Il Guardiano della Devozione

Tutte le glorie a Sri Sri Guru e Gauranga

Il Guardiano della Devozione

Cronaca di una relazione trascendentale

Sua Divina Grazia Srila Bhakti Raksak Sridhar Maharaj Acharya Fondatore della Sri Chaitanya Saraswat Math

 

 

 

 

Srila Bhakti Raksak Sridhar Maharaj e Srila Bhaktivedanta Swami Prabhupad

Indice

  • Prologo

  • Siksa Guru

  • Prabhupada Panama

  • Gayatri Mantra

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Prologo

La Sri Chaitanya-caritamrta è lo studio post laurea per i Gaudiya Vaisnava e inizia con l’invocazione vande gurun: “Io offro i miei rispettosi omaggi al maestro spirituale”. In ciò, Srila Krishnadasa Kaviraja Goswami rivela che la concezione spirituale che si è sviluppata completamente abbraccia una pluralità di guru.

Le scritture in generale presentano una concezione molto ampia e universale di Sri Guru, sottolineando la sostanza spirituale; quel fiume di nettare che scorre giù fino a questo livello di esistenza dalla sfera più alta attraverso l’ispirazione che si trova nel cuore di un vero Vaisnava. Negare la divina rivelazione che viene attraverso un altro rappresentante con la reputazione di essere casto e fedele al proprio guru può essere offensivo e perfino suicida.

Poiché il guru è il principio funzionante della Divinità che si rivela in questo mondo, secondo i nostri diversi stadi di realizzazione egli può apparire in forme diverse. La castità del discepolo si dimostra nel riconoscere la presenza divina di Sri Guru ovunque si trova e nell’inchinare la sua testa ai piedi di loto del rappresentante attraverso il quale la Divinità sta così benevolmente rivelandosi.

La vera castità delle Vraja gopi fu dimostrata nella loro risposta alla chiamata del flauto di Krishna nel cuore della notte, abbandonando, all’apparenza i loro mariti per farlo (ya nisa sarva-bhutanam tasyam jagarti samyami). Quindi mentre alcune persone sono assopite considerando solo il concetto corporale di Sri Guru, altre stanno destandosi e realizzando la dimensione interiore della sua personalità divina. Sua Divina Grazia Srila Bhakti Raksaka Sridhara Deva Goswami Maharaja ha scritto in Sri Guru and His Grace, “Non dobbiamo identificare il nostro guru con l’aspetto che percepiamo con i nostri sensi fisici. L’identificazione interiore che abbiamo di lui sarà chiarita in base alla crescita della nostra percezione. Quando la nostra visione aumenta e si trasforma da materiale a trascendentale, l’aspetto con cui ci appare cambierà di conseguenza. Altrimenti ciò che vediamo si baserà su una concezione materiale. Forzare con la concezione materiale la Divinità è un crimine, è ignoranza ed è un errore. Dobbiamo liberarci dalla trappola dell’identificare la realtà con la forma fisica che si presenta ai nostri sensi. Attraverso l’eliminazione della concezione esteriore dobbiamo entrare nella concezione interiore e questa sarà la cosa più importante per un discepolo che vuole fare progresso spirituale, se vogliamo entrare nella sostanza del mondo interiore.”

In proporzione alla profondità e intensità del nostro desiderio interiore per un collegamento con la Divinità, la nostra concezione del guru si espanderà. Nel sentimento della separazione da Sri Krishna, le gopi cominciarono a rivolgersi perfino agli alberi chiedendogli: “Dov’è Krishna?”. Srila Bhaktisiddanta Sarasvati Thakura ha scritto: “La forma riflessa dei piedi di loto di Sri Guru nei diversi ricettacoli rivela costantemente molti nuovi argomenti per la nostra istruzione”. Per coloro i quali il proprio occhio divino è stato destato troveranno segni della Divinità ovunque ed in ogni cosa. E’ nostra speranza che i lettori di questo piccolo libretto avvicineranno i contenuti con un atteggiamento di umile sottomissione e un cuore sincero. Inoltre preghiamo che il loro attaccamento ai piedi di loto di Sri Guru possa crescere.

Bhakti Sudhira Goswami

Nota: Sua Divina Grazia Srila A.C. Bhaktivedanta Maharaj è affettuosamente chiamato dai Suoi discepoli come Srila Prabhupad, ” mentre Sua Divina Grazia Srila Bhakti Raksak Sridhar Maharaj è conosciuto dai Suoi discepoli come “Srila Guru. In ogni caso, entrambi si riferiscono al loro maestro .,rituale, Srila Bhaktsiddhanta Saraswati Prabhupad, come “Guru Maharaj e “Prabhupad” nelle conversazioni riportate in questo volume alfine d’evitare equivoci noi abbiamo scelto di riferirci a loro con il nome da sannyasi.

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Siksa Guru

La nostra relazione è molto intima…” Srila A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupad e Srila Bhakti Raksak Sridhar Dev Goswami Maharaj si incontrarono per la prima volta nel 1930 ad Allahabad, India. In una conversazione registrata durante un incontro del 1973 alla Sridhar Maharaj Math a Nabadwip Dham, Bhaktivedanta Swami affermò: “Siamo davvero molto fortunati ad ascoltare Sua Divina Grazia, Om Vishnupad Paramahamsa Parivrajakacharya Bhakti Raksaka Sridhara Maharaj. Per età e per esperienza egli è più anziano di me. Io sono stato fortunato ad aver avuto la sua compagnia per molto tempo, probabilmente già dal 1930, o giù di lì. A quel tempo egli non aveva ancora accettato il sannyasa, aveva appena lasciato casa sua e, come vanaprastha, nel suo vestito bianco, egli venne ad Allahbad.

(Rivolto a Sridhar Maharaj) “Maharaj, penso che voi ricordiate l’episodio di quando veniste ad Allahbad? In quella auspiciosa occasione, noi avemmo l’occasione d’incontrarci. Fu una lunga storia, ci prenderebbe un po’ di tempo, ma ebbi l’opportunità di associarmi per diversi anni con Sridhar Maharaj. A Krishna e a Prabhupada piacque che egli mi preparasse”.

“Sridhara Maharaj visse a casa mia per molti anni, per cui naturalmente ci furono molte occasioni per discutere intimamente ed era mio consulente. Presi i suoi consigli molto seriamente perché fin dall’inizio capii che egli era un puro devoto, un puro Vaisnava. Per questo desideravo la sua associazione e cercavo di aiutarlo. La nostra relazione era veramente molto intima”.

Qui, noi troviamo la storia di una relazione trascendentale tra due puri devoti del Signore. Indicando Srila Sridhar Maharaj come “Sua Divina Grazia” e Om Vishnupad – forma che indica rispetto ad un maestro spirituale- Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj trascese le norme dell’etichetta sociale e della formalità superficiale.

Intimamente associati insieme per un periodo concentrato di poco più di cinque anni, spesso dalle cinque alle sette ore quotidiane, Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj reputava che “Krishna e Prabhupada, vollero che egli mi preparasse” per le sue future ed ampie attività missionarie nel mondo occidentale. Mentre ricordando i loro intimi discorsi, specificatamente a riguardo della Bhagavad-gita, Srila Sridhar Maharaj rievocò la profondità delle loro discussioni. “Una volta mentre discutevamo il verso dadami buddhiyogam tam yena mam upayanti te (“Io do loro la comprensione con cui essi possono venire a Me” Bhagavad Gita 10.10), gli feci presente che qui, upayanti indica parakiya rasa (relazione amorosa). Su questo punto egli era d’accordo con me, affermando: “Si, a quel punto non può esserci nient’altro che parakiya rasa di Vraja La conclusione della Bhagavad-gita deve portare a ciò”.

Riconoscendo Srila Sridhar Maharaj come “un puro Vaisnava, un puro devoto” sin dall’inizio della loro relazione, Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj dava un elevato valore alle sue istruzioni e consigli. Egli voleva spesso consultarsi con lui a riguardo del significato spirituale del suo fallimento negli affari e nelle relazioni familiari.

Un esempio di come Bhaktivedanta Swami Maharaj cercò di aiutare Sridhar Maharaj si vede nell’apprezzamento della sua capacità di divulgazione e nell’abilità di estrarre l’essenza delle scritture. Aiutò Sridhar Maharaj a finanziare la pubblicazione del lavoro originale in sanscrito-bengali intitolato Prapanna­jivanamrta: “II Nettare della sottomissione”. Il libro, contenente originali versi in sanscrito composti da Srila Sridhar Maharaj è una compilazione di diverse scritture Vaisnava, come Srimad­Bhagavatam, include testi estratti da opere di Rupa Goswami ed è diviso in sei parti, in base alle sei divisioni della sottomissione.

Costantemente associati sia in Allahbad e Calcutta, o in altre parti dell’India, la relazione tra Bhaktivedanta Swami Maharaj e Sridhar Maharaj continuò a svilupparsi. Bhaktivedanta Swami Maharaj continua a raccontare del loro incontro: “Nella mia vita familiare, aprii un ufficio a Bombay, per lavoro. La Bombay Gaudiya Math fu stabilita da Sridhar Maharaj e me. All’inizio facemmo due gruppi per raccogliere donazioni. Così guidati da Sridhar Maharaj, Bhakti Saranga Goswami Maharaj e me stesso, li portai dai miei amici chimici e raccolsi circa cinquecento rupie. Sridhar Maharaj predicava, io introducevo e Goswami Maharaj faceva propaganda.”

Nel Srila Prabhupada-lilamrta, Satsvarupa das Goswami ha scritto, “Abhay accompagnava spesso Sridhar Maharaj ed i suoi assistenti ai programmi di predica, dove egli suonava la mrdanga, quando Sridhar Maharaj non stava bene, Abhay guidava gli altri devoti nei programmi di predica, guidando i kirtan, suonando la mrdanga e dando letture sul Bhagavatam”. Mentre a Bombay Bhaktivedanta Swami e Sridhar Maharaj erano al ricevimento in onore di un sannyasi della Gaudiya Math di ritorno dall’Europa; sebbene stupiti per il cambiamento d’immagine dovuto alla mancanza del tridanda – il bastone dei Gaudiya sannyasi, la sikha da Vaisnava e gli abiti tradizionali, erano ansiosi di sapere riguardo la predica in occidente. Il sannyasi commentò, “Facevano domande a cui non potevo rispondere” Bhaktivedanta Swami, molto interessato si informò sulla natura di quelle domande, Sridhar Maharaj ad una ad una rispose a tutte quelle domande. Alla fine, quel sannyasi si ammutolì e Bhaktivedanta Swami chiaramente dichiarò “Oggi l’Europa è stata sconfitta dall’Asia”.

Durante il periodo in cui Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Thakur era in vita, Srila Sridhar Maharaj compose un poema che descriveva la posizione ontologica di Srila Bhaktivinoda Thakur e la linea di successione disciplica derivante da Sri Chaitanya Mahaprabhu. Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Prabhupad era così contento della profondità ontologica del poema e dello stile elegante che rimarcò: “Bhaktivinoda Thakur ha scritto questo poema attraverso di lui. Ora io sono soddisfatto, anche se me ne vado, un uomo rimane a rappresentare le mie conclusioni”. In un ulteriore apprezzamento degli scritti di Srila Sridhar Maharaj, Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Prabhupad informò gli editori dei periodici della Gaudiya Math: “Se voi includerete gli scritti di Srila Sridhar Maharaj, la qualità delle vostre pubblicazioni accrescerà grandemente”. Dopo la scomparsa di Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Prabhupad nella Gaudiya Math c’erano delle divergenze. Con piena conoscenza degli eventi circostanti la disintegrazione della Gaudiya Math, Bhaktivedanta Swami disse ai suoi discepoli nella stessa coversazione del 1973, “La nostra relazione è molto intima. Dopo la rottura della Gaudiya Math, lo volevo formare un’altra organizzazione, facendo Sridhar Maharaj il capo.” Reciprocando l’apprezzamento, Sridhar Maharaj consigliò ai leaders della Gaudiya Sangha di conferire il titolo di “Bhaktivedanta” ad Abhay Caran. Qualche tempo dopo il suo sannyasi-guru, Sripad Bhakti Prajnan Kesava Maharaj, uno dei più anziani discepoli di Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Thakur e primo discepolo sannyasi di Sridhar Maharaj, diede sannyasi ad Abhay Caran, mantenendo il titolo di “Bhaktivedanta” e conferendogli il nome sannyasi di “Swami.” Quando Bhaktivedanta Swami ritornò in India nell’ottobre del 1967, dopo il successo della sua iniziativa di predica in America, stette con Sridhar Maharaj a Nabadwip ed osservò la cerimonia del suo Vyasa-puja. A quel tempo, Bhaktivedanta Swami scrisse una lettera ai suoi discepoli dicendo: “Ieri siamo arrivati a Nabadwip dhama. Questo luogo è una fondazione di uno dei miei confratelli. È un posto grande e meraviglioso, ed il mio confratello Srila B.R. Sridhar Maharaj ha messo a nostra disposizione un’intera casa per la nostra permanenza. Egli ha accettato anche di cooperare con la nostra società. Noi dobbiamo osservare le celebrazioni in occasione della sua nascita ed i brahmachari devono imparare come celebrare la nascita del loro maestro spirituale”. In seguito, Bhaktivedanta Swami chiese a Sridhar Maharaj di divenire il presidente della nuova società appena formata, l’Associazione Internazionale per la coscienza di Krishna.

Durante le celebrazioni del Vyasa-Puja, un discepolo di Bhaktivedanta Swami vide il suo maestro e Sridhar Maharaj pienamente assorti in una profonda discussione in bengali. Il discepolo s’informò da Bhaktivedanta Swami qual era la natura del loro parlare, ed egli gli replicò, “Se te lo dicessi, tu sverresti. Sridhar Maharaj ha delle realizzazioni molto elevate.” Così Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj considerava continuamente Sridhar Maharaj come suo consigliere per tutta la sua vita come è chiaro nella seguente lettera da lui scritta a uno dei discepoli di Srila Sridhar Maharaj, Srila B.S.Govinda Maharaj. Preoccupato della sua debole salute, egli aveva scritto a Srila Sridhar Maharaj chiedendo se doveva continuare a vivere negli Stati Uniti o ritornare in India per vivere i suoi ultimi giorni a Vrindavana. Dopo aver ricevuto la risposta di Srila Sridhar Maharaj, egli scrisse: “Quello che Sripad Sridhar Maharaj ha deciso, Io lo metto sulla mia testa. Egli è il mio benefattore. Dopo la dipartita di Prabhupad è appropriato che io debba accettare la sua direzione. Ho ricevuto da lui l’indicazione di vivere in questo paese per sempre.” Qualche volta si dice che il contributo della predica può essere giudicato secondo il numero di templi costruiti, di devoti convertiti e di libri pubblicati e distribuiti. Srila Sridhar Maharaj viaggiò e predicò ampiamente in tutta l’India, accompagnando personalmente Bhaktsiddhanta Saraswati Thakur per molti anni. Quasi sessant’anni fa, egli fondò la Sri Chaitanya Saraswati Math sulle rive del Gange a Nabadwip Dham, che adesso è una prosperosa istituzione. I suoi seguaci hanno costruiti templi nelle maggiori città del mondo intero. I suoi scritti in sanscrito ed in lingua bengali sono stati apprezzati sia dagli studiosi che dai devoti per la loro originalità, profonda realizzazione per il brillante” stile poetico. Le sue pubblicazioni sono distribuite ampiamente in tutto il mondo, tradotte in inglese, spagnolo, hindi, portoghese, tedesco, francese, italiano ed in tante altre lingue.

Attraverso la sua vita, Bhaktivedanta Swami ha sempre mantenuto un alto rispetto ed un rapporto confidenziale con Srila Sridhar Maharaja. Egli considerava che quando non era possibile per i suoi discepoli procedere direttamente sotto la sua guida, essi avrebbero dovuto prendere le direttive da Sridhar Maharaj. Una volta scrisse una lettera ad uno dei suoi studenti, “Siccome sei mio discepolo e, penso, un’anima sincera è mio dovere raccomandarti a qualcuno che è competente come siksa-guru. Per il progresso spirituale nella vita dobbiamo riferirci a qualcuno che di fatto sta praticando vita spirituale, quindi se sei davvero serio nel prendere istruzioni da un siksa-guru, ti posso raccomandare a colui che è il più elevato competente dei miei confratelli. Questo è Srila B.R.Sridhar Maharaj, che considero essere anche il mio siksa­guru, per non parlare del beneficio che tu puoi avere dalla sua associazione. Quindi se sei serio a riguardo dell’avanzamento della tua vita spirituale, io ti consiglio di andare da Srila Sridhar Maharaj e questo sarà molto vantaggioso per il tuo beneficio spirituale e sentirò così che sarai salvo. Quando ero in India con gli altri vivevamo con Srila Sridhar Maharaja. Per il futuro puoi far progetti per te ed altri tuoi confratelli ed andare li da lui. Perciò vivi serenamente con Sridhar Maharaj e in questo modo verrai spiritualmente illuminato”. In questo passo, Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj descrive Srila Sridhar Maharaj come “il più competente dei miei confratelli”, “qualcuno che è competente come siksa-guru”, ed in una stupefacente affermazione, egli dichiarò: “Io considero Srila Sridhar Maharaj essere il mio siksa-guru, così che potrete trarre beneficio dall’associazione di quello che lui dice!”.

Quello che Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj intende per siksa-guru, è spiegato meglio con le sue proprie parole. Nella sua spiegazione dell’Adi Lila del Chaitanya-caritamrta, egli afferma: “Si deve riconoscere al maestro spirituale istruttore di essere come la Suprema Personalità di Krishna. Krishna Kaviraj Goswami stabilì che ci sono due tipi di maestro spirituale istruttore. Uno è una persona pienamente liberata ed assorta nella meditazione e nel servizio devozionale mentre l’altra persona invoca la coscienza spirituale dei discepoli con rilevanti istruzioni. Non c’è differenza tra il rifugiarsi e il darsi al Signore Supremo, né tra il maestro spirituale iniziatore ed istruttore. Se uno scioccamente li discrimina, egli commette un offesa a discapito del servizio devozionale”. (Chaitanya­caritamrta-Adi-lila 1.47) Sebbene si possa dire che Bhaktivedanta Swami incoraggiasse i suoi confratelli in generale, nessun altro può proporre una simile affermazione di incoraggiamento. Srila Bhaktivedanta Swami possedeva un elevato rispetto ed apprezzamento per Srila Sridhar Maharaj, e Srila Sridhar Maharaj era ineguagliabile nella sua ammirazione e comprensione di Srila Bhaktivedanta Swami, come evidenziato dal seguente elogio: Il nostro Swami Maharaj ha fatto un miracolo! Bhaktivinoda Thakur lo concepì Bhaktisiddhanta Saraswati Thakur lo trasformò in azione ed, attraverso Swami Maharaj, nei suoi ultimi giorni, ciò è stato soddisfatto con notevole ampiezza. Noi siamo felici, siamo contenti ed orgogliosi!”

In risposta a questo discorso, Bhaktivedanta Swami con grande umiltà, con voce rotta dall’emozione e le lacrime agli occhi, replicò: “Così, da guru e Vaisnava, qualsiasi posizione ho ottenuto è dovuta alla misericordia del guru e dalle benedizioni dei Vaisnava. Altrimenti, come avrei potuto fare? Quindi, io desidero che Sridhar Maharaj mi conceda le sue benedizioni come ha sempre fatto e che guru maharaj mi aiuti in modo da poter fare qualche servizio. Con la sua grazia tutto ciò è diventato un successo. Io non ho meriti. Non so come mai tutto ciò stia succedendo, perché non sono qualificato: chadiya vaisnava seva, nistara payeche keba. (Senza il servizio ad un autentico Vaisnava, chi potrà essere libero dalle grinfie di maya?)”.

Dopo la scompàrsa di Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj, Srila Sridhar Maharaj dichiarò: “Io lo considero essere un saktyavesa avatara, e ciò è confermato nei suoi scritti, durante il suo viaggio spirituale attraverso l’Atlantico: come sbarcò in America e la natura dell’inizio del suo movimento, il suo intenso grado di dedizione e dipendenza da Krishna e quanto fosse vuoto da ogni altro tipo di desiderio se non di eseguire l’ordine del suo gurudev, di come Krishna venne giù ad aiutarlo e di come Krishna lavorò attraverso lui. Nel suo poema, Preghiera ai piedi di loto di Krishna, noi troviamo lui implorare Krishna: “Mio caro Fratello, la Tua buona fortuna verrà a Te solo quando Srimati Radharani sarà soddisfatta di Te.” Vedendo il Suo gurudeva Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Thakhur, una delegazione di Radharani ed il suo ordine il servizio divino, egli umilmente affermò che non si sentì degno o adatto ad assolvere il servizio divino, così prese Krishna a fare parte del servizio del suo guru. Si dedicò completamente a quel fine e fu così sincero nella sua preghiera a Krishna che poté assolvere il compito che gli era stato dato dal suo guru maharaj, quella forza divina, quel potere disceso per aiutarlo. Al contrario, ciò è impossibile. Non è una cosa appartenente al livello comune che chiunque farà, ma è la cosa più sublime che è discesa alla posizione più bassa in modo così esteso. Non può che essere il potere divino, personificato e in così grande intensità ed importanza.

Quindi, saktyavesa-avatara, non posso che portarlo ad essere così. Con molto apprezzamento potrebbe esserci un piccolo dubbio sul perché Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj ebbe un implicita fede in Srila Sridhar Maharaj. Egli anche direttamente sentì da Srila Bhaktsiddhanta Saraswati Prabhupad riguardo le qualità straordinarie di Srila Sridhar Maharaj. Nel loro ultimo incontro noto registrato nel 1977, appena precedente alla partenza di Srila Bhaktivedanta Swami da questo mondo mortale, lo vediamo supplichevole verso Srila Sridhar Maharaj per prendere dimora nel suo tempio di Sridham Mayapur.

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La conversazione che segue è trascritta da una loro conversazione registrata nel marzo del 1977.

Bhaktivedanta Swami: Non so per quanto tempo riuscirò ad andare avanti, così sono venuto per vedere Sridhar Maharaj.

Devoto: Se voi ve ne andrete allora il mondo si oscurerà.

Srila Sridhar Maharaj: (a Bhaktivedanta Swami) È meraviglioso che il volere del Signore si manifesti attraverso qualcuno.

Bhaktivedanta Swami: Io vorrei veramente molto Maharaj, che tu venissi a stare a Mayapur. Perchè Prabhupada desiderava sempre che tu predicassi. Più volte me lo diceva: “Perchè non lo spingi fuori?” (entrambi sorridono) Tu lo sai, in una certa misura ci ho provato, ma in qualche modo non ha funzionato. Ora perchè non vieni a stare a Mayapur? Srila Prabhupada mi disse anche: “Sridhar Maharaj è uno dei più fini predicatori”. Voglio portarti dappertutto. Abbiamo un piccolo posto a Mayapur, la gente sta arrivando da tutto il mondo. Perchè non vieni a stare lì? Se accetti, qualsiasi tipo di costruzione vuoi, verrà sistemata per te. Essi mi stanno costruendo una casa, entrambi potremmo stare lì e, quando lo vorrai, potrai venire qui dalla tua Math.

Srila Sridhar Maharaj: Si, fintanto che sono in vita per soddisfare il desiderio di Prabhupad.

Bhaktivedanta Swami: Questo è un mio desiderio sincero. Dal momento che non puoi andare in giro per il mondo e predicare, almeno stai lì (a Mayapur) e la gente verrà da te. Farò questa sistemazione. Se tu resti ciò sarà d’aiuto anche a me. Qualche volta ho bisogno di consultarmi con qualcuno, ma non c’è nessuno con cui possa consigliarmi, sento questo come una grande mancanza.

Devoto: Se egli starà a Mayapur, allora la gente lo ascolterà. Bhaktivedanta Swami: Si, va bene.

Srila Sridhar Maharaj: Si, gente con tutti i tipi di preparazioni culturali verrà lì.

Bhaktivedanta Swami: Si, stanno già arrivando. In quella casa, farò modifiche per un ascensore, così che tu non abbia difficoltà a camminare su e giù per le scale. Non dovrai fare un passo per muoverti, ti prenderò un auto con autista. I miei discepoli mi stanno dicendo che vogliono costruire una casa per me, potremo stare lì entrambi. La maggior parte del tempo io viaggio, e se tu stai lì, loro potranno avere una guida. Quindi, Maharaj, ti prego dammi l’ordine e farò tutte le sistemazioni per te.

Questo Planetario (Il Tempio della Comprensione) sarà costruito sotto la tua direzione. La mia idea è combinare la cultura indiana ed i soldi americani, la politica dello storpio e del cieco. Ho spiegato loro che ciò sarà benefico per il mondo.

Qui, nel loro ultimo incontro, Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj allude profeticamente alla sua scomparsa imminente e rivela che è in questo caso che è venuto a trovare Sridhar Maharaj, con scherzosa amicizia, discutono della riservatezza di Srila Sridhar Maharaj riguardo al lavoro di predica su grande scala. Da parte sua Srila Sridhar Maharaj ha osservato, “Non volevo diventare una grande persona. Non è nella mia natura. Non volevo muovere attorno a me tante persone. Sono soddisfatto proprio con tutto quello che ho. Il mio pensiero spirituale è la mia vita. Le conclusioni delle scritture, i consigli dei mahajana, gustarli, metterli in pratica e discuterli in una piccola cerchia riservata è lo scopo principale della mia vita. Nel nono canto dello Srimad Bhagavatam, Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj scrive, citando Dhruva Maharaj: “Mio caro Signore, sono pienamente soddisfatto di tutto quello che mi hai dato. Non ho altro da chiederti, poiché sono pienamente soddisfatto di essere impegnato nel Tuo Servizio.” Questa è la mentalità di un puro devoto che non vuole niente di materiale o spirituale dalla Persona Suprema. Il nostro Movimento della Coscienza di Krishna è chiamato inoltre krishna-bhavanamrta­sangha, un’associazione di persone che sono interessate semplicemente ai pensieri di Krishna”. Bhaktivedanta Swami afferma che ha sentito personalmente Bhaktisiddhanta Saraswati Prabhupad rivelare le più sublimi qualità di Srila Sridhar Maharaj a cui una volta chiese di andare in Occidente. A questo proposito Srila Sridhar Maharaj una volta disse: “Il mio guru maharaj voleva che andassi in Occidente per predicare, ma non mi considero una persona adatta a predicare in Occidente. Poiché, come puoi vedere, non posso seguire la tua intonazione. Così (ridendo) devo senza dubbio ascoltare, poi potrò parlare. Così, in questo modo, dissi che “se tu mi avessi dato l’ordine, sarei andato” ma non penso di essere adatto a predicare in Occidente. Comunque ciò fu fermato e Goswami Maharaj fu mandato in Occidente”.

Quando Srila Sridhar Maharaj fu scelto, uno dei suoi confratelli venne a lui e rivelò la ragione per cui Bhaktisiddhanta Saraswati lo scelse per predicare in Occidente. Questo confratello spiegò: “Sai perché Prabhupad voleva che tu venissi mandato in Occidente?” Disse: “Perché non poteva essere convertito”. E appena 24 ore prima della sua partenza da questo mondo mortale, Bhaktsiddhanta Saraswati Prabhupad chiamò il suo amato discepolo Srila Sridhar Maharaj, e gli chiese di cantare la canzone di Narottama Das Thakur: Sri-rupa-manjari-pada (I piedi di loto di Rupa Manjari sono il mio tesoro). Srila Sridhar Maharaj richiama alla mente: “Così lo feci, con esitazione. La mia indole è sempre esitante, indietreggiante. Poi Kunja Babu mi chiese di fermarmi. Non ero un buon cantore, così appena egli asserì, mi fermai. Poi Kunja Babu chiese a Puri Maharaj di Kalna di cantare. Così cominciò. Poi Srila Prabhupad fu un po’ infastidito e disse “Non mi piace ascoltare la dolce melodia della canzone”. Così si fermò e io dovetti iniziare ancora con Sri rupa manjari pada, sei mora sampada. Voleva che io cantassi quella canzone. Questo è il compimento della vita di ognuno di noi, essere rupanuga – seguaci di Sri Rupa”. Il confratello più anziano che era presente allo scambio lo ha descritto come una “trasmissione mistica” in cui a Srila Sridhar Maharaj fu data ammissione nell’entourage eterno di Sri Rupa Manjari. Comunque, la visione umile di Srila Sridhar Maharaj è che fu messo come custode, guardiano della devozione (bhakti-raksak), per proteggere le miniere di verità conclusive sulla piena concezione teistica di Sri Krishna, così come fu data da Sri Chaitanya Mahaprabhu. Ulteriormante, esprimendo il suo apprezzamento per le ‘elevate realizzazioni’ di Srila Sridhar Maharaj nella coscienza di Krishna, Srila Bhaktivedanta Swami Maharaj disse: “Voglio portarti ovunque. Almeno nel luogo che abbiamo a Mayapur, la gente arriva da tutte le parti del mondo. Perché non stai lì?” Qualche volta è sorpreso perché Srila Sridhar Maharaj apparentemente non raccolse l’offerta di Srila Bhaktivedanta Swami.

Srila Sridhar Maharaj spiega: “Dissi, certo, proverò ad aiutarti. Qualche volta andrò e vi starò con te. Ma realmente non penso a quel momento in cui sopravviverò a lui”.

Srila Sridhar Maharaj amava molto il famoso lavoro di Sanatana Goswami, il Brhad-bhagavatamrtam, in cui i devoti, il servizio devozionale e Krishna sono descritti molto scientificamente. Sulla base di questa letteratura trascendentale, Srila Sridhar Maharaj ha proposto una predica elaborata esibendo e mostrando grafici, diorama e dipinti con la varietà di sistemi planetari sia materiali che spirituali, come l’ultima destinazione spirituale sia la dimora di Krishna, Goloka Vrndavana. Con fondi insufficienti, Sridhar Maharaj sottomise umilmente la sua idea a Bhaktivedanta Swami, che approvò, dicendo, “Sarà costruito sotto la tua direzione”.

Proprio prima di partire da questo mondo mortale, Bhaktivedanta Swami consigliò ai suoi discepoli più anziani che, quando in sua assenza se ne fosse presentata la necessità, avrebbero dovuto consultarsi con una elevata autorità, cioè Sridhar Maharaj.

In conclusione, chiediamo umilmente che la relazione trascendentale tra Bhaktivedanta Swami e Sridhar Maharaj sia vista e rispettata nei termini della loro eterna posizione spirituale, una relazione di apprezzamento ed affetto tra loro. Dopo la scomparsa di Sua Divina Grazia A.C. Srila Bhaktivedanta Swami Prabhupad, il “Guardiano della devozione”, Sua Divina Grazia Srila Bhakti Raksak Sridhar Dev Goswami Maharaj, ha ripetutamente protetto gli insegnamenti della successione disciplica dalla perversione e dalle false interpretazioni così come fece per più di cinquant’anni, e fu riconosciuto come jagad-guru, o acharya universale.

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Prabhupada Panama

Anche se esteriormente Srila Bhaktisiddanta Saraswati Thakur si comportava come un leone, interiormente era molto dolce, però questo poteva essere solo trovato nella sua dolcezza interiore. Esteriormente, il modo d’amare era da lui venerato con la grandiosità, la soggezione e con il rispetto ma il suo obiettivo era il semplice e bellissimo amore divino di Vrndavana e il suo modo per stabilire questo nel mondo era proprio come quello di un leone. Dopo la sua scomparsa, ho descritto la sua vita in uno sloka. Se lui fosse vivo oggi penso che direbbe che Srila Sridhar Maharaj mi ha imprigionato in una gabbia di poesia.

nikhila-bhuvana-maya-chinnavichinna-karttri

vibudha-bahula-mrgya-mrgya-mukti-ohana-dhattri

sithilita-vidhi-raga-radhya-radhesa-dhani

vilasatu hrdi nityam bhaktisiddhanta-vani

II suo primo atto fu di tagliare a pezzi, con gran vigore, l’intero complesso di sfruttamento e il secondo fu di mettere fine a tutti gli stadi di liberazione calcolati. Con il terzo atto, egli ha minimizzato la durezza e l’inflessibilità di regole e regolamenti del servizio di devozione calcolato, per mezzo di un tocco dell’amore divino: attraversando Vaikuntha, egli ci ha dato l’adorazione di Radha-Govinda. Il calcolo, le regole ed i regolamenti, la soggezione, il rispetto, tutte queste cose vengono minimizzate, controllate e rallentate con la morbidezza di Vrndavana dall’interno e con la severità di una devastatore dall’esterno, egli creò il caos nel mondo materiale lottando contro tutti. Lottare da solo contro il mondo intero e tagliare a pezzi ogni cosa; questo fu il suo comportamento esterno. Il suo secondo atto fu fermare tutti i ricercatori intellettuali e dottorati dei vari dipartimenti e di interrompere la loro ricerca ostentata; e il terzo fu di ridurre, di rallentare gradualmente l’adorazione di Narayana. Egli fece in modo che il dominio d’amore discendesse fino a questo livello di esistenza con il servizio offerto a Radha-Govinda, stabilendo così il flusso d’amore divino dal cuore come il tutto in tutto. Con questo principio noi veniamo a servire l’oggetto della nostra adorazione ed egli ha rappresentato il servizio a Radha­Govinda come il raggiungimento più alto. Questo fu la storia della sua vita. L’esistenza vera di Srila Bhaktisiddanta Saraswati Thakur Prabhupad si trova nel bhaktisiddhanta-vani, i suoi insegnamenti divini. Che questo bhaktisiddhanta-vani possa danzare eternamente nella profondità del tuo cuore.

Brahma gayatri

Il significato del brahma gayatri deve portarci alla conclusione dello Srimad-Bhagavatam. Il gayatri mantra e lo Srimad­Bhngavatam sono la stessa cosa. È il succo del Vedanta-sutra. Lo Srimad-Bhagavatam è il complesso commento del gayatri: (artho’ yam brahma-sutranam bharatartha-vinimayah gayatri-bhasya­rupau’ sau vedarthah paribrmhitah).

Il significato del gayatri mantra deve essere d’accordo con lo Srimad-Bhagavatam. Se noi analizziamo come ciò sia possibile scopriremmo i passi a metà tra il gayatri mantra e lo Srimad­Bhagavatam.

Quale è il significato del gayatri? La parola gayatri è la combinazione di due parole sanscrite: ganat (ciò che viene cantato) e trayate (ciò che concede la liberazione). Ciò significa “un particolare tipo di canzone che ci dà la liberazione, sollievo ed emancipazione”. II gayatri è conosciuto come veda-mata, la madre dei Veda. Poiché è il gayatri che ha prodotto l’intero Veda.

Se esamineremo la conclusione vedica partendo dal suo aforisma più compendiato fino alla sua espressione più estesa, troveremo che comincia con omkara: la sillaba vedica Om. Questa verità è espressa come gayatri-mantra, poi appare nella forma dei veda e infine come Vedanta-sutra.

Infine la conclusione vedica ha dato la sua più piena espressione nella conoscenza vedica che continua in questa linea; il gayatri mantra deve per forza contenere in sé il significato dello Srimad-Bhagavatam – cioè, che la concezione di Krishna come Persona Suprema è la più elevata.

Questo deve essere il significato del gayatri mantra ma il problema è come estrarre lo Srimad-Bhagavatam – la concezione di Krishna – dall’interno del grembo del gayatri. Ho sentito che Jiva Goswami ha dato una sua interpretazione riguardo ciò ma non ho potuto trovare dove fosse scritto. Ho sentito che egli estese il significato di gayatri portandolo alla coscienza di Krishna. Comunque, la ricerca stessa ha svegliato in me il desiderio di accrescere il significato della coscienza di Krishna. Il significato generale del gayatri è “il canto che trasmette la liberazione”. Adesso la liberazione deve aver qualche significato positivo. Liberazione non significa soltanto essere liberi dall’aspetto negativo, ma il raggiungimento positivo. Questo è il significato dato nello Srimad-Bhagavatam: hitvanyatha rupam svarupena vyavasthitih – finché non otteniamo la posizione positiva più alta, la vera mukti, la vera liberazione non è compiuta. Il puro ritiro dal piano negativo non può essere definito liberazione. Hegel ha detto che lo scopo della nostra vita è l’autodeterminazione. Noi dobbiamo determinare la nostra funzione naturale nel totale organico – non semplice emancipazione dal lato negativo, ma partecipazione nella funzione positiva nella sfera del servizio. Ciò è considerato essere il raggiungimento più elevato della vita. Questo è lo scopo del gayatri.

La parola gayatri deriva da due parole sanscrite: ganat e trayate. Trayate significa un conseguimento positivo della tappa finale (svarupena vyavasthithih), e ganat significa non soltanto suono, ma suono musicale. Questo suono musicale ci concede la liberazione positiva più elevata, mostrata con il sankirtana di Sri Caitanya Mahaprabhu e il con canto del flauto di Sri Krishna. Il significato del brahma-gayatri-mantra è come segue . La prima parola è om. Om è il mantra seme che dentro di sé contiene tutto. Bhur è dove noi siamo adesso – Bhu-loka – il mondo della nostra esperienza.

Buvah è il mondo della nostra acquisizione mentale, è il supporto, il bagaglio della nostra esperienza. La nostra condizione attuale dell’esperienza è il risultato della nostra acquisizione mentale. Il fatto che noi siamo qui nel mondo dell’esperienza non è casuale; abbiamo acquisito questa posizione attraverso il nostro karma precedente. La sfera fisica, questo mondo attuale di esperienza è solo il prodotto, il risultato dei nostri impulsi mentali precedenti. E il mondo sottile del karma precedente, la sfera mentale, è conosciuto come Bhuvah-loka. La parola successiva è svah. Sopra Bhuvar­loka sta Sva-loka.

Mondo mentale (Bhuvahloka) significa approvazione e rifiuto: cosa fare e cosa non fare – “questo mi piace, questo non mi piace” – Svah-loka comunque è il livello della decisione, il mondo dell’intelligenza (Buddhiloka). Il nostro intelletto ci dice, “vorresti ciò , ma non farlo, perché poi saresti un perdente”. Quel livello, il piano della ragione è conosciuto come Svahloka. In questo modo, questo mondo materiale è composto da tre strati generali: bhur, il mondo fisico, bhuvah, il mondo mentale, svah il mondo dell’intelletto. Certamente un’analisi più dettagliata ci mostrerebbe sette strati: Bhur, Bhuvah, Svah, Maha, lana, Tapa, e Satyaloka. Di tutto ciò si è occupato dettagliatamente Sanatana Goswami nel Brhad­Bhagavatamrtam. Qui i sette strati sono stati riassunti in tre livelli di esistenza fisica, mentale e intellettuale. E questi tre livelli di esperienza sono stati riassunti in una parola: tat.

La parola successiva da considerare nel brahma-gayatri, è savitur. Savitur di solito significa surya, sole. E sole significa in modo figurato, ciò che illumina tutte le cose. I tre livelli grossolani e sottili di questo mondo ci vengono mostrati da una luce speciale, savitur. Che cos’è? Essa è l’anima. In realtà, il mondo non ci viene mostrato dal sole ma dall’anima. Cosa ci dà la capacità di percepire e ci permette di vedere le cose grossolane? In realtà non è il sole che ci aiuta a vedere: noi vediamo con l’aiuto dell’anima. Ciò si trova nella Bhagavad-gita (yatha prakasayaty ekah krtsnam lokam imam ravih). L’anima ci esprime questo mondo proprio come fa il sole.

Il sole può mostrare i colori ai nostri occhi, l’orecchio ci rivela il mondo dei suoni e la mano il mondo del tatto. Ma in verità nel centro c’è l’anima. È l’anima che dà la luce a questo mondo, che ci dà un giudizio del nostro ambiente, il mondo della percezione. La percezione è possibile soltanto per merito dell’anima. Qui, la parola savitur, che di solito sta ad indicare il sole, può significare soltanto l’anima, perché l’anima come il sole, ci mostra ogni cosa.

Tutti i sette strati della nostra esistenza – rappresentati da bhur, il livello fisico, bhuvah, il livello mentale, e svnh, il livello intellettuale – qui sono stati riassunti in una parola: tat – “quello”.

“Quello” è mostrato dal sole che in questo contesto indica l’anima. Qui anima è intesa come “anima individuale”. L’anima individuale è la causa del mondo. L’intelletto non è nel mondo, ma è il mondo ad essere nella mente. Berkeley disse che il mondo sta nella mente. Qui è spiegato che tutto viene visto con l’aiuto del sole. Se non c’è il sole, tutto è buio – nulla può essere visto. Quindi, senza la luce, niente può essere visto. E in un senso più elevato, luce significa “anima”. L’anima è il soggetto e gli oggetti dell’anima sono i sette livelli di esperienza interni a questo mondo.

La parola successiva nel gayatri mantra è varenyam. Varenyam vuol dire puja: adorabile, venerabile. Ciò indica che, sebbene all’interno di questo livello – il mondo oggettivo – l’anima sia il soggetto, c’è un’altra sfera che deve essere venerata ed adorata dall’anima, cioè l’area dell’Anima Suprema. Quel livello d’esistenza trascendentale è conosciuto come bhargo. Bhargo significa area del super-soggetto, dove risiede l’Anima Suprema ed è menzionato nel primo verso dello Srimad Bhagavatam: dhamna svena sada nirasta-kuhakam satyam param dhimahi. In questo primo verso Srila Vyasadeva dice che qui egli si sta occupando di un altro mondo, la cui gloria originaria è così tanto grande che per mezzo del suo stesso raggio tutti gli equivoci sono respinti. Il soggetto è l’anima e il suo oggetto sono tutti questi mondi di esperienza. E il soggetto supremo è l’area venerabile che è superiore al soggetto – l’anima -, cioè l’area del super soggettivo.

La parola bhargo significa “più sottile dell’anima” e “colui che occupa un posizione più importante dell’anima”. Così, ciò significa l’Anima Suprema, il Paramatma. In generale, naturalmente, la parola bhargo di solito vuole dire luce. Esattamente come un raggio-x può mostrarci quello che l’occhio comune non può vedere, così bhargo è svarupa-sakti: la luce più elevata e potente che ha anche la capacità di rivelare l’anima. E quell’energia – bhargo – a chi appartiene? Essa appartiene al deva. Qual è il significato della parola deva? Deva significa “colui che è bellissimo e gioioso”, cioè Sri Krishna: la Bellissima Realtà. Egli non è una sostanza indifferenziata, ma è pieno di lila, passatempi. Deva significa passatempi e bellezza messi insieme e ciò significa Krishna.

Il suo dominio è bhargo, brillante, ed è varenyam, venerato dalla jiva (anima). E qual è la natura della svarupa-sakti? È vaibhava, l’espansione di Srimati Radharani. Lei possiede la piena responsibilità e l’energia di servire Krishna. Bhargo non ha minore importanza di vaibhava, l’espansione corporale di Srimati Radharani, che contiene tutto per il servizio di Krishna. Bhargo rappresenta Mahabhava, la metà predominata e Deva, Krishna, è Rasaraja, la metà predominante.

Nel gayatri mantra, noi siamo invitati, bhargo devasya dhimahi: “Venite e meditate”.

Quale tipo di meditazione è possibile sul piano della devozione? Non meditazione astratta, ma coltivazione del servizio, krishnanusilanam. “Dhimahi significa prendere parte al flusso spontaneo, la corrente di devozione a Vrndavana.

E quale sarà il risultato (dhiyo yo nah pracodayat)? La nostra capacità di coltivare aumenterà. Poiché serviamo, una capacità maggiore e buona volontà di servire ci darebbero in cambio qualcosa come allo stesso modo gli interessi aggiunti al capitale in banca (dasa kari’ vetan more deha prema-dhana). In questo modo il nostro principio di dedizione aumenterà sempre più. Dhimahi significa aradhana, adorazione. Non può che essere spiegata se non nei termini di aradhana, puja, seva – adorazione, venerazione, servizio amorevole.

La parola dhi deriva dalla parola buddhi, che generalmente vuole dire “ciò che coltiviamo con l’aiuto della nostra intelligenza”. Però, qui dhi indica l’intelligenza degna di venerazione che scende su questo piano per aiutarci a coltivare il servizio. Quindi dhimahi non vuole dire meditazione astratta, ma servizio devozionale. Questo è il significato fondamentale del gayatri mantra.

Gayatri, il canto per la liberazione, vuole dire anche sankirtana. Il kirtana è anch’esso cantato e per di più ci migliora spingendoci verso una meta più alta. Il sankirtana di Sri Caitanya Mahaprabhu ci riabilita nella nostra posizione di servizio più elevata. Così il brahma gayatri in riferimento a Mahaprabhu ottiene il significato di Krishna-kirtana. E poi si raggiunge Vrndavana e il flauto-kirtana.

Quando entriamo a Vrndavana, troveremo che il dolce suono del flauto di Krishna ci aiuterà ad impegnare tutti i servitori di Krishna nei loro rispettivi compiti.

Quando il flauto viene suonato allora le gopi e gli altri devoti, udendo il suono del flauto, verranno ben sistemati nei rispettivi compiti. Durante la notte le gopi correranno al fiume Yamuna, pensando “Oh, Krishna è lì”. E quando Yasoda sente il suono del flauto di Krishna, pensa: “Mio figlio sta lì. Verrà presto a casa”. In questo modo, il suono del flauto impegna tutti i servitori del Signore nelle loro rispettive posizioni e li stimola a essere consci del loro servizio. Nel mio commentario riguardante il gayatri mantra ho scritto dhiraradhanam eva nanyaditi tad radha-padam dhimahi: Tutti gli altri servizi sono rappresentati pienamente da Radhika. Come i rami di un albero, tutti fanno parte di Lei.

Madhura rasa è il principale o mukhya-rasa, il culmine di tutti i rasa. Srimati Radharani è Mahabhava – Lei rappresenta la completa attitudine di servizio.

Il canto del flauto di Sri Krishna, espresso come gayatri mantra ci fa ricordare e ci impegna nel nostro servizio. E qual è il nostro servizio? Il nostro servizio è di arrenderci a Srimati Radharani – e di accettare i suggerimenti di Radharani. Il gayatri mantra ci stimola a ricordare i piedi di loto di Srimati Radharani e di obbedire ai suoi ordini. Lei rappresenta principalmente l’intero aspetto di servizio. Quindi, cercare di impegnarsi al Suo servizio, ai suoi ordini – accettare le Sue direttive e ubbidirLe – quello è servire Sri Radha.

In questo modo, il significato del gayatri mantra ci ha condotto al radhadasyam, l’autodeterminazione (svarupena vyavasthitíh).

Allo stesso tempo, le interpretazioni parziali contenute nei vatsalya e sakhya rasa sono anche parte integrante del calore originale dell’amore coniugale, madhura rasa.

I devoti vatsalya-sakhya serviranno Nanda e Yasoda. I devoti sakhya-rasa serviranno Sridama e Sudama ma alla fine l’intero sistema converge in una concezione che si ritrova in Srimati Radharani.

Radha-dasyam, il servizio di Srimati Radharani è il significato conclusivo che è stato estratto da gayatri mantra. Questo è il fine supremo dalla nostra vita. Non può che essere così. Lo Srimad-Bhagavatam è l’ultima parola, ovvero il teismo completo che va estratto dai Veda, dalle Upanisad e da molte altre scritture. Tutte le verità rivelate raggiungono il loro apice, la loro posizione più elevata, nella concezione data nello Srimad­Bhagavatam.

Inoltre lo Srimad Bhagavatam ci insegna che l’interpretazione più elevata, l’autodeterminazione deve essere trovata nel servizio di Srimati Radharani, poiché sotto la Sua guida potremo servire Sri Krishna. Dobbiamo mettere tutte le nostre energie a Sua disposizione e gli stessi devoti al Suo servizio. Lei sa realmente come servire Krishna. Aspiriamo ad una diretta connessione con il Suo servizio. Qual è il significato del proposito di bhargo?

Bhargo vai vrsabhauja-ntmn-vibhava-eka-aradhana-sri-puram. Bhanu significa il sole, o “colui che si mostra attraverso la luce”.

Radharani è la figlia di “Vrsabhanu”. Perciò ho scelto la parola bhanu, e a rappresentare la Sua personale estensione del sé, ho dato la parola “vaibhava”. Vaibhava significa “ciò che viene alla luce con intraprendenza” o “espansione del sé”. Prabhava è la rappresentazione centrale e vaibhava è l’espansione esterna. Il punto centrale di svarupa-sakti è Srimati Radharani e l’intero svarupa-sakti è la Sua stessa espansione.

La città dimora del Suo bellissimo servizio – cioè il paese, dimora del suo bellissimo servizio – è l’intero svarupa-sakti. Come i raggi di luce si espandono dal sole, così l’intera potenza svarupa-sakti è una espansione della persona di Mahabhava, Sri Radhika.

Lei si sviluppa in una così grande area di brillantezza, di energia interna e da lì offre servizio al Suo Signore. Tutte queste cose necessarie scaturiscono da lei. Per aiutarla a servire il suo Signore sono venute fuori tutte. Quando tutta l’energia interna si condensa in una forma concisa, essa è Mahabhava, Radharani. E quando Radharani vuole servire, Lei si espande in illimitati modi diversi. Inoltre, con qualche aiuto di Baladeva e Yogamaya, il mondo spirituale intero, Vrndavana, Mathura e Vaikuntha inclusi, si evolvono per assistere Srimati Radharani nel suo servizio a Sri Krishna.

In questo modo, vi ho dato una spiegazione del radha-dasyam, inteso come il significato del gayatri mantra e inoltre ho cercato di mostrarlo con i versi in sanscrito.

Nitai Gaura Haribol