LA LUCE DEL BHAGAVATA – parte I

LA LUCE DEL BHAGAVATA

di Sua Divina Grazia

A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupāda

(Una presentazione della fonte
della filosofia orientale
tramite esempi tratti dalla natura)

Scritto a Vrindavana nel 1961 in occasione dell’invito a partecipare al convegno mondiale tenutosi in Giappone sul tema: Coltivazione della Spiritualità Umana.

1. L’arrivo di nubi, accompagnato da tuoni e lampi per tutto il cielo, fornisce un quadro di vivificante speranza. Coperto da profonde nubi bluastre, il cielo appare artificialmente vestito. I tuoni e i fulmini dentro le nuvole sono segni di speranza per un nuovo modo di vivere.
Il cielo sereno, che si espande senza limiti, è paragonato alla Verità Assoluta. Gli esseri viventi sono verità manifestate in relazione alle influenze della natura materiale. La densa nuvola bluastra copre solo una parte non significativa del cielo senza limiti, e questa parziale copertura è paragonata alla qualità dell’ignoranza, o dimenticanza della vera natura dell’essere vivente. Un essere vivente è puro come il cielo senza limiti. Egli però viene coperto dalla nuvola della dimenticanza, a causa della sua tendenza a godere del mondo materiale. A causa di questa qualità, chiamata tamas (ignoranza), egli si considera diverso dal Tutto Assoluto e dimentica la sua purezza, che è simile a quella del cielo limpido. Questa dimenticanza dà luogo, nel falso ego, al separatismo. Allora gli smemorati esseri viventi, individualmente e collettivamente, emettono suoni come le nuvole tonanti: “io sono questo”, “è nostro” o “è mio”. Questa falsa sensazione di separazione è chiamata qualità del rajas e fa emergere una forza creatrice di dominio differenziato nella modalità di tamas. Il lampo di luce è l’unico fascio di speranza che può indurre verso il sentiero della conoscenza, e quindi viene assimilato con la modalità sattva o della bontà.

Il cielo illimitato o il tutto pervadente, Verità Assoluta (Brahman), è non-differente dalla porzione coperta di cielo, ma allo stesso tempo l’intero cielo è diverso dalla parte della frazione che è suscettibile di essere coperta dalla nube scura. La nube, accompagnata da tuoni e fulmini, non può assolutamente coprire il cielo illimitato. Quindi la Verità Assoluta, che viene assimilata all’intero cielo, è contemporaneamente uno con l’essere vivente manifestato e differente da lui. L’essere vivente è solo una particella della Verità Assoluta ed è incline ad essere coperto dalla relativa nube dell’ignoranza.

Ci sono due schieramenti di filosofi, generalmente conosciuti come i monisti e i dualisti. Il monista crede nell’unicità della Verità Assoluta e dell’essere vivente, mentre il dualista crede nelle separate identità dell’essere vivente e della Verità Assoluta. Oltre queste due classi di filosofi vi è la filosofia di acintya bhedabheda tattva, o la verità di simultanea unità e differenza. Questa filosofia fu propugnata dal Signore Sri Caitanya Mahaprabhu nella Sua spiegazione dei Vedanta-sutra. Il Vedanta è lo strumento per le interpretazioni filosofiche, e quindi il Vedanta non può essere di proprietà assoluta di alcuna classe particolare di filosofi. Un ricercatore sincero della Verità Assoluta è chiamato Vedantista. Veda significa “conoscenza”. Ogni dipartimento della conoscenza è chiamato parte della conoscenza Vedica, e Vedanta significa conclusione definitiva di tutti i rami del sapere. Come la filosofia è chiamata la scienza di tutte le scienze, il Vedanta è la filosofia ultimo di tutte le speculazioni filosofiche.

2. Il caldo torrido del sole fa evaporare l’acqua dai mari, dai fiumi, dai laghi, e dai serbatoi, e c’è ovunque poca acqua. Le persone diventano assetate e guardano continuamente verso l’alto aspettando la pioggia, ma in preda alla disperazione. Allora, proprio al momento giusto, torrenti di pioggia cominciano a cadere su tutto il paese, anche sulle dure pietre e la terra ne viene inondata.

Lo stato sociale impone ai suoi cittadini cocenti tasse sotto varie forme – imposta sul reddito, imposta sulle vendite, imposta fondiaria, imposta terminale, accise, tassa doganale e tante altre imposte. Ma a tempo debito, quando le tasse si accumulano e diventano una grande somma di denaro, questo viene utilizzato in vari modi per il benessere dei cittadini.

Tuttavia, a volte capita che i benefici delle tasse cadano come pioggia su uomini di stato dal cuore di pietra, che non sono capaci di utilizzare il denaro in modo corretto e che lo sperperano per la gratificazione dei sensi. L’uomo comune ipotizza che l’ineguale distribuzione della pioggia rappresenti l’ira della natura per i nostri atti peccaminosi. C’è del vero in questo. Per avere una distribuzione equa delle imposte statali prelevate, i cittadini devono essere scrupolosamente onesti e virtuosi. Essi dovrebbero essere onesti nel pagamento delle tasse allo Stato e dovrebbero avere rappresentanti onesti che controllano l’amministrazione. Nell’impostazione moderna degli stati democratici i cittadini non possono avere motivo di lamentele, perché tutta l’amministrazione è condotta dagli stessi cittadini. Se il popolo stesso è disonesto, la macchina amministrativa sarà corrotta. Anche se a un mal governo del popolo si dà un nome un buono o accattivante, se le persone non sono buone non potranno avere una buona amministrazione, a prescindere da quale partito governa l’amministrazione. Quindi il primo principio necessario per un buon governo e un’equa distribuzione del benessere, consiste nelle buone qualità nella coscienza delle masse.

Nei tempi antichi ai re venivano impartite lezioni di filosofia politica da insegnanti ideali, ed i cittadini, da villaggio a villaggio, imparavano i principi di auto-realizzazione in base ai codici vedici sia per il materiale che per l’elevazione spirituale della società. Pertanto, i cittadini erano coscienti di Dio e onesti nei loro rapporti, e i re erano responsabili per il benessere dello stato. Gli stessi princìpi di base sono accettati nei governi democratici dei nostri giorni, poiché un partito politico irresponsabile è sempre destituito per votazione e deve cedere il potere a un partito più
responsabile per un governo migliore.

Nell’amministrazione cosmica c’è solo un partito, che è costituito dai servitori di
Dio e dalle divinità responsabili dei vari pianeti, che mantiene le leggi cosmiche in accordo con gli ordini del Signore Supremo. Ma le persone soffrono a causa della loro stessa follia.

E in cosa consiste questa follia? Nella Bhagavad-gita si dice che la gente deve eseguire i yajna, o sacrifici per la soddisfazione del Supremo.


annad bhavanti bhutani

parjanyad anna-sambhavah

yajnad bhavati parjanyo

yajnah karma-samudbhavah

“Tutti i corpi viventi si nutrono di cibo proveniente da semi, che è prodotto dalle piogge. Le piogge sono prodotte dall’esecuzione di yajna [sacrificio], e yajna nasce dai doveri prescritti” (Bg. 3.14).

Il Supremo è omni-pervadente. Pertanto le persone devono imparare ad eseguire yajna per soddisfare quattro diverse ere, e nella presente età dell’industria del ferro è raccomandato il yajna che illumina la mente delle masse con la coscienza di Dio. Il processo di questo yajna è chiamato sankirtana-yajna, o aggregazione di massa per invocare la perduta coscienza spirituale dell’uomo. Non appena questo movimento sarà ripreso attraverso il canto, la danza, e la festa spirituali,
la gente diventerà automaticamente obbediente e onesta.

L’obbedienza è la prima legge della disciplina. Le persone sono diventate disobbedienti alle leggi di Dio e quindi né la pioggia, né il benessere sono equamente distribuite. L’essere umano che in ultima analisi è disobbediente non può avere alcuna buona qualifica. Quando leader disobbedienti guidano il popolo disobbediente, tutta l’atmosfera dell’amministrazione diventa inquinata e piena di pericoli, come quando un cieco guida molti altri ciechi. Le tasse statali, quindi, in generale dovrebbero essere spese per costruire il carattere delle persone. Ciò porterà felicità ai cittadini dello Stato.

3. Attratte dall’elettricità che permea tutto il cielo e guidate da forti venti, gradualmente le nuvole coprono la superficie della Terra per soddisfare le persone bisognose, fornendo l’acqua che è la sostanza della loro vita. Le nuvole concedono le piogge sull’essere umano, similmente alla misericordia del Signore, che è sempre premuroso verso le necessità dell’essere vivente.

Dobbiamo costantemente tenere a mente che Dio è sempre gentile con noi. Nonostante la nostra grossolana disobbedienza alle leggi della natura di Dio, il Signore è così gentile da provvedere al nostro mantenimento. L’acqua è uno degli elementi più importanti per il nostro mantenimento, perché senza acqua non possiamo né produrre cibo, né placare la nostra sete. L’acqua è anche necessaria in abbondanza per molti altri scopi. Così il Signore ha conservato l’acqua sui tre quarti del globo e l’ha resa salata per preservarla. L’acqua salata non si decompone, e questo è un arrangiamento della Provvidenza. Il Signore ha impegnato il potente sole perché facesse evaporare l’acqua dei pianeti come la Terra e la distillasse nelle nuvole tramutandola in acqua chiara e poi la immagazzinò sulle cime delle montagne, proprio come noi raccogliamo l’acqua in serbatoi sopraelevati per la successiva distribuzione. Parte dello provvista d’acqua viene refrigerata in ghiaccio in modo che non inonderà la terra per motivi non benevoli. Il ghiaccio si scioglie gradualmente durante l’anno, scorre giù lungo i grandi fiumi, e scivola verso il mare ancora perché sia nuovamente conservato.

Ne possiamo dedurre che le leggi della natura di Dio non sono né cieche né accidentali, come concludono gli uomini con una scarsa conoscenza. Dietro le leggi della natura vi è il cervello vivente di Dio, in quanto vi è sempre un legislatore dietro tutte le leggi dello stato. Non è importante se si vede o non si vede il legislatore dietro la comune le leggi; dobbiamo ammettere che c’è un legislatore. La materia non può mai funzionare automaticamente, senza una mano vivente, e quindi dobbiamo ammettere l’esistenza di Dio, il supremo essere vivente, dietro le leggi della natura. Nella Bhagavad-gita il Signore dice che la natura opera sotto la sua sovrintendenza.

mayadhyaksena prakrtih

suyate sa-caracaram
hetunanena kaunteya

jagad viparivartate

“Questa natura materiale agisce sotto la mia direzione, o figlio di Kunti, e genera tutti gli esseri mobili e immobili. Secondo le sue leggi questa manifestazione è creata e annientata in un ciclo senza fine”. (Bg. 9.10)

La natura è solo un potere, e dietro il potere c’è un potente e un cervello, proprio come dietro l’energia elettrica c’è una centrale, dove tutto è manovrato dal cervello dell’ingegnere lì presente. La natura materiale funziona in modo così armonioso, e non alla cieca, grazie alla supervisione del supremo potente Dio.

La stessa cosa viene confermata negli inni Vedici (Atharva Veda). Tutte le leggi naturali sono condotte esclusivamente sotto la supervisione di Dio.

Nei momenti di estrema necessità il Signore distribuisce, sotto forma di piogge, la sua misericordia sulla terra arsa. Egli fornisce la pioggia quando siamo praticamente sul punto di morire per il desiderio d’acqua. Dio è senza dubbio misericordioso, ma Egli elargisce la sua misericordia su di noi quando ne abbiamo più bisogno. Questo accade perché ci dimentichiamo di Dio appena
otteniamo questa misericordia. Dobbiamo quindi costantemente ricordare la misericordia di Dio se vogliamo evitare l’angoscia. Noi siamo eternamente relazionati con Lui, nonostante lo stato di oblio descritto qui sopra. La Bhagavad-gita conferma che le leggi della natura sono rigorose perché sono dirette da tre differenti modalità. Ma colui che si arrende al Signore supera facilmente la severità della natura. Nella Bhagavad-gita, il Signore afferma ciò:

daivi hy esa gunamayi
mama maya duratyaya
mam eva ye prapadante
mayam etam taranti te

“Questa Mia energia divina, costituita dalle tre modalità della natura materiale, è difficile da superare. Ma quelli che si sono arresi a me possono facilmente oltrepassarla” (Bg. 7.14).

4. Dopo abbondanti rovesci di pioggia, i campi e le foreste appaiono, in tutte le direzioni, verdi e rigogliose. Così appare un uomo che ha sopportato severe austerità per ottenere qualche guadagno materiale e che ha già raggiunto il suo fine, giacché un tale uomo è forte, in salute e di bell’aspetto.

Il rigoglio della stagione delle piogge, non è altro che uno spettacolo temporaneo. Appare molto piacevole, ma dobbiamo ricordare che non durerà.

Allo stesso modo, vi sono persone che si sottopongono a severe austerità per fini materiali, ma coloro che sono sani di mente eviteranno tutto ciò. Sostenere severe austerità per un beneficio temporaneo è semplicemente una perdita di tempo e di energie.

Perdite e guadagni materiali sono assegnati in accordo alla formazione di ciascun particolare corpo. Vi sono 8.400.000 specie di vita ed ogni tipo di corpo è destinato a godere e soffrire conformemente alla sua peculiare formazione. I piaceri e le sofferenze del corpo del figlio di un uomo benestante sono differenti dai piaceri e sofferenze del figlio di un povero. Anche se nessuno si sottopone a severe austerità per ottenere sventure, esse verranno anche se non invocate. Allo stesso modo, la felicità che siamo destinati a godere, verrà su di noi anche senza il nostro espresso desiderio.

Anche se possiamo essere in grado di evitare l’angoscia e godere artificialmente di qualche tipo di felicità materiale grazie a realizzazioni temporanee, nella vita questo non rappresenta alcun concreto profitto. Il nostro dovere è quello di raggiungere una felicità permanente e la vita eterna, ed è solo per raggiungere tale fine – per il beneficio finale – che dovremmo intraprendere tutti i tipi di penitenze e austerità.

Questo guadagno finale è possibile ottenerlo nella forma di vita umana. La felicità permanente è possibile quando si è liberi da fonti materiali di felicità, continuare nella schiavitù materiale significa proseguire nelle triplici miserie. Il senso della vita umana è di porre fine a queste miserie.

Non dovremmo cercare di essere belli come i fiori stagionali o come alberi verdeggianti, che sono rigogliosi nella stagione delle piogge, ma fiacchi d’inverno. Essere animati dalle sovrastanti nubi dell’ignoranza e godere della vista del verdeggiare temporaneo, non è affatto desiderabile. Si dovrebbe cercare di vivere nell’illimitato cielo pulito inondato dai raggi del sole e della luna. Questo è ciò che realmente desideriamo. Una vita di libertà nell’eternità, la completa conoscenza e una
atmosfera di beatitudine, è il desiderio del cuore di un’anima illuminata. Noi dovremmo intraprendere ogni sorta di penitenze e austerità per raggiungere quella fonte permanente di felicità.

5. La sera, durante la stagione delle piogge, tutto intorno è buio. Non si vedono le stelle scintillanti all’orizzonte o la gradevole brillantezza della luna. Esse sono coperte dalle nuvole. E le minuscole lucciole diventano preminenti in assenza delle luci nel cielo aperto.

Come in un anno ci sono cambiamenti stagionali, così ci sono cambiamenti di epoche nella durata del mondo cosmico manifesto. Questi mutamenti di ere sono chiamati yuga o periodi. Come esistono le tre influenze della natura, vi sono anche varie epoche dominate da queste tre modalità. Il periodo dominato dalla modalità della bontà è chiamato Satya-yuga, il periodo della passione è chiamato Treta-yuga, il periodo della passione mista all’ignoranza è chiamato Dvapara-yuga, e il periodo dell’oscurità e dell’ignoranza (l’ultimo periodo) è chiamato Kali-yuga o Età della Discordia. La parola kali significa “lite”. Kali-yuga viene paragonato alla stagione delle piogge perché molte difficoltà della vita sono esperite in questa stagione umida.

In Kali-yuga vi è carenza di una guida appropriata. La sera si possono prendere come guide le stelle e la luna, ma nella stagione piovosa la luce della guida viene dalle insignificanti lucciole.
Durante la vita la vera luce è la conoscenza Vedica. La Bhagavad-gita afferma che lo scopo dei Veda è quello di conoscere la onnipotente Personalità di Dio.

sarvasya caham hrdi sannivistho
mattah smrtir jnanam apohanam ca
vedais ca sarvair aham eva vedyo
vedanta-krd veda-vid eva caham

“Sono posto nel cuore di tutti, e da Me viene il ricordo, la conoscenza e l’oblio. Tramite tutti i Veda posso essere conosciuto; infatti io sono il compilatore del Vedanta, e sono il conoscitore dei Veda” (Bg. 15.15).

Ma in questa Era della Discordia vi sono litigi, anche circa il punto dell’esistenza di Dio. Nella civiltà senza Dio dell’Età della Discordia ci sono innumerevoli società, comunità religiose, e sette religiose, la maggior parte delle quali cerca di bandire Dio dalla religione. Le lucciole vogliono essere preminente in assenza del sole e delle stelle, e questi piccoli gruppi che seguono varie concezioni religiose sono come lucciole che cercano di prevalere davanti agli occhi della massa ignorante di persone. Oggigiorno ci sono un certo numero di auto-incarnazioni, seguite dalle gente, che non ne hanno ottenuto l’autorità dalla letteratura Vedica. Vi è frequente concorrenza tra un gruppo di false incarnazioni e un altro.

La conoscenza vedica si assume in una tradizione dal maestro spirituale attraverso la catena della successione di discepoli, e la conoscenza deve essere acquisita attraverso questa catena, senza deviazioni. Nell’attuale Era della Discordia la catena è stata spezzata qua e là, e quindi i Veda ora sono interpretati da uomini non autorizzati che non hanno alcuna realizzazione. I cosiddetti seguaci dei Veda negano l’esistenza di Dio, come nel buio di una torbida sera le lucciole negano l’esistenza della luna e delle stelle. Le persone più sane non dovrebbero farsi raggirare da tali uomini senza scrupoli. La Bhagavad-gita è il riassunto di tutta la conoscenza vedica perché è esposta dalla stessa Personalità di Dio che ha impartito la conoscenza Vedica nel cuore di Brahma, il primo essere creato dell’universo. Lo Srimad Bhagavatam fu esposto in particolar modo per guidare le persone di questa era che è oscurata dalle nuvole dell’ignoranza.

6. Sentendo il suono delle piogge torrenziali, le rane vengono fuori dalle grotte di montagna e cominciano a cantare, come i brahmacari che cantano gli inni vedici su istruzione del maestro spirituale.

In questa epoca di civiltà senza Dio, i saggi dei gruppi religiosi riconosciuti a livello mondiale e che credono in Dio, devono uscire dai loro luoghi appartati e predicare la scienza di Dio, la Volontà Suprema, a tutte le genti.

Induisti, Musulmani, Cristiani e membri di altre sette, che hanno profonda fede nell’autorità di Dio, non devono sedersi pigramente adesso e silenziosamente guardare la rapida crescita di questa civiltà senza Dio. C’è la suprema volontà di Dio, e nessuna nazione o società può vivere in pace e prosperità senza accettare questa verità fondamentale.

Il monito è già cogente, e i leader responsabili di gruppi religiosi devono rispondere insieme e formare una lega di devoti del Signore con una piattaforma comune. Non c’è necessità per le anime realizzate di vivere in un luogo appartato. Le anime perfettamente realizzate, impegnate nel servizio al Signore, non hanno paura di maya, così come i cittadini di uno stato, rispettosi della legge, non temono mai la polizia. Tali impavidi devoti di Dio parlano sempre scientificamente dell’esistenza di Dio, anche con il rischio di morire. Tali devoti di Dio provano compassione per la massa di persone che ha completamente dimenticato il Signore Supremo e che si impegna nella falsa ricerca della felicità che termina con i piaceri dei sensi di cui godono gli animali.

7. I piccoli rivoli, quasi secchi durante i mesi di maggio e giugno, ora cominciano a tracimare gli argini, come arrivisti che improvvisamente straripano dai limiti delle proprie possibilità.

Si dovrebbe imparare la gravità dal mare e dal ruscello. Il mare è sempre entro i suoi limiti, nonostante i numerosi fiumi che versano acqua in esso. Analogamente, si dovrebbero utilizzare correttamente i beni della vita e non sperperarli per scopi che non hanno alcun valore permanente. Persone sfrenate, sensuali giocano con le qualità del corpo e accumulano benessere. Ma la forza del corpo deve essere utilizzata per l’auto-realizzazione, non per la gratificazione dei sensi.
Gli esseri umani hanno due tipi di temperamento. Alcuni sono introspettivi, mentre altri sono eccessivi. Coloro che sono eccessivi sono innamorati delle caratteristiche esterne della bellezza fenomenica e non hanno alcuna visione dell’intera manifestazione. Sono praticamente addormentati all’introspezione e quindi non sono in grado di trarre un valore permanente dal patrimonio della forma umana del corpo. Ma colui che ha sviluppato l’introspezione è austero, così come il mare. Mentre quelli che sono intemperanti sono calmi e tranquilli nel sonno, tali persone rigorose usano il massimo vantaggio della forma umana di vita.

Sebbene le propensioni animali del corpo dovrebbero essere minimizzate, gli eccessivi straboccano temporaneamente nel godimento materiale. Tuttavia, non appena termina la stagione della vita con le piogge, diventano secchi come letti di fiumi asciutti. La vita ha senso per la giusta causa o sat, ciò che esiste per tutto il tempo. Nel mondo materiale nulla è sat o eterno, ma il cattivo affare del mondo materiale può essere utilizzato per il migliore scopo. La mente dedicata agli eccessi è un cattivo affare, ma si può fare il miglior uso della mente con l’introspezione.

8. Il colore verde dell’erba nuova che cresce, i fiori di stagione, le piante a ombrello,
le farfalle e tutte le altre varietà della stagione delle piogge, rappresentano perfettamente una famiglia ideale assorbita nella vanità della propria personale posizione.

Un uomo ricco mostra la propria opulenza in vari modi pittoreschi. Lui possiede un bel bungalow residenziale con adeguata proprietà e un giardino ben curato. La villetta è decorata con mobili e tappeti alla moda. Ci sono automobili con la vernice abbagliante e un impianto radio che riceve e trasmette briose notizie e canti melodiosi. Tutto questo conquista il loro proprietario, come se lui fosse in un mondo dei sogni di sua creazione.

Quando lo stesso uomo era arido come terreni incolti e non aveva alcuna di queste opulenze, era normale nel comportamento, ma dal momento che ha ottenuto tutti questi mezzi materiali di godimento, ha dimenticato il principio che nel mondo tutto viene e va via, come il cambio delle stagioni. Il bel Forte Rosso e il Taj Mahal furono costruiti da Shah Jahan, che ha lasciato il mondo molto tempo fa, e anche molti altri sono venuti e andati via nello stesso luogo, proprio come fiori stagionali. I beni materiali sono solo come i fiori di stagione. O i fiori appassiscono o lo stesso giardiniere lascia. Questa è la legge della natura. Quindi, se vogliamo una vita permanente, conoscenza e beatitudine, dobbiamo cercarle da qualche altra parte, non nella mutevole, temporanea stagione delle piogge, che è traboccante di tante varietà di piacevoli visioni che svaniscono quando la stagione finisce.

Le manifestazioni materiali delle cose non sono altro che pallide rappresentazioni della realtà. Esse sono confrontate con i miraggi nel deserto. Nel deserto non c’è acqua, ma il cervo sciocco rincorre nel deserto l’acqua illusoria per placare il suo cuore assetato. L’acqua non è irreale, ma il luogo dove la cerchiamo è ingannevole. L’avanzamento della civiltà materialistica è proprio come un miraggio nel deserto. Il cervo corre dietro all’acqua nel deserto con gran velocità, e l’illusione di acqua avanza alla stessa velocità del folle cervo. L’acqua non è falsa, ma non dobbiamo cercarla nel deserto. Un essere vivente, dalla sua esperienza passata, ricorda la vera felicità della sua esistenza spirituale originale, ma dal momento che ha egli stesso ha dimenticato, cerca la felicità spirituale o permanente nella materia, anche se questo è impossibile da raggiungere.