PRONUNCIA DEL SANSCRITO TRANSLITTERATO

SULLA PRONUNCIA DEL SANSCRITO TRANSLITTERATO


Nel corso dei secoli l’idioma sanscrito è stato scritto utilizzando diversi alfabeti. Senza dubbio la scrittura più usata in tutta l’India è chiamata
Devanagari, che letteralmente significa “scrittura usata nelle città degli esseri celesti”. L’alfabeto devanagari consta di quarantotto caratteri: tredici vocali e trentacinque consonanti.

Il sistema di translitterazione che è stato utilizzato in questo libro corrisponde ad un sistema che durante gli ultimi cinquanta anni gli studiosi in Occidente hanno adottato per rappresentare la
pronuncia dei caratteri dell’idioma sanscrito. È importante notare che questo sistema di
traslitterazione è stato ideato per la lingua inglese; pertanto per la sua lettura in italiano di devono
prendere in considerazione alcuni aspetti che si espongono di seguito.

Le vocali sono pronunciate in modo simile come in italiano. La a, tuttavia, ha piuttosto un suono neutro, molto vicino a quello di o breve. La vocale si pronuncia come la ri di rima. L’anusvara (), che è un suono puramente nasale, si pronuncia come la n di con; la visarga (), che è fortemente aspirata, viene pronunciata come h sorda seguita da una brevissima eco della vocale che precede. Così aḥ si pronuncia aha e iḥ si pronuncia ihi.

Le consonanti gutturali k e g si pronunciano rispettivamente come la c di cane e la g di gatto; altrettanto vale per kh e gh, che sono seguite però da h aspirata. La , anch’essa gutturale, ha un suono nasale come nella parola vengo. Le consonanti palatali c e j hanno un suono dolce rispettivamente come in cinque e gioia; e altrettanto vale per per ch e jh, che sono però seguite da h aspirata.. La (ñ), anch’essa palatale, si pronuncia come nella parola gnomo. Le consonanti cerebrali , e sono pronunciate con la punta della lingua contro il palato, rispettivamente come retro, ladro, sangue; altrettanto vale per ṭh, e ḍh che sono però seguite da h aspirata. Le consonanti dentali t, th, dh e n sono pronunciate come le cerebrali, ma con la punta della lingua contro i denti. Le consonanti labiali p, b e m si pronunciano come in italiano, se seguite da acca, vale a dire ph e bh, sono però seguite da h aspirata. Le semivocali y, r, l e v, si pronunciano come in italiano. Le sibilanti ś, ṣ e s sono pronunciate rispettivamente come spreco, scimmia e santo. Nella lingua sanscrita non esiste alcuna sillaba tonica accentata, il ritmo è determinato dal flusso della sillabe corte e lunghe (queste ultime sono sostenute due volte più a lungo delle prime).