Harinama Sankirtan

Harinama Sankirtan

Il ballo ed il canto del Maha Mantra
Hare Krishna
Hare Krishna
Krishna Krishna
Hare Hare
Hare Rama
Hare Rama
Rama Rama
Hare Hare

fu inaugurato cinquecento anni fa da Caitanya Mahaprabhu.
In realtà, già nella Katha Upanishad, cinquemila anni fa, si annunciava che, per l’auto-realizzazione, nell’era di Kali Yuga (era attuale) si sarebbe cantato il Mantra dei Nomi del Signore.
Però Mahaprabhu realizzò concretamente questa profezia, la diffuse pienamente e la spiegò in una maniera molto bella.
Quindi, il cantare ed il ballare sono una grande tradizione spirituale, sono inseparabili dalla cultura Vedica.
Per cantare con successo uno deve essere umile, deve considerarsi più insignificante di un filo d’erba, sempre disposto ad offrire onore agli altri, senza chiedere onore per se stesso ed essere più tollerante di un albero.
Con questo stato mentale umile, uno può sempre andare avanti con il Santo Nome, con tutto questo, con questo messaggio.
Quindi, il canto è una grande purificazione e tutti dobbiamo parteciparvi al massimo delle nostre possibilità.
Magari non possiamo andare a cantare tutto il giorno, come alcune anime molto fortunate
del gruppo di Harinam Sankirtan di alcune città, però, perlomeno una volta a settimana, uno può partecipare.
Uno deve essere sempre in attesa che i Santi Nomi ed il messaggio dei Santi Nomi siano distribuiti.
E’ pertanto qualcosa di molto bello, è un privilegio che uno ha ricevuto, di poter partecipare alla diffusione del cantare e ballare puramente; perché pensate, quando i devoti cantano e ballano non c’è intossicazione, non c’è nulla di strano.
Tutto non è altro che la testimonianza di una tale allegria che a volte i devoti sono talmente contenti da dimenticare addirittura che altri li stanno guardando.
Però in realtà uno testimonia l’amore del suo Signore attraverso Harinam Sankirtan.
Ed in questo modo siamo tutti sempre uniti, perché con lo stesso Maha Mantra e con lo stesso Signore Supremo, nell’Amore e nell’unione dell’Amore uno può realmente gioire pienamente e può cantare e ballare incontenibilmente.
Perché questo è stato descritto, questo è stato glorificato dai puri devoti del Signore.
Srila Prabhupada, il mio Maestro Spirituale, a volte ballava nei festival spirituali come uno non se lo potrebbe immaginare da una persona così anziana.
Io ho visto ballare Srila Bhakti Raksaka Sridhara Maharaj quando praticamente già non poteva camminare bene, però in alcune occasioni provava tanta estasi che saltava e ballava.

Quindi l’allegria naturale ed il desiderio di ballare e di essere contento e condividere con gli altri, questo appartiene già ad una grande tradizione, e tanto più lo possiamo coltivare, tanto meglio sarà per noi.
Il Signore Chaithanya cominciò il canto personalmente.
Lui ed il Pancha Tattva, i Suoi associati eterni ed amati, cominciarono a correre da tutte le parti e bussare alle porte invitando tutti a partecipare al canto

hari haraye namaḥ kṛṣṇa yādavāya namaḥ
yādavāya mādhavāya keśavāya namaḥ

Hare Krishna
Hare Krishna
Krishna Krishna
Hare Hare
Hare Rama
Hare Rama
Rama Rama
Hare Hare

Invitiamo tutti nei templi dalla mattina, all’ora del Mangala Arati, fino alla notte; possiamo cantare e ballare e possiamo viaggiare dappertutto portando questo messaggio, perché colui che canta ha una protezione molto speciale per avanzare nella vita spirituale, e questa protezione è necessaria e uno la ottiene quando canta il Santo Nome.
Per questo dobbiamo essere sempre molto grati di poter cantare il Santo Nome del Signore e questo farà sì che anche la nostra capacità sia ogni volta più adeguata.

Harinama Sankirtan Yajña Ki Jay!

Hare Krisnha!
Haribol!