ILLUMINARE LA VIA DELLA RAGATMIKA-BHAKTI

ILLUMINARE LA VIA DELLA RAGATMIKA-BHAKTI

Discussione sul Raga-Vartma-Candrika

Tridandisvami Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana Gosvami Maharaja

Mathura, India 1991

Devoto: Purtroppo non ho potuto essere presente le ultime volte che hai parlato, ma ho ascoltato le registrazioni. Stavi parlando delle manjari. Quello che ho potuto capire è che il cuore di Sri Rupa Manjari è totalmente dedito al servizio a Radhika e lei sente ciò che Radhika prova. Da ciò che ho ascoltato hai detto che bisognerebbe avere una simile dedizione verso il guru. Senza sottomissione e senza donare il proprio cuore al guru, non funzionerà, specialmente sulla via della raganuga.


Srila Narayana Maharaja: La sottomissione del cuore e la dedizione verso il guru si chiama tadatmya (un cuore solo). Quando un pezzo di ferro viene in contatto col fuoco, le qualità del fuoco si trasmettono al ferro. Quando il fuoco permea il ferro, sarà il fuoco ad avere la capacità di bruciare altri oggetti; il ferro in sé non li può bruciare. Il pezzo di ferro potrebbe pensare di essere il fuoco, nel senso che le qualità del ferro sono diventate un’unica cosa col fuoco; ora può avere le stesse capacità del fuoco.
Similmente Sri Rupa Manjari e tutte le altre manjari sono tadatmika (una cosa sola) con Radhika, perciò l’azione di Radhika diventa l’azione di tutte le manjari. In altre parole, ogni cosa che Lei realizza viene realizzata anche dalle manjari; non ci sono segreti per le manjari. Alcune cose potrebbero rimanere celate per le sakhi, ma non per le manjari.


Devoto: Quindi oggi ricomincerai a parlare da dove hai lasciato l’ultima volta?


Srila Narayana Maharaja: Volete ascoltare il resto? I versi di cui parleremo li trovate nel Bhakti-rasamrta Sindhu. Vi ho già parlato del primo sloka che era:


krsnam smaran janam casya prestham nija samihitam

tat tat katha ratas casau kuryad vasam vraje sada


(Mentre si ricordano Sri Krsna e i Suoi cari associati che si desidera seguire, assorti nelle discussioni dei loro passatempi, si dovrebbe sempre risiedere a Vraja. Se risiedere a Vraja non è possibile, bisogna farlo con la mente).

Avete ascoltato la spiegazione di questo sloka? Si riferisce al ricordo di Krsna insieme ai Suoi più cari associati.


Questo è il secondo sloka:

seva sadhaka rupena siddha rupena catra hi

tad bhava lipsuna karya vraja-lokanusaratah


(Sulla via della raganuga-bhakti, dopo essere stato affascinato dall’intenso amore dei Vrajavasi per Krsna, il sadhaka dovrebbe vivere a Vraja sotto la guida di quei devoti che si sono rifugiati nei Vrajavasi come Rupa Gosvami e Ragunath das Gosvami, ed essere sempre ansioso di servirli con le energie del suo corpo. Col corpo spirituale perfetto (siddha-rupa) deve compiere un prema-seva adatto a lui, e impegnarsi nel servizio a Krsna in accordo al sentimento a lui caro. A questo riguardo dovrà seguire le orme dei residenti di Vraja come Sri Radhika, Lalita, Visakha e Sri Rupa Manjari).


Seva significa servizio. Sadhaka-rupena è in riferimento all’attività che svolge in questo mondo un praticante della raganuga-bhakti, mentre siddha-rupena è in riferimento al corpo spirituale e perfetto, che si ottiene quando giunge un intenso desiderio. Con la grazia di Guru e Krsna, la siddha-sarira (forma spirituale) del devoto gli sarà rivelata nel profondo del cuore. A questo proposito nella Caitanya Caritamrta è scritto (Madhya-Lila 22.157):


mane nija siddha deha koriya bhavana

ratri dine kore vraje krsnera sevana


(Con la propria siddha-sarira che viene rivelata grazie alla misericordia del guru, si potrà servire giorno e notte Sri Sri Radha-Krsna Yugala (la Coppia Divina) a Vraja).


Ogni singola entità vivente possiede un corpo spirituale (siddha-sarira). Anche noi abbiamo il nostro corpo spirituale, ma non si è ancora manifestato; ora è latente sotto forma di seme. Proprio come un intero albero è già potenzialmente presente nel seme, la nostra completa siddha-sarira esiste in noi come seme. Ma poichè ora siamo bahirmuka, abbiamo cioè voltato le spalle a Krsna, quella forma spirituale non possiamo vederla. Quando, grazie alla misericordia di Guru e Gauranga, il nostro desiderio germoglierà e sboccerà pienamente, il siksa o diksa-guru potranno rivelarci la nostra siddha-sarira. Prima ci dirà qual è la nostra identità spirituale costituzionale, come possiamo leggere nel Jaiva dharma: il guru ha rivelato a Vrajanatha e Vijaya-Kumara la loro forma spirituale individuale. La nostra forma spirituale è in stato latente. Srila Bhaktivinoda Thakura ci dice che in una sola vita può esserci svelato, ma vedo che nel nostro caso si tratterà di molte vite ancora. Lui ha semplicemente mostrato la via, vale a dire che è realizzabile.

Quando Vrajanatha e Vijaya-Kumara accettarono diksa, videro Sriman Mahaprabhu con tutti Suoi parikara (associati) al Suo fianco. Quando noi abbiamo preso diksa non abbiamo avuto questa visione, ma loro sono pienamente visibili all’anima realizzata.

Questa è la vera diksa.

Noi siamo entrati nel corso di diksa, ma il corso non è stato completato. Stiamo ancora studiando. Possano Dio e Gurudeva mostrarci la loro grazia così da poter ricevere la completa diksa, cioè divya-jnana (la conoscenza trascendentale) e divya-darsana (visione spirituale). Divya-jnana implica divya-darsana, come successe a Vrajanatha e Vijaya-Kumara. Ricevettero quella visione trascendentale quando presero diksa, e persero i sensi.

Dopo questo avvenimento ricevettero tutte le istruzioni necessarie da Sri Raghunath das Bhabaji a Navadvipa-dham. Poi su suo ordine, andarono a Puri dove incontrarono il discepolo di Vrakesvara Pandita, Gopal Guru Gosvami per ulteriori domande e istruzioni.
Gopala-Guru Gosvami è un vaisnava raganuga e una delle otto sakhi principali. Lui sapeva che Vrajanath aveva il sakhya-bhava e Vijay Kumara il manjari-bhava, e rivelò loro le rispettive identità. Fu così misericordioso che li chiamò uno alla volta e disse: ”Tu sei un pastorello amico di Krsna”, e ”Tu sei una servitrice di Srimati Radhika”.
Ad entrambi diede l’asta-dasakara (18 sillabe) gopala mantra. Dasya, sakhya, vatsalya, e madhura-bhava sono contenuti in questo mantra; esso nutre e supporta ogni rasa. (Sri Caitanya Mahaprabhu ricevette dal Suo gurudeva il dasakara-mantra che è “gopi-janavallabhaya svaha.” Quando “klim krsnaya govindaya” precede “gopi-janavallabha svaha,” esso diventa asta-dasakara, il mantra di 18 sillabe).


Devoto: Hai detto che Gopala-Guru Gosvami ha dato il gopala-mantra ad entrambi, e hai detto che questo mantra è per tutti i rasa.


Srila Narayana Maharaja: Tutto è contenuto nel mantra klim krsnaya govindaya gopi-janavallabhaya svaha, e significa che i rasa di tutte le anime sono supportate da esso.
Ma c’è una cosa da tener presente. Krsna (krsnaya) è la Divinità per chi ha il sentimento dasya e sakhya-rasa. Per questo devoto il nome gopi-janavallabha è un aggettivo che descrive le qualità di Krsna, che qualifica il primo nome.

Chi è Krsna? Il devoto in dasya penserà: ”Lui è il Mio maestro ed io il Suo servitore.” Questo devoto penserà che Krsna è Gopi-janavallabha in modo generico.

Anche per i devoti in sakhya-rasa il nome Krsna è il prominente; questi devoti si soffermeranno sul nome Krsna o Govinda. Tuttavia, coloro che possiedono il gopi-bhava, o il manjari-bhava, si concentreranno su gopi-janavallabha, e le altre due parole krsnaya e govindaya saranno gli aggettivi di gopi-janavallabha.


Devoto: E quelli in vatsalya?


Srila Narayana Maharaja: Anche loro seguiranno lo stesso principio. Loro si concentreranno su Krsna come divinità a loro collegata. Tutti quelli in vatsalya-bhava sanno che le gopi amano Krsna; hanno un’idea di quell’amore, ma non esperienza diretta. Idea ed esperienza sono due cose diverse. I devoti in vatsalya-bhava non sanno in che modo le giovani gopi s’impegnano in scambi amorosi con Krsna, e anche i sakha non conoscono la natura di quegli scambi.

Per chi ha desiderio come quello delle manjari, ‘go’ in questo mantra si riferirà alle gopi. Il devoto mediterà: ”Govinda dà molto piacere (ananda) alle gopi. Questo devoto non penserà ad altri significati. ”Apparendo con le cinque frecce di fiori (il Suo sorriso, il flauto, le guance, le sopracciglia e gli sguardi), Krsna è immensamente attraente.” In questo modo, gli altri due nomi daranno supporto al nome Gopi-janavallabha. Così il devoto in madhurya-rasa vedrà gli altri nomi come aggettivi al nome a cui lui si sente collegato.

In pratica tutti nella nostra sampradaya danno importanza al nome gopi-janavallabha. Grazie alla misericordia di Mahaprabhu, quelli che accettano la nostra sampradaya sono principalmente in gopi-bhava. Alcuni potrebbero avere altri sentimenti come Srivasa Thakura, Murari Gupta, Anupama ed altri.

Perciò Vrajanatha e Vijaya-Kumara ricevettero lo stesso mantra anche se le loro identità spirituali appartenevano a due specifici rasa. Vijaya-Kumara vedeva il suo Gurudeva come una manifestazione di Lalita Devi, e Vrajanatha lo vedeva come una manifestazione di Baladeva Prabhu o Subala.


Potrebbe succedere così. Il Guru ci dà l’ordine di servire sotto la guida di Lalita e Visakha. Anche Rupa-Manjari, che è la prana-sakhi di Radhika (nel gruppo delle Sue più intime servitrici), dà il servizio per imparare a servire come una manjari. Noi possiamo vedere il nostro guru come una manifestazione di Sri Rupa-manjari, non come Rupa-manjari stessa. La nostra visione del guru non dev’essere mayavada.

Avete capito?


Devoto: Puoi spiegare ancora questo punto?


Srila Narayana Maharaja: La visione appropriata è vedere il nostro gurudeva come una manifestazione di Sri Rupa-manjari. Questo è il significato di quando ho detto che Gopala Guru Gosvami era visto come Lalita o come Subala. Significa che era una loro manifestazione, proprio come quando si vedono Narayana, Vamana e le altre incarnazioni di Krsna. Chiunque può vedere il suo guru sotto questo aspetto, in accordo al proprio bhava interiore. Altrimenti se lo consideriamo essere direttamente Rupa-manjari sarà una concezione mayavada (impersonale); è essenziale tenere questa mentalità molto distante.

Quindi in questo verso, seva sadhaka-rupena significa che esternamente si compie servizio come ha fatto Rupa Gosvami. Cosa fece?


sankhya-purvaka-nama-gana-natibhih kalavasani-krtau

nidrahara-viharakadi-vijitau catyanta-dinau ca yau

radha-krsna-guna-smrter madhurimanandena sammohitau

vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

(Sad Gosvamyastakam 6)


(Adoro i sei Gosvami di Vrndavana, che impegnavano tutto il loro tempo nel cantare i santi nomi, cantare canzoni e offrire dandavat-pranama, adempiendo umilmente al voto di completare un determinato numero di giri al giorno. Utilizzando in questo modo le loro vite preziose, vincevano la fame e il sonno. Sempre considerandosi infimi, si assorbivano nell’estasi divina ricordando le dolci qualità di Sri Sri Radha e Krsna.)

A volte andava al Radha-kunda, a volte a Govardhana e a volte a Nandagram. Da Nandagrama a volte andava a Ter Kadamba e altre volte passava un giorno a Uddhava-kyari, Nanda Baithak, Kokilavan e Javat. Lui visitava tutti questi luoghi a lui molto cari. Lui amava stare a Javata perchè Srimati Radhika e tutte le Sue amiche vivevano là. Di notte andavano a Sanketa ad incontrare Krsna, oppure al Seva-kunja o a mezzogiorno al Radha-kunda. Il Radha-kunda ha molta più importanza di tutti gli altri luoghi, perchè i passatempi che si svolgono là di giorno, sono solo del gruppo di Srimati Radhika.


Navin Krsna brahmacari: Gana significa le sue svapaksa-sakhi (le gopi del suo gruppo).

Devoto: Nanda e Yasoda.


Srila Narayana Maharaja: No, loro non vanno mai là.

Perciò le parole sadhaka-rupena ci indicano di seguire i sei Gosvami, specialmente Rupa Gosvami e siddha-rupena si riferisce a seguire Rupa Gosvami nella sua forma eterna di Rupa Manjari. Come sadhaka, Rupa Gosvami è apparso con la forma da maschio, ma nella forma eterna spirituale di Goloka Vrndavana, lui è Rupa Manjari. Quali servizi compie Rupa-Manjari?


tambularpana pada mardana payo danabhisaradhibhir

vrndaranya-mahervarim priyataya yas tosayanti priyah

prana-prestha-sakhi-kulad api kilasaíkocita bhumikah

keli-bhumisu rupa-manjari-mukhas ta dasika samsraye

(Vraja-Vilasa-Stava, verso 38, Raghunatha dasa)


(Lei porta a Radha e Krsna la tambula -la noce di betel- e l’acqua che è stata insaporita con latte e spezie (payo-dhana). Tambul-arpana: Lei porta una brocca d’oro quando Radhika e Krsna vogliono disfarsi del nocciolo di betel dopo averlo masticato.)

Lei porta un contenitore d’oro. Poi abhisara (sete d’amore). Sapete il significato di questa parola? E’ quando Srimati Radhika incontra Krsna a Sanketh-sthali. Per esempio, Lei lo incontra nel giorno di Purnima.

Radhika si veste di bianco nelle notti di luna piena, e anche in altre fasi lunari come il Suklapaksa. Lei si veste completamente di bianco per gli incontri notturni con Krsna, e nelle notti successive si veste con varie gradazioni di bianco in accordo al graduale incrementare della luna. Anche se la Sua carnagione è chiara e molto dorata, in quei giorni le Sue manjari gli applicano su tutto il corpo la canfora e altri ingredienti.


Devoto: Perchè?


Srila Narayana Maharaja: Per farla apparire più bianca.
In questo modo se qualcuno la vedesse la confonderebbe con dei raggi di luna.

Questo è il modo di vestirsi. Inoltre le manjari legheranno le sue cavigliere di modo che non possano fare alcun rumore.

Non si devono sentire rumori. E poichè non dev’ essere vista, il sari e il velo devono essere bianchi. Al contrario, nelle notti di amavasya (luna nera), una sakhi dice a Radhika: ”La notte è scura, perciò dovrai pensare a come recarti all’incontro.” Srimati Radhika a mezzanotte deve fare pratica. Radhika fa prendere alle sakhi dei contenitori pieni d’acqua e li fa versare nel suo cortile per renderlo scivoloso e fangoso.

Devoto: Per fare pratica.


Srila Narayana Maharaja: Poi mettono anche delle spine qui e là su quel terreno fangoso. Creano uno scenario come se Radhika dovesse camminare nella foresta in una notte nuvolosa, con la pioggia che cade pesantemente e rende la terra molto scivolosa, e anche con serpenti e spine. In questa situazione come potrebbe andare da Krsna? Radhika fa pratica durante la notte, si muove cautamente, lentamente, camminando in punta di piedi.


Mentre Lalita sakhi addestra Radhika in questo modo, Rupa Manjari osserva, e il nostro guru in questo mondo come la sakhi-manjari del mondo spirituale, guarda anch’egli.
Le manjari sanno tutto, a che ora devono uscire e in che modo devono uscire, e molto scaltramente preparano tutti gli arrangiamenti. Questo si chiama abhisara. Krsna sta aspettando a Sanketa. La notte è scura e sta piovendo. Arrivano le manjari e dicono a Krsna che Radhika non andrà quella notte. In realtà Radhika è già arrivata, ma è nascosta per vedere la reazione di Krsna. Le manjari per far incrementare il desiderio di Krsna di incontrare Radhika gli dicono: ”Lei non verrà stanotte.” Krsna sta praticamente svenendo in quel momento, e suggerisce un’altra via per far in modo che Radhika Lo incontri. Se le manjari vedono che Krsna sta sinceramente desiderando di incontrare Radhika, vanno subito a dirlo a Radhika. Altrimenti Lei non andrà.
A volte, quando è l’ora dell’abhisara, potrebbe succedere che i parenti, la suocera ecc.. siano ancora presenti in casa. Le manjari devono essere furbe e far in modo di imbrogliare i parenti dicendogli bugie per far in modo che Radha e Krsna s’incontrino. Questo significa abhisara. Le manjari compiono tutte queste attività; loro conoscono molti trucchi e inganni.