B.G. verso 66

Sridhara

Deva Goswami Maharaj

VERSO 66

sarva-dharman parityajya
mam ekam saranam vraja
aham tvam sarva-papebhyo
moksaysiyami ma sucah

“Lascia totalmente ogni tipo di religione, e abbandonati esclusivamente a Me. Io ti libererò da ogni tipo di peccato, per cui non disperare”.

Commento

Qui viene cantata la gloria del significato nascosto della Bhagavad-ghita (ghita-gudartha-gauravam): “Abbandona tutte le occupazioni e vieni a Me. Non te ne penti rai, Arjuna, perché Io sono tutto per te, e tu sei tutto per Me. Questa è la più nascosta di tutte le verità nascoste. Che cosa posso dire di più? Troverai questo a Vraja (Vrindavana)”.

Nella retorica sanscrita (alankara) la suggestione ornamentale per la quale il suono di una parola echeggia il suo senso, è conosciuta come dhvani. Qui viene dato tale indizio. Mam ekam sharanam ‘vraja’: “Se andrai a Vraja troverai la più segreta di tutte le verità (sarva-guhyatamam). Il segreto più profondo dell’intimo amorevole cuore viene qui rivelato: Io sono al di là di tutte le concezioni di religione, società, amicizia. La Mia posizione è al di sopra di tutto e nel profondo del cuore di ogni cosa. Nell’eterna terra di Vraja, sperimenterai la bellezza nella sua pienezza. Tralascia tutti gli altri impegni e prospettive, e vieni solo a Me. Il tuo desiderio interiore sarà soddisfatto al di là delle tue aspettative. Troverai una tale dignità in Me, che non subirai alcuna reazione, né te ne pentirai. Questo è il significato più profondo della gloria suprema”.

Quando una persona arriva a concepire questo, vedrà ogni altra cosa come peccato (aham tvam sarva-papebhyo, mokshayishyami). Tutto ciò che generalmente è considerato come un dovere o puro in questo mondo materiale sarà visto come peccaminoso e tutte le concezioni religiose si ridurranno a livello di peccato. Nel piano assoluto, tutto e tutti appartengono totalmente a Krishna, e la minima deviazione da questo ideale non è meglio che commettere peccato. La mera dimenticanza di sé conduce all’impersonalismo e culmina in un sonno profondo. Ma la dimenticanza di sé (sarva-dharman parityaiya) nel servizio di Krishna (mam ekam sharanam vraja) è positiva e viva. È il piano completo, assoluto della vita.

(La ricerca di Sri Krishna)

madhurya rasa si intensifica quando si esprime nella forma di parakiya, ossia di relazione tra amanti. Nel parakiya rasa, le gopi rischiano tutto per il servizio a Krishna. Parakiya rasa assume due forme: in una, non c’è obbligo di sorta; l’unione può avvenire o non avvenire. Per cui, siccome il loro incontro è molto raro, diviene ancora più dolce. C’è un altro tipo di parakiya rasa: ci viene detto che il cibo comune non è appetitoso per Krishna, ma quando prende del cibo rubandolo, è per Lui molto più saporito. Se riusciamo a comprendere quest’arte, possiamo anche applicarla nel caso di parakiya rasa. “Sto ingannando l’altra parte, prendendo ciò che voglio. Sto rubando la proprietà di qualcun altro.” Questo tipo di atteggiamento rende tutto più gustoso per la parte soggettiva.

La parte che si dedica rischia tutto: il buon nome, il posto in società, il futuro e persino le ingiunzioni delle scritture religiose.

(Il vulcano dorato)

Nonostante i divertimenti coniugali di Krishna con le gopi (madhurya-lila) siano supremi, essi non possono sussistere da soli: ci sono molte altre cose presenti nei Suoi divertimenti. I divertimenti di Krishna con i Suoi amici e genitori sono essenziali per supportare i Suoi divertimenti amorosi. Certamente l’amore coniugale é l’elemento principale, però é dipendente da altri acces­sori. Devono esserci la famiglia di Krishna, i Suoi amici e tutti i vari gruppi di servitori. Persino lo stesso am­biente naturale di Vrndavana svolge un compito prezioso nel gioco.

E che cosa é Vrndavana? La sabbia del fiume Yamuna, i boschi, gli uccelli, i pavoni, i cervi, le mucche, i pastori, le grotte della collina Govardhana e i parenti materni… Ogni cosa é presente, ben disegnata e adeguata per sup­portare i divertimenti di Sri Krishna.

La fede è la nostra reale ricchezza
di Sua Divina Grazia
B.R. Sridhara Maharaj


Perché la nostra coscienza scende in questo piano? Perché non ha un’alta concezione dell’esistenza spirituale? Invece la nostra attenzione è riposta in cose materiali nel piano mondano. Pensiamo che alcune medicine, o alcuni intossicanti, ci possono aiutare. Quando non possiamo innalzare la nostra coscienza verso una migliore o superiore sostanza cosciente, allora veniamo a chiedere aiuto in questo mondo materiale. “Queste cose mi aiuteranno” E’ una tendenza suicida.
Non possiamo pretendere di avere una connessione diretta con la più alta sostanza cosciente, allora cerchiamo qualcosa nel basso. E pensiamo: “Con l’aiuto di questo farò avanzamento verso la più alta coscienza. La materia mi aiuterà a capire, ad acquisire coscienza”. Di conseguenza siamo senza fede negli agenti della Verità Assoluta, i
vaishnava. E’ dovuto a vaisnava aparadha (offese ai devoti) che si perde fede negli agenti coscienti del Supremo e ci si dirige verso la sostanza materiale. “Aiutami!” diciamo, ed è perdendo fede nello spirituale e cercando rifugio nelle cose materiali che perdiamo la nostra fede nel supremo. Non possiamo vedere Sua Grazia. Questa è la base di una posizione di intossicazione. La mancanza di fede nell’agente superiore, che è spirituale e possiede le caratteristiche dell’anima, porta a una maggiore aspirazione nell’ottenere un aiuto dalla sostanza inferiore.
Anche la concezione scientifica è così degradante. Degradandosi, si perde fede nell’efficacia spirituale, in Sua Grazia o nella loro posizione, scendendo sotto lo standard. Senza fede.
Non riponiamo fede nel devoto, nelle scritture, o nell
‘acarya. Delusi andremo a cercare aiuto in qualche atomo di materia, “questo mi darà ogni cosa.”
abhyarthitas tada tasmai sthanani kalaye dadau
dyutam panam striyah suna yatradharmas catur vidhah
punas ca yacamanaya jata-rupam adat prabhuh
tato -nrtam madam kamam rajo vairam ca pancamam

Il fascino del mondo materiale,
dhyutam, è ottenere soldi molto facilmente, non in una ordinaria maniera, ma imbrogliando, questo è dhyutam. Anche così è Panam, intossicazione. Questo alimenta il mercato nero, panam. Le energie con cui possiamo collettare in una maniera ordinaria non ci soddisfano ma nel mercato nero vengono riunite energie con panam. Questo è il significato di panam. Voler investire delle energie ma con mezzi ingiusti. Striyah, questo è raso vai sah. Egli è il centro di tutte le estasi, ma noi cerchiamo quell’esperienza di estasi in una maniera molto conveniente dalle cose materiali.
Per esempio, la carne,
mamsa, può essere molto facilmente utilizzabile per la carne nel mio corpo più che altri vegetali. Così tutto è semplice, non in una maniera regolare o appropriata per preservarci, ma a buon mercato, ingannando, e ingrandendoci.
Se una persona ha il pieno controllo sull’oro, può avere il controllo su tutta la prosperità materiale, il dollaro, la sterlina, la rupia, il riso, ogni cosa. Se posseggo oro posso facilmente ottenere ogni cosa. Questo è ingannare. Con una cosa così piccola come l’oro,
jata-rupam io posso controllare l’intera catena alimentare. Posso controllare tutte le necessità degli esseri viventi. Un marketing a buon mercato con un processo ingannevole, non una vita regolare. Con questi cinque processi ingannevoli possiamo diventare imbroglioni, quindi dobbiamo abbandonarli. Dobbiamo essere puri, semplici, veritieri e vivere qui in buona fede e come sinceri parti del tutto. Sei stato messo in galera, non cercare aiuto in altre cose oscure, ma in modo sincero abbandona il tuo fardello che ti è stato imposto e molto presto sarai libero.
Sei un criminale, quindi cerca di comportarti bene così potrai guadagnare la libertà presto. Siamo già criminali in prigione e cerchiamo anche di ingannare gli altri. Quindi, intraprendiamo una vita semplice. Non incorriamo in ulteriori debiti, ma cerchiamo di pagare il debito che abbiamo già contratto. Con questo processo saremo liberi presto. Non con un altro processo artificiale, ma se adottiamo un processo semplice e sincero – non con la diplomazia o altre cose. Semplicemente, “Io sono il più grande criminale. Oh mio Signore, per favore perdonami. Tirami fuori. Per favore sii gentile con me”. Questa è la maniera di comportarsi, non con mezzi artificiali. E’ solo il nostro amore per le cose artificiali che ci ha portato qui. Nel più alto ideale non c’è posto per la diplomazia, inganni o altre cose del genere. Questa è la moda di questo mondo materiale di incomprensioni. Acquisire ogni cosa facilemente significa ingannare gli altri, ma non si può ingannare Dio. Semplicemente va da Lui e pregaLo, “Io sono colpevole, sono così e così perdonami e accettami. Io sono colpevole”. Questo è un modo molto semplice e puro. Anche la tua conoscenza non ti può aiutare, ma è
jnana-sunya-bhakti, pura arresa, arresa totale che può aiutarti. Non ci sono altre ragioni lì. Non difendere la tua causa personale. Completa arresa. Non difendere te stesso, meglio che supplichi il Signore che sei il più nefando. Sarà più utile. Questa è la strada.
Amore Divino. E’contro la concezione dell’ontologia dell’amore che ogni atomo particolare di materia può dare amore,
prema, sentimenti di cuore. Il cuore può essere donato chimicamente? Usando medicine posso ottenere Dio? “Usa questa medicina e Dio verrà a servirti. Io sono un super Dio e ti sto dando questa medicina”. Mai! La maniera più semplice è ‘amore per amore’. Dai te stesso e Lui si donerà a te. E’ semplice e puro. L’arresa al Supremo Lo porta a scendere verso di noi per accoglierci.
sarva-dharman parityaja mam ekam saranam vraja
aham tvam sarva papebhyo mokmayimyami ma sucah

Questo metodo è comprensivo, ragionevole e naturale. “Lascia ogni cosa, tutti gli impegni, e vieni a Me liberamente. Sono pronto per accettarti in ogni momento. Accettare che ogni obbligazione verso ogni altra cosa è interrotta se tu verrai a Me. Io ti darei il benvenuto e ti abbraccerei. Tutti gli impegni verranno interrotti. Qualunque tipo di impegno in cui tu ti imbatterai o pensi di possedere in questo mondo sono discontinui. Solo il mio dovere rimane. I tuoi doveri verso Me sono assoluti e questi altri sono tutti relativi e temporanei. Sono artificiali e improvvisati. I tuoi doveri verso di Me sono complessivamente utili, puri e chiari. Cerca di realizzarlo”.
tesam satata-yuktanam bhajatam priti-purvakam
dadami buddhi-yogam tam yena mam upayanti te

A quei devoti che sono costantemente dedicati a Me, e che si impegnano nel Mio servizio incondizionato, Io gli conferisco divina ispirazione attraverso il quale possono avvicinarsi a Me e rendere un servizio intimo a Me.
In questo verso il Signore dice, “Il più elevato gruppo di Miei servitori (i cui sentimenti sono stati descritti nel precedente verso con la parola
ramanti) sono coloro che sono sempre impegnati (satata-yukta) nel mio servizio con il sentimento coniugale, (madhurya-rasa) con sincero e profondo amore (bhajatam priti purvakam).” Poi Egli dice che darà loro maggiore ispirazione o istruzioni interne attraverso il quale potranno dirigersi verso Lui. (yena mam upayanti te). Già in questo verso e nel precedente, il servizio del devoto al Signore è stato descritto come eterno (con la parola nityam e satata-yukta), la dichiarazione del Signore Krishna darà maggiore ispirazione e attraverso il quale essi potranno venire a Lui appare rindondante. Tuttavia, nell’espressione mam upayanti te (“Essi verranno a Me”), la parola upayanti deve essere precisata come parakiya-bhavena-upapati. Pati significa marito, e upapati significa supremo:
“Per coloro che sono già venuti in contatto con Me in una relazione divina di moglie (
ramanti), Io dono loro una speciale ispirazione per venire a Me come amante (upapati)”. A Vrndavana, il Signore Krishna non è considerato un marito legittimo, ma Egli è il Signore del cuore, trascendentale anche all’idea di marito (parakiya-rasa). Ingannando i loro mariti, le gopi di Vrndavana si uniscono a Krishna. Esse non permettono a una seconda parte di mettersi fra loro e Krishna. Non permettono neanche una intercessione di regole scritturali o leggi sociali, perché la posizione di Krishna è assoluta, e tale relazione è più sincera verso Lui. Questo è il Vrndavan-bhajana, e questo è il significato di upapati. ‘La Mia relazione con loro è indipendente da ogni cosa concepibile. Sorpassa la legge, la società, le scritture e ogni cosa. E’ la più innata e naturale, e non richiede nessuna sanzione sociale o scritturale. Io dico loro, – Potete mostrare rispetto e tutte queste restrizioni e vivere nella società. Ma dal vostro cuore dei cuori voi siete Miei -. Questa è una speciale ispirazione e comprensione che dono a quei devoti.’ (yena mam upayanti te)
“Esternamente ci sono richieste sociali e scritturali, ma la Mia posizione è al di sopra di loro. I
Veda sono le Mie istruzioni per il bene delle masse, per coloro che hanno deviato da Me. E anche la società è sotto la giurisdizione di quelle istruzioni generali date al pubblico da Me. Ma la Mia relazione divina con ogni cosa è intrinseca e indipendente. Non richiede un riconoscimento da nessuno. Tale tipo di relazione è la più alta. E’ costante. Sorpassa tutte le leggi e la società che è guidata dai Veda; ma nonostante ciò, tutti i Veda tendono a ciò”.
Srutibhir-vimrgyam-Vimama-mrgya– i Veda cercano questo ideale, la posizione divina. Nella sezione dello Srimad Bhagavatam che tratta la rasa-lila, i Veda personificati mendicano il perdono:
“Noi generalemente desideriamo darTi una mano, ma non potremo descriverTi come Ti sperimentiamo qui. Adesso capiamo che abbiamo commesso un’offesa, perché non possiamo distribuire questo
rasa-lila, questo Vraja-lila, alle persone”.
vikriditam vraja-vadhubhir idam ca visnoh
sraddhanvito ‘nusrnuyad atha varnayed yah
bhaktim param bhagavati pratilabhya kamam
hrd-rogam asv-apahinoty acirena dhirah

“Una persona regolata, che controlla i sensi, a cui è stata conferita una fede sublime nei divini passatempi trascendentali con Sri Krishna con le
gopi (rasa-lila), e che ha ascoltato quei passatempi divini dalle labbra di loto di un maestro autentico, continuamente canta e narra le loro glorie – tale persona rapidamente ottiene la più elevata forma di pura devozione per il Signore, ed è prontamente capace di eliminare il negativo dal cuore, la lussuria”. (Bhag. 10. 33. 39)
Nei Suoi scritti, Srila Jiva Goswami ha posto rilievo sulla parola
dhira, che significa “controllato nel sè”. Nell’ascoltare questi elevati argomenti, una persona deve entrare nella cultura del controllo del sé, altrimenti sarà distrutto.
naitat samacarej jatu manasapi hy anisvarah
vinasyaty acaran maudhyad yatharudro ‘bdhi-jam vimam

“Nessuno dovrebbe mai pensare di imitare il comportamtneo del Signore e delle
gopi. Se, grazie a una grossolana idiozia, qualcuno cerca di imitare i divertimenti del Signore, sarà completamente distrutto, proprio come quando si cercò di imitare il Signore Shiva bevendo il veleno che proveniva dall’oceano”. (Bhag. 10. 33. 30)
Come i segnali stradali, tutte le scritture rivelate ci mostrano solo la direzione; ma dove? Come? “Non lo sappiamo”. Solo, “In questa direzione Egli può essere disponibile”.
Ovunque e dappertutto, ogni cosa appartiene a Lui. Per una persona che sa questo, tutte le possibilità di piacere sensuale e di sfruttamento sono sradicate. Per esempio, una donna non sposata può avere la possibilità di essere avvicinata da molti, ma c’è meno possibilità per coloro che sono sposate, perché sono già con qualcuno. Similmente, quando siamo disposti a conoscere che ogni cosa è solo per la soddisfazione di Krishna, potremo realizzare che tutta la nostra tendenza a sfruttare svanirà per sempre. Niente rimarrà per essere utilizzato per il nostro piacere di esperienza sensuale. Sentiremo molto profondamente nei nostri cuori che ogni cosa ha la sua esistenza solo per la Sua soddisfazione e non c’è spazio per ogni altro sfruttamento.
Anche noi siamo inclusi lì – la nostra esistenza è solo per la Sua soddisfazione. Ogni cosa è intesa per i Suoi divini passatempi (
lila), e non c’è possibilità per altri passatempi. Tutto è incluso in questo unico lila. L’usurpazione sparirà quando impareremo il giusto utilizzo di ogni cosa. Egli è il proprietario e la proprietà è assoluta. Le scritture, la società, e la legge designano, “questo è tuo, questo è di un altro, o questo appartiene a una terza persona”. Questo è qualcosa di simile a un contratto temporaneo di locazione, ma la proprietà permanente è con tutti i rispetti in Lui. “Tutti loro – possessore e proprietà, maestro e servitore – sono tutti relativi e solo riconosciuti da Lui per il tempo a venire. Il Proprietario Assoluto, il Possessore, e il Goditore è solo Lui.
Quando arriviamo a una tale conclusione, solo allora si può avere completa purificazione dei nostri cuori. Ognuno pensa a se stesso come a molti maestri di molte cose, ma questa è la malattia del cuore (
hrid-rogam). Questo è tutto concepito in uno stato malato della coscienza. In uno stato sano, quando il cuore è salubre, possiamo vedere il Supremo e che ogni cosa è fatta per la Sua soddisfazione.