sua vita e come ha scoperto di essere il maestro spirituale del Movimento per la Coscienza di Krishna?

Srila Prabhupada: La mia storia e’ molto semplice. Ero sposato e padre di famiglia — adesso sono nonno — quando il mio maestro spirituale mi ordino’ di andare in Occidente per predicare il culto della coscienza di Krishna. Su sua richiesta ho lasciato tutto e ora sto cercando di eseguire il suo ordine e quello di Krishna.

Sandy Nixon: Quanti anni aveva quando il suo maestro le chiese di andare in Occidente?

Srila Prabhupada: Fin dal nostro primo incontro mi ordino’ di andare a predicare la coscienza di Krishna in Occidente. Allora avevo venticinque anni, ero sposato e padre di due figli. Feci del mio meglio per obbedire al suo ordine e cominciai a pubblicare la rivista Back to Godhead nel 1944, quando ero ancora padre di famiglia. Ma fu nel 1959, dopo che ebbi rinunciato alla vita familiare, che cominciai a scrivere libri. Infine, nel 1965, partii per gli Stati Uniti.

Sandy Nixon: Lei ha detto di non essere Dio, eppure, guardando dall’esterno, sembra che i suoi discepoli la trattino come se lei lo fosse.

Srila Prabhupada: Infatti, questo e’ il loro dovere. Il maestro spirituale dev’essere onorato come Dio perche’ compie la Sua volonta’, come il rappresentante del capo di Stato deve ricevere un rispetto uguale a quello offerto al capo di Stato perche’ ne esegue gli ordini. Se un semplice poliziotto si presenta a casa vostra, per esempio, dovete rispettarlo perche’ rappresenta lo Stato. Ma cio’ non significa che lui sia il capo di Stato. Saksad-dharitvena samasta sastrair / uktas tatha bhavyata eva sadbhih: “Il maestro spirituale dev’essere onorato come il Signore Supremo perche’ Ne e’ il servitore piu’ intimo; questo e’ cio’ che confermano tutte le Scritture e cio’ che riconoscono tutte le autorita’ in materia spirituale.” (Gurv-astaka, 7) Sandy Nixon: Mi stupisce anche tutta questa ricchezza materiale che i suoi discepoli le offrono. Per esempio, lei ha lasciato l’aeroporto a bordo di un’automobile di lusso. Mi stupisco perche’… © 2013 Copia abbreviata per valutazione in formato

Srila Prabhupada: In questo modo i discepoli imparano a considerare il maestro spirituale come non differente da Dio. Per offrire al rappresentante di Stato lo stesso rispetto dovuto al capo di Stato, dovete trattarlo con riguardo. Se accordate al maestro spirituale lo stesso rispetto che a Dio, dovete offrirgli gli stessi vantaggi che offrireste a Dio. Dio viaggerebbe su un’automobile d’oro, e se i discepoli offrissero al loro maestro spirituale un’automobile qualsiasi, non sarebbe adeguato perche’ egli dev’essere trattato come Dio. Se Dio venisse a casa vostra, Lo portereste su un’utilitaria o Lo fareste accomodare su un’auto d’oro?

Sandy Nixon: Uno degli aspetti della coscienza di Krishna piu’ difficili da accettare per un osservatore e’ la presenza della murti (la Divinita’ nel tempio) e il fatto che rappresenti Krishna. Puo’ spiegarmelo in poche parole?

Srila Prabhupada: Si’. Poiche’ al momento non siete educati a vedere Krishna, Egli, nella Sua misericordia, Si manifesta in questa forma affinche’ possiate vederLo. Voi potete vedere il legno o la pietra, ma non cio’ che e’ spirituale. Immaginiamo che suo padre sia all’ospedale e sia appena morto. Piangendo al suo capezzale lei direbbe: “Ci ha lasciato!” Perche’ direbbe una cosa simile? Che cosa se n’e’ andato?

Sandy Nixon: Il suo spirito, naturalmente.

Srila Prabhupada: Ha mai visto questo spirito?

Sandy Nixon: No, mai.

Srila Prabhupada: Non si puo’ vedere lo spirito. Dio e’ lo Spirito Supremo. In realta’, Egli e’ tutto — tutto cio’ che e’ materiale e tutto cio’ che e’ spirituale —, ma voi non potete vederLo nella Sua forma spirituale. Percio’ Egli Si manifesta, grazie alla Sua infinita misericordia, nella forma di murti, fatta di legno o di pietra, affinche’ voi possiate vederLo.

Sandy Nixon: La ringrazio molto.

Srila Prabhupada: Hare Krishna.

UNA DEFINIZIONE DI DIO

Conferenza Srila Prabhupada

Signori e signore, vi sono profondamente grato per la vostra partecipazione a questo Movimento per la Coscienza di Krishna. Quando questa Associazione fu fondata nel 1966, a New York, un amico mi consiglio’ di chiamarla Associazione per la Coscienza di Dio. Secondo lui, il nome Krishna aveva un carattere settario. Anche il dizionario presenta Krishna come un dio indu’, ma se proprio vogliamo dare un nome a Dio, questo nome non puo’ essere altro che Krishna. In realta’, Dio non ha nomi, o meglio, nessuno sa quanti nomi abbia; infatti, poiche’ Dio e’ illimitato, anche i Suoi nomi sono illimitati. Di conseguenza, non possiamo limitarci a un solo nome. Per esempio, Krishna viene chiamato talvolta “Yasoda-nandana”, il figlio di madre Yasoda, o “Devaki-nandana” il figlio di Devaki, o anche “Vasudeva-nandana” il figlio di Vasudeva, oppure “Nanda-nandana”, il figlio di Nanda. A volte viene chiamato anche “Partha-sarathi”, a indicare il Suo ruolo di cocchiere del carro di Arjuna, il quale e’ conosciuto anche col nome di “Partha”, o figlio di Pritha. Dio intrattiene con i Suoi devoti molteplici relazioni alle quali corrispondono i vari nomi che Gli sono attribuiti. Poiche’ queste relazioni sono infinite, come infinito e’ il numero dei Suoi devoti, i nomi di Dio sono anch’essi infiniti. Non si puo’ quindi sceglierne uno in particolare. Il nome Krishna, tuttavia, significa “infinitamente affascinante”. Dio, infatti, affascina tutti gli esseri, e questa e’ precisamente la definizione della parola Dio. Sulle numerose illustrazioni che rappresentano Krishna a Vrindavana possiamo notare effettivamente che Egli attrae le mucche, i vitelli, gli uccelli, gli animali, gli alberi, le piante e perfino i corsi d’acqua. I giovani mandriani, le giovani amiche, le gopi, Nanda Maharaja, i Pandava e l’umanita’ intera sono affascinati da Lui. Percio’, se si vuole attribuire a Dio un nome particolare, questo nome dev’essere “Krishna”. Il grande saggio Parasara Muni, padre di Vyasadeva, autore di tutte le Scritture vediche, da’ la seguente definizione di Dio (Visnu Purana, 6.5.47):

aisvaryasya samagrasya

viryasya yasasah sriyah

jnana-vairagyayos caiva

sannam bhaga itingana

Bhagavan, Dio, la Persona Suprema, e’ definito come Colui che manifesta la Sua opulenza in sei perfezioni assolute: forza, fama, ricchezza, conoscenza, bellezza e rinuncia. Bhagavan, la Persona Suprema, e’ il proprietario di ogni ricchezza. Esistono molti uomini ricchi in questo mondo, ma nessuno puo’ pretendere di possedere tutte le ricchezze o godere di un’opulenza senza pari. Lo Srimad-Bhagavatam c’informa che Krishna, durante il Suo soggiorno sulla Terra, aveva 16.108 mogli e ciascuna di loro abitava in un palazzo di marmo incastonato di pietre preziose. Le stanze erano arredate con mobili in oro e avorio e vi era dappertutto grande opulenza. Questa favolosa ricchezza e’ descritta con abbondanza di particolari nelle pagine dello Srimad-Bhagavatam. Mai, nella storia del mondo, si e’ sentito parlare di qualcuno che abbia sposato 16.108 mogli in 16.108 palazzi. Inoltre Krishna non visitava le Sue spose separatamente, una dopo l’altra, ma viveva simultaneamente in ognuno dei Suoi 16.108 palazzi. Cio’ significa che Egli doveva moltiplicarsi in 16.108 forme, cosa impossibile per un essere umano, ma che non presenta alcuna difficolta’ per Dio. Se Dio e’ illimitato puo’ moltiplicarsi in un numero infinito di forme, altrimenti il termine illimitato perderebbe il suo significato. Dio e’ onnipotente, puo’ dunque sposare non solo sedicimila regine, ma anche sedici milioni senza difficolta’, altrimenti il termine onnipotente perderebbe tutto il suo significato. Il Suo fascino risiede proprio nelle Sue capacita’. Non si puo’ negare che la ricchezza conferisca a chi la possiede un notevole potere d’attrazione. In America, per esempio, Rockefeller e Ford godono di un grande prestigio grazie alla loro fortuna economica, eppure sono ben lontani dal possedere tutte le ricchezze del mondo. Possiamo quindi immaginare il fascino infinito che puo’ esercitare il Signore Supremo, che possiede tutte le ricchezze. Krishna gode anche di una forza illimitata, che manifesto’ dal giorno stesso del Suo avvento in questo mondo. Aveva solo tre mesi quando la strega Putana tento’ di ucciderLo; ma fu lei a essere uccisa da Krishna. Tale e’ la Sua potenza. Dio e’ Dio da sempre. Non Lo diventa con un po’ di meditazione o con qualche potere soprannaturale. Krishna non e’ quel genere di Dio. Krishna e’ Dio fin dal primo istante della Sua apparizione. La fama di Krishna e’ anch’essa illimitata. I Suoi devoti, naturalmente, Lo conoscono e Lo glorificano, ma esistono anche milioni di persone nel mondo che apprezzano gli insegnamenti da Lui rivelati nella Bhagavad-gita. Filosofi, psicologi e teologi di tutto il mondo leggono quest’opera grandiosa. Anche la nostra Bhagavad-gita cosi’ com’e’ ha un grande successo di distribuzione perche’ questo e’ oro puro. Esistono numerose edizioni della Bhagavad-gita, ma sono prive di purezza. Se la nostra traduzione ha un grande successo, e’ perche’ noi presentiamo la Bhagavad-gita cosi’ com’e’, nella sua purezza originaria. La fama della Bhagavad-gita e’ anche la fama di Krishna. La bellezza e’ un’altra delle qualita’ che costituiscono l’opulenza di Krishna e questa bellezza non ha limiti. Essa si estende anche a tutto cio’ che Lo circonda. Di fronte a tutte le meraviglie contenute nel mondo in cui viviamo e che i poeti hanno cantato da tempo immemorabile difficilmente possiamo concepire il fascino infinito di Dio, il creatore dell’intera manifestazione cosmica. Il fascino di una persona deriva anche dalla conoscenza che essa manifesta. Uno scienziato o un filosofo potranno affascinarci, ma chi potrebbe offrirci una conoscenza sublime come quella che Krishna ci ha dato nella Bhagavad-gita? Niente nel mondo intero puo’ essere paragonato a questa conoscenza. Krishna possiede anche la rinuncia completa (vairagya). Krishna regna su tutte le cose di questo mondo, ma non Si trova personalmente presente in questo mondo. Come una grande azienda puo’ continuare a funzionare anche in assenza del proprietario, le energie di Krishna agiscono sotto la direzione dei Suoi assistenti, gli esseri celesti. In questo modo Krishna non entra in contatto col mondo materiale, come spiegano chiaramente le Scritture rivelate. Dio, quindi, ha molti nomi secondo le Sue diverse attivita’, ma poiche’ possiede una tale opulenza da affascinare tutti gli esseri e’ chiamato Krishna. Le Scritture vediche affermano che Dio ha innumerevoli nomi, ma tra questi Krishna e’ il principale. Lo scopo del Movimento per la Coscienza di Krishna e’ quello di diffondere il nome di Dio, le Sue glorie, le Sue attivita’, la Sua bellezza e il Suo amore. Tutto cio’ che esiste in questo mondo si trova in origine nella Persona di Krishna. La sessualita’, per esempio, gioca un ruolo predominante nel mondo materiale, ed essa e’ ugualmente presente in Krishna. Noi dedichiamo la nostra adorazione a Radha e Krishna che sono anch’Essi uniti da questa attrazione; ma poiche’ la loro attrazione e’ spirituale non e’ dello stesso tipo di quella che conosciamo nel mondo materiale. In Krishna la sessualita’ e’ reale mentre in questo mondo e’ illusoria. Tutto cio’ che si trova qui e’ presente anziche’ nel mondo spirituale, nella sua essenza primordiale, mentre il mondo materiale ce ne offre solo un riflesso, senza sostanza reale. Nessuno fa attenzione ni manichini che ornano le vetrine dei grandi magazzini, perche’ si sa bene che non sono vivi. Per quanto belli siano, sono falsi. Cosi’ e’ anche per la bellezza di una doma. Cio’ che la rende bella ni nostri occhi e’ l’anima spirituale che vive in lei. Il corpo e’ solo un insieme di materia inerte e non appena l’anima lo lascia, non vale piu’ di un manichino privo di vita. Il vero fattore, la vera forza di attrazione e’ l’anima spirituale. Tutto l’universo materiale e’ costituito di materia inerte; si tratta quindi solo di un’imitazione. Ma la realta’ delle cose esiste nel mondo spirituale, e coloro che hanno letto la Bhagavad-gita possono avere un’idea di quest’altro mondo (B.g. 8.20):

paras tasmat tu bhavo ‘nyo

‘vyakto ‘vyaktat sanatanah

yak sa sarvesu bhutesu

nasyatsu na vinasyati

“Esiste tuttavia un’altra natura non manifestata, che e’ eterna e trascende la materia manifestata e non manifestata. E suprema e non e’ mai annientata. Quando tutto in questo mondo e’ dissolto ossa rimane intatta.” Gli scienziati cercano di calcolare le dimensioni di questo mondo materiale, ma non possono fan neanche il primo passo in questa ricerca. Occorrerebbero numerose migliaia di anni per raggiungere la stella piu’ vicina, che dire di raggiungere il mondo spirituale! Se non si puo’ conoscere questo mondo materiale, come conoscere cio’ che si trova al di la’ di esso? E necessario, quindi, capire che dobbiamo attingere la conoscenza da una fonte autorizzata. Nessuna fonte puo’ essere piu’ autorevole di Krishna, perche’ ogni conoscenza proviene da Lui. Nessuno possiede una saggezza e una conoscenza superiori a quelle di Krishna. Krishna ci rivela che al di la’ del mondo materiale, che rappresenta solo un quarto dell’intera creazione, esiste un universo spirituale incomparabilmente piu’ grande, con innumerevoli pianeti. Anche la popolazione del mondo materiale rappresenta solo una piccola frazione del numero totale degli esseri viventi. Come i prigionieri non sono che una piccola percentuale dell’intera popolazione, cosi’ coloro che vivono nel mondo materiale, che puo’ essere paragonato a una prigione, non sono che una minima parte dell’insieme degli esseri viventi. Qui sono condannati a vivere i delinquenti, coloro che si ribellano a Dio. I criminali sostengono a volte di non avere niente a che vedere col governo, cio’ nonostante sono arrestati e puniti; la stessa cosa succede agli esseri viventi che sfidano l’autorita’ del Signore Supremo: sono relegati in questo mondo materiale. In origine siamo tutti parti integranti di Dio, uniti a Lui come i figli al padre. Anche i cristiani considerano Dio come il padre supremo e dicono nella loro preghiera: “Padre nostro che sei nei cieli.” Questa concezione di Dio si ritrova nella Bhagavad-gita (14.4):

sarva-yonisu kaunteya

murtayah sambhavanti yah

tasam brahma mahad yonir

aham blja-pradah pita

“Sappi, o figlio di Kunti, che la vita di tutte le specie e’ resa possibile dalla nascita in questa natura materiale, e Io sono il padre che da’ il seme.” Esistono 8.400.000 specie viventi: le forme di vita acquatica, le piante, gli uccelli, gli animali terrestri, gli insetti e gli esseri umani. Questi ultimi, per la maggior parte, formano popolazioni non civilizzate e tra le specie umane dette civilizzate, rare sono quelle che si volgono verso la vita spirituale. La maggior parte dei cosiddetti spiritualisti s’identifica soltanto con dei nomi: indu’, musulmani, cristiani, e cosi’ via. Alcuni s’impegnano in attivita’ filantropiche, fanno la carita’ ai poveri o aprono scuole e ospedali. Questo altruismo corrisponde alla via detta karma-kanda, e tra milioni di questi karma-kandi si trovera’ un jnani (“colui che sa”). Tra milioni di jnani solo, forse, raggiungera’ la liberazione, e tra miliardi di anime liberate una forse sara’ capace di comprendere Krishna. Krishna stesso lo conferma nella Bhagavad-gita (7.3):

manusyanam sahasresu

kascid yatati siddhaye

yatatam api siddhanam

kascin marh vetti tattvatah

“Tra migliaia di uomini, forse uno cerchera’ la perfezione, e tra coloro che la raggiungono, raro e’ colui che Mi conosce veramente.” E’ molto difficile, quindi, comprendere Krishna, ma benche’ si tratti di un argomento difficile, Dio descrive Se stesso nella Bhagavad-gita e insieme descrive la natura materiale, la natura spirituale, l’essere vivente e l’Anima Suprema. Ogni argomento e’ dunque trattato in modo esauriente nella Bhagavad-gita. Benche’ sia molto difficile comprendere Dio, diventa facile quando il Signore Si rivela a noi. Questo, infatti, e’ l’unico modo per poterLo conoscere. Sarebbe impossibile conoscerLo con i nostri sforzi intellettuali, perche’ Dio e’ illimitato, mentre noi siamo limitati. Con la nostra percezione e conoscenza limitate come potremmo comprendere cio’ che e’ illimitato? Tuttavia, se accettiamo la spiegazione che Egli stesso ci da’, possiamo riuscire a comprenderLo, e cio’ rappresenta la perfezione. Le speculazioni su Dio non ci porteranno da nessuna parte. Il ragazzo che vuole conoscere l’identita’ di suo padre dovra’ interrogare la madre. La madre gli dira’: “Mio caro ragazzo, questo e’ tuo padre.” In questo modo la conoscenza e’ perfetta. Potra’ naturalmente fare ogni sorta di ipotesi e domandare a chiunque incontri: “E lei mio padre?” Ma questo procedimento non gli permettera’ mai di avere un’informazione sicura e il ragazzo non riuscira’ mai a identificare suo padre. La soluzione piu’ semplice consiste nel ricevere la conoscenza da un’autorita’ in materia, nel caso specifico, dalla madre. Cosi’ e’ anche per la conoscenza spirituale. Il mondo spirituale non e’ alla portata delle nostre speculazioni, ma Dio dice: “Esiste un mondo spirituale e li’ si trova la Mia dimora.” In questo modo riceviamo la conoscenza da Krishna, l’autorita’ migliore. Noi possiamo non essere perfetti, ma la nostra conoscenza lo e’ perche’ proviene da Krishna, che e’ la sorgente perfetta. Lo scopo del Movimento per la Coscienza di Krishna e’ quello di trasmettere a tutta l’umanita’ la conoscenza perfetta, con la quale poter comprendere chi siamo, chi e’ Dio, che cos’e’ il mondo materiale, perche’ ci troviamo qui, perche’ esistono tante sofferenze e disgrazie, perche’ dobbiamo morire. Nessuno vuole morire, ma la morte e’ inevitabile. Nessuno vuole diventare vecchio, eppure si deve invecchiare. Nessuno vuole ammalarsi, ma la malattia colpisce tutti gli esseri. Questi sono i veri problemi dell’esistenza, e restano irrisolti. Il progresso si sforza di migliorare l’alimentazione, il sonno, la vita sessuale e i mezzi di difesa, ma tutto cio’ non risolve i veri problemi. L’uomo dorme, il cane anche, e non e’ certo il fatto di vivere in un bell’appartamento che rende l’essere umano superiore all’animale. In entrambi i casi l’attivita’ e’ la stessa: dormire. Per difendersi l’uomo ha inventato le armi nucleari, ma il cane possiede denti che gli permettono ugualmente di difendersi. In entrambi i casi si tratta di difendersi. L’uomo puo’ affermare che avendo la bomba atomica puo’ conquistare l’intero universo, ma questo non e’ possibile. Non sono i mezzi di difesa perfezionati, ne’ il fatto di aver perfezionato l’arte di mangiare, dormire e accoppiarsi che rendono l’uomo un essere superiore. Questo progresso puo’ tutt’al piu’ essere definito animalismo sofisticato. Conoscere Dio e’ il vero progresso, e se siamo privi di questa conoscenza vuol dire che non siamo veramente progrediti. Numerosi sono gli sciocchi che negano l’esistenza di Dio e cosi’ si credono liberi di continuare le loro attivita’ colpevoli. Forse l’idea che Dio non esista e’ di loro gradimento, ma il fatto di negare Dio non basta per farLo “morire”. Dio esiste, e con Lui esistono le Sue leggi. Al Suo ordine il sole sorge, la luna appare, i fiumi scorrono e l’oceano segue il ritmo delle maree. Ogni cosa agisce sotto la Sua direzione. Di fronte all’armonia dell’universo, come uno spirito razionale potrebbe pensare che Dio e’ morto? Per esempio, l’esistenza di un certo ordine all’interno di un Paese indica chiaramente la presenza di un governo. Coloro che non conoscono Dio affermano che Egli non esiste, che e’ morto o che non ha forma. Ma noi abbiamo la ferma convinzione che Dio esiste, e che Krishna e’ Dio. Per questo motivo Gli dedichiamo la nostra adorazione. Questo e’ il metodo della coscienza di Krishna. Cercate di comprenderlo. Grazie molte.

La Reincarnazione

Nell’agosto del 1976 Srila Prabhupada trascorse alcune settimane al Bhaktivedanta Manor, circa 25 chilometri a nord di Londra. In quel periodo Mike Robinson, dell’ufficio della Radiodiffusione di Londra, lo intervisto’.

Mike Robinson: Puo’ dirmi quali sono le basi della sua fede? In che cosa consiste la filosofia del Movimento Hare Krishna?

Srila Prabhupada: Prima di tutto, la coscienza di Krishna non e’ mia fede, ma una scienza. La prima tappa consiste nel sapere cio’ che distingue un corpo vivente da un cadavere. In che cosa differiscono? Quando qualcuno muore, l’anima spirituale, cioe’ la forza vivente, lascia il corpo e per questo motivo si dice i he il corpo e’ morto. Vi sono quindi due elementi: il corpo, e la forza vivente all’interno del corpo. Cio’ che a noi interessa e’ la forza vivente; questo interesse e’ cio’ che distingue la scienza della coscienza di Krishna, che e’ spirituale, dalla scienza comune, che e’ materiale. Al primo approccio, quindi, l’uomo comune avra’ difficolta’ ad apprezzare il nostro Movimento, in quanto egli deve cominciare col capire di essere un’anima spirituale, o almeno qualcosa di diverso dal corpo.

Mike Robinson: E quando arriveremo a capirlo?

Srila Prabhupada: Anche subito, se vogliamo, ma occorre una certa intelligenza. Prendiamo l’esempio di un bambino che cresce e diventa ragazzo, poi giovane, poi adulto e infine vecchio. Nel corso di questa evoluzione, benche’ il suo corpo passi dall’infanzia alla vecchiaia, egli si sente sempre la stessa persona, e’ consapevole di mantenere la stessa identita’. Rifletta: il corpo cambia, ma chi lo occupa, cioe’ l’anima, resta lo stesso. Possiamo cosi’ concludere, in tutta logica, che alla fine di questo corpo dovremo rivestirci di un corpo nuovo. Questo e’ cio’ che si chiama trasmigrazione dell’anima.

Mike Robinson: Quando si muore e’ solo il corpo fisico che muore?

Srila Prabhupada: Esattamente. Cio’ e’ spiegato in modo molto elaborato nella Bhagavad-gita (2.20): na jayate mriyateva kadacin… na hanyate hany amane sarire.

Mike Robinson: Cita spesso le Scritture?

Srila Prabhupada: Si’, noi facciamo molte citazioni. La coscienza di Krishna offre un’educazione seria, non e’ una religione qualunque. (Rivolgendosi a un discepolo) Cerca questo verso nella Bhagavad-gita.

Il discepolo: na jayate mriyate va kadacin nayam bhiitva bhavita va na bhiiyah ajo nityah sasvato ‘yam purano na hanyate hany amane sarfre “Per l’anima non c’e’ ne’ la nascita ne’ la morte. Esiste e non smette mai di esistere. Non nasce, non muore, e’ eterna, originale, non ebbe mai inizio e non avra’ mai fine. Non muore quando il corpo muore.”

Mike Robinson: Grazie molte per la lettura di questo verso. Puo’ darmi ancora qualche spiegazione? Se l’anima e’ immortale, tutti tornano a Dio dopo la morte?

Srila Prabhupada: Non necessariamente. Bisogna avere acquisito le qualita’ per tornare a Dio nel corso della vita, solo in questo caso si puo’ tornare a Dio. Altrimenti si deve riprendere un corpo materiale, ed esistono 8.400.000 differenti tipi di corpi. Per opera delle leggi della natura ciascuno riceve un corpo particolare, secondo i suoi desideri e il suo karma. E’ esattamente come contrarre una malattia e quindi manifestare i segni patologici propri di quella malattia. E difficile da capire?

Mike Robinson: Diciamo che e’ difficile capire tutto.

Srila Prabhupada: Supponiamo che un uomo contragga il vaiolo. Sette giorni dopo i sintomi appariranno. Come si chiama questo periodo di tempo?

Mike Robinson: Incubazione?

Srila Prabhupada: Si’, proprio cosi’. Non si puo’ evitare. Se ci si ammala, la malattia evolvera’ finche’ i sintomi appariranno; questa e’ la legge della natura. Similmente, nel corso di questa vi la subiamo in un certo modo l’influenza dell’energia materiale e questo condizionamento particolare determinera’ il corpo che occuperemo nella prossima vita. Tutto cio’ s’inserisce rigorosamente nel quadro delle leggi della natura a cui tutti gli esseri sono sottoposti. Gli uomini dipendono completamente da queste leggi ma, nella loro ignoranza, credono di essere liberi. In realta’ immaginano di essere liberi, ma sono completamente subordinati alle leggi della natura. Cosi’ le nostre azioni — colpevoli o pie secondo i casi — determineranno la nostra prossima nascita.

Mike Robinson: Potrebbe riprendere questa idea? Lei dice che nessuno e’ libero; si deve dedurre quindi che la persona che agisce bene si prepara in qualche modo un buon futuro? Srila Prabhupada: Si’.

Mike Robinson: Siamo quindi liberi di scegliere cio’ che ci sembra importante? Certamente la religione e’ importante purche’ chi crede in Dio e vive in modo virtuoso…

Srila Prabhupada: Non e’ questione di credere, non introduca questa nozione. Si tratta di leggi. Prendiamo l’esempio del governo: che lei creda o no nella legge, se la infrange il governo la punira’. Similmente, che lei ci creda o no, Dio esiste. Ma se lei rifiuta di credere in Dio e agisce indipendentemente, come le pare e piace, sara’ punito dalle leggi della natura.

Mike Robinson: Capisco. Ma cio’ vale qualunque sia la nostra religione? Che cosa cambia diventando devoti di Krishna?

Srila Prabhupada: Non e’ questione di religione, e’ questione di scienza. Noi siamo esseri spirituali, ma poiche’ siamo condizionati dalla materia, ci troviamo soggetti alle leggi della natura. Lei puo’ avere fede nella religione cristiana e io in quella induista, ma cio’ non significa che lei invecchiera’ e io no. Stiamo discutendo del fatto scientifico che tutti gli uomini invecchiano: si tratta di una legge naturale. Non e’ il fatto che lei sia cristiano che la fara’ invecchiare, ne’ il fatto che io sia indu’ che me lo impedira’. Tutti invecchiano. Le leggi della natura valgono per tutti, che lei creda in una religione o in un’altra ha ben poca importanza. Mike Robinson: Secondo lei, dunque, un unico Dio dirige tutti gli esseri.

Srila Prabhupada: Un unico Dio e un’unica legge della natura, a cui siamo tutti subordinati. Noi siamo sotto il controllo del Supremo percio’, se pensiamo di essere liberi, liberi di agire a nostro piacimento, questo e’ il segno della nostra stupidita’.

Mike Robinson: Capisco, ma allora che interesse ci puo’ essere a far parte del Movimento Hare Krishna? Che cosa cambia?

Srila Prabhupada: Il Movimento per la Coscienza di Krishna si rivolge a coloro che desiderano seriamente capire questa scienza. Noi non siamo assolutamente una setta. Chiunque puo’ far parte di questo movimento. Liberi pensatori, cristiani, indu’ o musulmani, non importa. Il Movimento per la Coscienza di Krishna accetta chiunque voglia comprendere la scienza di Dio. Mike Robinson: Il fatto d’imparare a diventare devoti di Krishna produce un cambiamento nella vita di una persona?

Srila Prabhupada: E l’inizio della vera educazione. Innanzitutto dobbiamo capire che siamo anime spirituali e che di conseguenza cambiamo corpo. Questo e’ l’ABC della realizzazione spirituale. Quando l’esistenza del corpo finisce e il corpo e’ distrutto, per noi non e’ la fine: ci rivestiamo di un corpo nuovo come cambiamo una giacca o una camicia. Supponiamo che domani, per venirmi n trovare, lei indossi una camicia e una giacca differenti: cio’ significa che lei e’ una persona differente? Certamente no. Cosi’, ogni volta che moriamo cambiamo corpo, ma noi — anime spirituali all’interno del corpo — rimaniamo gli stessi. Bisogna prima di tutto comprendere bene questo punto; solo allora potremo addentrarci nella scienza della coscienza di Krishna.

Mike Robinson: Comincio a capire, ma mi riesce difficile stabilire un rapporto tra tutto cio’ e il fatto che a Oxford Street si vedano molti dei suoi discepoli che distribuiscono libri sulla scienza di Krishna.

Srila Prabhupada: Questi libri hanno lo scopo di convincere la gente dell’importanza della vita spirituale.

Mike Robinson: Ma non e’ importante per lei il fatto che si faccia o no parte del Movimento Hare Krishna?

Srila Prabhupada: Non importa, la nostra missione consiste nell’educare. L’ignoranza oggi colpisce tutti; la gente si culla nell’illusione quando crede che tutto abbia fine con la fine del corpo.

Mike Robinson: Allora, la sola cosa che le interessa sarebbe quella di svegliare l’uomo alla dimensione spirituale dell’esistenza?

Srila Prabhupada: La nostra prima preoccupazione e’ quella di spiegare che noi non siamo il corpo, poiche’ il corpo e’ solo un abito simile a quello che lei indossa, ma che viviamo all’interno di questo corpo.

Mike Robinson: Credo di aver capito ora. Partiamo dunque da questo punto. Lei dice che le nostre azioni determinano la nostra vita dopo la morte e che la nostra prossima vita e’ stabilita dalle leggi naturali. Come avviene questa trasmigrazione?

Srila Prabhupada: Si tratta di un processo estremamente sottile; l’anima spirituale, infinitesimale, e’ invisibile all’occhio materiale. Quando il corpo grossolano — formato di sensi, sangue, ossa, grasso, ecc. — e’ distrutto, il corpo sottile — mente, intelligenza e falso ego — continua a funzionare, e al momento della morte questo corpo sottile porta l’anima infinitesimale in un altro corpo grossolano. Questo processo puo’ essere paragonato allo spostamento di un odore trasportato dall’aria. Nessuno puo’ vedere da dove viene il profumo di una rosa, ma noi sappiamo che esso e’ trasportato dall’aria. Non si puo’ vedere come avviene, ma avviene. La trasmigrazione dell’anima e’ un processo altrettanto sottile. Secondo la natura della mente all’istante della morte, l’anima spirituale infinitesimale, portata da un seme maschile, prende rifugio nell’utero di una femmina che le da’ un corpo; questo corpo puo’ essere quello di uomo, di cane, di gatto o di qualsiasi altra specie.

Mike Robinson: Cio’ significa che noi esistevamo gia’ in un’altra forma prima di questa vita? Srila Prabhupada: Esattamente.

Mike Robinson: E torniamo ogni volta in una forma nuova?

Srila Prabhupada: Si’, perche’ siamo eterni. E solo il corpo che cambia in funzione delle nostre attivita’. Di conseguenza, dobbiamo aspirare a conoscere il modo per mettere fine a questo ciclo, cioe’ il modo per ritrovare il nostro corpo spirituale originale. Ecco cio’ che insegna la coscienza di Krishna.

Mike Robinson: Capisco. Se divento cosciente di Krishna non rischio piu’ di rinascere in un corpo di cane.

Srila Prabhupada: Certamente no. (Rivolgendosi a un discepolo) Cerca questo verso: janma karma ca me divyam…

Il discepolo: janma karma ca me divyam evam yo vetti tattvatah tyaktva deham punar janma naiti mam eti so ‘rjuna “O Arjuna, colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attivita’ non dovra’ piu’ rinascere nel mondo materiale quando lascia il corpo, ma raggiunge la Mia dimora eterna.” (B.g. 4.9)

Srila Prabhupada: Dio ci dice: “Chi Mi comprende cosi’ come sono e’ liberato dal ciclo di nascite e morti.” Ma non si puo’ comprendere Dio con la speculazione intellettuale; e’ impossibile. Ci si deve prima elevare al livello spirituale, poi si acquisisce l’intelligenza necessaria per comprenderLo. E la persona che comprende Dio non dovra’ mai piu’ riprendere un corpo materiale, ma tornera’ alla sua dimora originale per vivere eternamente accanto a Lui senza piu’ cambiare corpo.

Mike Robinson: Capisco. Lei ha citato due volte le sue Scritture. Vorrei conoscere la loro origine. Puo’ spiegarmelo in breve?

Srila Prabhupada: Le nostre Scritture fanno parte dei Testi vedici che esistono dall’inizio della creazione. Ogni volta che si fabbrica un oggetto — come questo microfono, per esempio — viene aggiunta una spiegazione per poterlo usare, non e’ cosi’?

Mike Robinson: Si’, e’ vero.

Srila Prabhupada: E queste informazioni sono concepite contemporaneamente all’oggetto. Mike Robinson: Esatto.

Srila Prabhupada: Secondo il medesimo ordine d’idee, la creazione dei Testi vedici e quella dell’universo materiale sono simultanee; questi Testi insegnano agli uomini come devono condurre la loro esistenza all’interno dell’universo.

Mike Robinson: Capisco. Queste Scritture esistono dunque dall’inizio della creazione. Vorrei ora affrontare l’argomento a cui mi sembra lei attribuisca grande importanza. Qual e’ la differenza essenziale tra la coscienza di Krishna e gli altri movimenti venuti dall’Oriente?

Srila Prabhupada: Le nostre Scritture sono autentiche mentre gli altri movimenti inventano le loro. Ecco la differenza. Quando ci si trova di fronte a questioni di carattere spirituale occorre fare riferimento alle Scritture originali e non a quelle uscite dalla penna di un ciarlatano.

Mike Robinson: Che cos’e’ il canto del mantra Hare Krishna?

Srila Prabhupada: Cantare Hare Krishna e’ il mezzo piu’ semplice per purificarsi, soprattutto in quest’epoca, in cui la gente e’ cosi’ contaminata che non riesce a capire facilmente cio’ che riguarda la conoscenza spirituale. Il canto del mantra Hare Krishna purifica l’intelligenza, che si apre allora alla comprensione di cio’ che riguarda la spiritualita’.

Mike Robinson: Puo’ dirmi che cosa la guida nell’azione?

Srila Prabhupada: Noi seguiamo le Scritture vediche.

Mike Robinson: Le Scritture che ha citato?

Srila Prabhupada: Tutto e’ contenuto nelle Scritture, e noi le stiamo traducendo in inglese; ma non vi aggiungiamo niente, altrimenti tutta la conoscenza che contengono verrebbe deteriorata. Le Scritture vediche sono come le indicazioni di montaggio di questo microfono, dove si legge: “Seguite il procedimento indicato: alcune viti dovrebbero unire questa parte a quest’altra.” Non ci si puo’ permettere di modificare nemmeno il minimo particolare, altrimenti si rischia di rovinare tutto. Poiche’ noi non modifichiamo nulla, e’ sufficiente leggere le nostre opere per avere accesso alla vera conoscenza spirituale.

Mike Robinson: In che modo la filosofia della coscienza di Krishna puo’ modificare il nostro modo di vivere?

Srila Prabhupada: Liberandoci dalla sofferenza. L’uomo soffre perche’ commette l’errore di credersi il corpo. Se lei s’identificasse col vestito che porta e lo lavasse con cura, ma si dimenticasse di mangiare, sarebbe felice?

Mike Robinson: No, non lo sarei…

Srila Prabhupada: L’uomo di oggi non fa che lavare l'”abito”, il corpo, ma dimentica l’anima che vive nel corpo, anima di cui non ha alcuna conoscenza. Domandi a qualcuno, a caso: “Chi e’ lei?” e costui le rispondera’: “Sono un inglese” oppure “Sono un indiano”. E se lei gli dice: “Si’, vedo bene che lei ha un corpo inglese o indiano, ma chi e’ lei?”, costui non sapra’ rispondere.

Mike Robinson: Capisco.

Srila Prabhupada: La civilta’ attuale e’ basata sul falso concetto che il corpo e’ il vero se’ (dehatma-buddhi) ma questa e’ la mentalita’ dei gatti e dei cani. Supponiamo che io voglia entrare in Inghilterra e che lei mi fermi alla frontiera dicendomi: “Io sono inglese, lei che e’ indiano cosa viene a fare da noi?” Un cane abbaia: “Ouah, ouah, cosa vien a fare qui?” Qual e’ la differenza? Lui si crede un cane e mi prende per un estraneo, e lei si crede un inglese e mi prende per un indiano. Non c’e’ nessuna differenza di mentalita’. Di conseguenza, se lasciamo che l’uomo rimanga nell’oscura mentalita’ del cane e diciamo che la civilta’ e’ in progresso, ci sbagliano completamente.

Mike Robinson: Passiamo ora a un altro punto. Ho saputo che il Movimento per la Coscienza di Krishna si preoccupa della sofferenza che regna nel mondo.

Srila Prabhupada: Si’, siamo i soli che ce ne preoccupiamo veramente. Gli altri non fanno niente per evitare i problemi maggiori: la nascita, la malattia, la vecchiaia e la morte. Non portano alcuna soluzione a questi problemi, non fanno altro che dire sciocchezze. Cosi’ la gente e’ indotta in errore, e’ tenuta all’oscuro, invece bisognerebbe cominciare a illuminarla.

Mike Robinson: Certamente, ma a parte il fatto di illuminarla spiritualmente, lei e’ anche interessate al benessere fisico dei suoi contemporanei?

Srila Prabhupada: Il benessere fisico segue automaticamente il benessere spirituale.

Mike Robinson: E come funziona?

Srila Prabhupada: Supponiamo di avere un’automobile. Ce ne prendiamo cura come di noi stessi, ma non per questo ci identifichiamo con l’automobile. Non diremmo mai: “Io sono la mia automobile”, sarebbe assurdo. Eppure questo e’ proprio cio’ che fa l’uomo: da’ troppa importanza al “veicolo” fisico perche’ s’identifica con esso. L’uomo dimentica di essere un’anima spirituale, destinata a ber altro. Come nessuno proverebbe soddisfazione nel bere benzina, cosi’ nessuno trovera’ soddisfazione unicamente nelle attivita’ del corpo. Bisogna trovare il nutrimento adatto all’anima. Chiunque pensasse: “Sono un’automobile e ho bisogno di benzina” sarebbe considerato pazzo. E pazzo e’ anche chi s’identifica col corpo e crede di trovare la felicita’ nei piaceri materiali.

Mike Robinson: Vorrei che lei commentasse la citazione che ho trovato nel libro che i suoi discepoli mi hanno dato prima del nostro incontro, in cui lei dice tra l’altro: “La religione senza una base razionale e’ solo sentimentalismo.”

Srila Prabhupada: La maggior parte della gente pia dice: “Noi crediamo…” Ma qual e’ il valore di questa fede? Puo’ darsi che credano in qualcosa che non e’ veramente corretto. Per esempio, alcuni cristiani dicono: “Noi crediamo che gli animali non abbiano un’anima.” E un errore. Se ci credono e’ perche’ vogliono mangiare gli animali, ma il fatto e’ che gli animali l’anima ce l’hanno.

Mike Robinson: Come fa a saperlo?

Srila Prabhupada: Anche lei puo’ saperlo, gliene do’ la prova scientifica: gli animali mangiano, noi anche; gli animali dormono, noi anche; si accoppiano, noi anche; si difendono e anche noi ci difendiamo. Allora qual e’ la differenza tra noi e gli animali? Come possiamo dire che noi abbiamo un’anima e gli animali no?

Mike Robinson: La seguo perfettamente, ma le Scritture cristiane dicono che…

Srila Prabhupada: Non faccia intervenire le Scritture: si tratta di una questione di buon senso. Cerchi di capire: come noi, l’animale mangia, dorme, si difende, si accoppia e si moltiplica; come noi, ha un domicilio; come noi, quando si ferisce, sanguina. Tutti questi punti in comune sono innegabili. Allora perche’ rifiutare il punto che riguarda la presenza dell’anima? E contrario alla logica. Ha studiato lei questa scienza? La logica si richiama alla nozione di analogia. Si tratta di trarre una conclusione mettendo in rilievo le analogie che esistono tra due proposizioni. Se ci sono tanti punti in comune tra l’uomo e l’animale, perche’ negarne uno in particolare? Non e’ logico ne’ scientifico.

Mike Robinson: Ma se prendiamo lo stesso argomento da un’altra angolazione…

Srila Prabhupada: Non ne esiste un’altra. Se i suoi argomenti non hanno una base logica, non sono razionali.

Mike Robinson: Capisco. Ma partiamo da un’altra ipotesi. Supponiamo che l’essere umano non abbia un’anima…

Srila Prabhupada: Allora mi spieghi che cosa distingue un corpo vivo da un corpo morto. L’ho gia’ spiegato all’inizio del nostro colloquio. Appena la forza vivente, l’anima, lascia il corpo, per quanto bello esso fosse, non esercita piu’ alcuna attrattiva. Nessuno se ne cura piu’ e tutti vogliono sbarazzarsene. Ma se io, adesso, tocco anche uno solo dei suoi capelli, ne nascera’ un diverbio. Ecco cio’ che distingue un corpo vivo da un corpo morto: nel primo l’anima e’ presente, mentre nel secondo non c’e’ piu’. Senza l’anima il corpo perde ogni valore. Diventa inutile. E’ molto semplice da capire, eppure anche i piu’ grandi “scienziati” e “filosofi” sono troppo ottusi per capire. La societa’ moderna e’ in una condizione pietosa; non ci sono uomini veramente dotati d’intelligenza.

Mike Robinson: Allude a tutti gli scienziati che non sanno cogliere la dimensione spirituale dell’esistenza?

Srila Prabhupada: Si’. La vera scienza presuppone una conoscenza completa di ogni cosa, sia materiale che spirituale.

Mike Robinson: Lei era farmacista prima di diventare monaco, non e’ vero?

Srila Prabhupada: Si’, in un altro periodo della mia vita. Ma non occorre un’intelligenza particolare; qualsiasi uomo dotato di buon senso puo’ diventare farmacista.

Mike Robinson: Presumo pero’ che lei abbia una certa considerazione per la scienza materiale, anche se i nostri scienziati moderni hanno il cervello annebbiato.

Srila Prabhupada: La scienza materiale e’ importante fino a un certo punto, ma non e’ la cosa piu’ importante.

Mike Robinson: Vorrei tornare a cio’ che dicevamo qualche momento fa; lei mi ha detto: “Non faccia intervenire le Scritture, si tratta di una questione di buon senso”. Che posto occupano allora le Scritture nella sua religione? Hanno una grande importanza?

Srila Prabhupada: La nostra religione e’ una scienza. Quando diciamo che un bambino cresce e diventa ragazzo, parliamo di scienza non di religione. Questa verita’ vale per tutti i bambini, non e’ questione di religione. Ogni uomo deve morire: che cosa c’entra la religione? E dopo la morte il corpo diventa inutile; anche cio’ non ha niente a che vedere con la religione, si tratta piuttosto di scienza. Cristiani, indu’ o musulmani, quando saremo morti, il nostro corpo avra’ perso ogni valore. E scientifico. Quando un parente muore, non diciamo: “In quanto cristiani noi crediamo che non sia morto. No, e’ un fatto: e’ morto, indipendentemente dal fatto che siamo cristiani, indu’ o musulmani. Questa e’ la base su cui fondiamo le nostre asserzioni: il corpo ha importanza finche’ l’anima lo occupa. Quando l’anima lo lascia, il corpo perde ogni valore. Questa scienza si applica a tutti, e noi cerchiamo di aiutare la gente partendo da questa base.

Mike Robinson: Se ho ben capito, il suo insegnamento sembra fondarsi su basi esclusivamente scientifiche. Che cosa c’entra la religione in tutto cio’?

Srila Prabhupada: A dire il vero, la parola religione e’ sinonimo di scienza, ma le si attribuisce a torto il significato di fede — “io credo”. (Rivolgendosi a un discepolo) Cerca il termine religione nel dizionario.

Il discepolo: Il dizionario definisce la religione come “il fatto di riconoscere un potere o un principio superiore, soprannaturale, e piu’ precisamente un Dio personale a cui sono dovuti obbedienza e rispetto, e l’atteggiamento mentale che ne deriva”.

Srila Prabhupada: Si’, la religione e’ l’arte d’imparare a obbedire al Signore Supremo. Non importa, dunque, che lei sia cristiano e io indu’: dobbiamo entrambi accettare l’esistenza di un controllore supremo. E una verita’ che tutti devono riconoscere; questa e’ la vera religione, e non le congetture del tipo: “Noi crediamo che gli animali non abbiano un’anima”. Questo genere di supposizioni non ha alcun rapporto con la religione, e va anche contro il metodo scientifico. Religione e’ sinonimo di comprensione scientifica del controllore supremo: comprendere Dio e obbedirGli — ecco tutto. Il buon cittadino e’ colui che comprende la funzione che il governo ha nel suo Paese e obbedisce alle sue leggi, mentre il cattivo cittadino non se ne preoccupa affatto. Di conseguenza, di colui che ignora le leggi di Dio, cioe’ “il cattivo cittadino”, si dira’ che non ha religione, e di colui che rispetta queste leggi, cioe’ “il buon cittadino”, si dira’ che e’ religioso.

Mike Robinson: Capisco. Qual e’ secondo lei lo scopo della vita e prima di tutto perche’ esistiamo?

Srila Prabhupada: Vivere significa godere della vita. Ma poiche’ la nostra vita e’ illusoria, soffriamo invece di godere. La lotta per l’esistenza si trova dappertutto. Tutti gli esseri lottano, ma che cosa ci guadagnano alla fine? Semplicemente soffrono e muoiono. Percio’, sebbene vivere sia sinonimo di godere, questa non e’ la nostra esperienza attuale. Ma se ci allontaniamo dall’illusione per stabilirci sul piano reale, il piano spirituale, allora godremo della vita.

Mike Robinson: Puo’ descrivermi alcune delle fasi che si attraversano nel corso della vita spirituale? Quali sono le tappe spirituali che un nuovo devoto di Krishna deve percorrere?

Srila Prabhupada: Il primo passo e’ la curiosita’. Lei prima mi domandava: “Che cos’e’ esattamente questo Movimento per la Coscienza di Krishna? Vorrei approfondire”. Questo e’ cio’ che si chiama sraddha, fede, ed e’ l’inizio. Poi, se siamo seri, cercheremo la compagnia di quelle persone che coltivano questa conoscenza. Cercheremo di capire i loro sentimenti. Poi penseremo: “Perche’ non fare come loro?” E quando vivremo come vivono loro, tutte le nostre perplessita’ scompariranno subito. La fede si rinforzera’ e svilupperemo un gusto reale per la coscienza di Krishna. Perche’ questi giovani non vanno al cinema o nei locali notturni? Perche’ non mangiano la carne? Perche’ i loro gusti si sono trasformati: ora provano avversione per tutte queste cose. Ecco dunque il progresso: prima la fede, poi la compagnia dei devoti di Krishna, poi le perplessita’ scompaiono, poi la fede si rafforza e il gusto per la coscienza di Krishna si sviluppa. Si raggiunge allora la realizzazione spirituale propriamente detta, e infine l’amore per Dio, la perfezione. Ecco una religione perfetta, a differenza del rituale “io credo, tu credi”. In quest’ultimo caso non si tratta di religione ma d’inganno. La vera religione consiste nello sviluppare in se’ l’amore per Dio; questa e’ la perfezione di ogni religione.

Mike Robinson: Grazie per questo colloquio, e’ stato un piacere.

Srila Prabhupada: Hare Krishna.

VERITA’ E BELLEZZA

(saggio pubblicato il 20-11-1958)

Si discute spesso se “verita’” e “bellezza” siano termini compatibili. Si puo’ essere intenzionati a esprimere la verita’, ma poiche’ la verita’ non e’ sempre bella, anzi e’ spesso abbastanza impressionante e spiacevole, come si puo’ dire che la verita’ e la bellezza si possono esprimere contemporaneamente? In risposta possiamo dire a tutti gli interessati che “verita’” e “bellezza” sono termini compatibili. Possiamo dichiarare con enfasi che la verita’ autentica, che e’ assoluta, e’ sempre bella. La verita’ e’ cosi’ bella che attrae tutti, compresa la verita’ stessa. La verita’ e’ cosi’ bella che molti saggi, santi e devoti hanno abbandonato tutto per amore della verita’. Il Mahatma Gandhi, un idolo del mondo moderno, dedico’ la sua vita a sperimentare la verita’ e tutte le sue attivita’ avevano come unico scopo la verita’. Perche’ solo il Mahatma Gandhi? Ognuno di noi ha urgenza di ricercare la verita’ perche’ la verita’ non e’ solo bella ma anche infinitamente potente, infinitamente piena di risorse, infinitamente famosa, infinitamente piena di rinuncia e infinitamente piena di conoscenza. Purtroppo la gente non ha alcuna informazione sulla verita’. Il 99% degli uomini in ogni attimo di vita insegue solo la menzogna in nome della verita’. Siamo attratti dalla bellezza della verita’, ma da tempo immemorabile siamo abituati ad amare la menzogna che si presenta come verita’. Per questa ragione, per i materialisti, le parole “verita’” e “bellezza” sono termini incompatibili. La verita’ e la bellezza materiali si possono spiegare come segue. Una volta un uomo molto potente e dalla grande forza fisica, ma dal carattere indeciso, s’innamoro’ di una splendida ragazza. La ragazza non solo era bella di aspetto, ma aveva anche un carattere virtuoso percio’ non gradi’ i suoi approcci. L’uomo, pero’, spinto dai suoi desideri lussuriosi, era insistente; allora la ragazza gli chiese di aspettare sette giorni, e stabili’ un’ora precisa in cui lui avrebbe potuto incontrarla. L’uomo acconsenti’ e con grandi aspettative inizio’ ad attendere l’appuntamento. La virtuosa ragazza, pero’, per dimostrare la vera bellezza della verita’ assoluta, adotto’ un metodo molto istruttivo. Prese forti dosi di lassativi e purganti e per sette giorni continuo’ a defecare e a vomitare tutto cio’ che mangiava. In aggiunta deposito’ le feci e il vomito in recipienti adatti allo scopo. A causa dei purganti ingeriti, la cosiddetta bella ragazza divento’ scarna e scheletrica, il suo incarnato divento’ nerastro e i suoi begli occhi s’infossarono. Arrivata l’ora stabilita si mise ad attendere ansiosamente l’avido uomo. L’uomo si presento’ sulla scena ben vestito e di bella presenza e chiese alla brutta ragazza che trovo’ ad attenderlo notizie della splendida ragazza con cui aveva appuntamento. L’uomo non riconobbe la ragazza come la stessa di cui stava chiedendo notizie; in effetti, nonostante lei gli avesse ripetutamente detto chi fosse, vedendola in quello stato pietoso, non fu in grado di riconoscerla. Alla fine la ragazza disse all’aitante uomo che aveva separato gli ingredienti della sua bellezza e che li aveva depositati in alcuni recipienti. Gli disse inoltre che avrebbe potuto godere di quei succhi di bellezza. Quando il poetico uomo materialista chiese di vederli, lei lo condusse ai recipienti pieni di feci e di vomito che emanavano un odore intollerabile. Gli fu quindi chiara tutta la storia della bellezza liquida. Infine, per la misericordia della ragazza virtuosa, quell’uomo dal carattere debole fu in grado di distinguere tra l’ombra e la sostanza, e torno’ subito in se’. La posizione di quell’uomo e’ simile alla posizione di tutti coloro che sono attratti dalla bellezza materiale e ingannevole. La ragazza di questa storia aveva un corpo materiale stupendo che assecondava i desideri della sua mente, ma a tutti gli effetti lei era al di la’ del corpo temporaneo materiale e della mente. Era infatti una scintilla spirituale cosi’ come lo era il suo innamorato che era stato attratto dal suo incarnato ingannevole. Gli intellettuali materialisti ed esteti sono ingannati dalla bellezza esteriore e dall’attrazione esercitata dalla verita’ relativa e non conoscono la scintilla spirituale che e’ allo stesso tempo verita’ e bellezza. La scintilla spirituale e’ cosi’ bella che quando lascia il cosiddetto splendido corpo, che e’ in effetti un cumulo di feci e di vomito, nessuno vuole piu’ toccare quel corpo anche se decorato con vestiti sontuosi. Stiamo tutti inseguendo un’ingannevole verita’ relativa, che e’ incompatibile con la vera bellezza. La vera bellezza e’ permanentemente bella, conserva la stessa bellezza per innumerevoli anni. La scintilla spirituale e’ indistruttibile. La bellezza dell’incarnato puo’ essere distrutta in alcune ore da una forte dose di purgante, ma la bellezza della verita’ e’ indistruttibile e non cambia mai. Sfortunatamente, gli artisti e gli intellettuali materialisti non conoscono questa meravigliosa scintilla spirituale. Non conoscono neppure il fuoco da cui provengono queste scintille e le relazioni che intercorrono tra queste scintille e il fuoco, relazioni che prendono la forma di passatempi trascendentali. Quando questi passatempi si manifestano per la misericordia dell’Onnipotente, gli stolti non riescono a vedere al di la’ dei loro sensi e confondono questi passatempi di verita’ e di bellezza con le manifestazioni di feci e di vomito sopra descritte. Di conseguenza, disperati, chiedono come verita’ e bellezza possano allo stesso tempo conciliarsi. I materialisti non sanno che l’entita’ spirituale totale e’ la meravigliosa Persona che attrae ogni cosa. Non sanno che questa Persona e’ la sostanza primordiale, la sorgente originale e la fonte di ogni esistenza. Le scintille spirituali infinitesimali, essendo particelle spirituali, sono qualitativamente le stesse in bellezza ed eternita’. L’unica differenza e’ che il tutto e’ eternamente il tutto e le parti sono eternamente le parti. Entrambi, pero’, sono la verita’ suprema, la bellezza suprema, la conoscenza suprema, l’energia suprema, la rinuncia suprema e l’opulenza suprema. Anche se scritta dai piu’ grandi poeti e intellettuali, qualsiasi letteratura che non descriva la verita’ e la bellezza suprema e’ solo un deposito di feci e vomito della verita’ relativa. La vera letteratura e’ quella che descrive la verita’ suprema e la bellezza suprema dell’Assoluto.

DOMANDE PERTINENTI

(Articolo del 20 aprile 1960 )

Un bambino rivolge continuamente domande al padre quando passeggia con lui. Queste domande riguardano gli argomenti piu’ insoliti e il padre deve soddisfarlo con risposte logiche. Quando ero un giovane padre di famiglia, il mio secondogenito e costante compagno mi assillava con un fiume di domande. Un giorno, sul tram, mentre stavamo incrociando un corteo nuziale, mio figlio, di quattro anni, m’interrogava su cosa fosse quella processione, e io rispondevo pazientemente ai suoi mille “perche’” finche’ mi domando’ se suo padre fosse sposato! Questa domanda sollevo’ l’ilarita’ delle persone attorno a noi, mentre il bambino, perplesso, si domandava perche’ tutti quei signori ridessero in quel modo. Ma alla fine la risposta di suo padre, debitamente sposato, riusci’ in qualche modo a soddisfarlo. Questo breve episodio illustra chiaramente che l’uomo, questo animale dotato di ragione, viene al mondo per porre domande. Piu’ domande fa e piu’ progredisce nel campo della conoscenza e della scienza. Tutta la civilta’ si e’ sviluppata a partire dalle innumerevoli domande che le giovani generazioni hanno rivolto agli anziani. Le risposte che gli anziani danno ai piu’ giovani permettono alla civilta’ di progredire passo dopo passo. Tuttavia, l’uomo veramente intelligente s’interroga su cio’ che accade dopo la morte con domande sempre piu’ approfondite, mentre altri, meno intelligenti, si soffermano su domande di minore importanza. Uno degli uomini piu’ intelligenti fu Maharaja Pariksit, grande re che regnava un tempo su tutto il pianeta. Un giorno, per leggerezza, un brahmana gli lancio’ una maledizione: sarebbe morto entro sette giorni per il morso di un serpente. Il brahmana responsabile di questo grave errore era un giovane ragazzo che possedeva pero’ grandi poteri; poiche’ ignorava l’importanza di questo grande re, gli lancio’ stupidamente una maledizione che gli sarebbe stata fatale entro sette giorni. Piu’ tardi, suo padre, che era stato insultato dal re, avrebbe deplorato l’accaduto. Quando il re fu informato della funesta maledizione che incombeva su di lui, lascio’ immediatamente il palazzo e si reco’ sulle rive del Gange, non lontano dalla capitale, per prepararsi alla morte imminente. Conoscendo il suo grande valore, quasi tutti i saggi e gli eruditi del tempo si riunirono attorno al re che digiunava e aspettava l’istante in cui avrebbe dovuto lasciare il corpo materiale. Infine, Sukadeva Gosvami, il piu’ giovane tra i santi personaggi dell’epoca, arrivo’ sul luogo e fu designato all’unanimita’ per presiedere a quell’assemblea, sebbene fosse presente anche il suo illustre padre. Il re offri’ rispettosamente a Sukadeva Gosvami il seggio d’onore e gli rivolse domande pertinenti sulla sua dipartita da questo mondo, che avrebbe avuto luogo sette giorni piu’ tardi. Queste furono le domande che Maharaja Pariksit, il degno discendente dei Pandava, tutti grandi devoti del Signore, rivolse all’illustre saggio Sukadeva Gosvami: “O saggio, tu che sei il piu’ grande degli spiritualisti realizzati, imploro con sottomissione il favore d’interrogarti sul mio dovere presente. Mi trovo alle soglie della morte; che cosa devo fare in quest’ora critica? Maestra, dimmi, ti prego, che cosa devo ascoltare? A chi devo rivolgere la mia adorazione? Chi devo ricordare? Un grande saggio come te non si attarda di certo nella dimora di un uomo di famiglia, percio’ la tua presenza in questo luogo, all’istante della mia morte, indica sicuramente la mia buona fortuna. Ti prego, dunque, istruiscimi con i tuoi consigli in questo momento critico.” A questa richiesta formulata dal re con tanta affabilita’, il grande saggio Sukadeva Gosvami, degne figlio di Badarayana, o Vyasadeva, che aveva compilato in origine le Scritture vediche e dal quale aveva ereditato la grande erudizione spirituale e tutte le qualita’ divine, gli rispose con queste parole autorevoli: “O re, la tua domanda e pertinente e mira inoltre al beneficio di tutti gli uomini. Queste domande, che sono le piu’ gloriose, hanno grandi valore perche’ sono confermate dagli insegnamenti del vedanta-darsana, la conclusioni della conoscenza vedica, e sono chiamate atmavit-sammatah, in altre parole, le anime liberate, che sono pienamente coscienti della loro identita’ spirituale, pongano domande di questo genere al fine di fare piu’ luce sul tema della Trascendenza”. Lo Srimad-Bhagavatam e’ il commento naturale dei celebri Vedanta o (Sariraka) sutra compilati da Srila Vyasadeva. Questi testi, che formano l’essenza delle Scritture vediche, espongono in forma sintetica le domande fondamentali che riguardano la conoscenza trascendentale. Ma Srila Vyasadeva non si sentiva soddisfatto dopo aver scritto quest’opera grandiosa. Nel frattempo incontro’ Sri Narada, il suo maestro spirituale, che gli consiglio’ di descrivere cio’ che riguarda direttamente Dio, l’ Essere Supremo in persona. Seguendo questo consiglio, Vyasadeva medito’ Sul principio del bhakti-yoga, grazie al quale pote’ distinguere nettamente l’assoluto da maya, cio’ che e’ relativo. Avendo perfettamente realizzato queste verita’, egli compilo’ il grande racconto dello Srimad-Bhagavatam (o meraviglioso Bhagavatam), che contiene, nella parte iniziale, alcuni episodi storici autentici della vita di Maharaja Pariksit. Il Vedanta-sutra comincia con una domanda-chiave sulla Trascendenza: athato brahma-jijnasa, “ora bisogna interrogarsi sul Brahman, sulla Trascendenza”. Finche’ e’ nel pieno del suo vigore, l’uomo dimentica la dura realta’ della morte a cui non puo’ sfuggire, percio’ non s’interroga sui veri problemi dell’esistenza. Ognuno di noi pensa di non dover mai morire, sebbene a ogni istante la morte si manifesti in modo evidente, proprio davanti ai nostri occhi. Su questa base e’ possibile distinguere il comportamento umano da quello animale. La capra, per esempio, non reagira’ davanti alla morte imminente, anche se un suo simile viene abbattuto sotto i suoi occhi. Allettata dall’erba fresca che le si offre, la capra attendera’ tranquillamente il suo turno, senza muoversi. Ma se un soldato vede che un suo compagno sta per essere ucciso dal nemico, combatte per salvarlo o tenta di fuggire per non fare la stessa fine. Questa e’ la differenza tra l’uomo e la capra. L’uomo intelligente sa bene che la morte e’ nata insieme con lui; infatti sa di morire un po’ a ogni istante e sa che il colpo finale gli sara’ dato alla scadenza del tempo a lui concesso. Si prepara dunque per la prossima vita, o meglio, per la sua liberazione, che mettera’ fine alla condizione morbosa rappresentata dalla ripetizione di nascite e morti. Lo stolto, invece, ignora che la condizione umana e’ la conclusione di una serie di nascite e morti che le leggi della natura gli hanno imposto nel passato. Ignora che ogni essere vivente e’ un’anima eterna che non conosce ne’ la nascita ne’ la morte. Nascita, morte, vecchiaia e malattia sono infatti condizioni esterne, imposte all’essere vivente a causa del suo contatto con la natura materiale e a causa della dimenticanza della sua natura divina, eterna, e della sua unita’ qualitativa col Tutto assoluto. La condizione umana offre l’opportunita’ di conoscere questa verita’ eterna, percio’ i primi aforismi del Vedanta-sutra affermano che l’uomo ha il dovere — adesso che beneficia del privilegio di avere la forma umana — d’interrogarsi sul Brahman, sulla Verita’ Assoluta. Gli uomini poco intelligenti non si preoccupano dell’altra esistenza, quella spirituale; preferiscono porre domande senza valore che non riguardano il loro eterno avvenire. Fin dalla tenera infanzia interrogano padre, madre, maestri e professori, libri e altre fonti di conoscenza, ma trascurano le informazioni relative alla vera esistenza. Come abbiamo visto, Maharaja Pariksit era stato avvertito della sua morte sette giorni prima di morire, percio’ aveva immediatamente lasciato il suo palazzo per prepararsi alla fase successiva della sua vita. Il re disponeva dunque di una settimana per prepararsi a incontrare la morte, ma per quanto ci riguarda, sebbene sappiamo per certo che un giorno dovremo morire, non conosciamo la data precisa. Non so se la morte sta per cogliermi in questo momento. Neanche un grande personaggio come Mahatma Gandhi pote’ prevedere, cinque minuti prima, che la sua fine era prossima, e le alte personalita’ che lo attorniavano non poterono, neppure loro, prevedere la sua morte imminente. Eppure tutti questi signori si fanno passare per grandi dirigenti. L’ignoranza dei misteri della vita e della morte e’ cio’ che distingue l’animale dall’uomo, perche’ colui che puo’ essere definito uomo nel vero senso della parola s’interroga sulla sua identita’. Da dove veniamo e dove andremo dopo la morte? Perche’ dobbiamo subire i disagi provocati dalle tre forme di sofferenza senza desiderarli? Le domande cominciano a sorgere fin dall’infanzia e si succedono durante il corso di tutta la vita. Alcuni, pero’, non s’interrogano mai sui problemi fondamentali dell’esistenza e scendono cosi’ allo stesso livello degli animali. Infatti, non esiste alcuna differenza tra l’uomo e l’animale per quanto riguarda le quattro attivita’ principali della vita animale: ogni essere vivente, per sopravvivere, deve mangiare, dormire, difendersi e accoppiarsi. Ma solo la condizione umana e’ destinata alla ricerca della vita eterna e della Trascendenza. Questa ricerca deve guidare i passi dell’uomo, e il Vedanta-sutra sottolinea che bisogna farla adesso o mai piu’. Colui che non rivolge domande relative alla vita spirituale ricadra’ sicuramente nel regno animale secondo le leggi della natura. Percio’, anche se uno sciocco sembra che abbia grande conoscenza nel campo della scienza materiale — cioe’ nell’arte di mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi — non potra’ sfuggire alle mani crudeli della morte: questa e’ la legge della natura. Questa legge funziona secondo tre influenze — virtu’, passione e ignoranza. Le persone guidate dalla virtu’ si qualificano per l’esistenza spirituale, di ordine superiore, quelle dominate dalla passione conservano la posizione che occupano nel mondo materiale, e quelle avvolte dall’ignoranza cadranno certamente tra le specie inferiori. Le strutture stesse della nostra societa’ moderna corrono grandi rischi perche’ non includono le risposte alle domande principali, che riguardano gli aspetti essenziali dell’esistenza. Gli uomini non sanno che come animali saranno giustiziati dalle leggi della natura. Essi sono soddisfatti con una manciata d’erba verde, nella forma della cosiddetta bella vita, proprio come capre che stanno per andare al mattatoio. Davanti alla gravita’ dell’attuale condizione umana, noi cerchiamo, col nostro umile sforzo, di salvare la razza umana mediante il messaggio contenuto nella nostra rivista Back to Godhead. Questo tentativo non ha niente di utopistico, e se si puo’ sperare in un’epoca in cui la realta’ riprendera’ i suoi diritti, questo messaggio ne segnera’ l’inizio. Si chiama grhamedhi l’uomo che e’ legato, come la capra destinata al mattatoio, a considerazioni di carattere familiare, sociale, nazionale o umanitario relative ai problemi e alle preoccupazioni della vita animale — mangiare, dormire, difendersi e accoppiarsi — e che non possiede alcuna cognizione nel campo della Trascendenza. Secondo Sri Sukadeva Gosvami, quest’uomo non e’ migliore di un animale. Colui che e’ animato da preoccupazioni di carattere materiale, e quindi temporanee, nel settore della medicina, della politica, dell’economia, della cultura, dell’educazione, ecc., ma non si pone le domande fondamentali della vita spirituale, dev’essere considerato come un cieco che, trascinato dai sensi, corre verso un precipizio. Questa e’ la descrizione del grhamedhi, che si oppone per definizione al grhastha. Il grhastha-asrama, che corrisponde a una vita di famiglia spirituale, ha lo stesso valore della rinuncia, purche’ ci si ponga domande pertinenti; un sannyasi a cui non interessano tali domande e’ un ciarlatano, mentre un grhastha che si pone questo genere di domande e’ una persona onesta. Quanto al grhamedhi, egli si preoccupa solo dei problemi di carattere animale, ma per la legge della natura la sua vita e’ solo una serie di disgrazie, mentre quella del grhastha e’ piena di felicita’. Tuttavia, poiche’ nella societa’ moderna i grhamedhi si fanno passare per grhastha, e’ importante saper riconoscere la posizione di ciascuno. Ignorando i principi che regolano la vera vita di famiglia, il grhamedhi trascorre la vita nel vizio; non sa che ogni sua azione e’ controllata da una forza che gli e’ superiore e inoltre non ha alcuna conoscenza della vita futura. Cieco riguardo al suo avvenire, egli non e’ in grado di porsi domande profonde. Le catene dell’attaccamento lo legano a tutto cio’ che di falso ha conosciuto durante la vita, ed e’ questa la sua unica caratteristica. Questi grhamedhi sprecano le loro notti a dormire o a obbedire ai diversi impulsi sessuali che li conducono ai cinema, ai locali notturni e ai casino’ per ubriacarsi e godere senza ritegno della compagnia femminile. Di giorno perdono il loro tempo prezioso ad accumulare denaro oppure, se hanno abbastanza denaro, ad accrescere le comodita’ della loro famiglia. Il loro tenore di vita e i loro bisogni personali aumentano in proporzione al loro reddito, e cosi’ spendono a non finire, senza mai essere sazi. In questo modo si spiega la competizione in continuo aumento che si osserva nel quadro dello sviluppo economico, con la conseguenza che l’uomo non puo’ vivere in pace in nessuna parte del mondo. Come guadagnare piu’ denaro? Come spenderlo? Queste domande assillano la mente di tutti, ma in fin dei conti e’ Madre Natura che provvede ai bisogni dell’uomo. I politici con le loro inutili previsioni sono pronti ad accusare la natura quando sopraggiunge una penuria o una calamita’ voluta dal destino, ma evitano accuratamente di studiare come e da chi sono fatte le leggi della natura. La Bhagavad-gita insegna che la natura agisce sotto la direzione di Dio, la Persona Suprema e Assoluta. Lui solo ne e’ il controllore. I materialisti ambiziosi si limitano a studiare alcune leggi della natura, ma non si preoccupano mai di conoscere Colui che le ha create. In realta’, la maggior parte di loro non crede nell’esistenza di un Essere Assoluto, di un Dio Supremo sotto la cui direzione la natura agisce. Preferiscono interessarsi solo dei principi che regolano l’interazione dei differenti elementi, trascurando l’autorita’ ultima che permette a questi fenomeni naturali di prodursi; in questo campo essi non hanno ne’ domande ne’ risposte valide da offrirci. Il secondo sutra del Vedanta risponde invece alla domanda essenziale che riguarda il Brahman, affermando che questo Brahman supremo, la Trascendenza suprema, e’ Colui da cui tutto emana, cioe’ la Persona Suprema. Privo d’intelligenza, non solo il grhamedhi non realizza la natura transitoria del particolare corpo che ha acquisito, ma e’ anche incapace di vedere nella loro vera prospettiva gli avvenimenti che si susseguono nella sua vita quotidiana. Anche se vede morire suo padre, sua madre, un parente o un vicino, non si preoccupa di sapere se gli altri membri della sua famiglia moriranno a loro volta. A volte e’ consapevole che tutti i suoi parenti e amici moriranno un giorno o l’altro, e che lui stesso, la famiglia, la societa’, la patria e altri simili “scenari” non sono che bolle nell’aria, effimere e senza valore permanente. Cio’ nonostante insegue follemente queste condizioni temporanee e non s’interessa affatto dei problemi essenziali. Non ha la minima idea di cio’ che gli accadra’ dopo la morte e lavora per migliorare temporaneamente la condizione materiale della sua famiglia, della societa’ o del suo Paese, ma non si preoccupa mai del suo futuro ne’ di quello degli altri, eppure tutti devono incontrare prima o poi la fine della presente vita. Su un treno, per esempio, alcuni viaggiatori dividono uno stesso scompartimento, poi si separano e non si rivedono piu’. La stessa cosa accade per il lungo viaggio della vita. Ognuno riceve un ruolo nell’ambito di una famiglia, di una collettivita’, di un Paese, ma venuto il momento bisognera’ di nuovo separarsi, e per sempre. Il grhamedhi si pone innumerevoli domande che riguardano la sua situazione temporanea nel mondo materiale e la situazione di coloro che, per un certo periodo di tempo, formano il suo “seguito”; ma non s’interroga mai su cio’ che e’ permanente. Cosi’, dalle nostre rispettive posizioni, siamo tutti occupati a fare progetti che vorremmo fossero permanenti, senza tuttavia sapere cio’ che e’ davvero permanente. A questo proposito Srlpada Sarikaracarya, che cerco’ con ogni mezzo di eliminare questa ignoranza dalla societa’ e lotto’ in favore della conoscenza spirituale basata sul Brahman impersonale e onnipresente, espresse il suo rammarico con queste parole: “I bambini passano il loro tempo a giocare, i giovani sono occupati con i loro ‘amori’, e gli anziani si domandano con inquietudine come possono rassegnarsi al fallimento di tutta una vita dedicata alla lotta accanita per l’esistenza. Purtroppo nessuno ha l’intelligenza per interrogarsi sulla scienza del Brahman, la Verita’ Assoluta”. Ecco come Sri Sukadeva Gosvami rispose alle domande pertinenti di Maharaja Pariksit: tasmad bharata sarvatma Bhagavan Tevaro harih srotavyah kirtitavyas ca smartaryae cecchetabhayam “O discendente di Bharata, ogni essere mortale ha il dovere di porre domande che riguardano Dio, di ascoltare cio’ che si riferisce a Lui, di glorificarLo e di meditare su di Lui. Tutte le qualita’ che Egli possiede, e in modo completo, fanno di Lui la Persona piu’ affascinante che ci sia. Il Signore e’ chiamato Hari perche’ solo Lui puo’ sciogliere i nodi dell’esistenza condizionata. Se desideriamo sinceramente liberarci da questa esistenza dobbiamo informarci sulla Verita’ Assoluta con domande pertinenti, in modo che il Signore sia portato ad accordarci la liberta’ perfetta.” (Srimad-Bhagavatam 2.1.5) Sri Sukadeva Gosvami ha usato in questo verso quattro termini che distinguono Dio, la Persona Suprema, o Parabrahman, dagli altri esseri individuali che fanno tutt’uno con Lui solo sul piano qualitativo. Egli Lo definisce sarvatma, onnipresente, perche’ nessuno e’ indipendente da Lui, sebbene non tutti lo realizzino. Grazie alla Sua emanazione plenaria, il Paramatma, Dio e’ nel cuore di ognuno come Anima Suprema e accompagna cosi’ le anime individuali che sono tutte unite a Lui da una relazione intima. L’oblio di questa relazione eterna e’ la causa del condizionamento a cui gli esseri sono soggetti da tempo immemorabile. Ma poiche’ il Signore e’ anche Bhagavan — l’Essere Sovrano — Egli puo’ rispondere immediatamente all’appello sincero del Suo devoto. Inoltre, nella Sua qualita’ di Essere perfetto, la Sua bellezza, la Sua ricchezza, la Sua gloria, la Sua potenza, la Sua conoscenza e la Sua rinuncia sono altrettante fonti inesauribili di felicita’ spirituale per l’anima individuale. L’anima subisce il fascino di tutte queste meravigliose qualita’ quando queste appaiono in modo imperfetto nelle altre anime condizionate, ma delusa da questi riflessi imperfetti cerca continuamente l’Essere perfetto. Niente puo’ essere paragonato alla bellezza di Dio, alla Sua conoscenza o alla Sua rinuncia. Ma Dio e’ soprattutto Y levar a, il controllore supremo. Attualmente siamo controllati dal Suo dipartimento di polizia. Questo avviene perche’ abbiamo disobbedito alle Sue leggi. Il Signore, pero’, conosciuto col nome di Hari, puo’ mettere termine a questa esistenza condizionata accordandoci la piena liberta’ della vita spirituale. Ogni uomo ha dunque il dovere di fare domande pertinenti su Dio e tornare cosi’ nel Suo regno.

LA RICERCA DELL’ANIMA

Nel 1972 un gruppo di esperti s’incontro’ a Windsor, nell’Ontario, per discutere dei “problemi collegati con i tentativi di definire il momento esatto della morte.” Tra i membri di questo gruppo erano presenti il cardiologo di fama mondiale dott. Wilfred G. Bigelow, Edson L. Hines, giudice della corte suprema dell’Ontario, e Francis Leddy, preside dell’Universita’ di Windsor. Il dottor Bigelow sostenne l’esistenza dell’anima ed esorto’ ad effettuare ricerche sistematiche per determinare che cos’e’ l’anima e da dove proviene. I commenti del dott. Bigelow e degli altri esperti furono pubblicati successivamente nel Montreal Gazette. Quando Srila Prabhupada venne a conoscenza dell’articolo, scrisse una lettera al dott. Bigelow offrendo la sostanziale conoscenza vedica sulla scienza dell’anima e suggerì un metodo pratico per comprendere l’anima scientificamente. Seguono l’articolo della Gazette e la risposta di Srila Prabhupada.

Titolo del Montreal Gazette:

“Chirurgo cardiaco vuole sapere che cos’e’ l’anima”

WINDSOR — Un chirurgo cardiaco canadese, famoso a livello mondiale, dice di credere che il corpo ha un’anima che lascia il corpo al momento della morte e che i teologi dovrebbero tentare di saperne di piu’. Il dott. Wilfred G. Bigelow, primario dell’unita’ chirurgica cardio-vascolare del General Hospital di Toronto, dice che “come persona che crede nell’anima” pensa che sia venuto il momento di “togliere il mistero e scoprire che cos’e’”. Bigelow e’ stato membro di un comitato che si presento’ davanti all’Essex County Medical-Legal Society per discutere i problemi connessi ai tentativi di stabilire l’esatto momento della morte. La questione e’ diventata vitale nell’era dei trapianti di cuore e degli altri organi nei casi in cui i donatori siano irrimediabilmente in fin di vita. L’Associazione dei medici canadesi ha prodotto una definizione della morte, largamente accettata, come il momento in cui il paziente e’ in coma, non risponde piu’ a stimoli di alcun genere e le onde cerebrali registrate su una macchina sono piatte. Gli altri membri del comitato erano Mr. Justice Edson L. Haines della Corte Suprema dell’Ontario e J. Francis Leddy, rettore dell’universita’ di Windsor. Bigelow, riprendendo argomenti che aveva sollevato durante la discussione, disse in seguito durante un’intervista che i suoi trentadue anni da chirurgo non gli avevano lasciato alcun dubbio sull’esistenza dell’anima. “Ci sono certi casi in cui ti capita di essere presente al momento in cui la gente passa dallo stato vivente alla morte e vedi alcuni misteriosi cambiamenti. Uno dei piu’ evidenti e’ l’improvvisa mancanza di vita e di lucidita’ degli occhi. Diventano opachi e letteralmente privi di vita. E difficile dimostrare quello che osservi. In effetti penso che cio’ non possa essere dimostrato facilmente.” Bigelow, che e’ diventato celebre in tutto il mondo per il suo lavoro di pioniere nella tecnica chirurgica “deep freeze”, conosciuta come ipotermia, e per i suoi interventi sulle valvole cardiache, dice che la “ricerca dell’anima” dovrebbe essere intrapresa dalla teologia e dalle discipline ad essa affini all’interno delle universita’. Nel corso di questa discussione Leddy disse che “se c’e’ un’anima non la vedrete e non la troverete.” Se c’e’ un principio vitale, che cos’e’? Il problema e’ che “l’anima non esiste in nessun posto preciso e geografico. E dovunque nel corpo e non e’ in nessun posto”. “Sarebbe bello iniziare a fare esperimenti ma non so a cosa vi porterebbero” disse Leddy. Disse inoltre che la discussione gli ricordava quel cosmonauta sovietico che ritorno’ dallo spazio e comunico’ che non c’era nessun Dio perche’ non L’aveva visto lassu’. Puo’ anche essere, disse Bigelow, ma nella medicina moderna quando ci s’imbatte in qualcosa d’inspiegabile “la parola d’ordine e’ cercare la risposta, portarla in laboratorio o in qualsiasi posto che permetta di scoprire la verita’.” La domanda principale, dice Bigelow, e’ “dov’e’ l’anima e da dove viene?”

Srila Prabhupada offre la prova vedica

Caro dott. Bigelow, La prego di accettare i miei saluti. Ho letto recentemente un articolo molto interessante di Rae Corelli sulla Gazzette intitolato “Chirurgo cardiaco vuole sapere cos’e’ l’anima.” I suoi commenti denotano un grande intuito e per questa ragione ho pensato di scriverle in proposito. Forse sapra’ che sono il fondatore-acarya dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna. Ho parecchi templi in Canada, a Montreal, Toronto, Vancouver e Hamilton. Questo Movimento per la Coscienza di Krishna ha come scopo specifico l’insegnamento a tutte le anime della loro posizione spirituale originale. L’anima e’ senza dubbio presente nel cuore dell’entita’ vivente ed e’ la sorgente di tutte le energie di mantenimento del corpo. L’energia dell’anima pervade tutto il corpo ed e’ conosciuta come coscienza. Poiche’ la coscienza si espande in tutto il corpo, si provano dolore e piacere in qualsiasi sua parte. L’anima e’ individuale e trasmigra da un corpo all’altro proprio come una persona trasmigra dall’infanzia alla fanciullezza, dalla fanciullezza all’adolescenza, dall’adolescenza all’eta’ adulta per finire alla vecchiaia avanzata. Qui ha luogo il cambiamento chiamato morte: si ottiene un nuovo corpo proprio come si cambia un vestito vecchio con uno nuovo. Questa e’ la trasmigrazione dell’anima. Quando un’anima desidera godere del mondo materiale, dimenticando la sua vera casa nel mondo spirituale, comincia questa esistenza di dura lotta. Questa vita innaturale di ripetute nascite, morti, malattie e vecchiaia puo’ essere fermata quando la coscienza si unisce alla suprema coscienza di Dio. Questo e’ il principio di base del Movimento per la Coscienza di Krishna. Per quel che riguarda i trapianti cardiaci non si puo’ parlare di successo se l’anima non e’ presente nel cuore. Quindi la presenza dell’anima dev’essere accettata. Nel rapporto sessuale, se non ci fosse l’anima, non ci sarebbe concepimento, non ci sarebbe gravidanza. La contraccezione deteriora l’utero in modo tale che non e’ piu’ un luogo adatto per l’anima. Questo e’ contro l’ordine di Dio. Per Suo ordine l’anima viene inviata in un particolare utero, ma con la contraccezione viene rifiutata da quell’utero e dev’essere immessa in un altro. Cio’ significa disobbedire al Supremo. Prenda l’esempio di un uomo che debba andare a vivere in un particolare appartamento. Se la situazione li’ e’ di tale disturbo che lui non riesce a entrarvi verra’ a trovarsi in grande svantaggio. Questa interferenza e’ illegale ed e’ punibile. Intraprendere la “ricerca dell’anima” rappresenta senz’altro un progresso scientifico, ma questo progresso non sara’ in grado di trovare l’anima. La presenza dell’anima puo’ essere semplicemente accettata con una comprensione circonstanziata. Trovera’ nella letteratura vedica che la dimensione dell’anima e’ la decimillesima parte di un punto. Lo scienziato materialista non puo’ misurare la lunghezza e la larghezza di un punto, quindi non e’ possibile per lo scienziato materialista catturare l’anima. Si deve accettare l’esistenza dell’anima da un’autorita’. Cio’ che i piu’ eminenti scienziati stanno cercando e’ stato da noi spiegato molto tempo fa. Non appena si comprende l’esistenza dell’anima si puo’ immediatamente comprendere l’esistenza di Dio. La differenza tra Dio e l’anima e’ che Dio e’ un’anima immensa mentre l’entita’ vivente e’ un’anima piccolissima; ma qualitativamente sono uguali. Dio e’ onnipervadente e l’entita’ vivente e’ localizzata, ma la natura e la qualita’ sono le stesse. La domanda principale che lei pone e’: “Dov’e’ l’anima e da dove viene?” Non e’ cosi’ difficile da comprendere. Abbiamo gia’ detto che l’anima risiede nel cuore dell’entita’ vivente e che prende rifugio in un altro corpo dopo la morte. In origine l’anima viene da Dio. Proprio come una scintilla esce dal fuoco e quando cade a terra sembra si estingua, la scintilla dell’anima esce in origine dal mondo spirituale e cade in quello materiale. Qui cade in tre differenti condizioni chiamate influenze della natura. Quando una scintilla infuocata cade sull’erba secca, il fuoco presente in lei non si estingue. Quando cade sul terreno non puo’ mostrare il fuoco insito in lei a meno che il terreno non possa accoglierla favorevolmente; e quando cade nell’acqua si estingue. Similmente, ci sono tre tipi di condizioni esistenziali. La prima e’ quando l’entita’ vivente va seriamente alla ricerca della perfezione spirituale; la seconda e’ quando ha quasi del tutto dimenticato ma e’ ancora istintivamente portata alla natura spirituale; la terza e’ quando dimentica completamente la sua natura spirituale. Esiste un metodo autentico che permette alla scintilla spirituale, cioè all’anima, di ottenere la perfezione spirituale: se l’anima viene correttamente guidata e’ molto facile riportarla a casa, riportarla a Dio, da dove in origine e’ caduta. Se queste informazioni autorizzate tratte dalle Scritture vediche saranno presentate al mondo moderno avvalendosi delle moderne cognizioni scientifiche porteranno grande beneficio all’umanità. Ci sono gia’ i fatti. Si tratta semplicemente di presentarli in modo adatto alla comprensione moderna.

Distinti saluti, A.C. Bhaktivedanta Swami

LA SCELTA DEL MAESTRO SPIRITUALE

Indice:

Chi e’ un guru?

Santi e ciarlatani

“Con tutta l’umiltà di cui sono capace”

CHI E’ UN GURU?

conferenza del 1973, Inghilterra

om ajnana-timirandhasya

jnananjana salakaya

caksur unmilitam yena

tasmai sri-gurave namah

“Sono nato nell’ignoranza piu’ buia e il mio guru, il mio maestro spirituale, mi ha aperto gli occhi con la torcia della conoscenza. Gli offro i miei più rispettosi omaggi.”

La parola ajnana significa ignoranza o buio. Se tutte le luci di questa stanza si spegnessero di colpo, non saremmo più in grado di dire dove noi e gli altri siamo seduti. Tutto diventerebbe confuso. Tutti noi siamo nel buio in questo mondo materiale, che e’ un mondo di tamas. Tamas o timira significa “buio”. Questo mondo materiale e’ buio, perciò ha bisogno di essere illuminato dalla luce del sole o della luna. C’è pero’ un altro mondo, un mondo spirituale che e’ al di la’ del buio. Quel mondo e’ descritto da Sri Krishna nella Bhagavad-gita (15.6):

na tad bhasayate suryo

na sasanko na pavakah

yad gatva na nivartante

tad dhama paramani marna

“La Mia dimora non e’ illuminata né dal sole né dalla luna ne’ dall’elettricità. Chi la raggiunge non tornerà più in questo mondo.”

Il compito del guru e’ portare i suoi discepoli dal buio alla luce. Come per ignoranza si contrae una malattia, sempre a causa dell’ignoranza tutti oggi stanno soffrendo. Se non si conoscono i principi dell’igiene, per esempio, s’ignorano anche le possibili cause d’infezione. Quindi, a causa dell’ignoranza c’è l’infezione e noi soffriamo per la malattia. Un criminale potrebbe dire: “Non conoscevo la legge”, ma non sarà scusato se commette un crimine. L’ignoranza non ha scuse. Un bambino, non sapendo che il fuoco brucia, toccherà il fuoco. Il fuoco non penserà: “E’ un bambino e non sa che io brucio”. No, non ci sono scuse. Proprio come esistono le leggi dello Stato, esistono anche precise leggi naturali e queste leggi agiranno a prescindere dalla nostra ignoranza. Se facciamo qualcosa di sbagliato per ignoranza, dobbiamo soffrire. Questa e’ la legge. Che sia legge di Stato o legge di natura, rischiamo di soffrire se non la rispettiamo. Il compito del guru e’ fare in modo che nessun essere umano soffra nel mondo materiale. Nessuno puo’ dire di non soffrire. Non e’ possibile. In questo mondo sono presenti tre forme di sofferenza: adhyatmika, adhibhautika e adhidaivika. Miserie che provengono dal corpo materiale e dalla mente, da altri esseri viventi e dalle forze della natura. Possiamo soffrire di angoscia mentale, possiamo soffrire a causa di altri esseri viventi — formiche, zanzare, mosche — o possiamo soffrire a causa di qualche potere superiore. Ci potranno essere siccità e inondazioni, potranno verificarsi un caldo e un freddo eccessivi; alcune sofferenze sono imposte dalla natura e sono queste che, singolarmente o combinate tra loro, ci fanno soffrire nel mondo materiale. Nessuno può dire di essere completamente libero dalla sofferenza. Possiamo chiederci allora perché l’essere vivente stia soffrendo. La risposta e’: per ignoranza. L’uomo non pensa: “Sto commettendo errori e sto conducendo una vita empia, per questo soffro.” Il primo compito del guru consiste dunque nel liberare il discepolo da questa ignoranza. Noi mandiamo i nostri figli a scuola per salvarli dalla sofferenza. Se i nostri figli non ricevono un’istruzione temiamo che debbano soffrire in futuro. Il guru sa che la sofferenza e’ dovuta all’ignoranza, che e’ paragonabile al buio. Come puo’ essere salvata una persona che si trova nel buio? Con la luce. Il guru porta la torcia della conoscenza e la offre all’essere vivente prima che venga avvolto definitivamente dal buio. Questa conoscenza lo solleva dalle sofferenze dovute al buio dell’ignoranza. Ci si potrebbe chiedere: “Il guru e’ assolutamente necessario?” I Veda (Mundaka Upanisad 1.2.12) confermano che e’ necessario:

tad-vijnanartham sa gurum evabhigacchet

samit-panih srotriyam brahma-nistham

I Veda ci ingiungono di cercare un guru; in realta’ dicono di cercare il guru non un guru. Il guru e’ uno perche’ proviene da una successione di maestri. Ciò che Vyasadeva e Krishna insegnarono cinquemila anni fa e’ ciò che viene insegnato anche adesso. Non c’è differenza tra le due istruzioni. Sebbene centinaia di migliaia di acarya siano andati e venuti, il messaggio e’ sempre quello. Il vero guru non parla diversamente dai suoi predecessori. Alcuni insegnanti spirituali dicono: “Secondo la mia opinione dovresti agire cosi’”, ma questo non e’ un guru. Tali cosiddetti guru sono soltanto mascalzoni. Il guru autentico ha una sola opinione, quella espressa da Krishna, da Vyasadeva, da Narada, da Arjuna, da Sri Caitanya Mahaprabhu e dai Gosvami. Cinquemila anni fa Sri Krishna rivelo’ la Bhagavad-gita e Vyasadeva la trascrisse. Vyasadeva non disse: “Questa e’ la mia opinione.” Scrisse testualmente Sri Bhagavan uvaca, cioe’: “Dio, la Persona Suprema, dice.” Tutto cio’ che Vyasadeva scrisse fu rivelato in origine da Dio, la Persona Suprema. Vyasadeva non dette la sua opinione personale, percio’ egli e’ un guru. Non fraintende le parole di Krishna, ma le trasmette esattamente come furono pronunciate. Se spediamo un telegramma, la persona che lo recapita non deve ne’ commentarlo ne’ fare aggiunte. Deve semplicemente consegnarlo. Questo e’ il compito del guru. 11 guru puo’ essere questa o quella persona, ma il messaggio e’ lo stesso, percio’ si dice che il guru e’ uno. Nella successione di maestri troviamo solo la ripetizione dello stesso argomento. Nella Bhagavad-gita (9.34) Krishna dice:

man-mana bhava mad-bhakto

mad-yaji mam namaskuru

mam evaisyasi yuktvaivam

atmanam mat-parayanah

“Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, offriMi i tuoi omaggi e adoraMi. Perfettamente assorto in Me, verrai a Me.” Queste istruzioni autentiche furono ripetute da tutti gli acarya: Ramanujacarya, Madhvacaryae Sri Caitanya. Anche i sei Gosvami trasmisero lo stesso messaggio e noi stiamo seguendo le loro orme. Non c’e’ alcuna differenza. Non interpretiamo le parole di Krishna dicendo: “Secondo la mia opinione la battaglia di Kuruksetra rappresenta il corpo umano.” Queste interpretazioni sono espresse da persone disoneste. Sono molti nel mondo i guru disonesti che forniscono la propria opinione, ma noi possiamo sfidare qualsiasi furfante. Un guru disonesto puo’ dire: “Io sono Dio” o “siamo tutti Dio”. Va bene, ma dobbiamo cercare nel vocabolario qual e’ il significato della parola “Dio”. In genere il vocabolario ci dira’ che la parola “Dio” indica l’Essere Supremo. Possiamo allora chiedere a questo guru: “Sei l’Essere Supremo?” Se non capisce, dobbiamo allora cercare il significato di “supremo”. Qualsiasi dizionario ci spieghera’ che supremo significa “l’autorita’ piu’ elevata”. Potremo quindi chiedere: “Sei tu l’autorita’ piu’ elevata?” Il guru imbroglione, sebbene si dichiari Dio, non potra’ rispondere a questa domanda. Dio e’ l’Essere Supremo e l’autorita’ piu’ elevata. Nessuno Lo eguaglia o e’ piu’ grande di Lui. Eppure ci sono molti guru che si proclamano Dio, molti mascalzoni che pretendono di essere il Supremo. Tali guru non possono aiutarci a fuggire dal buio dell’esistenza materiale. Non possono illuminare il buio in cui ci troviamo con la torcia della conoscenza spirituale. Il guru autentico si limitera’ a presentare cio’ che il Guru Supremo, Dio, dice nelle Scritture autentiche. Un guru non puo’ cambiare il messaggio trasmesso dalla successione dei maestri. Dobbiamo capire che non possiamo effettuare una ricerca per trovare la Verita’ Assoluta. Caitanya Mahaprabhu stesso ha detto: “Il mio Guru Maharaja mi considerava un grande sciocco. Colui che rimane un grande sciocco davanti al suo guru e’ lui stesso un guru.” Se pero’ un individuo dice: “Sono cosi’ avanzato che posso parlare meglio del mio guru”, e’ solo un mascalzone. Nella Bhagavad-gita (4.2) Sri Krishna dice:

evam parampara-praptam

imam rajarsayo viduh

sa kaleneha mahata

yogo nastah parantapa

“Questa scienza suprema fu trasmessa in successione da maestro a discepolo e i re santi la ricevettero in questo modo. Nel corso del tempo, tuttavia, la successione dei maestri si e’ interrotta e questa scienza cosi’ com’e’ sembra ora perduta.” Non si puo’ accettare un guru soltanto perche’ e’ di moda. Chi e’ serio nel comprendere la vita spirituale ha bisogno di un guru. Trovarlo e’ una questione di necessita’ per comprendere la vita spirituale, l’azione appropriata, Dio e la nostra relazione con Lui. Quando siamo molto seri nel voler comprendere questi argomenti, abbiamo bisogno di un guru. Non dobbiamo avvicinarlo soltanto perche’ e’ di moda. Dev’esserci sottomissione; infatti se non ci sottomettiamo non possiamo imparare. Se andiamo da un guru soltanto per sfidarlo, non impareremo niente. Dobbiamo invece accettarlo con la stessa attitudine con cui Arjuna accetto’ il suo guru, Krishna stesso:

karpanya-dosopahata-srabhavah

prcchami tva’m dharma-sammudha-cetah

yac chreyah syan niscitam bruhi tan me

sisyas te ‘ham sadhi mam tvam prapannam

“Ora sono confuso, non so piu’ qual e’ il mio dovere e ho perso la calma a causa di una debolezza meschina. In questa condizione Ti chiedo di dirmi chiaramente cio’ che e’ meglio per me. Ora sono Tuo discepolo e un’anima sottomessa a Te. Istruiscimi, Ti prego.” (Bhagavad-gita 2.7) Questo e’ il modo di accettare un guru. Il guru e’ il rappresentante di Krishna, il rappresentante dei precedenti acarya. Krishna dice che tutti gli acarya sono Suoi rappresentanti, percio’ al guru va offerto lo stesso rispetto che si offrirebbe a Dio. Visvanatha Cakravartl Thakura dice nelle sue preghiere al maestro spirituale, yasya prasadad bhagavat-prasadah: “Per la grazia del maestro spirituale si riceve la benedizione di Krishna.” Se ci sottomettiamo al maestro spirituale autentico ci sottomettiamo a Dio, e Dio accetta la nostra sottomissione al guru. Nella Bhagavad-gita (18.66) Krishna ci istruisce:

sarva-dharman parityajya

mam ekam saranam vraja

aham tvam sarva-papebhyo

moksayisyami me sucah

“Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me. Io ti liberero’ da tutte le reazioni del peccato. Non temere.” Qualcuno potra’ dire: “Dov’e’ Krishna? Mi sottomettero’ a Lui.” Ma non e’ cosi’, il procedimento vuole che prima ci si arrenda al rappresentante di Krishna, poi ci si arrenda a Krishna. Percio’ e’ detto, saksad-dharitvena samasta-sastraih: il guru equivale a Dio. Quando noi offriamo il nostro rispetto al guru, stiamo offrendo il nostro rispetto a Krishna. Poiche’ stiamo tentando di essere coscienti di Dio, ci viene richiesto d’imparare come offrire rispetto a Dio attraverso il Suo rappresentante. In tutti gli sastra (scritture) il guru viene definito equivalente a Dio, ma egli non dice mai: “Sono Dio.” Il dovere del discepolo consiste nell’offrire al guru il rispetto che offrirebbe a Dio, ma il guru non pensa mai: “I miei discepoli mi stanno offrendo lo stesso rispetto che offrono a Dio, quindi sono diventato Dio.” Non appena inizia a pensare in questo modo, diventa un cane, anziche’ Dio. Per questa ragione Visvanatha Cakravarti dice, kintu prabhor yah priya eva tasya. Poiche’ il guru e’ il servitore piu’ confidenziale di Dio, a lui va offerto lo stesso rispetto che viene offerto a Dio. Dio e’ sempre Dio, il guru e’ sempre il guru. Dal punto di vista dell’etichetta, Dio e’ il Dio adorato e il guru e’ il Dio adoratore (sevaka-Bhagavan). Ci si rivolge quindi al guru chiamandolo prabhupada. La parola prabhu significa “signore” e pada significa “posizione”. Quindi prabhupada significa “colui che ha preso la posizione del Signore”. E come dire saksad-dharitvena samasta- sastraih. Solo se siamo molto seri nel comprendere la scienza di Dio e’ richiesto un guru. Non dobbiamo cercare un guru per una questione di moda. Chi ha accettato un guru parla in maniera intelligente. Non dice mai sciocchezze. Questa e’ la prova che ha accettato un maestro spirituale autentico. Dobbiamo certamente offrire tutto il nostro rispetto al maestro spirituale, ma dobbiamo anche ricordare come seguire le sue istruzioni. Nella Bhagavad-gita (4.34) Sri Krishna stesso ci insegna il metodo per ricercare e avvicinare il guru:

tad viddhi pranipatena

pariprasnena sevaya

upadeksyanti te jnanath

jnaninas tattva-darsinah

“Cerca di conoscere la verita’ avvicinando un maestro spirituale, ponigli delle domande con sottomissione e servilo. L’anima realizzata puo’ rivelarti la conoscenza perche’ ha visto la verita’.” Il primo passo e’ quello di sottomettersi. Dobbiamo cercare una persona elevata e volontariamente sottometterci a lei. Gli sastra affermano che prima di accettare un guru occorre studiarlo attentamente per scoprire se possiamo sottometterci a lui. Non dobbiamo accettare un guru all’improvviso, per fanatismo. E molto pericoloso. Anche il guru deve studiare la persona che desidera diventare suo discepolo per vedere se e’ adatta. Questo e’ il modo in cui si stabilisce una relazione tra maestro e discepolo. Tutto e’ provvisto, ma dobbiamo affrontare il procedimento in maniera seria. A questo punto possiamo essere istruiti e diventare discepoli autentici. Prima dobbiamo trovare un guru autentico, stabilire la nostra relazione con lui e agire di conseguenza. Allora la nostra vita avra’ successo perche’ il guru puo’ illuminare il discepolo sincero che e’ immerso nell’oscurita’. Ciascuno di noi e’ nato mascalzone e sciocco. Se fossimo nati istruiti perche’ avremmo bisogno di andare a scuola? Se non coltiviamo la conoscenza non siamo migliori degli animali. Un animale potra’ dire che i libri non sono necessari e che e’ diventato un guru, ma come si potra’ ottenere la conoscenza senza lo studio di libri autorevoli di scienza e di filosofia? I guru mascalzoni tentano di evitare queste cose. Dobbiamo capire che tutti siamo nati mascalzoni e sciocchi e che dobbiamo essere illuminati. Dobbiamo ricevere la conoscenza per rendere perfetta la nostra vita. Se non renderemo perfetta la nostra vita saremo sconfitti. Qual e’ la sconfitta? La lotta per l’esistenza. Stiamo tentando di ottenere una vita migliore, di raggiungere una posizione superiore e per questo stiamo lottando molto duramente, anche se non sappiamo cos’e’ una posizione superiore. Qualsiasi posizione abbiamo raggiunto in questo mondo materiale dovra’ essere abbandonata. Possiamo avere una buona posizione o una meno buona; in ogni caso non potremo rimanere qui. Potremo guadagnare milioni di dollari e pensare: “Adesso ho una buona posizione”, ma una malattia potrebbe mettere fine alla nostra posizione. Anche se la banca fallisce la nostra posizione e’ perduta. In effetti non esiste nessuna buona posizione in questo mondo materiale. E’ una farsa. Quelli che tentano di raggiungere una posizione migliore nel mondo materiale sono alla fine sconfitti perche’ in realta’ non esiste alcuna posizione migliore. La Bhagavad-gita (14.26) rivela qual e’ la posizione migliore:

mam ca yo ‘vyabhicarena

bhakti-yogena sevate

sa gunan samatityaitan

brahma-bhuyaya kalpate

“Colui che s’impegna completamente nel servizio di devozione, senza mai deviare, trascende subito le tre influenze della natura materiale e raggiunge il livello del Brahman.” Esiste una scienza che possa darci quel genere di conoscenza che ci permetta di diventare immortali? Si’, possiamo diventare immortali, ma non nel senso materiale. Non possiamo ricevere questa conoscenza nelle cosiddette universita’. La conoscenza con la quale possiamo diventare immortali e’ contenuta nelle Scritture vediche. Questa immortalita’ e’ la nostra posizione migliore. Non piu’ nascita, non piu’ morte, non piu’ vecchiaia, non piu’ malattia. Il guru si assume dunque una responsabilita’ molto grande. Deve guidare il discepolo e metterlo in grado di diventare un candidato idoneo alla posizione perfetta, l’immortalita’. Il guru dov’essere competente per guidare il discepolo e riportarlo a casa, riportarlo a Dio.

SANTI E CIARLATANI

Intervista al London Times

Giornalista: Sua Grazia, sembra che l’attrazione per la spiritualita’ eserciti sull’uomo un’influenza sempre maggiore. Puo’ spiegarmi la causa di questo fenomeno?

Srila Prabhupada: Quest’attrazione e’ del tutto naturale nell’uomo perche’, come anima spirituale, egli non puo’ essere felice nell’esistenza materiale. Come un pesce non sara’ mai felice fuori dall’acqua, cosi’ l’uomo senza coscienza spirituale non potra’ mai essere veramente felice. Il progresso scientifico e lo sviluppo economico hanno oggi innumerevoli seguaci, ma nessuno di loro e’ felice perche’ le loro aspirazioni non costituiscono il vero scopo dell’esistenza. Rendendosene conto, numerosi giovani rifiutano un modo di vita cosi’ materialistico e si volgono verso la spiritualita’. Poiche’ la coscienza di Krishna e’ il vero scopo della vita, e’ in questa direzione che la nostra ricerca deve orientarsi. Senza coscienza di Krishna non si puo’ essere felici, e’ un fatto. Per questa ragione vi invitiamo a studiare questo Movimento e a coglierne tutta la grandezza.

Giornalista: Le diro’ francamente cio’ che mi turba: non molto tempo fa uno yogi venuto dall’India sbarco’ in Inghilterra — molti sentivano parlare di guru per la prima volta. Da allora c’e’ stata tutta una “fioritura” di “guru” che sono sorti dal nulla e cio’ mi fa pensare che non siano cosi’ autentici come dovrebbero essere. Non sarebbe il caso di prevenire coloro che pensano di volgersi verso la spiritualita’ affinche’ si assicurino che la loro guida sia autentica?

Srila Prabhupada: Si’, naturalmente, e’ bene cercare un guru, ma se vi accontentate di uno da quattro soldi, in altre parole, se volete essere imbrogliati, ne troverete molti di questi guru, ma se siete sinceri troverete un guru sincero. La gente oggi si fa ingannare perche’ vuole ottenere tutto a poco prezzo. Per quanto ci riguarda, noi chiediamo ai nostri discepoli di rinunciare a ogni forma di sesso illecito, alla droga, all’alcool e agli altri eccitanti, al gioco d’azzardo e al consumo di carne. La maggior parte della gente ritiene sia molto difficile seguire tutti questi principi, lo vede come un obbligo fastidioso. Ma se qualcuno propone: “Fate pure come vi pare, non importa, basta che recitiate questo mantra”, sicuramente costui sara’ molto apprezzato. La gente desidera essere ingannata e cosi’ arrivano i ciarlatani. Nessuno vuole sottomettersi a qualche forma di austerita’; la vita umana e’ destinata alla pratica dell’austerita’, ma nessuno e’ pronto ad accettarla. Ecco perche’ arrivano i ciarlatani a ingannare la gente: “Niente austerita’, fate pure quello che vi pare e piace. Datemi soltanto il vostro denaro, in cambio io vi daro’ questo mantra e in meno di sei mesi diventerete Dio.” Questo e’ cio’ che succede oggi. Se desiderate essere imbrogliati in questo modo, gli imbroglioni arriveranno.

Giornalista: Che cosa succede a chi aspira sinceramente alla vita spirituale ma sfortunatamente si affida a un falso guru?

Srila Prabhupada: Ogni tipo di educazione, anche la piu’ elementare, richiede tempo, lavoro e studio. Chi vuole dedicarsi alla vita spirituale deve diventare serio. Com’e’ possibile diventare Dio nello spazio di sei mesi semplicemente grazie a qualche mantra magico? Per quale motivo la gente si lascia incantare da queste chiacchiere se non perche’ vuole effettivamente essere ingannata?

Giornalista: Come riconoscere l’autenticita’ di un guru?

Srila Prabhupada: Chi, tra i miei discepoli, puo’ rispondere a questa domanda?

Un discepolo: Mi ricordo che un giorno John Lennon fece la stessa domanda e tu gli rispondesti: ” E sufficiente trovare colui che e’ interamente dedicato a Krishna. Quello e’ un guru autentico.”

Srila Prabhupada: Proprio cosi’. Poiche’ e’ il puro rappresentante di Dio, il guru autentico parla solo di argomenti che sono in relazione a Dio e non manifesta alcun interesse per la vita materiale. Soltanto Dio gli interessa. Questo e’ uno dei criteri per giudicare l’autenticita’ di un guru: e’ sempre assorto nella Verita’ Assoluta (brahma-nistham). La Mundaka Upanisad insegna, srotriyam brahma-nistham: “Il guru autentico conosce le Scritture, possiede la conoscenza vedica e dipende completamente dal Brahman”. Deve dunque conoscere la natura del Brahman, di cio’ che e’ spirituale, e sapere come stabilirsi sul piano del Brahman. Queste sono le caratteristiche citate nei Veda. Il guru autentico rappresenta il Signore Supremo, come il vicere’ rappresenta il re, percio’ non inventa niente di cio’ che insegna. Tutto cio’ che dice e’ in sintonia con le Scritture e con gli acarya che lo hanno preceduto. Non vi dira’ mai che potete diventare Dio in sei mesi recitando un mantra. Non e’ questa la sua funzione. Il suo ruolo consiste nel chiedere a ognuno di servire Dio con devozione: “Vi prego, risvegliate la vostra coscienza divina.” Questa e’ in sostanza la missione del vero guru. Chi, in nome del Signore, si dedica a convincere gli altri della necessita’ di servire Dio con devozione e’ un guru autentico.

Giornalista: Che cosa pensa dei preti cristiani?

Srila Prabhupada: Cristiani, musulmani o indù, non importa. Chi parla unicamente in nome di Dio e’ un guru. Gesù Cristo, per esempio, si rivolgeva alla folla dicendo: “Sforzatevi soltanto di amare Dio.” Questa e’ la prova dell’autenticita’ del guru: cristiano, musulmano o indu’ sa convincere il prossimo ad amare Dio; ma non dira’ mai “Io sono Dio” oppure “Vi faro’ diventare uguali a Dio”. Dira’ invece: “Sono il servitore di Dio e desidero che anche voi lo diventiate.” Non ha importanza il modo in cui e’ vestito. Anche Caitanya Mahaprabhu diceva: “Chiunque sia in grado di trasmettere agli altri la scienza di Dio e’ un maestro spirituale.” Il maestro spirituale autentico si preoccupa solo di convincere gli altri a servire Krishna con devozione. Questa e’ la sua unica funzione.

Giornalista: Ma i cattivi guru…

Srila Prabhupada: I “cattivi guru”? Che cosa intende dire?

Giornalista: Quelli che desiderano solo il denaro e la gloria.

Srila Prabhupada: Come puo’ una persona cattiva diventare guru (Ride.) Come puo’ il ferro trasformarsi in oro? In realta’ un guru non puo’ essere cattivo. Se qualcuno e’ cattivo non puo’ essere un guru. L’espressione “cattivo guru” e’ un paradosso. Cerchi di capire che cos’e’ un guru autentico: colui che parla solo di Dio. Se non dedica tutte le sue parole a Dio e’ un impostore, perche’ il guru non parla mai di sciocchezze. Non ci puo’ essere un “cattivo guru”, quest’espressione e’ una contraddizione. Non c’e’ questione di cattivo guru, cosi’ come non puo’ esserci un guru rosso o bianco. Per definizione il termine guru e’ sinonimo di autenticita’. Il guru puo’ essere riconosciuto per il semplice fatto che parla solo di Dio e si sforza di convincere gli uomini a diventare devoti di Dio.

Giornalista: Supponendo che io desiderassi ricevere da lei l’iniziazione spirituale, quali condizioni dovrei soddisfare?

Srila Prabhupada: Prima di tutto dovrebbe rinunciare alla vita sessuale illecita.

Giornalista: Cosa s’intende per “illecita”? Qualsiasi forma di vita sessuale?

Srila Prabhupada: E illecita ogni attivita’ sessuale che non sia circoscritta all’ambito del matrimonio. L’animale non e’ soggetto a nessuna regola particolare, ma l’uomo, al contrario, in ogni Paese e in ogni religione deve piegarsi a determinate restrizioni che riguardano la vita sessuale. Dovrebbe anche abbandonare l’uso di ogni sostanza eccitante e inebriante — te’, alcool, sigarette, marijuana…

Giornalista: Tutto qui?

Srila Prabhupada: No, dovrebbe anche astenersi dal mangiare la carne, le uova e il pesce, e abbandonare il gioco d’azzardo. Se non rinuncia a queste quattro attivita’ colpevoli non puo’ ricevere l’iniziazione.

Giornalista: Quanti discepoli ha in tutto il mondo?

Srila Prabhupada: Se lei avesse qualcosa di autentico e di prezioso da proporre non si aspetterebbe di fare molti seguaci. Le iniziazioni senza valore, invece, sono richieste da molti. Comunque abbiamo iniziato circa cinquemila discepoli.

Giornalista: Il Movimento per la Coscienza di Krishna cresce progressivamente?

Srila Prabhupada: Si’, ma lentamente; la gente non ama le restrizioni.

Giornalista: Dove incontra piu’ successo?

Srila Prabhupada: Negli Stati Uniti, in Europa, nell’America del Sud e in Australia, senza naturalmente dimenticare l’India, dove milioni di persone praticano la coscienza di Krishna.

Giornalista: Puo’ spiegarmi quale fine si propone questo Movimento?

Srila Prabhupada: Il Movimento per la Coscienza di Krishna si propone di ravvivare nell’uomo la sua coscienza originale. La nostra coscienza attuale e’ il prodotto di designazioni materiali diverse. Uno pensa: “Sono americano”, l’altro pensa “Sono francese”; ma in realta’ noi non apparteniamo a nessuna di queste designazioni. Siamo parti integranti di Dio, questa e’ la nostra vera identita’. Se ognuno sviluppasse questa coscienza, tutti i problemi del mondo sarebbero risolti perche’ diventeremmo consapevoli dell’unita’ degli esseri viventi in quanto anime spirituali, tutte dotate della medesima natura benche’ rivestite di abiti diversi. Questo e’ cio’ che la Bhagavad-gita insegna. La coscienza di Krishna e’ un metodo di purificazione (sarvopadhi-vinirmuktam) che permette di liberarsi da ogni designazione materiale (tat-paratvena nirmalam). Le attivita’ compiute con una coscienza pura, con i sensi purificati, ci conducono alla perfezione finale della vita. Inoltre questo metodo e’ molto semplice; non occorre diventare grandi filosofi, scienziati o altro, e’ sufficiente cantare i santi nomi del Signore, considerato il fatto che la Sua Persona, il Suo nome e le Sue qualita’ sono tutti assoluti. La coscienza di Krishna e’ una grande scienza. Sfortunatamente le universita’ non le riservano neppure il minimo posto. Ecco perche’ noi invitiamo tutti coloro che desiderano sinceramente il bene dell’umanita’ a studiare questo Movimento per coglierne l’importanza e, se e’ possibile, li invitiamo a offrirci la loro cooperazione prendendo parte attiva al suo sviluppo. I problemi del mondo sarebbero allora risolti; questo e’ il verdetto della Bhagavad-gita, l’opera piu’ pura e piu’ importante che esista nel campo della conoscenza spirituale. Molti di voi avranno sentito parlare della Bhagavad-gita, opera riconosciuta da tutti i grandi acarya dell’India — Ramanujacarya, Madhvacarya, Sri Caitanya Mahaprabhu e molti altri, lo chiedo a lei, che rappresenta i grandi quotidiani d’informazione, di fare del suo meglio per capire l’importanza di questo Movimento, nell’interesse dell’umanita’ intera.

Giornalista: Lei pensa che questo Movimento sia l’unica via che conduce a Dio?

Srila Prabhupada: Si’.

Giornalista: Chi l’autorizza ad affermarlo?

Srila Prabhupada: Le autorita’ in materia, e Krishna stesso che dichiara nella Bhagavad-gita (18.66):

sarva-dharman parityajya

mam ekarh saranam vraja

aham tvam sarva-papebhyo

moksayisyami ma sucah

“Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me. Io ti liberero’ da tutte le reazioni del peccato. Non temere.”

Giornalista: Questo abbandono implica che si debba lasciare la famiglia?

Srila Prabhupada: Niente affatto.

Giornalista: Supponiamo che io stia per ricevere l’iniziazione spirituale. Sarebbe proprio necessario che io venissi ad abitare al tempio?

Srila Prabhupada: Non obbligatoriamente.

Giornalista: Potrei restare a casa mia?

Srila Prabhupada: Certamente.

Giornalista: Dovrei lasciare il mio lavoro?

Srila Prabhupada: No, lei dovrebbe abbandonare solo le sue cattive abitudini e cantare il mantra Hare Krishna su questo rosario — tutto qui.

Giornalista: E’ necessaria una partecipazione finanziaria?

Srila Prabhupada: Lei e’ libero di contribuire se lo desidera. Ma se non vuole, non ha importanza perche’ noi non dipendiamo dai contributi di nessuno, dipendiamo da Krishna. Giornalista: Allora non avrei niente da pagare?

Srila Prabhupada: No, niente.

Giornalista: Questo e’ uno dei punti essenziali che permettono di riconoscere un guru autentico da un impostore?

Srila Prabhupada: Si’, perche’ un guru non e’ un uomo d’affari; rappresenta Dio e trasmette fedelmente il Suo insegnamento. Nessun’altra parola esce dalla sua bocca.

Giornalista: Ci si puo’ aspettare, per esempio, d’incontrare un guru che viaggi in Rolls Royce e soggiorni nell’appartamento principesco di un albergo di lusso?

Srila Prabhupada: A volte ci offrono un soggiorno in grandi alberghi, ma generalmente preferiamo restare nei nostri templi — sono un centinaio nel mondo; come vede non abbiamo bisogno di andare in albergo.

Giornalista: Non volevo assolutamente accusare lei. Volevo solo mettere in luce la fondatezza delle sue precedenti affermazioni. La ricerca spirituale e’ molto di moda oggi e molti approfittano di questa “moda del guru” per aumentare il loro conto in banca.

Srila Prabhupada: Secondo lei, la vita spirituale esige che si faccia voto di povertà? Giornalista: Non saprei…

Srila Prabhupada: Un povero potrebbe essere un perfetto materialista, mentre s’incontrano persone ricche che sono molto avanzate nella spiritualita’. La vita spirituale non dipende dalla poverta’ o dalla ricchezza, ma trascende queste dualita’. Prenda l’esempio di Arjuna: era un principe ma era anche un puro devoto del Signore. Inoltre Krishna insegna nella Bhagavad-gita, evam parampara-praptam imam rajarsayo viduh “La conoscenza suprema fu trasmessa da maestro a discepolo e i re santi la ricevettero in questo modo.” Un tempo i re, per la loro santita’, potevano comprendere la scienza spirituale. La vita spirituale non dipende da alcuna condizione materiale ed e’ accessibile a tutti, al re come al povero. Di solito la gente ignora tutto della spiritualita’ ed e’ per questo che ci critica senza ragione. Se le domandassi la definizione di “spiritualita’”, cosa mi risponderebbe?

Giornalista: Niente di definito, a dire il vero.

Srila Prabhupada: Nonostante la sua ignoranza nel campo della spiritualita’ lei da’ la sua opinione. Prima di tutto bisogna sapere che cosa s’intende per vita spirituale. La vita spirituale comincia quando si capisce di non essere il corpo. Quando percepisco la differenza tra me e il mio corpo, realizzo di essere un’anima spirituale (aham brahmasmi).

Giornalista: Pensa che questa scienza dovrebbe far parte dell’educazione di tutti?

Srila Prabhupada: Certamente. Si dovrebbe cominciare spiegando alle persone qual e’ la loro vera identita’: siamo il corpo o siamo qualcos’altro? L’educazione comincia con questa nozione di base. Oggi purtroppo tutti s’identificano con il corpo. Chi per destino nasce in un corpo americano pensa: “Sono americano”, il che in realta’ sarebbe come dire: “Sono una camicia blu o rossa”, per il semplice fatto che indosso un vestito di questo colore. E’ evidente che lei non e’ una camicia ma un essere umano. Il corpo materiale e’ simile a una camicia che ricopre la vera persona, cioe’ l’anima spirituale. Se noi ci identifichiamo col nostro “vestito di carne” significa che non abbiamo ricevuto alcuna educazione spirituale.

Giornalista: Lei ritiene che si dovrebbe impartire questa educazione nelle scuole?

Srila Prabhupada: Si’, nelle scuole, nei licei, nelle universita’. Esistono innumerevoli opere sull’argomento, un vero e proprio tesoro di conoscenza. A questo scopo sarebbe necessario, e sufficiente, che i dirigenti della societa’ rivolgano a noi la loro attenzione e studino questo Movimento.

Giornalista: Alcuni dei suoi discepoli erano stati in precedenza fuorviati da falsi guru? Srila Prabhupada: Sfortunatamente si’.

Giornalista: La loro vita spirituale ne ha risentito?

Srila Prabhupada: No, perche’ essi cercavano con sincerita’ una forma di vita spirituale. Bisogna riconoscere loro questo merito. Dio e’ nel cuore di ogni essere e aiuta subito chiunque desideri sinceramente incontrare un guru autentico.

Giornalista: Non ha mai tentato di porre fine agli intrighi dei falsi guru mettendoli in qualche modo nell’impossibilita’ di nuocere?

Srila Prabhupada: No, questo non e’ il mio scopo. Iniziai questo Movimento semplicemente cantando il mantra Hare Krishna. Andavo in un parco di New York, il Tompkins Square Park, e ben presto molte persone si avvicinarono; fu cosi’ che il Movimento per la Coscienza di Krishna si e’ gradualmente sviluppato. Molti si sono uniti a noi, altri ci hanno voltato le spalle. Quelli che ci hanno accettato sono i piu’ fortunati.

Giornalista: Dev’essere l’esperienza d’incontrare un falso guru che fa nascere la diffidenza, non e’ vero? Se il suo dentista si rivela un imbroglione e le rovina un dente, probabilmente esitera’ prima di consultare un altro dentista!

Srila Prabhupada: Naturalmente, se qualcuno ci inganna, diventiamo diffidenti. Ma il fatto di aver incontrato un imbroglione non significa che incontreremo sempre e soltanto individui di questo genere. Bisogna cercare qualcuno che sia sincero. Per entrare in contatto con questo Movimento occorre ricevere la misericordia speciale di Krishna, oppure avere gia’ una buona padronanza di questa scienza. Secondo la Bhagavad-gita (7.3) gli aspiranti autentici sono molto rari: manusyanam sahasresu kascid yatati siddhaye. Tra migliaia di uomini, uno solo forse sara’ interessato alla vita spirituale. In generale la gente vive solo per mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi da cio’ che la disturba. In queste condizioni non ci si puo’ aspettare di avere un uditorio molto esteso. E facile rendersi conto che gli uomini hanno perso interesse per la spiritualita’, e i pochi veramente interessati restano quasi sempre vittime d’impostori. In realta’, non si puo’ giudicare un Movimento solo dal numero dei discepoli; il suo successo dipende dall’autenticita’ anche di uno solo dei suoi componenti. Non e’ una questione di quantita’, ma di qualita’.

Giornalista: Si puo’ valutare la proporzione delle “vittime”?

Srila Prabhupada: Praticamente tutti. (Ridono.) E inutile valutarne il numero; quasi tutti senza eccezione.

Giornalista: Migliaia di persone …

Srila Prabhupada: Milioni! Milioni che in realta’ hanno avuto cio’ che desideravano. Dio e’ onnisciente, conosce i desideri di ognuno, e poiche’ e’ presente nel vostro cuore, se voi desiderate un ciarlatano, ve ne inviera’ uno.

Giornalista: Ogni uomo puo’ raggiungere il livello di perfezione di cui parlava poco fa?

Srila Prabhupada: Si’, anche in un attimo, basta volerlo. Ma nessuno lo vuole veramente, questo e’ il problema. Krishna dice nella Bhagavad-gita (18.66), sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja: “Abbandonati semplicemente a Me.” Ma chi vuole veramente abbandonarsi a Dio? La gente dira’: “Abbandonarmi a Dio? Perche’? Preferisco l’indipendenza.” Altrimenti sarebbe questione di un secondo, non di piu’. L’unico guaio e’ che nessuno e’ candidato.

Giornalista: Quando dice che molti vogliono essere ingannati intende dire che molti, pur senza avere l’intenzione di rinunciare ai piaceri materiali, credono di poter condurre una vita spirituale cantando un mantra qualsiasi o passeggiando con un fiore in mano?

Srila Prabhupada: Esattamente. Come se un malato pensasse: “Voglio continuare con le mie abitudini malsane, tanto ritrovero’ ugualmente la salute.” E contraddittorio. Prima di tutto bisogna ricevere una formazione spirituale, e questo non e’ possibile in pochi minuti di conversazione. Ci sono molti trattati di filosofia e di teologia, ma nessuno s’interessa a questi argomenti; qui e’ il problema. Se lei intraprende la lettura dello Srimad- Bhagavatam, per esempio, che e’ un’opera voluminosa, potrebbe impiegare molti giorni per comprendere anche solo la prima riga. Quest’opera descrive Dio e la Verita’ Assoluta, ma questo argomento non interessa nessuno. E se per caso qualcuno manifesta un po’ d’interesse per la vita spirituale, desidera solo risultati immediati e facili da ottenere. Ecco perche’ viene ingannato. In realta’, secondo la civilta’ vedica, le austerita’ e i sacrifici sono parte della vita dell’uomo. Ai tempi vedici i ragazzi venivano educati al brahmacarya, che proibiva loro ogni attivita’ sessuale fino all’eta’ di venticinque anni. Dov’e’ oggi questo tipo di educazione? Si chiama brahmacari uno studente che vive alla gurukula (la scuola del maestro spirituale) nella continenza totale e che obbedisce agli ordini del guru. Ma ai nostri giorni le scuole e i licei educano i ragazzi alla vita sessuale fin dalla piu’ tenera eta’, e non e’ raro che ragazzi e ragazze di dodici o tredici anni abbiano gia’ rapporti sessuali. Come possono avere una vita spirituale? La vita spirituale consiste nell’accettare volontariamente alcune austerita’ per favorire la realizzazione di Dio. Questa e’ la ragione per cui noi insistiamo che i nostri discepoli iniziati rinuncino al consumo di carne, alla vita sessuale illecita, alle sostanze eccitanti e inebrianti, e al gioco d’azzardo. Senza queste restrizioni nessuna “meditazione yoga”, nessuna disciplina spirituale puo’ essere autentica. Si tratterebbe solo di un accordo commerciale tra imbroglioni e imbrogliati.

Giornalista: La ringrazio molto.

Srila Prabhupada: Hare Krishna.

“CON TUTTA L’UMILTA’’ DI CUI SONO CAPACE”

Febbraio del 1936 a Bombay, in India, i membri della Gaudiya Matha, furono stupiti dalle potenti ed eloquenti parole che un giovane membro pronuncio’ in onore del suo maestro spirituale, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami. La presentazione di Srila Prabhupada e’ una memorabile affermazione dell’importanza del guru nella vita spirituale.

saksad-dharitvena samasta-sastrair

uktas tatha bhavyata eva sadbhih

kintu prabhor yak priya eva tasya

vande guroh sri-caranaravindam

“Il maestro spirituale dev’essere onorato come il Signore Supremo, perche’ Ne e’ il servitore piu’ intimo; cio’ e’ confermato in tutte le Scritture ed e’ riconosciuto da tutte le autorita’ in materia spirituale. Offriamo il nostro rispettoso omaggio ai piedi di loto del nostro maestro spirituale.” (Gurv-astaka, VII)

Signori, a nome dei componenti della Gaudiya Matha di Bombay vi ringrazio per esservi gentilmente uniti a noi, questa sera, al fine di offrire un omaggio collettivo ai piedi di loto di Acaryadeva, il maestro spirituale del mondo intero, fondatore di questa missione Gaudiya e acarya-presidente della Sri Sri Visva-vaisnava Rajasabha — mi riferisco al mio eterno e divino maestro, Paramahamsa Parivrajakacarya Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Maharaja. Sono gia’ trascorsi sessantadue anni dal santo giorno in cui Acaryadeva, rispondendo all’appello di Thakura Bhaktivinoda, apparve in questo mondo, a Sri-ksetra di Jagannatha-dhama, a Puri. Signori, la celebrazione che abbiamo organizzato questa sera per rendere omaggio ad Acaryadeva non riveste un carattere settario perche’ il titolo di gurudeva o di acaryadeva corrisponde a un principio fondamentale di applicazione universale. Non si tratta di fare una distinzione tra il mio guru e il vostro perche’ c’e’ un solo guru, che si manifesta in una infinita’ di forme per istruire ciascuno di noi. Come insegnano le Scritture, il guru, o acaryadeva, trasmette il messaggio del mondo spirituale, dimora dell’Essere Assoluto, dove tutto contribuisce in un’armonia perfetta al servizio della Verita’ Assoluta. Quante volte abbiamo sentito, mahajano yena gatah sa panthah (“Si deve seguire la via tracciata dall’acarya precedente.”), ma abbiamo veramente cercato di cogliere il significato reale di questo sloka? Uno studio molto attento di questo verso ci permette di comprendere l’unicita’ che caratterizza sia il concetto di mahajana sia la via che conduce al mondo spirituale. La Mundaka Upanisad (1.2.12.) afferma:

tad-vijnanartham sa gurum evabhigacchet

samit-panih srotriyam brahma-nistham

“Chi vuole conoscere la scienza dell’Assoluto deve avvicinare un maestro spirituale autentico che appartenga alla successione dei maestri spirituali e che abbia perfettamente realizzato la Verita’ Assoluta.” Come c’insegna questo verso, e’ necessario avvicinare un guru per acquisire la conoscenza spirituale. Di conseguenza, se La scelta del maestro spirituale la Verita’ Assoluta e’ Una — principio che tutti riconosceranno sicuramente — non puo’ esserci che un solo guru. L’acaryadeva in onore del quale ci siamo riuniti questa sera per offrirgli il nostro umile omaggio non e’ il guru di un’istituzione settaria ne’ uno degli innumerevoli profeti della Verita’, tutti differenti l’uno dall’altro. Egli rappresenta invece il jagad-guru, il guru dal quale tutti noi dipendiamo; ma alcuni si sono volontariamente sottomessi, mentre altri lo servono solo indirettamente. Il Signore dice nello Srimad-Bhagavatam (11.17.27):

acaryam mam vijaniyan navamanyeta karhicit

na martya-buddhyasuyeta sarva-devamayo guruh

“Si deve vedere il maestro spirituale come non differente da Me. Nessuno dev’essere invidioso di lui o considerarlo un uomo comune, perche’ egli e’ il rappresentante di tutti gli esseri celesti.” Cio’ significa che l’acarya non e’ differente da Dio stesso. Le cose di questo mondo non lo interessano minimamente; egli non discende tra noi con l’intenzione di lasciarsi coinvolgere nei problemi relativi ai bisogni temporanei, ma piuttosto per salvare le anime cadute e condizionate, definite cosi’ perche’ vengono nel mondo materiale al solo scopo di goderne mediante i cinque sensi e la mente. L’acarya, dunque, viene a illuminarci con la fiaccola dei Veda e a benedirci con una liberta’ perfetta sotto tutti i punti di vista, liberta’ a cui dovremmo ardentemente aspirare durante tutta la nostra vita. La conoscenza trascendentale dei Veda fu enunciata in origine da Dio stesso a Brahma, il creatore del nostro universo, poi fu trasmessa successivamente da Brahma a Narada, da Narada a Vyasadeva, poi a Madhva, finché giunse, attraverso questa successione di maestri spirituali, a Gauranga, Sri Caitanya, il Signore in persona. Sri Caitanya interpreto’ il ruolo di discepolo e il successore di Sri Isvara Puri e fu l’apostolo di questa tradizione spirituale nella sua forma piu’ completa. Cosi’ l’attuale acaryadeva e’ il decimo anello di una successione spirituale che risale a Sri Rupa Gosvami, primo rappresentante di Sri Caitanya. La conoscenza che riceviamo dal nostro gurudeva non e’ differente da quella che fu insegnata in origine da Dio stesso, e poi da tutti gli acarya che succedettero a Brahma, primo maestro di questa discendenza. Noi veneriamo questo santo giorno col nome di Sri Vyasa-puja-tithi, in onore dell’acarya che, attualmente, rappresenta Vyasadeva, il divino autore dei Veda, dei Purana, della Bhagavad-gita, del Mahabharata e dello Srimad-Bhagavatam. La persona che interpreta il messaggio divino, o sabda- brahma, attraverso la percezione dei suoi sensi imperfetti, non puo’ essere un vero maestro spirituale, perche’ senza ricevere una formazione appropriata, senza sottomettersi a una disciplina sotto la direzione di un acarya autentico, l’intermediario deformera’ sicuramente l’insegnamento di Vyasadeva (come fanno i mayavadi). Srila Vyasadeva e’ la prima autorita’ in materia di rivelazione vedica, percio’ non si puo’ riconoscere come guru o acarya un interprete poco integro, per quante capacita’ egli possa aver acquisito grazie alla conoscenza materiale. Il Padma Purana precisa a questo proposito:

sampradaya-vihina ye

mantras te nisphala matah

“Se non si e’ ricevuta l’iniziazione spirituale da un maestro autentico, che appartenga a una successione di maestri spirituali, nessun mantra avra’ effetto.” D’altra parte, chi riceve la conoscenza spirituale direttamente da un maestro autentico che appartiene alla successione di maestri spirituali, e mostra un sincero e profondo rispetto verso tale acarya, sara’ sicuramente illuminato dalla conoscenza rivelata nei Veda. Questa conoscenza rimane invece inaccessibile per sempre ai filosofi empirici. La Svetasvatara Upanisad (6.23) lo spiega bene:

yasya deve para bhaktir yatha deve tatha gurau

tasyaite kathita hy arthah prakasante mahatmanah

“Il significato e la portata della conoscenza vedica si rivelano subito, e in tutta la loro pienezza, solo alle grandi anime che hanno una fede incrollabile in Dio e nel maestro spirituale.” Signori, la nostra conoscenza e’ cosi’ povera, i nostri sensi cosi’ imperfetti e le nostre fonti cosi’ limitate, che ci e’ impossibile acquisire anche la minima conoscenza nel campo dell’Assoluto senza abbandonarci ai piedi di loto di Sri Vyasadeva o del suo rappresentante autentico. Ad ogni istante la nostra percezione diretta ci induce in errore, perche’ si tratta solo di creazioni nate dalla mente, che e’ ingannatrice e instabile per natura. Noi non possiamo conoscere niente della Trascendenza col metodo limitato e imperfetto dell’osservazione e della sperimentazione. Cio’ nonostante, a tutti e’ data l’opportunita’ di ascoltare con attenzione il messaggio spirituale che ci giunge dal mondo spirituale attraverso l’intermediario trasparente di Sri Gurudeva o di Sri Vyasadeva. Ecco perche’, signori, dovremmo oggi stesso abbandonarci ai piedi di loto del puro rappresentante di Vyasadeva e cosi’ porre fine a tutte le divergenze dovute alla nostra mancanza di sottomissione. A questo proposito la Gita (4.34) precisa:

tad viddhi pranipatena

pariprasnena sevaya

upadeksy ariti te jnanam

jnaninas tattva-darsinah

“Cerca di conoscere la verita’ avvicinando un maestro spirituale, ponigli delle domande con sottomissione e servilo. L’anima realizzata puo’ rivelarti la conoscenza perche’ ha visto la verità”. Noi possiamo acquisire la conoscenza perfetta solo abbandonandoci totalmente al vero acarya, dando prova di grande zelo nel servirlo e nel rivolgergli domande pertinenti. Servire l’Assoluto sotto la tutela dell’acarya e’ l’unico modo per assimilare la conoscenza spirituale. Riunendoci oggi per offrire umilmente il nostro servizio e il nostro omaggio ai piedi di loto di Acaryadeva invocheremo su di noi le sue benedizioni, e queste ci daranno la capacita’ di assimilare la conoscenza assoluta che egli, nella sua immensa bonta’, trasmette a tutti senza distinzione. Signori, siamo tutti piu’ o meno orgogliosi dell’antica civilta’ indiana, ma ignoriamo qual era il suo carattere specifico. Certamente non possono essere le norme materiali di questa cultura che suscitano in noi tale orgoglio dato che in questo campo abbiamo fatto da allora progressi considerevoli. Eppure stiamo attraversando un’epoca chiamata comunemente Kali- yuga, o “eta’ delle tenebre”. A quali tenebre si allude dunque? Certamente non alla mancanza di conoscenza materiale, perche’ ora ne abbiamo piu’ che nel passato. Se non noi, i nostri vicini sono ben muniti a questo riguardo. Ne deduciamo dunque che le tenebre che oscurano i nostri tempi sono dovute non all’assenza di progresso materiale, bensi’ al fatto che abbiamo perduto la chiave del nostro progresso spirituale: questa e’ la necessita’ primaria della vita umana e il fattore che caratterizza una civilta’ veramente avanzata. I nostri bombardamenti aerei non sono la prova della nostra superiorita’ sulle tribu’ non civilizzate, che dall’alto delle colline fanno cadere blocchi di pietra sui loro nemici, e il fatto di aver perfezionato l’arte di uccidere i nostri “vicini con mitragliatrici e gas asfissianti, non costituisce affatto un progresso, rispetto ai primitivi che erano orgogliosi della loro abilita’ di uccidere con archi e frecce. Quanto alla ricerca di una sensazione di benessere egoistico, essa deriva in realta’ da un animalismo intellettualizzato. Comunque sia, il concetto di vera civilta’ si fonda su criteri di tutt’altra natura, e la Katha Upanisad (1.3.14) lancia a questo riguardo un solenne appello:

uttisthata jagrata

prapya varan nibodhata

ksurasya dhara nisita duratyaya

durgam pathas tat kovayo vadanti

“Svegliatevi! Cercate di rendervi conto del privilegio che vi offre la vostra condizione umana. Il sentiero che conduce alla

realizzazione spirituale e’ molto difficile, stretto e tagliente come la lama di un rasoio. Questo e’ il pensiero dei saggi spiritualisti.” Cosi’, molto tempo fa, mentre le altre civilta’ dormivano ancora nella notte dei tempi, i saggi dell’India avevano edificato una cultura differente da quella che conosciamo oggi e che permetteva all’uomo di realizzare la sua vera identita’. Essi avevano scoperto che l’uomo non e’ un essere materiale, ma e’ il servitore eterno dell’Assoluto, e che possiede quindi una natura spirituale ed eterna. Scegliendo di identificarci sotto ogni aspetto con questa esistenza materiale, abbiamo commesso un deplorevole errore di giudizio e abbiamo moltiplicato cosi’ le nostre sofferenze in questo mondo secondo la legge implacabile del ciclo di nascite e morti, con le malattie e le ansieta’ che ne derivano. Poiche’ la materia e lo spirito non hanno niente in comune, nessuna felicita’ materiale puo’ veramente compensare queste sofferenze. Per esempio, un pesce fuori dall’acqua continuerebbe a soffrire e morirebbe, anche se gli offriste condizioni di vita paradisiaca adatte agli animali terrestri. Sarebbe necessario, invece, sottrarlo all’atmosfera terrestre, che gli e’ estranea. Lo spirito e la materia sono diametralmente opposti per natura. Poiche’ tutti noi siamo esseri spirituali, non possiamo conoscere quaggiu’ la felicita’ perfetta a cui abbiamo diritto, e cio’, nonostante tutti i nostri sforzi e le nostre qualita’ materiali. Potremo godere di questa felicita’ solo quando avremo ritrovato la nostra condizione spirituale originale. Questo e’ il messaggio specifico che ci ha lasciato l’antica civilta’ indiana, il messaggio che e’ proclamato anche nella Gita, nei Veda e nei Purana, e che e’ stato trasmesso da tutti gli acarya autentici nella successione di Sri Caitanya, tra i quali l’acaryadeva attuale. Signori, sebbene abbiamo potuto cogliere solo in modo imperfetto, e unicamente per la sua grazia, i sublimi insegnamenti del nostro acaryadeva, Om Visnupada Paramahamsa Parivrajakacarya Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Maharaja, abbiamo sicuramente realizzato che il messaggio divino che esce dalle sue sante labbra ha il potere di salvare l’umanita’ sofferente. Riceviamo tutti, con pazienza, questo messaggio; ascoltiamo queste parole trascendentali senza contestazioni inutili; allora acaryadeva ci accordera’ la sua grazia senza il minimo dubbio. Lo scopo del messaggio dell’acarya e’ farci tornare alla nostra dimora originale, il regno di Dio. Percio’, ripeto, e’ necessario ascoltarlo pazientemente, camminare sulle sue orme nella misura della nostra convinzione e prosternarci ai suoi piedi di loto; solo allora perderemo il nostro atteggiamento ribelle e ingiustificato e potremo servire l’Assoluto e tutte le anime. La Gita c’insegna che l’anima, l’atma, rimane intatta anche dopo che il corpo e’ distrutto; l’anima e’ immutabile e sempre giovane; il fuoco non puo’ bruciarla ne’ l’acqua bagnarla, il vento non puo’ seccarla ne’ la spada tagliarla; essa e’ immortale ed eterna. Cio’ e’ confermato anche nello Srimad-Bhagavatam (10.84.13):

yasyatma-buddhih kunape tri-dhatuke

sva-dhih kalatradisu bhauma ijya-dhih

yat-tirtha-baddhih salile na karhicij

janesv abhijriesu sa e’va go-kharah

“L’uomo che crede di essere i tre elementi del suo involucro materiale (il muco, la bile e l’aria), che si compiace delle relazioni intime che lo uniscono alla moglie e ai figli, che fa della sua terra natale un oggetto di culto, e che si reca nei luoghi santi solo per fare un bagno invece di cercare d’incontrare coloro che possiedono la vera conoscenza, certamente non e’ meglio di un asino o di una mucca.” Purtroppo, nell’epoca attuale siamo tutti privi di buon senso, percio’ trascuriamo il nostro vero benessere e identifichiamo questa gabbia materiale col nostro vero se’. Abbiamo concentrato tutta la nostra energia nel mantenimento di questa gabbia, trascurando completamente l’anima tenuta prigioniera all’interno. La gabbia serve a tenere prigioniero l’uccello, ma il compito dell’uccello non e’ quello di prendersi cura della gabbia. Meditiamo dunque seriamente su questa immagine. Attualmente tutti i nostri sforzi tendono verso il benessere dell’involucro corporeo, e tutt’al piu’ cerchiamo di offrire alla mente un po’ di cibo sotto forma di arte e di letteratura; ma dobbiamo sapere che anche la mente e’ un elemento materiale, sebbene di natura piu’ sottile del corpo fisico. Infatti, la Bhagavad- gita’ (7.4) insegna:

bhumir apo ‘nolo vayuh

kham mano buddhir eva ca

ahankara itiyam me

bhinna prakrtir astadha

“Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego, questi otto elementi, distinti da Me, costituiscono la Mia energia materiale.” A stento abbiamo cercato di nutrire l’anima, che e’ distinta dal corpo e dalla mente, e in questo modo stiamo commettendo un vero e proprio suicidio; l’acaryadeva, col suo messaggio, ci mette in guardia contro queste attivita’ mal fondate. Offriamogli dunque il nostro omaggio, prosternati ai suoi piedi di loto, per la misericordia e la bonta’ che ci ha manifestato. Signori, non pensate neppure per un attimo che il mio gurudeva voglia dare un colpo di freno decisivo alla civilta’ moderna — ambizione che, del resto, sarebbe utopistica. Al contrario, apprendiamo da lui l’arte di fare buon viso a cattivo gioco e cogliamo l’importanza di questa condizione umana che ci permette di accedere alla piu’ alta purezza della coscienza. Questa forma di vita e’ rara, e non si dovrebbe trascurare di trarre vantaggio dai benefici unici che essa ci offre. Lo Srimad-Bhagavatam (11.9.29) insegna:

labdhva sudurlabham idam behu-sambhavante

manusyam arthadam anityam apiha dhirah

turnam yateta ria pated anumrtyu yavan

nihsreyasa’ya visayah khalu sarvatah syat

“La forma umana si ottiene solo dopo numerosissime nascite in questo mondo e, benche’ temporanea, offre i benefici piu’ grandi. Cosi’ l’uomo intelligente e sobrio dovrebbe impegnarsi a portare subito a compimento la sua missione, e a trarre vantaggio da questa vita prima che sopraggiunga di nuovo la morte. Non deve certamente abbandonarsi al piacere dei sensi, accessibile a chiunque e ovunque.” Non sprechiamo questa opportunita’ cercando invano il godimento materiale o, in altre parole, preoccupandoci solo di mangiare, dormire, godere dei piaceri sessuali e proteggerci da cio’ che ci minaccia. Il messaggio dell’acaryadeva e’ interamente contenuto nei versi seguenti, tratti dal Bhakti-rasamrta-sindhu (1.2.255-256) di Srila Rupa Gosvami:

anasaktasya visayan

yatharbam upuyunjatah

nirbandhah Krishna-sambandhe

yuktath vairagyam ucyate

prapancikataya buddhya

hari-sambandhi-vastunah

mamaksubhih parityago

vairagyam phalgu kathyate

“Colui che vive secondo i precetti della coscienza di Krishna e’ veramente situato nell’ordine di rinuncia. Non dovrebbe avere alcun attaccamento per il piacere dei sensi e dovrebbe accettare solo lo stretto necessario per mantenere il corpo in buona salute. Invece, la rinuncia di colui che rifiuta le cose che potrebbe usare al servizio di Krishna, col pretesto che sono materiali, sara’ sempre una rinuncia incompleta.” Il significato e l’importanza di questi due sloka possono essere realizzati solo col completo sviluppo della parte razionale del nostro essere, e non con la nostra natura animale. Riuniti ai piedi di loto dell’acaryadeva, sforziamoci di capire bene la conoscenza assoluta che raccogliamo da questa fonte pura: “Chi siamo? Che cos’e’ l’universo? Chi e’ Dio e quale relazione ci unisce a Lui?” Il messaggio di Sri Caitanya, parole di vita, si rivolge agli esseri che vivono nel pieno significato del termine. Il Signore non Si e’ preoccupato dell’elevazione di un mondo inerte che a ragion veduta porta il nome di Martyaloka, il regno della morte sovrana. Egli apparve ai nostri occhi quattrocentocinquant’anni fa per istruirci sul mondo spirituale, dove tutto esiste eternamente per il servizio dell’Assoluto. Recentemente, a causa di individui senza scrupoli, che dicono di rappresentare Sri Caitanya, l’insegnamento del Signore e’ stato oggetto d’interpretazioni errate e considerato simile al culto proprio degli strati inferiori della societa’. Questa sera abbiamo il piacere di proclamare che il nostro acaryadeva, con la sua ben nota misericordia, ci ha permesso di evitare questa indegna degradazione. Ci prosterniamo dunque in tutta umilta’ ai suoi piedi di loto. Signori, l’uomo d’oggi che si vanta di esser colto, ha manifestato una forte tendenza a riconoscere Dio, la Persona Suprema, come una realta’ impersonale, e Lo ha insultato affermando che Egli non possiede ne’ sensi, ne’ forma, ne’ testa, ne’ gambe, non agisce ne’ prova alcuna gioia. Questa concezione riceve anche l’approvazione di quegli eruditi moderni che non hanno mai avvicinato alcun maestro qualificato, e non si sono mai dedicati sinceramente all’analisi del loro se’ spirituale. Questi filosofi empirici fanno tutti lo stesso ragionamento: l’uomo — o meglio, una certa classe della societa’ — potrebbe legittimamente, secondo loro, accaparrarsi tutte le ricchezze di questo mondo per il proprio godimento personale, e Dio, concetto impersonale, esisterebbe solo per soddisfare il capriccio dei loro desideri. Noi abbiamo avuto la grande fortuna di sfuggire a questo terribile male per la misericordia di Sua Divina Grazia Paramahamsa Parivajakacarya Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Maharaja. Egli ci ha ridato la vista; egli sara’ eternamente nostro padre, il nostro precettore e la nostra guida. In questo santo giorno offriamogli il nostro omaggio, prosternati ai suoi piedi di loto. Signori, nonostante la nostra ingenua ignoranza nel campo della Trascendenza, Sua Divina Grazia, il nostro gurudeva, ha fatto scaturire in noi un fuoco nascente capace di dissipare le tenebre impenetrabili della ricerca empirica. Prendendo rifugio per l’eternita’ ai suoi piedi di loto, godiamo ora di un asilo sicuro, al punto che nessuna filosofia empirica, con i suoi argomenti, potrebbe farcelo lasciare anche per un solo istante. Inoltre, siamo pronti a sfidare i piu’ grandi eruditi della scuola Mayavada per dimostrare loro che Dio, la Persona Suprema, e i Suoi divertimenti trascendentali a Goloka, rappresentano il summum bonum della rivelazione vedica. La Chandogya Upanisad (8.13.1) precisa:

syamac chevalam prapadye

savalac chyamam prapadye

“Per attrarre la misericordia di Krishna mi abbandono alla Sua energia, Radha, e per ottenere la misericordia della Sua energia mi abbandono a Krishna” Inoltre si legge nel Rg-veda (1.22.20):

tad visnoh paramam padam

sada pasyanti surayah diviva caksur atatam

visnor yat paramam padam

“I piedi di loto di Visnu sono, agli occhi degli esseri celesti, il fine supremo. Infatti, essi emanano tanta luce quanto il sole, che riempie tutto il cielo con i suoi raggi.” I piu’ eminenti eruditi della scuola empirica non possono cogliere e neppure intravedere questa verita’ cosi’ evidente, che la Gita, il cuore stesso della saggezza vedica, ha spiegato in modo molto espressivo. Questo e’ il significato profondo e segreto dello Sri Vyasa-puja. Durante le nostre meditazioni sui divertimenti trascendentali dell’Essere Divino, sentirci i Suoi servitori eterni c’illumina di orgoglio; allora una viva gioia ci pervade e ci porta a danzare di felicita’. Gloria al mio divino maestro: il flusso incessante della sua misericordia ha rianimato questa energia che vive adesso in noi per l’eternita’. Offriamo dunque il nostro omaggio ai suoi piedi di loto. Signori, se egli non fosse venuto a liberarci dalla schiavitu’ dovuta all’illusione che pesa in modo grossolano su tutti gli esseri di questo mondo, saremmo indubbiamente rimasti, vita dopo vita, nelle tenebre di una prigionia irrimediabile. Senza di lui non saremmo neppure stati capaci di cogliere l’eterna verita’ dei sublimi insegnamenti di Sri Caitanya. E senza di lui non avremmo certamente mai potuto comprendere il significato del primo sloka della Brahma-samhita (5.1):

Isvarah paramah Krishnah

sac-cid-ananda-vigrahah

anadir adir govindah

sarva-karana-karanam

“Krishna, chiamato anche Govinda, e’ Dio, la Persona Suprema. Egli ha un corpo spirituale, fatto di eternita’, di conoscenza e di felicita’ perfette. Origine di tutti gli esseri, Lui stesso non ha origine. E la causa prima di tutte le cause.” Da parte mia, non intravedo alcuna speranza di servire personalmente il Signore per i milioni di vite che durera’ il mio soggiorno in questo mondo, ma ho fiducia che un giorno o l’altro verro’ sottratto a questo fangoso oceano d’illusioni, nelle cui profondità sono oggi caduto. Animato da un profondo fervore, mi avvicino dunque ai piedi di loto del mio maestro spirituale con questa preghiera: “Lasciami soffrire le conseguenze delle mie colpe precedenti, ma permettimi di poter sempre ricordare che non sono nient’altro che un servitore insignificante del Signore onnipotente e assoluto, e che questa realizzazione è dovuta solo alla tua misericordia inesauribile, o mio divino maestro.” Mi prosterno quindi ai suoi piedi di loto con tutta l’umiltà di cui sono capace.

ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI

Indice:

Il nettare immortale della Bhagavad-gita

Le basi scritturali della coscienza di Krishna

La coscienza di Krishna: culto indu’ o cultura divina?

IL NETTARE IMMORTALE DELLA BHAGAVAD-GITA

Attraverso i secoli i piu’ grandi filosofi e spiritualisti dell’India hanno celebrato la Bhagavad-gita come l’essenza distillata dell’eterna saggezza vedica. Nelle sue Meditazioni sulla Bhagavad- gita, presentata qui in versi, il famoso filosofo del sesto secolo Sankara glorifica la Gita e il suo divino autore, Sri Krishna. Benche’ universalmente famoso come impersonalista, qui Sankara rivela la sua devozione per la forma originale di Dio, il Signore, Sri Krishna.

Srila Prabhupada fornisce le sue spiegazioni.

1 —

O Bhagavad-gita,

con i tuoi diciotto capitoli

hai fatto scendere sull’uomo

il nettare immortale

della saggezza dell’Assoluto.

O Gita benedetta,

grazie a te Sri Krishna in persona

illumino’ Arjuna.

Poi l’antico saggio Vyasa

ti incluse nel Mahabharata.

O madre amorevole,

che distruggi le rinascite dell’uomo

nelle tenebre del mondo materiale,

io medito su di te.

2 —

Ti saluto, o Vyasa

dall’intelletto potente

e dagli occhi grandi

come il loto in piena fioritura.

Fosti tu ad accendere

questa lampada di saggezza,

alimentandola con l’olio

del Mahabharata.

SPIEGAZIONE

Secondo un’ottica materialistica Sripada Sankaracarya era un impersonalista, ma non nego’ mai la forma spirituale conosciuta come sac-cid-ananda-vigraha, ossia la forma eterna di conoscenza e di felicita’ che esisteva prima della creazione materiale. Quando egli defini’ impersonale il Supremo Brahman, voleva indicare che la forma sac-cid-ananda del Signore non doveva essere confusa con una concezione materiale della personalita’. All’inizio del suo commentario sulla Gita egli sostenne che Narayana, il Signore Supremo, trascende la creazione materiale. Il Signore preesiste alla creazione materiale come personalita’ trascendentale e non ha niente a che vedere con la personalita’ materiale. Sri Krishna e’ la medesima Persona Suprema e non ha alcuna connessione con un corpo materiale. Egli discende nella Sua forma spirituale eterna, ma gli sciocchi considerano il Suo corpo uguale al loro. La predica impersonalista di Sankara e’ destinata in particolare a istruire le persone sciocche che considerano Krishna un uomo dotato di un corpo costituito di elementi materiali. Nessuno leggerebbe la Gita nel caso che essa sia stata esposta da uomini di tendenze materialistiche, e certamente Vyasadeva non si sarebbe preoccupato di incorporarla nella storia del Mahabharata. Secondo i versi citati sopra, il Mahabharata e’ la storia del mondo antico, e Vyasadeva e’ il redattore di questa grande epica. La Bhagavad-gita s’identifica con Krishna; e poiche’ Krishna e’ Dio, la Persona Suprema e Assoluta, non vi e’ differenza tra Krishna e le Sue parole. Percio’ la Bhagavad-gita e’ degna di adorazione come Krishna stesso, essendo entrambi assoluti. Chi ascolta la Bhagavad-gita “cosi’ com’e’” in realta’ ascolta le parole pronunciate direttamente dalle labbra del Signore. Ma alcune persone sfortunate affermano che la Gita e’ troppo antiquata per un uomo moderno che pretende di andare alla ricerca di Dio con la speculazione o la meditazione.

3 —

Saluto Te, Krishna,

che sei il rifugio

di Laksmi, nata dall’Oceano,

e di tutti coloro che si rifugiano

ai Tuoi piedi di loto.

In realta’ Tu sei

per i Tuoi devoti

l’albero di tutti i desideri.

Una delle Tue mani

impugna un bastone per guidare le mucche,

l’altra e’ sollevata

col pollice che tocca la punta

del Tuo indice

per indicare la conoscenza divina.

Saluti a Te, Signore Supremo,

che sei il mungitore

dell’ambrosia della Gita.

SPIEGAZIONE

Sripada Sankaracarya dice esplicitamente: “Sciocchi che non siete altro, perche’ non adorate Govinda e la Bhagavad-gita, esposta da Narayana stesso?” Gli stolti, invece, conducono ancora il loro lavoro di ricerca per trovare Narayana, di conseguenza sono infelici e sprecano il loro tempo inutilmente. Il nettare immortale della Bhagavad-gita 127 Narayana non e’ mai triste ne’ daridra (povero); Egli e’ adorato dalla dea della fortuna, Laksmi, e anche da tutti gli esseri viventi. Sankara dichiaro’ di essere “Brahman”, ma ammise che Narayana, Krishna, era la Persona Suprema, situata al di la’ della creazione materiale. Offre i suoi rispetti a Krishna come Brahman Supremo, ossia Parabrahman, perche’ Egli (Krishna) e’ degno di essere adorato da tutti. Solo gli sciocchi e i nemici di Krishna, che non sono in grado di comprendere il significato della Bhagavad- gita benche’ facciano i loro commenti per spiegarla, dicono: “Non e’ al Krishna personale che dobbiamo arrenderci, ma all’Eterno non-nato senza inizio che parla attraverso Krishna.” Gli sciocchi si precipitano la’ dove gli angeli hanno timore di avventurarsi (dice un proverbio inglese). Mentre Sankara, il piu’ grande degli impersonalisti, offre i suoi rispetti a Krishna e al Suo libro, la Bhagavad-gita, gli sciocchi affermano: “Non e’ necessario arrendersi alla Persona di Krishna.” Questi individui privi di illuminazione non sanno che Krishna e’ assoluto e che non vi e’ differenza tra la Sua parte interiore e la Sua parte esteriore. La differenza tra interno ed esterno e’ sperimentata nel mondo materiale, che e’ duale. Nel mondo dell’assoluto non esiste tale differenza perche’ nell’assoluto ogni cosa e’ spirituale (sac-cid-ananda), e Narayana, ossia Krishna, appartiene al mondo assoluto. La’ esiste solo la personalita’ reale, e non vi e’ distinzione tra anima e corpo.

4 —

Le Upanisad

sono come una mandria di mucche,

Sri Krishna, figlio di un mandriano,

e’ Colui che le munge.

Arjuna e’ il vitello,

il supremo nettare della Gita

e’ il latte,

e l’uomo saggio

dall’intelletto puro

e’ colui che lo beve.

SPIEGAZIONE

Se non si comprende la varieta’ spirituale, non si possono capire i divertimenti trascendentali del Signore. Nella Brahma- samhita e’ detto che il nome, la forma, le qualita’, i divertimenti, il seguito di Krishna e cio’ che Lo circonda, tutto e’ ananda- cinmaya-rasa, in breve tutto cio’ che costituisce la Sua compagnia trascendentale ha la medesima composizione di felicita’ spirituale, di conoscenza e di eternita’. Non vi e’ fine al Suo nome, alla Sua forma e a tutto cio’ che Lo riguarda, contrariamente a quanto avviene nel mondo materiale dove ogni cosa finisce. Solo gli sciocchi Lo deridono, come afferma la Bhagavad-gita, mentre Sri Sahkara, il piu’ grande degli impersonalisti, adora la Sua Persona, le Sue mucche e i Suoi divertimenti, considerandoLo il figlio di Vasudeva e la gioia di Devaki.

5 —

O figlio di Vasudeva,

distruttore dei demoni Kamsa e Canura,

felicita’ suprema di madre Devaki,

guru dell’universo,

maestro dei mondi,

o Krishna, sei Tu che io saluto.

SPIEGAZIONE

Sankara descrive Krishna come figlio di Vasudeva e Devaki. Significa forse che sta adorando un essere umano ordinario? Egli adora Krishna perche’ sa che la Sua nascita e le Sue attivita’ sono soprannaturali. E affermato nella Bhagavad-gita (4.9) che la nascita e le attivita’ di Krishna sono misteriose e trascendentali, e per questa ragione soltanto i Suoi devoti possono conoscerle perfettamente. Sankara non era un tale ignorante da considerare Krishna un uomo ordinario e simultaneamente offrirGli i suoi omaggi devozionali, riconoscendoLo figlio di Devaki e di Vasudeva. Secondo la Bhagavad-gita, solo conoscendo la nascita trascendentale e le attivita’ di Krishna e’ possibile raggiungere la liberazione e ottenere una forma spirituale simile a quella di Krishna. Esistono cinque differenti forme di liberazione. Chi s’immerge nell’aura spirituale di Krishna, nota come radiosita’ impersonale del Brahman, non sviluppa pienamente il proprio corpo spirituale. Chi invece sviluppa una piena esistenza trascendentale diventa un compagno di Narayana, o di Krishna, in differenti dimore trascendentali. Chi entra nella dimora di Narayana sviluppa una forma spirituale esattamente come quella di Narayana (a quattro braccia), e chi entra nella piu’ alta dimora di Krishna, nota come Goloka Vrindavana, sviluppa una forma spirituale a due braccia come Krishna. Sankara, un’incarnazione di Si va, conosce tutte queste esistenze spirituali, ma non le svelo’ ai suoi seguaci buddisti di quel tempo, dato che sarebbe stato impossibile per loro comprendere il mondo spirituale. Poiche’ Buddha aveva insegnato che il vuoto e’ la meta suprema, come sarebbe stato possibile per i suoi seguaci capire la varieta’ spirituale? Per questa ragione Sankara dice: brahma satyam jagan mithya, ossia la varieta’ materiale e’ falsa, ma la varieta’ spirituale e’ un fatto. Nel Padma Purana Siva ha ammesso che durante il Kali-yuga egli avrebbe dovuto presentare la filosofia di maya, ossia dell’illusione, come un altro aspetto della filosofia del “vuoto” di Buddha. Questo era il compito affidatogli dal Signore per ragioni specifiche. Tuttavia egli svela qui il suo vero pensiero, raccomandando agli uomini di adorare Krishna, perche’ nessuno si puo’ salvare con la semplice speculazione mentale fatta di giochi di parole e di astuzie grammaticali. Sripada Sankaracarya ulteriormente istruisce:

bhaja govindam bhaja govindam

bhaja govindam mudha-mate

samprapte sannihite kale

na hi na hi raksati dukrn-karane

“Sciocchi intellettuali, adorate Govinda, adorate Govinda, adorate Govinda. La vostra conoscenza grammaticale e i vostri giochi di parole non vi salveranno al momento della morte.”

6 —

Del terrificante fiume

della battaglia di Kuruksetra

che i Pandava vittoriosamente attraversarono,

Bhisma e Drona erano le alte rive,

Jayadratha era l’acqua del fiume,

il re di Gandhara l’azzurro giglio d’acqua,

Salva lo squalo e Krpa la corrente,

Karna le onde possenti,

Asvatthama e Vikarna i terribili alligatori,

e Duryodhana il gorgo stesso —

ma Tu, Krishna, eri il traghettatore!

7 —

Possa il fiore di loto immacolato del Mahabharata

che fiorisce sulle acque

delle parole di Vyasa,

e di cui la Bhagavad-gita

e’ l’irresistibile dolce fragranza,

e i cui racconti di eroi

i petali in piena fioritura

completamente schiusi dalle parole di Sri Hari,

Colui che annienta le colpe

del Kali-yuga,

e su cui giornalmente fanno luce

le anime alla ricerca del nettare

e innumerevoli api

ronzano gioiosamente —

possa questo fiore di loto del Mahabharata

concederci il beneficio piu’ alto.

8 —

Saluti a Sri Krishna,

personificazione di beatitudine suprema,

per la cui grazia e compassione

il muto diventa eloquente

e lo storpio scala le montagne —

e’ Lui che io saluto.

SPIEGAZIONE

I seguaci sciocchi di sciocchi speculatori non possono capire il significato dell’offerta di saluti a Sri Krishna, la personificazione della beatitudine. Sankara stesso offri’ i suoi saluti a Krishna in modo che ai suoi seguaci piu’ intelligenti fosse possibile comprendere la verita’ con l’esempio stabilito dal loro grande maestro, Sankara, l’incarnazione di Siva. Purtroppo esistono molti seguaci ostinati di Sankara che rifiutano l’offerta di saluti a Krishna e portano fuori strada persone innocenti iniettando il materialismo nella Bhagavad-gita e confondendo gli innocenti lettori dei loro commentari, che non avranno mai l’opportunita’ di essere benedetti dall’offerta di saluti a Krishna, la causa di tutte le cause. Il piu’ grande disservizio all’umanita’ consiste nel mantenere il genere umano nelle tenebre, nell’ignoranza della scienza di Krishna, distorcendo il significato della Gita.

9 —

Saluti al Supremo risplendente,

Colui che il creatore Brahma, Varuna,

Indra, Rudra, Marut e tutti gli esseri divini

elogiano con inni,

e la cui fama e’ celebrata

dai versi dei Veda.

Di Lui cantano i cantori del Sama

e le sue glorie le Upanisad proclamano in coro;

e’ Lui che gli yogi vedono

con la mente assorta

in perfetta meditazione,

e di Lui, le moltitudini

di dei e demoni

non conoscono i limiti.

A Lui, il Dio Supremo, Krishna, vada ogni saluto.

Salutiamo Lui! Salutiamo Lui! Salutiamo Lui!

SPIEGAZIONE

Recitando il nono verso della sua meditazione, citato dallo Srimad-Bhagavatam, Sankara ha indicato che Sri Krishna e’ degno dell’adorazione di tutti, incluso se stesso. Egli raccomanda ai materialisti, agli impersonalisti, agli speculatori mentali, ai filosofi del “vuoto”, e a tutti gli altri candidati soggetti alle punizioni delle miserie materiali, di offrire saluti a Sri Krishna, Colui che e’ adorato da Brahma’, da Siva, da Varuna, da Indra e da tutti gli altri esseri celesti. Egli non ha menzionato il nome di Visnu perche’ Visnu e’ identico a Krishna. I Veda e le Upanisad sono destinate a far comprendere il metodo col quale ci si arrende a Krishna. Gli yogi cercano di vedere Lui (Krishna) all’interno di se stessi, con la meditazione. In altre parole e’ per il bene degli esseri celesti, e anche dei demoni privi di conoscenza del fine supremo, che Sankara da’ i suoi insegnamenti. In particolare egli istruisce i demoni e gli sciocchi affinche’ offrano i loro saluti a Krishna e alle Sue parole, la Bhagavad-gita, seguendo il suo esempio. Solo in questo modo i demoni riceveranno un beneficio, non certo sviando i loro innocenti seguaci con le loro presunte speculazioni mentali o con le loro ostentate meditazioni. Sankara offre direttamente i suoi saluti a Krishna come per dimostrare agli stolti che sono in cerca di luce che qui vi e’ la luce simile a quella del sole. Ma i demoni caduti sono simili a civette che non aprono gli occhi per paura della luce del sole. Queste civette non aprono gli occhi per vedere la luce sublime di Krishna e delle Sue parole, racchiuse nella Bhagavad-gita. Continueranno invece a commentare la Gita a occhi chiusi per portare fuori strada i loro sfortunati lettori e seguaci. Sankara pero’ rivela la luce ai suoi seguaci meno intelligenti e dimostra che Krishna e la Bhagavad-gita sono la sola fonte di luce. Questo vuole essere l’unico insegnamento per coloro che cercano sinceramente la verita’: offrire saluti a Krishna e arrendersi a Lui senza timore. Questa e’ la perfezione piu’ alta della vita e l’insegnamento più elevato di Sankara, il grande studioso, i cui insegnamenti scacciano fuori dall’India, terra di conoscenza, la filosofia nichilista di Buddha. Om tat sat.

LE BASI SCRITTURALI DELLA

COSCIENZA DI KRISHNA

L’11 gennaio del 1970 un articolo sul Los Angeles Times riferi’ che i membri dell’Universita’ di California, a Berkeley, compreso il dottor J.F. Staal, professore di filosofia e di lingue sud-asiatiche, avevano respinto la richiesta di autorizzazione per un corso sperimentale sulla Coscienza di Krishna che sarebbe stato tenuto da Hans Kary, presidente del Movimento Hare Krishna del centro di Berkeley. Nel respingere la richiesta inoltrata, il dottor Staal insinuo’ che “i devoti impiegano troppo tempo nel canto per poter sviluppare una filosofia…” Quando l’articolo fu sottoposto all’attenzione di Srila Prabhupada, il fondatore e maestro spirituale del Movimento Hare Krishna, egli inizio’ una corrispondenza con il famoso professore.

Estratti dell’articolo del Los Angeles Times

“Il dottor Staal, professore di filosofia e lingue sud-asiatiche presso l’universita’ californiana di Berkeley, e insegnante di filosofie indiane, crede che la setta di Krishna sia un’autentica religione indiana e che i suoi seguaci siano sinceri. Egli attribuisce il rapido accrescimento numerico dell’Associazione alla tendenza della generazione piu’ giovane a rifiutare la pratica religiosa cattolica a favore di una ricerca che porti ad avere fede nel misticismo.” “Egli precisa tuttavia che, allontanandosi dalla cristianita’, dalla religione di Maometto e dall’ebraismo, le persone generalmente perdono la fede nel Dio personale di quelle religioni, per cercare una religione mistica priva di assoluti.” “Le persone che appartengono al Movimento di Krishna si sono rivolte all’induismo ma, fatto strano, in questo caso si tratta di un culto altamente personalizzato”, disse Staal. “Accettano un Dio personale, Krishna, che anche la cristianita’ ha. Penso che essi abbiano trasferito nella setta indu’ alcune loro esperienze cristiane.” “Egli sente inoltre che essi impiegano troppo tempo nel canto per sviluppare una filosofia. Su questa base il prof. Staal e gli altri professori della facolta’ hanno respinto la richiesta di autorizzazione per un corso sulla Coscienza di Krishna, che sarebbe stato tenuto da Hans Kary, presidente del tempio di Berkeley, nella sessione invernale.”

Lettera di Srila Prabhupada al Los Angeles Times

14 gennaio 1970

Al Redattore del Los Angeles Times

Caro Signore,

in riferimento al vostro articolo pubblicato sul Los Angeles Times in data sabato 11 gennaio 1970, con il titolo “Il canto di Krishna”, desidero precisare che la religione indu’ e’ completamente basata sulla concezione personale di Dio, ossia Visnu. La concezione impersonale di Dio e’ un aspetto secondario, costituisce uno dei tre aspetti di Dio. La Verita’ Assoluta e’ fondamentalmente Dio, la Persona Suprema, la concezione del Paramatma e’ l’aspetto localizzato della Sua onnipresenza, e la concezione impersonale e’ l’aspetto della Sua grandezza ed eternita’, ma tutti questi aspetti combinati costituiscono il Tutto Completo. L’affermazione del dottor Staal che il culto di Krishna e’ una combinazione di religione cristiana e di religione indu’, cioe’ qualcosa di costruito con la speculazione, non e’ corretta. Se le religioni cristiane, buddiste e maomettane sono personalistiche, siano le benvenute, ma la religione di Krishna e’ stata personale da tempo assai lontano, quando le religioni cristiane, maomettane e buddiste non erano ancora venute a esistere. Secondo la concezione vedica, la religione e’ fondamentalmente data dal Dio personale nella forma delle Sue leggi. La religione non puo’ essere costruita da un uomo o da qualsiasi altra persona, eccetto che da Dio, il Quale e’ superiore all’uomo. La religione e’ soltanto legge di Dio. Sfortunatamente, tutti gli svami che mi hanno preceduto in questo Paese hanno messo in rilievo l’aspetto impersonale di Dio, senza avere una sufficiente conoscenza del Suo aspetto personale. Per questa ragione nella Bhagavad-gita e’ affermato che soltanto le persone meno intelligenti ritengono che Dio sia in origine impersonale e assuma una forma quando S’incarna. La filosofia di Krishna, invece, che si basa sull’autorita’ dei Veda, afferma che in origine la Verita’ Assoluta e’ Dio, la Persona Suprema. La Sua espansione plenaria e’ presente nel Suo aspetto localizzato nel cuore di tutti gli esseri, e la radiosita’ impersonale del Brahman e’ la Sua luce e il Suo calore trascendentale distribuiti in ogni luogo. Nella Bhagavad-gita e’ affermato con chiarezza che il fine del metodo di ricerca vedica della Verita’ Assoluta consiste nel trovare il Dio personale. Chi e’ soddisfatto dagli altri due aspetti della Verita’ Assoluta, cioe’ l’aspetto Paramatma e l’aspetto Brahman, dev’essere considerato provvisto di una scarsa capacita’ di conoscenza. Recentemente abbiamo pubblicato la nostra Sri Isopanisad, un’opera vedica, e in questo piccolo libro e’ spiegato in modo approfondito questo argomento. Per quanto riguarda la religione indu’, esistono milioni di templi di Krishna in India, e non vi e’ un solo indu’ che non adori Krishna. Questo Movimento per la Coscienza di Krishna non e’ dunque una nostra invenzione. Invitiamo tutti gli studiosi, i filosofi, gli uomini di religione e il pubblico in generale a capire questo movimento con uno studio critico, e se qualcuno si applichera’ seriamente a questo studio capira’ la posizione sublime che esso occupa. Anche il metodo del canto e’ autorizzato. Il senso di disgusto che il prof. Staal prova di fronte al canto costante del Santo Nome di Krishna e’ la prova evidente della sua mancanza di conoscenza di questo autorevole Movimento per la Coscienza di Krishna. Invece di negare l’autorizzazione al corso di Kary, Staal e gli altri emeriti professori dell’Universita’ di Berkeley, California, dovrebbero con pazienza ascoltare la verita’ che riguarda questo movimento autorizzato, di cui attualmente c’e’ un enorme bisogno nella societa’ atea (l’autorizzazione al corso fu piu’ tardi rilasciata). Questo e’ l’unico movimento che puo’ salvare questa generazione di giovani confusi. Invito dunque tutti gli amministratori responsabili di questo Paese a comprendere questo movimento trascendentale. Allora saranno pronti a concederci ogni facilitazione necessaria per diffonderlo a beneficio di tutti.

A.C. Bhaktivedanta Swami

Corrispondenza tra Srila Prabhupada e il dottor Staal

23 gennaio 1970

Swami A.C. Bhaktivedanta

Caro Swamiji,

La ringrazio molto per avermi inviato una copia della sua lettera al Los Angeles Times, ora pubblicata anche sul Daily Californian. Penso che lei sia d’accordo con me che, a parte la pubblicita’, si guadagni ben poco con le discussioni religiose e filosofiche diffuse via stampa in forma di interviste e lettere, tuttavia mi conceda di fare due brevi osservazioni. Prima di tutto, so che la devozione a Krishna e’ antica (benche’ in definitiva non tanto quanto i Veda) e non e’ mai stata influenzata dalla cristianita’, dall’islamismo o dal giudaismo (non mi sono mai riferito al buddismo a questo proposito). Le differenze tra il personale e l’impersonale sono relativamente vaghe, ma adottando questa distinzione per semplicita’, ho espresso la mia sorpresa nel vedere persone cresciute in una cultura occidentale, che mette in rilievo il personale, adottare un culto indiano che e’ sulla medesima linea. Sono meno sorpreso quando persone insoddisfatte del monoteismo occidentale adottano una filosofia indiana che mette in rilievo un assoluto impersonale. In seconda istanza, non ho mai detto di aver sentito disgusto di fronte al canto del nome di Krishna. Non soltanto non sono irritato (come capita ad alcune persone), al contrario mi piace. Tuttavia e’ un fatto indiscutibile che la Bhagavad-gita (per non parlare dei Veda) non richiede questo canto costante. La Gita tratta argomenti differenti di cui io parlo in qualche misura nei miei corsi sulle filosofie dell’India. Grazie.

Sinceramente suo

J.F. Staal

Professore di filosofia e di lingue sud-asiatiche.

30 gennaio 1970

J.F. Staal

Professore di filosofia e di lingue sud-asiatiche

Universita’ di California, Berkeley, California

Caro professor Staal,

la ringrazio molto per la sua gentile lettera del 23 gennaio 1970. Nell’ultimo capoverso della sua lettera lei afferma di non sentirsi irritato dal canto del mantra Hare Krishna (come alcune persone), ma al contrario dice che e’ di suo gradimento. Quest’affermazione mi ha fatto molto piacere e accludo qui una copia del nostro giornale Back to Godhead numero 28, in cui trovera’ che gli studenti (a un programma all’Universita’ dello Stato dell’Ohio) seguivano il canto del mantra Hare Krishna, benche’ fossero tutti neofiti nel praticarlo. In realta’ questo canto da’ un grande piacere al cuore ed e’ il modo migliore per infondere la coscienza spirituale, ossia la coscienza di Krishna, nel cuore delle persone in generale. Questo e’ il metodo piu’ facile di realizzazione spirituale, ed e’ raccomandato nei Veda. Nel Brhan-naradya Purana e’ chiaramente affermato che solo il canto del Santo Nome di Hari (Krishna) puo’ salvare le persone dai problemi dell’esistenza materiale, e non esiste alternativa, non esiste alternativa, non esiste alternativa per quest’eta’ di Kali. La cultura occidentale e’ monoteista, ma gli occidentali sono sviati dalla speculazione impersonale indiana. I giovani dell’Occidente sono frustrati perche’ non hanno ricevuto un insegnamento corretto circa il monoteismo. Non sono soddisfatti del metodo d’insegnamento e della conoscenza che hanno ricevuto. Il Movimento per la Coscienza di Krishna e’ un dono per loro perche’ essi sono veramente educati a capire il monoteismo occidentale, grazie all’autorevole metodo vedico. Noi non ci limitiamo a discutere in modo teorico, ma impariamo grazie al metodo prescritto da norme e regole vediche. Tuttavia sono rimasto stupito nel leggere nell’ultimo capoverso della sua lettera: “E un fatto indiscutibile che la Bhagavad-gita (per non parlare dei Veda) non richiede questo canto costante”. Penso che le sia sfuggito il seguente verso contenuto nella Bhagavad-gita (9.14), a prescindere da molti altri versi simili:

satatam kirtayanto mam

yatantas ce drdha-vratah

namasyantas ca mam bhaktya

nitya-yuka upasate

L’impegno delle grandi anime, libere dall’illusione e perfette nella loro realizzazione di Dio, e’ descritto qui: satatam kirtayanto mam — sempre (satatam) cantano (kirtayantah) le Mie glorie e — nitya-yukta upasate — sempre adorano Me (Krishna). Non capisco quindi come si possa dire “indiscutibile”. E, se vuole, posso citarle molti riferimenti tratti dai Veda. Nei Veda la principale vibrazione trascendentale, l’omkara, e’ anch’essa Krishna. Omkara e’ la divina sostanza dei Veda. Seguire i Veda significa cantare i mantra vedici e nessun mantra vedico e’ completo senza l’omkara. Nella Mandukya Upanisad e’ affermato che l’omkara e’ la piu’ propizia rappresentazione sonora del Signore Supremo. La stessa affermazione la ritroviamo nell’Atharva Veda. Omkara e’ la rappresentazione sonora del Signore Supremo e per questa ragione e’ la parola piu’ importante nei Veda. A questo proposito il Signore Supremo, Krishna, dice nella Bhagavad-gita (7.8): pranavah sarva-vedesu. “Io sono la sillaba om di tutti i mantra vedici.” Nel verso 15 della Bhagavad-gita, inoltre, al capitolo quindicesimo, Krishna dice: “Sono situato nel cuore di ogni essere. Il fine di tutti i Veda e’ quello di conoscerMi; in verita’ Io sono Colui che ha composto il Vedanta e sono Colui che conosce i Veda”. Il Signore Supremo, situato nel cuore di ogni essere, e’ descritto nella Mundaka e nella Svetasvatara Upanisad: dva suparna sayuja sakhaya… Il Signore Supremo e l’anima individuale sono situati nel corpo come due uccelli su un albero. Un uccello si ciba dei frutti dell’albero, ossia riceve le reazioni dovute alle attivita’ materiali, e l’altro uccello, l’Anima Suprema, e’ il testimone. Il fine dello studio del Vedanta e’ dunque quello di conoscere il Signore Supremo, Krishna. Questo punto e’ messo in rilievo nella Bhagavad-gita, al verso 13 del capitolo ottavo. In questo verso e’ affermato che il metodo vedico dello yoga, in definitiva la vibrazione della sacra sillaba om, permette di raggiungere il supremo pianeta spirituale del Signore. Nel Vedanta-sutra, che lei avra’ certamente letto, e’ chiaramente affermato (quarto adhikarana, ventiduesimo sutra): anavrttih sabdat, con la vibrazione sonora si ottiene la liberazione. Grazie al servizio devozionale e alla corretta comprensione di Dio, la Persona Suprema, si puo’ raggiungere la Sua dimora e non fare piu’ ritorno alla condizione materiale. Com’e’ possibile? La risposta e’: semplicemente cantando con costanza il Suo nome. Questo canto fu accettato dal Suo discepolo esemplare, Arjuna, il quale aveva perfettamente compreso la conclusione della scienza spirituale dallo yogesvara, il maestro della conoscenza vedica, Krishna. Riconoscendo che Krishna e’ il Supremo Brahman, Arjuna si rivolse a Lui, sthane hrsikesa… “Il mondo intero si riempie di gioia al canto del Tuo nome e tutti fanno altrettanto e si sentono attratti da Te”. (Bhagavad-gita 11.36) Il metodo del canto trova qui la sua autorizzazione come diretto mezzo di contatto con la Verita’ Assoluta, la Persona di Dio. Con il semplice canto del Santo Nome di Krishna, l’anima e’ attratta dal Signore Supremo a tornare a Lui, nella Sua dimora originale. Nel Narada-pancaratra si afferma che tutti i rituali vedici, i mantra e la relativa comprensione, sono racchiusi nelle otto parole Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare. Inoltre nella Kali-santarana Upanisad e’ affermato che le sedici parole Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare sono destinate principalmente a neutralizzare l’influenza degradante e contaminante di quest’eta’ di Kali, caratterizzata dal materialismo. Tutti questi temi sono presentati in modo elaborato nel mio libro Insegnamenti di Sri Caitanya. Per questa ragione non solo il canto e’ il sublime metodo per ottenere la perfezione della vita, ma e’ anche il principio vedico autorizzato inaugurato dal piu’ grande studioso e devoto, Sri Caitanya (che e’ considerato una manifestazione di Krishna). Noi stiamo seguendo le Sue autorevoli orme. La portata del Movimento per la Coscienza di Krishna e’ universale. Il metodo per riconquistare la condizione originaria di vita eterna, piena di felicita’ e conoscenza, non e’ astratta, arida teoria. La vita spirituale non e’ definita nei Veda come qualcosa di teorico, astratto e impersonale. Il fine dei Veda consiste nell’introdurre soltanto amore per Dio, e questa armoniosa conclusione puo’ essere realizzata in modo pratico mediante il canto del mantra Hare Krishna. Poiche’ la meta della realizzazione spirituale e’ una soltanto, l’amore per Dio, i Veda costituiscono un unico complesso omnicomprensivo in materia di conoscenza spirituale. Soltanto la visione incompleta delle varie parti, separata dalle autentiche linee vediche d’insegnamento, da’ un’apparenza di frammentarieta’ alla Bhagavad-gita. Il fattore riconciliante che sistema tutte le proposizioni apparentemente divergenti, e’ l’essenza dei Veda, ossia la coscienza di Krishna (l’amore per Dio).

Sinceramente suo Bhaktivedanta Swami

8 febbraio 1970

Swami A.C. Bhaktivedanta.

Caro Swamiji,

La ringrazio molto per avermi gentilmente inviato la sua lunga e interessante lettera del 30 gennaio, insieme con l’ultimo numero della rivista Back to Godhead. Finora avevo avuto qualche colloquio con i componenti della sua associazione, colloqui che pero’ non erano stati del tutto soddisfacenti dal mio punto di vista. Ora invece ho la sua lettera che e’ molto piu’ autorevole, e la discussione puo’ aver luogo su un piano piu’ elevato. Eppure, temo che lei non mi abbia del tutto convinto che le Scritture da Lei citate prescrivano unicamente il canto del Santo Nome di Krishna. Mi permetta di riferirmi soltanto ad alcune tra le piu’ importanti. Nella Bhagavad-gita (9.14), kirtayantah non necessariamente significa cantare il nome di Krishna. Puo’ significare glorificare, recitare, parlare e ripetere canzoni, inni, descrivere e conversare. I commentatori danno queste accezioni. Sankara nel suo commento si limita a ripetere la parola, ma Anandagiri nel suo vyakhya classifica kirtanam come vedanta-sravanam pranava- japas ca, “ascoltare il Vedanta e mormorare om (che l’om vedico sia Krishna e’ detto nella Bhagavad-gita, che e’ un’opera smrti, e la’ Krishna e’ anche identificato con molte altre cose, ma non e’ detto nei Veda che sono sruti). Un altro commentatore, Hanuman, nel suo Paisaca-bhasya dice che kirtayantah significa soltanto bhasmanah,”parlare”.

Ma cio’ che e’ piu’ importante, almeno penso, e’ che il significato preciso di questa parola e il verso intero non richiedono che tutti s’impegnino sempre nel kirtana, ma affermano che soltanto alcune grandi anime si comportano cosi’. Cio’ e’ reso ovvio dal verso successivo, il quale afferma che anye, “gli altri”, s’impegnano in jnana-yajnena… yajanto mani, “adorando Me… con l’adorazione in conoscenza”. La Bhagavad-gita e’ di ampie vedute e tollerante di una varieta’ di approcci religiosi, benche’ anch’essa mette l’enfasi su un aspetto in particolare (cioe’ sarva- phala-tyaga “rinuncia a tutti i frutti dell’azione individuale”). Infine, l’ultimo sutra del Vedanta-sutra: anavrttih sabdat…, sabda si riferisce alla compilazione o alla rivelazione dei Veda, come risulta chiaro dal contesto e dai commentatori. Sankara cita numerosi testi (che terminano con ity adi-sabdebhyah “conformemente a questi sabda”) per sostenere l’affermazione che “secondo le Scritture non vi e’ ritorno”. Egli si riferisce a sabda in questo sutra dicendo mantrartha-vadadi…, “mantra, descrizioni, ecc.”. Vacaspati Misra sul Bhamati sostiene questa tesi e chiarisce ulteriormente aggiungendo che un punto di vista contrario e’ sruti-smrti-virodhah “in conflitto con smrti e sruti. Ringraziando di nuovo per la sua gentile attenzione

Sinceramente suo

J.F. Staal

15 febbraio 1970

J.F. Staal

Professore di filosofia e di lingue sud-asiatiche

Carissimo dottor Staal, sono stato molto contento di ricevere la Sua lettera datata 8 febbraio 1970. Sono anche compiaciuto di notarne il contenuto. Riguardo al fatto di convincerla che tutte le Scritture prescrivono di cantare il nome di Krishna, posso limitarmi a presentarle l’autorita’ di Sri Caitanya. Sri Caitanya raccomando’ kirtaniyah sada’ harih “Hari, Krishna dev’essere costantemente glorificato” (Siksastaka 3). Similmente Madhvacarya cita, vede ramayane coiva harih sarvatra giyate “Hari e’ cantato quasi in ogni parte dei Veda e del Ramayana”. Similmente, nella Bhagavad- gita (15.15) il Signore dice, vedaie ca sarvair aham eva vedyah: “Lo scopo di tutti i Veda e’ quello di conoscerMi.” Troviamo cosi’ che tutte le Scritture hanno come fine Dio, la Persona Suprema. Nel Rg Veda (1.22.20) il mantra e’, om tad visnoh paramani padarh sada pasyanti surayah: “Gli esseri celesti aspirano sempre alla suprema dimora di Visnu.” L’intero procedimento vedico quindi consiste nel comprendere Sri Visnu, e ogni Scrittura, direttamente o indirettamente, canta le glorie del Signore Supremo, Visnu. Per quanto si riferisce alla Bhagavad-gita (9.14), kirtayantah significa certamente glorificare, cantare e parlare, come Lei ha detto, ma cantare, glorificare e parlare di chi? Si tratta certamente di Krishna. Il termine usato in questo contesto e’ mam “Me”. Per questa ragione, non siamo in disaccordo quando una persona glorifica Krishna, come fece Sukadeva con lo Srimad-Bhagavatam. Anche questo e’ kirtanam. La piu’ elevata di tutte le opere vediche e’ il luogo adatto per la glorificazione del Signore Supremo, Krishna, e cio’ puo’ essere ben compreso grazie al verso:

nigama-kalpataror galitam phalam

suka-mukhad amrta-drava-sathyutam

pibata bhagavatam rasam alayam

muhur aho rasika bhuvi bhavukah

“O uomini d’intelligenza, gustate lo Srimad-Bhagavatam, il frutto maturo dell’albero dei desideri della letteratura vedica. Questo tenero frutto dal sapore di nettare ha toccato le labbra di Sri Sukadeva Gosvami, e ha preso cosi’ un gusto ancora piu’ soave anche per le anime liberate.” (Srimad-Bhagavatam 1.1.3) E detto che Maharaja Pariksit ottenne la salvezza con il semplice ascolto, e Sukadeva Gosvami ottenne la salvezza con il canto. Nel nostro servizio devozionale sono nove i metodi per raggiungere il medesimo obiettivo, l’amore per Dio, e tra questi il primo e’ l’ascolto. Il metodo dell’ascolto e’ definito sruti. Il metodo successivo e’ il canto e tale metodo e’ definito smrti. Noi li accettiamo entrambi, sruti e smrti simultaneamente. Consideriamo sruti la madre e smrti la sorella, perche’ un bambino ascolta dalla madre e poi apprende di nuovo grazie alla descrizione fatta dalla sorella. Sruti e smrti sono due linee parallele. Srila Rupa Gosvami dice nel Bhakti-rasamrta-sindhu (1.2.101):

sruti-smrti-puranadi-

pancaratra-vidhim vina

aikantiki harer bhaktir

utpatayaiva kalpate

Cio’ significa che senza riferirsi alle sruti, alle smrti, ai Purana e ai V ancor atra, non e’ possibile raggiungere il puro servizio devozionale. Percio’ chiunque manifesti un’estasi devozionale senza riferirsi agli sastra (Scritture vediche) sara’ solo causa di disturbo. D’altro canto, se ci limitiamo ad attaccarci alle sruti, diventeremo veda-vada-ratah (persone impegnate soltanto nel declamare i Veda, senza comprenderli ne’ praticarli) i quali non sono molto apprezzati nella Bhagavad-gita. Per questa ragione la Bhagavad-gita, benche’ sia smrti, e’ l’essenza di tutte le Scritture vediche, sarvopanisado gavah. E proprio come una mucca che distribuisce il suo latte, ossia l’essenza di tutti i Veda e delle Upanisad; tutti gli acarya, Sankaracarya compreso, accettano la Bhagavad-gita in quanto tale. Non si puo’ quindi negare l’autorita’ della Bhagavad-gita per il fatto che sia smrti; questo punto di vista e’ sruti-smrti-virodhah, cioe’ in conflitto con sruti e smrti, come lei ha correttamente osservato. Per quanto si riferisce alla citazione di Anandagiri dove e’ affermato che kirtana significa vedanta-sravanarh pranava-japas ca (ascolto del Vedanta e vibrazione dell’om), Colui che conosce il Vedanta e’ Krishna, il Quale e’ anche il compilatore del Vedanta. Egli e’ veda-vit e vedanta-krt, percio’ qual e’ l’opportunita’ piu’ grande di vedanta-sravanam se non quella di ascoltare da Krishna stesso? Riguardo al verso successivo, in cui e’ menzionato jnana-yajnena…yajanto mam, l’oggetto dell’adorazione e’ Krishna, com’e’ indicato dal termine mam (Me). Il procedimento e’ descritto nell’undicesimo mantra della Sri Isopanisad:

vidyarh cavidyam ca yas

tad vedobhayam saha

avidyaya mrtyurh tirtva

vidyayamrtam asnute

“Soltanto colui che puo’ comprendere simultaneamente il modo in cui agiscono l’ignoranza e la conoscenza trascendentale, puo’ sfuggire al ciclo di nascita e morte. Lui solo puo’ godere dei benefici procurati dall’immortalità”. La cultura della vidya, della conoscenza trascendentale, e’ essenziale per l’essere umano, mentre la cultura dell’avidya’, ossia dell’ignoranza, lega l’essere all’esistenza condizionata sul piano della materia. L’esistenza del materialista significa protrarre la cultura della gratificazione dei sensi, e questo genere di conoscenza legata alla gratificazione dei sensi (avidya’) significa perpetuazione del ciclo di nascita e morte. Coloro che sono assorti in questo genere di conoscenza non sono in grado di apprendere alcuna lezione dalle leggi della natura, e si limitano a rifare in continuazione le stesse cose, innamorati della bellezza dell’energia illusoria. Vidya, ossia la vera conoscenza, significa, invece, conoscere a fondo il procedimento delle attivita’ in ignoranza e simultaneamente coltivare la scienza trascendentale e seguire cosi’ senza mai deviare, il sentiero della liberazione. Liberazione e’ il godimento delle piene benedizioni dell’immortalita’. Questa immortalita’ puo’ essere goduta nel regno eterno di Dio (sambhuty-amrtam asnute) ed e’ il risultato dell’adorazione offerta al Signore Supremo, la Causa di tutte le cause, sambhavat. In questo senso vidya significa adorare Dio, la Persona Suprema, Krishna. Questa e’ jnana-yajnena, l’adorazione della conoscenza. Questo jnana-yajnena… yajanto mam e’ la perfezione della conoscenza, come e’ affermato nella Bhagavad-gita (7.19):

bahunam janmanam ante

jnanavan mam prapadyate

vasudevah sarvam iti

sa mahatma sudurlabhah

Dopo molte nascite e morti, colui che ha la vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la Causa di tutte le cause e sono tutto cio’ che esiste. Un’anima cosi’ grande e’ molto rara.” Chi non ha ancora raggiunto questa conclusione di conoscenza, e si limita ad indugiare a fatica nell’arida speculazione intellettuale senza considerare Krishna, si comporta come chi batte l’involucro vuoto del chicco di riso. Il riso grezzo e la pula del riso sembrano quasi uguali. Chi sa come ottenere il chicco dal riso grezzo e’ saggio, ma chi batte la pula vuota, pensando di ottenere qualche risultato, sta sprecando tempo ed energia. Similmente, se si studiano i Veda senza trovare il fine dei Veda, Krishna, si perde tempo prezioso. Cosi’, il fatto di coltivare la conoscenza per adorare Krishna porta dopo molte nascite e morti a trovare la vera saggezza. Quando si diventa saggi in questo modo, ci si arrende a Krishna riconoscendo alla fine che Egli e’ la Causa di tutte le cause ed e’ tutto cio’ che esiste. Tale anima e’ molto rara, perche’ coloro che hanno consegnato la vita a Krishna sono rari, sudurlabha mahatma. Non sono mahatma ordinari. Per la grazia di Sri Caitanya lo status piu’ alto di perfezione viene ora distribuito molto liberamente. Il risultato e’ molto incoraggiante; altrimenti come sarebbe possibile che ragazzi e ragazze privi di ogni esperienza di cultura vedica abbiano potuto cosi’ rapidamente occupare il posto di rari mahatma soltanto vibrando questo suono trascendentale, il mantra Hare Krishna? Soltanto sulla base di questo canto la maggior parte di loro (quelli che sono davvero sinceri) e’ stabilmente situata nel servizio devozionale e non rompe i quattro principi di una vita materiale colpevole, cioe’:

1) il consumo di carne,

2) i rapporti sessuali illeciti,

3) il consumo d’intossicanti, compreso caffe’, te’ e tabacco,

e 4) il gioco d’azzardo.

E in effetti cosi’ si esprime l’ultimo sutra del Vedanta-sutra, anavrttih sabdat (con la vibrazione sonora ci si libera). Bisogna giudicare dal risultato (phalena paricyate). I nostri studenti hanno l’ordine di agire in questo modo, ed essi non deviano.

Il fatto che essi rimangano sul piano della pura vita spirituale senza coltivare i principi dell’avidya, della gratificazione dei sensi cosi’ come sono stati presentati sopra, e’ la prova della loro corretta comprensione dei Veda, Non tornano al livello materiale perche’ stanno gustando il frutto nettareo dell’amore per Dio. Sarva-phala-tyaga (“rinuncia a tutti i frutti dell’attivita’ “) e’ spiegato dal Signore stesso nella Bhagavad-gita (18.66) con le parole sarva-dharman parityajya mam ekam saranatri vraja: “Lascia ogni forma di religione e semplicemente abbandonati a Me (Krishna)”. Il mantra Hare Krishna significa: “O suprema energia di Krishna, o Krishna, Ti prego impegnami al Tuo servizio”. Per questo motivo noi abbiamo abbandonato ogni cosa e siamo totalmente impegnati nel servizio del Signore. Quello che Krishna ci ordina e’ soltanto impegnarci al Suo servizio. Noi abbiamo abbandonato ogni risultato proveniente dalle attivita’ del karma, del jnana e dello yoga; e questo e’ il livello del puro servizio devozionale, bhaktir uttama.

Ringraziandola sentitamente

Sinceramente suo,

A.C. Bhaktivedanta Swami

25 febbraio 1970

Swami A.C. Bhaktivedanta

Fondatore-Acarya dell’Associazione Internazionale

per la Coscienza di Krishna

Caro Swamiji,

Molti ringraziamenti per la sua interessante lettera del 15 febbraio 1970, con allegato.

Temo che ogni volta che lei cita un passo con l’intento di dimostrare che soltanto il canto del nome di Krishna e’ richiesto, io posso citarne un altro che richiede qualche altra cosa, aggiungendo: yadi sloko ‘pi pramanam ayam api slokah pramsnarh bhavitumarhati: “Se semplici versi sono autorevoli, anche questo verso dev’essere considerato autorevole”. E forse non ci sara’ mai fine a questo scambio in un prevedibile futuro, come anche Patanjali dice: mahan hi sabdasya prayoga-visayah: “Perche’ vasto e’ il dominio nell’uso delle parole”.

Sinceramente suo,

J.F. Staal

3764 Watseka Avenue, Los Angeles, California 90034

24 aprile 1970

Caro dottor Staal,

Vorrei ringraziarla molto per la sua lettera del 25 febbraio 1970. Sono dispiaciuto di non averle potuto rispondere prima, ma sono stato occupato ad acquistare una chiesa situata all’indirizzo di cui sopra. Ci siamo assicurati un posto molto bello per un tempio, una sala di lettura, un appartamento per me e una zona residenziale per i devoti, tutto in un bell’ambiente con molte attrattive. Vorrei chiederle di visitare questo luogo quando le sara’ possibile, e se vorra’ farmi sapere quando, i miei studenti saranno contenti di riceverla in modo adeguato. Riguardo alla nostra corrispondenza, in realta’ queste citazioni e citazioni di rimando non risolvono il problema. In tribunale, entrambi gli avvocati citano i libri di legge, ma non e’ questo che determina la soluzione del caso in questione. A determinarla e’ la sentenza del giudice addetto a presiedere. Perciò tutti questi argomenti non possono condurci a una conclusione. Le citazioni delle Scritture sono talvolta contraddittorie, e ogni filosofo ha un’opinione differente perché senza avanzare una tesi differente nessuno può diventare un filosofo famoso. Per questa ragione e’ difficile arrivare alla giusta conclusione. Come ho detto sopra, la conclusione consiste nell’accettare il giudizio dell’autorità. Noi seguiamo l’autorita’ di Sri Caitanya Mahaprabhu, che non e’ differente da Krishna, e la Sua versione secondo le Scritture vediche e’ che in quest’era il canto del Santo Nome e’ l’unica soluzione per tutti i problemi della vita. E cio’ e’ stato dimostrato dall’esperienza pratica. Recentemente c’e’ stato un grande corteo dei nostri studenti a Berkeley, nel giorno dell’avvento di Sri Caitanya, e il pubblico ha fatto questa osservazione: “Questo gruppo di giovani non e’ come gli altri che si riuniscono per rompere vetri e creare caos”. Anche la polizia ha confermato: “I componenti del Movimento per la Coscienza di Krishna cooperano in pieno con la polizia, e i loro sforzi per mantenere l’ordine durante tutta la sfilata sono stati cosi’ efficaci che solo una minima presenza della polizia e’ stata richiesta”. A Detroit si e’ tenuta una grande marcia per la pace e i nostri studenti sono stati considerati “angeli” nella folla. Perciò di questo Movimento per la Coscienza di Krishna c’e’ veramente bisogno oggi come panacea per ogni genere di problemi della società. Non occorrono altre argomentazioni al presente. In una farmacia vi sono molte medicine, e tutte sono genuine, ma cio’ che si richiede e’ che un medico esperto prescriva la medicina per un particolare paziente. Non possiamo dire: “Anche questa e’ una medicina e anche quest’altra”. No. Una medicina efficace per quella particolare persona e’ la medicina che le serve — phalena pariciyate.

Sinceramente suo,

A.C. Bhaktivedanta Swami

Nota conclusiva di Srila Prabhupada

In un tribunale due avvocati avanzano i loro rispettivi argomenti di rilievo dai libri di legge autorizzati per stabilire un punto, ma sta poi al giudice decidere la questione in favore di uno dei contendenti. Quando gli avvocati di parte opposta avanzano le loro tesi, sono entrambi autorevoli, ma il giudizio sara’ dato sulla base dell’argomentazione che puo’ essere applicata a quel particolare caso. Sri Caitanya da’ il Suo giudizio, basato sull’autorita’ degli sastra, affermando che il canto dei Santi Nomi del Signore e’ il solo metodo per elevare l’essere al piano trascendentale, e in realta’ possiamo constatare la sua efficacia. Tutti i nostri studenti che hanno seguito con serieta’ questo metodo possono essere esaminati individualmente, e qualsiasi giudice imparziale potra’ facilmente verificare che il loro progresso nella realizzazione spirituale e’ maggiore di qualsiasi altro filosofo o uomo di religione, di qualsiasi yogi o karmi. Dobbiamo accettare cio’ che e’ favorevole alle circostanze in cui ci troviamo. In una particolare circostanza il rifiuto di altri metodi non significa che i metodi rifiutati non siano autentici. Ma per il momento, prendendo in considerazione le circostanze, il tempo e l’oggetto, alcuni metodi vengono a volte rifiutati anche se sono autentici. Dobbiamo esaminare ogni cosa dal risultato pratico. Da questo esame risulta che nell’epoca in cui ci troviamo il canto costante del maha-mantra Hare Krishna e’ indubbiamente molto efficace.

A.C. Bhaktivedanta Swami

LA COSCIENZA DI KRISHNA:

CULTO INDU’ O CULTURA DIVINA?

Si crede a volte che il Movimento per la Coscienza di Krishna s’identifichi con l’induismo mentre in realtà non si tratta per nulla di una credenza o di una religione particolare che cercherebbe di sostituirsi ad altre simili. Questo Movimento riveste un interesse culturale prioritario per l’umanità intera e si rivolge a tutti senza distinzione di fede o di professione perché la sua finalita’ e’ quella di educare l’uomo nell’arte di amare Dio. In India, come altrove, gli indiani pensano a volte che questo Movimento predichi l’induismo, ma in realta’ non e’ cosi’. Non incontrerete la parola “indu’” neppure una volta in tutta la Bhagavad-gita, e neppure in tutta la letteratura vedica. Questa parola fu introdotta nel linguaggio corrente dai musulmani delle province vicine all’India, come l’Afghanistan, il Belucistan e la Persia. Il fiume che segna la frontiera nord-ovest dell’India si chiama Sindhu, ma a causa di un difetto di pronuncia, i musulmani del posto lo chiamarono Indu’ e gli abitanti delle terre limitate da questo fiume furono chiamati indu’. In India, secondo la lingua vedica, gli europei sono chiamati mleccha o yavana, similmente, indu’ e’ un nome dato dai musulmani. E attraverso la Bhagavad-gita che si puo’ conoscere la vera cultura dell’India, il varnasrama-dharma. Quest’opera c’insegna, infatti, che le tre influenze della natura materiale (guna) a cui ogni uomo e’ soggetto determinano quattro divisioni sociali o varna — i brahmana, gli ksatriya, i vaisya e i sudra — e quattro divisioni spirituali o asrama — i brahmacari, i grhastha, i vanaprastha e i sannyasi. I Purana, Scritture vediche, trattano nei particolari di questa istituzione, che e’ propria della cultura vedica. Si tratta di un sistema educativo che permette a ogni uomo di avanzare nella scienza di Krishna, la scienza di Dio. In questo progresso consiste tutta la cultura vedica. Durante un colloquio con Ramananda Raya, grande devoto del Signore, Sri Caitanya gli domando’ quale fosse il principio che e’ alla base della condizione umana. Ramananda Raya rispose che una societa’ diventa civile solo quando si applica il sistema del varnasrama-dharma. Se non si e’ raggiunto questo stadio non si puo’ parlare di “civilta’”. Il nostro Movimento si sforza dunque di stabilire una civilta’ simile, adatta alla condizione umana: la coscienza di Krishna, o daiva-varnasrama, una cultura d’ispirazione divina. In India questo sistema non e’ piu’ applicato secondo le norme vediche originali. Oggi, infatti, chiunque nasca da una famiglia di brahmana (lo stato sociale piu’ elevato) esige di essere accettato come brahmana, sebbene gli sastra, le Scritture, non approvino mai questa imposizione. Puo’ darsi che il gotra, la casta ereditaria di una famiglia, abbia fatto dei nostri padri dei brahmana, ma il vero varnasrama-dharma si fonda sul valore reale di un individuo per determinare la sua classe sociale, e non tiene conto ne’ dell’origine sociale ne’ del diritto ereditario. Questo Movimento, dunque, non e’ promotore dei principi che sono applicati oggi dagli indu’, specialmente da coloro che subiscono l’influenza di Sankaracarya; questi, infatti, descriveva la Verita’ Assoluta come impersonale, negando cosi’, in modo indiretto, l’esistenza di Dio. Sarikaracarya, infatti, era apparso in questo mondo per svolgere una missione ben precisa: doveva ristabilire l’autorita’ della cultura vedica e in questo modo porre fine all’influenza preponderante del buddismo. Protetto e sostenuto dall’imperatore Asoka, che regno’ duemilaseicento anni fa, il buddismo si era diffuso in tutta l’India.

I Veda insegnano che Buddha era un avatara, cioe’ una manifestazione di Krishna investita di poteri per compiere una missione particolare. La sua dottrina, la fede che egli professava, divento’ molto popolare in India e in altri Paesi, dove si sostitui’ alla preesistente cultura vedica. Buddha, infatti, rinnegava l’autorita’ dei Veda. Ecco perche’ Sarikaracarya, il cui unico scopo era quello di allontanare il buddismo, introdusse la dottrina Mayavada. Questa filosofia si risolve alla fine in una forma di ateismo perche’ consiste nell’immaginarsi Dio. Il mayavadismo di Sarikaracarya e’ dunque un compromesso tra il buddismo e la teoria atea — che esiste in realta’ da tempi immemorabili —, ed e’ oggi alla base del pensiero religioso e di tutta la cultura indiana. Secondo questa filosofia, Dio non esiste o, se esiste, e’ impersonale, onnipresente, e quindi Lo si puo’ concepire sotto una forma qualsiasi. Questa conclusione non e’ per niente conforme agli insegnamenti dei Veda, perche’ anche se le Scritture vediche menzionano numerosi esseri celesti, venerati con l’intenzione di raggiungere scopi diversi, Visnu, la Persona Suprema, e’ sempre riconosciuto come il Signore Sovrano. Questa e’ l’essenza della vera cultura vedica. La filosofia della Coscienza di Krishna non nega l’esistenza di Dio e degli esseri celesti, al contrario della filosofia mayavada, che afferma che Dio e gli esseri celesti non esistono veramente. Secondo i mayavadi, in ultima analisi, tutto e’ vuoto. Essi affermano che ciascuno puo’ immaginare l’autorita’ a cui rivolgere la propria adorazione — Visnu, Durga, Siva o il dio del sole — perche’ queste sono le divinita’ che hanno piu’ adoratori, ma non ammettono veramente l’esistenza di queste divinita’. Secondo loro, poiche’ e’ impossibile fissare il pensiero La coscienza di Krishna: culto indu’ o cultura divina? sul Brahman impersonale, si potrebbe immaginare una di queste forme, a nostro piacere, e meditare su di essa. Si tratta di un nuovo sistema di pensiero, chiamato pancopasana, introdotto da Sankaracarya. Ma la Bhagavad-gita non insegna tali dottrine ed e’ per questo motivo che esse non hanno alcuna autorita’. La Bhagavad-gita riconosce l’esistenza degli esseri celesti, ed essi sono descritti nei Veda; non si puo’ dunque negare la loro esistenza, ma non bisogna neppure concepirli e venerarli secondo l’ottica di Sankaracarya. Infatti, la Bhagavad-gita (7.20) rifiuta chiaramente il culto agli esseri celesti:

kamais tais tair hrta-jnanah

prapadyan te ‘nya-devatah

tam tam niyamam asthaya

prakrtya niyatah svaya

“Coloro che hanno la mente distorta dai desideri materiali si sottomettono agli esseri celesti e seguono, ciascuno secondo la propria natura, le norme relative al loro culto.” Krishna precisa inoltre nel secondo capitolo, verso 44:

bhogaievarya-prasaktanam

tayapahrta-cetasam

vyavasayatmika buddhih

samadhau na vidhiyate

“Nella mente di coloro che sono troppo attaccati al piacere dei sensi e alle ricchezze materiali, e sono sviati da questi desideri, la risoluta determinazione a servire il Signore Supremo con devozione non trova posto.” Le persone che rendono culto agli esseri celesti sono definite hrta-jnanah, “persone che hanno perso la ragione”. La Bhagavad- gita (7.23) aggiunge:

antavat tu phalam tesam

tad bhavaty alpa-medhesam

devan deva-yajo yanti

mad-bhakta yanti mam api

“Gli uomini di scarsa intelligenza adorano gli esseri celesti e ottengono frutti limitati e temporanei. Chi adora gli esseri celesti raggiunge i loro pianeti, ma i Miei devoti certamente raggiungono il Mio pianeta supremo.” I benefici accordati dagli esseri celesti sono temporanei perche’, come ogni felicita’ materiale, possono essere goduti solo in relazione col corpo, che e’ temporaneo. Ogni beneficio materiale, sia esso offerto dalla scienza e dalle tecniche moderne o dalle divinita’ che prodigano le loro benedizioni, scomparira’ col corpo. Il progresso spirituale, invece, non e’ mai perduto. Sbaglia chi pensa che noi predichiamo una religione settaria; noi semplicemente insegniamo come amare Dio. La questione dell’esistenza di Dio ha ispirato numerose teorie. L’ateo rifiutera’ sempre di credere in Dio. Il professore Jacques Monod, per esempio, al quale fu assegnato il premio Nobel, dichiara apertamente che solo il caso decide tutto (molto tempo prima alcuni filosofi atei dell’India, come Carvaka, avevano gia’ avanzato la stessa teoria). Secondo altre filosofie, tra cui il karma-mimamsa, e’ sufficiente impegnarsi nel proprio lavoro con costanza e onesta’ per riceverne automaticamente i frutti, senza aver bisogno di rivolgersi a Dio. I sostenitori di queste teorie adducono come prova il fatto che un malato guarisce se prende le medicine appropriate. Ma a volte succede che il paziente muoia, rispondiamo noi, sebbene gli siano state prodigate le cure migliori. Non sempre si puo’ prevedere con certezza il risultato. Si deve ammettere dunque l’esistenza di un’autorita’ superiore (daiva-netrena), di un controllore supremo, altrimenti come spiegare che il figlio di un uomo ricco diventa un hippy vagabondo, o che un uomo che e’ riuscito a fare fortuna con un duro lavoro si sente dire dal suo medico che dovra’ astenersi dal mangiare e accontentarsi di bere tisane d’orzo? Secondo la teoria del karma-mimamsa, il mondo segue il suo corso indipendentemente dalla volonta’ suprema ed e’ governato solo dalla lussuria (kama-haitukam). Sotto l’influenza della lussuria, l’uomo prova attrazione per la donna e dalla loro unione fortuita nascera’ un figlio. Il concepimento non ha niente d’intenzionale e sara’ solo la conseguenza naturale dell’unione sessuale di un uomo e di una donna. La teoria atea, descritta nel sedicesimo capitolo della Bhagavad-gita come asurica o demoniaca, afferma che tutto accade in questo modo a causa del caso e dell’attrazione naturale. Questa teoria demoniaca sostiene l’idea che se si vuole evitare di avere bambini bisogna usare metodi contraccettivi. In realta’, ogni cosa in questo mondo ha la sua ragione d’essere e s’inserisce perfettamente nel quadro della cultura vedica. I Veda, dunque, danno direttive anche per quanto riguarda l’unione dell’uomo e della donna, la procreazione dei figli e lo scopo stesso della vita sessuale. Nella Bhagavad- gita Krishna approva la vita sessuale cosi’ com’e’ concepita nella cultura vedica, cioe’ quando obbedisce ai principi e alle regole prescritte nei Veda, ed Egli stesso la dichiara legittima a queste condizioni. Ma la vita sessuale diventa inaccettabile quando e’ regolata solo dal caso. Quando il concepimento risulta da un’attrazione sessuale fortuita, i figli generati in questo modo formano una popolazione indesiderata detta varna-sankara. Questo comportamento e’ tipico delle specie animali inferiori, ma e’ inammissibile da parte di un essere umano. Per l’uomo e’ previsto un comportamento che corrisponde a un disegno superiore. Noi non possiamo credere alla teoria secondo cui nessun disegno specifico governerebbe la vita umana, e solo il caso e le necessita’ imposte dalla materia sarebbero la causa di tutto. Secondo Sankaracarya, dunque, Dio non esiste veramente, ma per il buon funzionamento della societa’ ogni persona puo’ immaginarseLo come le sembra meglio e continuare cosi’ la via che ha scelto. Anche questa dottrina atea si fonda piu’ o meno sulla teoria del caso e della necessita’. Per quanto ci riguarda, noi optiamo per una via diversa, che presuppone l’esistenza di una volonta’ superiore. Si tratta del varnasrama-dharma d’ispirazione divina, che Krishna stesso raccomanda, ben differente dal sistema delle caste cosi’ com’e’ concepito oggi e che anche l’India giustamente disapprova. Infatti, questa divisione degli uomini in gruppi sociali secondo il principio del diritto ereditario non corrisponde al sistema vedico o divino del varnasrama-dharma. Si distinguono numerose corporazioni nell’ambito della societa’ — gli ingegneri, i medici, i chimici, i commercianti, gli uomini d’affari, ecc. — e non e’ il principio dell’ereditarieta’ che determina la posizione di una persona, bensi’ le sue qualificazioni. Le Scritture vediche non ammettono in alcun modo questo sistema delle “caste ereditarie”, e neppure noi lo accettiamo. Noi non abbiamo alcun rapporto col sistema delle caste, che del resto anche la popolazione indiana rifiuta. Al contrario, noi offriamo a tutti l’opportunita’ di raggiungere il livello di brahmana, il piu’ elevato nella gerarchia sociale. L’umanita’ soffre attualmente per la mancanza di guide spirituali (i brahmana) e di dirigenti (gli ksatriya) per governare la societa’, e la classe operaia (i sudra) regna da padrona in tutto il mondo; da qui nascono tutti i problemi che affliggono la societa’ moderna. Ed e’ per rimediare a questo stato di cose che noi ci dedichiamo al Movimento per la Coscienza di Krishna. Se la classe brahminica fosse ristabilita nella sua vera funzione, tutti gli altri gruppi apporterebbero naturalmente il loro contributo all’equilibrio sociale, come il buon funzionamento del cervello determina quello delle diverse parti del corpo, come le braccia, le gambe e lo stomaco. Il fine di questo Movimento e’ quello d’insegnare agli uomini l’arte di amare Dio, cosa che Caitanya Mahaprabhu stesso definisce come il piu’ alto grado di perfezione. La coscienza di Krishna non ha niente in comune con l’induismo o con qualsiasi altra religione. Nessun cristiano penserebbe di convertirsi all’induismo, e nessun indu’ abbraccerebbe la fede cristiana. Tali conversioni sono per uomini che non appartengono ad alcun particolare gruppo sociale. Ma tutti saranno interessati a comprendere Dio mediante un approccio scientifico e filosofico e a prenderLo seriamente. Perciò, per prima cosa si deve capire che il Movimento per la Coscienza di Krishna non cerca di diffondere la “religione indù”. Anzi, propone un modello di società’ spirituale che permette di risolvere tutti i problemi dell’esistenza. Per questo motivo il Movimento per la Coscienza di Krishna e’ favorevolmente accolto nel mondo intero.

KRISHNA E CRISTO

Di Sua Divina Grazia

A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

KRISHNA, CRISTOS, CRISTO

Conversazione a Francoforte sul Meno, nella Germania Occidentale, con Padre Emmanuel Jungclaussen, monaco benedettino del Monastero di Niederalteich.

Srila Prabhupada: Qual e’ il significato della parola Cristo?

Padre Emmanuel: Cristo viene dal greco Cristos, che vuol dire “unto”.

Srila Prabhupada: Cristos e’ la versione greca della parola Krishna.

Padre Emmanuel: Molto interessante…

Srila Prabhupada: In India, quando una persona dice Krishna spesso pronuncia “Krsta”. Krsta, in sanscrito, significa “fascino”. Percio’, quando ci rivolgiamo a Dio chiamandoLo “Cristo”, “Krsta” o “Krishna”, ci riferiamo sempre a Lui: la Persona Suprema, Dio, l’infinitamente affascinante. Quando Gesu’ disse: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome”, quel nome era Krsta o Krishna. E’ d’accordo?

Padre Emmanuel: Penso che Gesu’, come figlio di Dio, ci abbia rivelato il vero nome di Dio: Cristo. Possiamo anche chiamare Dio “Padre”, ma se vogliamo rivolgerci a Lui con il Suo vero nome diremo “Cristo”.

Srila Prabhupada: Si’, “Cristo” e’ un altro modo di dire Krsta e “Krsta” e’ un altro modo di pronunciare Krishna, il nome di Dio. Gesu’ disse di glorificare il nome di Dio, ma ieri ho sentito un teologo affermare che Dio non ha nome, possiamo solo chiamarLo “Padre”. Naturalmente un figlio puo’ rivolgersi a suo padre chiamandolo “padre”, ma questo non vuol dire che egli non abbia un nome proprio. Dio e’ un nome indeterminato per la Persona Suprema, che Si chiama in realta’ Krishna. “Cristo”, Krsta” o Krishna”: con qualsiasi nome Lo chiamate e’ sempre a Dio, la Persona Suprema, a cui vi rivolgete.

Padre Emmanuel: Si’, se vogliamo parlare del vero nome di Dio, diremo “Cristo”. Nella nostra religione abbiamo la Trinita’: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e crediamo che il nome di Dio puo’ esserci rivelato solo dal figlio di Dio. Gesu’ Cristo rivelo’ il nome del Padre, percio’ accettiamo Cristo come il nome di Dio.

Srila Prabhupada: In realta’ Krishna o Cristo e’ lo stesso. La cosa importante e’ seguire i principi vedici, che raccomandano, per la nostra era, il canto del nome di Dio. Il metodo piu’ facile e’ cantare il maha-mantra

Hare Krishna, Hare Krishna,

Krishna Krishna, Hare Hare,

Hare Rama, Hare Rama,

Rama Rama, Hare Hare.

Rama e Krishna sono due nomi di Dio e Hare e’ la Sua energia. Cantando il maha-mantra ci rivolgiamo quindi a Dio insieme alla Sua energia. Il Signore ha due energie: una spirituale, l’altra materiale. In questo mondo, stretti nella morsa dell’energia materiale, preghiamo Krishna che ci liberi dalla schiavitu’ alla materia e ci accolga tra coloro che sono impegnati nel servizio dell’energia spirituale. Questa e’ l’essenza della nostra filosofia. Hare Krishna significa: “O energia divina, o Dio (Krishna), impegnami al Tuo servizio.” E’ nella nostra natura rendere servizio a qualcuno o a qualcosa. Purtroppo, ora ci siamo abbassati a servire la materia, ma se volgiamo il nostro servizio verso l’energia spirituale, la nostra vita diventera’ perfetta. Credersi un indu’, un musulmano, un cristiano, credersi questo o quello, sono solo etichette che ci siamo incollati. Praticare il bhakti-yoga (servizio d’amore a Dio) significa liberarsi da tutte queste errate designazioni e dedicarsi esclusivamente al servizio di Dio. Abbiamo creato tante religioni, quella cristiana, indu’, musulmana…, ma solo quando troveremo quella religione che non ci fa piu’ credere di essere indu’, cristiani o musulmani, potremo definirla bhakti, pura religione.

Padre Emmanuel: Mukti?

Srila Prabhupada: No, bhakti. Mukti (liberazione dalle sofferenze materiali) e’ gia’ inclusa nella bhakti, dipende da essa. Infatti chi agisce al livello della bhakti ha gia’ raggiunto la liberazione, come conferma la Bhagavad-gita (14.26):

mam ca yo vyabhicarena

bhakti-yogena sevate

sa gunan samatityaitan

brahma-bhuyaya kalpate

“Colui che si assorbe completamente nel servizio di devozione, senza mai deviare, trascende subito i tre guna e raggiunge il livello del Brahman”.

Padre Emmanuel: Krishna e’ il Brahman?

Srila Prabhupada: Krishna e’ il Parabrahman. Nella realizzazione del Brahman ci sono tre aspetti: Brahman impersonale, Paramatma localizzato e Brahman personale. Krishna e’ personale, Egli e’ il Supremo Brahman, perche’ Dio e’, in ultima analisi, una Persona. Nello Srimad-Bhagavatam (1.2.11) si afferma:

vadanti tat tattva-vidas

tattvarh yaj-jnanam advayam

brahmeti paramatmeti

bhagavan iti sabdyate

“Gli spiritualisti eruditi, che conoscono la Verita’ Assoluta, definiscono questa sostanza non-duale come Brahman, Paramatma e Bhagavan.” L’aspetto personale e’ la tappa finale nella realizzazione di Dio. Tutte le perfezioni sono presenti in Lui in modo completo: Dio e’ il piu’ potente, il piu’ ricco, il piu’ bello, il piu’ famoso, il piu’ saggio e il piu’ rinunciato.

Padre Emmanuel: Si’, sono d’accordo.

Srila Prabhupada: Dio e’ assoluto, percio’ il Suo Nome, la Sua Forma e le Sue Qualita’, anch’esse assolute, non sono differenti da Lui. Cantando il Suo Santo Nome si entra in diretto contatto con Lui e si acquisiscono qualita’ divine. Una volta purificati completamente potremo godere della Sua compagnia.

Padre Emmanuel: Ma la nostra comprensione del nome di Dio e’ limitata.

Srila Prabhupada: E vero, noi siamo limitati, ma Dio e’ illimitato e assoluto; ha un infinito numero di nomi, ognuno dei quali e’ assoluto, ognuno dei quali e’ Dio. La nostra comprensione dei Suoi nomi varia in proporzione al nostro avanzamento spirituale.

Padre Emmanuel: Anche noi cristiani predichiamo l’amore per Dio e cerchiamo di svilupparlo rendendo a Dio servizio con tutto il cuore. Che differenza c’e’ quindi tra il vostro movimento e il nostro? Perche’ manda i suoi discepoli in Occidente a predicare l’amore per Dio, quando il Vangelo di Gesu’ Cristo offre lo stesso messaggio?

Srila Prabhupada: Purtroppo i cristiani non seguono i comandamenti di Dio. Ecco il problema. Non e’ d’accordo?

Padre Emmanuel: Si’, in ampia misura, lei ha ragione.

Srila Prabhupada: Che valore ha quindi l’amore che i cristiani hanno per Dio? Se non seguite gli ordini di Dio, dov’e’ il vostro amore? Se amate Dio non disubbidite ai Suoi ordini; se trascurate le Sue istruzioni significa che il vostro amore non e’ sincero. Oggi la gente preferisce amare i cani piuttosto che Dio. Il Movimento per la Coscienza di Krishna intende risvegliare nella gente il dimenticato amore per Dio e insegnare a tutti che cosa veramente significhi amare Dio. Non solo i cristiani sono condannabili, ma anche gli indu’, i musulmani e tutti gli altri. Si fanno passare per cristiani, indu’ o musulmani, ma non ubbidiscono a Dio. Questo e’ il problema.

Visitatore: Lei afferma che i cristiani trasgrediscono le leggi di Dio. In che modo?

Srila Prabhupada: “Non uccidere” dice un comandamento, ma essi continuano a costruire mattatoi. I cristiani si rifiutano di seguire questo comandamento. Non e’ d’accordo?

Padre Emmanuel: Personalmente devo ammettere che e’ vero.

Srila Prabhupada: Ebbene, se i cristiani vogliono amare Dio devono finirla col massacro di questi animali.

Padre Emmanuel: Ma questa non e’ la cosa piu’ importante …

Srila Prabhupada: Se trascurate una cifra, ci sara’ un errore nel vostro calcolo. Qualsiasi numero sommerete o sottrarrete in seguito, il vostro calcolo rimarra’ sempre sbagliato a causa di quell’errore iniziale. Non possiamo accettare una parte delle Scritture e rifiutarne un’altra, a nostro piacere, e pretendere di ottenere un risultato positivo. Un contadino, per esempio, vedendo che la gallina mangia con il becco e depone le uova con la parte posteriore del corpo, pensa: “E costoso mantenere la parte anteriore della gallina perche’ devo nutrirla. Meglio tagliarla via.” Ma una gallina senza testa come puo’ produrre delle uova? Se nelle Scritture trascuriamo le regole difficili da seguire per obbedire solo a quelle facili, che vantaggio trarremo da tale interpretazione? Bisogna seguire tutte le ingiunzioni delle Scritture cosi’ come sono, e non soltanto quelle che ci convengono. L’ordine e’ di “non uccidere”, se lo trascurate, come potete dire di amare Dio?

Visitatore: I cristiani pensano che questo comandamento si applichi solo agli uomini, non agli animali.

Srila Prabhupada: Vorrebbe dire che Cristo non fu abbastanza intelligente da usare la parola giusta: omicidio! C’e’ differenza tra uccidere e commettere un omicidio. Quest’ultimo si riferisce agli esseri umani, mentre il primo vale per tutte le uccisioni, soprattutto per quelle animali. Pensa veramente che Cristo non fosse abbastanza intelligente da usare la parola adatta “omicidio” invece di “uccidere”, se voleva indicare solo l’uccisione di uomini?

Padre Emmanuel: Ma nel Vecchio Testamento questo comandamento si riferisce all’omicidio. E quando Gesu’ disse: “Non uccidere” non solo intendeva istruire l’uomo a non uccidere i suoi simili, ma voleva anche insegnargli a nutrire amore per il prossimo. Oltre a un senso fisico, gli diede anche un significato morale: non insultate, non offendete, non maltrattate gli altri. Parlo’ quindi sempre di relazione tra uomini, mai tra uomini e animali.

Srila Prabhupada: Questo testamento o quello non e’ importante. A noi interessano le parole usate nei comandamenti. Ma se volete interpretare queste parole, allora e’ un’altra cosa. “Non uccidere”, vuol dire che i cristiani non dovrebbero uccidere: questo e’ il significato diretto. Potete naturalmente avanzare molte interpretazioni per giustificare il vostro comportamento, ma noi sappiamo bene che qui non c’e’ alcun bisogno d’interpretare. Solo quando le cose non sono chiare ci possono essere interpretazioni, ma qui il significato e’ evidente. “Non uccidere” e’ una chiara istruzione, perche’ interpretarla?

Padre Emmanuel: Ma anche nutrendosi soltanto di vegetali si deve uccidere.

Srila Prabhupada: La filosofia vaisnava insegna a non uccidere neppure le piante se non e’ necessario. Nella Bhagavad-gita (9.26) Krishna dice:

patram puspam phalam toyam

yo me bhaktya prayacchati

tad aham bhakty-upahrtam

asnami prayatatmanah

“Chiunque Mi offra, con amore e devozione, una foglia, un fiore, un frutto e dell’acqua, accettero’ la sua offerta.” Noi offriamo a Krishna solo quei cibi che Lui gradisce, poi mangiamo i resti dell’offerta. Se offrire a Krishna cibo vegetariano fosse peccato, sarebbe Lui a commetterlo, non noi. Ma Dio e’ apapa-viddha, immune dalle reazioni del peccato. E come il sole che con la sua potenza purifica persino l’urina, o come un re che col suo potere puo’ condannare a morte un assassino, ma non e’ personalmente soggetto a punizione. Mangiare cibo offerto a Krishna e’ un po’ come uccidere un soldato in tempo di guerra. Quando il comandante ordina di attaccare, il soldato ubbidiente che uccide il nemico ricevera’ una medaglia. Ma quello stesso soldato verra’ punito se ammazza qualcuno di propria iniziativa. Cosi’, quando mangiamo solo prasada (resti del cibo offerto a Krishna), non commettiamo peccati. La Bhagavad-gita (3.13) lo conferma:

yajna-sistasinah santo

macyante sarva-kilbisaih

bhunjate te tv aghath papa

ye pacanty atma-karanat

“I devoti del Signore sono liberi da ogni colpa, perche’ mangiano soltanto alimenti offerti in sacrificio. Coloro, invece, che preparano cibi solo per il proprio piacere non si nutrono che di peccati.”

Padre Emmanuel: Non e’ possibile che Krishna autorizzi a mangiare carne?

Srila Prabhupada: Si’, nel regno animale. Ma l’uomo civilizzato, religioso, non e’ fatto per uccidere gli animali e mangiarseli. Se smettete di uccidere gli animali e cantate il Santo Nome di Cristo, tutto migliorera’. Non sono venuto a insegnarvi qualcosa di nuovo, ma solo a pregarvi di cantare il nome di Dio. Anche la Bibbia vi chiede la stessa cosa. Possiamo unirci nel glorificare il nome di Dio e se avete pregiudizi verso il nome di Krishna, cantate “Cristo” o “Krsta”, non c’e’ differenza. Sri Caitanya disse: namnam akari bahudha nija-sarva-saktih. “Dio ha milioni e milioni di nomi e ognuno di essi ha la Sua potenza, perche’ non c’e’ differenza tra Dio e il Suo nome.” Anche se preferite considerarvi indu’, cristiani o musulmani, semplicemente cantate il nome di Dio menzionato nelle vostre Scritture e giungerete cosi’ al livello spirituale. La vita umana e’ destinata alla realizzazione spirituale. Questo e’ il vero privilegio della forma umana. Imparare ad amare Dio e’ il dovere dell’uomo; non importa se compie il suo dovere da indu’, da cristiano o da musulmano, l’importante e’ che lo compia!

Padre Emmanuel: Sono d’accordo con lei.

Srila Prabhupada: (mostrando una corona di 108 grani usata perla meditazione): Voi avete il rosario e noi abbiamo questa corona con cui recitiamo il nome di Dio, ma perche’ gli altri cristiani non fanno altrettanto? Perche’ sprecare questa occasione che la vita umana ci offre? Gli animali non possono pronunciare il nome di Dio, ma noi siamo provvisti di una lingua umana. Che cosa perdiamo a cantare i Santi Nomi di Dio? Nulla, anzi ne trarremo un grande beneficio. I miei discepoli cantano costantemente Hare Krishna. Potrebbero andare al cinema o fare tante altre cose, se volessero, ma non sono interessati a queste attivita’. Non mangiano carne, ne’ p«^ce, ne’ uova, non prendono sostanze intossicanti, non bevono, non fumano, non partecipano a giochi d’azzardo, evitano le speculazioni mentali e le relazioni sessuali illecite, ma tutti cantano il nome di Dio. Se volete collaborare con noi, andate nelle chiese e cantate “Cristo”, “Krsta” o “Krishna”. Qual e’ la difficolta’?

Padre Emmanuel: Nessuna difficolta’, personalmente sarei felice di unirmi a voi.

Srila Prabhupada: Noi ci rivolgiamo a lei come rappresentante della Chiesa Cattolica. Invece di chiudere le chiese, perche’ non le date a noi? Le useremmo per glorificare il nome di Dio ventiquattr’ore al giorno. In molte citta’ abbiamo acquistato delle chiese che avevano dovuto chiudere perche’ nessuno le frequentava piu’. A Londra ho visto centinaia di chiese vuote e altre usate a scopi mondani. A Los Angeles ne abbiamo acquistata una che nessuno frequentava, ma se lei visita quella stessa chiesa oggi, vi trovera’ migliaia di persone. Ogni persona intelligente puo’ comprendere Dio in pochi minuti.

Padre Emmanuel: Capisco.

Srila Prabhupada: La gente non capisce, perche’ non vuole capire. Questa e’ la malattia. Visitatore: Penso che per capire Dio non ci voglia intelligenza, ma umilta’.

Srila Prabhupada: Umilta’ significa intelligenza. Il regno di Dio e’ degli “umili e dei miti”, si afferma nella Bibbia. Ma la filosofia dei ciarlatani insegna che tutti sono Dio e quest’idea e’ diventata di moda. Come si puo’ essere umili e miti se tutti pensano di essere Dio? Io insegno ai miei discepoli ad acquisire quelle qualita’ che permetteranno loro di fare un rapido avanzamento spirituale. Essi si prosternano sempre di fronte alle forme di Dio nel tempio e davanti al maestro spirituale. Nei Veda si afferma: “Il senso e la portata del sapere vedico si rivelano immediatamente, in tutta la loro pienezza, solo alle grandi anime dotate di una fede totale in Dio e nel maestro spirituale”.

Padre Emmanuel: Si dovrebbe essere umili con tutti.

Srila Prabhupada: Si’, ma ci sono due tipi di rispetto: speciale e normale. Sri Krishna Caitanya insegno’ a rispettare tutti, anche chi non ci mostra rispetto, senza mai aspettarsi onori in cambio. Ma un particolare rispetto va a Dio e al Suo puro devoto.

Padre Emmanuel: Si’, e’ giusto.

Srila Prabhupada: Penso che i preti dovrebbero collaborare con il Movimento per la Coscienza di Krishna. Cantare il nome di Cristo e non indulgere piu’ nel massacro di animali e’ un programma che va d’accordo con gli insegnamenti della Bibbia, non e’ una filosofia di mia invenzione. Mettete in pratica questi insegnamenti e vedrete che la situazione mondiale cambiera’.

Padre Emmanuel: La ringrazio molto.

Srila Prabhupada: Hare Krishna.

GESU’ CRISTO ERA UN GURU

Lo Srimad-Bhagavatam afferma che ogni autentico predicatore della coscienza di Dio deve possedere le qualita’ titiksa (tolleranza) e karuna (compassione). Entrambe queste qualita’ sono presenti nel carattere di Gesu’ Cristo. Egli era cosi’ tollerante che persino quando fu crocifisso non condanno’ nessuno. Ed era talmente compassionevole che prego’ Dio di perdonare tutti coloro che stavano tentando di ucciderlo. (Naturalmente non potevano ucciderlo, ma pensavano di poterlo fare, quindi commisero una grave offesa). Mentre stava per essere crocifisso, Cristo prego’: “Padre, perdonali, perche’ non sanno quello che fanno.” Un predicatore della coscienza di Dio e’ amico di tutti gli esseri viventi. Gesu’ Cristo diede l’esempio di questa buona attitudine insegnando: “Non uccidete”. Ma i cristiani preferiscono fraintendere questa istruzione. Pensano che gli animali non abbiano un’anima per cui ritengono di poter uccidere liberamente nei mattatoi milioni di animali innocenti. Cosi’, benche’ ci siano molte persone che professano di essere cristiani, e’ molto difficile trovarne una che segua alla lettera le istruzioni di Gesu’ Cristo. Un vaisnava e’ triste nel vedere gli altri soffrire. Gesu’ Cristo acconsenti’ a essere crocifisso proprio per questo motivo — per liberare gli altri dalle loro sofferenze. Ma i suoi seguaci sono cosi’ privi di fede che hanno deciso: “Lasciamo che Cristo soffra per noi e continuiamo a peccare.” Amano talmente Cristo da pensare: “Mio caro Gesu’, noi siamo molto deboli. Non riusciamo ad abbandonare le nostre attivita’ peccaminose, percio’ soffri tu per noi.” Gesu’ Cristo insegno’: “Non uccidete”. Ma i suoi seguaci hanno deciso: “Uccidiamo in ogni caso”, e aprono mattatoi moderni, grandi e scientifici. “Se commettiamo peccati, Cristo soffrira’ per noi.” Questa e’ la piu’ abbietta delle conclusioni. Cristo puo’ assumersi le sofferenze dei precedenti peccati dei suoi devoti, ma prima essi devono diventare saggi: “Perche’ devo far soffrire Gesu’ Cristo per i miei peccati? Devo smettere di fare attivita’ empie.” Supponiamo che un uomo commetta un omicidio e pensi: “Se mi puniranno, mio padre potrebbe soffrire al posto mio.” La legge lo permettera’? Quando l’omicida viene arrestato e dice: “No, rilasciate me e arrestate mio padre, sono il suo figlio prediletto.” La polizia accogliera’ la sua stupida richiesta? Lui ha commesso l’omicidio ma pensa che suo padre dovrebbe subire la punizione! E una proposta logica? “No. Tu hai commesso l’omicidio, tu devi essere condannato.” Quando commettete attivita’ peccaminose, voi dovete soffrirne, non Gesu’ Cristo. Questa e’ la legge di Dio. Gesu’ Cristo era una grande personalita’, il figlio di Dio, il Suo rappresentante. Non aveva alcun difetto. Eppure fu crocifisso. Voleva insegnare la coscienza di Dio, ma lo ricambiarono crocifiggendolo. Furono veramente ingrati! Non furono capaci di apprezzare la sua predica. Noi invece lo apprezziamo e lo onoriamo come rappresentante di Dio. Naturalmente il messaggio che porto’ Cristo era adatto per quel particolare periodo, per quel particolare luogo e per quel particolare gruppo di persone. Ma certamente egli e’ il rappresentante di Dio. Per questa ragione noi lo veneriamo e gli offriamo i nostri omaggi. Una volta a Melbourne un gruppo di sacerdoti cristiani venne a farmi visita. Mi chiesero: “Che cosa pensi di Gesu’ Cristo?” Risposi: “E’ il nostro guru. Predicava la coscienza di Dio: quindi e’ il nostro maestro spirituale.” I sacerdoti apprezzarono molto. In effetti, chiunque predichi le glorie di Dio dev’essere accettato come guru. Gesu’ Cristo era una grande personalita’. Non dobbiamo pensare a lui come a un essere umano ordinario. Le Scritture dicono che chiunque consideri il maestro spirituale un uomo ordinario ha una mentalita’ demoniaca. Se Gesu’ Cristo fosse stato un uomo ordinario non avrebbe potuto diffondere la coscienza di Dio.

NON UCCIDERE”

Conversazione in un eremo monastico vicino a Parigi, nel luglio del 1973, con il Cardinale Danielou.

Srila Prabhupada: Gesu’ Cristo disse: “Non uccidere.” Perche’ allora i cristiani uccidono gli animali?

Cardinale Danielou: Naturalmente il cristianesimo proibisce di uccidere, ma noi crediamo che ci sia differenza tra la vita di un essere umano e quella di un animale. La vita umana e’ sacra perche’ l’uomo e’ fatto a immagine di Dio; per questo e’ proibito uccidere un essere umano.

Srila Prabhupada: La Bibbia non dice: “Non uccidere l’essere umano”. Dice piu’ genericamente: “Non uccidere”.

Cardinale Danielou: Noi crediamo che solo la vita umana sia sacra.

Srila Prabhupada: Questa e’ la vostra interpretazione. Il comandamento dice: “Non uccidere”.

Cardinale Danielou: E’ necessario per l’uomo uccidere animali per avere cibo da consumare.

Srila Prabhupada: No. L’uomo puo’ mangiare cereali, verdure, frutta e latte.

Cardinale Danielou: Niente carne?

Srila Prabhupada: No. Gli esseri umani sono fatti per mangiare cibo vegetariano. La tigre non viene a mangiare la vostra frutta. Il cibo che le e’ stato prescritto e’ la carne animale. Il cibo prescritto all’uomo e’ composto da verdura, frutta, cereali e prodotti del latte. Come potete quindi affermare che uccidere gli animali non sia peccato?

Cardinale Danielou: Crediamo sia una questione di motivazione. Se l’uccisione dell’animale fornisce cibo all’affamato, allora e’ giustificata.

Srila Prabhupada: Prenda ad esempio la mucca: beviamo il suo latte, percio’ e’ nostra madre. E d’accordo?

Cardinale Danielou: Certamente.

Srila Prabhupada: Se la mucca e’ vostra madre, come potete pensare di ucciderla? Prendete il suo latte e quando e’ vecchia e non puo’ piu’ dare latte le tagliate la gola. Questo e’ un comportamento umano? In India ai mangiatori di carne viene consigliato di uccidere animali di specie inferiori come capre, maiali e persino bufali. Ma l’uccisione della mucca e’ il piu’ grave dei peccati. Predicando la coscienza di Krishna chiediamo alla gente di non mangiare nessun tipo di carne, e i miei discepoli seguono rigidamente questo principio. Ma se in determinate circostanze si e’ obbligati a mangiare carne si deve allora consumare la carne di animali inferiori. Non uccidete le mucche. E’ il piu’ grave dei peccati. E finche’ un uomo pecca non puo’ comprendere Dio. Il compito principale dell’essere umano e’ comprendere Dio e amarLo. Ma se rimanete nel peccato non sarete mai in grado di comprendere Dio, che dire di amarLo!

Cardinale Danielou: Penso che questo forse non e’ un punto essenziale. La cosa importante e’ amare Dio. I comandamenti pratici variano da una religione all’altra.

Srila Prabhupada: Nella Bibbia il comandamento di Dio e’ che non uccidiate; quindi uccidere mucche e’ per voi un peccato.

Cardinale Danielou: Dio dice agli indu’ di non uccidere e dice agli ebrei di…

Srila Prabhupada: No, Gesu’ Cristo insegno’: ‘Non uccidere”. Perche’ lo interpretate a seconda di come vi conviene?

Cardinale Danielou: Ma Gesu’ permise il sacrificio dell’agnello pasquale.

Srila Prabhupada: Ma non mantenne mai un mattatoio.

Cardinale Danielou: (Ride.) No, ma mangio’ carne.

Srila Prabhupada: Quando non c’e’ altro cibo si puo’ mangiare carne per non morire di fame. Questa e’ un’altra cosa. Ma e’ molto peccaminoso mantenere regolarmente mattatoi solo per soddisfare il vostro palato. Non avrete una societa’ umana finche’ non sara’ bloccata questa crudele pratica di mantenere i mattatoi. E se a volte l’uccisione di animali si rende necessaria per la sopravvivenza, almeno l’animale-madre, la mucca, non dovrebbe essere uccisa. Questa e’ semplicemente umana decenza. Nel Movimento per la Coscienza di Krishna non permettiamo l’uccisione di nessun animale. Krishna dice, patram puspam phalam toyath yo me bhaktya prayacchati: “Se qualcuno Mi offre, con amore e devozione, una foglia, un fiore, un frutto e dell’acqua, accettero’ la sua offerta” (Bhagavad-gita. 9.26). Noi mangiamo solo i resti del cibo di Krishna (prasada). Gli alberi ci offrono molte varieta’ di frutta ma non vengono uccisi. Naturalmente un’entita’ vivente e’ cibo per un’altra, ma questo non significa che potete uccidere vostra madre per cibarvi. Le mucche sono innocenti, ci danno il loro latte. Voi prendete il loro latte e poi le uccidete nei mattatoi. Questo e’ molto grave.

Studente: Srila Prabhupada, il permesso ai cristiani di mangiare carne si basa sull’opinione che le specie di vita inferiori non abbiano un’anima come gli esseri umani.

Srila Prabhupada: Questa e’ una sciocchezza. Per prima cosa dobbiamo comprendere l’evidenza della presenza dell’anima all’interno del corpo, poi potremo giudicare se l’essere umano ha un’anima e se la mucca non la possiede. Quali sono le caratteristiche che differenziano una mucca da un uomo? Se le caratteristiche sono differenti, possiamo dire che l’anima non e’ presente negli animali. Ma se scopriamo che gli animali e l’essere umano possiedono le stesse caratteristiche, come potete dire che gli animali non hanno anima? I sintomi generali sono questi: l’animale mangia e voi mangiate, l’animale dorme e voi dormite, l’animale si accoppia e voi vi accoppiate, l’animale si difende e voi vi difendete. Qual e’ la differenza?

Cardinale Danielou: Noi ammettiamo che nell’animale possa esserci lo stesso tipo di esistenza biologica presente nell’uomo, ma non ammettiamo che possa avere un’anima. Noi crediamo che l’anima sia esclusivamente umana.

Srila Prabhupada: La Bhagavad-gita dice sarva-yonisu: “L’anima esiste in tutte le specie viventi”. Il corpo e’ come un vestito. Voi portate abiti neri, io porto abiti color zafferano, ma sotto il vestito voi siete un essere umano e io sono un essere umano. I corpi delle diverse specie viventi sono come abiti diversi. Esistono 8.400.000 specie, o abiti, ma all’interno di ciascuno e’ presente un’anima spirituale, un frammento di Dio. Immaginiamo che un uomo abbia due figli, non egualmente meritevoli. Uno di loro e’ un giudice della Corte Suprema e l’altro e’ un comune manovale, ma il padre li considera entrambi figli suoi. Non fa distinzione pensando che il figlio giudice sia piu’ importante di quello che fa il manovale. E se il figlio giudice dicesse: “Caro padre, l’altro tuo figlio e’ inutile; lo faccio a pezzi e me lo mangio”, il padre lo permetterebbe?

Cardinale Danielou: Certamente no, ma per noi l’idea che ogni vita sia parte di Dio e’ difficile da ammettere. C’e’ una grande differenza tra la vita umana e quella animale.

Srila Prabhupada: La differenza e’ dovuta allo sviluppo della coscienza. Nel corpo umano e’ presente una coscienza piu’ sviluppata. Se tagliate un albero, questo non fara’ resistenza. Fa resistenza, ma solo in lieve misura. C’e’ uno scienziato di nome Jagadish Chandra Bose che ha inventato una macchina capace di dimostrare che gli alberi e le piante provano dolore quando sono tagliati. E noi possiamo rendercene conto direttamente quando qualcuno uccide un animale: resiste, grida, produce suoni orribili. E quindi una questione di sviluppo di coscienza. Ma l’anima e’ presente in tutti gli esseri viventi, piante, animali e umani.

Cardinale Danielou: Ma dal punto di vista metafisico, la vita umana e’ sacra. Gli esseri umani pensano su una piattaforma piu’ elevata di quella animale.

Srila Prabhupada: Qual e’ questa piattaforma piu’ elevata? L’animale mangia per mantenere il suo corpo e anche voi mangiate per lo stesso motivo. La mucca mangia l’erba nel campo e l’essere umano mangia carne proveniente da un immenso mattatoio pieno di macchine moderne. Ma solo perche’ voi avete grandi macchine e una scena agghiacciante, mentre gli animali mangiano solamente erba, non significa che voi siete talmente avanzati che l’anima sia presente solo nel vostro corpo e non nel corpo degli animali. Questo e’ illogico. Possiamo vedere come le stesse caratteristiche di base siano presenti sia nell’animale sia nell’essere umano.

Cardinale Danielou: Ma solo negli esseri umani e’ presente la ricerca metafisica dello scopo della vita.

Srila Prabhupada: Si’. Allora fate una ricerca metafisica del perche’ credete che l’anima non sia presente nell’animale — questa e’ metafisica. Se pensate in modo metafisico va bene, ma se pensate come gli animali, che scopo ha lo studio della metafisica? Metafisica significa “oltre la fisica” o, in altre parole, “spirituale”. Nella Bhagavad-gita (14.4) Krishna dice, sonni yonisu kaunteya: “In ogni essere vivente e’ presente l’anima spirituale.” Questa e’ comprensione metafisica. O accettate gli insegnamenti di Krishna come metafisici, oppure dovrete accettare l’opinione di uno sciocco come metafisica. Quale accettate?

Cardinale Danielou: Perche’ Dio ha creato degli animali che si cibano di altri animali? Sembra ci sia un errore nella creazione.

Srila Prabhupada: Non e’ un errore. Dio e’ molto gentile. Se volete mangiar animali, ve ne offre la possibilita’. Dio vi dara’ nella vostra prossima vita il corpo di una tigre, cosi’ potrete mangiare carne molto liberamente. “Perche’ mantenete dei mattatoi? Vi daro’ zanne e artigli. Mangiate pure!” Cosi’ i mangiatori di carne sono in attesa di tali punizioni. Diventeranno tigri, lupi, gatti e cani nella vita successiva, cosi’ avranno maggiori facilitazioni.

LO YOGA NELL’ERA MODERNA

Indice:

1. LA COSCIENZA SUPREMA

2. L’APPARIZIONE DI SRI CAITANYA

3. IL CANTO DEL MANTRA HARE KRISHNA

4. LA COSCIENZA DI KRISHNA: LO YOGA DELL’ERA MODERNA

5. MEDITAZIONE E REALIZZAZIONE

LA COSCIENZA SUPREMA

Conferenza tenuta nel 1967.

La coscienza di Krishna e’ la piu’ elevata forma di yoga praticata da esperti yogi devoti. Il sistema dello yoga, cosi’ com’e’ indicato nella formula di pratica-yoga enunciata da Krishna nella Bhagavad-gita, e raccomandato nella disciplina yoga di Patanjali, e’ molto diverso dall”hatha-yoga praticato ai nostri giorni nei Paesi Occidentali. La vera pratica yoga significa controllo dei sensi e, quando questo controllo e’ stato stabilito, occorre concentrare la mente sulla forma Narayana della Persona Suprema, Sri Krishna. Krishna e’ Dio, la Persona Originale e Assoluta, e tutte le altre forme di Visnu — a quattro braccia, ornate con la conchiglia, il loto, la mazza e la ruota — sono espansioni plenarie di Krishna. La Bhagavad-gita raccomanda di meditare sulla forma del Signore. Per praticare la concentrazione della mente, ci si deve sedere in un luogo appartato e santificato da una sacra atmosfera. Lo yogi deve osservare le norme e le regole del brahmacarya — vivere una vita di rigida austerita’ e di celibato. Nessuno puo’ praticare lo yoga in una citta’ congestionata, vivendo una vita stravagante, indulgendo in pratiche sessuali senza restrizioni e nell’adulterio della lingua. Abbiamo gia’ detto che la pratica dello yoga significa controllo dei sensi e l’inizio del controllo dei sensi e’ il controllo della lingua. Non potete permettere alla lingua di prendere qualsiasi tipo di cibi e bevande proibiti e pensare di poter migliorare nella pratica dello yoga. E veramente molto spiacevole che molti cosiddetti yogi devianti e non autorizzati vengano ora in Occidente e sfruttino la propensione della gente verso lo yoga. Tali yogi non autorizzati hanno persino il coraggio di sostenere pubblicamente che si puo’ indulgere nel bere e allo stesso tempo praticare la meditazione. Cinquemila anni fa, nel dialogo della Bhagavad-gita Sri Krishna raccomando’ la pratica dello yoga al Suo discepolo Arjuna, ma questi espresse categoricamente la sua incapacita’ a seguire le rigide regole dello yoga. Si dovrebbe essere pratici in qualsiasi campo d’attivita’. Non si dovrebbe perdere tempo prezioso praticando qualche movimento di ginnastica in nome dello yoga. Il vero yoga e’ la ricerca dell’Anima Suprema presente nel cuore di ognuno per poi vederLa sempre in meditazione. Questa continua meditazione si chiama samadhi; se si vuole pero’ meditare su qualcosa di vuoto e impersonale, ci vorra’ molto tempo per ottenere un risultato nella pratica dello yoga. Non possiamo concentrare la mente su qualcosa di vuoto o impersonalo. Vera pratica yoga significa fissare la mente sulla Persona di Narayana a quattro braccia che risiede nel cuore di ciascuno. A volte si dice che praticando la meditazione si comprendera’ che Dio e’ sempre situato nel cuore di ciascuno anche quando non ne siamo consapevoli. Si’, e’ vero, Dio e’ situato nel cuore di ciascuno, non solo nel cuore dell’essere umano anche nel cuore dei cani e dei gatti. La Bhagavad-gita lo afferma dichiarando che l’Isvara, il supremo controllore del mondo, e’ situato nel cuore di ogni essere. E presente non solo nel cuore di ogni essere, ma anche negli atomi. Nessun luogo e’ vuoto; nessun luogo e’ privo della presenza del Signore. L’aspetto del Signore che Gli permette di essere presente ovunque si chiama Paramatma. Atma’ significa anima individuale e Paramatma significa Anima Suprema. Sia l’atma che il Paramatma sono persone individuali. La differenza tra loro e’ che l’atma, o anima, e’ presente solo in un particolare luogo, mentre il Paramatma e’ presente dappertutto. A questo proposito l’esempio del sole e’ molto significativo. Un individuo puo’ trovarsi in un luogo, ma il sole, anche se e’ una specifica entita’ individuale, e’ presente sulla testa di ogni individuo. Nella Bhagavad-gita tutto cio’ e’ spiegato molto chiaramente. Sebbene la qualita’ di tutti gli esseri, incluso il Signore, sia la stessa, l’Anima Suprema e’ differente dall’anima individuale in quantita’ di espansioni. Infatti, il Signore puo’ espandere Se stesso in milioni di forme diverse, mentre l’anima individuale non puo’ farlo. L’Anima Suprema, situata nel cuore di ogni essere, e’ il testimone di tutte le attivita’, passate, presenti e future. Nelle Upanisad si dice che l’Anima Suprema Si trovi accanto all’anima individuale come amico e testimone. Come amico e’ sempre ansiosa di riportarla a casa, da Dio, e come testimone, le dona tutte le benedizioni che risultano dal compimento delle azioni. L’Anima Suprema fornisce tutte le agevolazioni necessarie a raggiungere qualsiasi cosa l’anima individuale desideri, ma la istruisce in modo che alla fine possa abbandonare tutti gli altri impegni e arrendersi a Dio. Otterra’ cosi’ la felicita’ perfetta e la vita eterna nella conoscenza piu’ completa. Questa e’ l’istruzione finale della Bhagavad-gita, il libro piu’ autorevole sullo yoga e anche il piu’ letto. L’ultima parola della Bhagavad-gita, come detto in precedenza, e’ anche l’ultima parola per quanto riguarda il raggiungimento della perfezione nel sistema dello yoga, E spiegato inoltre nella Bhagavad-gita che una persona sempre assorta nella coscienza di Krishna e’ il piu’ grande yogi. Ma che cos’e’ la coscienza di Krishna? Come l’anima individuale e’ presente con la sua coscienza nell’intero corpo, cosi’ l’Anima Suprema, o il Paramatma’, e’ presente nell’intera creazione con la Sua coscienza suprema. La coscienza suprema non puo’ essere imitata dall’anima individuale che ha una percezione limitata: posso capire cosa accade nel mio corpo limitato ma non posso sentire cosa accade nel corpo altrui. Sono presente in tutto il mio corpo per mezzo della coscienza, ma non sono presente nel corpo di qualcun altro con la mia coscienza. L’Anima Suprema, o Paramatma, invece, presente in ogni essere e situata in ogni luogo, e’ cosciente di ogni esistenza. La teoria che l’anima e l’Anima Suprema siano un tutt’uno non e’ accettabile, perche’ la coscienza dell’anima individuale non puo’ agire come coscienza suprema. La coscienza suprema puo’ essere ottenuta solo unendo la coscienza individuale alla coscienza suprema e questo processo di unione e’ chiamato coscienza di Krishna o sottomissione a Krishna. Dagli insegnamenti della Bhagavad-gita apprendiamo che Arjuna all’inizio non vuole combattere contro i suoi parenti, ma dopo aver compreso la Bhagavad-gita, quando unisce la sua coscienza alla suprema coscienza di Krishna, la sua coscienza si trasforma in coscienza di Krishna. Una persona pienamente cosciente di Krishna agisce secondo i dettami di Krishna, percio’ Arjuna acconsenti’ a combattere la battaglia di Kuruksetra. Allo stadio iniziale della coscienza di Krishna i dettami del Signore vengono ricevuti tramite il mezzo trasparente del maestro spirituale. Quando poi si e’ sufficientemente addestrati e si agisce con fede, con sottomissione e con amore per Krishna, secondo le direttive del maestro spirituale autentico, il processo di unione diventa piu’ solido e accurato. A questo livello Krishna istruisce dall’interno. All’esterno il devoto e’ aiutato dal maestro spirituale, il rappresentante autentico di Krishna, e all’interno il Signore, situato nel cuore di ciascuno, aiuta il devoto come caitya-guru. Comprendere semplicemente che Dio e’ situato nel cuore di tutti non e’ la perfezione. Si deve conoscere Dio all’interno e all’esterno, e agire di conseguenza in coscienza di Krishna. Questo e’ il piano piu’ elevato di perfezione per l’essere umano e il piu’ alto gradino di tutti i sistemi yoga. Per uno yogi perfetto ci sono otto forme di straordinarie conquiste:

1. Diventare piu’ piccoli di un atomo.

2. Diventare piu’ grandi di una montagna.

3. Diventare piu’ leggeri dell’aria.

4. Diventare piu’ pesanti di qualsiasi metallo.

5. Ottenere qualsiasi effetto materiale si desideri (creare un pianeta, ad esempio).

6. Controllare gli altri come puo’ fare Dio.

7. Viaggiare liberamente in qualsiasi luogo all’interno (o al di la’) dell’universo.

8. Scegliere il momento e il luogo della propria morte e rinascere ovunque si desideri.

Ma quando si sale al piano di perfezione in cui si ricevono le istruzioni direttamente dal Signore, si e’ superiori al piano delle conquiste materiali sopra citate. L’esercizio di respirazione che viene generalmente praticato nello yoga e’ solo l’inizio del sistema. La meditazione sull’Anima Suprema e’ solo un passo successivo. Anche l’ottenimento di meravigliosi successi materiali e’ solo un passo in piu’. Ma entrare direttamente in contatto con l’Anima Suprema ed essere istruiti da Lei e’ il livello di perfezione piu’ elevato. Gli esercizi di respirazione e le pratiche di meditazione yoga sono molto difficili in quest’epoca. Erano gia’ difficili cinquemila

anni fa, altrimenti Arjuna non avrebbe rifiutato la proposta di Krishna. Quest’epoca di Kali e’ considerata un’epoca di degrado. Attualmente la gente ha vita breve ed e’ molto lenta nel comprendere la realizzazione del se’ o la vita spirituale. Per la maggior parte e’ sfortunata e oltretutto se qualcuno mostra un po’ d’interesse per la realizzazione spirituale viene fuorviato da molti imbroglioni. L’unica vera strada per raggiungere la perfezione dello yoga e’ seguire i principi della Bhagavad-gita cosi’ come furono messi in pratica da Sri Caitanya Mahaprabhu. Questo e’ il metodo piu’ semplice e anche il piu’ elevato per raggiungere la perfezione nella pratica dello yoga. Sri Caitanya dimostro’ praticamente lo yoga della coscienza di Krishna cantando i santi nomi di Krishna, cosi’ come sono menzionati nel Vedanta, nello Srimad-Bhagavatam e in molti importanti Pur aria. La maggior parte degli indiani segue questa pratica yoga che ora sta gradualmente prendendo piede anche in molte citta’ americane ed europee. E un metodo molto facile e pratico per quest’epoca, specialmente per coloro che sono seriamente interessati ad avere successo nello yoga. Nessun altro metodo e’ destinato ad avere successo in quest’epoca. Il metodo della meditazione era possibile praticarlo con successo nell’eta’ dell’oro, il Satya-yuga, perche’ la gente a quel tempo viveva in media per centinaia di migliaia di anni. Nell’epoca attuale, pero’, se volete avere successo nella pratica dello yoga cantate

Hare Krishna, Hare Krishna,

Krishna Krishna, Hare Hare,

Hare Rama, Hare Rama,

Rama Rama, Hare Hare

e vi accorgerete da soli di come state progredendo. E possibile capire da soli quanto si sta progredendo nella pratica dello yoga. Nella Bhagavad-gita questa pratica della coscienza di Krishna e’ descritta come raja-vidya, il re di tutte le conoscenze; raja- guhyam, il metodo piu’ confidenziale per la realizzazione spirituale; pavitram, il piu’ puro tra i puri; susukham, molto gioioso; e avyayam, inesauribile. Coloro che hanno abbracciato il bhakti-yoga, il piu’ sublime dei sistemi di yoga e offrono il loro servizio devozionale a Krishna, con un amore spirituale, possono testimoniare come ne gustano la sua gioiosa e facile esecuzione. Yoga significa controllo dei sensi e bhakti-yoga significa purificazione dei sensi. Quando i sensi sono purificati sono anche automaticamente controllati. Non potete bloccare le attivita’ dei sensi con mezzi artificiali, ma se li purificate, non solo saranno tenuti lontano dalla spazzatura delle attivita’ materiali, ma diventeranno anche impiegati positivamente nel servizio trascendentale al Signore. La coscienza di Krishna non e’ il frutto di una nostra speculazione mentale. La prescrive la Bhagavad-gita stessa affermando che quando pensiamo in coscienza di Krishna, cantiamo in Krishna, viviamo in Krishna, mangiamo in Krishna, parliamo in Krishna, speriamo in Krishna e ci sosteniamo in Krishna, torniamo a Krishna senza alcun dubbio. Questa e’ tutta la sostanza della coscienza di Krishna.

L’APPARIZIONE DI SRI CAITANYA

Conferenza, tenuta nel novembre del 1969 alla Conway Hall di Londra.

Sri Caitanya Mahaprabhu, l’avatara dorato, apparve in India circa cinquecento anni fa. E abitudine in India, quando nasce un bambino, chiamare un astrologo. Quando Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema, apparve cinquemila anni fa, Suo padre chiamo’ Gargamuni che disse: “Questo bambino Si e’ manifestato in passato con tre carnagioni diverse, rosso e dorato e adesso e’ apparso con la carnagione nera.” La carnagione di Krishna e’ definita nera nelle Scritture perche’ ha il colore di una nuvola scura. Sri Caitanya e’ Krishna stesso apparso con la carnagione dorata. Ci sono molte prove nella letteratura vedica a testimonianza che Caitanya Mahaprabhu e’ una manifestazione di Krishna, e molti eruditi e devoti lo confermano. Nello Srimad-Bhagavatam e’ affermato che l’incarnazione di Krishna nell’epoca attuale, il Kali- yuga, S’impegnera’ sempre nella descrizione di Krishna. E’ Krishna, ma nelle vesti di un Suo devoto descrive Se stesso, e la Sua carnagione non sara’ nera. Cio’ significa che potra’ essere bianca, rossa o gialla perche’ questi quatto colori — bianco, rosso, giallo e nero — sono i colori che vengono assunti dalle manifestazioni di Dio nelle differenti epoche. Poiche’ il rosso, il bianco e il nero sono gia’ stati assunti da precedenti incarnazioni, il colore rimasto, il giallo, viene assunto da Caitanya Mahaprabhu. Il Suo colorito non e’ nero, ma Egli e’ Krishna. Un’altra caratteristica di questo avatara e’ il fatto di essere sempre accompagnato dai Suoi amici. Nei ritratti di Sri Caitanya Mahaprabhu si notera’ che e’ sempre accompagnato da molti devoti che cantano. Ogni qualvolta Dio discende ha due missioni. Nella Bhagavad-gita Krishna dice infatti: “Ogni qualvolta appaio, la Mia missione e’ di salvare i devoti e distruggere i demoni.” Quando Krishna apparve dovette uccidere molti demoni. Se vediamo un ritratto di Visnu noteremo che porta una conchiglia, un fiore di loto, una mazza e un disco. Questi due ultimi oggetti hanno lo scopo di uccidere i demoni. In questo mondo ci sono due tipi di uomini: i demoni e i devoti. I devoti sono chiamati deva; sono quasi come Dio perche’ posseggono qualita’ divine. I devoti sono chiamati persone divine e coloro che non lo sono, gli atei, sono chiamati demoni. Krishna, Dio, viene con due missioni: proteggere i devoti e distruggere i demoni. In quest’epoca la missione di Caitanya Mahaprabhu e’ la stessa: salvare i devoti e distruggere i non-devoti. Egli pero’ ha un’arma differente che non e’ una mazza o un disco o un’arma letale — la Sua arma e’ il movimento del sankirtana. Uccise la mentalita’ demoniaca della gente introducendo il movimento del sankirtana. Questa e’ la missione specifica di Sri Caitanya. In quest’epoca la gente si sta gia’ uccidendo. Ha scoperto le armi atomiche percio’ Dio non ha alcuna necessita’ di uccidere. Egli apparve per uccidere la loro mentalita’ demoniaca, cosa possibile grazie al Movimento per la Coscienza di Krishna. Nello Srimad-Bhagavatam e’ spiegato che Sri Caitanya e’ la manifestazione di Dio in quest’epoca. E come adorarLo? Il metodo e’ molto semplice. Basta prendere un ritratto di Sri Caitanya con i Suoi eterni compagni. Egli e’ nel mezzo, accompagnato dai Suoi compagni principali — Nityananda, Advaita, Gadadhara e Srivasa. Si deve semplicemente prendere questo ritratto e metterlo dove si desideri. Non e’ necessario che la gente venga da noi per vederlo. Tutti possono avere a casa questo ritratto, cantare il mantra Hare Krishna e in questo modo adorare Sri Caitanya. Il metodo e’ semplice. Ma chi sara’ attratto da questo semplice metodo? Le persone intelligenti. Cosi’, senza troppi problemi, se teniamo in casa un ritratto di Sri Caitanya Mahaprabhu e cantiamo Hare Krishna potremo realizzare Dio. Tutti possono adottare questo semplice metodo. Non ci sono ne’ spese ne’ tasse, ne’ alcuna necessita’ di costruire grandi chiese o templi. Tutti, ovunque si trovino, possono sedersi a terra, per strada o sotto un albero, cantare il mantra Hare Krishna e adorare Dio. E veramente una grande opportunita’. Negli affari o nella vita politica si possono trovare a volte grandi opportunita’. I politici intelligenti sfruttano una buona occasione e ne fanno un successo la prima volta che si presenta. Cosi’, in quest’epoca coloro che sono abbastanza intelligenti abbracciano questo movimento del sankirtana e avanzano molto rapidamente. Sri Caitanya e’ chiamato “l’avatara dorato”. Avatara significa “disceso, venuto giu’”. Proprio come si puo’ scendere dal quinto piano di un palazzo o dal centesimo piano di un grattacielo, un avatara scende dai pianeti situati nel cielo spirituale. Il cielo che vediamo a occhio nudo o con un telescopio e’ solo il cielo materiale. Al di la’ c’e’ un altro cielo che e’ impossibile vedere con i nostri occhi o con qualsiasi altro strumento. Questa informazione e’ contenuta nella Bhagavad-gita: non e’ immaginazione. Krishna dice che al di la’ del cielo materiale c’e’ un altro cielo, quello spirituale. Dobbiamo prendere la parola di Krishna cosi’ com’e’. Per esempio, insegniamo ai bambini che oltre all’Inghilterra ci sono altri luoghi chiamati Germania, India e cosi’ via, e il bambino impara ascoltando cio’ che gli viene detto dall’insegnante, perche’ questi luoghi sono al di fuori della sua sfera di esperienza. Similmente, al di la’ di questo cielo materiale c’e’ un altro cielo. Si puo’ provare a cercarlo, ma sarebbe come se un bambino provasse a cercare la Germania o l’India, cosa impossibile. Se vogliamo acquisire conoscenza dobbiamo accettare l’autorita’. Se vogliamo sapere, per esempio, cosa c’e’ al di la’ del mondo materiale, dobbiamo accettare l’autorita’ dei Veda, altrimenti non c’e’ possibilita’ di conoscenza. Si tratta di un argomento che e’ al di la’ della conoscenza materiale. Non riusciamo neppure ad andare sui pianeti di questo universo, che dire di andare su quelli situati al di la’ di esso! Si calcola che per raggiungere il piu’ alto pianeta di questo universo con i mezzi moderni si dovrebbe viaggiare per quarantamila anni luce. Non possiamo neppure viaggiare all’interno di questo cielo! La durata della nostra vita e i nostri mezzi sono talmente limitati che non conosciamo correttamente nemmeno questo mondo materiale. Nella Bhagavad-gita, quando Arjuna chiese a Krishna: “Potresti per favore spiegarmi fin dove agiscono le Tue energie”, il Signore Supremo gli fece molti esempi e infine gli disse: “Caro Arjuna, come posso spiegarti le Mie energie? E’ impossibile per te capire. Puoi solo provare a immaginarne l’espansione: questo mondo materiale, che comprende milioni e milioni di universi, non e’ che l’espansione di un quarto della Mia creazione.” Non riusciamo nemmeno a calcolare la posizione di un universo e ci sono milioni di universi. Al di la’ di essi c’e’ il cielo spirituale e innumerevoli pianeti spirituali. Tutte queste informazioni sono contenute nella letteratura vedica. Se la si accetta si acquisisce questa conoscenza, se non la si accetta non ci sono altre possibilita’. E’ una nostra scelta. Secondo la cultura vedica ogniqualvolta un acarya parla fa riferimento alla letteratura vedica. Chi ascolta lo accettera’ dicendo: “Si’, e’ corretto.” In tribunale l’avvocato fa riferimento a precedenti casi giudicati dalla corte e se il caso in questione vi si attiene, vengono accettati dal giudice. Similmente, se una persona prende a testimonianza i Veda, e’ chiaro che la sua posizione e’ attinente alla realta’. L’avatara di quest’epoca, Sri Caitanya, e’ menzionato nelle Scritture vediche. Non possiamo accettare nessuno come avatara se non presenta le caratteristiche elencate nelle Scritture. Non accettiamo per capriccio o per suffragio Sri Caitanya come avatara. Ai nostri giorni e’ diventata una moda: chiunque venga e dica di essere Dio, o una Sua incarnazione, e’ accettato dagli sciocchi e dai mascalzoni: “E vero, e’ proprio Dio.” Noi non accettiamo questi tipi di avatara. Ci basiamo sui Veda. Un avatara dev’essere conforme alle descrizioni vediche. In quel caso lo accettiamo, in caso contrario no. Ogni avatara e’ descritto nei Veda: apparira’ in un luogo prestabilito, in una forma particolare e agira’ in un determinato modo. Questa e’ la natura della testimonianza vedica. Lo Srimad-Bhagavatam contiene un elenco degli avatara, in cui e’ menzionato anche il nome di Buddha. Quest’opera fu compilata cinquemila anni fa e menziona nomi di avatara che appariranno in epoche future. Dice che il Signore apparira’ come Buddha, il nome di sua madre sara’ Anjana e il luogo di apparizione Gaya. In effetti Buddha apparve 2.600 anni fa e lo Srimad-Bhagavatam, che fu compilato cinquemila anni fa, cita la sua apparizione. Inoltre vi si menzionano Sri Caitanya e anche Kalki, l’ultimo avatara del Kali-yuga. Apparira’ come figlio di un brahmana il cui nome sara’ Visnu-yasa, in un luogo chiamato Sambhala. C’e’ un luogo in India che ha questo nome: forse sara’ li’ che apparira’ il Signore. Un avatara quindi dev’essere conforme alle descrizioni contenute nelle Upanisad, nello Srimad-Bhagavatam, nel Mahabharata e negli altri scritti vedici. Possiamo accettare Sri Caitanya come manifestazione di Krishna sulla base autorevole delle Scritture vediche e sui commenti dei grandi Gosvami come Jiva Gosvami, il piu’ grande erudito e filosofo del mondo. Perche’ Sri Caitanya apparve? Nella Bhagavad-gita Sri Krishna dice: “Abbandona tutto e impegnati semplicemente al Mio servizio. Io ti proteggero’ da tutte le reazioni del peccato.” In questo mondo materiale, nella vita condizionata che viviamo, stiamo creando reazioni peccaminose ed e’ proprio a causa di queste reazioni che abbiamo ricevuto il nostro corpo. Se queste reazioni si fermassero non saremmo costretti a prendere un altro corpo materiale; prenderemmo un corpo spirituale. Che cos’e’ un corpo spirituale? E’ un corpo libero dalla morte, dalla nascita, dalla malattia e dalla vecchiaia. E un corpo eterno, pieno di conoscenza e beatitudine. Corpi diversi vengono creati da desideri diversi. Finche’ desideriamo tipi diversi di godimento dobbiamo accettare tipi diversi di corpi materiali. Krishna, Dio, e’ cosi’ gentile da concederci qualsiasi cosa noi desideriamo. Se aspiriamo a un corpo di tigre, con la forza e i denti di una tigre, adatti per catturare animali e bere il loro fresco sangue, Krishna ce ne offrira’ l’opportunita’. Se invece desideriamo il corpo di una persona santa, di un devoto impegnato unicamente al servizio del Signore, ci dara’ quel corpo. Tutto cio’ e’ confermato nella Bhagavad-gita. Se una persona impegnata nello yoga, nel metodo di auto- realizzazione, e per qualche motivo fallisce nel portare a termine il suo impegno, le verra’ offerta un’altra opportunita’; nascera’ in una famiglia di puri brahmana o in una famiglia facoltosa. Se si e’ fortunati da nascere in tali famiglie si otterranno tutte le facilitazioni necessarie per comprendere l’importanza dell’auto-realizzazione. Fin dalla nascita i bambini nati in famiglie coscienti di Krishna hanno l’opportunita’ d’imparare a cantare e a danzare per Krishna in modo che quando saranno cresciuti continueranno a progredire. Sono molto fortunati. Non ha importanza che nasca in America, in India o in Europa, un bambino avanzera’ naturalmente se suo padre e sua madre sono devoti. Gli viene offerta questa buona occasione. Se un bambino nasce in una famiglia di devoti significa che nella sua ultima vita aveva gia’ iniziato il processo dello yoga ma che per qualche ragione non aveva potuto portarlo a termine. Gli viene quindi offerta un’altra opportunita’ per progredire sotto la guida di genitori responsabili. In questo modo, appena lo sviluppo della coscienza di Dio viene completato non rinascera’ piu’ in questo mondo materiale ma tornera’ nel mondo spirituale. Krishna dice nella Bhagavad-gita: “Caro Arjuna, comprendendo la Mia apparizione, la Mia scomparsa e le Mie attivita’, si ha la possibilita’ di nascere nel mondo spirituale dopo aver lasciato il corpo materiale.” Si deve lasciare questo corpo — oggi, domani o forse dopodomani. Prima o poi lo si deve lasciare. Ma una persona che ha compreso Krishna non dovra’ prendere un altro corpo materiale. Va direttamente nel mondo spirituale e nasce in uno dei pianeti spirituali. Krishna dice che quando prendiamo un corpo materiale — non ha importanza se si viene dall’India, dalla luna, dal sole, da Brahmaloka o da qualsiasi altro luogo del mondo materiale — si deve sapere che questo corpo e’ il frutto delle nostre attivita’ peccaminose. Ci sono diversi livelli di attivita’ empie e il corpo materiale ci viene assegnato in base alle nostre colpe. Il vero problema, quindi, non e’ come mangiare, come dormire, accoppiarsi e difendersi — il vero problema e’ come ottenere un corpo che non sia materiale ma spirituale. Questa e’ la soluzione definitiva di tutti i problemi. Krishna garantisce che se ci si arrendiamo a Lui, se diventiamo pienamente coscienti di Lui, ci proteggera’ da tutte le reazioni del peccato. Quest’assicurazione fu fatta da Krishna nella Bhagavad-gita, ma molti sciocchi non riescono a comprendere. Nella Bhagavad- gita queste persone sono definite mudha, cioe’ “mascalzoni”. Krishna dice nella Gita: “Non sanno chi Io sia veramente”. Molte persone, infatti, Lo fraintendono. Nonostante Krishna ci abbia dato un chiaro messaggio nella Bhagavad-gita, molte persone si lasciano sfuggire l’opportunita’ di comprenderlo. Allora Krishna, nella Sua infinita misericordia, torna quaggiu’ nelle vesti di un devoto per mostrarci come arrenderci a Lui. Krishna stesso viene a insegnarci come arrenderci a Lui. La Sua ultima istruzione nella Bhagavad-gita e’ di arrendersi, ma la gente — i mudha, i mascalzoni — dicono: “Perche’ dovrei arrendermi?” Caitanya Mahaprabhu e’ Krishna stesso, ma questa volta c’insegna il modo pratico di realizzare il messaggio della Bhagavad-gita. Caitanya non c’insegna qualcosa di straordinario, niente che vada al di la’ del metodo di resa a Dio gia’ insegnato nella Bhagavad-gita. Non c’e’ nessun altro insegnamento: lo stesso insegnamento e’ presentato in modi diversi per permettere a tipi diversi di persone di apprenderlo e cogliere cosi’ l’opportunita’ di avvicinare Dio, la Persona Suprema. Caitanya Mahaprabhu ci offre l’opportunita’ di raggiungere Dio direttamente. Quando Rupa Gosvami, il principale discepolo di Sri Caitanya, Lo vide per la prima volta, era un ministro del governo del Bengala, ma decise di far parte del Suo movimento. Lascio’ quindi la sua carica di ministro e dopo essersi unito al Suo seguito sottomettendosi a Sri Caitanya Gli offri’ questa stupenda preghiera:

namo maha vadanyaya

Krishna prema pradaya te

Krishnaya Krishna caitanya

namne gaura tvise namah

“Mio Signore, Tu sei la piu’ generosa di tutte le incarnazioni.” Perche’? Krishna prema pradaya te: ‘Tu distribuisci liberamente amore per Dio. Non hai altro scopo. Il Tuo metodo e’ cosi’ bello che puo’ farci imparare immediatamente ad amare Dio. Tu sei dunque la piu’ magnanima di tutte le incarnazioni. Ed e’ impossibile per qualsiasi persona che non sia Krishna dare questa benedizione; percio’ so che Tu sei Krishna.” Krishnaya Krishna caitanya namne: “Tu sei Krishna, ma hai assunto il nome di Krishna Caitanya. Mi sottometto ai Tuoi piedi di loto.” Questo e’ il metodo. Caitanya Mahaprabhu e’ Krishna stesso e insegna come sviluppare amore per Dio con un metodo molto semplice. Dice di cantare Hare Krishna.

harer nama harer nama

harer namaiva kevalam

kalau nasty eva nasty eva

nasty eva gatir anyatha

“In quest’epoca cantate semplicemente il mantra Hare Krishna. Non ci sono alternative.” La gente e’ confusa da tanti differenti metodi di realizzazione, ma non puo’ aver accesso ai veri rituali di meditazione o di yoga: e’ impossibile. Sri Caitanya assicura pero’ che seguendo questo metodo del canto si raggiunge immediatamente il piano della realizzazione spirituale. Il metodo del canto offerto da Sri Caitanya per ottenere l’amore per Dio e’ chiamato sankirtana. Sankirtana e’ un termine sanscrito formato da sam o samyak che significa “completo”, e kirtana che significa “glorificare” o “descrivere”. Descrizione completa significa quindi glorificazione completa del Supremo o del Tutto Supremo completo. Non si puo’ descrivere o glorificare qualsiasi cosa e farla passare per kirtana. Dal punto di vista grammaticale potra’ essere kirtana, ma secondo il sistema vedico kirtana significa glorificazione dell’autorita’ suprema, Dio, la Verita’ Assoluta. Quest’attivita’ e’ cio’ che viene chiamato kirtana. Il servizio devozionale inizia con il metodo dello sravana. Sravana significa “ascolto”, e kirtana significa “descrizione”. Una persona descrive e un’altra ascolta. Oppure la stessa persona puo’ descrivere e allo stesso tempo ascoltare. Non occorre l’aiuto di nessun altro. Quando cantiamo Hare Krishna, cantiamo e ascoltiamo. E un metodo completo. E qual e’ l’oggetto di questo canto e di questo ascolto? Si deve cantare e ascoltare di Visnu, di Krishna e di nessun altro. Sravanam kirtanam visnoh (Srimad-Bhagavatam 7.5.23): e’ possibile comprendere Visnu, Dio, l’onnipervadente Verita’ Assoluta, col metodo dell’ascolto. Dobbiamo ascoltare; il solo fatto di ascoltare e’ gia’ un inizio. Non e’ richiesta alcuna cultura o alcun genere di conoscenza materiale. Proprio come succede a un bambino: non appena ascolta, risponde immediatamente e danza. Dio ci ha fornito questi meravigliosi strumenti — gli orecchi — in modo da poter ascoltare. Dobbiamo pero’ ascoltare dalla giusta fonte. Lo stabilisce lo Srimad-Bhagavatam. Bisogna ascoltare dai satam, cioe’ dai devoti di Dio, della Persona Suprema. Se ascoltiamo dalla giusta fonte, dall’anima realizzata, il metodo funzionera’. Le parole di Dio, di Krishna, sono molto gradevoli, e se siamo abbastanza intelligenti le ascolteremo dalle labbra dell’anima realizzata liberandoci molto presto dai legami materiali. Lo scopo della vita umana e’ l’avanzamento sul sentiero della liberazione, chiamato apavarga, liberazione dai legami materiali. Tutti abbiamo dei legami e il fatto di avere un corpo materiale ne e’ la prova. Non dobbiamo pero’ continuare a creare nuovi legami materiali altrimenti produciamo altro karma. Finche’ la mente e’ assorbita dal karma dovremo accettare un corpo materiale. Al momento della morte la nostra mente pensera’: “Sto morendo! Non riusciro’ a concludere questo lavoro! Devo ancora fare questo, devo ancora fare quello!” In questo caso Krishna ci offrira’ un’altra opportunita’ di portare a termine cio’ che desideriamo fare e saremo costretti ad accettare un altro corpo. Ci offrira’ un’altra possibilita’: “Non hai potuto farlo. Va bene. Adesso fallo. Prendi questo corpo.” Lo Srimad-Bhagavatam afferma: “Questi mascalzoni sono cosi’ intossicati che stanno facendo cose che non dovrebbero fare.” Che cosa fanno? Maharaja Dhritarastra ne e’ un buon esempio. Questo re faceva piani astuti per uccidere i Pandava allo scopo di favorire i suoi figli. E Krishna gli mando’ Suo zio, Akrura, per dissuaderlo. Dhritarastra comprese le istruzioni di Akrura, ma disse: “Cio’ che dici e’ giusto, ma e’ contrario a cio’ che sento nel cuore, percio’ non posso cambiare le mie intenzioni. Devo seguirle e lasciare che le cose vadano come devono andare.” Quando gli uomini vogliono soddisfare a tutti i costi i loro sensi impazziscono e in questa condizione di follia fanno qualsiasi cosa. Nella vita materiale sono molte le persone che impazziscono e commettono atti criminali come l’omicidio. Queste persone non riescono a controllarsi. Anche noi siamo abituati alla gratificazione dei sensi e ne andiamo pazzi; per questa ragione la nostra mente e’ assorbita dal karma. E’ una grande sfortuna perche’ il nostro corpo, sebbene sia temporaneo, e’ il ricettacolo di tutte le miserie e ci crea sempre problemi. Questi argomenti vanno approfonditi. Non dobbiamo agire da stupidi. La vita umana non ha questo scopo. L’errore dell’attuale civilta’ e’ che la gente e’ pazza per la gratificazione dei sensi. Non conosce il vero valore della vita e trascura la forma di vita piu’ preziosa, la forma umana. Quando il corpo muore non c’e’ alcuna garanzia di quale tipo di corpo prenderemo successivamente. Supponiamo che nella mia prossima vita abbia il corpo di un albero. Dovro’ rimanere immobile per migliaia di anni. La gente pero’ non ragiona e arriva a dire: “E allora? Se anche dovro’ rimanere immobile poi dimentichero’.” Le specie di vita inferiori sono prive di memoria. Se un albero non fosse privo di memoria sarebbe impossibile per lui vivere. Immaginiamo che qualcuno ci dica: “Resta qui immobile per tre giorni!” Noi non siamo privi di memoria percio’ diventeremmo pazzi. La natura, dunque, toglie la memoria a tutte queste specie inferiori. La loro coscienza non e’ sviluppata. Un albero vive, ma anche se viene tagliato non reagisce perche’ la sua coscienza non e’ sviluppata. Dobbiamo quindi prestare molta attenzione a usare la forma umana in maniera appropriata. Il Movimento per la Coscienza di Krishna ha lo scopo di farci raggiungere la vita perfetta. Non e’ truffa o sfruttamento, ma purtroppo le persone sono abituate a essere ingannate. C’e’ un verso di un poeta indiano che dice: “Se una persona parla di cose belle, tutti dissentiranno e le diranno: ‘Quante sciocchezze stai dicendo.’ Ma se la stessa persona li inganna e li truffa, saranno molto contenti.” Quando un imbroglione dice: “Fate questo, datemi il mio compenso, e tra sei mesi diventerete Dio.” La gente acconsentira’: “Si’, prendi pure il tuo compenso e io diventero’ Dio entro sei mesi.” No. Questi metodi truffaldini non risolveranno i nostri problemi. Se una persona vuole veramente risolvere i problemi della vita deve abbracciare il metodo del kirtana. Questo e’ il metodo raccomandato.

harer nama harer nama

harer namaiva kevalam

kalau nasty eva nasty eva

nasty eva gatir anyatha

In quest’epoca, il Kali-yuga, non si puo’ seguire nessun altro metodo di auto-realizzazione o di perfezione che non sia il kirtana. Il kirtana e’ essenziale. In tutte le Scritture vediche viene confermato che si deve meditare sulla Suprema Verita’ Assoluta, Visnu, e su nessun altro. Ci sono pero’ metodi di meditazione diversi, a seconda del periodo in cui si vive. Il metodo di meditazione, proprio dello yoga mistico, era possibile nel Satya-yuga, quando gli uomini vivevano molte migliaia di anni. La gente ora non ci crede, ma in un tempo passato c’erano persone che vivevano per centomila anni. Quell’epoca si chiamava Satya-yuga e la meditazione nell’ambito dello yoga mistico era possibile. A quel tempo il grande yogi Valmiki Muni medito’ per sessantamila anni. Quello era un metodo a lungo termine che non e’ possibile seguire in quest’epoca. Se desideriamo una farsa e’ un’altra questione, ma se vogliamo veramente praticare tale meditazione occorre molto molto tempo per arrivare alla perfezione. Nell’era successiva, il Treta-yuga, il metodo di realizzazione era il compimento di sacrifici rituali prescritti dai Veda. Nell’era successiva, il Dvapara-yuga, il metodo seguito era l’adorazione della Divinita’ nel tempio. Nell’epoca attuale lo stesso risultato puo’ essere conseguito con il metodo dell’hari- kirtana, la glorificazione di Hari, Krishna, la Persona Suprema. Nessun altro kirtana e’ raccomandato. L’hari-kirtana fu iniziato cinquecento anni fa in Bengala da Sri Caitanya Mahaprabhu. In Bengala c’e’ competizione tra i vaisnava e i sakta. I sakta hanno introdotto un particolare tipo di kirtana chiamato kali-kirtana. Le Scritture vediche pero’ non raccomandano il kali-kirtana. Kirtana significa hari-kirtana. Qualcuno dira’: “Certo, voi siete vaisnava e fate l’hari-kirtana. Io invece faccio lo siva-kirtana, il devi-kirtana o il ganesa-kirtana.” No. Le Scritture vediche non autorizzano nessun kirtana che non sia l’hari-kirtana. Kirtana significa hari-kirtana, la glorificazione di Krishna. Il metodo dell’hari-kirtana e’ molto semplice. Si tratta di cantare il mantra:

Hare Krishna, Hare Krishna,

Krishna Krishna, Hare Hare,

Hare Rama, Hare Rama,

Rama Rama, Hare Hare.

In effetti sono solo tre parole: Hare, Krishna e Rama. Sono pero’ combinate in maniera piacevole per poter essere cantate da chiunque. Poiche’ abbiamo iniziato questo movimento nei paesi occidentali, ora europei, americani, africani, egiziani e giapponesi cantano questo mantra. Non c’e’ alcuna difficolta’. Cantano con gioia e ottengono buoni risultati. Dov’e’ la difficolta’? Stiamo distribuendo questo canto gratuitamente e oltretutto e’ molto semplice. Cantando si puo’ conseguire la realizzazione di Dio, e quando si realizza Dio si realizza anche la natura. Per esempio, quando una persona impara uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove e zero, ha appreso la matematica nella sua totalita’ perche’ matematica significa semplicemente cambiare la posizione di questi dieci numeri. Tutto qui. Similmente, se una persona studia Krishna, tutta la sua conoscenza sara’ perfetta. E Krishna puo’ essere facilmente compreso cantando questo mantra, Hare Krishna. Perche’ allora non cogliere questa opportunita’? Cogliete subito questa opportunita’ che e’ stata offerta alla societa’ umana. E molto antica e scientifica. Non e’ una moda che durera’ tre o quattro anni. No. Nella Bhagavad-gita Krishna stesso dice: “Questa filosofia e’ inesauribile e indistruttibile. Non sara’ mai persa o distrutta.” Puo’ rimanere nascosta per un certo periodo, ma non e’ mai distrutta. Per questa ragione viene chiamata avyayam. Vyaya significa: “esaurimento”. Se si ha un po’ di denaro e questo viene speso, si arrivera’ a zero. Questo e’ vyaya, esauribile. Ma la coscienza di Krishna non e’ cosi’. Se coltivate la coscienza di Krishna essa continuera’ ad aumentare. Lo attesta ari Caitanya Mahaprabhu. Anandambudhi-vardhanam. Ananda significa “piacere”, “beatitudine trascendentale”, e ambudhi significa “oceano”. Nel mondo materiale l’oceano non aumenta, ma se coltiviamo la coscienza di Krishna, questa beatitudine trascendentale aumentera’. Anandambudhi- vardhanam. Io continuero’ sempre a ricordare a tutti che il metodo e’ molto semplice. Chiunque puo’ cantare, dovunque sia, senza alcuna tassazione o perdita, e il guadagno sara’ enorme. Sri Caitanya Mahaprabhu ha spiegato il movimento del kirtana nel Suo Siksastaka. Siksa’ significa “istruzione” e astaka “otto”. Ci ha lasciato otto versi per aiutarci a comprendere il Movimento per la Coscienza di Krishna e ora spieghero’ la prima di questa istruzioni. Il Signore dice, ceto-darpana-marjanam: occorre pulire il cuore. L’ho spiegato altre volte, ma non e’ una cosa monotona. E’ come cantare Hare Krishna, non ci si annoia. I nostri studenti possono cantare il mantra Hare Krishna per ventiquattro ore al giorno e non si stancano mai. Continuano a danzare e a cantare. Chiunque puo’ provare; non ci si stanca mai di cantare Hare Krishna perche’ questo suono non e’ materiale. In questo mondo se si canta qualcosa, un nome prediletto, per tre, quattro o dieci volte, ci si stanchera’. E un fatto. Invece Hare Krishna non e’ materiale, percio’ se si canta questo mantra non ci si stanca mai. Piu’ lo si canta, piu’ il cuore verra’ ripulito da tutto lo sporco materiale e piu’ verranno risolti i problemi della nostra vita. Qual e’ il problema della nostra vita? Non lo sappiamo. L’educazione moderna non ci illumina mai sul vero problema della vita. Coloro che sono educati e fanno progressi nella conoscenza dovrebbero conoscere qual e’ il problema della vita. E’ spiegato nella Bhagavad-gita che gli inconvenienti della vita sono la nascita, la morte, la vecchiaia e la malattia. Sfortunatamente nessuno presta attenzione a questi problemi. Quando un uomo e’ ammalato pensa: “Devo andare dal dottore. Mi dara’ qualche medicina e guariro’.” Ma non prende seriamente in considerazione il problema vero: “Non voglio ammalarmi. Perche’ ci sono le malattie? Non ci si puo’ liberare dalla malattia?” Non pensa mai in questo modo perche’ la sua intelligenza non e’ sviluppata, e’ come quella di un animale. L’animale soffre ma non ragiona. Se un animale viene portato al mattatoio e vede uccidere l’animale che lo precede continuera’ soddisfatto a brucare l’erba. Questa e’ la vita animale. Non sa che il prossimo turno sara’ il suo e verra’ ucciso. In un tempio di Kali ho visto una capra pronta per essere sacrificata e un’altra che mangiava l’erba molto soddisfatta. Un giorno Yamaraja chiese a Maharaja Yudhisthira: “Qual e’ la cosa piu’ stupefacente in questo mondo?” Maharaja Yudhisthira rispose: “La cosa piu’ stupefacente e’ che una persona vede in ogni momento morire gli amici, i genitori e i parenti e pensa: ‘io vivro’ per sempre'”. Non pensa mai che potra’ morire, proprio come un animale non pensa mai che tra un momento verra’ ucciso. E contento di mangiare l’erba. E contento di gratificarsi i sensi. Non sa che anche lui sta per morire. Mio padre e’ morto, mia madre e’ morta, lui e’ morto, lei e’ morta. Quindi dovro’ morire anch’io. Cosa c’e’ dopo la morte? Non lo so. Questo e’ il problema. La gente non lo prende sul serio, ma la Bhagavad-gita indica qual e’ la vera educazione. Vera educazione significa domandare perche’, sebbene non si voglia morire, la morte sopraggiunga lo stesso. Questa e’ la vera ricerca. Noi non vogliamo invecchiare. Perche’ arriva la vecchiaia? Tutti abbiamo molti problemi, ma questa e’ l’essenza di tutti i problemi. Per risolvere questi problemi Sri Caitanya Mahaprabhu prescrive il canto del mantra Hare Krishna. Non appena il nostro cuore viene ripulito dal canto del mantra Hare Krishna, il fuoco della nostra problematica esistenza materiale si estingue. In che modo si estingue? Quando ripuliamo il nostro cuore realizziamo di non appartenere al mondo materiale. Poiche’ la gente s’identifica con questo mondo pensa: “Sono indiano, sono inglese, sono questo, sono quello.” Ma se canta il mantra Hare Krishna, realizzera’ di non essere il corpo materiale. “Non appartengo a questo corpo o a questo mondo. Sono un’anima spirituale, frammento del Supremo. Sono eternamente legato a Lui e non ho niente a che vedere col mondo materiale. Questa si chiama liberazione, conoscenza. Se non ho niente a che vedere con questo mondo, allora sono liberato. Questa conoscenza e’ chiamata brahma-bhuta. Una persona cosi’ realizzata non ha nessun dovere da compiere. Poiche’ noi identifichiamo la nostra esistenza col mondo materiale, abbiamo molti doveri. Lo Srimad-Bhagavatam dice che finche’ non c’e’ realizzazione, abbiamo molti doveri e debiti. Per esempio, siamo indebitati con i deva. I deva non sono fantasia. Sono reali. Ci sono deva che controllano il sole, la luna e l’aria. Proprio come ci sono direttori nei vari uffici del governo cosi’ c’e’ il deva del sole nell’ufficio del riscaldamento, Varuna nell’ufficio dell’aria, e molti altri deva che si occupano di altri uffici. Nei Veda sono definiti divinita’ che esercitano una funzione di controllo, quindi non possiamo trascurarli. Ci sono poi i grandi saggi e i filosofi che ci hanno tramandato la conoscenza e siamo indebitati anche con loro. Appena nasciamo siamo gia’ indebitati con molti esseri viventi ed e’ impossibile liquidare tutti questi debiti. Per questa ragione la letteratura vedica raccomanda di prendere rifugio ai piedi di loto di Krishna. Dice Krishna: “Chi prende rifugio in Me non avra’ necessita’ di rifugiarsi presso nessun altro.” I devoti di Krishna hanno preso rifugio in Krishna e l’inizio e’ l’ascolto e il canto. Sravanam kirtanam visnoh. La nostra fervente e umile richiesta a ciascuno di voi e’ di accettare questo canto. Il Movimento per la Coscienza di Krishna fu introdotto da Sri Caitanya cinquecento anni fa in Bengala e ora in tutta l’India e specialmente in Bengala ci sono milioni di seguaci di Caitanya Mahaprabhu. Questo movimento si sta ora diffondendo anche nei paesi occidentali percio’ vi chiedo di essere molto seri nel comprenderlo. Noi non critichiamo nessuna religione. Non rivolgiamo nessuna critica ad altri metodi religiosi. La coscienza di Krishna sta dando alla gente la religione piu’ sublime — l’amore per Dio. Questo e’ tutto. Stiamo insegnando ad amare Dio. Tutti stanno gia’ amando qualcuno o qualcosa, ma hanno indirizzato male questo amore. Amiamo un ragazzo o una ragazza, un paese, una societa’ o persino un gatto o un cane, ma non siamo soddisfatti. Dobbiamo dirigere il nostro amore verso Dio. Se offriamo il nostro amore a Dio saremo felici. Non pensate che il Movimento per la Coscienza di Krishna sia un nuovo tipo di religione. Qual e’ la religione che non riconosce Dio? Puo’ chiamarsi Dio, Allah o Krishna o in altro modo, ma qual e’ la religione che non Lo riconosce? Stiamo semplicemente insegnando che si deve cercare di amare Dio. Siamo attratti da molte cose, ma se il nostro amore e’ riposto in Dio, saremo felici. Non dobbiamo imparare ad amare nessun altro, tutti sono automaticamente inclusi. Cercate solo di amare Dio. Non cercate di amare gli alberi, le piante o gli insetti. Non sarete mai soddisfatti. Imparate ad amare Dio. Questa e’ la missione di Sri Caitanya Mahaprabhu. Questa e’ la nostra missione.

IL CANTO DEL MANTRA HARE KRISHNA

Breve saggio, registrato da Srila Prabhupada sul suo primo disco LP verso la fine del 1966 .

Il canto e la recitazione delle vibrazioni spirituali del mantra

Hare Krishna, Hare Krishna,

Krishna Krishna, Hare Hare,

Hare Rama, Hare Rama,

Rama Rama, Hare Hare

sono il metodo sublime per ravvivare la nostra coscienza spirituale, ora assopita. In quanto anime spirituali, in origine siamo esseri coscienti di Krishna, ma a causa del contatto con la materia da tempo immemorabile la nostra coscienza ha perso la sua purezza originale. Ci muoviamo attualmente in un’atmosfera d’illusione, o maya. Maya significa “cio’ che non e’”. In che senso siamo vittime dell’illusione? L’illusione e’ cercare di dominare la natura materiale e pensare di esserne i padroni, mentre in realta’ siamo soggetti alle sue rigide leggi. Quando un servitore cerca di imitare il suo onnipotente signore, e’ situato nell’illusione. Tentiamo di sfruttare tutte le risorse della natura, ma ci perdiamo nel labirinto delle sue leggi complesse. Nonostante la nostra dura lotta per conquistare la natura, dipendiamo sempre piu’ dalle sue leggi. Questa lotta illusoria contro la natura materiale si concludera’ solo quando risveglieremo la nostra eterna coscienza di Dio. Il mantra Hare Krishna, e’ il metodo trascendentale per risvegliare la nostra pura coscienza originale e ripulire i nostri cuori da tutti i dubbi che sono fondati sull’errata concezione di essere i padroni di tutto cio’ che vediamo. La coscienza di Krishna non e’ un’imposizione artificiale sulla mente. Questa coscienza e’ l’energia naturale e originale dell’essere vivente. Quando ascoltiamo questa vibrazione trascendentale, la nostra pura coscienza si risveglia. Inoltre questo e’ il metodo piu’ semplice, raccomandato per quest’epoca. Ognuno puo’ farne l’esperienza pratica: cantando questo maha- mantra, o grande canto per la liberazione, si puo’ subito provare un’estasi sublime che proviene dal piano spirituale. Immersi nel concetto materiale della vita, ci preoccupiamo solo della gratificazione dei sensi, come se ci trovassimo al livello piu’ basso, quello animale. Un po’ piu’ elevato di questo livello di gratificazione sensoriale e’ l’impegno nella speculazione mentale per cercare di liberarci dal dominio della materia. Chi e’ piu’ intelligente si eleva a un piano superiore, quello della ricerca della causa di tutte le cause, che si trova all’interno ed all’esterno. Quando poi si raggiunge il piano della comprensione spirituale, dopo aver superato il livello dei sensi, della mente e dell’intelligenza, si giunge al piano trascendentale. Poiche’ il canto del mantra Hare Krishna proviene dal mondo spirituale, trascende i differenti livelli di coscienza materiale, cioe’ il livello fisico, quello mentale e quello intellettuale. Non e’ necessario quindi comprendere il significato letterale del mantra, ne’ speculare mentalmente, ne’ sottoporsi a qualche adattamento intellettuale per cantare questo maha-mantra. Scende automaticamente dal piano spirituale, percio’ tutti possono parteciparvi senza alcuna preparazione preliminare. Quando si raggiunge un livello piu’ alto di realizzazione si deve stare attenti a non commettere offese cantando il maha- mantra, ne’ si deve tentare di giustificarsi pensando di aver raggiunto un livello di comprensione spirituale superiore. All’inizio le numerose manifestazioni dell’estasi spirituale non compaiono necessariamente nel corpo.

– Le manifestazioni d’estasi sono otto: (1) immobilizzarsi, (2) sudorazione, (3) rizzarsi dei peli sul corpo, (4) turbamento della voce, (5) tremolio, (6) impallidimento del corpo, (7) pianto estatico e (8) trance.

Non c’e’ dubbio, pero’, che il canto, anche se praticato per poco tempo, ci porta immediatamente sul piano spirituale, e il primo sintomo e’ il forte desiderio di danzare al canto del mantra. Lo abbiamo osservato praticamente. Anche un bambino puo’ partecipare al canto e alla danza. Naturalmente chi si trova troppo intrappolato nell’energia materiale, ha bisogno di un po’ piu’ di tempo per arrivare a questo livello, ma anche una persona molto materialista si puo’ elevare velocemente. Quando il mantra e’ cantato con amore da un puro devoto del Signore, porta il massimo beneficio a chi ascolta, percio’ se si vuole ottenere un effetto immediato occorre ascoltare dalle labbra di un puro devoto del Signore. Per quanto possibile, l’ascolto del canto che proviene dai non-devoti dovrebbe essere evitato. Il latte toccato dalla lingua di un serpente diventa velenoso. Il termine Hara si rivolge all’energia del Signore, mentre Krishna e Rama sono nomi del Signore. Krishna e Rama significano “felicita’ suprema”, e Hara rappresenta la potenza di felicita’ del Signore. Nella forma vocativa Hara diventa Hare. Questa energia di piacere ci aiuta a raggiungere il Signore. Egli possiede molteplici energie, e tra queste l’energia materiale e’ quella che abbiamo designato col termine maya. Gli esseri viventi, invece, costituiscono l’energia marginale del Signore, che e’ superiore all’energia materiale. Quando l’energia superiore entra in contatto con l’energia inferiore si crea una situazione di incompatibilita’; quando, invece, l’energia marginale entra in contatto con l’energia superiore, Hara, si stabilisce nella sua normale posizione di felicita’. I tre nomi, Hare, Krishna e Rama formano il seme divino del maha-mantra. Questo canto e’ come un appello dell’anima condizionata che desidera ottenere la protezione del Signore e della Sua energia. E’ paragonabile al grido del bambino che chiama la madre. Hara, nel ruolo di madre, aiuta il devoto a ottenere la grazia del Signore, il padre. E il Signore Si rivela al devoto che canta con sincerita’ questo mantra. Nella nostra era di discordia e d’ipocrisia non esiste metodo piu’ efficace del canto del maha-mantra

Hare Krishna, Hare Krishna,

Krishna Krishna, Hare Hare,

Hare Rama, Hare Rama,

Rama Rama, Hare Hare

per raggiungere la realizzazione spirituale.

LA COSCIENZA DI KRISHNA:

LO YOGA DELL’ERA MODERNA

ceto-darpana-marjanam bhava-mahadavagni-nirvapanam

sreyah-kairava-candrika-vitaranam vidya-vadhu-jivanam

anandambudhi-vardhanam pratipadapurnamrtasvadanam

sarvatma-snapanam param vijayate sri-Krishna-sankirtanam

(Caitanya-caritamrta, Antya 20.12) Tutte le glorie al movimento del sankirtana. Param vijayate sri-Krishna-sankirtanam. Cinquecento anni fa Sri Caitanya Mahaprabhu, quando era solo un ragazzo di sedici anni, introdusse questo movimento del sankirtana a Navadvlpa, in India. Non creo’ una nuova religione, come avviene ai nostri giorni in cui se ne creano molte. La religione non puo’ essere creata. Dharmam tu saksad bhagavat-pranitam (Srimad-Bhagavatam 6.3.19). Religione significa codici di Dio, leggi di Dio. Non possiamo ovviamente vivere senza obbedire alle leggi dello Stato, similmente non possiamo vivere senza obbedire alle leggi di Dio. Nella Bhagavad-gita (4.7) il Signore dice che quando si verificano divergenze nel proseguimento delle attivita’ religiose (yada yada hi dharmasya glanir bhavati bharata) e predominano le attivita’ irreligiose (abhyutthanam adharmasya), Egli (Krishna) appare (tadatmanam srjamy aham). Nel mondo materiale possiamo vedere che questo stesso principio si verifica quando c’e’ disobbedienza alle leggi dello Stato. Si presenta allora qualche particolare funzionario statale o qualche agente di polizia a “mettere le cose a posto”. Sri Caitanya Mahaprabhu e’ adorato dai Gosvami. Sei sono i Gosvami: Rupa Gosvami, Sanatana Gosvami, Raghunatha Bhatta Gosvami, Jiva Gosvami, Gopala Bhatta Gosvami e Sri Raghunatha dasa Gosvami. La parola go ha tre significati. Go significa “terra”, “mucca” e “sensi”. Svami significa “maestro”. Quindi Gosvami vuol dire che essi sono maestri dei sensi. Quando una persona diventa maestro dei sensi, Gosvami, puo’ progredire nella vita spirituale. Questo e’ il vero significato di svami. Svami significa che una persona non e’ serva dei sensi ma ne e’ maestra. Il capo dei sei Gosvami era Rupa Gosvami, che compose il seguente meraviglioso verso in onore di Sri Caitanya Mahaprabhu:

anarpita-carim chat karunayavatirnah kalau

samarpayitum urinatojjvala-rasam sva-bhakti-sriyam

harih puratta-sundara-dyuti-dakamba-sandipitah

sada hrdaya-kondare sphuratu vah saci nandanah

(Caitanya-caritamrta, Adi 1.4)

Kalau significa l’epoca attuale, l’era di Kali, l’eta’ del ferro, un’era molto contaminata, di litigio e disaccordo. Rupa Gosvami dice che in quest’era di Kali, quando tutto e’ disaccordo e litigio: ‘Tu sei disceso per offrire l’amore piu’ elevato per Dio.” Samarpayitum urinato jjvala-rasam: e non solo l’amore piu’ elevato ma anche il piu’ luminoso dei rasa, o stati d’animo trascendentali. Purata-sundara-dyuti: la Tua carnagione e’ come l’oro, luminosa come l’oro. “Tu sei cosi’ gentile che io do’ a tutti la benedizione (i Gosvami possono benedire essendo maestri dei sensi) che questa Tua forma divina, la forma di Sri Caitanya Mahaprabhu, possa sempre danzare nel cuore di ognuno.” Quando Rupa Gosvami incontro’ per la prima volta Sri Caitanya Mahaprabhu a Prayaga, Sri Caitanya stava danzando e cantando “Hare Krishna, Hare Krishna” lungo la strada. In quel momento Rupa Gosvami Gli offri’ una preghiera. Namo maha- vadanyaya Krishna-prema-pradaya te: “Tu sei la piu’ generosa di tutte le incarnazioni perche’ distribuisci liberamente amore per Dio.” Krishna-prema-pradaya te / Krishnaya Krishna-caitanya-namne gaura-tvise namah: “Tu sei Krishna stesso perche’ se non Lo fossi non potresti distribuire il Krishna-prema, l’amore per Krishna, perche’ l’amore per Dio non e’ cosi’ facile da acquisire. Invece Tu lo distribuisci liberamente a tutti.” In questo modo il movimento del sankirtana venne inaugurato in Bengala, in India, a Navadvipa. La gente del Bengala e’ dunque molto fortunata. Ha avuto la fortuna che questo movimento fosse inaugurato nel suo paese. Sri Caitanya predisse inoltre:

prthivite ache yata nagaradi grama

sarvatra pracara haibe mora nama

“Il movimento del sankirtana si diffondera’ in ogni citta’ e villaggio, dovunque, in tutto il mondo.” Questa fu la Sua profezia. Per la misericordia di Sri Caitanya questo movimento e’ gia’ stato introdotto nei paesi occidentali, iniziando da New York. Il nostro movimento del sankirtana fu per la prima volta presentato a New York nel 1966. A quell’epoca iniziai a cantare il mantra Hare Krishna nel parco di Tompkins Square. Cantai per tre ore con un piccolo mrdanga (tamburo) e questi ragazzi americani si avvicinarono e gradualmente si unirono, ed e’ cosi’ che il movimento crebbe. Ebbe inizio in un negozio di New York, al numero 26 della Seconda Avenue, e in seguito furono aperte altre sedi a San Francisco, Montreal, Boston, Los Angeles, Buffalo, Columbus. Ora (nel 1970) abbiamo ventiquattro sedi comprese una a Londra e un’altra ad Amburgo. A Londra sono tutti ragazzi e ragazze americani che si stanno impegnando nella predica. Non sono ne’ sannyasi, ne’ vedantisti, ne’ indiani, ne’ indu’, ma hanno preso questo movimento molto seriamente. Persino il Times di Londra ha pubblicato un articolo intitolato: “Il canto di Krishna fa sussultare Londra.” Nel movimento ci sono ora parecchie persone. Tutti i miei discepoli, almeno in questo paese, sono americani ed europei. Cantano, danzano e distribuiscono una rivista, Back to Godhead (Ritorno a Krishna). Abbiamo anche pubblicato molti libri: lo Srimad-Bhagavatam, la Bhagavad-gita cosi’ com’e’, gli Insegnamenti di Sri Caitanya e la Isopanisad. Questo non e’ un movimento sentimentale. Non pensate che questi ragazzi danzino per sentimentalismo religioso o per fanatismo. No. Abbiamo il piu’ elevato bagaglio filosofico e teofisico. Consideriamo ad esempio Sri Caitanya Mahaprabhu. Durante la Sua predicazione si reco’ a Benares, residenza dei sannyasi mayavadi. I seguaci di Sarikaracarya s’incontrano per lo piu’ a Benares. Quando Sri Caitanya arrivo’, inizio’ a cantare e a danzare. Alcune persone Lo apprezzarono molto e presto divenne famoso. Un autorevole sannyasi, Prakasananda Sarasvati, guida di molte migliaia di sannyasi mayavadi, ne fu informato: “E venuto dal Bengala un giovane sannyasi. Canta e danza in maniera meravigliosa.” Prakasananda Sarasvati era un grande vedantista e non gli piacque l’idea. Disse: “E uno pseudo-sannyasi Canta e danza, e questo non e’ il compito di un sannyasi che dovrebbe invece impegnarsi sempre nello studio della filosofia e del Vedanta.” Uno dei devoti, non gradendo l’osservazione fatta da Prakasananda Sarasvati, si reco’ da Sri Caitanya e Lo informo’ della critica ricevuta. Il devoto poi organizzo’ un incontro tra tutti i sannyasi. Durante la riunione si svolse una discussione filosofica sul Vedanta tra Prakasananda Sarasvati e Caitanya Mahaprabhu. Il resoconto dettagliato di questa discussione e’ contenuto negli Insegnamenti di Sri Caitanya. In seguito lo stesso Prakasananda e tutti i suoi discepoli divennero vaisnava. Caitanya Mahaprabhu ebbe poi una lunga discussione con Sarvabhauma Bhattacarya, un famoso logico dell’epoca, grande mayavadi, impersonalista, e anche lui fu convertito. Il movimento di Caitanya Mahaprabhu non e’ quindi puro sentimentalismo. Ha alle spalle un bagaglio filosofico estremamente ricco per chi desidera comprenderlo su basi filosofiche e logiche. E una grande opportunita’ per queste persone perche’ il movimento si basa sulla scienza e sull’autorita’ dei Veda. E solo semplificato. Ecco la bellezza di questo movimento! Si puo’ essere grandi eruditi, filosofi o bambini: si puo’ prendere parte a questo movimento senza alcuna difficolta’. Gli altri metodi di realizzazione spirituale, il metodo jnana o quello yoga, sono ugualmente riconosciuti ma non sono praticabili in quest’epoca. Questo e’ il verdetto dei Veda.

krte yad dhyayato visnum

tretayam yajato makhaih

dvapare paricaryayam

kalau tad dhari-kirtanat

(Srimad-Bhagavatam, 12.3.52)

Nel Satya-yuga, l’eta’ dell’oro, era possibile praticare la meditazione. Valmiki Muni, ad esempio, medito’ per sessantamila anni allo scopo di ottenere la perfezione. Ma quanto dura la nostra vita? Oltretutto, per praticare la meditazione, cosi’ com’e’ descritta nella Bhagavad-gita, occorre cercare un luogo appartato, praticare la meditazione da soli, sedersi in posizione rigida, vivere in assoluto celibato e cosi’ via. Ci sono molte e differenti regole. Per questi motivi e’ impossibile praticare la meditazione prescritta dall’astanga-yoga. Se si e’ soddisfatti di un’imitazione e’ un’altra questione, ma se si desidera veramente la perfezione occorre seguire tutte le otto fasi dell’ astanga-yoga. Se cio’ non e’ possibile, allora e’ solo una perdita di tempo. Qual e’ l’obiettivo ultimo dello yoga e della meditazione? Mettersi in contatto col Supremo, con l’Anima Suprema, perche’ il Supremo e’ lo scopo e l’oggetto di tutti i metodi di yoga. Anche la ricerca filosofica, il metodo jnana, ha come scopo la comprensione del Brahman Supremo. Questi metodi sono indubbiamente riconosciuti, ma impossibili da praticare nell’eta’ del ferro, l’eta’ di Kali. Si deve praticare il metodo dell’hari- kirtana. Chiunque lo puo’ praticare senza particolari qualifiche. Non occorre aver studiato la filosofia o il Vedanta. Questa era la ragione dell’incontro tra Sri Caitanya e Prakasananda Sarasvati. Quando la filosofia del Vedanta fu discussa in maniera approfondita tra Sri Caitanya e Prakasananda Sarasvati, questi chiese per prima cosa a Caitanya Mahaprabhu: “So che Tu sei stato un grande erudito nella Tua giovinezza (Sri Caitanya era effettivamente molto colto; il Suo nome era Nimai Pandita e a sedici anni sconfisse un grande erudito del Kashmir, Kesava Kasmiri). So anche che Tu sei un grande studioso di sanscrito e in particolar modo un profondo conoscitore della logica. Sei nato in una famiglia di brahmana e ora sei un sannyasi. Come mai allora canti e danzi e non leggi il Vedanta?” Questa fu la prima domanda rivolta da Prakasananda Sarasvati, e Sri Caitanya rispose: ‘TI motivo e’ che quando fui iniziato dal Mio maestro spirituale, egli mi disse che ero uno sciocco. Non discutere il Vedanta”, mi disse, “perderesti solo il Tuo tempo. Canta Hare Krishna e avrai successo.” Questa fu la Sua risposta. Naturalmente Caitanya Mahaprabhu non era uno sciocco e certamente il Vedanta non e’ per gli sciocchi. Occorre avere un certo livello di cultura per essere in grado di comprenderlo. Per ogni singola parola c’e’ una grande varieta’ di significati e molti commentari di Sankaracarya e Ramanujacarya: volumi e volumi in sanscrito. Ma come comprendere il Vedanta? E’ impossibile. Puo’ essere forse compreso da una o due persone, ma per la gente e’ impossibile. Non e’ possibile neppure praticare lo yoga. Se si pratica pero’ il metodo di Caitanya Mahaprabhu, il canto Hare Krishna, il suo primo effetto sara’ ceto-darpana-marjanam: tutta la sporcizia accumulata nel cuore sara’ eliminata col canto del mantra Hare Krishna. Cantate. Non ci sono ne’ spese ne’ perdite. Se una persona lo canta anche solo per una settimana potra’ constatare i suoi progressi nella realizzazione spirituale. Abbiamo attratto molti studenti semplicemente col canto: ora stanno realizzando l’intera filosofia purificandosi. Questo movimento sociale e’ iniziato solo quattro anni fa, nel 1966, e abbiamo gia’ parecchie sedi. I ragazzi e le ragazze americani lo stanno seguendo molto seriamente e sono felici. Chiedetelo ad alcuni di loro. Ceto-darpana-marjanam. Stanno ripulendo il loro cuore da tutta la sporcizia accumulata cantando:

Hare Krishna, Hare Krishna,

Krishna Krishna, Hare Hare,

Hare Rama, Hare Rama,

Rama Rama, Hare Hare.

Il passo successivo e’ bhava-mahadavagni-nivapanam: non appena il cuore viene purificato, tutti i problemi dell’esistenza materiale sono risolti. Questo mondo e’ stato paragonato a davagni, un incendio nella foresta. In questa esistenza materiale nessuno vuole essere infelice, ma l’infelicita’ arriva comunque. E una legge della natura materiale. Nessuno vuole il fuoco, ma in qualunque luogo della citta’ ci recheremo vedremo i pompieri all’opera. C’e’ sempre qualche fuoco. Similmente, ci sono parecchie cose che non si desiderano. Nessuno vuole morire e la morte esiste. Nessuno vuole la malattia e la malattia esiste. Nessuno vuole la vecchiaia e la vecchiaia esiste. Esistono contro la nostra volonta’, contro i nostri desideri. Dobbiamo dunque considerare la condizione di questa esistenza materiale. La forma umana ha come scopo la comprensione del suo valore, non la sua perdita con un comportamento animalesco. Mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi non e’ progresso. Il Bhagavatam (5.5.1) dice che questo corpo non e’ stato concepito per lavorare duramente in vista della gratificazione dei sensi.

nayam deho deha-bhajam nrloke

kastan kaman arhate vid-bhujam ye

Lavorare duramente e godere della gratificazione dei sensi e’ cosa da animali, non da esseri umani. L’essere umano deve imparare il tapasya. Specialmente in India grandi saggi e grandi re, brahmacari e sannyasi, hanno vissuto in grandi austerita’ per risvegliarsi. Buddha era un principe, ma abbandono’ tutto e s’impegno’ nel tapasya. Questa e’ vita. Il re Bharata, il cui nome diede all’India il nome di Bharata-varsa, aveva ventiquattro anni quando si allontano’ dal suo regno, dalla sua giovane moglie, dai figli piccoli e ando’ a praticare il tapasya. Quando Sri Caitanya Mahaprabhu aveva ventiquattro anni, lascio’ la giovane moglie, la madre e ogni cosa. Ci sono moltissimi esempi. L’India e’ il paese del tapasya ma noi lo stiamo dimenticando. La stiamo trasformando nel paese della tecnologia. E sorprendente che in India il tapasya non sia piu’ praticato perche’ l’India e’ il paese del dharma: dharma-ksetre kuruksetre.Tutto cio’ non avviene solo in India; qualunque luogo in quest’eta’ del ferro e’ degradato: prayenalpayusah sabhya kalav asmin yugejanah (Srimad-Bhagavatam 1.1.10). In quest’era di Kali la durata della vita diminuisce e gli uomini non sono piu’ portati a comprendere la realizzazione spirituale e se lo sono, vengono inesorabilmente ingannati da tante false guide. Quest’epoca e’ veramente corrotta. Per questa ragione il metodo di Caitanya Mahaprabhu, il canto Hare Krishna, e’ il piu’ semplice ed e’ il migliore.

harer nama harer nama

harer namaiva kevalam

kalau nasty eva nasty eva

nasty eva gatir anyatha’

“In quest’era di Kali non c’e’ altra religione che la glorificazione del Signore mediante il canto del Suo santo nome, e questa e’ l’ingiunzione di tutte le Scritture rivelate. Non c’e’ altro modo, non c’e’ altro modo, non c’e’ altro modo.”(Caitanya-caritamrta, Adi 17.21) Questo verso e’ contenuto nel Brhan-naradiya Purana. Harer nama harer nama harer namaiva kevalam. Cantate semplicemente Hare Krishna. Non c’e’ nessun’altra alternativa. Kalau nasty eva nasty eva nasty eva gatir anyatha’. Nell’era di Kali, non c’e’ alternativa per realizzarsi spiritualmente. Dobbiamo quindi accettarla. C’e’ un altro verso molto simile nello Srimad-Bhagavatam. Nel dodicesimo Canto, terzo capitolo, Maharaja Pariksit viene informato da Sukadeva Gosvami dei difetti di quest’epoca, i cui sintomi si stavano ormai manifestando. Nella parte conclusiva Sukadeva Gosvami dice, kaler dosa-nidhe rajann asti hy eko maharn gunah: “Caro re, quest’epoca, il Kali-yuga, e’ piena di difetti, ma c’e’ anche una buona opportunita’.” Qual e’? Kirtanad eva Krishnasya mukta-sangah param vrajet. “Cantando semplicemente il mantra Hare Krishna si puo’ ottenere la liberazione e tornare a Dio.” E un sistema pratico e autorizzato, e chiunque puo’ provarlo su se stesso e vedere come puo’ progredire semplicemente cantando. Il Movimento per la Coscienza di Krishna non e’ qualcosa di nuovo, qualcosa che abbiamo introdotto o costruito. E autorizzato dai principi vedici, autorizzato da acarya come Caitanya Mahaprabhu e da altri. Il metodo e’ molto semplice; non si perde niente. Non stiamo chiedendo soldi per dare alla gente qualche mantra segreto promettendo loro che entro sei mesi diventeranno Dio. No. Il movimento e’ aperto a tutti — bambini, donne, ragazze, ragazzi, anziani — chiunque puo’ cantare e vederne i risultati. A questo fine non stiamo solo fondando Nuova Vrindavana, la nostra fattoria in Virginia, ma anche altre comunita’ spirituali come Nuova Navadvipa e Nuova Jagannatha Puri. Abbiamo gia’ fondato Nuova Jagannatha Puri a San Francisco e il festival del Ratha-yatra’ vi sta avendo luogo. Quest’anno verra’ celebrato anche a Londra. Ci saranno tre carri, per Jagannatha, Subhadra’ e Balarama, che verranno portati al Tamigi. L’America ha importato New England e New York, perche’ non importare anche New Vrindavana? Dobbiamo fondare New Vrindavana perche’ Sri Caitanya ha raccomandato, aradhyo bhagavarn vrajesa-tarnayas tad-dhama vrindavanam: “Krishna, il figlio di Nanda Maharaja, nel Vrindavana-dhama di Vrajabhumi, e’ la Divinita’ Suprema da adorare e la Sua dimora, Vrindavana, e’ anch’essa da adorare.” I giovani occidentali stanno abbracciando la coscienza di Krishna e devono avere un posto come Vrindavana. A Vrindavana ci sono cinquemila templi dedicati a Radha’-Krishna di cui i piu’ importanti sono sette, fondati dai Gosvami. Il nostro programma prevede di abitare a Nuova Vrindavana vivendo di agricoltura e dell’allevamento delle mucche come soluzione economica, praticare in tutta serenita’ la coscienza di Krishna e cantare Hare Krishna — questo e’ lo schema di Vrindavana. Yuktahara-viharasya yogo bhavati duhkha-ha’. La forma umana non e’ stata concepita per aumentare i bisogni artificiali. Dovremmo essere soddisfatti nel mantenere il corpo e l’anima insieme, mentre il resto del tempo dovrebbe essere speso per accrescere la nostra coscienza di Krishna. Cosi’, dopo aver lasciato questo corpo non dovremo prenderne un altro, ma saremo in grado di tornare a casa, da Dio. Questo dovrebbe essere il motto della vita umana. Vita materiale significa mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi, e vita spirituale significa qualcosa di piu’. Questo e’ cio’ che contraddistingue la vita umana da quella animale. Nella vita animale la formula generale e’ mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Il cane mangia e anche l’uomo mangia. L’uomo dorme e anche il cane dorme. L’uomo pratica il sesso e anche il cane lo pratica. Il cane si difende e l’uomo si difende, anche con bombe atomiche. Questi quattro principi sono comuni sia agli esseri umani sia agli animali, percio’ il progresso che riguarda questi quattro principi non e’ civilta’ umana ma civilta’ animale. Civilta’ umana significa athato brahma-jijnasa’. Il primo aforisma del Vedanta- sutra e’ athato brahma-jijnasa’: “Ora e’ il momento di porsi domande sul Brahman.” Questa e’ vita umana. Fintanto che non ci poniamo domande spirituali, jijnasuh sreya uttamam, siamo animali perche’ viviamo sulla base di questi quattro principi. Bisogna porsi domande pertinenti per sapere chi siamo e perche’ ci ritroviamo nelle miserie della nascita, della morte, della vecchiaia e della malattia. C’e’ qualche rimedio? Questi sono gli argomenti che occorre discutere. Questa e’ vita umana, vita spirituale. Vita spirituale significa vita umana, e vita materiale significa vita animale. Dobbiamo modellare la nostra vita secondo quanto raccomanda la Bhagavad-gita. Yuktahara-viharasya. Per esempio, il fatto di diventare spiritualisti non significa che dobbiamo smettere di mangiare. Il nostro cibo va adattato. La Bhagavad-gita descrive quali sono gli alimenti di prima classe, quelli in virtu’, quali sono i cibi influenzati dalla passione e quali i cibi di terza classe, influenzati dall’ignoranza. Dobbiamo elevarci al piano sattvico (virtuoso) della civilta’ umana e quindi rivivere la nostra coscienza trascendentale, la coscienza di Krishna. Tutto e’ contenuto negli sastra, ma noi sfortunatamente non li consultiamo.

evam prasanna-manaso

bhagavad-bhakti-yogatah

bhagavat-tattva-vijnanam

mukta-sangasya jjayate

(Srimad-Bhagavatam 1.2.20)

Finche’ non siamo liberi dalle catene delle tre influenze della natura materiale non possiamo comprendere Dio. Prasanna-manasah. Dobbiamo essere anime che hanno realizzato il Brahman. Brahma-bhutah prasannatma’ na socati na kanksati (Bhagavad-gita 18.54). Queste ingiunzioni esistono, si deve quindi trarre vantaggio dagli sastra e predicare. Questa e’ la responsabilita’ dell’uomo intelligente. La gente sa che Dio e’ grande, ma non sa quanto grande sia realmente. Queste informazioni le troviamo nella letteratura vedica. E il nostro dovere in questa eta’ del ferro, e’ hari-klrtana pararti vijayate Sri- Krishna-sanklrtanam: la glorificazione del Supremo.

MEDITAZIONE E REALIZZAZIONE

Nel corso di una visita in Sud Africa nel 1976 Srila Prabhupada rispose alle domande rivoltegli dal giornalista Bill Faill del Durban Natal Mercury.

Srila Prabhupada: Krishna e’ uno dei nomi di Dio e significa “completamente affascinante”. Se non si e’ completamente affascinanti non si puo’ essere Dio. Quindi coscienza di Krishna vuol dire coscienza di Dio. Tutti noi siamo piccoli frammenti di Dio, qualitativamente uguali a Lui. La nostra posizione di entita’ viventi e’ paragonabile a quella di una piccola particella d’oro messa in relazione ad una grande quantita’ d’oro.

Mr. Faill: Siamo qualcosa di simile a scintille nel fuoco?

Srila Prabhupada: Si’. Il fuoco e le scintille sono sempre fuoco, ma il primo e’ grande e le seconde sono piccole. Diversamente dalla relazione esistente tra le scintille e il fuoco, la nostra relazione con Dio e’ eterna, sebbene al momento attuale l’abbiamo dimenticata a causa del contatto con l’energia materiale. Stiamo fronteggiando enormi problemi solo per aver dimenticato questa relazione. Se facciamo rivivere la nostra originale coscienza di Dio, saremo felici. Questa e’ l’essenza della coscienza di Krishna. E’ il metodo migliore per far rivivere la nostra originale coscienza di Dio. Ci sono diversi metodi di realizzazione, ma nell’epoca attuale, l’eta’ di Kali, la gente e’ veramente caduta e ha necessita’ del semplice metodo della coscienza di Krishna. La gente pensa che il cosiddetto avanzamento materiale sia la soluzione ai problemi, ma non e’ affatto cosi’. La vera soluzione e’ uscire completamente dalla condizione materiale diventando coscienti di Krishna. Poiche’ Dio e’ eterno, anche noi siamo eterni, ma poiche’ siamo condizionati dalla materia, pensiamo: “Sono questo corpo” e di conseguenza dobbiamo cambiare un corpo dopo l’altro. Tutto cio’ e’ dovuto all’ignoranza, perche’ la verita’ e’ che noi non siamo i nostri corpi, siamo scintille spirituali, frammenti di Dio.

Mr. Faill: Allora il corpo e’ solo un veicolo che trasporta l’anima?

Srila Prabhupada: Si’. E come un’automobile. Proprio come si va da un luogo all’altro in auto, cosi’ a causa della nostra mentalita’ distorta dalla condizione di vita materiale, cambiamo continuamente situazione cercando di essere felici. Mai niente ci rendera’ felici finche’ non torneremo alla nostra vera posizione, cioe’ finche’ non saremo coscienti di essere frammenti di Dio, non saremo in Sua compagnia e aiuteremo tutti gli esseri cooperando con Lui. La vita civilizzata si ottiene solo dopo una lunga evoluzione attraverso 8.400.000 specie viventi. Dobbiamo quindi trarne vantaggio cercando di comprendere chi e’ Dio, chi siamo noi e qual e’ la nostra relazione con Lui. Ma se buttiamo via la nostra vita come cani e gatti, andando qua e la’ alla ricerca della gratificazione dei sensi, avremo perso una grande opportunita’. Il Movimento per la Coscienza di Krishna e’ stato concepito per insegnare alla gente il modo di trarre pieno vantaggio dalla forma umana tentando di comprendere Dio e la nostra relazione con Lui.

Mr. Faill: Se non riusciamo a ottenere il massimo in questa vita, avremo un’opportunita’ in un’altra vita?

Srila Prabhupada: Si’. Sulla base dei desideri che abbiamo al momento della morte, otterremo un altro corpo. Non e’ garantito, pero’, che si trattera’ di un corpo umano. Come ho gia’ spiegato, ci sono 8.400.000 specie di vita diverse. Si puo’ entrare in una qualunque di queste specie a seconda della nostra condizione mentale al momento della morte. Cio’ che pensiamo al momento della morte dipende dal nostro comportamento durante la vita. Fintanto che siamo sul piano della coscienza materiale, le nostre azioni sono controllate dalle tre influenze della natura: virtu’, passione e ignoranza. Queste influenze sono come i tre colori di base: giallo, rosso e blu. Come il rosso, il giallo e il blu si mescolano per produrre milioni di colori diversi, cosi’ le tre influenze materiali si mescolano per produrre innumerevoli specie di vita. Per fermare il ciclo ripetitivo di nascite e morti, dobbiamo trascendere la copertura della natura materiale ed elevarci al piano della pura coscienza. Se pero’ non conosciamo la scienza trascendentale della coscienza di Krishna, dopo la morte saremo trasferiti in un altro corpo, migliore o peggiore di quello attuale. Se abbiamo coltivato la virtu’ saremo elevati ai sistemi planetari superiori, dove c’e’ un tenore di vita migliore. Se abbiamo coltivato la passione, rimarremo in una condizione simile a quella attuale. Se abbiamo agito sotto l’influsso dell’ignoranza e abbiamo commesso atti colpevoli e violato le leggi della natura, saremo degradati alla vita animale o vegetale. In seguito dovremo evolverci per ottenere di nuovo la forma umana, un percorso che potrebbe richiedere milioni di anni. Per questa ragione un essere umano deve comportarsi responsabilmente. Deve trarre vantaggio della rara opportunita’ che gli offre la forma umana comprendendo la sua relazione con Dio e agendo di conseguenza. Potra’ allora liberarsi dal ciclo di nascite e morti nell’ambito delle svariate forme di vita e tornare a casa, da Dio.

Mr. Faill: Pensa che la meditazione trascendentale aiuti la gente?

Srila Prabhupada: La gente non sa che cosa sia la vera meditazione. La loro meditazione e’ semplicemente una farsa — un altro metodo di truffa messo a punto dai cosiddetti swami e yogi. Mi sta chiedendo se la meditazione aiuta la gente, ma lei sa cos’e’ la meditazione?

Mr. Faill: Fermare la mente tentando di sedere nel centro senza oscillare in nessun modo. Srila Prabhupada: E qual e’ il centro?

Mr. Faill: Non lo so.

Srila Prabhupada: Tutti parlano tanto di meditazione ma nessuno sa che cosa sia veramente. Questi imbroglioni usano la parola “meditazione”, ma non conoscono il suo esatto significato. Stanno facendo una falsa propaganda.

Mr. Faill: La meditazione non e’ utile a fare in modo che la gente pensi in maniera corretta?

Srila Prabhupada: No. Vera meditazione significa acquisire uno stato in cui la mente e’ assorta nella coscienza di Dio. Ma se non sapete chi e’ Dio, come potete meditare? Oltretutto in quest’epoca la mente delle persone e’ talmente agitata che la concentrazione e’ impossibile. Ho visto questa cosiddetta meditazione: la gente semplicemente dorme e russa. Purtroppo, in nome della coscienza di Dio o della “realizzazione”, molti imbroglioni propongono metodi di meditazione senza far riferimento in alcun modo alle Scritture vediche autorizzate. E’ solo un altro modo per sfruttare la gente.

Mr. Faill: Cosa pensa degli altri maestri come Ouspensky e Gurdjieff? In passato portarono in Occidente un messaggio simile al suo.

Srila Prabhupada: Dovremmo studiare i particolari del loro insegnamento per sapere se si sono uniformati alle regole vediche. La coscienza di Dio e’ una scienza, come la scienza medica o le altre scienze. Non puo’ essere diversa solo perche’ e’ proposta da uomini diversi. Due piu’ due e’ uguale a quattro dappertutto, non e’ mai uguale a cinque o a tre. Questa e’ scienza.

Mr. Faill: Pensa che ci possano essere altre persone che hanno insegnato genuinamente il metodo della coscienza di Dio?

Srila Prabhupada: Dovrei studiare i loro insegnamenti nei dettagli per poterlo dire. So che ci sono molti imbroglioni.

Mr. Faill: Che lo fanno solo per denaro.

Srila Prabhupada: Si’. Non hanno un metodo autentico. Ecco perche’ noi presentiamo la Bhagavad-gita cosi’ com’e’ senza aggiungere alcuna interpretazione personale. Questo e’ il metodo autorizzato.

Mr. Faill: Si’, se si comincia ad abbellire le cose, inevitabilmente si arriva a cambiarle.

Srila Prabhupada: La coscienza di Krishna non e’ un nuovo metodo. E molto, molto antico e autentico. Non puo’ essere cambiato. Non appena si tenta di cambiarlo perde la sua potenza. Questa potenza assomiglia all’elettricita’. Se volete generare elettricita’ dovete seguire le istruzioni, predisponendo i poli negativi e positivi in modo appropriato. Non potete costruire il generatore in modo arbitrario e produrre energia. Esiste un metodo autentico per comprendere la filosofia della coscienza di Krishna dalle fonti autorizzate. Se seguiremo le loro istruzioni allora il metodo funzionera’. Purtroppo, una delle malattie piu’ pericolose dell’uomo moderno e’ che ognuno desidera fare le cose a modo suo. Nessuno vuole seguire il metodo autorizzato. Percio’ tutti cadono, sia spiritualmente sia materialmente.

Mr. Faill: Il Movimento per la Coscienza di Krishna sta crescendo?

Srila Prabhupada: Si’, molto. Resterebbe sorpreso nel sapere che i nostri libri si vendono a decine di migliaia. Abbiamo circa cinquanta libri e molti librai e professori di universita’ li apprezzano molto perche’ prima della loro pubblicazione non esisteva letteratura di questo tipo. E un nuovo contributo al mondo intero.

Mr. Faill: Il suo movimento sembra richiedere ai suoi seguaci di rasarsi la testa e indossare abiti color zafferano. Come puo’ un uomo normale che vive in famiglia praticare la coscienza di Krishna?

Srila Prabhupada: Gli abiti color zafferano e la testa rasata non sono essenziali sebbene creino una buona predisposizione mentale. Quando un militare veste in maniera appropriata aumenta la sua energia — si sente un militare. Questo non significa che se non porta l’uniforme non possa combattere. No. La coscienza di Krishna non puo’ essere fermata — puo’ risvegliarsi in qualsiasi circostanza — ma alcune condizioni possono essere d’aiuto. Prescriviamo quindi di vivere in un certo modo, vestirsi in un certo modo, mangiare in un certo modo e cosi’ via. Queste cose aiutano a praticare la coscienza di Krishna, ma non sono essenziali.

Mr. Faill: Una persona puo’ studiare la coscienza di Krishna pur vivendo la sua vita normale?

Srila Prabhupada: Si’.

Mr. Faill: Cosa pensa delle droghe? Possono aiutare a realizzare Dio?

Srila Prabhupada: Se le droghe potessero aiutare a realizzare Dio, sarebbero piu’ potenti di Lui. Come possiamo accettare una cosa simile? Le droghe sono sostanze chimiche e sono materiali. Come puo’ qualcosa di materiale aiutare a realizzare Dio, che e’ completamente spirituale? E’ impossibile. Cio’ che si sperimenta con le droghe e’ solo una forma d’intossicazione e di allucinazione, non e’ realizzazione di Dio.

Mr. Faill: Pensa che i grandi mistici che si sono succeduti nelle varie epoche abbiano veramente visto la scintilla spirituale che ha menzionato prima?

Srila Prabhupada: Che cosa intende per “mistico”?

Mr. Faill: E’ solo un nome che si da’ alle persone che hanno sperimentato un altro livello di realta’.

Srila Prabhupada: Noi non usiamo la parola “mistico”. La nostra realta’ e’ la realizzazione di Dio che ha luogo quando ci eleviamo al piano spirituale. Finche’ abbiamo un concetto di vita basato sul corpo, capiamo solo la gratificazione dei sensi perche’ il corpo e’ fatto di sensi. Quando progrediamo e vediamo la mente come centro dell’attivita’ dei sensi, pensiamo che la mente sia la fase finale della realizzazione. Questo e’ il piano mentale. Dal piano mentale possiamo elevarci al piano intellettuale e da questo al piano trascendentale. Infine possiamo elevarci al di la’ del piano trascendentale e arrivare al piano piu’ maturo, il piano spirituale. Queste sono le fasi della realizzazione di Dio. In quest’epoca, pero’, poiche’ le persone sono molto cadute, gli sastra (le Scritture) raccomandano in modo particolare che la gente si elevi direttamente al piano spirituale cantando i santi nomi di Dio:

Hare Krishna, Hare Krishna,

Krishna Krishna, Hare Hare,

Hare Rama, Hare Rama,

Rama Rama, Hare Hare.

Se coltiviamo questo metodo potremo realizzare subito la nostra identita’ spirituale e giungeremo con successo e molto rapidamente alla realizzazione di Dio.

Mr. Faill: Oggi molta gente sostiene che dobbiamo cercare la verita’ all’interno e non fuori, nel mondo dei sensi.

Srila Prabhupada: Ricerca interiore significa sapere che siamo anime spirituali. Finche’ non comprendiamo che non siamo i corpi ma anime, la ricerca interiore e’ inutile. Per prima cosa occorre chiedersi: “Sono questo corpo o sono qualcosa all’interno di esso?” Purtroppo questo tema non e’ trattato nelle scuole o nelle universita’. Tutti pensano: “Sono questo corpo.” In questo paese, ad esempio, la gente pensa: “Sono sudafricano, quelli sono indu’, quegli altri sono greci” e cosi’ via. La coscienza di Krishna inizia quando ci collochiamo al di sopra del concetto della vita basata sul corpo.

Mr. Faill: Quindi rendersi conto dell’esistenza della scintilla spirituale e’ la prima cosa?

Srila Prabhupada: Si’. Rendersi conto dell’esistenza dell’anima all’interno del corpo e’ il primo passo. Finche’ non si comprende questa semplice realta’ non si puo’ parlare di progresso spirituale.

Mr. Faill: E’ una questione di semplice comprensione intellettuale?

Srila Prabhupada: All’inizio si’. Ci sono due fasi di conoscenza: teorica e pratica. Prima occorre imparare la scienza spirituale in teoria; successivamente, operando sul piano spirituale, si arriva al punto di realizzarla praticamente. Purtroppo oggi quasi tutti sono oscurati dal concetto di vita basato sul corpo. Questo movimento e’ molto importante perche’ puo’ tirar fuori dall’oscurita’ l’uomo civilizzato. Finche’ si e’ soggetti al concetto corporeo della vita non si e’ migliori degli animali: “Sono un cane”, “Sono un gatto”, “Sono una mucca”. Non appena qualcuno passa, il cane abbaia pensando: “Sono un cane. Il mio compito e’ fare la guardia.” Se anch’io adotto la mentalita’ di un cane e minaccio uno straniero: “Perche’ sei venuto in questo paese? Perche’ sei entrato nella mia giurisdizione?” qual e’ la differenza tra me e un cane?

Mr. Faill: Nessuna. Cambiando argomento, e’ necessario seguire particolari abitudini alimentari per praticare la vita spirituale?

Srila Prabhupada: Si’, il metodo e’ stato concepito per purificarci, e mangiare e’ parte di questa purificazione. C’e’ un proverbio che dice: ‘Tu sei quello che mangi”, e questo e’ vero. La nostra costituzione fisica e la nostra mentalita’ sono determinate da come e da cosa mangiamo. Per questa ragione gli sastra stabiliscono che per diventare coscienti di Krishna occorre mangiare i resti del cibo offerto a Krishna. Se un tubercolotico mangia qualcosa e voi mangiate i suoi avanzi, sarete infettati dalla tubercolosi. Similmente, se mangiate Krishna prasada, sarete infettati dalla coscienza di Krishna. Il nostro metodo quindi e’ offrire prima il cibo a Krishna e poi mangiarlo. Questo ci aiuta ad avanzare nella coscienza di Krishna.

Mr. Faill: Siete tutti vegetariani?

Srila Prabhupada: Si’, perche’ Krishna e’ vegetariano. Krishna puo’ mangiare qualsiasi cosa perche’ e’ Dio, ma nella Bhagavad-gita (9.26) dice: “Se qualcuno Mi offre con amore e devozione una foglia, un fiore, un frutto e dell’acqua, accettero’ la sua offerta.” Non dice mai: “OffriteMi carne e vino”.

Mr. Faill: Che ne pensa del tabacco?

Srila Prabhupada: Anche il tabacco e’ un intossicante. Siamo gia’ intossicati dal concetto corporeo della vita; se incrementiamo questa intossicazione, siamo perduti.

Mr. Faill: Intende dire che cose come carne, alcool e tabacco rafforzano il concetto di essere un corpo?

Srila Prabhupada: Si’. Supponete di essere ammalati e di voler essere curati. Dovrete seguire le prescrizioni di un medico. Se vi dira’: “Non mangiare questo, mangia solo quello”, dovrete fare cio’ che vi dice. Anche noi abbiamo una cura per il concetto di vita basato sul corpo: cantare Hare Krishna, ascoltare le attivita’ di Krishna e mangiare il Krishna prasada. Questa cura e’ il metodo della coscienza di Krishna.

SOLUZIONI SPIRITUALI AI PROBLEMI MATERIALI

Indice:

Il crimine: Perché e cosa fare?

– Società umana o società animale?

– Altruismo: temporaneo o eterno?

– Dichiariamo la nostra dipendenza da Dio

– La formula della pace

– Comunismo spirituale

– Il microcopico mondo della scienza moderna

IL CRIMINE: PERCHE’ E COSA FARE?

Discussione del luglio 1975 col tenente David Mozee dell’ufficio relazioni pubbliche della Polizia di Chicago.

Ten. Mozee: Ho saputo che avete qualche ideache potrebbe aiutarci nei nostri sforzi per la prevenzione dei crimini. Sarei molto interessato a conoscerla.

Srila Prabhupada: La differenza tra uomo virtuoso e criminale e’ che il primo e’ puro e il secondo e’ sporco. Questa sporcizia e’ come una malattia che prende la forma di lussuria e di avidita’ incontrollabili nel cuore del criminale. Attualmente molta gente si trova in questa condizione insana ed e’ per questa ragione che il crimine e’ cosi’ diffuso. Quando la gente si ripulisce da queste sporcizie, il crimine sparisce. Il sistema piu’ semplice di purificazione e’ unirsi in congregazione e cantare i santi nomi di Dio. Questo si chiama sankirtana ed e’ la base del nostro Movimento per la Coscienza di Krishna . Se volete quindi bloccare il crimine, occorre riunire quanta piu’ gente possibile per un sankirtana di massa. Questo canto congregazionale del santo nome di Dio dissipera’ tutta la sporcizia presente nel cuore. Allora non esistera’ piu’ il crimine.

Ten. Mozee: Puo’ fare un paragone tra la criminalita’ presente negli Stati Uniti e quella presente in India?

Srila Prabhupada: Qual e’ la vostra definizione di crimine?

Ten. Mozee: Qualsiasi violazione dei diritti di una persona da parte di un’altra persona.

Srila Prabhupada: Si’. La nostra definizione e’ la stessa. Nelle Upanisad e’ detto, leavasyam idath sarvam: “Tutto appartiene a Dio.” Ognuno ha quindi il diritto di utilizzare qualsiasi cosa gli venga assegnata da Dio, ma non puo’ violare la proprieta’ altrui. Se la viola diventa un criminale. Il primo crimine di voi americani e’ pensare che questa terra sia vostra. Sebbene duecento anni fa non lo fosse, siete venuti da altri Paesi e avete rivendicato questa terra come la vostra. In realta’ la terra appartiene a Dio e di conseguenza a tutti perché tutti sono figli Suoi. La maggior parte della gente, pero’, non concepisce Dio. In pratica sono tutti atei. Devono quindi essere educati ad amare Dio. In America il vostro governo ha un motto: “Confidiamo in Dio.” E’ vero?

Ten. Mozee: Si’.

Srila Prabhupada: Ma dov’e’ l’insegnamento che ha come oggetto Dio? Confidare e’ una buona cosa, ma confidare semplicemente non potra’ durare se questa fiducia non e’ sostenuta da una conoscenza scientifica di Dio. Una persona sa di avere un padre, ma se non sa chi sia,la sua conoscenza e’ imperfetta. Manca l’apprendimento della scienza di Dio.

Ten. Mozee: Pensa che manchi solo negli Stati Uniti?

Srila Prabhupada: No. Dappertutto. L’era in cui viviamo e’ chiamata Kali-yuga, e’ l’era in cui si dimentica Dio. E un’epoca di equivoci e litigi, e i cuori delle persone sono pieni di sporcizia. Ma Dio e’ cosi’ potente che se cantiamo il Suo santo nome ci purifichiamo, proprio come i miei discepoli, che si sono purificati dalle loro cattive abitudini. Il nostro movimento si basa sul canto del santo nome di Dio. Forniamo a tutti questa opportunita’ senza fare distinzioni. Tutti possono venire nei nostri templi, cantare il mantra Hare Krishna , prendere un piatto di prasada (cibo offerto al Signore Supremo) e gradualmente purificarsi. Se le autorita’ governative ci fornissero le facilitazioni, potremmo organizzare un sankirtana di massa. Allora, senza dubbio, l’intera societa’ cambierebbe.

Ten. Mozee: Se ho capito bene, signore, lei sta dicendo che occorrerebbe enfatizzare un

ritorno ai principi religiosi.

Srila Prabhupada: Certamente. Senza principi religiosi qual e’ la differenza tra un cane e un uomo? L’uomo puo’ capire la religione, un cane no. Questa e’ la differenza. Se la societa’ umana rimane al livello dei cani e dei gatti, come potete aspettarvi una societa’ pacifica? Se prendete una dozzina di cani e li mettete insieme in una stanza, sara’ possibile tenerli tranquilli? Se la societa’ umana e’ piena di uomini dalla mentalita’ simile a quella dei cani, come potete aspettarvi la pace?

Ten. Mozee: Se qualcuna delle mie domande le sembra poco rispettosa e’ solo perche’ non comprendo del tutto il vostro credo religioso. Non intendo mancare di rispetto in alcun modo.

Srila Prabhupada: No. Non si tratta della mia credenza religiosa. Sto semplicemente sottolineando la distinzione tra vita umana e vita animale. Gli animali non possono imparare niente che riguardi Dio, ma gli esseri umani possono. Se agli esseri umani non viene offerta la possibilita’ d’imparare a conoscere Dio, rimarranno allo stesso livello dei cani e dei gatti. Non potete avere pace in una societa’ di cani e gatti. E dovere delle autorita’ governative controllare che le persone ricevano un insegnamento adeguato che permetta loro di diventare coscienti di Dio. Altrimenti ci saranno sempre problemi, perche’ se manca la coscienza di Dio non c’e’ differenza tra un cane e un uomo. Il cane mangia e noi mangiamo, il cane dorme e noi dormiamo, il cane si accoppia e noi ci accoppiamo, il cane si difende e anche noi ci difendiamo. Queste attivita’ sono comuni a entrambi. L’unica differenza e’ che un cane non puo’ essere istruito sulla sua relazione con Dio mentre un uomo si’.

Ten. Mozee: La pace dovrebbe precedere un ritorno alla religione? Dobbiamo per prima cosa avere la pace?

Srila Prabhupada: No, no, questa e’ la difficolta’. A giorni nostri nessuno conosce veramente il significato della religione. Religione significa attenersi alle leggi di Dio, come essere bravi cittadini significa attenersi alle leggi dello Stato. Poiche’ nessuno ha conoscenza di Dio, nessuno conosce le leggi di Dio e il significato di religione. Questa e’ la situazione attuale della societa’ odierna. Tutti stanno dimenticando la religione, credendo che si tratti solo di una questione di fede. La fede puo’ essere cieca. Fede non e’ il vero significato di religione. Religione significa leggi date da Dio e chi le segue e’ religioso, che sia cristiano, indu’ o musulmano.

Ten. Mozee: Con tutto il dovuto rispetto, e’ vero che in India, dove le consuetudini religiose sono state seguite secolo dopo secolo, non vediamo un ritorno alla vita spirituale ma un allontanamento?

Srila Prabhupada: Si’, ma solo a causa di un cattivo governo, altrimenti la maggioranza degli indiani sarebbe cosciente di Dio e tenterebbe di seguire le Sue leggi. Qui in Occidente neppure i piu’ eminenti professori universitari credono in Dio e nella vita dopo la morte, invece in India persino il piu’ povero degli uomini crede in Dio e in una prossima vita. Sa che se commette peccati soffrira’ e se agisce in modo virtuoso sara’ felice. Anche ai giorni nostri quando due contadini litigano si recano al tempio per trovare una soluzione, perche’ ognuno sa che l’altro esitera’ a mentire di fronte alle Divinita’. Quindi a tutti gli effetti l’India e’ ancora religiosa all’80%. E un privilegio nascere in India e anche una grande responsabilita’. Sri Caitanya Mahaprabhu ha detto:

bharata bhumite haila

manusya janma yara

janma sarthaka ari

kara para-upakara

(Caitanya-caritamrta, Adi 9.41)

Una persona nata in India deve rendere perfetta la sua vita diventando cosciente di Krishna e poi deve distribuire la coscienza di Krishna in tutto il mondo.”

Ten. Mozee: Signore, c’e’ una parabola cristiana che dice che e’ piu’ facile per un cammello attraversare la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio. Pensa che la ricchezza degli Stati Uniti e degli altri Paesi occidentali blocchi la fede spirituale?

Srila Prabhupada: Si’, troppa ricchezza la blocca. Krishna dice nella Bhagavad-gita (2.44):

bhogaisvarya prasaktanam

tayapahrta cetasam vyavasayatmika buddhih

sama’dhau na vidi’iyate

Se una persona e’ molto ricca dimentica Dio, percio’ troppa ricchezza non aiuta a capire Dio. Benche’ non ci sia una regola assoluta che dica che solo i poveri possono capire Dio, generalmente se una persona e’ estremamente ricca la sua unica ambizione sara’ quella di acquisire altro denaro percio’ le sara’ difficile capire gli insegnamenti sulla spiritualita’ Ten. Mozee: In America anche coloro che appartengono alla fede cristiana credono in queste cose. Non vedo molta differenza tra i credi spirituali dei vari gruppi religiosi.

Srila Prabhupada: Si’, l’essenza della religione e’ la stessa. Noi proponiamo che si tenti di comprendere Dio e amarLo qualsiasi metodo religioso venga praticato. Se lei e’ cristiano noi non diciamo che non va bene, che devi diventare come noi. La nostra proposta e’ che si tenti di comprendere Dio e amarLo, indipendentemente dal fatto che si sia cristiani, musulmani o indu’.

Ten. Mozee: Tornando alla ragione principale per cui sono venuto, posso chiederle quale consiglio ci puo’ dare per porre un freno ai crimini? Riconosco che il primo e il principale mezzo sia tornare a Dio, come lei propone, non ci sono dubbi in proposito, ma c’e’ qualcosa che si possa fare subito per diminuire il diffondersi della mentalita’ criminale?

Srila Prabhupada: Si’. Come ho gia’ sottolineato all’inizio della nostra conversazione, dovreste fornirci le facilitazioni necessarie per cantare il santo nome di Dio e per distribuire il prasada. Si verifichera’ allora un incredibile cambiamento nella popolazione. Sono venuto dall’India da solo e ora ho molti seguaci. Come ho fatto? Ho chiesto loro di sedersi e di cantare il mantra Hare Krishna , poi ho distribuito un po’ di prasada. Se cio’ fosse fatto su larga scala, l’intera societa’ diventerebbe pacifica. E’un dato di fatto.

Ten. Mozee: Volete iniziare il programma in una zona ricca o in una zona povera?

Srila Prabhupada: Non facciamo queste distinzioni. Qualsiasi luogo facilmente agibile a persone di tutti i tipi sarebbe adatto per tenere un sankirtana. Nonc’e’ alcuna restrizione: non solo i poveri ne devono beneficiare, ma anche i ricchi. Tutti necessitano di essere purificati. Lei pensa che la criminalita’ esista solo nelle classi piu’ povere della societa’?

Ten. Mozee: No. Intendevo chiedere se ci sarebbe stata una maggior influenza benefica, un maggior potenziale, se il programma si fosse tenuto in una zona povera piuttosto che in una zona ricca.

Srila Prabhupada: Noi curiamo le persone spiritualmente ammalate. Quando una persona e’ ammalata non ci sono distinzioni tra povera o ricca. Sono entrambe ricoverate nello stesso ospedale. E come un ospedale deve trovarsi in un luogo facilmente raggiungibile sia da un povero che da un ricco, cosi’ il luogo dove si tiene il sankirtana dovrebbe essere accessibile a tutti. Poiche’ tutti sono materialmente ammalati, tutti devono poter trarne vantaggio. La cosa difficile e’ che il ricco pensa di essere perfettamente in salute sebbene sia il piu’ ammalato di tutti. Ma come agente di polizia, lei sa bene che il crimine esiste sia tra i ricchi che tra i poveri. Il nostro canto e’ per tutti, perche’ purifica il cuore a prescindere dalla ricchezza o dalla poverta’ di una persona L’unico modo per cambiare in modo permanente le abitudini criminali e’ cambiare il cuore del criminale. Come lei sa, molti ladri vengono arrestati numerose volte e messi in prigione. Nonostante sappiano che se rubano andranno in prigione, sono costretti a farlo a causa della sporcizia che alberga nel loro cuore. Senza purificare il cuore del criminalenon si potra’ bloccare il crimine solo con leggi piu’ severe. Il ladro e l’assassino conoscono gia’ la legge, eppure continuano a commettere crimini violenti a causa del loro cuore impuro. Il nostro metodo consiste nel purificare il cuore. Allora tutti i problemi di questo mondo saranno risolti.

Ten. Mozee: Questo e’ un compito molto difficile, signore.

Srila Prabhupada: Non e’ difficile. Porgete un invito a tutti: “Venite, cantate Hare Krishna , danzate e assaggiate del prasada squisito.” Qual e’ la difficoltà? Noi lo facciamo presso i nostri centri e la gente viene. Ma poiche’ abbiamo poco denaro possiamo tenere dei sankirtana solo su scala ridotta. Noi invitiamo tutti, e gradualmente le persone vengono nei nostri centri e diventano devote. Se il governo ci fornisse le attrezzature adeguate ci espanderemmo illimitatamente. La criminalita’ e’ un problema grosso: se non lo fosse perche’ i giornali pubblicherebbero tanti articoli sui modi per affrontarla? Nessuno stato civile vuole tutta questa criminalita’. E un dato di fatto. Ma il governo non sa come fermarla. Se ci ascoltassero, potremmo dare loro la risposta. Perche’ c’e’ la criminalita’? Perche’ la gente e’ senza Dio. E che cosa fare? Cantare Hare Krishna e mangiare prasada. Se volete, potete aderire al metodo del sankirtana, in caso contrario continueremo a portarlo avanti su scala ridotta. Siamo come poveri medici con un piccolo studio privato che potrebbero aprire un grande ospedale se fossero loro offerti i mezzi. Se il governo ascolta il nostro consiglio e adotta il metodo del sankirtana, il problema del crimine sara’ risolto.

Ten. Mozee: Negli Stati Uniti ci sono molte organizzazioni cristiane che danno la santa comunione. Perche’ questo non funziona? Perche’ non purifica i cuori?

Srila Prabhupada: Per parlare francamente, trovo sia difficile trovare un vero cristiano. I cosiddetti cristiani non si attengono agli ordini della Bibbia. Uno dei dieci comandamenti dice: “Non uccidere. Ma dov’e’ quel cristiano che non uccide mangiando la carne della mucca? Il metodo del canto del santo nome del Signore e della distribuzione del prasada avra’ effetto se praticato da persone che effettivamente seguono i principi religiosi. I miei discepoli sono addestrati a seguirli rigidamente, percio’ il loro canto del santo nome di Dio e’ diverso da quello degli altri. Non sono semplicemente fatti con lo stampino. Hanno realizzato il potere purificatorio del santo nome attraverso la pratica.

Ten. Mozee: Signore, la difficolta’ non viene forse dal fatto che una certa frangia di persone devia e procura guai anche se un piccolo gruppo di preti o devoti segue i principi religiosi? Supponiamo per esempio che il movimento Hare Krishna aumenti fino a proporzioni gigantesche, come e’ avvenuto per il cristianesimo. Non avreste problemi con le persone appartenenti a una frangia del movimento che professano di essere seguaci ma che poi effettivamente non lo sono?

Srila Prabhupada: Questa possibilita’ e’ sempre presente, ma io sto dicendo che se non si e’ veri cristiani, la predica non sara’ efficace. Noi seguiamo rigidamente i principi religiosi, percio’ la nostra predica e’ efficace nel diffondere la coscienza di Krishna e nell’alleviare il problema del crimine.

Ten. Mozee: La ringrazio, signore, per il tempo che mi ha concesso. Inviero’ ai miei superiori la registrazione della nostra conversazione. Confido che avra’ effetto su di loro, come ha avuto effetto su di me.

Srila Prabhupada: La ringrazio.

SOCIETA’ UMANA O SOCIETA’ ANIMALE?

Intervista al Bhavan’s Journal dell’agosto 1976.

Giornalista: La prima domanda e’ questa: “L’influenza della religione e’ in calo? E se lo e’, e’ questa la ragione dell’aumento della corruzione e del deterioramento dei valori morali?”

Srila Prabhupada: Si’, la religione e’ in calo. E’ detto nello Srimad-Bhagavatam (12.2.1):

tatas canu-dinam dharmah

satyam saucam ksama daya

Kalena balina rajan

nanksyaty ayur baiarti smritih

“Nel Kali-yuga (l’epoca attuale di discordia e d’ipocrisia) diminuiranno la religione, la veridicita’, la pulizia, la misericordia, la durata della vita umana, la forza e la memoria.” Queste sono caratteristiche che rendono l’essere umano diverso dall’animale.

Ma queste qualita’ andranno man mano scomparendo. Non ci sara’ piu’ misericordia ne’ veridicita’, la memoria diminuira’ come anche la durata della vita. E infine la religione scomparira’. Cio’ significa che gradualmente scenderemo al livello animale.

Giornalista: La religione scomparira’? Diventeremo animali?

Srila Prabhupada: Quando non c’e’ religione si vive una vita animale. Qualsiasi uomo capisce che un cane non puo’ comprendere che cosa sia la religione. Anche il cane e’ un essere vivente, ma non e’ interessato a comprendere la Bhagavad-gita o lo Srimad-Bhagavatam. Non e’ interessato. Questa e’ la distinzione tra l’uomo e il cane: l’animale non e’ interessato. Quando gli esseri umani si disinteressano delle cose religiose, diventano animali. E come puo’ esserci felicita’ e pace in una societa’ animale? I governi vogliono tenere la gente sul piano animale e poi fanno le Nazioni Unite. Com’e’ possibile? Gli animali uniti faranno una societa’ per gli animali uniti? Cosi’ vanno le cose.

Giornalista: Non c’e’ nessuna speranza?

Srila Prabhupada: Almeno si rendono conto che la religione e’ in declino. Questo e’ gia’ un fatto positivo. “Declino” significa che stanno diventando animali. La logica dice che l’uomo e’ un animale razionale. Quando perde la razionalita’ diventa un animale, non e’ piu’ un essere umano. Nella societa’ umana puoi essere cristiano, musulmano, induista o buddista: non ha importanza. Ci dev’essere qualche sistema religioso. Una societa’ umana senza religione e’ una societa’animale. E’ evidente. Perche’ la gente ora e’ cosi’ infelice? Perche’ non c’e’ piu’ religione. La stanno abbandonando. Mi ha scritto un signore dicendomi che una volta Tolstoj ha detto: “Finche’ non si porra’ della dinamite sotto la chiesa non ci sara’ mai pace.” Ora perfino il governo russo e’ completamente contro la coscienza di Dio, perche’ pensa che la religione abbia deteriorato l’intera atmosfera sociale.

Giornalista: Potrebbe esserci qualcosa di vero in questo.

Srila Prabhupada: La religione potrebbe essere stata usata in modo improprio, ma cio’ non significa che debba essere evitata. Si deve seguire la vera religione. Anche se la religione non e’ stataproposta in modo appropriato dai cosiddetti sacerdoti, questo non significa che debba essere respinta del tutto. Se un occhio comincia a darmi problemi a causa di una cataratta, non vuol dire che debba essere asportato: e’ la cataratta che dev’essere asportata. Questa e’ la coscienza di Krishna .

Giornalista: Penso che la storia dimostri come molta gente abbia usato la religione in modo improprio. Non e’ vero?

Srila Prabhupada: Quella gente non ha alcuna concezione di Dio eppure predica la religione. Che cos’e’ la religione? Dharmam tu saksad bhagavat-pranitam (Srimad-Bhagavatam, 6.3.19): “Il sentierodella religione e’ direttamente enunciato dal Signore Supremo.” La gente non ha alcuna concezione di Dio, non sa chi Egli sia, eppure professa la religione. Per quanto tempo si potra’ andare avanti in modo cosi’ artificiale? Ovviamente tutto si deteriorera’. Questa e’ la condizione attuale. Se la gente non ha alcuna idea di Dio, come puo’ sapere quali sono i Suoi ordini? Religione significa ordini di Dio. Per esempio, legge significa ordini dello Stato. Se non ci fosse lo Stato, dove sarebbero gli ordini? Noi abbiamo una chiara concezione di Dio, di Krishna . Egli impartisce i Suoi ordini, e noi li accettiamo. Questa e’ vera religione. Se non c’e’ Dio, se non c’e’ alcuna concezione di Dio e nessun ordine di Dio, dov’e’ la religione? Se non c’e’ un governo,dov’e’ la legge?

Giornalista: Certo, non ci sarebbero leggi. Ci sarebbe una societa’ priva di leggi.

Srila Prabhupada: Fuorilegge. Tutti sono fuorilegge quando costruiscono la loro religione personale. Vanno avanti cosi’. Provate a chiedere agli appartenenti di qualsiasi religione qual e’ la loro concezione di Dio. Qualcuno puo’ esprimerla chiaramente? No, nessuno e’ in grado di farlo. Ma noi possiamo immediatamente dire:

venum kvanantam aravinda-dalayataksam

barhavatamsam asitambuda-sundarangam

kandarpa-koti-kamaniya-visesa-sobham

govindam adi-purusam tam abath bhajami

“Adoro Govinda, il Signore primordiale, intento a suonare il flauto; i Suoi occhi sbocciano come petali di loto e il Suo capo e’ ornato da una piuma di pavone. La Sua forma di bellezza ha il colore delle nuvole scure e la Sua avvenenza unica incanta milioni di Cupidi” (Brahma-samhita 5.30)

Possiamo dare immediatamente una descrizione di Dio. Che tipo di religione e’ quella in cui non e’ presente alcuna idea di Dio?

Giornalista: Non lo so.

Srila Prabhupada: E falsa. La gente non ha alcuna concezione di Dio percio’ non puo’ comprendere la religione. Questo e’ il declino, e poiche’ la religione e’ in declino, gli esseri umani stanno diventando sempre piu’ animali. “Animale” significa che non si ha memoria. Un cane va dove trova da mangiare; gli dico “via”, e se ne va, ma poi torna di nuovo, perche’ non si ricorda. Quando il nostro ricordo di Dio si assottiglia significa che le nostre qualita’ umane si stanno riducendo. Nel Kali-yuga queste qualita’ si ridurranno sempre piu’, percio’ la gente diventera’ come cani e gatti.

Giornalista: Questa e’ la seconda domanda: “La tradizionale accusa contro la cultura vedica e’ che sia fatalistica, cioe’ che renda la gente succube della credenza che tutto sia gia’ predestinato e che quindi inibisca il suo progresso. Quanto vera e’ quest’accusa?”

Srila Prabhupada: Cos’e’ il progresso? Un cane che salta e’ progresso? Il cane corre qua e la’ su quattro zampe e voi correte qua e la’ sulle quattro ruote dell’automobile. E questo il progresso? Questo non e’ il sistema vedico. Secondo il sistema vedico, l’essere umano possiede una certa quantita’ di energia e finche’ ha una coscienza superiore a quella animale, l’energia dell’essere umano ha piu’ valore di quella animale. Giornalista: Certamente nessuno mette in discussione che l’essere umano abbia una liberta’ maggiore e una maggiore responsabilita’ rispetto agli animali.

Srila Prabhupada: L’energia umana dovrebbe dunque essere impiegata per l’avanzamento spirituale, non per competere con il cane. Oggigiorno la gente pensa che fare “una vita da cani” sia la vera vita, invece vera vita significa progresso spirituale. Per questa ragione lo Srimad-Bhagavatam (1.5.18) dice:

tasyaiva hetoh prayateta kovido

na labhyate yad bhramatam upary adhah

tal labhyate duhkhevad anyatah sukharh

Kalena sarvatra gabhira-ramhasa

“L’uomo intelligente, con sviluppate capacita’ di pensiero, s’impegnera’ solo per raggiungere il fine supremo, che non si ottiene in questo mondo neanche percorrendo l’universo intero, dal pianeta piu’ alto (Brahmaloka) al piu’ basso (Patala). Quanto alla felicita’ propria del piacere dei sensi, si presenta da se’ nel corso del tempo come la miseria, che viene anche senza averla desiderata”.

Giornalista: Puo’ spiegarsi meglio?

Srila Prabhupada: L’essere umano dovrebbe impiegare la sua energia per cio’ che non e’ mai riuscito a ottenere durante le sue innumerevoli esistenze. Nel corso di molte vite l’anima ha ottenuto forme di cani, di gatti, di uccelli, di esseri celesti e di innumerevoli altre specie. Ci sono 8.400.000 specie di esseri viventi. La trasmigrazione dell’anima continua e l’obiettivo e’ sempre la gratificazione dei sensi.

Giornalista: Che significa?

Srila Prabhupada: Il cane, per esempio, s’impegna per ottenere la gratificazione dei sensi: dov’e’ il cibo, dov’e’ il rifugio, dov’e’ la femmina, come difendersi? L’uomo sta facendo la stessa cosa in modi diversi. E questo tipo d’impegno va avanti, vita dopo vita. Perfino un minuscolo insetto tenta di fare la stessa cosa. Uccelli, mammiferi, pesci, ovunque la stessa lotta per la sopravvivenza va avanti. Dov’e’ il cibo, dov’e’ il sesso, dov’e’ il rifugio, come difendersi? Le Scritture vediche dicono che queste cose le abbiamo rincorse per moltissime vite, e che se non usciamo da questa lotta per l’esistenza, dovremo continuare a rincorrerle per molte e molte vite ancora.

Giornalista: Comincio a capire.

Srila Prabhupada: Si’, e’ per questa ragione che occorre mettere

fine a tutto cio’. Prahlada Maharaja asserisce:

sukham aindriyakam daitya

deha-yogena dehinam sarvatra labhyate daivad

yatha duhkham ayatnatah

“Cari amici nati in famiglie demoniache, la felicita’ percepita dal corpo in relazione agli oggetti dei sensi puo’ essere ottenuta in qualsiasi forma di vita sulla base delle nostre precedenti attivita’ fruttifere. Questa felicita’ si ottiene automaticamente, senza alcuno sforzo, cosi’ come si ottiene la sofferenza.” (Srimad-Bhagavatam 7.6.3)

Il cane ha un corpo e io ho un corpo. Non c’e’ differenza tra il mio piacere sessuale e il suo. Il piacere che ne deriva e’ lo stesso. Il cane non ha timore di godere del sesso per strada davanti a tutti, mentre noi ci nascondiamo. Tutto qui. La gente pensa che godere sessualmente in un bell’appartamento sia piu’ avanzato. Non lo e’. Stanno tutti correndo come cani per questo cosiddetto avanzamento. Non sanno che qualsiasi tipo di corpo si ottenga, il piacere vi e’ gia’ contenuto.

Giornalista: Cosa intende per “il piacere vi e’ gia’ contenuto”?

Srila Prabhupada: E cio’ che si chiama destino. Un maiale ha ottenuto un particolare tipo di corpo e il suo cibo sono gli escrementi. Non si puo’ cambiare questa situazione. Il maiale non gradira’ mangiare l’halva (un dolce fatto di semola tostata nel burro). Non e’ possibile. Deve cibarsi di cio’ che e’ adatto al suo particolare tipo di corpo. C’e’ uno scienziato che possa migliorare la qualita’ di vita di un maiale?

Giornalista: Dubito.

Srila Prabhupada: Per questo Prahlada Maharaja dice che e’ gia’ contenuto nel corpo che otteniamo. Il piacere di base e’ lo stesso, ma differisce lievemente secondo il corpo. Il selvaggio che vive nella giungla ottiene le stesse cose. La gente pensa che civilta’ significhi costruiregrattacieli, ma la cultura vedica dice che non e’ cosi’. Il vero progresso e’ la realizzazione spirituale, cioe’ quanto avete realizzato del vostro vero se’. Non e’ la costruzione di grattacieli.

Giornalista: Ma cio’ che sta dicendo avra’ senso per la maggior parte della gente?

Srila Prabhupada: A volte la gente fraintende. In tribunale il giudice siede solennemente, senza fare nulla in apparenza, ma riceve un lauto salario. Un impiegato pensera’: “Sto lavorando duramente in questo tribunale mettendo timbri eppure non guadagno un decimo del salario di un giudice. Sono molto occupato, lavoro tutto il giorno eppure non guadagno tanto quanto quell’uomo che siede sul seggio.” La situazione e’ simile: la civilta’ vedica e’ concepita per la realizzazione spirituale non per correre come cani e gatti.

Giornalista: Non e’ generalmente considerato onesto lavorare molto, lottare e avere successo nella vita?

Srila Prabhupada: I karmi, i lavoratori che aspirano al frutto del loro lavoro, sono stati descritti nella Bhagavad-gita come mudha, muli. Perche’ sono paragonati ai muli? Perche’ il mulo lavora faticosamente portando pesi sulla groppa e il suo padrone lo ricompensa con una manciata d’erba. Sta fermo davanti alla porta del padrone e mastica erba anche mentre lo si carica di pesi. Non riesce a pensare: “Se uscissi da questa casa potrei trovare erba da mangiare dappertutto. Perche’ sto lavorando cosi’ duramente?”

Giornalista: Tutto cio’ mi fa pensare a qualcuno che conosco.

Srila Prabhupada: Cosi’ si comporta il lavoratore materialista. E molto impegnato in ufficio e se volete vederlo vi dira’: “Sono molto occupato.” Qual e’ il risultato di tutto questo impegno? Prende due panini e una tazza di caffe’. E questo lo scopo di tutto il suo impegno? Non sa perche’ e’ cosi’impegnato. Nei libri contabili scoprira’ che il bilancio che prima era di un milione di dollari e’ diventato di due milioni. Sara’ molto soddisfatto di averlo scoperto, ma continuera’ a prendere due panini e una tazza di caffe’ e a lavorare faticosamente.Questo e’ cio’ che s’intende per karmi. Sono muli, lavorano come muli senza avere alcun obiettivo da raggiungere nella vita.

La cultura vedica e’ un’altra cosa. La gente che segue la cultura vedica non e’ per niente pigra. S’impegna per un obiettivo piu’ alto. Prahlada Maharaja afferma che questo impegno e’ cosi’ importante che deve avere inizio dalla prima infanzia. Kaumara acaret prajnah: non si deve perdere un solo secondo del proprio tempo. Questa e’ cultura vedica. I muli pensano: “Questi uomini non lavorano come noi”, come cani e muli, e pensano che stiamo scappando via. Si’, fuggiamo dai vostri vani sforzi. La cultura vedica e’ concepita per la realizzazione spirituale. Giornalista: Ci puo’ dare maggiori informazioni sulla cultura vedica?

Srila Prabhupada: La cultura vedica e’ basata sul metodo del varnasrama. Il varnasrama e’ organizzato in otto gruppi: brahmana (saggi ed eruditi), ksatriya (amministratori), vaisya (agricoltori e commercianti), sudra (operai e artigiani), brahmacari (studenti), grhastha (persone sposate), vanaprastha (persone che hanno abbandonato la vita sociale) e sannyasi (monaci rinunciati). L’obiettivo finale e’ l’adorazione di Krishna , la Persona Suprema. Adorando Krishna si adempiera’ a qualsiasi dovere, sia a quello di brahmana, che a quello di ksatriya, di vaisya, di sudra, di brahmacari, e a tutti gli altri. Impegnatevi subito nella coscienza di Krishna. E’ veramente importante.

Giornalista: Se la gente conoscesse un modo di vita piu’ naturale, piu’ soddisfacente, non ci sarebbero problemi. La gente, come lei stesso dice, lo desidera veramente.

Srila Prabhupada: La gente non conosce questo modo di vita, percio’ non c’e’ religione ma solo una corsa di cani. Il cane corre su quattro zampe e voi correte su quattro ruote, e pensate che una corsa su quattro ruote sia il progresso della civilta’. Ecco perche’ si dice che la civilta’ moderna non fa praticamente niente. Qualsiasi cosa il destino ci porti dev’essere accettata, in qualunque luogo ci si trovi. Adottate piuttosto la coscienza di Krishna . Prahlada Maharaja dice che anche se non desideriamo niente di spiacevole, le cose spiacevoli arrivano comunque, e anche se non desideriamo la felicita’ dobbiamo comunque accettare quella che ci e’ destinata. Non dovremmo dunque sprecare energia per ottenere la felicita’ materiale perche’ non potremo acquisirne piu’ di quanto ci sia stato destinato.

Giornalista: Come puo’ esserne sicuro?

Srila Prabhupada: Perche’ ne sono convinto? Perche’ siamo costretti ad accettare qualsiasi situazione penosa anche se non la vogliamo. Il presidente Kennedy, per esempio, mori’ per mano di uno dei suoi connazionali. Chi lo volle e perche’ accadde? Era un grand’uomo, protetto da molte persone, ma il suo destino era quello di essere ucciso. Chi puo’ proteggervi? Se il destino mi pone oggi in una situazione dolorosa, domani sopraggiungera’ anche la situazione opposta: la felicita’. Perche’ quindi perdere tempo alla ricerca di qualcosa che arrivera’ sicuramente? Meglio usare l’energia per la coscienza di Krishna . Questa e’ intelligenza. Non si puo’ controllare il proprio destino. Ognuno di noi sperimentera’ una certa quantita’ di felicita’ e una certa quantita’ di sofferenza. Nessuno gode di una felicita’ ininterrotta. Non e’ possibile. Come non si puo’ controllare il dolore, non si puo’ controllare neppure la felicita’. Arrivera’ automaticamente. Non perdete il vostro tempo correndo dietro a queste cose, utilizzatelo piuttosto per avanzare nella coscienza di Krishna .

Giornalista: Una persona cosciente di Krishna non tentera’ mai di progredire?

Srila Prabhupada: Se tentate di progredire inutilmente, a che vi servira’? E’ un dato di fatto che non si puo’ cambiare il proprio destino, a cosa serve tentare? Siate soddisfatti della quantita’ di felicita’ e di sofferenza che vi e’ stata destinatala cultura vedica ha come scopo la realizzazione di Dio. Questo e’ il punto. Troverete ancora oggi in India milioni di persone che durante i festival piu’ importanti si bagnano nel Gange perche’ vogliono arrivare alla liberazione. Non sono dei fannulloni. Camminano per migliaia di miglia per bagnarsi nel Gange. Non sono dei fannulloni, non appartengono alla generazione dei cani. Sono stati invece ben indirizzati fin dall’infanzia nell’impegno di diventare spiritualmente realizzati. Kaumara acaret prajnodharman bhagavatan iha (Srimad-Bhagavatam 7.6.1). Sono cosi’ desiderosi che vogliono iniziare dall’infanzia. E’ sbagliato quindi pensare che siano dei fannulloni.

Giornalista: La domanda che si potrebbe formulare e’ questa: se il destino non puo’ essere controllato perche’ non lasciare che ogni neonato si comporti come un animale e lasciare che qualsiasi cosa preveda il suo destino si realizzi?

Srila Prabhupada: No, il vantaggio e’ che si puo’ educarlo spiritualmente. Percio’e’ detto, tasyaiva heto prayateta kovidah: devi impegnare la tua energia nella realizzazione spirituale. Ahaituky apratihata: il servizio devozionale, la coscienza di Krishna non possono essere controllati. Come il destino materiale non puo’ essere fermato, cosi’ l’avanzamento nella vita spirituale non puo’ essere fermato se ci s’impegna in quella direzione. Krishna puo’ cambiare il destino, ma solo quello del Suo devoto. Egli dice, aham tvam sarva-papebhyo moksayisyami: “Ti liberero’ da tutte le reazioni del peccato. (Bhagavad-gita 18.66). Se una persona, per esempio, e’ condannata dal tribunale a essere incarcerata, nessuno potra’ farci niente. Lo stesso giudice che ha emesso il verdetto non potra’ farla liberare, ma se il difensore chiede la grazia al re, che e’ al di sopra di tutte le leggi, il re gliela potra’ concedere.

Il nostro scopo e’ arrenderci a Krishna . Se desideriamo essere felici artificialmente, con lo sviluppo economico, non ci sara’ possibile. Molti uomini lavorano faticosamente, ma cio’ non significa che diventeranno tutti dei Ford o dei Rockefeller. Ognuno cerca di fare del suo meglio. Il destino del signor Ford era quello di diventare un uomo molto ricco, ma cio’ non vuol dire che qualsiasi uomo che lavori come Ford diventera’ ricco come lui. E’ chiaro. Non si puo’ cambiare il proprio destino soltanto lavorando come muli. Si puo’ invece utilizzare quell’energia migliorando la nostra coscienza di Krishna .

Giornalista: Cos’e’ esattamente la coscienza di Krishna ? Puo’ dirmi qualcosa dipiu’ a riguardo?

Srila Prabhupada: Amore per Dio: questa e’ la coscienza di Krishna . Se non avete imparato ad amare Dio, qual e’ il significato della vostra religione? Quando siamo sul piano dell’amore per Dio, comprendiamo la nostra relazione con Lui: “Sono un frammento di Dio”. Allora il nostro amore si estende anche agli animali. Se amiamo veramente Dio amiamo tutti, anche gli insetti, perche’ comprendiamo: “Questo insetto ha un corpo diverso dal mio, ma e’ anche lui un frammento di Mio padre, quindi e’ mio fratello. Allora non si terranno piu’ in funzione i mattatoi. Se si mantengono aperti i mattatoi e si disobbedisce all’ordine di Cristo di “non uccidere”, e ci si proclama comunque cristiani, o indu’, questa non e’ religione. E semplicemente una perdita di tempo perche’ non si comprende Dio, non si ha amore per Lui e ci si classifica come membri di una particolare setta, ma senza vera religione. Questo e’ cio’ che succede in tutto il mondo.

Giornalista: Come possiamo rimediare a questa situazione?

Srila Prabhupada: Krishna e’ Dio, la Persona Suprema. Se non accettate Krishna come l’entita’ suprema cercate almeno di comprendere. Questa e’ cultura. Esiste una persona suprema, e quella persona e’ Krishna . Krishna non e’ indiano, e’ Dio. Il sole sorge prima in India, ma cio’ non significa che il sole sia indiano. Sebbene Krishna sia apparso in India, e’ venuto ora in Occidente grazie al Movimento per la Coscienza di Krishna.

ALTRUISMO: TEMPORANEO O ETERNO?

Nel 1972 lo stato dell’Andhra Pradesh, nell’India Meridionale, fu colpito da una grande siccità che fece soffrire milioni di persone. Nella speranza che l’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna potesse offrire assistenza, T.L. Katidia, segretario dell’Andra Pradesh Relief Fund Committee, scrisse a Srila Prabhupada.

Reverendo Swamiji,

Gli abitanti delle citta’ gemelle sono lieti di avere l’opportunita’ d’incontrare lei e i suoi stimati seguaci. Avra’ forse saputo che per la scarsita’ d’acqua negli ultimi due anni, e la sua completa mancanza quest’anno, piu’ della meta’ della nostra regione (Andhra Pradesh, una regione a sud dell’India) si trova nella morsa di una grave siccita’. Allo scopo d’integrare gli sforzi del governoper combattere questa calamita’ e’ stata fondata un’organizzazione di volontari, provenienti da ogni estrazione sociale. I membri di questa organizzazione tengono sotto osservazione le aree piu’ colpite. La situazione e’ pietosa. Ci sono villaggi dove l’acqua potabile non e’ disponibile per chilometri. A causa della scarsita’ di foraggio, i proprietari di bestiame se lo stanno dividendo a un prezzo nominale. Molte bestie randagie muoiono per mancanza di foraggio e acqua. Anche il problema del cibo e’ moltoserio. A causa dei costi elevati dei cereali nei mercati aperti, l’acquisto dei cereali a prezzi di mercato e’ al di sopra delle possibilita’ dei poveri contadini, con il risultato che almeno cinque o sei milioni di persone riescono a malapena a consumareun pasto al giorno. Ci sono molte persone che sono sul punto di morire di fame. La situazione e’ tra le piu’ patetiche e toccanti.

Facciamo appello a Vostra Grazia perche’ rifletta su come la vostra associazione possa salvare milioni di anime che soffronoindicibilmente. Il Comitato suggerisce che i membri della vostra associazione esortino i bhakta (devoti) che partecipano alle vostre conferenze affinche’ contribuiscano con un’offerta al Fondo di Assistenza dell’Andhra Pradesh.

Il Comitato e’ pronto a inviare i suoi rappresentanti con i membri della vostra associazione dovunque voi desideriate distribuire il prasada ai milioni di affamati della regione.

Poiche’ manava-seva e’ madhava-seva (servire l’uomo e’ servire Dio), il Comitato e’ sicuro che anche un piccolo sforzo della vostra benevola associazione potrà molto nel mitigare le sofferenze di centinaia di migliaia di persone.

Sempre suo nel servizio del Signore,

T.L. Katidia, Segretario del Comitato di Assistenza dell’Andhra Pradesh, Hyderabad, India

Caro sig. Katidia,

La prego di accettare i miei saluti. Con riferimento alla sua lettera e alla nostra conversazione, mi pregio informarla che nessuno puo’ diventare felice se non soddisfa Dio, la Persona Suprema. Sfortunatamente la gente non sa chi e’ Dio ecome renderLo felice. Il nostro Movimento per la Coscienza di Krishna ha lo scopo di far conoscere alla gente Dio, la Persona Suprema. Lo Srimad-Bhagavatam afferma nel sesto capitolo del settimo Canto:

tuste ca taira kim alabhyam ananta adye / kim tair guna-vyatikarad iha ye sva-siddhah.

Il concetto che viene enunciato in questo verso e’ il seguente: soddisfacendo Dio, la Persona Suprema, tutti sono automaticamente soddisfatti e di conseguenza non si verificano problemi di carestie. Poiche’ la gente non conosce questo segreto del successo fa piani indipendenti per essere felice, ma non e’ possibile raggiungere la felicita’ in questo modo.

Nella sua carta intestata vengono menzionati molti importanti personaggi di questo paese che desiderano alleviare le sofferenze della gente, ma e’ assolutamente necessario che sappiano che se non soddisfano Dio, la Persona Suprema, tutti i loro sforzi saranno inutili. Un ammalato non puo’ sopravvivere semplicemente con l’aiuto di un medico esperto e delle medicine che gli vengono prescritte. Se cosi’ fosse nessun ricco morirebbe. Occorre ottenere il favore di Krishna , Dio, la Persona Suprema.

Se lei vuole fare dell’assistenza sociale raccogliendo solamente fondi penso che non avrà successo. Occorre soddisfare l’autorità suprema: questa è la via per raggiungere il successo. Poiché abbiamo fatto un sankirtana qui, per esempio, ha cominciato a piovere dopo due anni di siccita’. L’ultima volta che abbiamo fatto un festival Hare Krishna a Delhi c’era il pericolo imminente di una dichiarazione di guerra da parte del Pakistan, e quando un giornalista chiese la mia opinione, gli dissi che ci sarebbe stata battaglia perchè l’altra parte in causa era molto aggressiva. L’India, pero’, ne’ usci’ vittoriosa grazie anche al nostro movimento del sankirtana. Quando tenemmo un festival a Calcutta, il movimento dei Naxaliti (comunisti estremisti) cesso’ di operare. Questi sono fatti. Grazie al movimento del sankirtana non solo si ottengono tutte le facilitazioni necessarie a vivere, ma alla fine si puo’ anche tornare a casa, da Dio. Coloro che possiedono una natura demoniaca non sono in grado di comprendere tutto cio’, ma questo e’ un dato di fatto.

Vi chiedo percio’, nella vostra qualita’ di guide della societa’, di unirvi a questo movimento. Non si perde nulla a cantare il mantra Hare Krishna, anzi il guadagno sara’ molto elevato. Secondo la Bhagavad-gita (3.21) cio’ che viene accettato dai capi, viene accettato anche dalla gente comune:

yad yad acarati sresthas

tat tad evetaro janah sa yat pramanam kurute

lokas tad anuvartate

“Qualunque azione compia un grande uomo, la gente segue le sue tracce. Tutto il mondo segue la norma che egli stabilisce col suo esempio.”

Il movimento del sankirtana e’ veramente importante. Per vostro tramite desidero dunque appellarmi a tutti i capi dell’India affinché accettino questo movimento molto seriamente, fornendoci ogni facilitazione per la sua diffusione in tutto il mondo. Solo allora ci sara’ felicita’, non solo in India ma nel mondo intero.

Con la speranza che questa mia la trovi in buona salute,

il suo eterno benefattore, A. C Bhaktivedanta Swami

DICHIARIAMO LA NOSTRA DIPENDENZA DA DIO

Marzo del 1976 a Mayapur, in India. Intervista alla rivista Back to Godhead.

Back to Godhead (BTG): Thomas Jefferson inseri’ la filosofia basedella rivoluzione americana nella Dichiarazione d’Indipendenza. Le persone importanti dell’epoca che firmarono quel documento furono d’accordo su certe verita’ ovvie ed evidenti, la prima delle quali e’ l’uguaglianza di tutti gli uomini. Intendevano dire con questo che tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge e hanno uguale diritto a esserne protetti.

Srila Prabhupada: Si’, in questo senso gli uomini sono stati creati uguali come dite voi.

BTG: Un altro articolo della Dichiarazione d’Indipendenza asserisce che gli uomini sono stati provvisti da Dio di alcuni diritti primari che non possono essere loro tolti. Sono il diritto alla vita, alla liberta’ e…

Srila Prabhupada: Anche gli animali hanno il diritto alla vita. Gli animali non hanno il diritto di vivere? I conigli, ad esempio, vivono la loro vita nel bosco. Perche’ il governo permette ai cacciatori di cacciarli?

BTG: Parlarono solamente di esseri umani.

Srila Prabhupada: Allora non possiedono alcuna filosofia. L’idea ristretta che la mia famiglia o mio fratello siano buoni e che io posso anche uccidere gli altri e’ criminale. Immaginiamo che per il bene della mia famiglia io uccida vostro padre. E’ filosofia questa? La vera filosofia e’ suhrdam sarva-bhutanam:amicizia verso tutti gli esseri viventi. Ovviamente cio’ e’ valido per gli esseri umani, ma anche se uccidete senza necessita’ un animale, io protesterei immediatamente dicendovi: “Che sciocchezza state facendo?”

BTG:I fondatori dell’America dissero che il diritto alla liberta’ e’ un altro diritto primario. Diritto alla liberta’ nel senso che il governo non puo’ imporre il tipo di occupazione a cui ci si deve dedicare.

Srila Prabhupada: Seil governo non agisce in modo perfetto ha il diritto di dire alla gente cosa deve fare. Se invece il governo e’ perfetto, allora puo’ farlo.

BTG:Il terzo diritto primario e’ che ogni essere umano ha il diritto di aspirare alla felicita’.

Srila Prabhupada: Si’, ma il vostro modello di felicita’ puo’ essere differente dal mio. A voi potrebbe piacere mangiare la carne, io la odio. Come puo’ il vostro modello di felicita’ essere uguale al mio?

BTG:Quindi ciascuno dovrebbe essere libero di aspirare a qualsiasi modello di felicita’ desideri?

Srila Prabhupada: No. Il modello di felicita’ dovrebbe essere prescritto sulla base delle qualita’ della persona. La societa’ dovrebbe essere divisa in quattro gruppi: il gruppo che ha le qualita’ dei brahmana, il gruppo che ha le qualita’ degli ksatriya, il gruppo con le qualita’ dei vaisya e il gruppo con le qualita’ dei sudra. Tutti dovrebbero avere la possibilita’ di lavorare secondo le proprie qualita’ naturali (I brahmana sono gli intellettuali, gli ksatriya uomini di governo, i vaisya agricoltori e commercianti e i sudra operai e artigiani).

Non si puo’ impegnare un toro nel compito che spetta a un cavallo, ne’ si puo’ fare il contrario. Oggi tutti sono educati nelle universita’. Ma cosa viene insegnato nelle universita’? Per lo piu’ viene impartita un’educazione tecnica propria dei sudra. Conoscenza autentica e conoscenza elevata significa conoscere la saggezza vedica, che e’ concepita per i brahmana. Impartire unicamente un’educazione destinata ai sudra porta a una condizione caotica. Tutti dovrebbero sottoporsi a delle prove per stabilire il tipo di educazione appropriata. Alcuni sudra potranno essere educati nelle materie tecniche, ma la maggior parte di loro dovrebbe lavorare in aziende agricole. Oggi tutti si recano a studiare in citta’ pensando cosi’ di riuscire a guadagnare piu’ denaro, ne consegue che l’agricoltura viene abbandonata. La carestia attuale e’ dovuta alla mancanza di persone che si dedicano a produrre buone derrate alimentari. Queste anomalie sono causate dal malgoverno. E dovere del governo fare in modo che ciascuno s’impegni in base alle proprie qualita’ individuali. Solo cosi’ la gente sara’ felice.

BTG: Se il governo pone artificialmente tutti nella stessa categoria non si potra’ essere felici.

Srila Prabhupada: No, e’ innaturale e nascera’ il disordine.

BTG: I padri fondatori dell’America erano contrari alle classi perche’ ne avevano avuto un’esperienza negativa. Prima della rivoluzione gli Americani erano governati da monarchi sempre piu’ ingiusti e tiranni.

Srila Prabhupada: Perche’ non erano stati preparati a essere re santi. Nella civilta’ vedica i ragazzi erano educati fin dalla piu’ tenera eta’ a diventare brahmacari (studenti celibi) di prim’ordine. Venivano mandati alla gurukula, scuola diretta dal maestro spirituale, e imparavano l’autocontrollo, la pulizia, la veridicita’ e molte altre qualita’ sante. In seguito i migliori venivano scelti per governare il Paese. La rivoluzione americana non ha particolare significato. Quando la gente e’ infelice si ribella. E successo in America, in Francia e in Russia.

BTG: I rivoluzionari americani dissero che se il Governo fallisce nel governare in modo giusto, la gente ha il diritto di sciogliere quel Governo.

Srila Prabhupada: Si’. Come nel caso Nixon: l’hanno costretto a dimettersi. Ma se sostituiranno Nixon con un altro Nixon, che cosa ne avranno ricavato? Devono sostituire Nixon con un uomo santo. Poiche’ la gente manca di questa preparazione e di questa cultura, eleggera’ un Nixon dopo l’altro e non sara’ mai felice. Eppure potrebbe esserlo. La formula della felicita’ e’ qui, nella Bhagavad-gita. La prima cosa da sapere e’ che la terra appartiene a Dio. Perche’ gli Americani sostengono che appartiene a loro? Quando i primi coloni arrivarono in America dissero: “Questa terra appartiene a Dio; abbiamo quindi il diritto di viverci.” Allora perche’ non permettono anche agli altri di stabilirsi qui? Qual e’ la loro filosofia? Ci sono molti paesi sovrappopolati. Il governo americano dovrebbe concedere a quella gente di recarsi in America offrendo a tutti la possibilita’ di coltivare la terra e produrre cereali. Perche’ non lo fanno? Si sono impossessati della proprieta’ altrui con la forza e con la forza bloccano le persone che si recano in questo Paese. Qual e’ la filosofia che sta dietro a tutto cio’?

BTG: Non c’e’ filosofia.

Srila Prabhupada: La furfanteria e’ la loro filosofia. S’impossessano della proprieta’ altrui con la forza e poi fanno leggi che vietano a chiunque di fare altrettanto. Sono dei ladri. Non possono delimitare la proprieta’ di Dio in modo che non venga occupata dai Suoi figli. L’America e gli altri Paesi confederati dovrebbero accordarsi per rendere disponibile la terra in modo che sia utilizzata dalla societa’ allo scopo di produrre il cibo necessario. Il Governo dovrebbe dire: “Se siete sovrappopolati, la vostra gente puo’ venire qui. Daremo loro della terra ed essi potranno produrre cio’ che e’ necessario.” Si otterrebbe un grande risultato. Ma lo faranno? No. Allora qual e’ laloro filosofia? Disonesta’. “M’impossessero’ della terra con la forza e non permettero’ a nessun altro di occuparla.”

BTG: Un motto americano dice: “Un’unica nazione sotto l’egida di Dio”.

Srila Prabhupada: Sì, questa e’ la coscienza di Krishna. Ci dovrebbe essere una nazione unica soggetta a Dio e un unico governo mondiale anch’esso soggetto a Dio. Tutto appartiene a Dio e tutti siamo figli Suoi. Questa e’ la giusta filosofia.

BTG: In America la gente teme un governo centralizzato perche’ pensa che un governo forte porti sempre alla tirannia.

Srila Prabhupada: Se i capi sono preparati in modo corretto non ci sara’ tirannia.

BTG: Uno dei presupposti del sistema governativo americano e’ che il troppo potere porti inevitabilmente alla corruzione.

SrilaPrabhupada: I capi devono essere preparati in modo che non diventino corrotti.

BTG: In che cosa consiste questa preparazione?

Srila Prabhupada: Si tratta del varnasrama-dharma (la divisione della societa’ in quattro ordini sociali e spirituali sulla base delle attitudini personali). Dividere la societa’ secondo le attitudini della gente, educarla nel principio che tutto appartiene a Dio e tutto dev’essere usato al Suo servizio. Allora ci sara’ davvero “un’unica nazione sotto l’egida di Dio”.

BTG: Se la societa’ fosse divisa in differenti gruppi non ci sarebbe invidia?

Srila Prabhupada: No. Come nel mio corpo ci sono differenti parti che collaborano assieme, cosi’ la societa’ puo’ essere divisa in varie parti che collaborano per il raggiungimento dello stesso obiettivo. La mia mano e’ diversa dalla mia gamba, ma quando le dico: “Porta un bicchiere d’acqua”, la gamba l’aiutera’. Sono entrambe necessarie: la mano e la gamba.

BTG: In Occidente, pero’, abbiamo una classe operaia e una capitalista e c’e’ sempre lotta tra le due.

Srila Prabhupada: La classe capitalista e’ necessaria come quella operaia.

BTG: Ma non fanno altro che lottare.

Srila Prabhupada: Perche’ non sono state correttamente preparate: non hanno uno scopo comune. La mano e la gamba lavorano in maniera diversa, ma il loro scopo e’ il mantenimento del corpo. Se si trovera’ uno scopo comune non ci saranno piu’ lotte tra i capitalisti e gli operai. Ma se questo scopo manca continuera’ a esserci la lotta.

BTG: Quindi la cosa piu’ importante e’ trovare una ragione comune che possa tenere unita la gente?

Srila Prabhupada: Si’, come nella nostra associazione. Voi mi consultate per qualsiasi problema perche’ vi posso fornire un obiettivo comune. Se cosi’ non fosse ci sarebbero continui diverbi. Il governo dovrebbe conoscere molto bene il fine della vita, l’obiettivo comune, e dovrebbe educare la gente in modo che s’impegni al servizio di questo obiettivo. Allora ci sara’ certamente pace e felicita’. Ma se la gente continua a eleggere comuni mascalzoni come Nixon, non trovera’ mai un obiettivo comune. Qualsiasi mascalzone puo’ assicurarsi i voti degli elettori in un modo o nell’altro e diventare cosi’ capo del governo. I candidati corrompono, imbrogliano e fanno propaganda per ottenere i voti. In qualche modoli ottengono e si accaparrano il primo posto. Questo e’ un sistema sbagliato.

BTG: Se non scegliamo i nostri capi per elezione popolare come potra’ essere governata la societa’?

Srila Prabhupada: Occorrono brahmana, ksatriya, vaisya e sudra. Quando volete costruire un palazzo avete bisogno di ingegneri. Non volete spazzini. Non e’ cosi’? Cosa potrebbero fare degli spazzini? No. Sono necessari gli ingegneri. Se ci atteniamo alle divisioni del varnasrama, solo agli ksatriya sara’ permesso governare. E all’assemblea legislativa, formata dai senatori, dovranno prendere parte solo brahmana qualificati. Ora anche il macellaio e’ membro dell’assemblea legislativa. Come fara’ a promulgare leggi? E’ un macellaio, ma con i voti raccolti e’ diventato senatore. Adessoper il principio della vox populi anche un macellaio entra nella legislatura. Dipende tutto dalla preparazione. Nella nostra Associazione per la Coscienza di Krishna stiamo gia’ adottando questo sistema, ma i politici l’hanno dimenticato. Non puo’ esserciuna sola classe. Questa e’ stupidita’. Occorre invece impegnare classi diverse di uomini in attivita’ diverse. Se non conosciamo quest’arte ogni cosa sara’ un fallimento perche’ senza una divisione del lavoro tutto finira’ in rovina. Tutte le responsabilita’ di un sovrano sono state enunciate nello Srimad-Bhagavatam. Le differenti classi che compongono la societa’ dovrebbero cooperare esattamente come cooperano le diverse parti del corpo. Sebbene ognuna di esse sia stata concepita per uno scopo diverso, tutte lavorano per la stessa causa: il suo corretto mantenimento.

BTG: Qual e’ il vero compito del Governo?

Srila Prabhupada: Comprendere cosa Dio vuole e fare in modo che la societa’ s’impegni in quella direzione. Allora la gente sara’ felice. Ma se la gente s’impegna nella direzione sbagliata, come potra’ essere felice? Compito del governo e’ fare in modo che la gente s’impegni nella giusta direzione. La giusta direzione e’ conoscere Dio e agire secondo le Sue istruzioni. Ma se gli stessi capi non credono nella supremazia del Signore, non conoscono la Sua volonta’ e non sanno che cosa Egli vuole da noi, come potra’ esserci un buon governo? I capi sono fuorviati e stanno fuorviando i cittadini. Questa e’ la situazione caotica del mondo attuale.

BTG: Negli Stati Uniti c’e’ sempre stata una tradizionale separazione tra Stato e Chiesa.

Srila Prabhupada: Non sto parlando della Chiesa. Chiesa o non chiesa, questo non e’ il punto. La questione principale e’ che i dirigenti della societa’ devono accettare l’esistenza di un controllore supremo. Come possono negarla? Tutto nella natura e’ soggetto al controllo del Signore Supremo. I governanti non possono controllare la natura, perche’ allora non accettano un controllore supremo? Questo e’ il difetto della società. Sotto tutti gli aspetti percepiscono che ci dev’essere un controllore supremo, ma continuano a negarne l’esistenza.

BTG: Supponiamo che il governo sia ateo…

Srila Prabhupada: Allora non potra’ essere un buon governo. Gli Americani dicono di aver fede in Dio, ma senza conoscere la scienza di Dio, aver fede in Lui e’ solo una falsita’. Per prima cosa occorre apprendere la scienza di Dio con serieta’, poi si potra’ aver fede in Lui. Loro non sanno chi sia Dio, ma noi lo sappiamo. Noi abbiamo vera fede in Lui.

Si stanno inventando un modo personale di governare. Questo e’ il loro difetto. Non avranno mai successo. Sono imperfetti e se continueranno a escogitare un proprio modo di governare, non saranno mai perfetti. Ci saranno sempre rivoluzioni, una dopol’altra. Non ci sara’ mai pace.

BTG: Chi determina i principi regolatori della religione che la gente dovrebbe seguire?

Srila Prabhupada: Dio. Dio e’ perfetto. Provvede Lui. Secondo le Scritture vediche, Dio e’ il capo di tutti gli esseri viventi (nityo nityanam cetanas cetananam, Katha Upanisad 2.2.13). Noi siamo diversi da Lui perche’ Lui e’ il tutto perfetto e noi no. Noi siamo veramente minuscoli. Possediamo le Sue qualita’ ma in minima quantita’. Abbiamo percio’ una conoscenza limitata, questa e’ la realta’. Con una conoscenza limitata siamo in grado di costruire un Boeing 747, ma non una zanzara. Dio ha creato il corpo della zanzara, che e’ anche un “aeroplano”. Questa e’ la differenza tra noi e Dio: abbiamo conoscenza ma non cosi’ perfetta come la Sua. I capi del governo devono quindi consultare Dio, solo allora governeranno in modo perfetto.

BTG: Dio ha progettato anche un governo perfetto?

Srila Prabhupada: Si’. Gli ksatriya governavano durante la civilta’ vedica. Quando c’era una guerra, il re era il primo a combattere. Proprio come il vostro George Washington che combatteva quando c’era una guerra, ma che genere di presidente governa ora? Quando c’e’ una guerra, lui sta seduto tranquillo e impartisce ordini via telefono. Un uomo simile non e’ adatto a fare il presidente. Quando c’e’ una guerra il presidente dovrebbe essere il primo a recarsi sul posto e a condurre la battaglia.

BTG: Ma se l’uomo e’ piccolo e imperfetto come puo’ eseguire gli ordini perfetti di Dio in vista di un governo altrettanto perfetto?

Srila Prabhupada: Anche se siete imperfetti, il semplice fatto di eseguire i miei ordini vi rende perfetti. Mi avete accettato come la vostra la guida e io ho accettato Dio come la mia guida. In questo modo la società sarà governata in modo perfetto.

BTG: Quindi buon governo significa prima di tutto accettare l’Essere Supremo come il vero capo di governo?

Srila Prabhupada: Non si puo’ accettare direttamente l’Essere Supremo. Bisogna accettare come guide i Suoi servitori: i brahmana o i vaisnava (i devoti del Signore). Gli uomini di governo sono gli ksatriya, il secondo gruppo. Gli ksatriya devono consultarsi con i brahmana o con i vaisnava e promulgare leggi conformemente alle loro istruzioni. I vaisya devono mettere in pratica gli ordini degli ksatriya e i sudra devono lavorare secondo gli ordini dei primi tre gruppi. Solo in questo modo la societa’ sara’ perfetta.

LA FORMULA DELLA PACE

Tra le proteste contro la guerra in Vietnam a fine 1966, Srila Prabhupada pubblico’ un volantino ciclostilato (tra le sue primissime pubblicazioni in America) dal suo piccolo tempio situato nel negozietto della Seconda Strada a New York.

Il grande errore della civiltà moderna e’ quello di permettere all’uomo di appropriarsi di beni che appartengono ad altri come se fossero beni di sua proprieta’ e di turbare cosi’ l’ordine stabilito dalle leggi della natura. Queste leggi sono molto rigide e nessuno puo’ violarle. Solo la persona cosciente di Krishna giunge senza difficolta’ a liberarsi dal giogo di queste leggi e a conoscere la pace e la felicita’ in questo mondo.

Come le leggi e il ministero della giustizia proteggono lo Stato, cosi’ le leggi della natura proteggono l’universo, all’interno del quale la Terra e’ solo un minuscolo punto. La natura materiale e’ una delle energie di Dio, proprietario finale di tutto cio’ che esiste. La Terra, dunque, appartiene a Lui, ma gli esseri che la popolano, e in particolare gli uomini che si definiscono civili, condizionati da false concezioni individuali e collettive, rivendicano un diritto di proprieta’ che spetta al Signore. Se volete la pace, queste false concezioni devono sparire dalla vostra mente e dalla societa’ intera. Il diritto di proprieta’ che la razza umana pretende di esercitare su questa Terra e’ la causa di tutti i conflitti che turbano la pace nel mondo.

Individui insensati, cosiddetti civili, mirano a usurpare il diritto di proprieta’ di Dio perche’ si sono allontanati da Lui. Felicita’ e pace non possono regnare in un mondo ateo. Sri Krishna dichiara nella Bhagavad-gita’ di essere il vero beneficiario di tutte le attivita’ dell’uomo, il Signore Sovrano di tutti gli universi, l’amico e il benefattore di tutti gli esseri. Il giorno in cui gli uomini del mondo intero comprenderanno che in queste verita’ risiede la formula della pace, la pace regnera’ sulla Terra.

Di conseguenza, se desiderate anche minimamente questa pace, dovete rinnovare la vostra coscienza e diventare coscienti di Krishna, a livello individuale e collettivo. A questo scopo e’ sufficiente adottare il facile metodo che consiste nel cantare i Santi Nomi di Dio. Questa e’ la via d’azione precisa e riconosciuta che si deve intraprendere per portare la pace nel mondo. Percio’ vi esortiamo tutti a diventare coscienti di Krishna grazie al canto del mantra Hare Krishna :

Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.

Pratico, facile e sublime, questo metodo fu introdotto in India circa 500 anni fa da Sri Caitanya ed e’ ora offerto all’occidente. Mettete in pratica questo semplice metodo del canto, realizzate la vostra vera posizione studiando la Bhagavad-gita cosi’ com’e’ e riallacciate il legame che vi unisce a Dio, a Krishna . Pace e prosperita’ seguiranno allora naturalmente nel mondo intero.

COMUNISMO SPIRITUALE

Conversazione del 1971, in Unione Sovietica, col professor Grigoriy Kotovsky, capo della sezione indiana dell’accademia russa delle scienze e presidente del dipartimento di studi indiani all’Università di Mosca.

Srila Prabhupada: Leggevo l’altro giorno un giornale, “Le notizie di Mosca”. Si parlava di un congresso comunista durante il quale il presidente dichiarava: “Siamo pronti a prendere in considerazione l’esperienza altrui e a trarne vantaggio per perfezionare il Partito.” Questo atteggiamento progressista mi induce a pensare che la concezione vedica di socialismo e di comunismo potrebbe permettere di ampliare il quadro del sistema attuale. Prendiamo un esempio: una delle maggiori preoccupazioni di uno stato comunista o socialista e’ che tutti abbiano cibo sufficiente. Ebbene, secondo il sistema vedico, il grhastha (capofamiglia) deve provvedere a non far mancare il cibo neppure a una lucertola o a un serpente che vivano nella sua casa. Ora, uno Stato che si preoccupa che anche gli animali siano ben nutriti, provvederea maggior ragione ai bisogni degli uomini. Come si e’ sviluppata questa mentalita’? Mentre la societa’ moderna considera lo Stato, cioe’ il popolo, come il proprietario di un certo Paese, la societa’ vedica riconosce un proprietario assoluto, l’isa. Isavasyam idam sarvam: ogni cosa appartiene all’ Isa. Jena tyaktena bhunjithah: possiamo dunque usare pienamente soltanto la parte che ci spetta secondo le leggi stabilite da Lui. Ma gridhah kasya svid dhanam: non dobbiamo invadere la proprieta’ altrui. Questo verso e’ tratto dal Veda-Isopanisad, ma l’essenza di questo discorso si ritrova in diversi Purana. In queste Scritture e’ menzionata anche una delle regole che un grhastha deve osservare e che illustra bene il nostro argomento: prima di consumare il suo pasto, un grhastha dovrebbe andare sulla soglia di casa e annunciare ad alta voce: “Se qualcuno ha fame, venga, il pasto e’ pronto!” Soltanto dopo aver fatto quest’invito, potra’ sedersi e mangiare. Questo e’ solo un esempio, ma la letteratura vedica contiene numerose idee valide sul comunismo che, secondo me, dovrebbero essere sottoposte ai vostri pensatori.

Prof. Kotovsky: Oggi, nel nostro Paese si sta sviluppando un grande interesse per le vostre antiche tradizioni. Anche il nostro istituto ha tradotto e pubblicato molte delle piu’ importanti opere della grande cultura indiana. Le interessera’ sapere che abbiamo pubblicato alcuni Purana, alcune parti del Ramayana, una seconda edizione del Mahabharata, completamente tradotto, la traduzione integrale del Manu-smrti con commento in sanscrito. Questi libri hanno avuto un tale successo che i librai li acquistarono tutti in una settimana e dopo un mese era gia’ impossibile procurarsene sul mercato del libro. Abbiamo pubblicato queste opere perche’ i moscoviti e ingenere i cittadini dell’URSS hanno un vivo interesse per l’antica cultura indiana.

Srila Prabhupada: Tra questi Purana, lo Srimad-Bhagavatam e’ chiamato il Maha-Purana.

Prof. Kotovsky: Maha-Purana.

Srila Prabhupada: Si’, stiamo traducendo l’intero testopresentando prima la versione originale sanscrita, poi la traslitterazione, la traduzione parola per parola, quindi la traduzione e la spiegazione di ogni verso. Lo Srimad-Bhagavatam contiene diciottomila versi e noi li stiamo traducendo tutti in modo letterale. Puo’ constatare che ogni verso e’ tradotto in questo modo per l’intero Bhagavata-Purana. L’opinione degli acarya, i grandi saggi e santi che predicarono la filosofia Bhagavata, e’ nigama-kalpa-taror galitath phalam: questo e’ il frutto maturo dell’albero dei desideri vedico. (Srimad-Bhagavatam 1.1.3) Quest’opera e’ e’ accettata da tutti gli eruditi dell’India e Sri Caitanya si dedico’ in particolar modo alla sua diffusione.

Prof. Kotovsky: Mi sembra che nelle biblioteche di Mosca e di Leningrado abbiamo quasi tutti i principali testi dell’antica cultura indiana, a cominciare dai Veda, i testi sanscriti originali. Per esempio, nella filiale di Leningrado del nostro Istituto si trovano sei o sette edizioni della Manu-smrti. Questo Istituto fu fondato durante il periodo della Russia imperiale, e vi si puo’ trovare un resoconto degli studi fatti sulla storia della religione indiana, l’induismo.

Srila Prabhupada: L’induismo e’ un tema molto complesso, non e’ vero?

Prof. Kotovsky: Oh si’! (Ridono.) Da quanto ho potuto capire, non si tratta di una religione, come la s’intende dal punto di vista europeo, ma piuttosto e’ la sintesi ben strutturata di una religione, di una filosofia, di un sistema sociale.

Srila Prabhupada: La parola indu’ non e’ un termine sanscrito. E stata coniata dai musulmani. Esiste un fiume, l’Indu’, che in sanscrito si chiama Sindhu. I musulmani pronunciano la esse come l’acca, percio’ si e’ arrivati a hindu. Hindu, quindi e’ un termine che non si trova nel dizionario sanscrito, ma che e’ stato coniato successivamente. La vera societa’ indiana e’ basata sul varnasrama. E divisa in quattro gruppi, o varna, cioe’ il gruppo dei brahmana (saggi ed eruditi), degli ksatriya (amministratori e guerrieri), dei vaisya, (agricoltori e commercianti) e dei sudra (operai e artigiani). Comprende anche quattro divisioni spirituali, o asrama, che sono il brahmacarya (periodo di studio), il grhastha (periodo familiare e sociale), il vanaprastha (ritiro dallavita familiare e sociale) e il sannyasa (vita di rinuncia totale). Secondo la concezione vedica della vita, una nazione non puo’ essere civile a meno che non adotti il sistema dei varna e degli asrama. La cultura dell’India si basa su questo antico sistema vedico.

Prof. Kotovsky: Varnasrama.

Srila Prabhupada: Varnasrama. Se ne parla nella Bhagavad-gita… Lei ha letto quest’opera?

Prof. Kotovsky: Si’.

Srila Prabhupada: Nella Bhagavad-gita (4.13) e’ detto, catur-varnyam maya srstam: ” Il varnasrama fu creato da Visnu, l’Essere Supremo.” Questo sistema sociale prevale dappertutto e non puo’ mancare in nessuna societa’ perche’ e’ una creazione dell’Essere Supremo. Il sole diffonde la sua luce ovunque, in Europa come in America, in Russia come in India, similmente, il varnasrama, sotto un nome o l’altro, forma la struttura di base di tutte le societa’. Gli uomini dotati di grande intelligenza formano il gruppo dei brahmana e sono considerati il cervello della societa’. Gli ksatriya e i vaisya costituiscono rispettivamente il gruppo amministrativo e quello produttivo, mentre i sudra sono i lavoratori. Queste quattro categorie di uomini si trovano in tutte le societa’ del mondo con nomi diversi.

Prof. Kotovsky: Secondo l’opinione di alcuni europei ed eruditi russi, questo sistema e’ una creazione recente, infatti i testi vedici tradizionali parlano di una societa’ piu’ agricola e anche piu’ semplice. Questi studiosi affermano che il varnasrama-dharma non esisteva all’inizio dell’eta’ vedica, ma che fu introdotto soltanto piu’ tardi. Si vede bene, analizzando questi testi antichi, che il varnasrama-dharma prevalse in India solo in epoca piu’ recente.

Srila Prabhupada: Noi accettiamo cio’ che e’ detto nella Bhagavad-gita, catur varnyam maya sristam. (B.g. 4.13): fu Visnu a creare questo sistema. La Bhagavad-gita fu enunciata 5.000 anni fa e Krishna afferma: “Questo insegnamento della Bhagavad-gita fu impartito da Me al dio del sole.” Se facciamo un calcolo di quel periodo risulta che il fatto avvenne quaranta milioni di anni fa. Possono gli studiosi europei risalire ai fatti storici di cinquemila anni fa? Possono andare indietro quaranta milioni di anni? Le Scritture dimostrano che questo sistema sociale esiste da oltre 5.000 anni, epoca in cui Krishna era presente sul nostro pianeta. Infatti, e’ anche menzionato nel Visnu Purana (3.8.9): varnasrama-caravata purusena par ah puman. Il varnasrama-dharma e’ inerente alla natura umana, non e’ un fenomeno creato nel corso della storia. Lo Srimad-Bhagavatam lo paragona a un corpo perche’, come il corpo, il varnasrama comporta quattro divisioni, cioe’ il cervello, le braccia, l’addome e le gambe. Le divisioni del corpo sociale sono create dalla natura ed esistono necessariamente; dev’esserci un gruppo che agisce come cervello della societa’, un altro che compie le funzioni delle braccia, un altro che e’ la classe produttiva e cosi’ via. E’ inutile cercare di risalire all’origine di questa struttura sociale perche’ essa esiste fin dall’inizio della creazione.

Prof. Kotovsky: Lei ha detto che in ogni societa’ ci sono quattro divisioni, ma non sempre e’ facile distinguerle. In qualunque societa’ si possono raggruppare le differenti categorie sociali e i gruppi professionali in quattro divisioni, ma nella societa’ socialista, come nella nostra, com’e’ possibile distinguere il gruppo produttivo dal gruppo dei lavoratori?

Srila Prabhupada: Per esempio, noi apparteniamo alla classe intellettuale. Questa e’ una divisione.

Prof. Kotovsky: La classe intellettuale, i brahmana. Possiamo mettere tutta la classe colta in questo gruppo.

Srila Prabhupada: Si’.

Prof. Kotovsky: Poi c’e’ la classe amministrativa.

Srila Prabhupada: Si’.

Prof. Kotovsky: Ma chi sono i vaisya e i sudra? Questa e’ la difficolta’, perche’ tutti sono lavoratori nelle fabbriche, lavoratori agricoli o di altro genere. Da questo punto di vista c’e’ una grande differenza tra la societa’ socialista e le societa’ che precedono il socialismo, perche’ nella moderna societa’ occidentale si possono raggruppare tutte le classi sociali e professionali in queste divisioni —brahmana, ksatriya, vaisya,e sudra: intellettuali, classe amministrativa, proprietari del sistema produttivo (i proprietari delle fabbriche, per esempio) e i semplici lavoratori. Ma qui non esistono i vaisya, perche’ abbiamo i responsabili amministrativi nelle fabbriche, che si possono considerare ksatriya, e poi ci sono i sudra, i lavoratori stessi, ma non esiste una classe intermedia.

Srila Prabhupada: Nelle scritture vediche e’ affermato: kalau sudrah sambhavah. In quest’epoca quasi tutti gli uomini sono sudra. Ma una societa’ composta esclusivamente di sudra non puo’ rimanere equilibrata. L’organizzazione del vostro Stato richiede anche dei brahmana, sebbene la maggioranza della popolazione sia sudra, perche’ una societa’ senza cervello non puo’ sussistere. Se non dividete cosi’ la vostra societa’, regnera’ il caos; e’ un principio che i Veda spiegano scientificamente. Forse appartenete tutti alla classe dei sudra, ma alcuni di voi devono imparare a diventare brahmana se volete mantenere una societa’ organizzata. La societa’ non puo’ dipendere dai sudra e neppure puo’ dipendere soltanto dai brahmana. Tutte le parti del corpo sono necessarie per il suo funzionamento; c’e’ bisogno del cervello, delle braccia, dello stomaco e delle gambe. Le gambe sono tanto necessarie quanto il cervello o le braccia, e tutto deve cooperare per il buon funzionamento del corpo. Qualsiasi societa’ che non sia organizzata secondo questo schema vivra’ nel caos. Le cose non funzioneranno correttamente senza un cervello. Purtroppo c’e’ una grande penuria di cervelli ai giorni nostri, e questo non vale solo per il mio Paese o per il suo, ma per tutto il mondo. Nel passato l’India era una monarchia e uno dei suoi re, Maharaja Pariksit, sapendo di dover morire entro pochi giorni, rinuncio’ al trono, si ritiro’ nella foresta e intraprese il sentiero della realizzazione spirituale. Se volete creare un sistema sociale perfetto, che assicuri la pace e la prosperita’ mondiali, dovete formare un gruppo capace d’insegnare, un altro capace di dirigere, un terzo capace di produrre, e un ultimo capace di assistere i primi tre gruppi. E’ necessario, non si puo’ evitare. Questa e’ la concezione vedica: mukha-bahuru-pada jah (Srimad-Bhagavatam 11.17.13). Mukha significa viso, bahusignifica braccia, uru significa addome e pada significa gambe. Tutti gli Stati, senza eccezione, devono rispettare queste divisioni perche’ una societa’ in cui queste divisioni non siano presenti in modo sistematico non potra’ funzionare armoniosamente.

Prof. Kotovsky: Mi sembrache il sistema varnasrama in qualche misura creasse una divisione naturale del lavoro nella societa’ passata, ma ora la divisione del lavoro in ogni societa’ e’ molto piu’ complicata e sofisticata. Nascerebbe soltanto confusione dal tentativo d’implementare una rigida classificazione delle quattro classi.

Srila Prabhupada: In realta’, la confusione ha cominciato a regnare nella societa’ dal giorno in cui si e’ cessato di rispettare il varnasrama-dharma e di conservarne la purezza. Cio’ ebbe inizio 5000 anni fa, quando si comincio’ a trasmettere il titolo di brahmana di padre in figlio, senza piu’ tenere conto delle qualificazioni dell’individuo. Che la ragione di una tale deviazione delle regole vediche sia stata la superstizione o l’abitudine, l’ordine sociale ne fu scosso e ne subisce ancora oggi il contraccolpo. Nel nostro Movimento per la Coscienza di Krishna , invece, stiamo formando brahmana qualificati, perche’ il mondo ha bisogno del cervello dei brahmana per ritrovare il suo equilibrio. Maharaja Pariksit, nonostante fosse un monarca, si consultava sempre con un corpo di brahmana e saggi. Il monarca non era indipendente. Nella storia troviamo esempi di sovrani che furono detronizzati dal consiglio dei brahmana per essersi allontanati dai principi vedici. Benche’ i brahmana non prendessero parte alla politica, consigliavano il re sul modo migliore di adempiere le funzioni reali. Questo sistema era in uso fino a poco tempo fa. Si ricorda a che epoca risale il regno di Asoka?

Prof. Kotovsky: Visse circa all’epoca che noi chiamiamo India medioevale.

Srila Prabhupada: Si’.

Prof. Kotovsky: Ha ragione; nell’India feudale i brahmana componevano la maggior parte del consiglio amministrativo e legislativo. Anche all’epoca mongola gli imperatori e gli amministratori musulmani consultavano i brahmana.

Srila Prabhupada: Si’, e’ un fatto. I brahmano, formavano il comitato consultivo del re. Rupa Gosvami, uno dei nostri precedenti acarya (maestri spirituali) era il ministro della finanze nel governo musulmano. Quandodecise di dare le dimissioni, il Nawab (governatore), molto scontento, tento’ d’impedirglielo, temendo di perdere i suoi preziosi servizi. E una lunga storia, ma dimostra che i brahmana erano consiglieri del re. Canakya Pandita fu un altro esempio. Visse al tempo di Candra Gupta, l’ultimo dei re indu’, che governo’ durante l’epoca di Alessandro il Grande. Quando Candra Gupta fu incoronato imperatore, nomino’ Canakya Pandita suo primo ministro. Ha gia’ sentito parlare di questo Canakya?

Prof. Kotovsky: Si’.

Srila Prabhupada: Fu un grande politico e un grande brahmana, ed e’ in suo onore che il quartiere di Delhi dove sono riunite le ambasciate estere e’ chiamato Canakya-puri. Il suo sapere era immenso e i suoi precetti morali sono sempre applicabili; ancoraoggi, in India, vengono insegnati nelle scuole. Sebbene fosse primo ministro, Canakya Pandita mantenne sempre il suo spirito di brahmana e non accetto’ mai alcun salario. E detto nello Srimad-Bhagavatam che il brahmana che accetta un salario non vale piu’di un cane. Un brahmana puo’ consigliare, ma non deve mai accettare alcun impiego. Canakya Pandita, nonostante fosse primo ministro, viveva in una capanna. Egli rappresento’ in modo esemplare la vera cultura braminica, come la Manu-smrti la descrive. Non sappiamo quando fu scritta quest’opera, ma fu considerata un trattato sociale cosi’ perfetto che costitui’ il codice civile dell’India. Era inutile, a quell’epoca, promulgare continuamente nuove leggi per sistemare l’ordine sociale perche’ il codice civiledi Manu e’ cosi’ perfetto che puo’ essere applicato in qualsiasi periodo. E detto tri-kaladau: fu valido nel passato, lo e’ nel presente e lo sara’ ancora nel futuro.

Prof. Kotovsky: Scusi se la interrompo, ma so che nella seconda meta’ del diciottesimo secolo, per ordine del governo britannico, l’India fu soggetta a una legge differente da quella indu’. Ci sono stati molti cambiamenti.

Srila Prabhupada: Si’. Molti cambiamenti sono stati fatti. L’ultimo capo di Stato, Jawaharlal Nehru, introdusse anche ilproprio codice civile; incluse, per esempio, il diritto di divorziare, che era vietato nella Manu-samhita. E’ vero, molte cose sono cambiate in questi tempi. La societa’ non e’ piu’ organizzata come lo era prima, perche’ gli indu’ moderni non seguono piu’rigorosamente i principi della Manu-samhita. Il nostro scopo non e’ quello di ristabilire l’antica societa’ indu’, cosa che sarebbe d’altronde impossibile, ma piuttosto di utilizzarne le idee migliori. Nello Srimad-Bhagavatam, per esempio, si trova una descrizione dell’idea comunista applicata dal re Yudhisthira. Se la sua esperienza fu valida 5000 fa, perche’ non approfittarne? Questo e’ il nostro punto di vista. La civilta’ moderna ha trascurato il punto essenziale: il vero scopo dell’esistenza. Studiando la questione in modo scientifico, concludiamo che lo scopo della vita umana e’ la realizzazione spirituale, l’atma-tattva. Qualsiasi societa’ che non giunga a comprendere l’importanza fondamentale della realizzazione spirituale nella vita di un uomo va incontro a una sconfitta totale. E’ questo il problema cruciale della civilta’ moderna; nonostante il progresso dell’economia, della medicina e degli altri cosiddetti successi, non si e’ raggiunta ne’ la pace, ne’ la tranquillita’, al contrario, nascono continuamente lotte individuali, sociali, politiche e nazionali. Se osserviamo la situazione con occhio obiettivo, ci accorgiamo facilmente che, nonostante tanto progresso tecnologico, gli uomini hanno ancora la stessa mentalita’ degli animali. Lo Srimad-Bhagavatam afferma che l’uomo non e’ fatto per lavorare duramente come una bestia da soma con l’unico scopo di approfittare al massimo dei piaceri materiali. Purtroppo la gente non conosce nient’altro al di la’ di questo mediocre ideale. Non sa niente della vita futura. Non esiste un ramo della conoscenza scientifica che studi cio’ che avviene dopo che questo corpo finisce. La Bhagavad-gita (2.13) afferma a questo proposito: dehino ‘smin yatha dehe. Deha significa “questo corpo”. Dehinah significa “il proprietario del corpo”. Dehino ‘smin yatha dehe kauma’ram yauvanam jara. Sebbene il dehi, colui che possiede il corpo, viva all’interno del corpo, non e’ soggetto ai diversi cambiamenti del corpo. Possiede all’inizio la forma di un bambino, che si trasforma man mano che cresce, ma il proprietario del corpo rimane immutato, nonostante questi diversi cambiamenti. Poi, quando alla fine ha esaurito tutte le forme che poteva prendere, da quella di bambino a quella di vecchio, raggiunge l’ultima tappa, la morte. In quel momento l’anima si riveste di un altro corpo. Questo e’ un fenomeno naturale che la gente ignora. Dobbiamo accettare differenti tipi di corpi, anche in questa vita, dalla prima infanzia alla fanciullezza ed alla giovinezza. Questo e’ un fatto che tutti conoscono.

Prof. Kotovsky: Come lei sa, ci sono due modi opposti per affrontare questo problema. Da un lato ci sono le diverse religioni che avvicinano, ognuna, il soggetto da un punto di vista leggermente differente, ma tutte riconoscono e cercano di spiegare la trasmigrazione dell’anima. Secondo il cristianesimo, il giudaismo…

Srila Prabhupada: Non le parlo di religione, parlo di scienza e di filosofia. Ogni religione ha le sue credenze, ma questo non ci riguarda. Cio’ che ci riguarda e’ che il proprietario del corpo continua a esistere e a rimanere immutabile nonostante i diversi cambiamenti del corpo. Qual e’ dunque la difficolta’ di capire che quando il corpo muore il proprietario del corpo dovra’ rivestirsi di un altro corpo?

Prof. Kotovsky: Un’altra ipotesi e’ che non esista separazione: il corpo e colui che lo possiede sono un’unica cosa.

Srila Prabhupada: (con enfasi) No!

Prof. Kotovsky: Quando il corpo muore, anche il proprietario muore.

Srila Prabhupada: No. Perche’ non ci sono nelle Universita’ discipline riservate all’esame scientifico di questi problemi? Forse ha ragione lei, forse ho ragione io, ma la scienza deve interessarsi a questo fenomeno. Un cardiologo di Toronto ha recentemente riconosciuto l’esistenza dell’anima. Ho avuto uno scambio di corrispondenza con lui e mi sono reso conto che era fermamente convinto dell’esistenza dell’anima. Quanto a noi, cerchiamo di conoscere la verita’ raccogliendo gli insegnamenti che ci vengono da fonti perfettamente autentiche. Noi accettiamo Krishna come fonte della conoscenza; Egli e’ riconosciuto come autorita’ perfetta da tutti gli acarya (maestri spirituali), e la Bhagavad-gita, l’essenza del Suo insegnamento, e’ accettata dai filosofi e dagli studiosi di tutto il mondo. Krishna dice:

dehino ‘smin yathadehe

kaumaram yauvanam java

tatha dehantara-praptir

dhiras taira na muhyati

“Come l’anima incarnata passa, in questo corpo, dall’infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, cosi’ l’anima passa in un altro corpo all’istante della morte. La persona saggia non e’ turbata da questo cambiamento.” (B.g. 2.13) Noi accettiamo questo fatto senza discutere perche’ Krishna stesso l’ha spiegato, e Krishna e’ la piu’ grande autorita’ secondo la nostra tradizione di conoscenza. Questo e’ il modo vedico per acquisirela conoscenza. Prof. Kotovsky: Noi, invece, non affrontiamo nessun problema senza discutere perche’ non crediamo in niente senza averne le prove.

Srila Prabhupada: Naturalmente le discussioni sonopermesse. Krishna afferma nella Bhagavad-gita (4.34), tad viddhi prani-patena pariprasnena sevaya. Pariprasna, la discussione e’ permessa quando non si ha uno spirito di sfida, ma si ha l’intenzione di comprendere meglio. La discussione non e’ negata. Gliinsegnamenti vedici sono infallibili e gli eruditi di tutte le scuole vediche li accettano come tali. Le faccio un esempio per mostrarle la validita’ di quest’affermazione. I Veda raccomandano di fare un bagno subito dopo aver toccato i propri escrementi o quelli di un animale per purificarsi da tale contaminazione. Secondo il sistema indu’, bisogna fare un bagno dopo aver evacuato.

Prof. Kotovsky: E comprensibile, questione d’igiene.

Srila Prabhupada: Si’, ma e’ anche detto che lo sterco di mucca e’ puro, sebbene sia l’escremento di un animale. Lo si usa anche in luoghi impuri per purificarli. Prima si afferma che gli escrementi di un animale sono impuri e che appena si toccano bisogna purificarsi, poi si dice che lo sterco di mucca e’ puro. Secondo la nostra visione limitata, questo fatto puo’ sembrare contraddittorio, ma coloro che credono nei Veda lo accettano. Infatti, se lei analizza lo sterco di mucca trovera’ che ha grandi proprieta’ antisettiche.

Prof. Kotovsky: Non lo sapevo.

Srila Prabhupada: Un professore di medicina l’ha analizzato e ha potuto constatare le sue proprieta’ antisettiche. Le affermazioni dei Veda possono sembrare talvolta contraddittorie, ma il loro esame minuzioso dimostra sempre la loro esattezza.

Prof. Kotovsky: E senz’altro un buon metodo quello di accettare un punto di vista dopo averlo analizzato scientificamente.

Srila Prabhupada: Ci sono altri esempi. Sebbene le ossa siano impure quanto gli escrementi, alcune conchiglie sono poste sull’altare perche’ sono considerate pure dai Veda. Questo per spiegarle che noi accettiamo le leggi vediche senza alcuna obiezione. Le sue affermazioni saranno immediatamente accettate se le puo’ convalidare citando i Veda; non avra’ bisogno di dimostrarne la fondatezza in altri modi. I differenti modi per provare l’esattezza di un’affermazione sono detti pramana e la prova data citando i Veda e’ detta sruti pramana. Quando un avvocato difende una causa in tribunale, sostiene la sua arringa basandosi sul codice civile, e tutta la corte accetta isuoi argomenti; cosi’, se lei basa le sue affermazioni sugli sruti pramana, esse saranno accettate dagli eruditi. Penso che lei sappia che i Veda sono conosciuti come sruti.

Prof. Kotovsky: Si’.

Srila Prabhupada: (recitando un verso sanscrito)

sruti-smrti-puranadi-

pancaratra-vidhim vina

aikantiki harer bhaktir

utpatayaiva kalpate

(Bhakti-rasamrta-sindhu 1.2.10)

Qualunque sistema accettiamo dev’essere sostenuto dalle prove degli sruti, delle smrti, dei Purana e del Pancaratra. Cio’ che non e’ sostenutoda questi pramana e’ solo un disturbo.

Prof. Kotovsky: Posso esprimere un’opinione? Le affermazioni dei Veda possono anche essere provate scientificamente. Supponiamo di avere un laboratorio scientifico, quello che e’ affermato dal laboratorio e’ verita’. Questa verita’ e’ accettata, senza verifiche. Se un laboratorio o un’istituzione scientifica afferma che una cosa non va bene, la gente sara’ d’accordo: “Ah, se lo dice la scienza, dev’essere vero.”

Srila Prabhupada: Le affermazioni autorevoli dei Veda sono accettate dagli acarya (grandi maestri). L’India e’ guidata dagli acarya —Ramanujacarya, Madhvacarya, Sarikaracarya. Tutti questi grandi saggi hanno accettato i Veda e altrettanto fecero i loro discepoli. Questo atteggiamento permette di guadagnare tempo. Evitiamo cosi’ di perdere tempo a cercare se lo sterco di mucca e’ puro o no; poiche’ i Veda dicono che e’ puro, noi lo accettiamo come tale. Risparmio tempo accettando gli sruti pramana. Nei Veda si trovano molte affermazioni a riguardo della sociologia, della politica e di ogni altro argomento, perche’ Veda significa “conoscenza”.

sarvasya caham hrdi sannivisto

mattah smrtir jnanam apohanam ca

vedais ca sarvair aham eva vedyo

vedanta-krd veda-vid eva caham(Bhagavad-gita. 15.15)

Prof. Kotovsky: Posso farle una domanda? Sono molti i centri della vostra associazione nel mondo?

Srila Prabhupada: Si’.

Prof. Kotovsky: Dove si trova il vostro centro principale e dove sono gli altri centri dell’associazione?

Srila Prabhupada: Naturalmente. Ho piu’ di sessantacinque centri dove si accettano i principi. Proprio come questi ragazzi (Srila Prabhupada indica i suoi due segretari).

Prof. Kotovsky: Cio’ significa che questi giovani si astengono dal frequentare leuniversita’ europee? Uno studente che frequenta le lezioni in una normale universita’ puo’ essere ammesso nella sua comunita’ ed essere iniziato?

Srila Prabhupada: Noi accettiamo tutti quelli che vogliono vivere nella nostra comunita’ ed essere iniziati e invitiamo gli altri a studiare la nostra filosofia, assistendo ai nostri corsi, ponendoci delle domande e leggendo i nostri testi. Gli studenti che vengono a trovarci non diventano subito discepoli; prima frequentano i nostri centri e cercano di capire la filosofia vedica e poi, se lo desiderano, possono ricevere l’iniziazione.

Prof. Kotovsky: Che cosa accade, per esempio, nel caso di un giovane operaio o di un figlio di contadini? Dovranno cessare per sempre di lavorare per potersi unire a voi? Come potranno mantenersi?

Srila Prabhupada: Come le ho detto, il nostro movimento cerca di creare dei brahmana in tutto il mondo per colmare una grave lacuna della societa’ attuale. Coloro che seguono seriamente i nostri insegnamenti impareranno a diventare brahmana’, essi devono adottare la condotta e le attivita’ del brahmana e abbandonare quelle dello ksatriya e del sudra. Ma se qualcuno desidera mantenere la sua professione e allo stesso tempo vuole studiare la nostra filosofia, puo’ farlo. Molti professori seguono il nostro movimento. Uno dei miei discepoli, Howard Wheeler, professore all’Universita’ dell’Ohio, continua a esercitare la sua professione, ma fa dono di quasi tutto il suo stipendio al nostro movimento. I grhastha, coloro che vivono la vita di famiglia fuori dai centri, dovrebbero contribuire alle necessita’ dell’associazione donando il cinquanta per cento delle loro entrate, tenendo il venticinque per cento per la famiglia e il venticinque per cento per le emergenze. Tuttavia Sri Caitanya Mahaprabhu insegnava che non e’ importante se si e’ grhastha (capofamiglia)o nell’ordine di rinuncia, brahmana o sudra. Sri Caitanya afferma: “Chiunque comprenda la scienza di Krishna diventa un maestro spirituale.” Le parole reali sono: kiba vipra kiba nyasl, sudra kene naya. Capisce un po’ di bengali?

Prof. Kotovsky: Un po’.

Srila Prabhupada: Yei Krishna -tattva-vetta,seiguruhaya: “Chiunque capisca la scienza di Krishna diventa un maestro spirituale.”

(Caitanya-caritamrta, Madhya 8.128)

Prof. Kotovsky: Ma creandodei brahmana a partire da diversi gruppi sociali, lei nega le antiche tradizioni indu’.

Srila Prabhupada: Al contrario, le ristabilisco.

Prof. Kotovsky: Secondo le Scritture (Purana. ecc.) se non si e’ nati in un gruppo sociale particolare non si puo’ farne parte.

Srila Prabhupada: No,no!

Prof. Kotovsky: Ma questa e’ la base di tutti i varna…

Srila Prabhupada: No, no! Mi dispiace!

Prof. Kotovsky: La base di tutti i varna…

Srila Prabhupada: Mi scusi se insisto, ma lei commette un errore. Nella Bhagavad-gita (4.13) e’ detto, catur varnyam mayasrstam guna-karma-vibhagasah: “Queste quattro divisioni sociali sono state create secondo la natura degli individui e le loro rispettive attivita’.” Queste distinzioni non dipendono affatto dalla nascita.

Prof. Kotovsky: Riconosco che questo e’ un apporto recente dei brahmana che cercarono di perpetuare la loro posizione sociale rendendola ereditaria.

Srila Prabhupada: Questa deviazione e’ stata fatale alla cultura indiana ed e’ stata la causa della separazione del Pakistan dall’India. Una volta, l’intero pianeta, conosciuto allora come Bharata-varsa, costituiva un solo Stato e questa situazione ideale duro’ fino alla fine del regno di Maharaja Pariksit, 5.000 anni fa. Poi gradualmente si divise. Oggi, dopo che il Pakistan si e’ staccato, del Bharata-varsa non resta altro che un pezzo di terra. Secondo le Scritture vediche, quel territorio che noi chiamiamo India si estendeva, in origine, su tutta la Terra ed era conosciuto come Ilavrta-varsa; in seguito ricevette il nome Bharata da uno dei suoi imperatori. Questa cultura, la “coscienza di Krishna “, e’ sempre esistita. Tutte le religioni, il cristianesimo, l’islamismo, il giudaismo, risalgono al massimo a due, tremila anni; ma l’origine delle Scritture vediche si perde nel tempo.

Sono considerate eterne (Sanatana) e sono destinate all’umanita’ intera. Non si tratta di una dottrina come tante altre perche’ una fede religiosa puo’ cambiare, mentre il vero dharma non puo’ mai cambiare. Cerchi di capire le parole di Krishna ; nella Bhagavad-gita Egli dice: sarva dharman parityajya-mam ekam saranam vraja. “Abbandona tutte le altre forme di religione e sottomettiti a Me.” Questa e’ la vera conoscenza: sottomettersi al Supremo. Tutti dobbiamo sottometterci a qualcuno. Tutta la nostra vita e’ basata sulla sottomissione. E d’accordo su questo punto?

Prof. Kotovsky: Ammetto che fino a un certo punto dobbiamo sottometterci a qualcuno o a qualcosa che e’ esterno a noi.

Srila Prabhupada: Ci sottomettiamo totalmente.

Prof. Kotovsky: Dobbiamo sottometterci alla società, all’umanità, al popolo.

Srila Prabhupada: Si’. All’umanita’, al popolo, allo stato, al re, al governo. Chiunque sia il capo, bisogna sottomettersi.

Prof. Kotovsky: Si’, ma c’e’ differenza tra sottomettersi a un re, a un individuo o a una societa’.

Srila Prabhupada: No. Si tratta solo di un cambiamento di etichetta poiche’ il principio di sottomissione esiste sempre, che sia alla monarchia, alla democrazia, all’aristocrazia o alla dittatura, dovete sottomettervi. Senza sottomissione non c’e’ vita. Non e’ possibile. Noi insegniamo come sottomettersi al Supremo, dal Quale possiamo ricevere una protezione completa, come Krishna stesso dice nella Bhagavad-gita (18.66): sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja. Nessuno puo’ dire: “No, io non mi sottometto.” Nessuno puo’ dirlo, si tratta solo di stabilire a chi sottomettersi. Il soggetto supremo a cui ci si deve sottomettere e’ Krishna , percio’ nella Bhagavad-gita (7.9) Egli dice, bahunam janmanam ante jnanavan mam prapadyate vasudevah sarvam iti: “Dopo tante vite di sottomissione a differenti maestri, colui che ha raggiunto la conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause.” Vasudevah sarvam iti sa mahatma sudurlabhah: “Quest’anima e’ molto rara.”

Prof. Kotovsky: Mi sembra che la sottomissione debba sempre essere seguita da un’altra rivolta. La storia ha dimostrato che l’umanita’ si sviluppa soltanto grazie a una successione di sottomissioni e rivolte. La causa della rivoluzione francese, per esempio, fu il rifiuto all’autorita’ aristocratica, ma questa rivoluzione voleva la sottomissione al popolo francese.

Srila Prabhupada: Si’.

Prof. Kotovsky: La sottomissione non e’ mai definitiva, ma e’ sempre seguita dalla rivolta.

Srila Prabhupada: E vero, ma sara’ definitiva quando ci sottometteremo a Krishna.

Prof. Kotovsky: Ah!

Srila Prabhupada: Sara’ la tappa finale. Ogni altra forma di sottomissione e’ inevitabilmente seguita da una rivoluzione a causa dell’insoddisfazione di coloro che hanno accettato di sottomettersi. Krishna , invece, ci da’ la soddisfazione totale. Per esempio, se un bambino si mette a piangere, nessun estraneo riuscira’ a consolarlo, ma non appena la madre lo prende tra le braccia…

Prof. Kotovsky:…smette di piangere.

Srila Prabhupada: Si’, pienamente soddisfatto. Tutte queste sottomissioni e cambiamenti si possono raggruppare in diverse categorie, ma in ultima analisi si tratta di sottomissione a maya. Nella Bhagavad-gita e’ detto che se la sottomissione avviene trascurando Krishna allora e’ maya, illusione. Ci si puo’ sottomettere in tanti modi, ma solo con la sottomissione a Krishna saremo felici.

Prof. Kotovsky: I suoi insegnamenti non incontrano ostilita’ in India fra gli indu’ ortodossi oi brahmana?

Srila Prabhupada: Si’, ma le abbiamo superate.

Prof. Kotovsky: Ah.

Srila Prabhupada: Un indu’ ortodosso puo’ venire a sfidarci, ma noi abbiamo le nostre armi —la letteratura vedica —, quindi non viene. Anche i preti cristiani in America mi apprezzano dicendo: “Questi ragazzi sono americani, cristiani, ebrei ed ora sono molto attratti da Dio. Noi non abbiamo potuto aiutarli.” Lo ammettono. I loro genitori vengono da me, mi offrono i loro omaggi dicendo: “Swamiji, e’ stata la nostra grande fortuna che lei sia venuto qui ad insegnare la coscienza di Krishna .” Sono sempre accolto molto bene. Anche in India, visto che me l’ha chiesto, gli altri gruppi religiosi ammettono che prima di me molti svami sono andati in Occidente, ma non hanno potuto convertire neanche una persona alla coscienza di Krishna . Lo ammettono. Per quanto mi riguarda, io non reclamo alcun merito, ma sono fiducioso che presentando la conoscenza vedica cosi’ com’e’, senza falsificazioni, questa avra’ effetto. Ho fiducia. Se si ha la giusta medicina da somministrare al paziente, si puo’ essere sicuri che questi sara’ curato.

Prof. Kotovsky: Quanti dei suoi discepoli sono indiani? Quanti dei suoi centri si trovano in India?

Srila Prabhupada: In India ci sono molte persone coscientidi Krishna —centinaia, migliaia, milioni. Non esiste neanche un singolo indu’ che non sia cosciente di Krishna .

Prof. Kotovsky: Si’. Capisco.

Srila Prabhupada: Vaisnava. Si chiama culto vaisnava. Lei e’ stato in India, pertanto sa che ci sono milioni di vaisnava. Per esempio, questo signore (un indiano presente) e’ un comandante

dell’India Airlines, non e’ un mio discepolo, ma e’ cosciente di Krishna . In India ci sono milioni di persone coscienti di Krishna . Nell’universita’ di Gorakhpur c’è un professore musulmano che è un grande devoto di Krishna . E’ naturale. Nella Caitanya-caritamrta e’ detto che la coscienza di Krishna si trova dappertutto, nel cuore di ogni essere. Dev’essere solo risvegliata con questo metodo. Il sole che sorge non appare improvvisamente dal nulla, e’ gia’ presente ma sorge al mattino. Similmente, la coscienza di Krishna si trova in ogni luogo, ma per qualche motivo e’ stata coperta. Con questo metodo viene risvegliata e poi incrementata con la compagnia dei devoti.

Prof.Kotovsky: Lei e’ arrivato ieri a Mosca. Ha visitato qualcosa qui?

Srila Prabhupada: No, non sono molto interessato alle visite turistiche.

Prof. Kotovsky: Andra’ via domani?

Srila Prabhupada: Questo e’ il mio programma.

Prof. Kotovsky: Sta andando negli Stati Uniti o in Europa?

Srila Prabhupada: Sto andando in Europa, a Parigi. Poi avremo due grandi festival a Londra e a San Francisco. Stanno organizzando il festival dei carri, il Ratha-yatra, che si celebra ogni anno a Jagannatha Puri. Lei ha visitatoJagannatha Puri?

Prof. Kotovsky: Si’, il festival dei carri si celebra da tempo immemorabile. Si tratta di un’antichissima tradizione con grandi carri.

Srila Prabhupada: Si’, ora e’ stato introdotto in Occidente, a Londra e a San Francisco, e gradualmente lo introdurremo anche in altre nazioni.

Prof. Kotovsky: A Londra e’ presente una grande comunita’ indiana.

Srila Prabhupada: Questo festival e’ organizzato da discepoli inglesi e americani. Le comunita’ indiane di Londra e di San Francisco stanno cercando di diventare sahib, conosce questo termine?

Prof. Kotovsky: (Ride) Occidentalizzati. (Entrambi ridono) Un grande antropologo sociale di una nota universita’ ha scritto qualcosa di molto interessante. Afferma che esistono due processi: il processo di occidentalizzazione dei brahmana, cioe’ della classe superiore, e il processo di sanscritizzazione, che consiste nell’adottare i rituali braminici da parte delle cosiddette classi inferiori, anche gli intoccabili. E un processo molto interessante in India oggigiorno, ma la posizione dell’India sfortunatamente e’ problematica.

Srila Prabhupada: La difficolta’ e’ che la vera India non esiste piu’, stanno cercando di imitare il modo di vivere occidentale, ma da un punto di vista materiale o tecnologico sono cent’anni indietro.

Prof. Kotovsky: E vero, ma che cosa si puo’ fare per l’India?

Srila Prabhupada: Una cosa sto sperimentando. Se si diffondono i valori spirituali dell’India, il suo prestigio aumenterà, perche’ ovunque io vada, vedo che alla gente ancora piace la cultura indiana. Se questo tesoro di conoscenza spirituale e’ propriamente distribuito, almeno le persone che vivono fuori dall’India capiranno che stanno ottenendo qualcosa da questo Paese.

Prof. Kotovsky: Naturalmente, lei ha ragione. L’eredità culturale dell’India dev’essere fatta conoscere ovunque, ma in che modo questo dara’ beneficio alla gente dell’India? Gli indiani sono la’ e non hanno niente da guadagnare dalla diffusione mondiale della loro eredita’ culturale. I villaggi indiani hanno bisogno di fertilizzanti, di trattori e molte altre cose.

Srila Prabhupada: Noi non abbiamo obiezioni a riguardo.

Prof. Kotovsky: Non penso che lei possa obiettare, ma nello stesso tempo qualcosa dev’essere fatto per l’India. Possiamo chiamarla occidentalizzazione, ma l’introduzione di un piano industriale e tecnologico e’ necessario in ogni campo della vita indiana quali l’agricoltura e l’industria.

Srila Prabhupada: Arjuna, prima di comprendere la Bhagavad-gita, era un combattente e lo rimase anche dopo averla compresa. Noi non vogliamo cambiare la posizione delle persone. Per esempio, lei e’ un rispettabile professore, un insegnante, e noi non vogliamo cambiare la sua situazione. Siamo qui solo per convincerla del valore della nostra filosofia.Arjuna si rifiutava di combattere dicendo: ” Krishna , non voglio uccidere i miei parenti. Non voglio questo regno.” Allora Krishna lo istrui’ esponendogli la Bhagavad-gita, poi gli chiese: “Qual e’ ora la tua decisione?” ed egli disse, karisye vacanam lava: “Si’, agiro’ come tu dici.” (B.g. 18.73)Questo significa che la sua coscienza era cambiata. Era un combattente e rimase un combattente, ma cambio’ coscienza. Noi vogliamo questo, non vogliamo disturbare l’attuale condizione della societa’, non siamo contro la tecnologia, ma cerchiamo di far comprendere la coscienza di Krishna. Questo e’ il nostro programma.

Prof. Kotovsky: Naturalmente, l’obiettivo finale di ogni coscienza e’ quello di cambiare la societa’ rendendola migliore.

Srila Prabhupada: Questo e’ automatico.

Prof. Kotovsky: Non sono molto contento di averla sentito dire che il suo scopo finale e’ quello di non disturbare la societa’, perche’ nella societa’ moderna ci sono molte cose da cambiare attraverso la coscienza.

Srila Prabhupada: Lo stadio preliminare consiste nel seguire le regole dell’austerita’ come, per esempio, non usare intossicanti.

Prof. Kotovsky: Non indulgere negli intossicanti, la semplicita’, e cosi’ via.

Srila Prabhupada: Se si accetta questo metodo…

Prof. Kotovsky: Le persone seguiranno automaticamente.

Srila Prabhupada: La vita di ognuno cambiera’, perche’ queste quattro cose —la vita sessuale illecita, gli intossicanti, il consumo di carne e il gioco d’azzardo —sono grandi ostacoli per il progresso sociale.

Prof. Kotovsky: Questo rendera’ automaticamente la vita piu’ semplice, perche’ una persona che non indulge nel sesso illecito, non usa intossicanti e segue le altre regole si trova a vivere una vita certamente piu’ semplice.

Srila Prabhupada: L’altro giorno stavo parlando a Bombay con un signore rispettabile e gli stavo citando quanto detto da Krishna nella Bhagavad-gita (9.32):

mam hi partha vyapasritya

ye ‘pi syuh papa-yonayah

striyo vaisyas tatha sudras

te ‘pi yanti param gatim

“Anche coloro di bassa nascita (papa-yonayah) —donne, vaisya (mercanti) e sudra (operai) —non sono esclusi se Mi accettano. Accettando il mio rifugio anche loro possono raggiungere la posizione suprema.” Perche’ allora le classi superiori della societa’ indu’ hanno trascurato questa ingiunzione della Bhagavad-gita? Supponiamo che una persona sia un papa-yonayah, cioe’ di bassa nascita, anche lei puo’ essere elevata alla suprema posizione spirituale se accetta Krishna . Per quale ragione questo messaggio non e’ stato diffuso dalle classi superiori per dare la possibilita’ a tutti di essere elevati? Perche’ le persone di nascita inferiore sono state discriminate? Il risultato e’ che invece di accettare i musulmani gli indiani li hanno rifiutati, e ora li hanno divisi da loro facendoli diventare i peggior nemici dell’India. Noi stiamo cercando per la prima volta di elevare le persone alla posizione superiore della coscienza di Krishna , anche se sono di bassa nascita, perche’ l’anima e’ pura. I Veda affermano che l’anima non e’ toccata dalla contaminazione materiale, ma ne e’ coperta solo temporaneamente. Rimuovendo questa copertura, si diventera’ puri. Questa e’ la missione della vita umana: liberarci dalla copertura materiale, raggiungere la comprensione spirituale e sottometterci a Krishna . Allora la nostra vita sara’ perfetta.

IL MICROSCOPICO MONDO DELLA SCIENZA MODERNA

Lezione mattutina nell’aprile del 1973, sulla spiaggia di Venice a Los Angeles. Tra gli studenti presenti si trovava il dott. Thoudam Sing, laureato in chimica organica, che registro’ il dialogo.

Srila Prabhupada: Il mondo della scienza e della tecnologia viaggia sulla falsa idea che la vita nasce dalla materia. Non possiamo permettere che questa assurda teoria non venga messa in discussione. La vita non viene dalla materia. E la materia che e’ generata dalla vita. Questa non e’ teoria, e’ realta’. La scienza si basa su una teoria sbagliata, i suoi calcoli e le sue conclusioni sono sbagliati e questo errore provoca sofferenza alla gente. Quando tutte queste false teorie scientifiche saranno corrette, la gente sara’ felice. Dobbiamo quindi opporci agli scienziati e sconfiggerli. In caso contrario continueranno a fuorviare l’intera societa’.

La modificazione della materia avviene in sei fasi: nascita, crescita, mantenimento, produzione di prodotti secondari, deperimento e morte. Ma la vita presente all’interno della materia, l’anima spirituale, e’ eterna; non e’ soggetta ad alcun cambiamento. La vita sembra svilupparsi e deperire, ma in realta’ passa solamente attraverso ciascuna delle sei fasi menzionate sopra finche’ il corpo materiale non puo’ piu’ essere mantenuto in vita. Allora il ragazzo, ormai diventato vecchio, muore e l’anima entra in un nuovo corpo. Quando il nostro abito e’ vecchio e logoro, lo cambiamo. Un giorno anche il nostro corpo diventera’ vecchio e inutile ed entreremo in un corpo nuovo.

Krishna dice nella Bhagavad-gita (2.13), dehino ‘smin yatha dehe kaumaram yauvanamjara / tatha dehantara-praptih: “Come l’anima incarnata passa, in questo corpo, dall’infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, cosi’ l’anima passa in un altro corpo all’istante della morte” e subito dopo (2.18): antavanta me deha nityasyoktah sarlrinah. Solo il corpo dell’essere eterno e indistruttibile e’ soggetto alla distruzione. In altre parole, il corpo materiale e’ deperibile, ma la vita al suo interno e’ nitya, eterna.

Secondo i Veda, la dimensione dell’anima all’interno del corpo e’ la decimillesima parte della punta di un capello. E veramente minuscola, e’ come un atomo, ma quell’atomica energia spirituale mantiene in vita il mio corpo. E cosi’ difficile da capire? Immaginiamo un uomo che pensi di essere molto forte e vigoroso. Perche’ e’ forte e vigoroso? Solo perche’ all’interno del suo corpo c’e’ una minuscola scintilla spirituale. Non appena la scintilla spirituale se ne va, il suo corpo muore e la forza e il vigore scompaiono. Se gli scienziati dicono che la materia e’ la causa e l’origine della vita, chiediamo loro di riportare in vita un cadavere iniettandogli delle sostanze chimiche. Non possono farlo.

Dr. Singh: Poiche’ gli scienziati non vedono l’anima spirituale sostengono che la sua esistenza sia molto dubbia.

Srila Prabhupada: Come possono vederla? E’ talmente minuscola che e’ impossibile vederla. Nessuno ha la capacita’ di vederla.

Dr. Singh: Vogliono comunque cercare di comprendere la sua natura in qualche modo.

Srila Prabhupada: Se in una persona iniettiamo una goccia di veleno letale, questa morira’ immediatamente. Nessuno puo’ vedere il veleno e come agisce, ma agisce comunque. Similmente, i Veda affermano che poiche’ la minuscola particella chiamata anima e’ presente all’interno del corpo, questo funziona in modo meraviglioso. Se mi do’ un pizzicotto, sento subito il dolore perche’ la mia coscienza pervade tutta la pelle, ma non appena l’anima e’ assente, e cio’ accade quando il corpo muore, potete prendere quella stessa pelle e tagliarla e lacerarla e nessuno protestera’. Perche’ una cosa cosi’ semplice e’ cosi’ difficile da capire? Non rivela forse la presenza dello spirito?

Dr. Singh: Questa e’ l’anima. Ma che cosa puo’ dirmi di Dio?

Srila Prabhupada: Prima di tutto bisogna capire che cos’e’ l’anima. L’anima e’ un minuscolo Dio. Se si comprende il campione, si puo’ comprendere il tutto. Questa e’ materia (indicando con il suo bastone un albero morto). Un tempo foglie e rami crescevano su quest’albero. Perche’ ora non crescono piu’? Gli scienziati possono rispondere a questa domanda?

Karandhara dasa: Direbbero che la composizione chimica e’ mutata.

Srila Prabhupada: D’accordo, allora se sono cosi’ esperti nella conoscenza della chimica, devono fornire gli elementi chimici adatti alla ricrescita delle foglie e dei rami.

Brahmananda Swami: Conoscenza significa essere in grado di dimostrare la propria teoria. Dovrebbero poter dimostrare in laboratorio che la vita trae origine da una combinazione di elementi chimici.

Srila Prabhupada: Si’, il metodo scientifico prevede una prima osservazione seguita dall’ipotesi e successivamente dalla dimostrazione, ma gli scienziati non sono in grado di provare la propria ipotesi. Si limitano a osservare e poi dicono assurdita’. Gli scienziati sostengono che gli elementi chimici sono la causa della vita, ma gli agenti chimici presenti durante la vita dell’albero sono ancora presenti ed e’ presente anche l’energia vitale. Ci sono migliaia di microbi nell’albero e sono tutti esseri viventi. Nessuno puo’ sostenere che l’energia vitale non sia presente nel corpo di quest’albero.

Dr. Singh: Ma che ne dice dell’energia vitale dell’albero stesso?

Srila Prabhupada: Si’, e’ proprio questa la differenza. La forza vivente e’ individuale, e la particolare entita’ vivente presente nell’albero ora lo ha lasciato. Questo e’ il punto da tenere in considerazione, visto che gli elementi chimici necessari alla vita sono tuttora presenti nonostante l’albero sia morto.

Un altro esempio: immaginiamo che io viva in un appartamento e che decida di lasciarlo. Io me ne sono andato ma altre entita’ viventi vi sono rimaste —formiche, ragni, ecc. Non e’ corretto pensare che solo perche’ io ho lasciato l’appartamento, esso non possa piu’ ospitare la vita. Altre entita’ viventi ci vivono ancora. Io, essere vivente individuale, me ne sono andato.Gli elementi chimici presenti nell’albero sono come l’appartamento: sono solo l’ambiente preposto al funzionamento dell’essere individuale. Gli scienziati, percio’, non saranno mai in grado di creare la vita in laboratorio.

I cosiddetti scienziati dicono che la vita trae origine dagli elementi chimici. Bisognerebbe allora porsi questa domanda: “Da dove provengono gli elementi chimici?” Questi elementi provengono dalla vita, cio’ significa che la vita ha un potere mistico. Per esempio, un albero d’arancio contiene molte arance e ciascuna di esse contiene elementi chimici, come l’acido citrico e altri. Da dove provengono questi elementi? Provengono ovviamente dalla vita presente all’interno dell’albero. Gli scienziati tralasciano l’origine degli elementi chimici. Tutti questi elementi provengono dalla vita suprema —Dio. Come il corpo vivente di un uomo produce molti elementi chimici, cosi’ la vita suprema (il Signore Supremo) produce tutti gli elementi chimici presenti nell’atmosfera, nell’acqua, negli esseriumani, negli animali e nella terra. Questo e’ cio’ che viene chiamato potere mistico. Fintanto che non si accettera’ la presenza del potere mistico del Signore Supremo, non si potra’ risolvere il problema dell’origine della vita.

Dr. Singh: Gli scienziatirisponderebbero di non credere all’esistenza del potere mistico.

Srila Prabhupada: Allora devono spiegare l’origine degli elementi chimici. Chiunque sa che un comune albero produce molti elementi chimici; non si puo’ negarlo. Ma come fa a produrli? Poiche’ gli scienziati non sono in grado di spiegarlo, devono accettare la presenza del potere mistico nell’energia vitale. Io non sono in grado di spiegare come fa la mia unghia a crescere; e’ al di la’ della mia capacita’ mentale. In altre parole cresce per unpotere inconcepibile, l’acintya-sakti. Se l’acintya-sakti esiste in un essere comune, immaginate quanta acintya-sakti possiede Dio!

La differenza tra me e Dio e’ che io posso produrre solo una minuscola quantita’ di elementi chimici anche se possiedo le Sue stesse capacita’, mentre Lui ne puo’ produrre quantita’ enormi. Io posso produrre un po’ d’acqua sotto forma di sudorazione, ma Dio puo’ creare gli oceani. Analizzando una goccia d’acqua di mare si puo’ conoscere l’esatta composizione di tutto il mare. Questo vale anche per l’essere vivente ordinario. Poiche’ e’ parte di Dio, analizzandolo si puo’ cominciare a comprendere Dio.

Nel Signore Supremo e’ presente un immenso potere mistico. La Sua potenza mistica agisce con estrema rapidita’, esattamente come una macchina elettrica. Le macchine funzionano secondo una determinata energia e sono costruite cosi’ bene che tutto il lavoro viene svolto semplicemente pigiando un bottone. Similmente, Dio disse: “Che la creazione sia.” E la creazione fu. Visti in quest’ottica i meccanismi della natura non sono cosi’ difficili da capire. Dio possiede capacita’ cosi’ stupefacenti che la creazione, per Suo ordine, ebbe immediatamente inizio.

Brahmananda Swami: Gli scienziati non accettano ne’ Dio ne’ l’acintya-sakti.

SrilaPrabhupada: Perche’ sono mascalzoni. Dio esiste come esiste la Sua acintya-sakti.

Karandhara dasa: Gli scienziati sostengono che la vita ebbe origine da agenti biochimici.

Srila Prabhupada:E io dico loro: “Perche’ non create la vita? Se la vostra biologia e la vostra chimica sono cosi’ progredite, perche’ non create la vita?”

Karandhara dasa:Dicono che la creeranno in futuro.

Srila Prabhupada:In quale futuro? Se gli scienziati conoscono il processo creativo, perche’ non creano la vita adesso? Se la vita e’ di origine biochimica, e se i biologi e i chimici sono cosi’ progrediti, perche’ non possono creare la vita in laboratorio? Quando si arriva a questo punto cruciale dicono: “Lo faremo in futuro.” Perche’ in futuro? E’ assurdo. Hanno fede nel futuro pensando che sara’ piu’ piacevole del presente. Che significato ha il loro progresso? Dicono solo sciocchezze.

Karandhara dasa:Gli scienziati sostengono di essere in procinto di creare la vita.

Srila Prabhupada:Anche questo e’ futuro sotto un altro aspetto. Gli scienziati devono confessare di non conoscere la verita’ sull’origine della vita. Poiche’ presumono di poter creare la vita in futuro, la loro conoscenza attuale e’ imperfetta. E come proporre di pagare qualcuno con un assegno post-datato. Immaginiamo che io vi debba diecimila dollari e vi dica: “Vi restituisco l’intera somma con questo assegno post-datato, d’accordo?” Se siete persone intelligenti, risponderete: “Per il momento dammi una parte in contanti cosi’ almeno avro’ qualcosa di tangibile.” Gli scienziati non possono creare nemmeno un filo d’erba con la biochimica e continuano a sostenere che la vita trae origine dalla materia. Cos’e’ questa assurdita’? Possibile che non ci sia nessuno che metta in discussione tutte queste sciocchezze?

Noi possiamo provare che la vita ebbe origine dalla vita. Questa e’ la prova: quando un padre genera un bimbo, il padre vive e anche il figlio vive. Ma qual e’ la prova scientifica che la vita proviene dalla materia? Noi possiamo provare che la vita viene dalla vita e possiamo anche provare che la vita originale e’ Krishna . Ma qualcuno puo’ provare che un bambino e’ nato da un sasso? Gli scienziati non possono dimostrare che la vita proviene dalla materia, ma sono convinti di riuscire a dimostrarlo in futuro.

Karandhara dasa: La base di cio’ che gli scienziati chiamano “integrita’ scientifica” e’ accettare solo cio’ che puo’ essere sperimentato con i sensi.

Srila Prabhupada: Allora soffrono di quella che noi chiamiamo

“la filosofia del dottor ranocchio”. C’era una volta un ranocchio che aveva vissuto tutta la vita in un pozzo. Un giorno un amico ando’ a trovarlo e lo informo’ dell’esistenza dell’Oceano Atlantico.

“Oh, cos’e’ l’Oceano Atlantico?” chiese il ranocchio nel pozzo.

“E’ un’immensa distesa d’acqua” replico’ l’amico.

“Quanto immensa? E’ grande il doppio del pozzo?”

“Oh, no, molto piu’ grande.”

“Quanto piu’ grande? Dieci volte il pozzo?”

E il ranocchio continuo’ a fare calcoli su calcoli, ma che possibilita’ aveva di comprendere la profondita’ e la vastita’ dell’oceano? Le nostre facolta’, esperienze e capacita’ speculative sono sempre limitate. Il ranocchio pensava sempre in termini relativi al suo pozzo. Noi non abbiamo alcuna capacita’ di pensare in termini diversi. Gli scienziati giudicano la Verita’ Assoluta, la causa di tutte le cause, con sensi e menti imperfette, soggetti alla confusione. Il sostanziale errore dei cosiddetti scienziati e’ quello di aver adottato il metodo induttivo per arrivare alle loro conclusioni. Per esempio, se uno scienziato desidera determinare col metodo induttivo se l’uomo e’ mortale o immortale, deve osservare ogni uomo per tentare di scoprire se qualcuno e’ immortale. Lo scienziato direbbe: non posso accettare l’asserzione che tutti gli uomini siano mortali perche’ ce ne potrebbe essere uno immortale. Non ho ancora incontrato tutti gli uomini, percio’ come posso accettare che l’uomo sia mortale? Questo e’ il metodo induttivo. Il metodo deduttivo significa che vostro padre, il vostro insegnante, il vostro guru vi dicono che l’uomo e’ mortale e voi lo accettate.

Dr. Singh:Quindi per acquisire la conoscenza esistono due

metodi, uno ascendente e uno discendente?

Srila Prabhupada: Si’. Il metodo ascendente non portera’ mai al successo perche’ si basa su informazioni ottenute mediante i sensi e quindi imperfette. Per questa ragione noi accettiamo il metodo discendente.

Dio non puo’ essere conosciuto con il metodo induttivo. E’ chiamato adhoksaja, che significa “non conoscibile con la percezione diretta”. Gli scienziati diconoche non c’e’ Dio perche’ tentano di comprenderLo con la percezione diretta. Ma Lui e’ adhoksaja, e gli scienziati non possono conoscerLo perche’ si stanno lasciando sfuggire il metodo per conoscerLo. Per comprendere la scienza trascendentale occorre avvicinare un maestro spirituale autentico, ascoltarlo con sottomissione, e rendergli servizio. Sri Krishna lo spiega nella Bhagavad-gita (4.34) tad viddhi prani-patena pariprasnena sevaya.

Dr. Singh: C’e’ un giornale scientifico intitolato Natura. Contiene articoli riguardanti piante e animali ma non menziona Dio, solo la natura.

Srila Prabhupada: Possiamo osservare che le piante sono createdalla natura, ma dovremmo chiederci: “Che cosa ha creato la natura?” Porsi questa domanda e’ intelligente.

Dr. Singh: Purtroppo gli scienziati non la pensano in questo modo.

Srila Prabhupada: Percio’ sono stupidi. Non appena si parla di natura, la prima domanda da porsi dovrebbe essere: “A chi appartiene la natura?” Per esempio, io parlo della mia natura e voi parlate della vostra natura. Non appena si parla di natura, bisognerebbe chiedersi: “A chi appartiene la natura?”

Natura significa energia, e non appena si parla di energia si deve accettare la sorgente dell’energia. Per esempio, la sorgente dell’energia elettrica e’ lacentrale elettrica. L’elettricita’ non si produce automaticamente, occorre installare una centrale e un generatore. I Veda affermano che la natura materiale funziona sotto il controllo di Krishna .

Dr, Singh: Intende quindi dire che la scienza ha cominciato da un punto intermedio, non da quello iniziale?

Srila Prabhupada: Si’, esattamente. Gli scienziati ignorano l’origine. Partono da un punto, ma da dove proviene quel punto? A questo non sanno rispondere nonostante tutte le loro ricerche. Occorre accettare Dio come la sorgente originale, dotata di tutti i poteri mistici e da cui ogni cosa emana. Egli stesso afferma nella Bhagavad-gita (10.8) aham sarvasya prabhavo mattah sarvath pravartate: “Sono la sorgente di tutti i mondi materiali e spirituali. Tutto emana da Me.” Le nostre conclusioni non si basano su una fede cieca; sono altamente scientifiche. La materia viene dalla vita. Nella vita, nell’origine, ci sono risorse materiali illimitate; questo e’ il grande mistero della creazione. La moderna ricerca scientifica e’ paragonabile alla filosofia sankhya che analizza gli elementi materiali. Sankhya significa “calcolare”. In un certo senso siamo anche filosofi sankhya perche’ calcoliamo e analizziamo gli elementi materiali: questa e’ terra, questa e’ acqua, questa e’ aria, questa e’ la luce del sole, questo e’ fuoco. Inoltre posso analizzare la mia mente, la mia intelligenza e il mio ego. Al di la’ del mio ego, pero’, non posso andare. Krishna afferma invece che c’e’ un’altra esistenza al di la’ dell’ego: l’energia vitale —l’anima spirituale. Questo e’ cio’ che gli scienziati non sanno. Pensano che la vita sia una semplice combinazione di elementi materiali, ma Krishna lo smentisce nella Bhagavad-gita (7.5). Apareyam itas tv anyath prakrtirn viddhi me pararti. “Oltre a questa energia inferiore, c’e’ la Mia energia superiore.” L’energia inferiore e’ la materia, mentre quella superiore e’ l’entita’ vivente.

bhumir apo ‘nalo vayuh

khath mano buddhir eva ca

ahankara itiyam me

bhinna prakrtir astadha

“Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego, questi otto elementi, distinti da Me, costituiscono la Mia energia materiale.” Krishna spiega in questo verso che vayu (l’aria) proviene da Lui e che l’etere (kham) e’ piu’ sottile dell’aria. La mente e’ piu’ sottile dell’etere, e piu’ sottile della mente e’ l’intelligenza, ancora piu’ sottile dell’intelligenza e’ l’anima. Ma gli scienziati non lo sanno. Possono solo percepire cose grossolane. Menzionano vayu, ma non si domandano da dove provenga. Da dove proviene l’aria?

Dr. Singh: Non sono in grado di rispondere a questo.

Srila Prabhupada: Noi possiamo rispondere. Sappiamo che l’aria proviene dal kham, l’etere, e che l’etere viene dalla mente, la mente dall’intelligenza, e l’intelligenza dall’energia superiore di Krishna , l’anima spirituale.

Dr. Singh: Le energie superiori e inferiori sono entrambe studiate dalla filosofia sankhya?

Srila Prabhupada: No. I filosofi sankhya non conoscono l’energia superiore. Analizzano solamente gli elementi materiali esattamente come fanno gli scienziati. Ne’ gli scienziati ne’ i filosofi conoscono l’anima spirituale. Analizzano semplicemente l’energia materiale di Krishna.

Dr. Singh: Analizzano gli elementi materiali creativi?

Srila Prabhupada: Gli elementi materiali non sono creativi! L’anima e’ creativa. Nessuno puo’ creare la vita solo con la materia, e la materia non puo’ creare se stessa. Tu, entita’ vivente, puoi mescolare idrogeno e ossigeno per ottenere l’acqua. Ma la materia non possiede energia creativa. Se metti una bottiglia di idrogeno vicino a una bottiglia di ossigeno si combineranno automaticamente senza il tuo aiuto?

Dr. Singh: No. Devono essere mescolati.

Srila Prabhupada: Si’, e’ necessaria l’energia superiore —l’entita’vivente. L’ossigeno e l’idrogeno sono energie inferiori, ma quando vengono combinati dall’energia superiore diventano acqua. L’energia inferiore non ha alcun potere senza il coinvolgimento di quella superiore. Questo mare (indicando l’Oceano Pacifico) e’ calmo e tranquillo, ma quando l’energia a lui superiore —l’aria —lo smuove, si producono grosse onde. Il mare non ha alcun potere senza l’energia superiore. Esiste poi un’energia superiore all’aria, e un’altra, e un’altra ancora fino ad arrivare a Krishna , l’energia superiore piu’ elevata. Questa e’ vera ricerca. Immaginiamo un treno che sta per partire. La locomotrice tira un vagone, che ne tira un altro e cosi’ via finche’ il treno si muove. L’intero movimento e’ dovuto al macchinista, un’entita’ vivente. Nella creazione cosmica e’ Krishna che da’ la prima spinta, e in seguito, dopo molte spinte successive, viene creata l’intera manifestazione cosmica. Tutto cio’ e’ spiegato nella Bhagavad-gita (9.10), mayadhyaksena prakrtih suyate sa-caracaram: “La natura materiale agisce sotto la Mia direzione, o figlio di Kunti, generando tutti gli esseri, mobili e immobili.” E piu’ avanti:

sarva-yonisu kaunteya

murtayah sambhavanti yah

tesam brahma mahad yonir

aham blja-pradah pita

“La vita di tutte le specie e’ resa possibile dalla nascita in questa natura materiale, e lo sono il padre che da’ il seme.” (Bhagavad-gita 14.4)

Per esempio, se piantiamo il seme di un albero baniano, con tutta probabilita’ crescera’ un grande albero che produrra’ a sua volta milioni di nuovi semi. Ciascuno di questi semi produrra’ un nuovo albero con milioni di nuovi semi e cosi’ via. Allo stesso modo Krishna e’ il padre che da’ il seme.

Sfortunatamente gli scienziati osservano solo la causa immediata: non percepiscono la causa remota. Ci sono due cause —quella immediata e quella remota. Krishna e’ descritto nei Veda come sarva-karana-karanam (Brahma-samhita 5.2), la causa di tutte le cause. Se si comprende la causa di tutte le cause, si comprendera’ qualsiasi altra cosa. Yasmin vijnate sarvam evam vijnatam bhavati (Mundaka Upanisad, 1.3): “Se conosci la causa originale, conoscerai automaticamente le cause subordinate.” Sebbene gli scienziati siano alla ricerca della causa originale, quando i Veda, che contengono laperfetta conoscenza, la rivelano, essi non l’accettano. Rimangono fermi nella loro parziale e imperfetta conoscenza.

Dr. Singh: Gli scienziati sono preoccupati per le risorse energetiche e stanno studiando come utilizzare l’energia solare per cuocere, illuminare, e per vari altri scopi. Sperano di poter usare l’energia solare quando le altre risorse energetiche si saranno esaurite.

Srila Prabhupada: Questa non e’ una teoria molto nuova. E risaputo che le radici degli alberi immagazzinano energia solare ed e’ quindi possibile ottenere il fuoco dagli alberi. Questi scienziati sono creature minuscole, pero’ molto orgogliose. Noi non diamo loro credito perche’ dicono solamente cose risapute da tutti. Quando si taglia un albero non si puo’ bruciarlo subito. Deveprima seccarsi al sole. Potra’ essere bruciato solo quando avra’ immagazzinato l’energia solare. In realta’ tutto e’ mantenuto dall’energia solare, ma gli scienziati non conoscono la provenienza di questa energia. Nella Bhagavad-gita (15.12) Krishna dice:

yad aditya-gatam tejo

jagad bhasayate ‘khilam yac candramasi yac cagnau

tat tejo viddhi mamakam

“Lo splendore del sole che dissipa le tenebre del mondo intero emana da Me. E anche lo splendore della luna e del fuoco emanano da Me.”

Krishna dice anche, jyotisam ravir amsuman: ‘Tra le sorgenti luminose Io sono il sole radiante.” (Bhagavad-gita 10.21) Nell’undicesimo capitolo della Bhagavad-gita Arjuna dice a Krishna , sasi-surya-netram: “Innumerevoli sono i Tuoi occhi maestosi, e tra essi il sole e la luna.” Questa conoscenza e’ contenuta nella Bhagavad-gita, ma gli scienziati non possono acquisirla con la speculazione. O possono?

Dr. Singh: Non e’ possibile.

Srila Prabhupada: In cosa consiste la loro conoscenza? Le Scritture dicono che anche se si contassero tutti i granelli di sabbia sulla Terra, non si potrebbe comprendere Dio. Tutto questo calcolare materialistico non porta alla comprensione dell’Illimitato. E gia’ impossibile per gli scienziati comprendere tutte le cose materiali. Perche’ sono cosi’ orgogliosi delle loro capacita’? Non conoscono neanche le cose materiali, che dire di quelle spirituali! La conoscenza degli scienziati e’ limitata. Ma non e’ cosi’ per Krishna . Se riceviamo la conoscenza da Krishna , quella conoscenza e’ perfetta. Le Scritture ci informano dell’esistenza di novecentomila specie viventi nell’oceano. Queste informazioni, fornite dalle Scritture vediche, sono esatte perche’ provengono da Krishna , il Quale dice: “Poiche’ Io sono Dio, la Persona Suprema, so tutto del passato, del presente e del futuro.” (Bhagavad-gita 7.26)

Dr. Singh: Dobbiamo quindi ricevere la conoscenza dal conoscitore supremo.

Srila Prabhupada: Per ottenere la perfetta conoscenza occorre avvicinare una persona superiore, un guru. Si puo’ tentare di approfondire un argomento leggendo a casa dei libri, ma si puo’ imparare molto meglio andando all’universita’ e avvicinando un professore. Allo stesso modo, occorre avvicinare un guru. Naturalmente, se ci s’imbatte in un falso guru apprenderemo solo delle falsita’. Ma se il nostro guru e’ perfetto, anche la nostra conoscenza sara’ perfetta. Noi accettiamo Krishna come guru; se la Sua conoscenza e’ perfetta, anche la nostra sara’ perfetta. Per quel che ci riguarda non e’ necessario esseri perfetti, perche’ se riceviamo la conoscenza da una persona perfetta, questa conoscenza sara’ perfetta. Non possiamo dire di aver compreso che esistono novecentomila specie viventi nell’oceano perche’ abbiamo studiato l’intero oceano. Diciamo invece che abbiamo ottenuto questa informazione dalle Scritture, ragion per cui e’ esatta. Questo e’ il sistema vedico.

Gli scienziati possono impegnarsi molto nella ricerca, ma per quanto erudito uno scienziato possa essere, i suoi sensi rimangono imperfetti. Non puo’ possedere una conoscenza perfetta. Qual e’ l’utilita’ dei nostri occhi? Non possiamo vedere al buio, ne’ possiamo vedere cose minuscole se non usando un microscopio. I nostri occhi sono imperfetti e cosi’ lo sono gli strumenti inventati utilizzando i nostri occhi. Com’e’ possibile allora acquisire la conoscenza perfetta? Poiche’ l’essere vivente e’ limitato, la sua conoscenza e’ limitata. Un bambino sa che due piu’ due fa quattro, ma quando parla di matematica avanzata, non lo prendiamo sul serio. I sensi con i quali gli scienziati acquisiscono la conoscenza sono limitati e imperfetti; la loro conoscenza percio’ e’ altrettanto limitata e imperfetta. Nella sua ignoranza lo scienziato sostiene di sapere tutto, cosa veramente assurda.

Un cieco puo’ guidare un altro cieco, ma a che cosa giovera’ quando entrambi cadranno in un fosso? Le leggi della natura ci legano mani e piedi e noi continuiamo a pensare di essere liberi di elucubrare. E solo illusione. Sebbene condizionati da innumerevoli leggi naturali, i mascalzoni pensano di essereliberi. Se in cielo ci sono le nuvole, non potremo vedere il sole. Qual e’ la nostra capacita’ visiva? Solo quando la natura ce ne fornisce il modo, siamo in grado di vedere. In realta’ possiamo solo sperimentare in determinate condizioni, e se queste condizioni sono sfavorevoli, gli esperimenti falliscono. Perche’ allora siamo cosi’ orgogliosi delle nostre conoscenze sperimentali?

Perche’ fare degli esperimenti? Le cose esistono già. C’e’ gia’ l’energia solare fornitaci da Dio per il nostro uso. Cos’altro c’e’ da sapere? Ci sono tante mele che cadono dagli alberi. Che necessita’ c’e’ di spiegarne la ragione con la legge di gravita’? In effetti gli scienziati mancano di buon senso. Sono solo interessati a fornire spiegazioni “scientifiche”. Dicono che la legge di gravita’ agisce solo in determinate condizioni, ma non sanno dire da dove provengono queste condizioni. Quando Krishna apparve nella forma di Sri Ramacandra getto’ dei sassi nell’acqua e i sassi galleggiarono. In quel caso la legge di gravita’ non funziono’. Agisce quindi solo sotto il controllo del Signore Supremo. La legge in se’ non e’ definitiva. Un re puo’ fare una legge e subito dopo cambiarla. Il legislatore definitivo e’ Krishna e le leggi operano solo sotto la Sua volonta’. Gli scienziati cercano di spiegare la volonta’ di Dio in molte maniere ma essendo condizionati da maya, dall’illusione, riescono solo a parlare come persone assalite da fantasmi. Ditemi, come viene spiegata scientificamente l’esistenza di tante varieta’ di alberi?

Karandhara dasa: Dicono sia dovuta a mutamenti della natura.

Srila Prabhupada: Allora e’ per volonta’ della natura. E che cos’e’ questa volonta’? La terra ha volonta’?

Karandhara dasa: Beh, sono molto vaghi su questo punto.

Srila Prabhupada: Significa che non hanno una conoscenza perfetta. Non sanno che dietro alla natura si cela la volonta’ di Krishna .

Dr. Singh: Dicono che la composizione chimica di ogni pianta e’ diversa.

Srila Prabhupada: Questo e’ vero, ma chi ha creato i componenti chimici? Appena dite “composizione chimica” avete subito bisogno di un Dio.

Karandhara dasa: Gli scienziati dicono che Dio non e’ necessario perche’ se due elementi chimici vengono mescolati insieme…

Srila Prabhupada: Dio o non Dio, ci dev’essere una volonta’. Ci dev’essere una coscienza. Due elementi chimici vengono mescolati e cosi’ producono questo e quell’altro. Chi li mescola? E’ evidente che c’e’ una coscienza. Bene, Krishna e’ quella coscienza. La coscienza e’ presente dappertutto e non appena la si accetta, la si deveaccettare come persona. Per questa ragione noi parliamo di coscienza di Krishna . La Bhagavad-gita asserisce che la coscienza e’ onnipervadente. Voi avete una coscienza e io ho una coscienza, ma esiste un’altra coscienza che e’ onnipervadente. La mia coscienza e’ limitata al mio corpo e la vostra e’ limitata al vostro corpo, ma esiste un’altra coscienza che e’ al mio interno, al vostro interno, all’interno di tutti. E’ la coscienza di Krishna .

Ogni cosa nel mondo e’ relativa. Questa e’ una realta’ scientifica. I nostri corpi, le nostre vite, la nostra intelligenza e qualsiasi altra cosa sono relativi. Ci puo’ sembrare che una formica abbia una vita di breve durata, ma per la formica e’ come se durasse cent’anni. Il numero degli anni e’ relativo al corpo.Brahma, che vive una vita incredibilmente lunga secondo il nostro punto di vista, vive soltanto cent’anni dal suo punto di vista. Questa e’ la relativita’.

Karandhara dasa: La relativita’ si basa quindi sulla situazione individuale.

Srila Prabhupada: Si’.E’ per questa ragione che si dice che cio’ che e’ cibo per te puo’ essere veleno per me. La gente pensa che siccome e’ impossibile vivere sulla luna, nessun’altra entita’ vivente possa viverci. Tutti pensano in modo relativo, secondo il proprio metro. Questo e’ il significato della “filosofia del ranocchio”. La rana ragiona sempre in relazione al suo pozzo. Non e’ in grado di comprendere l’Oceano Atlantico perche’ il pozzo e’ la sua sola esperienza. Dio e’ grande, ma pensiamo alla Sua grandezza secondo il nostro metro, in termini di grandezza relativa. Alcuni insetti nascono di notte, crescono di notte, si riproducono e muoiono di notte. Non vedono mai il sole. Pensano quindi che il giorno non esista. Se a un insetto si facessero domande sul mattino, risponderebbe: “Il mattino non esiste.” Cosi’, quando la gente viene a sapere dalle Scritture quanto e’ lunga la vita di Brahma, non ci crede. Dice: “Com’e’ possibile che si possa vivere cosi’ a lungo?” Nella Bhagavad-gita (8.17) Krishna dice:

sahasra-yuga-paryatam

ahar yad brahmano viduh

ratrim yuga-sahasrantam

te ‘ho-ratra-vido janah

“Un giorno di Brahma equivale a mille ere secondo il calcolo terrestre e altrettanto lunga e’ la sua notte”. Brahma, secondo questi calcoli, vive molti milioni e miliardi di anni. Non riusciamo a crederlo sebbene le Scritture lo attestino. In altre parole, arriviamo a concludere che Krishna dice assurdita’ mentre noi parliamo in modo competente. Anche grandi studiosi sostengono che le asserzioni delle Scritture sono solo speculazioni mentali. Sebbene non siano altro che mascalzoni, passano per studiosi rispettabili. Pongono se stessi al di sopra di Dio rifiutando o negando cio’ che Dio dichiara nelle Scritture rivelate. In questo modo molti sciocchi mascherati da studiosi, scienziati e filosofi, ingannano il mondo intero.

Dr. Singh: Naturalmente, molto e’ stato scritto sulla teoria di Darwin. In tutte le librerie ci sono centinaia di libri sull’argomento.

Srila Prabhupada: Le sue teorie sono accettate o rifiutate?

Dr.Singh: In genere sono accettate, ma numerose persone sono molto critiche al riguardo.

Srila Prabhupada: Darwin parla dell’evoluzione della specie, ma non ha nessuna informazione sull’evoluzione spirituale. Non sa niente della trasmigrazione dell’anima spirituale dalle forme di vita inferiori a quelle superiori. Sostiene che l’uomo si sia evoluto dalla scimmia, ma la scimmia non si e’ estinta. Se fosse l’antenato dell’uomo, per quale ragione esisterebbe ancora?

Dr.Singh: Darwin sostiene che le specie viventi non si sono create in modo indipendente, ma che originano l’una dall’altra.

Srila Prabhupada: Se non si sono create in modo indipendente come puo’ Darwin iniziare bruscamente con una determinata specie? Deve spiegare l’origine della specie iniziale.

Karandhara dasa: Gli scienziati sostengono che la terra fu creata da una combinazione chimico-biologica e si rifiutano di ammettere che e’ stata creata da Dio perche’ temono di essere considerati sciocchi.

Srila Prabhupada: Se la loro biologia e la loro chimica sono cosi’ progredite perche’ non creano qualcosa? Sostengono di essere in grado di creare la vita in futuro, ma perche’ in futuro? La vita e’ gia’ stata creata. La scienza si basa sul futuro? Non dovremmo fare affidamento sul futuro per quanto piacevole possa sembrarci. Tutti pensano che il futuro sara’ migliore del presente, ma chi ce lo assicura? Devono ammettere di non conoscere la verita’. Non sono in grado di creare neanche un filo d’erba con i loro esperimenti biologici e chimici, eppure sostengono che la creazione abbia avuto origine da qualche combinazione chimico-biologica. Possibile che non ci sia nessuno che metta in discussione tutte queste assurdita’?

Dr.Singh: Quando gli scienziati studiano l’origine della vita, dicono che tutto ha avuto inizio dalla materia. In altre parole, la materia vivente trae origine dalla materia inerte.

Srila Prabhupada: Da dove proviene adesso la materia vivente? Provenne dalla materia inerte in passato e non nel presente? Da dove arriva la formica? Si materializza dalla sporcizia? Neanche una formica proviene dalla materia inerte. Quali prove gli scienziati possono produrre per sostenere questa teoria? Darwin sostiene che nel passato remoto non esisteva nessun uomo intelligente, che l’uomo discende dai primati. Se in passato non esisteva alcun cervello provvisto d’intelligenza, come mai le Scritture vediche sono state compilate migliaia e migliaia di anni fa? Come giustificano l’esistenza di un saggio come Vyasadeva?

Dr. Singh: Non la giustificano in alcun modo. Dicono semplicemente che si tratta di sconosciuti saggi delle foreste.

Srila Prabhupada: Possono anche non conoscere Vyasadeva, ma cio’ non toglie nulla alla sua esistenza. Come poteva avere una simile intelligenza? Puo’ essere sconosciuto sia a me che a voi, ma la sua capacita’ mentale e’ qui, cosi’ come lo sono la sua filosofia, il suo linguaggio, la sua poesia e la sua forza verbale. Si puo’ anche non conoscere la persona ma si puo’ comprendere la sua capacita’ intellettuale.

Dr. Singh: Le specie animali esistevano fin dall’inizio?

Srila Prabhupada: Si’. La creazione simultanea e’ comprovata dalla Bhagavad-gita. Tutte le specie animali e umane cosi’ come i deva esistevano fin dall’inizio. L’essere vivente desidera un certo tipo di corpo e Krishna glielo fornisce. Poiche’ ha determinati desideri, questi vengono associati a determinate qualita’ materiali. Su questa base l’essere vivente riceve un particolare tipo di corpo. Le forze psicologiche, la mente, il pensiero, i sentimenti e la volonta’ determinano il particolare tipo di situazione e di corpo che l’essere ricevera’. Questo e’ il processo evolutivo, ma non e’ l’evoluzione della specie. Una specie di vita non si sviluppa da un’altra. Krishna afferma nella Bhagavad-gita (8.18):

avyaktad vyaktayah sarvah

prabhavanty ahar-agame

ratry-agame pralyante

tatraivavyakta-samjnake

“Quando si manifesta il giorno di Brahma, tutte le varieta’ degli esseri tornano all’esistenza e quando viene la notte sono tutte annientate.”

Evoluzione significa evoluzione spirituale dell’individuo attraverso le varie specie di vita. Se si entra nel corpo di un pesce si deve subire il processo evolutivo passo dopo passo. Se si e’ in cima alla scala ein qualche modo si cade, si deve risalire la scala evolutiva passo dopo passo. Naturalmente gli scienziati sono cosi’ impegnati nelle loro ricerche che non sono in grado di comprendere tutto cio’. Se dite che nella prossima vita potrebbero diventare deglialberi, pensano che state dicendo sciocchezze. Dopo tutto che cosa possiamo imparare dalla ricerca? Quando si conosce la causa di tutte le cause, tutto cio’ che c’e’ da conoscere lo si viene a sapere e niente rimane oscuro. I Veda affermano: yasmin vijnate sarvam evam vijnatam bhavati. Se conosciamo la Verita’ Assoluta, tutte le altre verita’ ci saranno note, ma se non La conosciamo restiamo nell’ignoranza. Si puo’ non essere noti scienziati o filosofi, ma si puo’ sfidare chiunque e parlare coraggiosamentese si conosce una cosa soltanto: Krishna.

La civilta’ contemporanea va orgogliosa della sua indipendenza, ma e’ totalmente dipendente dal petrolio. Se le forniture di petrolio fossero bloccate cosa farebbero questi mascalzoni di scienziati? Non potrebbero far nulla. Che provino a fabbricare il petrolio nelle loro provette, abbastanza petrolio da far andare avanti la loro civilta’. Attualmente in India c’e’ scarsita’ d’acqua. Che cosa possono fare gli scienziati per ovviare a questa mancanza? Conoscono la composizione chimica dell’acqua, ma non possono produrla quando si verifica una grande siccita’. Hanno bisogno dell’aiuto delle nuvole e le nuvole sono influenzate da Dio. Non possono fare niente. Sono andati sulla luna, ma con tutta la loro fatica hanno riportato solo polvere e sassi. Il governo esige le tasse e spende il denaro in cose inutili. Questa e’ la loro intelligenza. E’ solo uno Stato di somari. I politici sono privi di comprensione e di compassione. Non si rendono conto che il denaro guadagnatoa prezzo di un duro lavoro proviene dal popolo e che loro lo sperperano lanciando enormi razzi su altri pianeti. Tutto cio’ che fanno e’ solo promettere di riportare piu’ polvere. Prima portano una manciata di polvere, poi promettono di riportarne tonnellate. Che significato ha tutto cio’?

Karandhara dasa: Credono ci sia vita su Marte.

Srila Prabhupada: Possono credere o non credere, che cosa ci guadagnano? Noi sappiamo che la vita e’ qui. Anche loro lo sanno eppure s’impegnano a combatterla e a ucciderla.La vita

e’ qui. L’essere umano e’ qui. Senza alcun dubbio la vita e’ qui. Ma loro tentano di distruggerla con le bombe. Questo e’ il loro progresso scientifico.

Dr. Singh: Sono molto curiosi di sapere cosa succede sugli altri pianeti.

Srila Prabhupada: Cio’ significa che stanno spendendo enormi quantita’ di denaro solo per soddisfare le loro curiosita’ infantili. Spendono per soddisfare la loro curiosita’, ma quando tanti Paesi afflitti dalla poverta’ chiedono il loro aiuto, rispondono di non avere denaro. Sono molto orgogliosi di essere andati sulla luna, ma perche’ non chiedono informazioni su come arrivare a Goloka Vrindavana? Se ci arrivassero, vedrebbero soddisfatte tutte le loro curiosita’. Saprebbero che al di la’ dell’energia inferiore ne esiste una superiore, l’energia spirituale. L’energia materiale non puo’ agire in modo indipendente. Deve associarsi all’energia spirituale. Gli elementi materiali non si creano da soli. E’ l’anima che crea. Si puo’ tentare di ottenere qualcosa dalla materia, ma la materia non si crea da sola. L’idrogeno e l’ossigeno entrano in contatto solo quando vengono messi in movimento dall’energia superiore. Solo gli stupidi possono pensare che l’intera manifestazione materiale, pura materia, si sia manifestata automaticamente. Anche se abbiamo una bella macchina, a cosa serve se non la sappiamo guidare? Finche’ l’uomo non impara a farla funzionare e non preme il bottone di avviamento, la macchina non funzionera’. Analogamente, l’energia inferiore non puo’ agire senza quella superiore. Questa meravigliosa manifestazione cosmica e’ controllata da un’energia superiore. Tutte queste informazioni sono fornite dalle Scritture, ma la gente non ci crede.

In realta’ ogni cosa e’ proprieta’ di Dio, ma la gente ne rivendica la proprieta’ oppure crede che il proprietario sia il proprio Paese. Ora si parla del problema della sovrappopolazione, ma in realta’ Dio ci ha gia’ provvisti di tutto. Ci sono a sufficienza terra e cibo se usati correttamente. La gente si crea problemi inutili e gli scienziati aiutano fornendo innumerevoli mezzi distruttivi. Incoraggiano i mascalzoni e i furfanti a usare la proprietà del Signore. Se aiutate un omicida o un ladro anche voi diventate criminali. Non e’ cosi’? Ci sono tanti problemi nel mondo perche’ gli scienziati aiutano i ladri e i furfanti. Dunque tutti sono criminali. Siena eva sah. Chi non riconosce il Signore Supremo come proprietario di ogni cosa e’ un ladro.

La nostra missione e’ far rinsavire questi mascalzoni. Occorre trovare i mezzi per poterlo fare. I mascalzoni soffrono, ma poiché sono figli di Dio non dovrebbero soffrire. Non sanno che Dio c’e’ e che esiste la felicita’. Non sanno nulla di beatitudine o di vita eterna. Svolgono tante ricerche e vivono per cinquanta, sessanta o settant’anni, poi non sanno cosa succederà. Non sanno che la vita e’ eterna. In effetti sono nella stessa condizione dell’animale. L’animale non sa cosa c’è dopo la morte e non ci pensa. Non sa perché è’ qui e non conosce il valore della vita. Soggetto all’influenza di maya, l’animale continua a mangiare, a dormire, a difendersi, ad accoppiarsi e a morire. La gente fa grossi sforzi, ma a quale scopo? Dice di lottare per provvedere alla generazione successiva, ma a che cosa provvede? Non sanno rispondere. Il Movimento per la Coscienza di Krishna e’ concepito per dare alla vita un vero scopo ponendo Krishna , Dio, al centro di tutto. E dunque un bene se gli scienziati comprendono questo importante movimento.

RITORNO ALLA RELIGIONE ETERNA

Indice:

EDIFICATE LA VOSTRA NAZIONE SU BASI SPIRITUALI

COMPASSIONE PER LE SOFFERENZE ALTRUI

PROTEGGERSI DALL’ILLUSIONE

NOZIONI DI PERFEZIONE E DI BELLEZZA IDEALE

I.

Scritto che Srila Prabhupada ha composto a bordo della nave subito dopo il suo attracco al porto di Boston.

Caro Krishna, Tu sei molto buono con quest’anima inutile, ma non so perché mi hai portato qui. Ora puoi fare di me ciò che desideri. Penso che devi avere qualche progetto qui, altrimenti perché mi avresti portato in un luogo cosi’ terribile?

Qui le persone sono per la maggior parte coperte dalle influenze dell’ignoranza e della passione. Immerse nella vita materiale, pensano di essere felici e soddisfatte, e non desiderano gustare il messaggio trascendentale di Vasudeva (Sri Krishna . Non so proprio come potranno capire il Tuo messaggio.

So che con la Tua misericordia senza causa puoi fare l’impossibile, perché Tu sei il più esperto dei mistici.

Come potranno capire i dolci sentimenti del servizio di devozione? O Signore, posso solo pregarTi di darmi la Tua misericordia per poterli convincere del Tuo messaggio.

Per la Tua volontà tutti gli esseri sono caduti sotto il controllo dell’energia illusoria, perciò, se Tu vuoi, sempre per la Tua volontà potranno essere liberati dalle grinfie dell’illusione.

Desidero che Tu li liberi. E se Tu desideri liberarli, allora, e solo allora, potranno capire il Tuo messaggio.

Le parole dello Srimad-Bhagavatam sono la Tua incarnazione, e se una persona sobria le riceve ripetutamente con un ascolto sottomesso, sarà in grado di capire il Tuo messaggio.

E detto nello Srimad-Bhagavatam (1.2.17-21): “Sri Krishna, il Signore Supremo, che è situato nel cuore di ogni essere nella forma del Paramatma e veglia sul Suo devoto sincero, purifica da ogni desiderio materiale il cuore in cui e’ nato un vivo desiderio per l’ascolto del Suo messaggio, colmo di virtù quando viene trasmesso e ricevuto adeguatamente.

Ascoltando con regolarità lo Srimad-Bhagavatam e servendo i puri devoti del Signore, tutto cio’ che turba il cuore si annulla, e il servizio d’amore al Signore Supremo, glorificato con inni sublimi, vi si stabilisce in modo irrevocabile.

Appena il servizio di devozione si stabilisce fermamente nel cuore, le influenze della passione (rajas) e dell’ignoranza (tamas), come la cupidigia e l’avidità (kama), svaniscono. Il devoto si situa allora nella virtù e trova la felicità perfetta. Situato nella virtù e con la mente ravvivata dalla pratica del servizio di devozione, ottiene la liberazione (mukti), spezza ogni legame con la materia e accede alla scienza del Signore Supremo. Allora il nodo del cuore è tagliato e tutti i dubbi dissipati. Quando si realizza che il sé è il maestro, anche le catene dell’azione interessata (karma) si spezzano”.

Come potrò far capire questo messaggio della coscienza di Krishna ? Sono molto sfortunato, privo di qualificazioni e anche il più caduto. Per questo cerco le Tue benedizioni, solo così potrò convincerli; non ho alcun potere di farlo da solo.

O Signore, in un modo o nell’altro mi hai portato qui perché parli di Te. Ora, mio Signore, spetta a Te decidere del mio successo o del mio fallimento, come preferisci.

O maestro spirituale di tutti i mondi! Posso solo ripetere il Tuo messaggio e, se vuoi, puoi far sì che le mie parole siano adatte alla loro comprensione.

Solo per la Tua misericordia le mie parole potranno diventare pure. Sono sicuro che quando questo messaggio trascendentale entrerà nel loro cuore, essi si sentiranno felici e saranno liberi dalle loro miserie.

O Signore, sono solo un burattino nelle Tue mani. Se mi hai portato qui per danzare, allora fammi danzare, fammi danzare, Signore, fammi danzare come Tu desideri.

In me non c’è devozione nè conoscenza, ma ho una grande fede nel Santo Nome di Krishna. Sono stato chiamato con il nome di Bhaktivedanta, e ora, se Tu vuoi, puoi mostrare il vero significato di Bhaktivedanta.

Firmato, il più sfortunato e insignificante tra i mendicanti A.C. Bhaktivedanta Swami, a bordo della nave Jaladuta, Molo Commonwealth, Boston, Massachusetts, U.S.A.

18 settembre 1965.

EDIFICATE LA VOSTRA NAZIONE SU BASI SPIRITUALI

Conferenza all’Universitaà di Nairobi, settembre del 1972.

Signore e signori, vi ringrazio per la vostra gentile partecipazione a questo incontro per la diffusione della coscienza di Krishna . Il Movimento per la Coscienza di Krishna sta cercando di portare la societa’ umana al punto in cui la vita di ogni essere puo’ diventare un successo. L’argomento di oggi e’ il vero significato della vita umana, cosa che stiamo cercando d’insegnare al mondo intero. Secondo il Padma Purana la forma umana si ottiene dopo molti milioni di anni di evoluzione. La vita ebbe inizio con gli esseri acquatici, percio’, secondo la letteratura vedica, all’inizio della creazione l’intero pianeta era sommerso dalle acque. Il mondo materiale si compone di cinque elementi grossolani —terra, acqua, fuoco, aria ed etere. Oltre a questi elementi esistono tre elementi sottili —mente, intelligenza e falso ego. Aldila’ di questi elementi si trova l’anima spirituale, che e’ coperta da questi otto elementi. Queste informazioni sono contenute nella Bhagavad-gita.

Gli esseri umani non sono le uniche entita’ viventi in possesso di un’anima spirituale. Siamo tutti anime spirituali —mammiferi, uccelli, rettili, insetti, alberi, piante, esseri acquatici, ecc. L’anima spirituale e’ soltanto coperta da abiti diversi proprio come alcuni di voi vestono di bianco, altri di verde, di rosso, e cosi’ via. Noi non abbiamo alcun interesse per l’abito, siamo interessati a voi come anime spirituali. E spiegato nella Bhagavad-gita (5.18) che:

vidya-vinaya-sampanne

brahmane gavi hastini

suni calva svapake ca

panditah sama-darsinah

“L’umile saggio, illuminato dalla vera conoscenza, vede con occhio equanime il brahmana nobile ed erudito, la mucca, l’elefante, il cane e il mangiatore di cani (l’intoccabile).”

Il saggio non fa distinzioni basandosi sul colore, sull’intelligenza o sulla specie. Vede in ogni entita’ vivente la minuscola particella dell’anima spirituale. E spiegato nella Caitanya-caritamrta (Madhya 19.140):

kesagra-sa ta-bhagasya

satarhsah sadrsatmakah

jivah suksma-svarupo ‘yam

sankhyatito hi cit-kanah

“Esistono innumerevoli particelle spirituali che misurano la decimillesima parte della punta di un capello.” Poiche’ non esiste alcuno strumento in grado di misurare le dimensioni dell’anima spirituale, essa viene definita in questo modo. In altre parole, l’anima e’ ancora piu’ minuscola dell’atomo. Questa piccola scintilla e’ presente in voi, in me, nell’elefante, in tutti gli uomini, nella formica, nell’albero, dappertutto. La scienza, tuttavia, non puo’ valutare le sue dimensioni, ne’ un medico puo’ localizzarla all’interno del corpo. Di conseguenza gli scienziati materialisti giungono alla conclusione che l’anima non esiste, ma la realta’ e’ un’altra. L’anima esiste. La sua presenza rende un corpo vivente diverso da un corpo morto. Non appena l’anima lascia il corpo, il corpo muore.Non ha piu’ alcun valore. Anche i grandi scienziati o i grandi filosofi non possono non ammettere che appena l’anima lascia il corpo, questo muore. Il corpo non ha piu’ alcun valore e dev’essere portato via. Dovremmo cercare di capire: e’ l’anima che ha valore non il corpo. La trasmigrazione dell’anima e’ cosi’ spiegata nella Bhagavad-gita (2.22):

vasamsi jirnani yatha vihaya

navani grhnati naro ‘parani

tatha sarirani vihaya jirnany

anyani samyati navani dehi

“Come una persona indossa vestiti nuovi e lascia quelli usati, cosi’ l’anima si riveste di nuovi corpi materiali abbandonando quelli vecchi e inutili.”

Quando un vestito diventa vecchio, lo gettiamo e ne prendiamo un altro; allo stesso modo l’anima cambia vestito secondo i suoi desideri. Poiche’ l’anima e’ un frammento di Dio, ha qualita’ divine. Dio e’ la volonta’ suprema, il potere supremo, l’indipendenza suprema, e noi, essendo Suoi minuscoli frammenti, abbiamo le medesime qualita’ ma in minima quantita’. Abbiamo volonta’, pensiero, sentimenti e desideri. I Veda affermano che Dio e’ l’energia vitale suprema, superiore a tutte le altre energie (cetanas cetananam) e supplisce a tutte le necessita’ degli esseri viventi. Noi, esseri viventi, siamo innumerevoli: non esiste un limite numerico. Dio, invece,e’ uno. Vive anche Lui come noi, ma noi siamo solo minuscoli frammenti della Sua energia vitale. Un frammento d’oro, ad esempio, possiede le medesime qualita’ di una miniera d’oro. Se analizziamo chimicamente i componenti di una piccola goccia d’acqua, vi troveremo tutti gli elementi presenti nell’oceano. Analogamente, noi siamo uno con Dio, essendo Suoi minuscoli frammenti. Questo frammento divino, l’anima o energia vivente, trasmigra dagli esseri acquatici agli alberi e alle piante, e da questi agli insetti, poi ai rettili, poi nei corpi degli uccelli e dei mammiferi. La teoria dell’evoluzione di Darwin non e’ che una parziale spiegazione della trasmigrazione dell’anima. Darwin ha preso qualche informazione dalle Scritture vediche, ma non ha alcuna concezione dell’anima. L’anima trasmigra dalla vita acquatica, agli alberi e alle piante, poi agli insetti, agli uccelli, alla vita animale, poi alla vita umana e, in questa, dalla vita non civilizzata a quella civilizzata. La vita civilizzata di un essere umano rappresenta il culmine dell’evoluzione. Qui è il punto di giunzione: da questo punto possiamo scivolare nuovamente nel ciclo evolutivo o elevarci alla vita divina. Sta a noi la scelta. Tutto ciò è spiegato nella Bhagavad-gita.

La forma umana significa,in effetti, coscienza sviluppata: non dobbiamo quindi sprecare la nostra vita come cani, gatti o maiali. Questa e’ l’ingiunzione delle Scritture. Benché il corpo sia deteriorabile come quello di un cane o di un gatto, a differenza del loro corpo, il nostro può conseguire in questa vita la massima perfezione. Noi siamo frammenti divini, ma in un modo o nell’altro siamo caduti nel mondo materiale: ora dobbiamo evolverci in modo da tornare a casa, da Dio. Questa è la perfezione più completa.

Esiste un altro mondo, il mondo spirituale. La Bhagavad-gita (8.20) afferma a questo proposito:

paras tasmat tu bhavo ‘nyo

‘vyakto ‘vyatkat sanatanah

yak sa sarvesu bhutesu

nasyatsu na vinasyati

“Esiste tuttavia un altro mondo, che è eterno ed è al di là della materia manifestata e non manifestata. E’ supremo e non è mai annientato. Quando tutto in questo mondo e’ dissolto esso rimane intatto.”

Nella natura materiale tutto viene creato, si mantiene per qualche tempo, produce prodotti secondari, deperisce e infine svanisce. I nostri corpi vengono creati in un determinato momento mediante un rapporto sessuale. Il seme paterno si emulsiona e assume la forma di un pisello, l’entità vivente, l’anima, si rifugia in questa forma e inizia a sviluppare mani, gambe, occhi, ecc. Al settimo mese lo sviluppo e’ completo e al nono mese l’essere umano esce dall’utero. E la presenza dell’anima che permette lo sviluppo del bambino. Se questa non fosse presente il bimbo non si svilupperebbe e nascerebbe morto. Possiamo prendere questo cadavere e conservarlo con sostanze chimiche, ma non si sviluppera’. Sviluppo significa cambiamento di corpo. Tutti noi abbiamo avuto corpi di neonati che ora non esistono piu’. Dal corpo di un neonato si forma quello di un bambino, e da questo quello di un ragazzo, poi quello di un giovane che con tutta probabilità si trasformerà in quello di un adulto e di un vecchio. Il corpo infine svanisce completamente. Anche l’intera manifestazione cosmica, la gigantesca forma del mondo materiale, funziona secondo il medesimo procedimento. Viene creata in un determinato momento, si sviluppa, si mantiene per qualche tempo e a un certo punto si dissolve. Questa e’ la natura del mondo materiale. Si manifesta a tratti e poi si dissolve (bhutva bhutva praliyate).

La parola bhava significa “natura”. Esiste un’altra natura che non si dissolve mai, una natura eterna. Anche noi, Jiva, anime spirituali, siamo eterni. La Bhagavad-gita (2.20) lo conferma:

na jayate mriyate va kadacin

nayam bhutva bhavita va na bhuyah

ajo nityah sasvato ‘yam purano

na hanyate hanyamane sarire

“Per l’anima non c’è né la nascita né la morte. Esiste e non smette mai di esistere. Non nasce, non muore, e’ eterna, originale, non ebbe mai inizio e non avra’ mai fine. Non muore quando il corpo muore.” Proprio come Dio non e’ soggetto alla nascita e alla morte, noi, anime spirituali, non possiamo ne’ nascere ne’ morire, ma poiche’ crediamo di essere questo corpo pensiamo di essere nati e di dover morire. Questo modo di pensare e’ chiamato maya, illusione. Non appena ci liberiamo dall’illusione, cioe’ non identifichiamo piu’ l’anima col corpo, raggiungiamo il piano chiamato brahma-bhuta Quando si realizza aharh brahmasmi: “Non sono questo corpo, sono un’anima spirituale, frammento del Brahman Supremo”,si raggiunge quella che viene chiamata la realizzazione del Brahman. Quando la si raggiunge si diventa felici.

Pensate che non sia vero? Se comprendeste con chiarezza di non essere soggetti ne’ alla nascita ne’ alla morte, ma di essere eterni, non sareste felici? Certamente si’. Quando si realizza il Brahman, ci si realizza spiritualmente, non si desidera piu’ nulla e non c’e’ piu’ nulla di cui lamentarsi.

Il mondo intero non fa che desiderare e lamentarsi. Voi africani desiderate diventare come gli europei e gli americani, ma gli europei hanno perso il loro impero e ora non fanno che lamentarsi. Cosi’, c’e’ sempre chi desidera e chi si lamenta. Desideriamo smodatamente le cose che non possediamo e ci lamentiamo per quelle che abbiamo perduto. Questa e’ la nostra occupazione materiale. Se realizziamo pero’ di essere frammenti di Dio, la Persona Suprema (il Parabrahman), e di essere Brahman, trascenderemo questi desideri e lamenti.

La cosiddetta unione o fratellanza universale che gli Stati Uniti stanno cercando di raggiungere e’ possibile solo quando ci si eleva alla piattaforma spirituale, alla realizzazione del Brahman. La realizzazione del Brahman e’ lo scopo della vita umana. Non bisognerebbe lavorare come gatti, cani o maiali. Il maiale e’ sempre alla ricerca di escrementi, giorno e notte, e quando li trova, li mangia, si eccita sessualmente e si accoppia senza discriminazione. Si accoppia con sua madre, con sua sorella o con chiunque altro, questo e’ il suo modo di vivere. Le Scritture affermano pero’ che la forma umana non e’ stata concepita per lavorare duramente allo scopo di gratificarsi i sensi come fanno i gatti, i cani e i maiali. E’ stata concepita per realizzare che “io non appartengo a questo mondo materiale, ma sono un’anima spirituale eterna che in qualche modo e’ caduta nell’esistenza condizionata dalla nascita, dalla vecchiaia, dalla malattia e dalla morte”. Lo scopo della forma umana e’ trovare la soluzione a queste miserie: nascita, vecchiaia, malattia e morte. Questo e’ il suo scopo. Cercate di capire che la forma umana non e’ stata concepita per lavorare duramente come maiali, per gratificare i sensi e per morire repentinamente.

Coloro che non credono all’esistenza dell’anima sono molto sfortunati. Non sanno da dove vengono ne’ dove stanno andando. La conoscenza dell’anima è la più importante delle conoscenze, ma non viene studiata in alcuna università. Qual e’ la composizione del corpo? Cosa rende diversi un corpo vivente da un cadavere? Perché il corpo vive? Qual e’ la sua condizione e quale il suo valore? Queste domande non sono attualmente oggetto di studio da parte di nessuno, ma con questo Movimento per la Coscienza di Krishna stiamo cercando di far capire alla gente la loro vera identita’, quella di anime spirituali. Lo scopo dell’essere umano e’ diverso da quello dei gatti e dei cani. Questo e’ il nostro messaggio.

Per quanto riguarda l’anima, il processo evolutivo va avanti e noi lottiamo per l’esistenza, per arrivare al punto essenziale: la vita eterna. La vita eterna e’ possibile. Se fate del vostro meglio in questa forma umana, nella prossima vita otterrete un corpo spirituale. Lo possedete gia’, al vostro interno; si sviluppera’ non appena vi libererete della contaminazione dell’esistenza materiale. Questo e’ lo scopo della forma umana. La gente non sa che il suo vero interesse e’ l’auto-realizzazione, realizzare cioe’ che siamo ” frammenti di Dio e dobbiamo tornare al Suo regno per unirci a Lui.” Esattamente come noi abbiamo una vita sociale, Dio ce l’ha nel mondo spirituale. La’ si puo’ stare in Sua compagnia. Non e’ che dopo la distruzione del corpo ci sia solo il vuoto. No. E’ una concezione errata. Nella Bhagavad-gita (2.12) Krishna disse ad Arjuna sul campo di battaglia di Kuruksetra:

na tv evaham jatu nasam

na tvarh nemejanadhipah

na caiva na bhavisyamah

sarve vayam atah param

“Mai ci fu un tempo in cui non esistevamo, Io, tu e tutti questi re, e mai nessuno di noi cessera’ di esistere.”

Il metodo per acquisire la vita eterna e’ molto facile e allo stesso tempo molto difficile. E’ difficile perche’ la gente all’inizio non crede alla trasmigrazione dell’anima. Se pero’ acquisiamo la conoscenza dalle autorita’, il metodo diventa molto semplice. Il metodo della coscienza di Krishna consiste nell’acquisire la conoscenza da Krishna , l’Essere perfetto, e non da un comune essere condizionato dalle leggi della natura materiale. La conoscenza acquisita da un essere condizionato e’ sicuramente imperfetta.

Quali sono i difetti dell’anima condizionata? Commettere errori, illudersi,ingannare gli altri e avere sensi imperfetti. Non possiamo acquisire la conoscenza in modo perfetto perche’ siamo soggetti all’inganno e perche’ i nostri sensi sono imperfetti. Sebbene i nostri sensi siano condizionati, siamo talmente orgogliosi della nostra vista da voler vedere tutto. Percio’ qualcuno mi chiede: “Puoi mostrarmi Dio?” In effetti la risposta e’ si’. Non si puo’ forse vedere Dio in qualsiasi momento? Krishna dice, raso ‘ham apsu kaunteya (Bhagavad-gita 7.8): “Sono il sapore dell’acqua.” Tutti bevono l’acqua e ne assaporano il gusto. Cosi’, se pensiamo che questo gusto e’ Dio, iniziamo a realizzarLo. Krishna dice anche, prabhasmi sasi-suryayoh: “Sono la luce del sole e il chiaro di luna.” Vediamo tutti i giorni la luce del sole e il chiaro diluna e se pensiamo al modo in cui il sole e la luna emanano luce, raggiungeremo Dio.

Si potrebbero fare molti altri esempi. Non e’ cosi’ difficile essere coscienti di Dio e realizzarLo. Dovete solamente seguire i metodi prescritti. La Bhagavad-gita (18.55) afferma, tato mam tattvato jnatva. Dobbiamo soltanto cercare di conoscere il Signore con tutta sincerita’, comprendere la Sua apparizione, la Sua scomparsa e le Sue qualita’. Quando Lo conosceremo con sincerita’, entreremo subito nel Suo regno. Dopo averabbandonato il corpo, colui che conosce Dio, Krishna , non dovra’ piu’ accettare un altro corpo materiale. Krishna dice, mam eti: “Viene a Me.” Questo e’ il nostro scopo.

Non dobbiamo sprecare il nostro tempo vivendo come cani e gatti. Dovremmo vivere in modo confortevole, ma allo stesso tempo dovremmo essere coscienti di Krishna , coscienti di Dio. Questo ci aiutera’ a essere felici. Senza comprendere Dio e senza diventare coscienti di Dio non c’e’ alcuna possibilita’ di avere pace e felicita’, e il modo per ottenere pace e felicita’ e’ spiegato nella Bhagavad-gita.

Conoscere Dio non e’ cosi’ difficile se lo si desidera veramente. Dio e’ il proprietario di ogni cosa, isavasyam idath sarvam (Isopanisad, mantra 1). Sfortunatamente noi pensiamo: “lo sono ilproprietario.” Nel vostro paese, ad esempio, gli inglesi hanno piu’ volte sostenuto di essere i proprietari, e ora voi sostenete di essere i proprietari —chi puo’ dire quindi cosa accadra’ in futuro? La realta’ e’ che nessuno sa chi sia il vero proprietario. La terra e’ proprieta’ di Dio, ma noi pensiamo: “Sono il proprietario. Posseggo questo e quello.” L’America esisteva gia’ prima che arrivassero gli europei, ma ora gli americani pensano: “Siamo i proprietari.” Similmente, prima di loro, i pellerossa pensavano la stessa cosa. La realta’ e’ che nessun uomo e’ proprietario di qualcosa, il proprietario e’ Dio.

isavasyam idam sarvam

yat kim ca jagatyam jagat

iena tyaktena bhunjitha

ma gridhah kasya svid dhanam

“Il Signore possiede e controlla tutto cio’ che esiste in questo universo, sia l’animato che l’inanimato. Noi dobbiamo quindi usare solo il necessario e prendere solo la parte che ci e’ stata assegnata, sapendo bene a chi tutto appartiene.” (Isopanisad, mantra 1)

Questa realizzazione e’ necessaria. Krishna rivendica la proprieta’ di tutte le forme di vita, incluse quelle americane, quelle africane, quelle dei gatti, dei cani, degli alberi, ecc. — di cui e’ il proprietario e il Padre Supremo. Se realizziamo questa verita’, realizziamo Dio. Se realizziamo Dio come prescritto nei libri autorizzati e nella letteratura vedica, vedremo che non ci saranno piu’ dissensi tra una parte e l’altra. Ci sara’ solo pace.

Tutti hanno il diritto di usare la proprieta’ di Dio, proprio come un figlio ha il diritto di essere mantenuto dal padre. Le Scritture affermano che bisogna sfamare anche il piu’ piccolo animale che abita nella nostra casa. Questo e’ il comunismo spirituale. Tutti devono essere sfamati, anche i serpenti. Abbiamo sempre paura dei serpenti, ma se troviamo un serpente in casa e’ nostro dovere provvedere a sfamare anche lui. Questo e’ il concetto di coscienza di Dio, la coscienza di Krishna: samah sarvesu bhutesu. Colui che e’ situato sul piano trascendentale vede con occhio equanime ogni essere vivente. La Bhagavad-gita afferma che quando si vede ogni essere vivente in modo equanime, cioe’ come parte del Signore Supremo, la vita devozionale ha inizio. Il Movimento per la Coscienza di Krishna cerca di far capire a tutti, in modo autorevole, la vera identita’ dell’individuo e lo scopo della vita. Questo metodo di purificazione del cuore e’ molto facile da realizzare. Occorre semplicemente cantare il maha-mantra

Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama,

Rama Rama, Hare Hare

In questo movimento ci sono ragazzi e ragazze provenienti da molte parti del mondo e appartenenti a religioni diverse, ma nessuno di loro e’ interessato a una particolare setta, paese o istituzione religiosa. Siamo soltanto interessati a conoscere noi stessi e la nostra relazione con Dio.

Dio e’ il proprietario supremo e noi tutti siamo i Suoi figli, i Suoi servitori. Occorre percio’ impegnarci al Suo servizio come raccomandala Bhagavad-gita. Non appena comprenderemo che Dio e’ il proprietario di ogni cosa, tutti i problemi del mondo saranno risolti. Per arrivare a questo traguardo ci vorra’ del tempo. Non ci aspettiamo che tutti comprendano questa filosofia elevata, ma se lepersone intelligenti di ogni nazione cercheranno di comprenderla, questo sara’ sufficiente. La Bhagavad-gita (3.21) afferma:

yad yad acarati sresthas

tat tad evetaro janah

sa yat pramanarh kurute

lokas tad ammariate

“Qualunque cosa faccia un grande uomo, la gente segue le sue tracce. Tutto il mondo segue la norma che egli stabilisce col suo esempio.”

Invitiamo le persone piu’ intelligenti a comprendere la filosofia della coscienza di Krishna e a diffonderla in tutto il mondo. Ora siamo venuti in Africa e io invito tutte le persone intelligenti di questo continente a comprendere questa filosofia e a diffonderla. State cercando di progredire, cercate allora di progredire spiritualmente perche’ il progresso spirituale e’ il vero progresso. Non imitate quegli americani e quegli europei che vivono come animali. Civilta’ come queste, fondate sulla coscienza della gratificazione dei sensi, non possono reggersi. Abbiamo gia’ la bomba atomica e non appena scoppiera’ una guerra, ogni cosa, compresi i loro grattacieli, sara’ distrutta. Cercate di capire dal vero punto di vista umano, il punto di vista spirituale. Questo e’ il Movimento per la Coscienza di Krishna. Vi chiediamo di cercare di comprendere questa filosofia.

Grazie.

COMPASSIONE PER LE SOFFERENZE ALTRUI

(conferenza tenuta il 21 luglio 1971 a New York)

Oggi vi parlerò della glorificazione del santo nome di Dio. Questo argomento fu trattato da Sukadeva Gosvami mentre raccontava a Maharaja Pariksit di un brahmana degradato e dedito a varie attivita’ peccaminose che si salvo’ semplicemente cantando il santo nome. La storia di questo brahmana e’ descritta nel sesto Canto dello Srimad-Bhagavatam.

I sistemi planetari dell’universo sono chiaramente spiegati nel quinto Canto dello Srimad-Bhagavatam. All’interno dell’universo ci sono anche i pianeti infernali. In tutte le Scritture religiose, non solo nel Bhagavatam, sono contenute descrizioni del paradiso e dell’inferno. Lo Srimad-Bhagavatam fornisce informazioni sulla natura dei pianeti infernali e sulla loro distanza da questo pianeta, presentandoli proprio come nei moderni trattati di astronomia. Gli astronomi hanno calcolato la distanza della luna e del sole dalla Terra e altrettanto fa il Bhagavatam fornendo informazioni sui pianeti infernali.

Noi sperimentiamo gia’ condizioni atmosferiche differenti su questo stesso pianeta. Nei paesi occidentali vicino al polo nord il clima e’ diverso da quello dell’India che si trova vicino all’equatore. Come ci sono differenze nell’atmosfera e nelle condizioni di vita su questo pianeta, cosi’ esistono pianeti con atmosfere e condizioni di vita differenti dalla nostra.

Dopo aver ascoltato una descrizione dei pianeti infernali da Sukadeva Gosvami, Maharaja Pariksit disse:

dhuneha maha-bhaga

yathaiva narakan narah

nanogra-yatanam neyat

tan me vyakyatum arhasi

“Ti prego, signore, spiegami come gli esseri umani possono salvarsi dal cadere in condizioni infernali, che sono causa di terribili sofferenze.” (Srimad-Bhagavatam 6.1.6) Maharaja Pariksit e’ un vaisnava (un devoto), e un vaisnava prova sempre compassione per le sofferenze altrui. E molto addolorato nel vedere le miserie degli altri esseri. Quando Gesu’ Cristo si presento’ agli uomini, ad esempio, fu enormemente addolorato nel vedere le miserabili condizioni in cui versava l’umanita’. A prescindere da quale paese o a quale credo appartengano, tutti i vaisnava, i devoti, e chiunque sia cosciente di Dio, cosciente di Krishna, prova compassione per gli altri. Insultare un vaisnava, un predicatore delle glorie del Signore, e’ dunque una grave offesa.

Krishna, Dio, non tollera mai le offese commesse ai piedi di loto di un vaisnava. Krpambudhi: il vaisnava e’ un oceano di misericordia. Vancha-kalpa-taru: tutti hanno dei desideri e un vaisnava li puo’ esaudire tutti. Kalpa-taru significa “albero dei desideri”. Nel mondo spirituale c’e’ un albero che viene chiamato “albero dei desideri”. Nel mondo materiale ogni albero da’ un particolare tipo di frutto, ma a Krishnaloka, cosi’ come in tutti i pianeti Vaikuntha, gli alberi sono spirituali ed esaudiscono ogni desiderio. Lo descrive la Brahma-samhita: cintamani-prakara-sadmasu kalpa-vrksa. (5.29)

Ci si rivolge a un vaisnava col nome di maha-bhaga, che significa “molto fortunato”. Chi diventa vaisnava, ed e’ cosciente di Krishna, e’ da considerarsi una persona estremamente fortunata.

Caitanya Mahaprabhu ha spiegato che le entita’ viventi ruotano in diverse specie di vita, su differenti sistemi planetari attraverso tutto l’universo. Un’entita’ vivente puo’ recarsi dovunque —all’inferno o inparadiso —secondo la sua preferenza e anche secondo la sua preparazione. Ci sono molti pianeti celesti, molti pianeti infernali e molte specie di vita. Esistono 8.400.000 specie di vita. L’essere vivente ruota su e giu’ attraverso queste specie e crea corpi sulla base della mentalita’ presente. Come si semina cosi’ si raccoglie.

Caitanya Mahaprabhu dice che tra le innumerevoli entita’ viventi che viaggiano nel mondo materiale, poche sono particolarmente fortunate, non tutte. Se tutte fossero fortunate, sisarebbero rifugiate nella coscienza di Krishna che viene distribuita liberamente dappertutto. Perche’ la gente non l’accetta? Perche’ e’ sfortunata. Percio’ Caitanya Mahaprabhu dice che solo le persone fortunate abbracciano la coscienza di Krishna e ottengono una vita di speranza, di gioia e di conoscenza.

E’ dovere di un vaisnava andare di porta in porta per rendere fortunati coloro che non lo sono. Un vaisnava pensa: “Come puo’ questa gente essere liberata dalla sua condizione infernale?” Questa era la domanda di Maharaja Pariksit. “Signore, Tu hai spiegato che gli esseri umani, a causa delle loro attivita’ peccaminose, devono sottostare a condizioni di vita infernali sui sistemi planetari infernali. Spiegami ora, come possono essere salvati.” Questa e’ la domanda. Quando viene un vaisnava, quando vengono Dio stesso o Suo figlio, o i Suoi devoti confidenziali, hanno una missione, quella di salvare i peccatori dalle loro pesanti sofferenze. Loro sanno come salvarli.

Quando Prahlada Maharaja incontro’ Nrsimhadeva, disse:

naivodvije para duratyaya-vaitaranyas

tvad-vlrya-gayana-mahamrta-magna-cittah

soce tato vimukha-cetasa indriyartha-

maya-sukhaya bharam udvahato vimudhan

“Caro Signore, non sono affatto ansioso di ottenere la liberazione.” (Srimad-Bhagavatam 7.9.43) I filosofi mayavadi fanno molta attenzione che la loro salvezza personale non venga intralciata, infatti pensano: “Se vado a predicare ad altri, posso cadere e porre fine alla mia realizzazione.” Percio’ non vanno. Solo i vaisnava vanno col rischio di cadere, ma non cadono. Sono anche disposti ad andare all’inferno per liberare le anime condizionate. Questa e’ la missione di Maharaja Prahlada che dice, naivodvije: “Non ho paura dell’esistenza materiale.”

Prahlada Maharaja dice ancora: “Non ho paura dell’esistenza materiale perche’ dovunque mi trovi sono sempre immerso nel pensiero delle Tue glorie e delle Tue attivita’.” Essendo cosciente di Krishna, confida di ritornare a Lui nella vita successiva. La Bhagavad-gita afferma infatti che se si seguono attentamente i principi regolatori, si e’ sicuri di raggiungere nella prossima vita la destinazione suprema.

Prahlada continua: “Sono preoccupato solo di una cosa.” Non e’ preoccupato per se’, ma ha ancora una preoccupazione. Dice infatti, soce tato vimukha-cetasah: “Mi preoccupo di coloro che non sono coscienti di Krishna. Ecco la mia preoccupazione. Non mi preoccupo di me stesso, ma di coloro che non sono coscienti di Krishna.” Perche’ non sono coscienti di Krishna? Maya-sukhaya bharam udvahato vimudhan. Questi mascalzoni fanno piani complessi per ottenere la felicita’ materiale.

Maya-sukhaya. In effetti e’ vero. Abbiamo una civilta’ ipocrita. Ogni anno si fabbricano cosi’ tante automobili che e’ necessario scavare e approntare nuove strade. Questo crea un problema dopo l’altro. Per questo si dice maya-sukhaya, felicita’ illusoria, e cerchiamo di diventare felici in questo modo. Stiamo cercando di fabbricare la felicita’ e questo non fa che crearci nuovi problemi.

Il vostro paese ha il più elevato numero di autovetture ma questo non risolve i problemi. Le avete fabbricate per risolvere dei problemi, ma per esperienza so che questo non farà altro che crearne di nuovi. Quando il mio discepolo Dayananda volle farmi visitare da un dottore di Los Angeles, fui costretto a sottopormi a un viaggio di trenta miglia per consultarlo. Una volta fabbricate le auto, dovete viaggiare per trenta o quaranta miglia per incontrare gli amici.

Da New York si puo’ arrivare a Boston in un’ora con l’aereo, ma occorre molto piu’ tempo per raggiungere l’aeroporto. Questa situazione e’ chiamata maya-sukhaya. Maya significa “falso”, “illusorio”. Cerchiamo di creare situazioni di maggior comodita’ e otteniamo invece piu’ disagi. Questo e’ il mondo materiale. Se non siamo soddisfatti di ciò che ci hanno offerto Dio e la natura, e desideriamo creare comodita’ artificiali, dobbiamo accettare anche i disagi che ne derivano. La maggior parte della gente non lo sa. Pensa di creare condizioni di maggiore comodita’ mentre, in effetti, fa cinquanta miglia per recarsi in ufficio a guadagnarsi da vivere e ne fa altrettante per tornare a casa. Prahlada Maharaja dice dunque che questi vimudan —questi materialisti e mascalzoni —fanno piani complicati allo scopo di ottenere la felicita’ materiale. Vimudhan, maya-sukhaya bharam udvahato. Nella civilta’ vedica viene raccomandato invece di liberarsi della vita materiale, abbracciare l’ordine di rinuncia e proseguire nella vita spirituale senza alcuna preoccupazione.

Va bene anche seguire la coscienza diKrishna in famiglia. Bhaktivinoda Thakura era un uomo di famiglia e un magistrato, cio’ nonostante si dedicava intensamente al servizio devozionale. Dhruva Maharaja e Prahlada Maharaja erano grhastha, uomini di famiglia, ma si erano organizzati in modo dapotersi impegnare senza interruzione nel loro servizio devozionale. Prahlada Maharaja dice: “Ho imparato l’arte di rimanere sempre in coscienza di Krishna.” Qual e’ quest’arte? Tvad-virya-gayana-mahamrta-magna-cittah. Glorificare le vittorie e i passatempi del Signore. Virya significa “molto eroico”.

Le attivita’ di Krishna sono eroiche. Potete conoscerle leggendo “Il Libro di Krishna”. Il nome di Krishna, la Sua fama, le Sue attivita’, i Suoi compagni e tutto cio’ che e’ connesso con Lui e’ eroico. Prahlada Maharaja dice a questo proposito: “Sono certo che dovunque mi trovi, saro’ sempre immerso nella glorificazione delle Tue eroiche attivita’ e cosi’ saro’ salvo. Non c’e’ possibilita’ che io mi degradi. Mi preoccupo solo degli sciocchi e dei mascalzoni che fanno piani complicati allo scopo di ottenere la felicita’ materiale. Solo questo mi preoccupa.” Prahlada dice anche:

prayena deva munayah sva-vimukti-kama maunam caranti vijane ne parartha-nisthah

nanyam vihaya krpanan vimumuksa eko

nanyam tvad asya saranam bhramato ‘nupasye

“Mio Signore, vedo che molte persone sante sono interessate soltanto alla propria liberazione.” (Srimad-Bhagavatam 7.9.44). Munayah significa “persone sante” o “filosofi”. Prayena deva munayah sva-vimuktikamah: sono interessate soltanto alla propria liberazione. Vanno a vivere in luoghi solitari come l’Himalaya e non parlano con nessuno; evitano anche di mescolarsi alle persone ordinarie che vivono in citta’ temendo di venirne turbati e quindi di cadere. Pensano sempre: e’ meglio che salvi me stesso.

Prahlada Maharaja si rammarica che queste persone sante non si rechino in citta’, dove la gente ha creato una civilta’ di duro lavoro, giorno e notte, e non si mostrino compassionevoli. Dice: “Mi preoccupo per coloro che fanno piani complicati allo scopo di ottenere la felicita’ materiale.” Se anche ci fosse una ragione per affannarsi tanto, la gente non la conosce. Conosce solo il sesso: partecipa a balli sensuali osi reca in club di spogliarelli, o cose del genere. Prahlada Maharaja dice, naitan vihaya krpanan vimamuksa eko: “Non voglio essere liberato da solo, abbandonando tutti questi sciocchi e mascalzoni.” Si rifiuta di tornare nel regno di Dio senza portare con se’ queste anime cadute. Questo e’ un vaisnava. Nanyam tvad asya saranam bhramato ‘nupasye: “Desidero insegnare loro come arrendersi a Te. Questo e’ il mio unico scopo.”

Il vaisnava sa che non appena una persona si arrende, la sua strada diventa chiara. Naivodvije para duratyaya-vaitaranyas tvad-virya-gayana-mahamrta-magna-cittah: “In un modo o nell’altro devono inchinarsi davanti a Krishna.” E un metodo semplice. Ci si deve solo abbandonare a Krishna con fede e dire: “Mio Signore, Ti ho dimenticato per tanto tempo, per tante vite. Ora sono cosciente, accettami, Ti prego.” Tutto qui. Se s’impara questa tecnica e ci si arrende con sincerita’ al Signore, la strada immediatamente si apre. Questi sono i pensieri di un vaisnava. Un vaisnava pensa sempre a come liberare le anime cadute. E sempre impegnato a fare progetti in questo senso, proprio come i Gosvami. Di cosa si occupavano i sei Gosvami, discepoli diretti di Sri Caitanya? Srinivasa Acarya afferma:

nana-sastra-vicaranaika-nipunau sad-dharma-samsthapakau lokanam hita-karinau tribhuvane manyau saranyakarau radha-Krishna-padaravinda-bhajananandena mattalikau vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

“I sei Gosvami, cioe’ Sanatana Gosvami, Rupa Gosvami, Raghunatha Bhatta Gosvami, Raghunatha dasa Gosvami, Jiva Gosvami e Gopala Bhatta Gosvami studiavano molto attentamente tutte le Scritture rivelate al fine di stabilire gli eterni principi della religione per il bene dell’umanita’ intera. Tutti dovrebbero prendere rifugio in loro, perche’ essi erano completamente assorti nello stato d’animo delle gopi e servivano Radhae Krishna con un amore e una purezza immacolate” (Sad-gosvamy-astaka 2).

Mostrando altrettanta compassione, Maharaja Pariksit dice a Sukadeva Gosvami: “Ti prego, signore, spiegami come gli esseri umani possono salvarsi dal cadere in condizioni infernali, che sono causa di terribili sofferenze.”

adhuneha maha-bhaga

yathaiva narakan narah

nanegra-yatanan neyat

tati me vyakhyatum arhasi

Nara significa esseri umani, coloro che sono caduti. Narakan nara/nanogra-yatanan neyat tan me: “Come possono salvarsi dalcadere in condizioni infernali che sono causa di terribili sofferenze?” Questo e’ il cuore di un vaisnava. Maharaja Pariksit dice: “In qualche modo sono caduti in una condizione infernale, ma cio’ non vuol dire che debbano rimanervi per sempre. Ci dev’essere un modo per liberarli, spiegamelo, ti prego.” Sukadeva Gosvami rispose:

na ced ihaivapacitim yathamhasah krtasya kuryan mana-ukta-panibhih

dhruvam sa vai pretya narakan upaiti yak kirtita me bhavatas tigma-yatanah

“Si’, ti ho descritto i diversi tipi di condizioni infernali e le atroci sofferenze dell’esistenza materiale, che bisogna pero’ neutralizzare.” (Srimad-Bhagavatam 6.1.7) Come neutralizzarle? Si commettono attivita’ peccaminose in molti modi. Si commette un peccato anche pianificando il modo di uccidere un uomo, per esempio. Quando la mente pensa, sente e vuole, subito dopo c’e’ l’azione.

L’altro giorno ho letto in un libro che se un cane abbaia contro qualcuno che sta passando per strada, il suo padrone, secondo la legge, offende il passante. Nessuno dev’essere spaventato dall’abbaiare di un cane, per cui il proprietario deve preoccuparsi che cio’ non avvenga. C’e’ proprio una legge in proposito. Il cane abbaia, ma questo e’ considerato offensivo. Il cane non e’ responsabile perche’ e’ un animale, ma poiche’ il suo proprietario lo considera il suo migliore amico, e’ responsabile di fronte alla legge. Se un cane entrasse in casa vostra, non potrebbe essere ucciso, ma i suoi proprietari sarebbero perseguibili per legge.

Se l’abbaiare di un cane e’ illegale, anche quando si offende qualcuno si commette un peccato. E’ proprio come se si abbaiasse. Le attivita’ peccaminose vengono commesse in modi diversi. Si puo’ pensare in modo empio, parlare in modo empio o commettere attivita’ empie: anche se i modi sono diversi sono considerati tutti peccati. Dhruvam sa vai pretya narakan upaiti. E’ necessaria un’espiazione per queste attivita’ colpevoli. La gente non crede in una vita successiva perche’ vuole evitare questa seccatura, ma non e’ possibile evitarla. Occorre agire secondo la legge o si verra’ puniti. Non si puo’ sfuggire alla legge di Dio. E impossibile. Posso anche ingannare, rubare e nascondermi per sfuggire alla legge, ma non potro’ sfuggire alla legge superiore, alla legge della natura. Ci sono molti testimoni. La luce del giorno e’ testimone, il chiaro di luna e’ testimone e Krishna e’ il testimone supremo. Non potete dire: “Commetto questo peccato tanto nessuno mi vede”.

Krishna e’ il testimone supremo presente nel vostro cuore. Prende nota di tutto quello che pensate e fate. Fornisce anche ogni facilitazione per compiere l’azione che desiderate fare. Lo conferma la Bhagavad-gita. Sarvasya caham hrdi sannivisto: “Sono situato nel cuore di ognuno.” Mattah smrtir jnanam apohanam ca: “Da Me viene il ricordo, la conoscenza e l’oblio.”

In questo modo Krishna ci da’ un’opportunita’. Se volete Krishna, Egli vi dara’ la possibilita’ di averLo, e se non Lo volete vi dara’ la possibilita’ di dimenticarLo. Se volete godervi la vita dimenticando Krishna, Lui vi dara’ le facilitazioni perche’ possiate dimenticarLo, e se volete godervi la vita in coscienza di Krishna, vi dara’ le opportunita’ per progredire nella coscienza di Krishna. Dipende da voi.

Se pensate di poter essere felici senza la coscienza di Krishna, Krishna non fara’ alcuna obiezione. Yathecchasi tatha kuru. Dopo aver consigliato Arjuna, Krishna disse semplicemente: “Ora ti ho spiegato ogni cosa. Fai quello che desideri.” Arjuna rispose subito, karisye vacanam tava: “Seguiro’ i Tuoi ordini.” Questa e’ la coscienza di Krishna.

Dio non interferisce nella nostra minuscola indipendenza. Se volete agire secondo i Suoi ordini, Dio vi aiutera’. Anche se qualche volta sbagliate, ma siete sinceri e vi proponete—”d’ora in poi cerchero’ di essere cosciente di Krishna e seguiro’ i Suoi ordini” —Krishna vi aiutera’. In tutti i sensi, anche se inciampate, Krishna vi scusera’ e vi dara’ un’intelligenza maggiore. L’intelligenza vi dira’: “Non fare questo. Compi il tuo dovere.” Ma se volete dimenticarLo, se volete essere felici senza di Lui, Krishna vi dara’ tutte le facilitazioni per poterLo dimenticare vita dopo vita.

Maharaja Pariksit dice qui: “Non e’ per il fatto che io dico che Dio non esiste, Dio in effetti non esiste e io non sono responsabile di cio’ che faccio.” Questa e’ la teoria atea. Gli atei nonvogliono Dio perche’ peccano in continuazione. Se pensassero che Dio esiste rabbrividirebbero al pensiero della punizione cui vanno incontro. Percio’ negano l’esistenza di Dio. Questo e’ il loro sistema. Pensano che se non accettano Dio non andranno incontro ad alcuna punizione e possono fare cio’ che vogliono.

Quando i conigli vengono attaccati da animali piu’ grossi di loro, chiudono gli occhi e pensano: “Non mi uccideranno.” Ma vengono uccisi comunque. Similmente, possiamo anche negare l’esistenza di Dio e delle Sue leggi, ma cio’ non toglie che Dio e le Sue leggi esistano comunque. In tribunale potete dire: “Non m’importa niente delle leggi dello Stato”, ma sareste comunque costretti ad accettarle. Se non le accettaste, sareste messi in prigione e costretti a soffrire. Similmente, potrete stupidamente denigrare l’esistenza di Dio dicendo: “Non esiste nessun Dio” o “Io sono Dio”, ma sareste comunque responsabili di tutte le vostre azioni, buone o cattive che siano.

Ci sono due tipi di attivita’ —quelle buone e quelle cattive. Se agite correttamente e le vostre attivita’ sono virtuose, godrete di buona fortuna, se agite in modo peccaminoso, dovrete soffrire. Per questo motivo Sukadeva Gosvami dice nello Srimad-Bhagavatam (6.1.8):

tasmat puraivasv iha papa-niskrtau yateta mrtyor avipadyatatmana

dosasya arsiva guru-laghavam yatha bhisak cikitseta rujam nidanavit

Ci sono diversi tipi di espiazione. Se si commette un atto empio e questo viene neutralizzato da un atto pio, si ha l’espiazione. Ci sono numerosi esempi nella Bibbia. Sukadeva Gosvami dice:

“Devisapere che tu sei responsabile, e secondo la gravita’ dei tuoi peccati devi seguire il metodo di espiazione previsto dagli sastra. Quando si e’ malati si deve andare da un dottore e pagare il suo onorario, come una specie di espiazione. Anche secondo il sistema vedico occorre andare da una classe di brahmana preposti per farsi prescrivere l’espiazione proporzionata alla gravita’ dei peccati commessi.” Sukadeva Gosvami dice che bisogna sottoporsi all’espiazione prescritta in base alla gravita’ dei peccati commessi. Continua con un esempio: dosasya drstva guru-laghavam yatha bhisak cikitseta rujam nidanavit. Quando si consulta un medico, questi prescrive una medicina piu’ o meno costosa a seconda della gravita’ della malattia. Se avete solo mal di testa, vi prescrivera’ un’aspirina, ma se avete una malattia seria, vi prescrivera’ un intervento chirurgico che vi costera’ molto. La vita peccaminosa e’ una condizione malata dell’anima, percio’ e’ necessario seguire la cura prescritta per poter guarire.

Il fatto di accettare il ciclo di ripetute nascite e morti e’ una malattia per l’anima. L’anima non nasce, non muore e non e’ soggetta alla malattia perche’ e’ spirito. Krishna dice nella Bhagavad-gita (2.20): na jayate, l’anima non nasce e mriyate, non muore. Nityah sasvato ‘yam purano / na hanyate hanyamane Sarire. L’anima e’ eterna. Non muore quando il corpo muore. Na hanyate significa che non puo’ essere uccisa o distrutta, neanche dopo la distruzione del corpo.

Cio’ che manca nella civilta’ moderna e’ un metodo educativo che istruisca la gente su cosa succede dopo la morte. Il tipo di educazione che viene impartito oggi e’ estremamente carente perche’ mancando la conoscenza di cio’ che succede dopo la morte, si muore come animali. L’animale non sa che avra’ un altro corpo, non ha questa conoscenza.

La vita umana non e’ stata concepita per diventare animali. Non si dovrebbe essere interessati solo a mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Potete mangiare cibi squisiti, possedere belle case in cui dormire, accoppiarvi piacevolmente e possedere validi metodi difensivi, ma questo non significa che siete esseri umani. Questa e’ una societa’ di tipo animale. Anche gli animali sono interessati a mangiare, dormire, accoppiarsi e a modo loro a difendersi. In che cosa si distingue la vita umana da quella animale se v’impegnate solo in queste quattro attivita’ di natura materiale?

Cio’ che distingue un essere umano da un animale e’ il fatto di porsi delle domande: “Perche’ mi trovo in questa condizione miserabile? Ci sara’ un rimedio? Esiste una vita eterna? Non voglio morire. Voglio vivere nella pace e nella felicita’. Posso riuscirci? E in che modo? Qual e’ la scienza che lo insegna?” Quando ci si pone queste domande e si fanno i primi passi per ottenere le risposte, si fa parte della civilta’ umana; in caso contrario si fa parte di una civilta’ di cani, di una civilta’ animale.

Gli animali sono soddisfatti se possono mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi, anche se non ci si puo’ difendere veramente, perche’ nessunopuo’ proteggersi dagli artigli di una morte crudele. Hiranyakasipu, per esempio, voleva l’immortalita’ e a questo scopo si sottopose a rigide ascesi. I cosiddetti scienziati dicono di poter bloccare la morte con metodi scientifici, ma questa e’ un’altra delle loro follie. Non e’ possibile. Anche con i piu’ avanzati progressi scientifici non si trovera’ mai la soluzione ai quattro problemi fondamentali: la nascita, la morte, la vecchiaia e la malattia.

Le persone intelligenti sono desiderose di risolvere i quattro problemi principali. Nessuno vuole morire, ma non c’e’ rimedio. Dobbiamo morire. Tutti si preoccupano di bloccare l’aumento della popolazione usando svariati sistemi contraccettivi, ma si continua ancora a nascere. Non e’ possibile arrestare le nascite. Gli scienziati possono inventare medicine sempre piu’ sofisticate, ma non possono bloccare la malattia. Non e’ possibile pensare che una pastiglia possa porre fine alla malattia.

Nella Bhagavad-gita si afferma, janma-mrtyu-jara-vyadhi-duhkha-dosanudarsanam. Possiamo pensare di aver risolto tutti i problemi, ma qual e’ la soluzione a questi quattro problemi: nascita, morte, vecchiaia e malattia? La coscienza di Krishna e’ la soluzione.

Sempre nella Bhagavad-gita (4.9) Krishna dice:

janma karma ca me divyam

evam yo vetti tattvatah

tyaktva deham punar

janma naiti mam eti so ‘riuna

Ciascuno di noi puo’ morire in qualsiasi momento. L’ultima fase dell’abbandono del corpo e’ chiamata morte. Ma Krishna dice: “Colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attivita’ non dovra’ piu’ rinascere nel mondo materiale quando lascia il corpo ma raggiunge la Mia dimora eterna.” Cosa succede a questa persona? Mam eti —ritorna a Krishna. Se volete tornare a Krishna, dovete preparare il vostro corpo spirituale. Questa e’ la coscienza di Krishna. Se vi manterrete fissi nella coscienza di Krishna, preparerete gradualmente il vostro prossimo corpo, un corpo spirituale, che vi riportera’ immediatamente a Krishnaloka, la dimora di Krishna, dove sarete felici. La’ vivrete eternamente e felicemente.

PROTEGGERSI DALL’ILLUSIONE

Nel 1973 Srila Prabhupada ricevette un’insolita lettera da una signora della California, che aveva incontrato due suoi giovani discepoli. Si lamentava del fatto che essi avevano “un’opinione negativa delle persone che incontravano.” Commosso dalla sua genuina preoccupazione, Srila Prabhupada si premuro’ di scriverle una lettera chiarificatrice.

Sua Grazia,

La prego di accettare questa lettera con amore… K-Mart; San Fernando. Abbiamo parlato con due dei vostri ragazzi in diverse occasioni. Entrambi hanno una visione negativa della gente che incontrano. Non credo che cio’ debba accadere per alcun motivo. Questi ragazzi rappresentano Dio. La loro visione dev’essere misericordiosa. Noi questo l’abbiamo realizzato; percio’ scegliete con cura questi piccoli pezzi di paradiso da inviare tra la gente, altrimenti la vostra missione non potra’ essere portata a termine.

L’amore e’. Lasciate che resti com’e’; con amore o niente. La ricordero’ nelle mie preghiere e spero lei mi ricordi nelle sue.

Sua in Dio, sia Egli benedetto

Lynne Ludwig

Cara Lynne Ludwig,

La prego di accettare le mie benedizioni. Ho ricevuto la sua lettera dalla California, e ho preso nota del suo contenuto molto attentamente, sebbene avendo a lungo viaggiato e predicato in India non abbia finora avuto l’opportunita’ di risponderle in modo esauriente. Vi lamentate del fatto che i miei due discepoli incontrati in California abbiano “una visione negativa delle persone che incontrano”. Naturalmente non sono a conoscenza del caso e di quali siano state le circostanze, ma la prego di scusare i miei amati discepoli per qualsiasi loro scortesia o indelicatezza. Dopo tutto abbandonare completamente il proprio modo di vita per servire il Signore non e’ cosa facile, e maya, l’energia materiale illusoria, fa di tutto per intrappolare nuovamente coloro che hanno smesso di servirla per diventare devoti. Per resistere all’attacco di maya e per resistere a qualsiasi tipo di tentazione, i giovani devoti inesperti, allo stadio di neofiti nel servizio devozionale, adottano a volte un comportamento negativo nei confronti di quelle cose o di quelle persone che potrebbero eventualmente essere dannose o minacciare la loro tenera piantina devozionale. Si lasciano andare a questi sentimenti solo per proteggersi; di conseguenza appaiono negativi o pessimisti ad alcuni non-devoti, che sono forse loro stessi molto innamorati dell’energia materiale di maya.

La realta’ e’ che questo mondo materiale e’ un luogo miserabile e negativo, pieno di pericoli ad ogni passo; e’ duhkhalayam asasvatam, la dimora temporanea della morte, della nascita, della malattia e della vecchiaia, una casa piena di sofferenze e di dolore. Arrivare a comprendere queste cose non e’ comune, percio’ le persone che ci riescono sono descritte come “grandi anime”.

mam upetya punar janma duhkhalayam asasvatam

napnavanti mahatmanah

samsiddhim paramamgatah

Cio’ significa che coloro che hanno compreso che i mondi materiali sono luoghi temporanei e pieni di miseria (duhkhalayam asasvatam) non vi fanno piu’ ritorno e poiche’ sono mahatmanah, grandi anime, Krishna li tiene con Se’. Queste persone si sonoqualificate per sfuggire a questo luogo ostile diventando Suoi puri devoti. Questo verso e’ enunciato da Krishna, Dio stesso, nella Bhagavad-gita (8.15). C’e’ un’autorita’ piu’ conclusiva di questa? Il punto e’ che per avanzare nella vita spirituale occorre avere una visione pessimistica di tutto cio’ che e’ materiale a meno che ogni cosa non venga utilizzata per servire e soddisfare Krishna. Noi non abbiamo molte speranze di vedere soddisfatti in modo duraturo i nostri desideri piu’ profondi in questo regno di materia grossolana.

Lei usa molte volte nella sua lettera la parola “amore”, ma la realta’ e’ che non esiste vero amore in questo mondo materiale. E’ falsa propaganda. Cio’ che viene chiamato amore e’ solo lussuria, desiderio di gratificazione personale.

Kama esa krodha esa

rajo-guna-samudbhavah

maha-sano maha-papma

viddy enam iha vairinam

Krishna dice ad Arjuna, Suo discepolo, che “e’ la lussuria soltanto… il nemico devastatore del mondo e la sorgente del peccato.” (Bhagavad-gita 3.37) Nel linguaggio vedico non esiste alcun termine per quello che noi intendiamo oggi come “amore”. Il termine kama descrive la lussuria o il desiderio materiale, non l’amore, mentre la parola che troviamo nei Veda per amore e’ prema, amore per Dio. Al di fuori dell’amore per Dio non c’e’ alcuna possibilita’ di amare. C’e’ solo il desiderio di lussuria. All’interno dell’atmosfera materiale l’intera scala delle attivita’ umane, e anche quella di tutte le altre entita’ viventi e’ basata, stimolata e di conseguenza contaminata dal desiderio sessuale, l’attrazione fra maschio e femmina. Per il sesso l’intero universo si muove e soffre. Questa e’ la cruda verita’. Quello che noi chiamiamo impropriamente amore e’ solo questo: “Tu gratifichi i miei sensi, io gratifico i tuoi” e non appena questa gratificazione cessa c’e’ il divorzio, la separazione, i litigi e l’odio. Le cose vanno avanti sotto questa falsa concezione di amore. Il vero amore e’ l’amore per Dio, Krishna.

Ognuno di noi desidera riporre la tendenza ad amare in qualche oggetto che secondo la propria opinione ne sia degno. Ma e’ solo un problema d’ignoranza perche’ le persone mancano della conoscenza necessaria per trovare quel supremo e adorabile oggetto che sia veramente degno di accettare e ricambiare il loro amore. La gente semplicemente non lo sa. Non c’e’ una corretta informazione. Non appena si ha qualche attaccamento materiale, questo vi prendera’ a calci in faccia, si deteriorerà e vi deludera’. Vi portera’ insoddisfazione e frustrazione. Questa è la verita’. Ma questi ragazzi, nel vostro Paese e in tutto il mondo, accettano questa verita’ e raccolgono le giuste informazioni da Krishna:

bahunam janmanam ante

jnanavan mam prapadyate

vasudevah sarvam iti

sa mahatma sudurlabhah

“Dopo numerose nascite e morti, colui che ha la vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e sono tutto cio’ che esiste. Un’anima cosi’ grande e’ molto rara.” (Bhagavad-gita 7.19). Krishna usa ancora la parola mahatma, grande anima. I devoti che avete incontrato non sono ragazzi e ragazze ordinari. No. Devono essere considerati saggi, grandi anime, perche’ hanno sperimentato nel corso di molte esistenze la malattia miserabile della vita materiale e ne hanno provato disgusto. Ora cercano la conoscenza piu’ elevata, cercano qualcosa di meglio, e quando trovano Krishna e si arrendono a Lui, diventano mahatma, situati nella conoscenza. Il mondo materiale e’ come una prigione; e’ un luogo di punizione concepito per portarci a un punto in cui proviamo disgusto,ci arrendiamo a Krishna e torniamo alla nostra natura originale di vita eterna e di completa conoscenza e felicita’. Occorre dunque fare onore a questi devoti per cio’ che stanno facendo, sudurlabhah, cosa molto rara nella societa’ umana.

Arrendendosi a Krishna si trova l’oggetto finale in cui riporre il proprio amore: Dio. L’amore per Dio e’ presente in ciascuno di noi, come il fuoco in un fiammifero non ancora acceso, ma e’ nascosto. Se in qualche modo questo latente amore per Dio si sviluppa e Krishna diventa il supremo adorato, il supremo amico, il supremo maestro, o il supremo amante, non ci sentiremo piu’ insoddisfatti o infelici. Al contrario, la nostra tendenza ad amare e’ giustamente riposta, come conferma la Bhagavad-gita (10.9):

mac-citta mad-gata-prana

bodhayantah parasparam

kathayantas ca mam nityam

tusyanti ca ramanti ca

“I pensieri dei Miei puri devoti dimorano in Me, la loro vita e’ completamente votata al Mio servizio ed essi derivano grande soddisfazione e felicita’ illuminandosi l’un l’altro e parlando di Me.”

Il devoto la cui vita e’ dedicata a Krishna gode sempre di “grande soddisfazione e gioia” ed e’ costantemente illuminato, sempre positivo, non negativo come lei dice. Il devoto avanzato e’ amico di tutti. La yoga-yukto visuddhatma, l’anima purificata e impegnata nel servizio devozionale a Krishna, e’ sarva-bhutatma-bhutatma, cara a tutti e tutti sono cari a lei. In un altro verso Krishna sostiene che yo mad-bhaktah sa me priyah, il Suo devoto, che Gli e’ molto caro, advesta sarva-bhutanam maitrah karuna eva ca, non e’ invidioso ma e’ amico di tutte le entita’ viventi. Inoltre il devoto dovrebbe essere equanime nei confronti di tutti (panditah sama-darsinah) (Bhagavad-gita 5.18). Non fara’ mai discriminazioni dicendo: “Questo e’ buono, quello e’ cattivo.” No.

Queste descrizioni si riferiscono ai livelli piu’ alti della coscienza di Krishna che i devoti raggiungono quando hanno sviluppato una matura conoscenza. In questo momento i nostri studenti sono per lo più ragazzi. Stanno imparando gradualmente, e il metodo e’ cosi’ efficace, sicuro e autorizzato che se lo adottano seriamente arriveranno al punto, come lei dice, di amare. Quell’amore, pero’, non è materiale, non dovrebbe percio’ essere giudicato dal punto di vista errato, materiale e ordinario delle relazioni mondane. Questo e’ il nostro punto di vista. Dire quindi che questi ragazzi non amano puo’ essere esatto dal punto di vista materiale. Essi hanno abbandonato l’affetto della famiglia, gli amici, la moglie, il paese, la razza e cosi’ via, sentimenti che sono basati sulla concezione materialistica della vita, sull’effimera gratificazione dei sensi. Si sono un po’ distaccati dall’amore per maya, dalla lussuria, e vogliono l’amore di Krishna, l’amore sconfinato, l’amore che ricompensa pienamente, ma non sono ancora arrivati a quel livello. Non possiamo aspettarci che all’improvviso tutti i suoi connazionali, che sono dediti a tante cattive abitudini, smettano di mangiare carne, di prendere intossicanti, di avere rapporti sessuali illeciti e di fare altre sporche attivita’, e che da un giorno all’altro diventino grandi anime realizzate. Non e’ possibile. E un’utopia. Ma la persona che prende l’iniziazione come devota di Krishna si pone nella categoria piu’ elevata della società umana. Sa buddhiman manusyesu sa yuktah krtsna-karma-krt (Bhagavad-gita 5.18): “E intelligente. E nella posizione trascendentale sebbene sia impegnata ancora in altre attivita’.” Sebbene tale devoto non abbia ancora raggiunto il piu’ alto livello di comprensionespirituale, dev’essere comunque considerato elevato, a prescindere da qualsiasi debolezza temporanea.

api cet suduracaro

bhajate mam ananya-bhak

sadhur eva sa mantavyah

samyag vyavasito hi sah

“Anche se commettesse accidentalmente l’azione piu’ detestabile, colui che e’ impegnato nel servizio di devozione dev’essere considerato santo perche’ e’ situato con determinazione sul giusto sentiero.” (Bhagavad-gita 9.30) Come lei dice, “errare e’ umano”, percio’ sul piano del neofita possiamo aspettarci qualche discrepanza. La prego di vedere le cose in questa luce e perdonare i loro piccoli errori. La cosa importante e’ che essi hanno dato tutto, anche la loro vita, a Krishna, e questo non e’ mai un errore.

Il suo eterno benefattore, A.C. Bhaktivedanta Swami

NOZIONI DI PERFEZIONE E DI BELLEZZA IDEALE

A Roma, nel maggio 1974, Srila Prabhupada incontro’ Desmond James Bernard O ‘Grady, illustre poeta irlandese ed ebbe due lunghi e vivaci colloqui.

M. O ‘Grady: Mi piace la sua edizione della Bhagavad-gita.

Srila Prabhupada: E la quinta che pubblichiamo in due anni.

M. O ‘Grady: In quale Paese il Movimento Hare Krishna ha avuto maggior successo?

Srila Prabhupada: Il nostro Movimento ha suscitato vivo interesse nel mondo intero: in Europa, in America, in Africa, in Giappone, in Cina, ma ha avuto maggiore successo in America. Molti americani hanno accettato la coscienza di Krishna.

M. O ‘Grady: Come va qui a Roma? La polizia vi da’ delle noie?

Srila Prabhupada: Abbiamo problemi dappertutto. La polizia qualche volta ci assilla, ma generalmente si stanca e finisce col lasciarci stare. (Ridono)

M. O ‘Grady: Il sistema da’ le dimissioni? Fantastico! Da parte mia, ne ho abbastanza, c’e’ qualcosa di anomalo nel sistema attuale; potrebbe darmi qualche consiglio per poterlo vincere?

Srila Prabhupada: Gli irlandesi! Sempre sul piede di guerra.

M. O ‘Grady: Si’. (Ride) Noi l’abbiamo nel sangue.

Srila Prabhupada: In effetti, la lotta esiste da sempre.

M. O ‘Grady: Allora, che cosa ci suggerisce?

Srila Prabhupada: Finche’ l’uomo restera’ nella concezione illusoria che l’esistenza è basata sul corpo e si identificherà col corpo, finche’ pensera’ “sono irlandese” e un altro “sono italiano, americano o indiano”, finche’ tutto cio’ durera’ la lotta non avra’ fine. Lei non puo’ impedire ai cani e ai gatti di azzuffarsi. Perche’ questa animosita’? Semplicemente perche’ il cane pensa: “Io appartengo alla gloriosa razza dei cani”, e il gatto pensa: “Io appartengo alla nobile razza dei gatti.” Anche noi, se pensiamo “sono irlandese” o “sono inglese”, non siamo migliori dei cani e dei gatti. Finche’ gli uomini manterranno un concetto di esistenza basato sul corpo continueranno a dilaniarsi gli uni con gli altri.

M. O ‘Grady: Per quale causa Mahatma Gandhi lottava alla Camera dei Comuni?

Srila Prabhupada: Ancora un’altra forma di animalismo. Non c’e’ differenza. Il cane si crede tale perche’ ha un corpo di cane, e se io mi considero indiano per il semplice fatto che il mio corpo e’ nato in India, che cosa mi distingue dal cane? La concezione dell’esistenza basata sul corpo nasce dunque da una mentalita’ animalistica. Quando comprenderemo che non siamo questi corpi ma anime spirituali, allora soltanto regnera’ la pace, altrimenti non ci puo’ essere possibilita’ di pace. Sa eva go-kharali (Srimad-Bhagavatam 10.84.13): le Scritture vediche affermano che l’uomo che concepisce l’esistenza in funzione del suo corpo non e’ differente da una mucca o da un asino. L’uomo deve superare questa misera concezione della propria identita’. E cosa deve fare per superarla?

mam ca yo ‘vyabbicarena bhakti-yogena sevate

sa gunan samatityaitan

brahma-bhuyaya-kalpate

“Colui che s’impegna completamente nel servizio di devozione, senza mai deviare, trascende subito le tre influenze della natura materiale e raggiunge il livello del Brahman.” (Bhagavad-gita 14.26) Nella nostra Associazione ci sononumerosi francesi, canadesi, indiani, ebrei e musulmani, e vivono l’uno accanto all’altro, ma non si considerano piu’ cristiani, musulmani, ebrei, o altro. Sono tutti servitori di Krishna. Ecco cosa s’intende per
realizzazione del Brahman.

M. O ‘Grady: Maanche in questo modo ci si da’ un nome.

Srila Prabhupada: Naturalmente una designazione ci vuole. Per esempio, il vostro nome e’ differente da quello di un altro irlandese, ma avete entrambi coscienza di essere irlandesi. I nomi possono essere differenti, non importa, ma la natura
profonda dell’entita’ vivente dev’essere la stessa. Quando tutti
adotteremo la coscienza di Krishna, regnera’ la pace, nonostante le
differenze di nomi. Questa realizzazione e’ indicata col termine
so ‘ham. Anche se gli abitanti di un Paese portano nomi differenti,
hanno coscienza di avere tutti la medesima nazionalita’. Gli
attributi possono variare, ma se la natura resta la stessa, allora
c’e’ unita’, c’e’ il brahma-bhuta.

brahma-bhutah prasannatma

na socati na kanksati

samah sarvesu bhutesu

mad-bhaktimlabhate param

“Colui che raggiunge il livello trascendentale realizza subito il Brahman Supremo e vi trova una gioia infinita. Non si lamenta mai e non aspira mai a niente; si mostra uguale verso tutti gli esseri viventi. In questa condizione puo’ servirMi con una devozione pura.” (Bhagavad-gita 18.54) Questo mondo e’ un luogo di sofferenza per colui che e’ colpito dalla “malattia” dell’esistenza materiale, ma il devoto ci si trova bene come a Vaikuntha. Per gli impersonalisti, invece, la perfezione consiste nel raggiungere il livello del Brahman e nel fare tutt’uno con l’Assoluto.

M. O ‘Grady: L’Assoluto e’ esterno o interno?

Srila Prabhupada: A livello di Assoluto le nozioni di interno ed esterno non esistono. L’Assoluto non ha dualita’.

M. O ‘Grady: Sonod’accordo; tuttavia a livello individuale…

Srila Prabhupada: Noi non siamo assoluti; cio’ significa che dobbiamo accedere al piano dell’Assoluto. Attualmente, pero’, viviamo in un mondo relativo. La Verita’ Assoluta esiste anche quaggiu’, ma i nostri sensi non sono sufficientemente evoluti per comprenderlo. Finche’ rimaniamo sotto il dominio del tempo non c’e’ possibilita’ di diventare assoluti.

M. O ‘Grady: Essere assoluti significherebbe dunque vivere al di la’ del tempo?

Srila Prabhupada: La Bhagavad-gita (4.9) c’insegna:

janma karma ca me divyam

evam yo vetti tattvatah

tyaktva deham punar janma

naiti mam eti so ‘rjuna

“O Arjuna, colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attivita’ non dovra’ piu’ rinascere nel mondo materiale quando lascia il corpo, ma raggiunge la Mia dimora eterna.”

Ecco cio’ che e’ assoluto: ritornare nella nostra dimora originale, nel regno di Dio. Finche’ resteremo in questo mondo materiale identificandoci col nostro corpo, trasmigreremo da un corpo all’altro. E cio’ non ha niente di assoluto. Questo verso lo spiega chiaramente: chi ritorna nel mondo spirituale si eleva al livello dell’Assoluto.

M. O ‘Grady: Bene, ma vorrei tornare alla mia domanda: possiamo accontentarci di restare seduti qui, lei ed io, come buoni amici che passano il tempo a chiacchierare, mentre dall’altra parte dell’oceano…

Srila Prabhupada: Lei non ha capito: il fatto che lei sia seduto in un luogo e io in un altro non incide minimamente sulla nostra vera esistenza. Noi rimaniamo entrambi esseri umani.

Tutte queste concezioni di “irlandese”, “inglese”, “protestante”, “cattolico” sono solo designazioni diverse di cui ci si ricopre, come si fa con i vestiti. E’ necessario liberarsi da queste designazioni e quando ci si libera si diventa puri:

sarvopadhi-vinirmuktam

tat-paratvena nirmalam

hrsikena hrsikesa-

sevanam bhaktir ucyate

(Bhakti-rasamrta-sindhu 1.1.12)

Quando usiamo i sensi purificati al servizio di Krishna, il maestro dei sensi, raggiungiamo la perfezione dell’esistenza. Ecco cosa s’intende per assenza di dualita’ e per assoluto.

M. O ‘Grady: Ma il sistema sociale ci porta a pensare che noi siamo americani, indiani, africani, e cosi’ via.

Srila Prabhupada: E vero. Materialismo e’ sinonimo di dualita’.

M. O ‘Grady: Ma e’ inevitabile; come si puo’ andare oltre la vita materiale?

Srila Prabhupada: E possibile nella coscienza di Krishna. Il fiore di loto vive nell’acqua ma non e’ mai bagnato.

M. O ‘Grady: Non penso che si possano spiegare fatti legati a un determinato contesto con metafore che fanno parte di un altro contesto. Come si possono discutere problemi politici usando

vaghi concetti spirituali? Si tratta di due campi completamente differenti.

Srila Prabhupada: A volte esempi di natura diversa ci aiutano a comprendere meglio il problema, a renderlo piu’ chiaro. In un vaso troveremo tutta una gamma di fiori e questa varieta’ ci aiutera’ a comprendere meglio il concetto di fiore in generale. Non importa da quale angolatura, Krishna puo’ risolvere tutti i problemi. Perche’ considerare solo i problemi degli irlandesi e degli inglesi? Dobbiamo risolvere tutti i problemi; ecco cosa intendiamo per unita’ nella diversita’. I nostri studenti, per esempio, vengono da ambienti differenti, ma poiche’ hanno tutti adottato la coscienza di Krishna vivono nell’unita’.

M. O ‘Grady: Questo e’ molto bello, lo riconosco. Vorrei sapere, pero’, se quando lei parla di “coscienza di Krishna” intende qualcosa di differente dalla coscienza di Cristo.

Srila Prabhupada: No, non c’e’ differenza. Gesu’ Cristo e’ venuto a predicare la parola di Dio. Se si diventa veramente coscienti di Gesu’ Cristo, allora si e’ coscienti di Krishna.

M. O ‘Grady: E il fatto di diventare coscienti di Krishna, o di Dio, implica anche che si diventi coscienti di se stessi, cioe’ coscienti di chi siamo veramente?

Srila Prabhupada: Si’, perche’ la coscienza di Dio include la coscienza del se’, mentre il contrario non e’ necessariamente vero.

M. O ‘Grady: Ma potrebbe essere vero. Si puo’ avere coscienza del Dio che Si trova nel se’.

Srila Prabhupada: Cio’ significa che si e’ coscienti di Dio. Lei ora e’ in pieno sole, e il fatto che percepisca il sole indica naturalmente che puo’ anche vedere se stesso. Nell’oscurita’ della notte non e’ possibile distinguere nemmeno le proprie mani o gambe, ma alla luce del giorno tutto diventa visibile, sia il sole sia se stessi. Senza la luce del sole, senza la coscienza di Dio, la coscienza del se’ resta incompleta. Invece, diventando coscienti di Dio si acquisisce una perfetta coscienza di se stessi.

M. O ‘Grady: La nostra professione d’insegnanti ci porta a incontrare molti giovani, ma nella nostra pratica didattica noi non cerchiamo d’insegnare loro il concetto di liberazione. Ci sforziamo piuttosto di orientarli verso la nozione di perfezione, di bellezza ideale e verso quei valori spirituali che nel nostro mondo sono i piu’ formativi —almeno per quanto il sistema ce lo permette. Spesso gli studenti non sono molto equilibrati per potersi elevare al piano spirituale, e rimangono sul piano emozionale. Spesso ci troviamo di fronte alle domande fondamentali “Chi sono?” o “Che significato ha tutto cio’?”o anche “Perche’ sono qui?”

Srila Prabhupada: Si’, va gia’ bene.

M. O ‘Grady: Domandano: “Che cosa faccio qui? E voi professori, con qualediritto ci inculcate quello che noi dobbiamo pensare? Che cosa vi da’ il diritto di dirci che cosa dobbiamo pensare, ciò che dobbiamo essere o non essere? Perche’ studiare Shakespeare? Perche’ ascoltare Mozart? Preferisco Bob Dylan.” Questo genere di domande sembra nascere da uno stato d’animo disilluso, imbevuto d’insicurezza, d’incertezza, e anche da una mancanza di fiducia nella struttura generale dell’ordine costituito, e noi siamo spesso assaliti da una valanga di domande simili a queste. Invece di offrire risposte dirette, dobbiamo rispondere in modo indiretto tenendo conto delle circostanze che hanno spinto i giovani a farci tali domande. Lei pensa che dovremmo cercare di affrontare il discorso in modo piu’ diretto?

Srila Prabhupada: Sono numerosissime le domande che si presentano e a cui l’educazione moderna non e’ in grado di rispondere. “Perche’ sono venuto al mondo? Qual e’ lo scopo della vita?” Queste domande richiedono risposte perfette, ed e’ per questa ragione che i Veda ingiungono, tad-vijnanartham sa gurum evabhigacchet (Mundaka Upanisad 1.2.12): per trovare una risposta a tutte queste domande si deve avvicinare un maestro spirituale autentico.

M. O ‘Grady: Che fare se non lo troviamo? Che fare se ci dicono che Nixon e’ un maestro spirituale autentico?

Srila Prabhupada: No, no. (Ridono) Il maestro spirituale autentico deve rispondere a criteri ben precisi. Lei ha sentito solo la prima riga di questo verso. Bisogna anche saper riconoscere il maestro spirituale, come spiega la riga seguente:srotriyam-brahma-nistham. Il termine srotriyam indica colui che ha ricevuto la conoscenza da una fonte autentica. Il vero maestro spirituale e’ colui che ha raccolto il messaggio trasmesso da un maestro spirituale, anche lui autorizzato. Come un dottore deve aver imparato la scienza medica da un altro dottore, cosi’ il maestro spirituale autentico deve far parte di una successione di maestri che risalga a Dio stesso, il maestro spirituale originale.

M. O ‘Grady: E vero, sono d’accordo.

Srila Prabhupada: Colui che ha ascoltato le parole di Dio spiega il medesimo messaggio al suo discepolo, e se quest’ultimo non lo modifica, diventa anche lui un maestro spirituale autentico. Questa e’ la via che noi seguiamo. Riceviamo la nostra conoscenza da Krishna, e da Lui comprendiamo chi e’ perfetto. Oppure riceviamo la conoscenza da colui che avendo realizzato il Suo messaggio Lo rappresenta sulla Terra. Non si tratta solo di saper parlare bene e poi fare ogni genere di assurdita’. Chi si comporta in questo modo non un maestro spirituale.

M. O ‘Grady: Mio padre, anziano di settantotto anni, e’ arrivato a dire: “I preti mi raccontano che Dio sa tutto. Ma io voglio sapere chi ha istruito Dio. Tu che sei andato a scuola e che leggi molto, rispondimi.” Ma io non so cosa rispondere. Qual e’ la differenza tra un uomo di settantotto anni e uno di trentanove?

Srila Prabhupada: Non si tratta di una differenza di eta’, ma di conoscenza. Il Brahma-sutra solleva la questione: “Chi e’ Dio?” ed e’ da questo punto che bisogna cominciare.

M. O ‘Grady: Chi ha istruito Dio?

Srila Prabhupada: No. Bisogna innanzitutto sapere chi è Dio. Soltanto allora potremo domandarci chi Lo ha istruito. Il Vedanta-sutra dichiara, athato brahma-jijnasa: ora e’ il momento di porci domande su Dio. Finche’ ignoro chi e’ Dio non posso porre la domanda su chi L’ha istruito. Non e’ cosi’?

M. O ‘Grady: E’ vero.

Srila Prabhupada: Il Brahma-sutra spiega, janmady asyayatah: Dio e’ Colui da cui tutto emana, la Persona Suprema. Si tratta ora di sapere chi e’ questo Essere Supremo. E una pietra inerte o un essere cosciente? Le Scritture insegnano ancora: janmady asya yato ‘nvayad itaratas carthesv abhijnah svarat. (Srimad-Bhagavatam 1.1.1) L’Essere Supremo e’ pienamente cosciente di ogni cosa, direttamente e indirettamente, altrimenti non potrebbe essere Dio. A questo punto si pone la sua domanda: chi ha istruito Dio? La risposta e’ gia’ stata data, svarat: Egli e’ totalmente indipendente e non ha bisogno di essere istruito da nessuno. Questa e’ la posizione di Dio. Chi deve imparare qualcosa dagli altri non puo’ essere Dio. Krishna ha enunciato la Bhagavad-gita senza averla appresa da nessuno. Per quanto mi riguarda, io ho dovuto studiare alla scuola del mio maestro spirituale, ma Krishna non ha bisogno di avvicinare nessuno.

M. O ‘Grady: Dove si colloca l’amore umano?

Srila Prabhupada: Tutto viene da Dio, e poiche’ noi siamo frammenti della Sua Persona, nella quale risiede l’amore originale, manifestiamo una parte di questo amore. Niente puo’ esistere che non esista gia’ in Dio.

M. O ‘Grady: Le manifestazioni d’amore sarebbero dunque manifestazioni di Dio?

Srila Prabhupada: Se la tendenza ad amare non si trovasse in Dio, come potremmo noi manifestarla? Il figlio ha le caratteristiche del padre. Poiche’ la tendenzaad amare si trova in Dio, noi abbiamo la stessa tendenza.

M. O ‘Grady: Forse e’ per necessita’ che l’amore appare in noi?

Srila Prabhupada: No, non e’ questione di “forse”. Noi definiamo Dio in termini assoluti. Janmady asya yatah (Srimad-Bhagavatam. 1.1.1): Dio e’ Colui da cui tutto emana. Anche la tendenza a combattere esiste in Dio, ma per Lui combattere e amare sono attivita’ assolute. Nel mondo materiale la lotta si oppone all’amore, ma nella Persona Divina queste due tendenze si riconciliano. Questo e’ il significato del termine “assoluto”. Le Scritture vediche ci informano che quando Dio uccide i Suoi cosiddetti nemici, questi ultimi ottengono la liberazione.

M. O ‘Grady: Si puo’ giungere da soli alla realizzazione di Dio?

Srila Prabhupada: No, per questo abbiamo citato il verso: tad-vijnanartham sa gurum ev abhigacchet (Mundaka Upanisad 1.2.12). Il termine abhigacchet indica una necessita’. Non e’ possibile fare da soli. Secondo la grammatica sanscrita questa forma verbale e’ detta vidhilin e si usa per indicare che non ci sono alternative. Il termine abhigacchet indica che e’ necessario avvicinare un guru. Questa e’ la via raccomandata dai Veda. Quando Arjuna, come leggiamo nella Bhagavad-gita, capi’ che un semplice rapporto amichevole con Krishna non avrebbe potuto risolvere i suoi problemi, si abbandono’ a Lui e Lo riconobbe come il suo guru.

karpanya-dosopahata-svabhavah

prcchami tva’m dharma-sammudha-cetah

yac chreyah syan niscitam bruhi tati me

sisyas te ‘ham sadhi mam tvam prapannam

“Ora sono confuso, non so piu’ qual e’ il mio dovere e ho perso la calma a causa di una debolezza meschina. In questa condizione Ti prego di dirmi chiaramente cio’ che e’ meglio per me. Ora sono Tuo discepolo e un’anima sottomessa a Te. Istruiscimi, Ti prego.” (Bhagavad-gita 2.7) Possiamo vedere qui che Arjuna era confuso sul dovere da svolgere.

M. O ‘Grady: Si trattava del dovere verso se stesso, verso gli altri o verso lo Stato?

Srila Prabhupada: Il dovere del soldato consiste nel combattere il nemico. Arjuna era un uomo di guerra e Krishna dovette rimproverarlo: “Il nemico si trova di fronte a te e tu sei un soldato. Perche’ vuoi diventare non-violento? Il tuo dovere non e’ questo.” Allora Arjuna rispose: “In realta’ sono confuso e non so cosa fare. Ti accetto dunque come maestro spirituale. Ti prego, illuminami sulla giusta via da seguire.” Ogni persona confusa, smarrita, deve avvicinare la persona che e’ in grado di risolvere i suoi problemi. Per risolvere un problema legale si ricorre a un avvocato, se si tratta di guarire una malattia si va da un medico, ma poiche’ in questo mondo materiale siamo tutti confusi sulla nostra identita’ spirituale, e’ nostro dovere avvicinare un maestro spirituale autentico al fine di ricevere la vera conoscenza.

M. O’Grady: Io stesso sono confuso su questo argomento.

Srila Prabhupada: Ecco perche’ si deve avvicinare un maestro spirituale.

M. O ‘Grady:E lui decidera’ le misure necessarie per aiutarmi a uscire da questa confusione?

Srila Prabhupada: Si’, per definizione il maestro spirituale e’ colui che mette fine a ogni confusione. Questo e’ il criterio.

samsara-davanala-lidha-loka

tranaya karunya-ghanaghanatvam

praptasya kalyana-gunarnavasya

vande guroh sri-caranaravindam

Questo mondo, completamente immerso nella confusione, e’ simile a una foresta in fiamme dove tutti gli animali si trovano smarriti di fronte al fuoco divampante. Anche le fiamme della vita materiale provocano una confusione generale. Come spegnere questa foresta in fiamme? Sarebbe inutile mandarci i pompieri o limitarsi a gettarvi sopra secchi d’acqua. Solo la pioggia riuscira’ a spegnere l’incendio. Noi siamo impotenti di fronte a una simile rovina e dipendiamo totalmente dalla misericordia divina. Il maestro spirituale riceve le benedizioni dell’oceano di misericordia divina, e come la nuvola versa la sua acqua sulla foresta in fiamme, il maestro spirituale spegne il fuoco dell’esistenza materiale, e in questo modo salva l’umanita’ dall’ignoranza in cui e’ immersa.

M. O ‘Grady:Ma bisogna trovarlo, un maestro spirituale.

Srila Prabhupada: Il problema non e’ questo. Si tratta piuttosto di sapere se lei e’ sincero. Lei ha dei problemi, ma Dio e’ nel suo cuore —tsvarah sarva bhutanam. Dio non e’ lontano. Se lei e’ sincero, le mandera’ un maestro spirituale. Dio e’ detto anche caitya-guru, il maestro situato nel cuore di ogni essere. In questo modo Dio ci aiuta dall’interno e dall’esterno. Tutto cio’ e’ spiegato nella Bhagavad-gita. Il corpo materiale e’ simile a una macchina, ma nel cuore si trova l’anima spirituale e insieme Si trova la sua guida, Krishna, l’Anima Suprema che da’ le direttive. Il Signore dice: “Volevi fare questo, adesso ne hai la possibilita’. Vai e fallo.” Se sei intelligente dirai: ‘Ora, Dio, desidero Te.” Allora Egli ti fornira’ le direttive.”Si’, ora vieni e avrai Me, agisci in questo modo.” Questa e’ la Sua bonta’. Tuttavia, se vogliamo qualcosa di diverso, va bene, possiamo averlo. Dio e’ molto buono. Quando l’uomo esprime un desiderio, Krishna lo guida dall’interno e gli dice come trovare la soddisfazione. Perche’ non dovrebbe guidarlo verso un maestro spirituale? Ricordiamoci che in primo luogo dobbiamo aspirare sinceramente a ravvivare la nostra coscienza divina, poi lasciamo che Dio ci mandi un maestro spirituale.

M. O ‘Grady:La ringrazio molto.

Srila Prabhupada: Anch’io la ringrazio. Lei e’ un poeta ed eccelle nell’arte dello scrivere, percio’ le chiedo di mettere questo dono al servizio di Dio. In questo modo la sua vita avra’ successo, e altrettanto sara’ per i suoi lettori. Lo Srimad-Bhagavatam (1.5.22) insegna:

idam hi pumsas tapasah srutasya va

svistasya suktasya ca buddhi-dattayoh

avicyuto ‘rthah kavibhir nirupito

yad uttamasloka-gunanavarnanam

Nella nostra societa’ sono numerosi gli esponenti della scienza, della spiritualita’, della filosofia, della politica, e questa ingiunzione si rivolge a tutti coloro che eccellono in un determinato settore.

Il suo dovere, in particolare, consiste nel rendere perfetta la sua occupazione descrivendo le glorie dell’Essere Supremo.

M. O ‘Grady: Per esperienza personale, ho potuto rendermi conto che ognuno e’ destinato ad una particolare attivita’, ma la ragione di cio’ mi sfugge.

Srila Prabhupada: La ragione e’ spiegata nel verso che ho citato;il termine avicyutah significa infallibile. Ognuno ha il dovere infallibile di glorificare il Signore con le proprie azioni.

M. O ‘Grady:Ma lei diceva che e’ Dio a decidere del destino di ognuno. Lui stesso sceglie chi sara’ maestro spirituale, poeta o sacerdote. Cosi’ una persona sara’ destinata alla poesia, un’altra alla pittura, oppure alla musica.

Srila Prabhupada: Se lei compone un’opera musicale, che la

sua musica sia dedicata a Dio. Questa sara’ per lei la perfezione.

M. O ‘Grady: E sufficiente dedicare a Dio la nostra occupazione e questa attivita’ diventa per noi la perfezione?

Srila Prabhupada: Esattamente.

M. O ‘Grady: La ringrazio.

LA PERFEZIONE DELLA VITA

LO SCOPO DELLA VITA

Discorso tenuto alla Conway Hall di Londra nel 1969 da Srila Prabhupada.

Oggi parleremo della nostra relazione con Dio, cioè parleremo della realizzazione spirituale. Il movimento del sankirtana è il sistema più facile per realizzarsi spiritualmente perché purifica il cuore. Equivochiamo sulla nostra identità perche’ lo specchio della mente è coperto dalla polvere. Non ci si può specchiare in uno specchio coperto di polvere, ma se lo specchio è pulito, ci si può vedere bene. La meditazione, quindi, è un metodo per purificare il cuore. Meditazione significa cercare di comprendere la propria relazione col Supremo.

Esiste una relazione con qualsiasi cosa con cui entriamo in contatto. In questo momento sono seduto su questo cuscino, la relazione quindi è che io mi siedo e il cuscino mi sostiene. Voi avete delle relazioni. Siete inglesi o indiani, avete quindi una relazione con la vostra società, con la vostra famiglia, con i vostri amici. Qual è allora la nostra relazione con Dio?

Se ponete questo quesito, pochissime persone sapranno spiegare la loro relazione con Dio. Diranno: “Cos’è Dio? Dio è morto. Non credo in Dio ed e’ inutile parlare di una relazione con Lui.” Poiché i loro cuori sono sporchi, non riescono a vedere. Abbiamo una relazione con qualsiasi cosa, perche’ allora non cerchiamo di capire la nostra relazione con Dio? E’ questo un comportamento intelligente? No. Questa e’ ignoranza.

Tutte le creature di questo mondo sono coperte dalle tre influenze della natura materiale ed e’ per questo che non possono vedere Dio. Non possono capire Dio ne’ cercano di provarci, ma Dio esiste. Alla mattina in Inghilterra c’e’ foschia, non si puo’ vedere il sole perche’ e’ coperto dalla nebbia. Significa che il sole non esiste? Non potete vederlo perche’ i vostri occhi sono coperti, ma se spedite un telegramma dall’altra parte del pianeta, vi risponderanno: “Si’, qui c’e’ il sole. Lo vediamo. E’ veramente abbagliante, pieno diluce.” Quando negate l’esistenza di Dio, o non vi rendete conto di quale sia la vostra relazione con Lui, significa che mancate di conoscenza. Non e’ che Dio non ci sia, siamo noi che non riusciamo a vederLo. Il sole non e’ coperto. Non puo’ essere coperto. La nebbia, le nuvole o la foschia non hanno la capacita’ di coprire il sole. E’ talmente grande! E’ molte volte piu’ grande della Terra e le nuvole possono coprire al massimo dieci, venti o cento miglia. Come possono quindi coprire il sole? No, non possono. Coprono solo i nostri occhi. Quando arriva un nemico e il coniglio non puo’ difendersi, chiude gli occhi e pensa: “Il mio nemico se n’e’ andato.” Similmente, noi siamo coperti dall’energia esterna del Signore e pensiamo: “Dio e’ morto.”

Il Signore possiede tre tipi d’energia. Il Visnu Purana, i Veda e le Upanisad descrivono le energie del Signore Supremo. Parasya saktir vividhaiva sruyate (Svetasvatara Upanisad 6.8). Sakti significa “energia”. Il Signore possiede molteplici energie. I Veda dicono: “Dionon ha niente da fare.” Noi dobbiamo lavorare perche’ non abbiamo altri mezzi per sopravvivere, dobbiamo mangiare e desideriamo divertirci, ma perche’ Dio dovrebbe lavorare? Dio non ha necessita’ di lavorare. Come possiamo dire allora che Dio ha creato quest’universo? Non e’ un lavoro? No. Allora com’e’ successo? Le Sue molteplici energie sono cosi’ potenti da poter agire autonomamente e con piena conoscenza. Vediamo come un fiore sboccia e cresce e come gradualmente esibisce svariati colori: da un lato una piccola macchia, dal lato opposto un’altra, bianco da un lato, ancora piu’ bianco dall’altro. Anche la farfalla esibisce questa simmetria artistica. E’ completamente dipinta, ma in modo cosi’ perfetto e cosi’ rapido che non si riesce a capire come. Non possiamo capire come tutto cio’ sia stato compiuto, ma e’ stato compiuto dall’energia del Signore.

La gente dice che Dio e’ morto, che non esiste, e che non abbiamo nessuna relazione con Lui perche’ manca di conoscenza. Questi pensieri sono paragonati ai pensieri di un uomo terrorizzato da un fantasma. Proprio come un uomo in preda al terrore dice sciocchezze, quando siamo coperti dall’energia illusoria del Signore diciamo che Dio e’ morto. Ma non e’ la realta’. Abbiamo bisogno di questo semplice metodo del canto del mantra Hare Krishna per purificare il nostro cuore. Cantando Hare Krishna nella vostra vita di famiglia, nel vostro club, nella vostra casa, per strada —dovunque —le tenebre che coprono il vostro cuore saranno rimosse. Comprenderete allora la vostra vera posizione costituzionale.

Sri Caitanya Mahaprabhu raccomando’: ceto-darpana-marjanam (Sri Siksastaka, 1). Marjanam significa “pulire” e darpanam significa “specchio”. Il cuore e’ uno specchio. E’ come una macchina fotografica. Una macchina fotografica scatta qualsiasi tipo di fotografia di giorno e di notte, e altrettanto fa il nostro cuore, scatta fotografie e le mantiene nell’inconscio. Gli psicologi lo sanno. Il cuore scatta un incredibile numero di fotografie e ne rimane coperto. Noi non sappiamo quando tutto questo e’ iniziato, ma il fatto e’ che a causa del contatto materiale, la nostra vera identita’ ne e’ rimasta coperta. Percio’ ceto-darpana marjanam: occorre purificare il cuore.

Esistono diversi metodi per purificare il cuore —il jnana, lo yoga, la meditazione e le attivita’ pie. Anche il karma purifica il cuore. Se si agisce in modo pio, il cuore si purificherà gradualmente. Purtroppo tutti questi metodi raccomandati per la purificazione del cuore, sono molto difficili da praticare in quest’era. Per seguire il sentiero della conoscenza filosofica occorre diventare molto eruditi, leggere numerosi libri, avvicinare grandi professori e studiosi e filosofare. Anche la meditazione e’ un metodo raccomandato. Ci si dovrebbe chiedere: “Chi sono io?” Riflettere un attimo: “Sono questo corpo? No. Sono questo dito? No, questo e’ il mio dito.” Guardando la vostra gamba, direte: “Questa e’ la mia gamba.” Troverete così molte cose che sono “mie”, ma che cos’e’ allora “l’io”? Se tutto e’ mio, dov’e’ “l’io”? Quando si comincia a cercare “l’io” allora si medita. Meditazione autentica significa concentrare tutti i sensi in questa ricerca. E’ un metodo molto difficile, perche’ occorre controllare i sensi. I sensi trascinano verso l’esterno, invece occorre riportarli verso l’interno per l’introspezione. Nel sistema yoga si susseguono otto fasi. La prima e’ controllare i sensi seguendo i principi regolatori. Poi ci sono le posture che aiutano a concentrare la mente. Sedersi inclinati non ci sara’ di alcun aiuto; occorre sedersi perfettamente diritti. Poi c’e’ il controllo del respiro, poi la meditazione, poi il samadhi. Al giorno d’oggi queste pratiche sono veramente difficili. Nessuno e’ in grado di attuarle immediatamente. Gli pseudo metodi yoga sono frammentari, vengono praticate solo le posizioni sedute e alcuni esercizi respiratori, ma tutto cio’ non puo’ portare alla perfezione. L’autentico metodo yoga, sebbene sia un metodo raccomandato dai Veda, e’ molto difficile da praticare in quest’epoca. Si puo’ cercare di acquisire la conoscenza anche col metodo filosofico speculativo: “Questo e’ Brahman, questo non lo e’, allora cos’e’ il Brahman? Cos’e’ l’anima spirituale?” Anche questa discussione filosofica empirica e’ raccomandata, ma e’ inutile in quest’epoca.

Caitanya Mahaprabhu, e non solo Lui, ma anche le Scritture vediche dicono:

harer nama harer nama

harer namaiva kevalam

kalau nasty eva nasty eva

nasty eva gatir anyatha

Kalau significa “in quest’epoca”. Nasty eva, nasty eva, nasty eva —tre volte nasty eva. Eva significa “certamente” e nasty significa “no”. “Certamente no, certamente no, certamente no.” Cosa vuol dire “certamente no”? Non ci si puo’ realizzare con il karma. Questo e’ il primo “certamente no”. Non ci si puo’ realizzare con il jnana. Questo e’ il secondo “certamente no”. Non ci si puo’ realizzare con lo yoga. Questo e’ il terzo “certamente no.” Kalau significa “in quest’epoca”. Kalau nasty eva nasty eva nasty eva gatir anyatha. In quest’epoca non si potra’ avere successo avvalendosi di questi tre metodi. Qual e’ dunque il metodo consigliato? Harer nama harer nama harer namaiva kevalam. Semplicemente cantare il mantra Hare Krishna. Kevalam significa “solo”. Cantare solo Hare Krishna. E’ il metodo piu’ facile e piu’ sublime. E’ raccomandato, pratico e autorizzato. Quindi cantatelo. Cantatelo in qualsiasi condizione vi troviate. Cantate. Non costa niente, non si perde niente. Non cantiamo qualcosa di segreto. E aperto a tutti. E cantando purificherete il vostro cuore.

In questo mondo materiale nessuno vuole la miseria, ma la miseria arriva. Viene senza preavviso, come un fuoco nella foresta che divampa senza che nessuno abbia acceso un fiammifero. Nessuno vuole la guerra, ma la guerra arriva. Nessuno vuole la carestia, ma la carestia arriva. Nessuno vuole l’epidemia, ma questa arriva. Nessuno vuole uno scontro, ma gli scontri arrivano. Nessuno vuole incomprensioni, ma queste ci sono. Perché? E come un fuoco che divampa nella foresta e non puo’ essere estinto con gli idranti. Questo fuoco portatore di problemi non puo’ essere estinto dal cosiddetto progresso della conoscenza. No. Non e’ possibile. Non si puo’ estinguere il fuoco nella foresta usando un idrante o portando dell’acqua, cosi’ i problemi della nostra vita non possono essere risolti con metodi materiali.

Ci sono molti esempi a questo proposito. Prahlada Maharaja dice: “Caro Signore, il padre e la madre non possono veramente proteggere i loro bambini.” Il padre e la madre si prendono cura dei loro figli, e’ il loro dovere. Ma non sono i protettori finali. Quando le leggi della natura chiamano il bambino, il padre e la madre non possono proteggerlo. Anche se il padre e la madre sono generalmente considerati i protettori del bambino, in realta’ non e’ cosi’. Se si sta attraversando l’oceano e si pensa di aver ottenuto un buon posto sulla nave, questo ci proteggera’? No. Si puo’ ugualmente affogare. Un bell’aeroplano vola nel cielo, tutti sono tranquilli ma all’improvviso precipita. Niente di materiale potra’ proteggerci. Una persona ammalata puo’ rivolgersi a un bravo medico che le prescrivera’ una buona medicina, ma questo non le garantira’ di poter continuare a vivere. Qual e’ allora la garanzia finale? Prahlada Maharaja dice: “Caro Signore, se Tu abbandoni una persona, niente potra’ proteggerla.”

Questa e’ la nostra esperienza pratica. Possiamo inventare molti sistemi per risolvere i problemi che le leggi della natura materiale ci presentano, ma non sono sufficienti. Non risolveranno mai tutti i problemi e non ci saranno di alcun conforto. Questa e’ la realta’. Krishna dice nella Bhagavad-gita : “Maya, l’energia esterna, e’ molto molto forte. Nessuno puo’ superarla. Equasi impossibile.” Come possiamo liberarci da questa energia materiale? Krishna dice: “Semplicemente arrendendosi a Me si puo’ ottenere sollievo dall’assalto della natura materiale.” Questa e’ la realta’. Dobbiamo quindi purificare il cuore per conoscerela nostra relazione con Dio.

Nella Katha Upanisad e’ affermato, nityo nityanam cetanas cetananam. Dio, la Persona Suprema, la Verita’ Assoluta, e’ eterno. Dio e’ eterno e anche noi lo siamo. Ma i Veda indicano che Egli e’ la creatura suprema. Non e’ morto. Se non fosse vivo, come funzionerebbe questo mondo? Nella Bhagavad-gita Krishna dice: “Le cose funzionano sotto la Mia supervisione.” Anche nella Bibbia e’ detto: “Dio creo’.” Questa e’ la realta’. Non e’ vero che in un primo tempo c’era una massa informe e poi si e’ verificata questa o quella combinazione. No. I Veda ci dicono come sono andate realmente le cose, ma noi dobbiamo aprire gli occhi per vedere, ceto-darpana-marjanam. Questo e’ il modo per purificarei nostri cuori. Quando li avremo purificati, saremo in grado di comprendere cosa dicono Krishna e i Veda. Abbiamo bisogno di purificarci. Se un uomo soffre d’itterizia e gli si da’ una zolletta di zucchero, dira’ che e’ molto amaro. Lo zucchero e’ amaro? No, e’ molto dolce. E la medicina per l’itterizia e’ lo zucchero. La scienza moderna lo prescrive e anche la letteratura vedica lo prescrive. Se assume lo zucchero, guarira’ dall’itterizia. E quando sara’ guarito dira’: “E’ molto dolce.” Cosi’ la moderna itterizia della civilta’ atea puo’ essere curata con il canto del mantra Hare Krishna. All’inizio sembrera’ amaro, ma progredendo ci renderemo conto di quanto piacevole sia cantarlo.

Non appena comprenderemo qual e’ la nostra identita’, la nostra relazione con Dio, diventeremo immediatamente felici. Siamo pieni di miserie perche’ ci siamo identificati con questo mondo materiale. E’ per questo che siamo infelici. Le ansie e le paure sono dovute alla nostra identificazione con il mondo materiale. L’altro giorno stavo spiegando che chi s’identifica con questo sacco di ossa e di pelle e’ come un animale. Cantando Hare Krishna quest’equivoco sara’ chiarito. Purificazione del cuore significa comprendere di non appartenere a questo mondo materiale. Aham brahmasmi: sono un’anima spirituale. Fintanto che ci identifichiamo con l’Inghilterra, con l’India o con l’America rimarremo ignoranti. Oggi tu sei inglese perche’ sei nato in Inghilterra, ma nella tua prossima vita potresti nascere in Cina o in Russia o in qualche altro paese. Potresti anche non avere una forma umana. Oggi tu sei un nazionalista, sei un grande seguace del tuo Paese, ma domani nel tuo Paese potresti essere una mucca che viene portata al mattatoio.

Dobbiamo conoscere bene la nostra identita’. Caitanya Mahaprabhu dice che la vera identita’ di ognicreatura e’ quella di essere l’eterna servitrice di Dio. Se penso: “Non sono il servitore di nessuno; il mio compito e’ servire Dio”, sono libero. Il cuore e’ immediatamente purificato e si ottiene la liberazione. Dopo averla ottenuta, tutte le preoccupazioni e le ansie di questo mondo svaniscono perche’ capisco che: “Sono un servitore di Dio. Dio mi proteggera’. Perche’ dovrei preoccuparmi?” E’ come essere bambini. Un bambino sa che i suoi genitori si prenderanno cura di lui. E’ libero. Se cercasse di toccare il fuoco, sua madre lo avvertirebbe subito dicendogli: “Non toccare il fuoco.” La madre si prende sempre cura del suo figlioletto. Perche’ quindi non vi affidate a Dio? Sarete cosi’ sotto la Sua protezione.

La gente va in chiesa e dice: “Signore, dacci il nostro pane quotidiano.” Se il Signore non ce lo desse, non potremmo vivere. Questa e’ la realta’. Anche i Veda dicono che Dio, la Persona Suprema, supplisce a tutte le necessita’ di ogni creatura vivente. Dio fornisce cibo a tutti. Noi esseri umani abbiamo i nostri problemi economici, ma quale altra societa’ ha questi problemi? La societa’ degli uccelli non ha problemi economici. Gli animali non hanno problemi economici. Ci sono milioni di specie viventi e tra tutte quella umana e’ molto limitata, ma si e’ creata innumerevoli problemi —cosa mangiare, dove dormire, come riprodursi, come difendersi. Questi per noi sono problemi, ma la maggior parte delle creature, come gli acquatici, i pesci, le piante, gli insetti, gli uccelli, i mammiferi e i milioni di altre creature non ha questi problemi. Anche loro sono creature viventi. Non pensate che siano diverse da noi. Non e’ vero che gli esseri umani siano le uniche creature viventi e che le altre siano morte. No. E chi fornisce loro cibo e rifugio? Dio. Le piante e gli animali non vanno in ufficio o all’universita’ per acquisire un’educazione tecnologica e guadagnarsi da vivere. Come fanno a mangiare? Dio fornisce loro il cibo. L’elefante mangia centinaia di chili di cibo al giorno. Chi glielo fornisce? Provvedete voi all’elefante? Ci sono innumerevoli elefanti. Chi li rifornisce?

Sapere che Dio fornisce il necessario e’ meglio che pensare: “Dio e’ morto. Perche’ dovremmo andare in chiesa e pregare Dio di darci il pane?” La Bhagavad-gita dice: “Quattro tipi di persone avvicinano Krishna: l’infelice, chi ricerca la ricchezza, il curioso e il saggio.” Queste sono le quattro classi di persone che avvicinano Dio. “Mio Signore, ho molta fame. Dammi il pane quotidiano.” Questo va bene. Coloro che avvicinano Dio in questo modo sono considerati sukrtinah. Sukrti significa “pio”. Sono persone pie. Sebbene chiedano denaro e cibo, sono considerate pie perche’ avvicinano Dio. Gli altri sono proprio all’opposto. Sono duskrtina, empi. Krti significa “meritevole”, mentre la parola duskrti indica che la loro energia e’ usata impropriamente per creare distruzione. Proprio come l’inventore degli ordigni atomici. Ha un cervello che ha usato impropriamente. Ha creato qualcosa di terribile. Create qualcosa che permetta all’uomo di non morire piu’. A che serve creare qualcosa che uccidera’ di colpo milioni di persone? Queste persone moriranno comunque, oggi, domani o tra cent’anni, quindi che cosa hanno fatto gli scienziati? Create qualcosa in modo che l’uomo non debba morire immediatamente, in modo che non esistano piu’ le malattie e la vecchiaia. Cosi’ farete qualcosa di utile. I duskrtina non vanno mai da Dio. Non tentano mai di comprendere Dio. E per questa ragione che la loro energia e’ mal impiegata.

I materialisti grossolani cheignorano la loro relazione con Dio vengono descritti nella Bhagavad-gita col termine mudha. Mudha significa “mulo”, “somaro”. Coloro che lavorano duramente per guadagnare sono paragonati ai muli. Mangiano ogni giorno gli stessi quattro capati (pane piattofatto con farina integrale) e lavorano senza necessita’ per guadagnare ingenti somme di denaro. Altri sono definiti naradhama. Naradhama significa “il piu’ basso tra gli uomini”. La forma umana e’ concepita per la realizzazione di Dio. E un diritto dell’uomo cercare di realizzare Dio. Solo colui che conosce il Brahman, Dio, e’ un brahmana. Questo e’ il compito della forma umana. In ogni societa’ umana esiste un sistema chiamato “religione” col quale si puo’ cercare di comprendere Dio. Non ha importanza chesi tratti della religione cristiana, musulmana o induista. Non ha importanza. Il sistema permette di comprendere Dio e la nostra relazione con Lui. Questo e’ il compito degli esseri umani, ma se viene ignorato la societa’ umana diventa una societa’ animale. Gli animali non hanno alcuna capacita’ di comprendere Dio e la loro relazione con Lui. Il loro unico interesse e’ mangiare, dormire, riprodursi e difendersi. Se noi siamo interessati solo a queste attivita’, che cosa siamo? Siamo animali. La Bhagavad-gita dice che coloro che ignorano questa opportunita’ “sono i piu’ bassi tra gli uomini”. Ottengono la forma umana ma non la utilizzano per realizzare Dio, la usano solo per soddisfare le loro propensioni animalesche, percio’ sono naradhama, i piu’ bassi tragli uomini. Ci sono poi persone molto orgogliose della loro conoscenza. Ma che cosa conoscono? Dio non esiste. Io sono Dio.” La loro vera conoscenza e’ stata portata via da maya. Se essi fossero Dio, come mai sono diventati dei cani? Ci sarebbe molto da dire contro di loro, ma queste persone sfidano Dio. Ateismo. Poiche’ hanno abbracciato la teoria dell’ateismo, la loro vera conoscenza e’ scomparsa. Vera conoscenza significa sapere chi e’ Dio e qual e’ la nostra relazione con Lui. Se non sanno queste due cose, e’ chiaro che la loro conoscenza e’ stata portata via da maya.

Se desideriamo veramente comprendere la nostra relazione con Dio, abbiamo i mezzi e i modi per farlo. Ci sono numerosi libri che contengono la conoscenza, perche’ non avvantaggiarsene? Tutti dovrebbero trarre vantaggio da questa conoscenza e cercare di capire cio’ che spiegano la Bhagavad-gita e le altre Scritture vediche: Dio e’ grande e sebbene noi siamo qualitativamente uno con Lui, siamo minuscoli. L’oceano e la minuscola particella d’acqua possiedono le stesse qualita’, ma la quantita’ di sale presente nella goccia d’acqua e quella presente nell’oceano sono differenti. Hanno le stesse qualita’, ma sono differenti in quantita’. Dio e’ onnipotente e noi abbiamo un po’ di potere. Dio creatutto e noi possiamo creare un piccolo meccanismo per volare, proprio come quelli che i bambini piccoli usano per giocare. Dio, invece, puo’ creare milioni di pianeti che fluttuano nell’aria. Questi sono i requisiti del Signore. Voi non potete creare dei pianeti. Anche se riusciste a crearne uno, a cosa gioverebbe? Ci sono gia’ milioni di pianeti creati da Dio. Anche voi avete una piccola capacita’ di creare. Dio e’ potente e voi siete potenti, ma la Sua potenza e’ cosi’ grande che non puo’ essere paragonata alla vostra. Se dico: “Sono Dio”, dico una sciocchezza. Sostengo di essere Dio, ma che cosa ho fatto di cosi’ straordinario? Questa e’ ignoranza. La conoscenza di chi si crede Dio e’ stata portata via dall’incantesimo di maya. In relazione a Lui noi siamo minuscoli, mentre Lui e’ grande. Nella Bhagavad-gita Krishna dice chiaramente: “Tutte le entita’ viventi sono Miei frammenti. Sono uguali a Me dal punto di vista qualitativo ma diversi dal punto di vista quantitativo.” Siamo quindi uguali e differenti da Dio allo stesso tempo. Questa e’ la nostra relazione. Siamo uguali perche’ possediamo le Sue stesse qualita’, ma se ci analizziamo attentamente, ci accorgeremo che anche se abbiamo alcune grandi qualita’, Dio le possiede tutte in quantita’ ben piu’ elevata.

Non possiamo avere nulla che non sia gia’ in Dio. E’ impossibile. Nel Vedanta-sutra e’ spiegato che ogni cosa che possediamo si trova anche in Dio. Emana da Lui. Poiche’ siamo piccoli, poiche’ siamo minuscoli, la nostra eterna relazione con Dio e’ quella di Suoi eterni servitori. Anche in questo mondo e’ cosa comune vedere un uomo che serve un altro uomo perche’ questi e’ piu’ importante di lui e puo’ dargli un buon salario. La conclusione e’ che se siamo piccoli, il nostro dovere e’ servire Dio. Non abbiamo altri compiti. Siamo tutti frammenti originali dell’Entita’ originale.

Una vite collegata a una macchina e’ preziosa perche’ lavora con il resto della macchina. Se viene tolta, o e’ difettosa, non serve piu’. Il mio dito vale milioni finche’ resta attaccato al corpo e lo serve. Se venisse tagliato via, a cosa servirebbe? A nulla. La nostra condizione e’ quella di essere piccolissime particelle di Dio, percio’ il nostro dovere e’ far coincidere le nostre energie con le Sue e collaborare con Lui. Questae’ la nostra posizione. In caso contrario non serviremmo a nulla. Saremmo troncati. Quando il dito diventa inutile il dottore dice: “Amputatelo, altrimenti avvelenera’ il corpo.” Quando diventiamo atei, tronchiamo la nostra relazione con Dio e soffriamo nel mondo materiale. Se invece cerchiamo di unirci nuovamente a Lui, la nostra relazione rinascera’.

L’AMORE SUPREMO

Se si protegge con cura la tenera piantina del servizio devozionale, questa gradualmente produrra’ il frutto del puro amore per Dio. Puro amore per Dio significa amore che non e’ permeato dal desiderio di ottenere benefici materiali, dal desiderio di acquisire una mera comprensione filosofica o da quello di ottenere risultati gratificanti. Amore puro e’ sapere che “Dio e’ grande, io sono un Suo frammento, percio’ Egli e’ il mio supremo oggetto d’amore”. Questa coscienza e’ la piu’ elevata perfezione della vita umana e il traguardo di tutti i metodi di realizzazione spirituale. Se si raggiunge questo stadio —Dio, Krishna, e’ il mio solo amore—la nostra vita sara’ perfetta. Quando si gusta questa relazione trascendentale con Krishna, ci si sente veramente felici. Allora la piantina del servizio devozionale sara’ cosi’ ben protetta che afferrandola si potra’ raggiungere la destinazione suprema. Se saliamo saldamente su un albero, potremoraggiungerne la cima, cosi’, se conquistiamo l’amore per Dio tenendo stretta la piantina devozionale raggiungeremo senza dubbio la dimora trascendentale di Krishna e ci troveremo nella Sua compagnia personale, proprio come ora stiamo in compagnia tra di noi.

Dio non e’ un’invenzione o una creazione dell’immaginazione. E reale quanto lo siamo noi. (In realta’ siamo soggetti all’illusione e viviamo come se questo corpo fosse il nostro vero se’ anche se non e’ reale ma e’ solo una manifestazione temporanea). Abbiamo l’impudenza di presumere che non ci sia nessun Dio o che non abbia alcuna forma. Questa speculazione mentale e’ dovuta a un modesto bagaglio di conoscenza. Sri Krishna e la Sua dimora esistono, e si puo’ raggiungerla per stare in Sua compagnia. Questa e’ la realta’. Vita spirituale significa stare in compagnia del Signore Supremo e vivere eternamente un’esistenza di gioia e conoscenza. Compagnia eterna significa giocare con Krishna, danzare con Lui e amarLo. Krishna puo’ diventare anche il vostro bambino o qualsiasi cosa desideriate.

Ci sono cinque relazioni primarie con Krishna: la relazione neutra, quella di servitore, quella di amico, di genitore e di amante. Anche le mucche che vivono nella dimora di Krishna sono anime liberate e si chiamano surabhi. Ci sono molti dipinti popolari che mostrano quanto Krishna ami le mucche, come le abbraccia e Gli piaccia baciarle. Questa relazione neutra con Krishna si chiama santa. Le mucche raggiungono la perfetta felicita’ quando Krishna arriva e semplicemente le tocca.

Altri devoti sono inclini a servirLo. Pensano: “Krishna vuole seder Si. Gli preparero’ un seggio. Krishna vuole mangiare. Gli preparero’ del buon cibo.” E fanno tutto il necessario per servirLo. Altri devoti giocano con Lui come amici alla pari. Non sanno che Krishna e’ Dio; e’ solo il loro amico adorato che non possono dimenticare nemmeno per un momento. Pensano a Krishna notte e giorno. Di notte, mentre dormono, pensano: “Domattina andro’ a giocare con Krishna.” E il mattino dopo vanno a casa Sua e aspettano che Sua madre finisca di vestirLo prima di andare fuori a giocare nei prati. Non c’e’ nessun’altra attivita’ a Krishnaloka (la dimora di Krishna). Non ci sono industrie ne’ corse per andare in ufficio, nessuna di queste sciocchezze. C’e’ latte e burro sufficiente e tutti mangiano in abbondanza. Krishna ha molto affetto per i Suoi amici e a volte Si diverte a rubare il burro per darlo a loro. Si puo’ davvero vivere in questo modo, ed e’ l’esistenza perfetta. Dovremmo desiderare con tutte le nostre forze di raggiungere questo piano di perfezione, e la coscienza di Krishna e’ il modo per conseguirlo.

Finche’ si possiede anche un solo piccolo attaccamento a questo mondo materiale, si deve rimanere qui. Krishna e’ molto restrittivo. Non permette a nessuno che non sia libero dalla concezione materiale di stare con Lui. La bhakti dev’essere libera da ogni forma di contaminazione materiale. Non bisogna pensare: “Sono uno studente molto erudito. Scopriro’ cos’e’ la Verita’ Assoluta con la speculazione mentale.” E’ assurdo; si puo’ speculare e speculare, ma in questo modo non si trovera’ mai la fonte di tutte le altre fonti. La Brahma-samhita lo spiega chiaramente: “Si puo’ andare avanti a elucubrare sulla Verita’ Assoluta per milioni e milioni di anni, senza che Questa sia mai svelata.” Si marcisce in questo mondo materiale e si continua a elucubrare senza capire qual e’ il sistema giusto. Il sistema e’ il bhakti-yoga.

Sri Caitanya dice che rendere servizio devozionale a Krishna e’ il piano piu’ elevato diperfezione e che a paragone tutte le altre cose che la gente desidera in questo mondo, sono come bolle nell’oceano. Generalmente la gente e’ alla ricerca di benefici e a questo scopo diventa religiosa. Dice: “Sono induista, sono cristiano, sono ebreo, sono musulmano. Sono questo, sono quello e non posso cambiare la mia religione. Non posso accettare Krishna.” Questa e’ religiosita’, dharma. Con tale idea materialistica e settaria della religione, la gente marcisce nel mondo materiale, attaccata ai riti e alla fede. Ha la sensazione che seguendo i principi religiosi otterra’ la prosperita’ materiale. In effetti abbracciando qualsiasi tipo di fede religiosa, si ottengono facilitazioni per la vita materiale. Perche’ la gente vuole la prosperita’ materiale? Perla gratificazione dei sensi. Infatti pensa: “Avro’ una splendida moglie e dei bravi bambini. Avro’ una buona posizione. Diventero’ presidente. Diventero’ primo ministro.” Questa e’ gratificazione dei sensi. E quando ci troviamo delusi e realizziamo che essere ricchi o presidenti non ci rende felici, dopo aver spremuto fuori tutto il gusto della vita sessuale, completamente frustrati, ci rifugiamo magari nell’LSD e tentiamo d’immergerci nel vuoto. Ma quest’assurdita’ non puo’ renderci felici. C’e’ un solo modo per essere felici: avvicinare Krishna. In caso contrario si cadra’ nella confusione dell’LSD e si continuera’ a vagare nei meandri del vuoto impersonale. La gente e’ frustrata. Poiche’ la natura dell’individuo e’ spirituale, la gente sara’ sempre frustrata se non ha una genuina vita spirituale.

Come si puo’ essere felici senza Krishna? Immaginiamo che un uomo venga gettato nell’oceano. Come potra’ essere felice li’? Non e’ un luogo adatto a lui. Potra’ anche essere un buon nuotatore, ma quanto a lungo potra’ nuotare? Con tutta probabilita’ si stanchera’ e anneghera’. Similmente, noi siamo spirituali per natura. Come possiamo essere felici nel mondo materiale? Non e’ possibile. Gli uomini cercano di rimanervi comunque, tentando con tutti i mezzi di sopravvivere. Ma questi espedienti non rendono felici. Se si vuole veramente essere felici, il sistema e’ acquisire l’amore per Dio. Finche’ non si ama Krishna, finche’ non si smette di amare i gatti, i cani, il paese, la nazione e la societa’ e non si concentrail proprio amore su Krishna, non e’ possibile essere felici. Rupa Gosvami ha fornito un bell’esempio a questo riguardo: ci sono molte droghe che portano la persona a concepire varie idee o allucinazioni, ma finche’ non si gusta la droga ultima dell’amore per Dio, il Krishna-prema, si verra’ catturati dalla meditazione, dal monismo impersonale e da molte altre distrazioni.

Caitanya Mahaprabhu dice che per ottenere il puro amore per Krishna si deve praticare il servizio devozionale, la coscienza di Krishna. Occorre impegnarsi esclusivamente nel servire Krishna. Il piano piu’ elevato e perfetto di pura devozione e’ la liberazione da tutti i desideri materiali, da tutta la speculazione mentale e da tutte le attivita’ gratificatorie. Il principio basilare della pura devozione e’ non avere altro desiderio che diventare pienamente coscienti di Krishna. Anche se tutte le altre forme di Dio sono sempre Krishna, non si deve adorare nessun’altra forma che non sia quella di Krishna con il flauto, quella della Divinita’ di Radha-Krishna. Concentrandosi su quella forma, spariranno la speculazione mentale e le attivita’ gratificatorie. Occorre coltivare la coscienza di Krishna in modo favorevole, e cio’ significa servire Krishna in modo da renderLo soddisfatto. Non si ottiene la coscienza di Krishna fabbricandosi da soli la propria strada. Posso pensare che sto facendo qualcosa in coscienza di Krishna, ma chi l’ha approvata? Per esempio, nella Bhagavad-gita, Arjuna esito’ a combattere per ragioni morali, ma vedeva la situazione dal punto di vista della gratificazione, punto di vista nel quale si deve godere o soffrire dei risultati. Arjuna pensava che se avesse ucciso i membri della sua famiglia, avrebbe dovuto subirne le reazioni. La sua conclusione, pero’, non fu approvata da Krishna. La legge dell’azione e della reazione nel mondo materiale e’ chiamata karma, ma il servizio devozionale trascende il karma.

Il puro amore dev’essere libero dalla contaminazione delle attivita’ gratificatorie {karma), della speculazione mentale e del desiderio materiale. Il puro servizio devozionale dovrebbe essere favorevolmente fissato su Krishna. “Favorevolmente” significa secondo i Suoi desideri. Krishna desiderava che la battaglia di Kuruksetra avesse luogo; tutto era gia’ stato organizzato da Lui. Ad Arjuna fu detto: “Tu stai pensando a modo tuo, ma anche se non combatti, stai pur certo che nessuno di questi guerrieri riuniti qui fara’ ritorno a casa, perche’ tutto e’ gia’ stato predisposto da Me. Tutti saranno uccisi. Tutto e’ gia’ stato predeterminato.” Il volere di Dio non puo’ essere cambiato. Krishna ha due qualita’: puo’ proteggere e puo’ uccidere. Se vuole uccidere qualcuno, non c’e’ niente al mondo che possa proteggerlo, e se vuole proteggere qualcuno, non c’e’ niente al mondo che possa ucciderlo. Il desiderio di Krishna e’ supremo. Dobbiamo dunque far combaciare i nostri desideri con i Suoi. Qualunque cosa Krishna desideri non puo’ essere ne’ invalidata ne’ annullata da alcuno perche’ Egli e’ il Signore Supremo. E’ nostro dovere far combaciare i nostri atti con i Suoi desideri, e non fare un’azione per poi dichiarare: “Sto facendo quest’azione in coscienza di Krishna.” Dobbiamo accertarci con molta cura che Krishna la voglia veramente. Questa conoscenza autorizzata viene impartita dal rappresentante di Krishna. Nelle nostre preghiere di elogio al maestro spirituale noi cantiamo ogni giorno: “Se il maestro spirituale e’ soddisfatto, Dio e’ soddisfatto. E se non soddisfiamo il nostro maestro spirituale, non c’e’ modo per soddisfare Dio.”

Per quanto possibile, e’ bene seguire le istruzioni del maestro spirituale, perche’ questa predisposizione ci permettera’ di progredire. Ero gia’ anziano quando sono venuto in America e ora sto tentando d’insegnare la coscienza di Krishna, perche’ il mio maestro spirituale mi ha ordinato di farlo. E il mio dovere, non so se sara’ un successo o un fallimento. Non ha importanza, avro’ compiuto il mio dovere se potro’ presentarvi cio’ che ho ascoltato dal mio maestro spirituale. Questa e’ definita esecuzione favorevole della coscienza di Krishna. Coloro che sono veramente seri dovrebbero seguire le istruzioni di Krishna attraverso il Suo rappresentante con tutto il cuore e l’anima. Chi fa suo questo principio e’ sicuro di progredire. Questo era l’insegnamento di Caitanya Mahaprabhu e anche il mio maestro spirituale diceva: “Il maestro spirituale e’ il tramite trasparente.” Per esempio, io posso vedere bene le lettere di questo libro usando questi occhiali trasparenti, senza i quali non sarei in grado di vedere perche’ ho un difetto alla vista. Anche i nostri sensi sono difettosi. Non possiamo vedere Dio con questi occhi, non possiamo ascoltarLo con questi orecchi, non possiamo fare niente senza l’aiuto del maestro spirituale. Proprio come un occhio difettoso non puo’ vedere senza il tramite delle lenti, cosi’ non si puo’ avvicinare il Signore Supremo senza il tramite trasparente del maestro spirituale. “Trasparente” significa che il tramite dev’essere libero dalla contaminazione. Se e’ trasparente, si puo’ vedere attraverso di lui.

Nel puro amore per Dio dobbiamo usare i nostri sensi —sarvendriya, tutti i sensi. Cio’ significa che anche il sesso va impegnato nella coscienza di Krishna. Il concetto di Dio come padre o come madre non permette l’uso del sesso nel servizio al Signore perche’ non esiste relazione sessuale con il padre o la madre. Ma nella concezione di Dio come amante c’e’ anche un impegno sessuale. Caitanya Mahaprabhu forni’ dunque l’informazione piu’ elevata sul nostro modo di relazionare col Signore Supremo. Nelle altre religioni Dio e’ il piu’ delle volte considerato un padre o una madre. Molti fedeli, in India, considerano la dea Kali come la rappresentante di Dio. Naturalmente cio’ non e’ autorizzato, ma la credenza resta, e anche nella religione cristiana si concepisce Dio come il padre. Caitanya Mahaprabhu dice invece che si puo’ avere con Dio anche una relazione sessuale. Questa informazione e’ il contributo straordinario di Sri Caitanya Mahaprabhu. Nel mondo materiale la relazione sessuale e’ considerata la relazione piu’ elevata, il piacere piu’ grande, sebbene esista solo in forma distorta, ma nessuno ha mai concepito che possano esistere relazioni sessuali nel mondo spirituale. Non esiste un singolo esempio di questa teologia in alcuna parte del mondo. Questa informazione ci viene fornita per la prima volta da Caitanya Mahaprabhu: Dio, la Persona Suprema, puo’ essere un marito o un amante. Questa relazione e’ possibile adorando Radha e Krishna, ma nessuno, in particolare gli impersonalisti, possono comprendere Radha-Krishna. Gli impersonalisti non hanno nessuna idea, non riescono neanche a concepire che Dio possa avere una forma. Caitanya Mahaprabhu dice invece che non solo Dio ha una forma ma puo’ avere anche una vita sessuale. Questo e’ il contributo piu’ elevato di Caitanya Mahaprabhu.

Si puo’ servire il Signore Supremo avendo con Lui relazioni diverse, ma nel mondo materiale le relazioni sono solo un riflesso distorto di quelle originali. Quali sono le nostre relazioni in questo mondo? Quali sono le nostre idee di societa’, amicizia e amore? Sono tutte basate sulla concezione materialistica della vita. Nella nostra societa’ qualcuno e’ impegnato a fare il padre o la madre, altri s’impegnano a fare i mariti o le mogli, altri ancora gli amanti egli amati. Ci sono anche altri rasa (relazioni), come quella di inimicizia verso qualcuno. Esistono dodici relazioni diverse, di cui cinque predominanti. Le altre sette sono relazioni indirette come, ad esempio, l’inimicizia. Generalmente c’e’ una relazione anche tra nemici, persino tra l’omicida e la sua vittima. Per quanto riguarda la nostra relazione con Krishna, persino se si stabilisce con Lui una relazione di inimicizia, la nostra vita avra’ successo. Percio’, quando utilizziamo i sensi per Krishna, ci stabiliamo in una delle dodici relazioni, di cui cinque dirette e sette indirette.

Quando Krishna apparve nell’arena di Kamsa, erano presenti molti robusti lottatori pronti a ucciderLo. In effetti fu invitato la’ proprio per essere ucciso. Il suo nemicoKamsa pensava: “I ragazzi arriveranno presto. Abbiamo tentato per ben sedici anni di ucciderli, ma non ci siamo riusciti. Ora pero’ ho invitato Krishna come ospite e quando arrivera’, combattera’ contro questi lottatori che Lo uccideranno.” La gente atea e demoniaca pensa sempre a Krishna, a Dio, con l’idea di ucciderLo, percio’ presentano le loro teorie sulla morte di Dio. Pensano che se Dio muore, saranno liberi di agire come preferiscono. Dio puo’ essere vivo o morto, ma il Suo agente, l’energia materiale, e’ talmente forte che nessuno puo’ liberamente sbagliare. Appena si fa qualcosa di sbagliato, si viene immediatamente puniti. Non e’ necessaria la presenza di Dio. Dio puo’ essere vivo o morto, ma l’energia materiale e’ sufficiente per punire chiunque violi le leggi materiali, persino sul piano piu’ sottile. Dio ha stabilito queste condizioni, ma la gente stupida non capisce.

Sri Caitanya raccomanda di usare favorevolmente tutti i sensi al servizio di Krishna nella pura vita devozionale. Si dovrebbero usare favorevolmente i sensi e fare cio’ che Krishna desidera. E’ persino positivo impiegare i sensi contro il volere di Krishna, continuando pero’ a pensare a Lui. La demoniaca Putana, per esempio, pensava di uccidere Krishna. Il compito delle persone di natura divina e’ servire Krishna, mentre i demoni e gli atei sono sempre pronti a ucciderLo. Putana pensava: “Uccidero’ Krishna.

E solo un bambino.” Questo e’ un altro errore dei demoni. Credono che Krishna, Dio, sia un bambino o un uomo comune, percio’ Putana pensava: “Spalmero’ il mio seno con del veleno e quando il bambino succhiera’ il mio latte morira’.” Analizzando questo episodio, vediamo che lei avvicino’ Krishna come nemica, ma Krishna, nella Sua grande misericordia, l’accetto’ come amica. Non tenneconto della sua mentalita’ demoniaca e l’accetto’. Ogni entita’ vivente e’ condizionata, ma Krishna non lo e’. Un dottore o uno psichiatra curano i pazzi ma non lo diventano. A volte un paziente puo’ arrabbiarsi col dottore e rivolgersi a lui con parole pesanti, ma il dottore resta calmo e pensa solo a curarlo. Anche Krishna Si comporta cosi’, se qualcuno Lo considera un nemico Krishna non diventa il suo nemico.

Putana si reco’ da Krishna per avvelenarLo, ma Lui considero’ la sua azione in altro modo: “Ho succhiato il suo latte, percio’ e’ diventata Mia madre.” Krishna la tratto’ proprio come Sua madre e lei ottenne la liberazione e la stessa posizione della vera madre di Krishna, Yasoda. La conclusione e’ che stabilire una relazione favorevole con Krishna e’ la perfezione piu’ elevata, ma anche se ci si rivolge a Lui sfavorevolmente, Krishna e’ talmente misericordioso che alla fine concede la liberazione. Tutti i nemici uccisi da Krishna furono immediatamente liberati.

Due categorie di persone possono immergersi nel brahmajyoti impersonale: coloro che intenzionalmente aspirano a immergersi nel brahmajyoti impersonale, e i nemici di Krishna che sono stati uccisi da Lui. Il devoto conclude quindi: perche’ dovrei accettare una condizione che e’ offerta persino a coloro che sono nemici di Dio?

Caitanya Mahaprabhu raccomanda il puro servizio devozionale. Non dev’essere presente alcun desiderio di appagamento dei propri desideri materiali, nessun tentativo di comprendere Krishna con la filosofia empirica, nessuna attivita’ tesa a ottenere benefici materiali da Krishna. L’unico desiderio dev’essere quello di servirLo favorevolmente, come Lui desidera. Se Krishna vuole qualcosa, dobbiamo farla. Immaginiamo che io chieda a un discepolo: “Caro studente, dammi per favoreun bicchiere d’acqua.” E suo dovere darmi un bicchiere d’acqua. Se invece pensa: “Prabhupada vuole un bicchiere d’acqua, ma perche’ non dargli qualcosa di meglio? Perche’ non portargli un bicchiere di latte caldo?”, questo non e’ servizio. Dal suo punto di vista il latte caldo e’ piu’ gustoso e migliore dell’acqua, ma poiche’ io ho chiesto dell’acqua, deve darmi dell’acqua non del latte. Questo e’ servizio favorevole. Occorre comprendere cosa Krishna vuole. Quando e’ presente questa intima relazione, si serve Krishna nel modo piu’ favorevole, ma finche’ questa relazione non e’ presente, si devono chiedere informazioni su cosa Krishna desidera mediante il tramite trasparente del maestro spirituale.

Un vaisnava non pensa mai di avere una relazione diretta conKrishna. Sri Caitanya dice: “Sono il servitore del servitore del servitore del servitore —centinaia di volte servitore del servitore —di Krishna.” Dobbiamo acconsentire a diventare il servitore del servitore del servitore. Questo e’ il metodo della successione dei maestri spirituali, e se si vuole raggiungere il vero e trascendentale amore per Dio, occorre adottare questo metodo. Poiche’ la gente non vuole accettarlo, non sviluppa vero amore per Dio. Parla di Dio ma in effetti non Lo ama, e non coltivando il puro servizio devozionale ripone il proprio amore nei cani.

Noi diciamo “amore per Dio”, ma finche’ non adottiamo questo principio, continueremo ad amare i cani, non Dio. Questo e’ l’errore. Caitanya Mahaprabhu dice che se si vuole veramente amare Dio, occorre seguire il metodo del puro servizio devozionale. Egli non espone le Sue teorie personali; le Sue affermazioni sono confermate da Scritture vediche come il Narada-pancaratra e lo Srimad-Bhagavatam. Questi due libri, e la Bhagavad-gita, sono Scritture autentiche, concepite per i devoti. Caitanya Mahaprabhu cita un verso del Narada-pancaratra: hrsikena hrsikesa-sevanam bhaktir ucyate. Questa e’ la definizione del puro servizio devozionale. Hrsikena hrsikesa-sevanam. Hrsikena significa “per mezzo dei sensi”. Dobbiamo impiegare i nostri sensi, non solo la mente. Se qualcuno dice: “Sto pensando sempre a Krishna”, questo non e’ puro servizio devozionale. La meditazione e’ pensare, ma nessuno pensa a Krishna; tutti pensano al vuoto o a qualcosa d’impersonale. Se qualcuno pensa a Krishna o a Narayana o a Visnu, come prescritto nelle Scritture vediche, allora e’ un vero yogi,. Meditazione yoga significa focalizzare la mente sull’Anima Suprema. L’Anima Suprema e’ la rappresentazione di Krishna nella forma di Narayana a quattro braccia. Persino Patanjali, un’autorita’ dello yoga, prescrive di meditare su Visnu. Come la gente oggi sta fabbricando religioni fasulle, cosi’ gli pseudo-yogi di oggi fabbricano il proprio sistema di meditazione sul vuoto.

Il Narada-pancaratra afferma, hrsikena hrsikesa-sevanam: occorre impiegare non solo la mente ma anche i sensi al servizio del Maestro dei sensi. Queste tre parole sanscrite sono molto significative. Hrsikesa significa “il Signore dei sensi”. Bhakti-yoga significa servire con i sensi il Signore dei sensi. Il Signore dei sensi e’ Krishna. Ricordiamoci che i nostri sensi sono la prova che abbiamo voluto godere di questo mondo materiale, e ce li ha procurati il Signore per il nostro godimento. Il maiale possiede un particolare tipo di corpo e di sensi perche’ ha voluto godere mangiando escrementi. Similmente, un uomo ha un particolare tipo di corpo e di sensi perche’ ha voluto godere di qualcos’altro. Noi siamo dotati di sensi particolari e condizionati con cui poter godere del mondo materiale, e sono questi sensi che devono essere purificati. I nostri sensi sono puri in origine, ma ora sono coperti dai desideri materiali. Dobbiamo guarire e liberarci da questi desideri. Quando i sensi non sono piu’ inclini alla gratificazione materiale, ci troviamo nella condizione chiamata pura devozione.

Da questo verso del Narada-pancaratra, comprendiamo che l’anima spirituale ha sensi originali. Per quanto piccolo possa essere il corpo in cui e’ entrata, l’anima spirituale non e’ impersonale, ma ha dei sensi. Vediamo un insetto che si posa sul nostro libro. E’ cosi’ minuscolo, piu’ minuscolo della capocchia di uno spillo, eppure si muove e possiede tutti i sensi. Anche i piccoli batteri si muovono e hanno i loro sensi. Tutte le entita’ viventi possiedono i sensi sin dall’origine. I sensi non si sono sviluppati in determinate condizioni materiali. La teoria atea afferma che abbiamo sviluppato i nostri sensi in determinate condizioni materiali, mentre nella condizione spirituale ne eravamo privi; siamo percio’ impersonali. Secondo la logica e il ragionamento non puo’ essere cosi’. Una minuscola particella di energia spirituale, anche se piu’ piccola di un atomo, possiede i sensi. Questi sensi, essendo coperti dagli elementi materiali, si manifestano in maniera distorta. Dobbiamo purificare i nostri sensi e quando questi sono purificati possiamo impegnarli per il piacere del Maestro dei sensi. Krishna e’ il Maestro e il Proprietario dei sensi. Essendo noi minuscoli frammenti del Signore Supremo,i nostri sensi ci vengono prestati da Lui, sono per cosi’ dire in affitto. La cosa migliore e’ dunque usarli per la Sua soddisfazione e non per la nostra. Questo e’ il metodo della pura coscienza di Krishna.

Sri Caitanya trae dallo Srimad-Bhagavatam un esempio di pura devozione: e’ spiegato nel Bhagavatam che Krishna e’ situato nel cuore di ogni essere, e come i fiumi scorrono per loro naturale tendenza verso il mare, non appena si ascoltano le glorie del Signore, l’anima si sente immediatamente attratta da Lui. Questo e’ l’inizio del puro servizio di devozione. Non appena si sente la vibrazione del canto Hare Krishna, subito il nome di Krishna, le Sue glorie, la Sua dimora, i Suoi compagni e tutto cio’ che e’ intorno a Lui si manifestano all’interno di noistessi perche’ Lui vi e’ gia’ presente. Questo e’ l’inizio della coscienza di Krishna. Ricordare i riferimenti di un contesto significa che non appena si sente una parola-codice, ci si ricorda all’istante di tutte le informazioni che quel codice riporta alla memoria. Similmente, quando la nostra mente viene attratta da Krishna e da cio’ che Lo riguarda, ascoltando semplicemente una piccola glorificazione delle Sue qualita’, la pura coscienza di Krishna ha inizio. Allora non sara’ piu’ presente gati, l’agitazione della mente.

Questo e’ cio’ che accadde alle gopi: non appena udirono il suono del flauto di Krishna, abbandonarono ogni cosa. Alcune stavano riposando, altre sbrigavano le faccende domestiche, altre si stavano prendendo cura dei loro bambini, ma appena sentirono il flauto di Krishna, dimenticarono tutto e corsero da Lui. I loro mariti, i loro fratelli e i loro padri dissero: “Perche’ andate via abbandonando il vostro dovere?” Ma loro non se ne preoccuparono, semplicemente se ne andarono. Non esiste ostacolo o impedimento che possa trattenere la mente dall’immergersi in Krishna. Questo e’ l’inizio della pura devozione.

Purusottama significa Krishna. La parola purusa significa “colui che gode”. Gli esseri condizionati sono falsi goditori, goditori per imitazione. Qui, nel mondo materiale, tutti gli esseri agiscono come se fossero purusa. Il significato piu’ corretto della parola purusa e’ “maschio”. Il maschio e’ colui che gode, mentre la femmina e’ colei che da’ godimento al maschio. Nel mondo materiale, che si possieda un corpo di maschio o di femmina, ognuno e’ propenso a godere ed e’ per questo che si e’ tutti purusa. Ma in effetti l’unico purusa e’ il Signore Supremo. Noi, entita’ viventi, siamo la Sua energia ed Egli e’ il supremo goditore. Noi nonsiamo purusa. Le energie sono usate per godere, e noi siamo energie, strumenti della Persona Suprema. Percio’ Purusottama e’ la Persona Suprema e trascendentale, Krishna. Quando la nostra pura devozione per Dio, viene impiegata senza ostacoli o impedimenti, questo e’ il sintomo della pura coscienza di Krishna.

Non c’e’ alcuna ambizione o motivazione nella pura coscienza di Krishna. Qualsiasi altra funzione spirituale o metodo di adorazione poggia su una motivazione: qualcuno vuole la liberazione, qualcuno la prosperita’ materiale, qualcuno vuole andare su un pianeta piu’ elevato, qualcuno vuole andare a Krishnaloka. Queste ambizioni non ci devono essere. Un puro devoto non ha queste ambizioni, non desidera neanche tornare alla dimora suprema di Krishna. Naturalmente vi ritorna, ma e’ completamente privo di desideri. Desidera semplicemente impegnarsi con tutto se stesso al servizio di Krishna.

Ci sono diversi tipi di liberazione. C’e’ la liberazione salokya, cioe’ vivere sullo stesso pianeta del Signore Supremo, come i residenti dei pianeti Vaikuntha, che vivono sullo stesso pianeta della Persona Suprema. La liberazione sarsti significa invece godere quasi della stessa opulenza di Narayana. L’anima individuale liberata appare proprio come Narayana, con quattro mani, con i quattro emblemi, con quasi tutte le Sue caratteristiche fisiche, la stessa opulenza, gli stessi ornamenti, gli stessi palazzi, simile in tutto. Sarupya significa avere la stessa forma, le stesse caratteristiche. Samipya significa non essere mai lontani dal Signore Supremo, ma essere sempre in Sua compagnia. Per esempio, si puo’ stare insieme al Signore come noi stiamo seduti insieme. Questo tipo di liberazione si chiama Samipya-mukti, la liberazione della vicinanza. I puri devoti, comunque, non accettano queste forme di liberazione. Vogliono solo impegnarsi nel servizio di Krishna e non sono interessati ad alcun tipo di liberazione. Coloro che sono veramente coscienti di Krishna ottengono la compagnia del Signore Supremo, ma non la desiderano; la loro unica ambizione e’ essere impegnati nel servizio trascendentale del Signore. La perfezione piu’ elevata nell’ambito del servizio devozionale e’ dimostrata quando un devoto rifiuta di accettare qualsiasi benedizione o beneficio dal Signore Supremo. A Prahlada Maharaja venne offerta qualsiasi cosa desiderasse, doveva solo chiederla, ma egli disse: “Mio Signore, sono il Tuo eterno servitore. E’ mio dovere servirTi, come posso quindi accettare qualche beneficio in cambio? Non sarei piu’ il Tuo servitore, sarei solo un mercante.” Rispose in questo modo, e cio’ contraddistingue una persona pura. Krishna e’ cosi’ gentile che esaudisce tutti i desideri di un devoto, anche se questi vuole delle benedizioni materiali. Se in fondo al cuore del devoto c’e’ qualche desiderio, Krishna lo esaudisce. E’ cosi’ gentile! Ma la posizione sublime del bhakti-yoga, del servizio devozionale, e’ il rifiuto da parte del puro devoto di accettare qualsiasi tipo di liberazione, anche se offerta dal Signore Supremo.

Se dentro di noi nutriamo desideri o motivazioni materiali, e se per realizzarli ci avvaliamo del servizio devozionale, il risultato sara’ che non acquisiremo mai il puro amore per Dio. Se pensiamo: “Sono impegnato nella coscienza di Krishna, nel servizio devozionalea Krishna, perche’ voglio questo e quello”, quel desiderio sara’ esaudito, ma non otterremo mai il puro amore per Krishna, quello che avevano le gopi. Se abbiamo qualche motivazione, anche se facciamo il nostro dovere devozionale, non riusciremo a raggiungere il piano del puro amore per Dio. In un verso del Bhakti-rasamrta-sindhu, Rupa Gosvami dice: “Finche’ si desiderano i beni materiali (bhukti) o la liberazione (mukti), si otterranno solo queste due rappresentazioni spettrali.” Fintanto che maya e’ presente nel cuore, come potremo godere della gioia spirituale che scaturisce dal puro amore per Dio? In altre parole, se abbiamo ancora desideri materiali, o anche desideri di liberazione, non potremo conseguire il puro amore per Dio. La pura devozione e’ scevra da qualsiasi desiderio: e’ puro servizio d’amore senza alcun altro scopo.

C’e’ un bellissimo esempio di questa devozione nella vita di Rupa Gosvami. Rupa Gosvami e suo fratello Sanatana Gosvami vivevano separatamente a Vrindavana e praticavano il loro bhajana, il loro servizio devozionale. Rupa viveva nella foresta dove non aveva alcuna possibilita’ di cucinare del cibo gustoso o elemosinare un capati da mangiare. Rupa era il piu’ giovane dei due fratelli e pensava: “Se potessi avere qualche ingrediente, potrei preparare dei piatti gustosi, offrirli a Krishna e invitare mio fratello maggiore.” Aveva questo desiderio. Poco dopo arrivo’ una stupenda ragazza di circa dodici anni che gli consegno’ del cibo abbondante —latte, farina, ghee e altro. Questo e’ il sistema vedico: gli uomini di famiglia offrono del cibo ai viandanti e ai saggi situati nell’ordine di rinuncia. Rupa Gosvami fu molto felice che Krishna gli avesse mandato tanti ingredienti per poter preparare una festa. Preparo’ un bel pranzo e invito’ suo fratello maggiore.

Quando Sanatana Gosvami arrivo’, resto’ molto meravigliato. “Come ti sei procurato tutte queste cose? Hai preparato un ricco rinfresco in questa foresta. Come hai fatto?”

Rupa Gosvami gli spiego’: “Stamattina l’ho desiderato e Krishna mi ha inviato tutte queste cose. E arrivata una bellissima ragazza e me le ha offerte.”

Allora Sanatana disse: “Quella bellissima ragazza era Radharani. Sei stato servito da Radharani, l’eterna consorte del Signore. E’ un grosso errore.” Questa era la loro filosofia. Non accettare mai alcun servizio dal Signore. Volevano solo servire, ma Krishna e’ cosi’ gentile che vuole servire il Suo devoto. Cerca l’opportunita’ di servirlo. E’ una competizione spirituale. Un puro devoto non vuole niente da Krishna, vuole solo servirLo, ma Krishna cerca l’opportunita’ di servire il Suo devoto. Krishna e’ sempre pronto a soddisfare il Suo devoto cosi’ come il Suo devoto e’ sempre pronto a soddisfare Krishna.

Questo e’ il mondo trascendentale. Sul piano assoluto non c’e’ sfruttamento. Tutti vogliono servire, nessuno vuole essere servito. Tu vuoi servire me e io voglio servire te. Questo e’ un meraviglioso modo di pensare. In questo mondo io voglio derubare te e tu vuoi derubare me. Tutto qui. Questo e’ il mondo materiale. Dobbiamo cercare di capire. Nel mondo materiale tutti vogliono sfruttare l’amico, il padre, la madre, tutti quanti. Nel mondo trascendentale, invece, tutti vogliono servire. Ognuno ha Krishna come fulcro del servizio, e tutti i devoti —amici, servitori,genitori, amanti di Krishna —vogliono servirLo. Anche Krishna vuole servirli. E’ una relazione trascendentale. La funzione principale e’ il servizio, sebbene non ve ne sia alcuna necessita’, perche’ ognuno e’ completo in se’. Non c’e’ fame, non e’ necessario mangiare, eppure tutti offrono pietanze squisite. Questo e’ il mondo trascendentale. Fintanto che non raggiungiamo il piano del servizio a Krishna o al Suo devoto, non potremo gustare il piacere trascendentale del servizio. Se abbiamo qualche motivazione, quel gusto non si svegliera’ mai. Il servizio al Signore Supremo e ai Suoi devoti dev’essere senza alcuna motivazione, senza alcun desiderio per una personale gratificazione dei sensi.

LA PERFEZIONE DELL’AUTO-REALIZZAZIONE

Quando Krishna era su questa Terra, tutti gli abitanti di Vrindavana Lo amavano. In realta’, non conoscevano altri che Krishna. Non sapevano se Krishna era o non era Dio, ne’ erano turbati da pensieri come: “Devo amare Krishna perche’ e’ Dio.” Il loro atteggiamento era di puro amore ed essi pensavano: “Non ha importanza che Krishna sia Dio o che non lo sia. Noi Lo amiamo e basta.” Questo e’ il piano del puro, autentico amore. Quando si pensa: “Se Krishna e’ Dio, Lo amero’”,si dovrebbe anche essere consapevoli che questo non e’ il piano del puro amore, ma quello dell’amore condizionato. Quando era sulla Terra, Krishna manifesto’ poteri straordinari e i vraja-vasi, gli abitanti di Vrindavana, pensavano spesso: “Krishna e’ un bambino meraviglioso! Forse e’ un essere celeste.” Pensavano in questo modo perche’ in genere si ha l’impressione che gli esseri celesti siano estremamente potenti. Essi sono potenti solo nel mondo materiale, ma Krishna e’ al di sopra di tutti loro. Il piu’ elevato dei deva, Brahma, espresse la sua opinione su questo argomento nel verso isvarah paramah Krishnah sac-cid-ananda-vigrahak. “Krishna e’ il controllore supremo e il Suo corpo e’ pieno di conoscenza, felicita’ ed eternita’.” (Brahma-samhita 5.1) Poco sapevano gli abitanti di Vrindavana del potere di Krishna come controllore ultimo e maestro di tutti i deva. Il loro amore per Lui non era soggetto a tali considerazioni.

Tutti gli abitanti di Vrindavana amavano Krishna al di la’ di ogni condizione e Krishna li amava allo stesso modo. Vraja-jana-vallabha, giri-vara-dhari. Quando gli abitanti di Vrindavana smisero di fare sacrifici a Indra, il deva che governa i cieli, si trovarono in una situazione estremamente pericolosa. Indra s’infurio’ e invio’ potenti nubi che mandarono una pioggia incessante su Vrindavana per sette giorni. L’intera zona comincio’ a inondarsi e tutti furono molto spaventati. Sebbene Krishna avesse solo sette anni, salvo’ gli abitanti di Vrindavana alzando la collina Govardhana e reggendola come se fosse un ombrello per proteggere il villaggio. In questo modo Krishna dimostro’ a Indra che i guai che stava arrecando potevano essere bloccati semplicemente dal Suo piccolo dito. Vedendo la potenza di Krishna, Indra si getto’ ai Suoi piedi.

Krishna era anche conosciuto come Gopijana-vallabha: l’unico Suo scopo era quello di proteggere le gopi-jana. Questo Movimento per la Coscienza di Krishna intende insegnare alla gente come diventare gopi-jana, puri amanti di Krishna. Quando raggiungeremo il piano del puro amore per Dio, il Signore ci proteggera’ da qualsiasi pericolo anche se questo significasse per Lui alzare una collina o una montagna. Krishna non dovette sottostare ad alcun metodo yoga per alzare la collina Govardhana. Essendo Dio, e’ estremamente potente anche da bambino. Giocava come un bambino e trattava gli altri come fa un bambino, ma quando era necessario Si manifestava come Dio onnipotente. Questa e’ la natura di Krishna; non deve praticare meditazioni o seguire qualche forma di yoga per diventare Dio. Non e’ un Dio costruito, e’ il Dio eterno.

Dio gusta le relazioni d’amore con i Suoi devoti e per soddisfarli assume spesso ruoli che appaiono secondari. Krishna ama diventare il figlio di un devoto e cosi’ diventa l’amato figlio di Yasoda, Yasoda-nandana. Poiche’ Krishna e’ Dio e tutti Lo adorano, nessuno Lo rimprovera, pero’ Egli Si diverte a essere castigato dai Suoi devoti percio’ alcuni di loro assumono il ruolo di Suo padre e Sua madre e recitano la loro parte dicendo: “Va bene, saro’ Tuo padre e Ti castighero’.” Quando Krishna vuole combattere, uno dei Suoi devoti diventa il demone Hiranyakasipu e combatte contro di Lui. In questo modo Dio svolge le Sue attivita’ in compagnia dei Suoi devoti e se aspiriamo a entrare nella Sua compagnia, dobbiamo sviluppare la coscienza di Krishna, la consapevolezza di Krishna.

Yasoda-nandana waja-jana-ranjana. Krishna pensa solo alla soddisfazione dei vraja-jana cosi’ come i vraja-jana pensano solo a soddisfare Krishna. Questo e’ lo scambio d’amore. Yamuna-tira-vana-cari: Krishna, Dio, la Persona Suprema, vaga sulle rive della Yamuna per soddisfare le gopi, i piccoli mandriani, gli uccelli, le api, le mucche e i vitelli. Essi non sono uccelli, api, mucche, vitelli o bambini comuni; hanno tutti raggiunto il vertice della realizzazione spirituale e dopo innumerevoli vite si sono elevati a una posizione tale da poter giocare con Krishna. Questo Movimento per la Coscienza di Krishna da’ l’opportunita’ a qualsiasi persona di andare a Krishnaloka e di stare con Krishna come amico, servitore, padre, madre o amante. Krishna e’ disposto ad assumere qualsiasi di questi ruoli in relazione al Suo devoto. Queste relazioni sono descritte in profondita’ nel libro Gli Insegnamenti di Sri Caitanya. Per poter realizzare la nostra relazione con Krishna, dobbiamo seguire le orme di Sri Caitanya e dei Suoi principali compagni, i sei Gosvami: Sri Rupa, Sanatana, Sri Jiva, Gopala, Raghunatha dasa e Raghunatha Bhatta. I Gosvami s’impegnavano sempre nel canto del mantra Hare Krishna e nella danza estatica. Essi insegnarono che quando ci s’immerge nel Krishna kirtana, nel canto dei Santi Nomi di Krishna, ci s’immerge nell’oceano dell’amore per Lui. Questo e’ il segno della pura devozione. Cosi’, durante i kirtana, i sei Gosvamis’immergevano immediatamente nell’oceano dell’amore per il Signore Supremo.

I sei Gosvami erano cari non solo agli altri devoti di Sri Caitanya Mahaprabhu, ma anche ai non-devoti. Un puro devoto non ha nemici perche’ non e’ invidioso, e’ sempre aperto contutti e non fa discriminazioni del tipo: a questa persona si puo’ permettere di cantare Hare Krishna e a quest’altra no. Sul piano materiale, dove c’e’ dualita’, ci sono differenze tra alto e basso, tra uomo e donna, tra questo e quello, ma sul piano spirituale non esistono queste distinzioni. Il puro devoto, avendo una visione equanime, non e’ invidioso. Poiche’ non e’ invidioso e’ degno di adorazione. Si puo’ dire che una persona e’ degna di adorazione quando non e’ invidiosa perche’ e’ possibile non essere invidiosi solo quando si e’ sul piano spirituale. Questo e’ anche il verdetto espresso nella Bhagavad-gita (5.18-19):

vidya-vinaya-sampanne

brahmane gavi hastini

suni calva svapake ca

panditah sama-darsinah

ihaiva tair jitah sargo

yesaim samye sthitam manah

nirdosam hi samarh brahma

tasma’d brahmani te sthita’h

“L’umile saggio, illuminato dalla vera conoscenza, vede con occhio equanime il brahmana nobile ed erudito, la mucca, l’elefante, il cane e il mangiatore di cani. Coloro che hanno la mente sempre equanime hanno gia’ vinto la nascita e la morte. Sono infallibili come il Brahman, percio’ sono gia’ situati nel Brahman.”

Questa posizione puo’ essere raggiunta solo da chi ha ottenuto la misericordia di Sri Caitanya. Avendola ottenuta, quella persona puo’ liberare dalla contaminazione materiale l’umanita’ sofferente. I sei Gosvami erano puri devoti, e noi offriamo loro i nostri rispettosi omaggi con il mantra: vande rupa-sanatanau raghuyugau sri-jiva-gopalakau. I sei Gosvami erano esperti nello studio approfondito di tutte le Scritture allo scopo di stabilire nel mondo la vera religione. Hanno lasciato molti libri per guidarci, tra i quali il piu’ famoso e’ il Bhakti-rasamrta-sindhu Il Nettare della Devozione di Sri Rupa Gosvami, libro che fornisce al devoto neofita le prime direttive. I Gosvami lavoravano sempre intensamente, giorno e notte, scrivendo libri, cantando e danzando. Erano praticamente liberi dalla necessita’ di mangiare, dormire, riprodursi e difendersi. Non avevano problemi sessuali ne’ sentivano la necessita’ di difendersi perche’ erano talmente assorti in Krishna che ignoravano la paura. Dormivano al massimo un’ora e mezza al giorno e non mangiavano praticamente niente. Quando avevano fame si recavano a casa di qualcuno a chiedere qualchepezzo di pane.

La missione di queste persone sante e’ rendere felice l’umanita’ sofferente elevando tutti alla coscienza spirituale. Nel mondo materiale tutti tentano di sfruttare gli altri —una nazione cerca di sfruttarne un’altra, una societa’ cerca disfruttarne un’altra, un uomo d’affari cerca di sfruttarne un altro e cosi’ via. Questo sfruttamento e’ cio’ che viene definito “lotta per l’esistenza” e per questa lotta la gente ha inventato “la legge del piu’ forte”, ma in realta’ vediamo che anche le persone piu’ potenti devono lottare nell’attuale situazione mondiale. C’e’ una grande competizione tra Russia, America e Cina e tutti ne stanno soffrendo. Infatti, lottare per l’esistenza significa soffrire. I puri devoti di Krishna, invece, non sono interessati a sfruttare gli altri ma ad aiutare la gente a essere felice, percio’ sono venerati su tutti i pianeti. Canakya Pandita disse che un ricco e un saggio non possono essere paragonati perche’ il ricco e’ onorato nel suo paese o nel suo pianeta, mentre il saggio, un devoto di Dio, e’ onorato ovunque vada.

Per un devoto non c’e’ differenza tra paradiso e inferno perche’ Krishna e’ con lui in entrambi i luoghi. Dove c’e’ Krishna, non ci sono inferni: qualsiasi luogo e’ Vaikuntha. Haridasa Thakura, ad esempio, non entro’ mai nel tempio di Jagannatha, a Puri, perche’ era nato in una famiglia musulmana e gli indu’ non permettevano ai musulmani di entrare nel tempio. Egli pensava: “Perche’ dovrei recar loro disturbo? Cantero’ qui, nella mia capanna.” Ma Sri Caitanya, che e’ Jagannatha stesso, Si recava ogni giorno a trovare Haridasa. Questo e’ il potere di un puro devoto: non ha bisogno di andare da Jagannatha, e’ Jagannatha che va da lui. Sri Caitanya Mahaprabhu Si recava da Haridasa Thakura quotidianamente, quando andava a bagnarSi nel mare. Il Signore entrava nella sua capanna e gli chiedeva: “Haridasa, cosa stai facendo?” e Haridasa Gli rispondeva: “Entra per favore, mio Signore.” Questa e’ la posizione di un devoto. Krishna dice dunque che l’adorazione offerta a un Suo devoto e’ piu’ importante di quella diretta a Lui. Il devoto ha la capacita’ di trasmettere Krishna perche’ conosce la scienza della coscienza di Krishna, prende Krishna prasada e trae piacere in Krishna. Gli impersonalisti e coloro che cercano il vuoto fanno aride dissertazioni filosofiche su aham brahmasmi (“io sono spirito”), ma in ultima analisi chi ne sara’ attratto? Qual e’ la differenza tra una persona che pensa: “Io sono un sasso” e un’altra che pensa: “Io sono il vuoto”? Perche’ dovremmodiventare sassi, legno o vuoto? La nostra vera posizione e’ quella di scambiare relazioni d’amore con Krishna.

La scintilla dell’amore per Krishna viene accesa dal maestro spirituale, il puro devoto. Per quanto mi riguarda, il mio maestro spirituale, Sua Divina Grazia Om Visnupada Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Prabhupada, mi ordino’ di assumere la responsabilita’ della diffusione della coscienza di Krishna nel mondo occidentale. Sua Divina Grazia desiderava molto predicare il messaggio di Caitanya Mahaprabhu in Occidente e il mio successo e’ dovuto alla sua grazia e al suo desiderio. Quando incontrai per la prima volta il mio maestro spirituale ero un giovane indiano nazionalista, impegnato in una funzione di responsabilita’. Sebbene non volessi incontrarlo, un mio amico, che vive ancora a Calcutta, mi condusse di forza da Sua Divina

Grazia. Ero riluttante a vederlo perche’ a casa nostra mio padre usava ricevere molti sannyasie io non ero molto soddisfatto del loro comportamento. Pensavo che Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Maharaja potesse essere un altro dello stesso genere e se lo fosse stato, a cosa mi sarebbe servito incontrarlo? Ma il mio amico mi condusse di forza: “Perche’ non incontrarlo?” mi chiedeva. Alla fine mi convinsi e andai con lui traendone grande beneficio.

Nel corso della mia prima visita, Sua Divina Grazia disse che era necessario che giovani colti come me si recassero in paesi stranieri e predicassero il vangelo di Caitanya Mahaprabhu. Risposi che l’India era una nazione dominata da stranieri e che nessuno avrebbe ascoltato il nostro messaggio. In effetti a quel tempo gli stranieri consideravano gli indiani abbastanza insignificanti perche’ rispetto a molte altre nazioni indipendenti, l’India era ancora dominata dagli inglesi. In quelperiodo c’era un poeta bengalese che si lamentava del fatto che persino nazioni non civilizzate erano indipendenti mentre l’India era ancora sotto il dominio britannico. Sua Divina Grazia mi convinse che la dipendenza e l’indipendenza erano solo condizioni temporanee e sottolineo’ che poiche’ siamo interessati a dare un beneficio eterno all’umanita’, dobbiamo raccogliere la sfida lanciata da Caitanya Mahaprabhu. Questo incontro con Sua Divina Grazia, il mio Guru Maharaja, ebbe luogo nel 1922, mezzo secolo fa.

Fui iniziato ufficialmente nel 1933, a tre anni esatti dalla scomparsa del mio Guru Maharaja da questo mondo mortale. All’ultimo momento, proprio due settimane prima della sua scomparsa, mi scrisse una lettera ribadendo le sue istruzioni. Disse in particolare che dovevo cercare di predicare questo vangelo tra la gente di lingua inglese. Dopo aver ricevuto questa lettera, sognai parecchie volte il mio Guru Maharaja che mi chiamava e io che abbandonavo la casa e lo seguivo. Facevo questi sogni e pensavo: “Devo lasciare la mia casa. Il mio Guru Maharaja vuole che lasci la casa e prenda il sannyasa.” Allo stesso tempo pensavo: “E terribile. Come posso lasciare la mia casa? Mia moglie? I miei figli?” Questa e’ maya. In realta’ non volevo lasciare la vita familiare, ma il mio maestro spirituale mi costrinse a farlo. Seguendo le sue istruzioni, lasciai la casa e i figli e ora egli mi ha concesso tanti meravigliosi figli in tutto il mondo. Cosi’, servendo Krishna, non si diventa mai perdenti, e questo esempio e’ tratto dalla mia esperienza pratica.

Quando lasciai l’India da solo nel 1965, temevo che sarei andato incontro a grossi problemi. Il governo indiano non mi permise di portare denaro fuori dal Paese, quindi partii solo con alcuni libri e 40 rupie. Arrivai aNew York in queste condizioni, ma poi tutto accade per la grazia del mio Guru Maharaja e di Krishna. Tutto accade per la misericordia congiunta di Krishna e del maestro spirituale. La Caitanya-caritamrta afferma che la misericordia di Krishna e del guru sono congiunte. Questo e’ il segreto del successo del Movimento per la Coscienza di Krishna. Krishna e’ sempre dentro di noi, conosce tutto dei nostri piani e ci fornisce l’opportunita’ di metterli in pratica. Se decidiamo di godere di questo mondo, Krishnaci fornisce l’intelligenza per diventare esperti uomini d’affari, politici popolari o uomini astuti in modo da farci guadagnare del denaro e divertirci. Secondo il modello di vita materialistica, molta gente diventa potente. Inizia in una situazione di poverta’ e presto, con una buona dose di fortuna, diventa milionaria. Non pensiamo pero’ che ottengano il successo grazie ai loro miseri sforzi. Senza l’intelligenza non si puo’ migliorare, e quell’intelligenza viene fornita da Krishna. Nella Bhagavad-gita Krishna afferma che Egli e’ situato nel cuore di ognuno di noi come Anima Suprema e che per Sua volonta’ un uomo puo’ ricordare o, sempre per Sua volonta’, puo’ dimenticare. Krishna fornisce il ricordo e l’oblio secondo i desideri dell’entita’ vivente. Se vogliamo dimenticare Krishna e godere del mondo materiale, Egli ci fornira’ l’intelligenza necessaria per poterLo dimenticare continuamente.

Molta gente pensa: “Posso godere anch’io del mondo materiale. Tutti hanno questa possibilita’, e non c’e’ ragione che io non mi diverta come gli altri.” Questa e’ un’idea illusoria perche’ non esiste vero piacere nel mondo materiale. Possiamo arrivare a una posizione molto importante come quella del Presidente Kennedy. Possiamo essere belli, famosi, intelligenti e ben educati, ricchi e potenti e possiamo anche avere una bella moglie e dei bei bambini e raggiungere la posizione piu’ elevata del Paese —ma in qualsiasi momento siamo soggetti alla morte. Questa e’ la natura del mondo materiale: dobbiamo fronteggiare pericoli ad ogni passo. Non e’ possibile ottenere il piacere senza impedimenti. Anche quando l’otteniamo e’ solo dopo grandi lotte e sacrifici, ed e’ comunque temporaneo, perche’ nel mondo materiale non esiste piacere che possiamo gustare costantemente ed eternamente. Solo Krishna ce lo puo’ dare.

Krishna afferma nella Bhagavad-gita che e’ necessario porre termine a quest’assurda attivita’ materiale e arrendersi a Lui. Purtroppo in quest’epoca la gente e’ cosi’ attratta dallo scintillio della natura materiale, dall’illusione, maya, da non essere molto interessata. Krishna dichiara persino che se ci arrendiamo a Lui, ci proteggera’ dalle reazioni delle nostre attivita’ peccaminose, ma la gente e’ cosi’ attaccata che non riesce ad arrendersi. Ha sempre paura di perdere qualcosa arrendendosi a Lui, proprio come io avevo paura di perdere la mia famiglia andando in Occidente a predicare, ma Krishna e’ cosi’ gentile che se anche ci toglie qualcosa, ci da’ una ricompensa migliaia di volte piu’ grande.

Il maestro spiritualee’ cosi’ gentile che va di porta in porta, di paese in paese, di citta’ in citta’, e prega: “Cari signore e signori, cari ragazze e ragazzi, aderite alla coscienza di Krishna.” In questo modo rende un servizio molto confidenziale a Krishna. Krishna e’ il Signore Supremo che impartisce gli ordini, e il maestro spirituale li esegue, percio’ egli e’ molto caro a Krishna. Per lui non fa differenza se Krishna lo manda in paradiso o all’inferno. Per il maestro spirituale, per il puro devoto, il paradiso e l’inferno sono la stessa cosa se non c’e’ la coscienza di Krishna. All’inferno la gente soffre in diversi modi, e in paradiso soddisfa in diversi modi i sensi, ma un devoto del Signore puo’ vivere in qualsiasi luogo dove sia presente la coscienza di Krishna e poiche’ porta questa coscienza con se’, e’ sempre soddisfatto in se stesso. Se viene mandato all’inferno, sara’ soddisfatto semplicemente cantando Hare Krishna. Egli non crede nell’inferno, crede in Krishna. E se andasse in paradiso, dove ci sono molte opportunita’ di gratificare i sensi, ne rimarrebbe distaccato, perche’ i suoi sensi sono gratificati da Krishna. Per il servizio del Signore, il devoto e’ pronto ad andare in qualsiasi luogo, ed e’ quindi molto caro a Krishna.

I filosofi impersonalisti che hanno rinunciato al mondo dicono che questo mondo e’ falso e che la verita’ e’ il Brahman impersonale. Ma se si chiedesse loro di entrare nella societa’ dove la gratificazione dei sensi predomina, rifiuterebbero per paura di essere contaminati da quelle condizioni. Per una persona cosciente di Krishna non esistono tali difficolta’. Poiche’ e’ controllata da Krishna e ha preso rifugio in Lui, non ha timore di recarsi in nessun luogo.

Quando i devoti si trovano in un luogo dove non e’ presente la coscienza di Krishna, non vanno incontro a nessun pericolo perche’ colgono l’opportunita’ di cantare Hare Krishna e riempiono quel luogo di coscienza di Krishna. Quest’opportunita’ va colta sempre. Non ci si deve chiudere in una stanza e cantare da soli. Il grande saggioNarada e’ un uomo dello spazio che viaggia in tutto l’universo. Anche se puo’ vivere sui pianeti piu’ elevati, a volte va a predicare all’inferno. Questa e’ la bellezza di un servitore di Dio —agisce sempre per amore di Krishna e delle Sue particelle.

Ilprincipio fondamentale del servizio devozionale e’ il puro amore per Krishna. A prescindere dalla posizione di un particolare devoto —quella di amico, di servitore, di genitore o di amante di Krishna —il suo servizio e’ incondizionato perche’ la coscienza di Krishna non dipende da alcuna condizione materiale. E’ trascendentale e non ha nulla a che fare con le influenze della natura materiale.

Un devoto non ha paura di recarsi in qualsiasi luogo e per questa ragione vede con equanimita’ qualsiasi condizione materiale. Nel mondo materiale possiamo dire che questo e’ un bel luogo e quello non lo e’, ma il devoto non e’ soggetto a queste dualita’ mentali. Per il devoto il principio di base dell’esistenza materiale e’ negativo, perche’ esistenza materiale significa dimenticare Krishna.

Nella fase neutra della devozione si dara’ maggiore importanza allo sfolgorio impersonale del Signore e all’Anima Suprema presente nel cuore, ma la coscienza di Krishna si sviluppa quando si pensa: “Krishna e’ il mio intimo maestro nell’ambito delle relazioni personali.” All’inizio, naturalmente, la realizzazione impersonale e la realizzazione dell’Anima Suprema sono parte della coscienza di Krishna. La realizzazione parziale di Dio nel Suo aspetto impersonale o nel Suo aspetto diAnima Suprema permette di sviluppare un sentimento di venerazione verso il Signore, ma quando si ha una relazione intima con Krishna come amico, maestro, figlio o amante, quella venerazione scompare.

Questo piano di relazione personale e’ certamente piu’ elevato della realizzazione impersonale o di quella dell’Anima Suprema, il Paramatma. Nella concezione neutra si realizza che la Verita’ Assoluta e noi siamo uno in qualita’, o si realizza di essere frammenti del Supremo. Questa e’ certamente conoscenza, ma quando si sviluppa una relazione personale con Krishna come servitore, si comincia ad apprezzare la piena opulenza del Signore Supremo. Colui che realizza che Dio e’ completo nelle Sue sei opulenze inizia veramente a servirLo. Non appena si diventa consapevoli della grandezza di Krishna e si comprende la Sua superiorita’, inizia il servizio. Una persona che serve il Signore per soddisfare i sensi del Signore diventa soddisfatta perche’ Krishna e’ l’Anima Suprema e l’entita’ individuale e’ un Suo frammento. Se Egli e’ soddisfatto lo e’ anche l’entita’ vivente. Se si soddisfa lo stomaco, tutte le parti del corpo saranno soddisfatte perche’ dallo stomaco ricevono il nutrimento necessario. Quando uno dei miei confratelli inizio’ a sventagliare il mio Guru Maharaja in una giornata particolarmente calda, il mio maestro chiese: “Perche’ mi stai sventagliando cosi’ all’improvviso?” Il ragazzo rispose: “Perche’ se tu sei soddisfatto, noi tutti lo siamo.” Questa e’ la formula —non dobbiamo cercare di soddisfare i nostri sensi separatamente, ma dobbiamo cercare di soddisfare i sensi di Krishna. Allora saremo soddisfatti anche noi.

Una persona cosciente di Krishna cerca sempre di soddisfare Krishna e questo e’ l’inizio della coscienza di Krishna. Poiche’ nella concezione impersonale Dio non ha forma, non c’e’ alcuna possibilita’ di soddisfare i Suoi sensi. Se invece si considera Krishna un maestro, si puo’ renderGli servizio. Nella Bhagavad-gita ci si riferisce a Krishna come Hrsikesa, maestro dei sensi. Quando si e’ compreso che la Verita’ Assoluta e’ il maestro dei sensi, che i nostri sensi sono prodotti dai Suoi sensi, e che dovrebbero percio’ essere usati per la soddisfazione dei Suoi sensi, la coscienza di Krishna che e’ assopita all’interno di ciascuno di noi, si risveglia. Una volta Caitanya Mahaprabhu chiese: “Qual e’ la differenza tra la posizione neutra in relazione a Krishna e la relazione di maestro e servitore?” In entrambi i casi si puo’ comprendere la grandezza di Krishna, ma nella posizione neutra non c’e’inclinazione al servizio. Percio’ la relazione maestro-servitore tra Krishna e l’entita’ vivente e’ piu’ elevata. Quando si ottiene l’amicizia di Krishna, si aggiunge un’altra qualita’ trascendentale. E presente il concetto della grandezza di Dio e la necessita’ di renderGli servizio, ma si aggiunge anche un altro sentimento: “Krishna e’ il mio amico, percio’ devo trattarLo in modo da renderLo felice.” Non siamo solo contenti di rendere servizio a un amico, ma vogliamo anche renderlo felice e soddisfatto. Inoltre c’e’ una relazione egualitaria perche’ il rappor