Dainya – Umiltà

Dainya – Umiltà

Di Srila Bhaktivinoda Thakura

Dainya che concede ananda (felicità) si manifesta tramite un processo sequenziale di suddha-bhakti, puro servizio devozionale.

Dainya é l’ornamento dei Vaisnava. Il Vaisnavismo privo di umiltà è semplicemente una pretesa di Vaisnavismo. Praticamente l’umiltà di un bhakta aumenta con l’avanzamento nella bhakti o con l’accrescimento della felicita. La maggioranza delle persone di questo mondo si oppongono a Bhagavan e sono assorte in attività illecite, mentre i bhakta sono devoti a Bhagavan e sono estremamente puri. Nonostante ciò i bhakta si considerano privi di bhakti ed estremamente bassi. Essi si considerano le persone più degradate anche se di fatto sono la dimora di tutte le buone qualità e le persone più elevate.

Questo tipo di umiltà è uno dei sopramondani bhava (sentimenti) del bhakta ed e ciò che concede ananda, felicità.

L’umiltà di un bhakta non è ipocrisia, è un’esplosione di emozioni provenienti dal suo cuore.

Vedendo l’eccessiva umiltà dei devoti e dubbiosi della sua natura genuina, alcune persone potrebbero dire: “Questa è ipocrisia.” Tuttavia ciò sarebbe un grande sbaglio. Srimad Gauracandra, nel suo abhimana (ruolo) di servitore di Krishna, si considerava

più insignificante di un filo d’erba. Aggrappato al collo dei devoti Egli piangeva ed implorava la krsna-bhakti: “Sono molto caduto e in basso. Ti prego, concediMi la tua misericordia”. Quando pronunciava questa supplica persino i cuori di pietra si scioglievano e torrenti di lacrime scendevano da occhi che normalmente erano come pietra.

Se una persona vedesse una tale scena con i propri occhi, non percepirebbe l’umiltà del Vaisnava come ipocrisia. Al contrario, egli potrebbe osservare i sentimenti (bhava) intimi del devoto che sono emersi dal suo cuore per la grande intensità e passione suscitata dalla bhakti.

L’umiltà com’è stata insegnata da Mahaprabhu.

Sriman Mahaprabhu ha sommerso il mondo con il flusso del Suo prema. Egli ha irrigato i cuori aridi come deserto di migliaia e migliaia di persone con l’estrema opportunità di associarci con Lui.

Esistono tre modi di pensare. Nel primo i karmi, coloro che ricercano il frutto delle loro attività pensano di dover lavorare per la gratificazione dei loro sensi.

Nel secondo, i jnani o impersonalisti desiderano fondersi nell’Assoluto per liberarsi da tutti i problemi ma alla fine falliscono sempre. Nel terzo, i devoti hanno una determinazione differente.

Noi siamo molto piccoli. Delle influenze opprimenti ci arrivano e noi ci troviamo nei problemi.

Dobbiamo quindi ricorrere all’Infinità Assoluta. Non dobbiamo agire come stelle cadenti che si allontanano da Lui, dobbiamo invece tornare nel nostro luogo originario. Là è presente una natura trascendentale, qui invece gli oggetti fenomenici esistono solamente per breve tempo. Dobbiamo allora avere della determinazione e uno scopo eterni che ci guidano. Potremo ignorare tutte queste influenze della natura e delle scoperte scientifiche se solamente alleniamo la mente ad associarsi con il Tutto Assoluto.

Ci sono molte cose nascoste che non ci sono rivelate, e queste vanno ricevute tramite una ricezione orale.

Il nostro udito ci incoraggia a poter essere toccati da onde sonore provenienti dal messaggero trascendentale così da poter fare progressi verso quella Trascendenza.

“Non ho neppure un sentore di prema per Sri Krishna. Il mio pianto per Lui è semplicemente un’esibizione di buona fortuna. Se avessi veramente prema per Sri Krishna, non sarei in grado di continuare questa inutile vita neppure per un momento non vedendo il viso di loto di Vamsi-vilasi, Colui che compie

passatempi suonando il suo vamsi -flauto- (CC Madhya 2.45)”.

Che meravigliosa umiltà! Che sublime sentimento!

I bhakta di Gaura, che sono le entità piu adorabili del mondo intero, hanno mostrato lo zenith dell’umiltà, Essi indossano abiti semplici, le loro facce inclinate e le loro parole umili costituiscono l’ideale massimo e sono i supremi insegnamenti di dainya.

L’umiltà, la tolleranza e cosi via sono il mezzo del Sri namasadhana patita pavana. Sri Gauranga è venuto in questo mondo per predicare Sri Harinama concedendolo liberamente alla gente del mondo. Tuttavia il primo e principale veicolo di quel nama-sadhana, la pratica del santo nome, è l’umiltà. Con queste sue parole Egli ha detto.

“Colui che pensa di essere piu insignificante di un

filo d’erba, piu tollerante di un albero e che non si

aspetta onori personali ma che e sempre pronto a dare

tutti i rispetti agli altri, e in grado di cantare costantemente

il santo nome del Signore” (Uri Siksastaka, 3).

Un filo d’erba è sempre piegato verso il suolo senza sentirsi afflitto, nonostante sia calpestato dai piedi di tutti. Similmente il Vaisnava si considera la persona più in basso, nonostante sia nei fatti il migliore tra tutti. La sua vita è piena di umiltà e crede di meritarsi di essere calpestato dai piedi di tutti.

Un albero rende servizio dando la sua ombra agli altri mentre tollera per se il calore e la pioggia. Non si addolora neppure dopo aver dato ombra a qualcuno che poi giunge a ferirlo con un’ascia. Similmente i Vaisnava che sono completamente devoti al nama,

sono protettori degli altri, mentre tollerano illimitate pene inflittegli da questi, Essi non diventano avversi a lavorare per il bene degli altri anche se ricevono problemi nel compiere i loro sforzi. Essi offrono il dovuto rispetto a tutti senza aspettarsi onore per

se. Essi soltanto possiedono l’adhikara o le qualifiche per compiere l’harinama-kirtana.

L’assenza di umiltà nella società Vaisnava moderna.

Siamo sfortunati a non vedere più questa umiltà manifestarsi nella società Vaisnava moderna. Tutti sono indaffarati nel far mostra di se e glorificare le proprie qualità: “Io canto un lakh di nomi. La mia condotta è molto pura e sono un grande devoto”.

Queste affermazioni di egoismo sono diventate l’unica testimonianza di Vaisnavismo ai giorni nostri.

Oggigiorno le persone non offrono più dandavat in modo spontaneo, col cuore semplice. Quando due persone si incontrano, generalmente sprecano il tempo dedicato ad offrire dandavat pensando: “Dovrei offrire io per primo il dandavat?” E alla fine uno accoglie l’altro semplicemente dicendo: “Dandavat”.

Vedendo tutti questi segni malaguranti, c’è da temere che nel prossimo futuro l’influenza di Kali entrerà anche nella societa Vaisnava.

Istruzioni su come cantare il nama abbandonando completamente l’ipocrisia

Di che cosa siamo orgogliosi? Siamo ripetutamente intrappolati in grandi illusioni. In ogni istante ci degradiamo; ad ogni nostro passo c’è una spaventosa calamità. Nonostante questo restiamo orgogliosi di noi stessi. Quella personalità che è venuta in questo mondo per predicare il nama e che non ha potuto soddisfarSi neppure cantando costantemente l’harinama, ha dichiarato: “La mia sfortuna è di non aver sviluppato nessun attaccamento per il nama.”

Noi, di contraltare, pensiamo che semplicemente cantando il nama una sola volta, abbiamo sviluppato un estremo attaccamento per esso. Questo sarebbe sufficiente motivo di pentimento, perché allora manteniamo ancora una mentalità demoniaca?

Raccogliamoci tutti insieme. Abbandonando completamente tutti i tipi di ipocrisia rendiamo le nostre vite piene di significato sperimentando l’umiltà che è il segno distintivo del Vaisnavismo, il comportamento stesso di Sri Gauranga è l’ornamento della vita di un devoto.